Visualizzazione post con etichetta centrale elettrica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta centrale elettrica. Mostra tutti i post

venerdì 9 agosto 2024

A Suviana torna nel bacino l'acqua che aveva invaso la centrale

 Al via il procedimento quattro mesi dopo la strage di lavoratori


E'cominciato, nel bacino di Suviana, a quattro mesi dalla strage di lavoratori, il procedimento per reimmettere nel lago l'acqua che aveva invaso la centrale idroelettrica: si tratta di circa 50 mila metri cubi precedentemente filtrati e purificati grazie al nuovo impianto di trattamento realizzato in queste settimane da Enel Green Power Italia.

Le analisi hanno confermato valori nella norma per tutti gli elementi chimici presi in esame.
    L'operazione arriva a quattro mesi esatti dall'incidente che costò la vita a sette persone e richiederà indicativamente dalle sei alle otto settimane di lavoro.

Inoltre, sarà da subito accompagnata da un piano aggiuntivo di controlli da parte di Arpae, con una prima fase che proseguirà per tutto il mese di agosto. In base agli esiti di queste analisi, saranno programmate le attività future.
    "Portiamo a termine un passo determinante verso il ritorno alla piena normalità del bacino di Suviana e del suo territorio - ha detto la presidente facente funzioni della Regione, Irene Priolo, con delega all'Ambiente e Protezione civile, Irene Priolo - frutto di un proficuo lavoro, condotto avendo ben chiari due obiettivi: la celerità dell'intervento e la massima garanzia della qualità delle acque, perché, oltre a essere tutelato dal punto di vista ambientale, il bacino di Suviana è fondamentale per l'approvvigionamento idropotabile. Abbiamo adottato criteri molto restrittivi per ben 137 parametri e continueremo con analisi e controlli serrati anche nei prossimi mesi". (ANSA) 

venerdì 8 agosto 2008

Centrale a Biogas a Lama di Reno


L’ipotesi di un impianto per la produzione a Lama di Reno di energia elettrica tramite una turbina alimentata a biogas ha alimentato un vivace dibattito e ha prodotto due opposte fazioni, i favorevoli e i contrari, che si sono confrontate in un pubblico dibattito tenutosi ieri sera.
Verrà chiesto il parere di esperti per valutare tecnicamente i rischi ambientali.


S’è formato un fronte di residenti a Lama di Reno, per lo più composto da donne, deciso ad opporsi alla installazione di un nuovo impianto a Biogas per la produzione di energia elettrica nell’area industriale della ex cartiera Rizzoli. Ai contrari al Biogas si oppone una seconda cordata che vede nell’arrivo del nuovo impianto l’inizio della riconversione dei 7 ettari lasciati dalla cartiera e destinati ad attività industriali, una possibile ripresa produttiva a Lama di Reno. La funzione del nuovo impianto per la produzione i energia elettrica, che potrà dare lavoro agli ultimi cassintegrati della ex Burgo, sarà quella di rispondere alle richieste di picchi di energia elettrica che si dovessero presentare. Per opporsi alla nuova iniziativa è stata attuata una raccolta di firme che ha avuto numerose adesioni. Giovedì sera in una assemblea pubblica, alla presenza degli amministratori comunali, si sono confrontate le due fazioni e il confronto si è rivelato un dialogo fra sordi. “C’è il rischio di un inquinamento ambientale tale per cui non si possa più vedere la luce del sole”, è stato detto nel primo intervento del pubblico. Affermazione che ha raccolto la reazione rumorosa e sarcastica di chi ritiene la denuncia assolutamente esagerata. A questo intervento sono seguiti numerosi altri, la maggior parte dei quali invitavano l’amministrazione comunale a usare molta prudenza se non addirittura a rinunciare al nuovo impianto. I favorevoli hanno proposto un confronto che metta in campo anche i pareri degli esperti e dei tecnici del settore e che possa guidare il dibattito portandolo alla vera ampiezza del problema e non su un versante emotivo. Il sindaco Edoardo Masetti, dopo aver ricordato che il sì dell’amministrazione comunale è condizionato a una severa verifica di impatto ambientale demandato agli organi regionali e provinciali, si è impegnato a informare la cittadinanza su tutta la procedura e ha assicurato di consentire alla cittadinanza di seguire tutto l’iter procedurale, ora alla semplice ipotesi di progetto, per il definitivo sì o per un diniego.