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| Romano Franchi |
Mio malgrado, in
relazione alla vicenda ‘VIAGGIO A SREBRENICA E
SARAJEVO’ sono costretto ad intervenire.
Nel
metodo: la missione, con delibera n. 138 del 1/7/2014 della Giunta comunale è stata
autorizzata, compreso l’uso della Fiat Multipla, dando atto che tutte le
spese di viaggio ( carburante e pedaggi ) “ saranno a carico dei
partecipanti”.
La delegazione era
costituita da cinque giovani, due Consiglieri comunali e tre cittadini in
rappresentanza di altrettante Associazioni attive sui temi della Memoria.
Non esiste nessun
impedimento o regola che non permetta il trasporto di persone che non siano
Consiglieri o dipendenti comunali.
Non c’è nessun
aggravio di costi, né per l’assicurazione, né di altro genere.
Mi pare offensivo per
l’intelligenza delle persone, osservare che i costi fissi del viaggio,
come l’usura ed altro, sarebbero stati diversi se la missione fosse stata
composta dai soli Consiglieri comunali.
La determina n. 445
del 27/8/2014 con la quale sono stati impegnati 444,08 €, servono ad effettuare
un intervento di riparazione ( ammortizzatori, ….
) propedeutico alla revisione che scade il 31/8/2014.
Anche qui, mi pare
offensivo alla normale intelligenza delle persone, collegare questa
riparazione al viaggio in oggetto, tenendo conto che parliamo di un mezzo
che ha superato i 130.000 Km di viaggio.
Nel
merito: partendo dal fatto che l’impegno del nostro Comune sui temi della Memoria e della
Pace è per noi fondamentale, ringrazio la delegazione che ha
partecipato, a proprie spese dimostrando senso civico e generosità e chiedo
al Vicesindaco di proseguire sulla strada intrapresa.
Questi sono i fatti.
Il resto è molto fango.
Il tono utilizzato
dai Consiglieri della lista civica Uniti per Cambiare Marzabotto nella loro
ultima lettera del 28/8/2014 è, in alcune affermazioni, molto
pesante, utilizza termini che respingiamo con forza.
Un conto è chiedere
di essere informati correttamente delle iniziative come quella in questione
e, da questo punto di vista, faremo in modo che ai Gruppi consiliari
arrivino per tempo tutte le comunicazioni, un conto è far passare questo
viaggio come una vergogna, un malcostume, un viaggio di piacere.
Questo è
inaccettabile, perché è l’esatto contrario. Non è la prima volta che molti di noi fanno
fronte con le proprie tasche per coprire delle spese “ istituzionali”.
E su questo non si
scherza.
Attenzione è bene non
andare oltre, la misura è colma.
Accettiamo tutte le
critiche, su qualsiasi materia, tranne accuse di utilizzare fondi
pubblici a scopo personale.
Poi ci sono gli
attacchi ricevuti da anonimi che riteniamo decisamente diffamatori.
Naturalmente non mi
riferisco al gruppo Uniti per cambiare Marzabotto.
Qui, intendo ancora
una volta, consigliare l’amministratore del blog “ Notizie dalla valli
del Reno e del Setta” di non pubblicare commenti di questa natura.
Pensare, che sul
nostro territorio dove tanti hanno dato la vita per la democrazia e quindi
per dare a tutti la possibilità di esprimere il proprio pensiero, ci sia chi
si trincera, dopo 70 anni, nell’anonimato, è veramente triste.
Ci consola sapere che si tratta di una
piccola, ma piccola minoranza.
In merito al consiglio del sindaco, più volte rivoltomi, di non pubblicare più commenti anonimi, ripeto
ancora una volta la mia posizione su questo problema.
E’ chiaro che commenti
negativi e critiche pesanti sull’operato di esponenti e amministratori pubblici
possono dare molto fastidio. C’è comunque sempre il modo di difendersi
rispondendo ai commenti. Il fatto che siano anonimi o firmati è relativo. Pseudonimi
o addirittura firme per esteso non danno alcuna garanzia sulla identità del commentatore.
Mi è capitato infatti che alcuni
commenti a un post relativo alle ‘amministrative di Vergato’, si sono scoperti
firmati con nome e cognome di persone assolutamente all’oscuro delle frasi
scritte a loro nome.
Pertanto rimango del parere che il diritto all’anonimato debba
essere salvaguardato e soprattutto in uno strumento come il blog possa
garantire una pluralità di opinioni espresse senza il timore di essere
classificati o additati. Al politico poi valutare se l’opinione espressa
corrisponde a un sentimento diffuso o meno. Il blog in questo senso è uno
strumento certamente utile per saggiare l’orientamento dell’opinione pubblica.
