Vietato a pedoni e biciclertte il transito sulla carreggiata veicolare e disagevole se non impossibile l'utilizzo delle ciclopedonali
C’è un problema che, nonostante sia sotto gli occhi di
tutti, sembra non interessare nessuno. Sul gruppo social “Sei di Sasso se…” è comparso un post che riporta una
situazione tanto paradossale quanto preoccupante: sul ponte Leonardo da Vinci
sono state realizzate due corsie ciclopedonali, una per ogni senso di marcia,
complete di segnaletica che vieta il transito di pedoni e biciclette sulla
carreggiata veicolare.
Un intervento che, sulla carta,
dovrebbe migliorare sicurezza e mobilità sostenibile. Tuttavia, la realtà
raccontata dai cittadini solleva più di una perplessità. Le ciclopedonali, così
come sono state progettate e realizzate, risultano di fatto difficilmente
fruibili — se non inutilizzabili — per alcune categorie di utenti: chi si muove
in bicicletta con carrellini, chi spinge una carrozzina per neonati e,
soprattutto, le persone con disabilità.
La domanda che emerge spontanea è
semplice quanto provocatoria: chi ha progettato quest’opera ha davvero pensato
all’accessibilità universale? È stata valutata la reale possibilità di utilizzo
da parte di tutti, come previsto dai principi di inclusione e dalle normative
vigenti?
La sensazione, condivisa da molti, è
che si sia intervenuti più per “fare qualcosa” che per risolvere concretamente
un’esigenza, trascurando l’aspetto fondamentale dell’accessibilità.
Un’infrastruttura pubblica, per essere davvero tale, deve essere pensata per
tutti: bambini, anziani, persone con disabilità, famiglie, ciclisti.
La segnalazione che arriva dai
cittadini non è una sterile polemica, ma un invito a riflettere e, soprattutto,
a correggere. Perché la mobilità sostenibile non può prescindere dalla sicurezza
e dall’inclusione. E perché opere pubbliche realizzate con risorse collettive
devono rispondere ai bisogni reali della comunità.
Ora la
palla passa alle istituzioni competenti, chiamate a verificare, ascoltare e
intervenire. Prima che un progetto nato con buone intenzioni si trasformi
nell’ennesima occasione mancata.
C'è anche chi ironizza: "Forse è il caso di ripristinare il transito con barca sul Reno come è avvenuto fino ai primi del '900"
(Segnalato da Dubbio)




