Visualizzazione post con etichetta Vittime di Marzabotto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vittime di Marzabotto. Mostra tutti i post

domenica 27 settembre 2015

Monsignor Alberto di Chio a Marzabotto.



Il Sacrario Militare di Marzabotto ha ospitato ieri la funzione religiosa in memoria e in suffragio di tutte le vittime della strage nazi-fascista di Monte Sole.  E’ stata officiata, insieme al parroco di Marzabotto, don Gianluca Busi, da monsignor Alberto di Chio, postulatore della causa di beatificazione dei sacerdoti don Giovanni Fornasini, don Ubaldo Marchioni, don Ferdinando Casagrande, anch’essi martiri a Monte Sole.



Alla Messa erano presenti, oltre a molti famigliari delle vittime, il sindaco di Marzabotto Romano Franchi in rappresentanza dell’intera comunità cittadina,  Walter Cardi, presidente Comitato Onoranze Caduti di Marzabotto e per la Pro-loco di Marzabotto organizzatrice dell’iniziativa,  Gian Paolo Frabboni, il quale ha letto il messaggio di partecipazione dell’onorevole Andrea De Maria, ex sindaco di Marzabotto. “Questa è una occasione di grande rilievo, un momento di grande importanza, non solo di Fede, per rendere omaggio ai martiri di Monte Sole”, ha scritto De Maria.
Monsignor Di Chio, nella sua omelia, dopo aver ricordato l’imminenza dell’anniversario della strage,  ha sottolineato il valore della fratellanza per ricercare e perseguire in modo sempre più convinto la pace: non più divisioni ma tolleranza e confronto nel rispetto dei valori.
La funzione, essendo in un luogo militare, è stata accompagnata, nei momenti salienti, dalle note della tromba e si è conclusa con ‘il silenzio’.






venerdì 3 febbraio 2012

STRAGI NAZISTE. LA CORTE DELL’AJA HA DETTO ‘NO ‘ AI RISARCIMENTI A FAVORE DEI FAMIGLIARI DELLE VITTIME DI MONTE SOLE.



Sulla decisione della Corte dell’Aja interviene Andrea DE MARIA (nella foto), ex sibndacio di Marzaboo, che dichiara:

“Esprimo pieno sostegno e solidarietà ai familiari e ai superstiti delle stragi naziste in Italia. La sentenza della Corte dell'Aja amareggia profondamente. Ero Sindaco di Marzabotto nel 2002, quando avviammo, insieme ai familiari, l'iniziativa che portò ai processi contro alcune SS responsabili dell'eccidio. Si trattava, riconoscendo la violenza subita da tanti innocenti, di far sì che anche sul piano giudiziario le democrazie non dimenticassero la barbarie nazifascista. Certo senza conseguenze penali per persone ormai molto anziane, anche perché le prove dei loro crimini furono occultate in Italia nel cosiddetto ‘armadio della vergogna’, ma per segnare sul piano morale, anche attraverso il risarcimento ai familiari delle vittime, la condanna senza ambiguità di quei delitti contro l'umanità. Ora davvero il governo italiano non deve lasciare soli quei familiari e il governo tedesco deve riferirsi a quella sensibilità democratica ed europea che dimostrò il Presidente Rau quando rese omaggio, insieme al Presidente Ciampi, proprio a quei familiari delle vittime dell'eccidio di Marzabotto, Monzuno e Grizzana che oggi vedono rifiutato il diritto al risarcimento.”
Valter Cardi (nella foto), presidente dell’Associazione dei Famigliari delle Vittime, molto amareggiato ha aggiunto: “La sentenza è inaccettabile. Fa rivivere ai famigliari il lacerante dolore che provarono allora. E’ come se li avessero uccisi un’altra volta”. Alla domanda di cosa intende fare ora la sua Associazione, ha risposto: “Valuteremo con i legali quale possa essere la via migliore da seguire. Non è escluso che agiremo direttamente verso la Germania. E’ giusto che i famigliari siano risarciti del danno che la Corte Militare della Spezia ha quantificato in 180 milioni”.

lunedì 1 novembre 2010

Santa Messa per le vittime

Oggi (2 novembre), nel sacrario militare di Marzabotto, alle 10, il parroco e cappellano del sacrario, don Ilario Macchiavelli, celebrerà una Santa Messa in suffragio delle vittime civili uccise dai tedeschi nelle rappresaglie del 1943-45 e dei militari delle guerre 1940 – 45 e 1915 – 18. Alla funzione sarà presente il sindaco di Marzabotto Romano Franchi.

mercoledì 29 luglio 2009

FERMO FRANCHI




“Ho novantuno anni quasi novantadue e li debbo a mio fratello Medardo, alla sua determinazione e al mio intuito che mi ha portato a sfidare la sorte e fuggire davanti al militare tedesco che stava per spararci”, chiarisce subito Fermo Franchi, il superstite ancora in vita della prima strage tedesca a Marzabotto.
“L’averlo seguito mi ha salvato dalle pallottole tedesche, pallottole già in canna della mitragliatrice a noi rivolta”.
Poi Fermo racconta l’accaduto del lontano 23 luglio 1944, quando a seguito di uno scontro fra tedeschi e partigiani a Sibano, era rimasto sul campo un soldato germanico e diversi altri avevano riportate ferite.
Gli occupanti iniziarono subito un rastrellamento per la rappresaglia che intendevano attuare. I militari prelevarono diversi malcapitati e passarono anche dal podere ‘Faggiolo’dove fecero prigionieri anche i fratelli Fermo e Medardo Franchi che assieme ai loro famigliari conducevano appunto il podere Faggiolo.
“Noi due e altri nove uomini fummo radunati in un gruppo e per diverse ore rimanemmo fermi nei pressi del fienile in attesa ”, racconta ancora Fermo. “Mio fratello in diverse occasioni mi propose di tentare la fuga poiché a sorvegliarci c’era un solo soldato. Ma io lo frenavo poiché temevo per le probabili ritorsioni nei confronti dei nostri famigliari”.
A guidare i tedeschi c’erano due miliziani repubblichini, precisa ancora il sopravvissuto che ci fecero capire che la nostra sorte era segnata.
“Poi ci rendemmo conto che l’informazione era fondata poiché fummo costretti a metterci in fila e il soldato tedesco si preparò a fare fuoco contro di noi” ricorda ancora Fermo. “Mio fratello non esitò, fece un balzo in avanti, diede uno spintone al soldato che , pur non cadendo a terra, fu costretto a muoversi per mantenere l’equilibrio. Quasi contemporaneamente a mio fratello balzai in avanti anch’io, poi ci seguì un terzo dei rastrellati. Il tedesco lanciò subito una raffica di mitra che prese in pieno il terzo fuggiasco, ferì me a un orecchio e non raggiunse mio fratello che se la cavò senza alcun danno. Corremmo lungo una capezzagna”, racconta ancora Medardo fino a un punto da poterci riparare alla vista. I tedeschi portarono a termine il loro progetto criminoso fucilando nove poveretti e poi diedero fuoco al fienile. A noi giunsero le insopportabili e strazianti grida di dolore delle vittime”.
Le vittime di Faggiolo sono state recentemente ricordate in un incontro alla presenza del neo sindaco Romano Franchi, figlio di Medardo.

sabato 4 luglio 2009

Dimenticanza o sgarro?

Il comunicato di Valter Cardi circa il 'disappunto' dell'Associazione Familiari delle vittime della strage di Marzabotto, per il mancato invito alla presentazione del Libro ( il Massacro) dei professori Luca Baldissara e Paolo Pezzino.
Il libro tratta della strage di Monte Sole.
" Associo, a quello del presidente Dante Cruicchi, il mio disappunto personale " precisa Cardi, " quale Facente funzioni di presidente del Comitato Onoranza per i caduti di Marzabotto per l'arroganza dimostrata non avendo invitato un soggetto istituzionale quale è appunto il Comitato regionale
".

E' con grande piacere che apprendiamo della presentazione del libro dei professori Luca Baldissara e Paolo Pezzino, che ritiniamo essere sicuramente un'opera di grande valore storico culturale che va ad arricchire ulteriormente la ricerca storica sulla strage di Marzabotto.

Mi preme sottolineare che il libro è anche il frutto di un impegnativo e duro lavoro svolto dall'Associazione famigliari delle vittime di Marzabotto, costituitasi il 4 gennaio 2006, proprio in occasione dell'avvio del processo militare di La Spezia, al fine di coordinare, informare ed aiutare i famigliari nel difficoltoso iter di costruzione di parte civile nel processo.

l'Associazione ha poi lavorato intensamente per diffondere l'informazione attraverso la stampa, in quanto, ne' il Parco di Monte Sole, ne' il comitato regionale per le Onoranze erano in possesso di elenchi aggiornati dei famigliari, ai quali era comunque dovuta l'informazione per offrire la possibilità di partecipare al processo stesso.

I supporti in tutta questa attività sono stati dati dalle Amministrazioni comunali di Marzabotto, Grizzana Morandi e Monzuno, dalla Provincia di Bologna e dalla Regione Emilia Romagna.

Inoltre un ruolo fondamentale lo hanno svolto i testimoni, i sopravissuti che, con ben oltre 100 testimonianze, hanno arricchito un quadro ricostruttivo senza il quale non si sarebbe probabilmente arrivati al risultato delle condanne dei S.S. iscritti, responsabili del massacro.

Attualmente l'associazione conta oltre 300 iscritti, ai quali vengono inviate costantemente le informazioni dovute.

L'associazione, convinta di avere svolto un ruolo istituzionale fondamentale per la ricerca della verità e della giustizia dovute ai famigliari e ai superstiti, nonchè alle collettività di Marzabotto tutta e dell'Europa, continuerà ad operare in questa direzione.

La presentazione di un libro che, per ben oltre 350 pagine, ripercorre quelle indimenticabili atrocità attraverso le sofferte testimonianze di quanti hanno partecipato al processo, a mio modesto avviso, avrebbe dovuto prevedere la presenza anche dell'Associazione dei famigliari delle Vittime, che mi onoro di rappresentare.

Non essere stati invitati lascia molta amarezza perchè la memoria è un patrimonio di tutta la collettività di Marzabotto e non solo di qualche parte.

La convinzione di essere attuali non concede spazio alla logica morale e al rispetto istituzionale scavalcando tutti e tutto: mai in passato in occasioni pubbliche come queste relative alla memoria, si era verificata una tale 'dimenticanza'!

Per le ragioni sopra esposte e per l'umiliazione ricevuta, con grande rammarico l'Associazione Famigliari delle Vittime di Marzabotto, scusandosi con gli autori, non parteciperà alla presentazione del libro.

Valter Cardi