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giovedì 1 ottobre 2015

A Marzabotto, 'Srebrenica'.



Sabato prossimo, 3 ottobre, nel Teatro Comunale di Marzabotto, l’attrice Roberta Biagiarelli ( nella foto)  presenta 'Srebrenica', spettacolo  inserito nel programma delle celebrazioni per il 71° anniversario dell’eccidio di Marzabotto.

giovedì 28 agosto 2014

Srebrenica 'scalda' il clima politico di Marzabotto.



Tutt’altro che rasserenato il clima in Consiglio Comunale di Marzabotto dopo l’ormai famoso trasferimento a Srebrenica di una delegazione di marzabottesi per partecipare alle celebrazioni di un eccidio avvenuto in quella città durante il conflitto seguito allo scioglimento dell’ex Yugoslavia.

Le spiegazioni e le motivazioni date dal vice sindaco Valentina Cuppi, in una dettagliata e corposa relazione, non hanno soddisfatto i consiglieri di ‘Uniti per Cambiare Marzabotto’, i quali in una loro comunicazione raccontano  la loro delusione.

 Ecco la replica:

Per l'ennesima volta Lei sta tentando di stravolgere il contenuto della nostra richiesta, volendo in maniera subdola confondere il parere della cittadinanza. Vogliamo subito però chiarire che se questo modo di condurre la vita politica del paese negli anni scorsi ha sempre funzionato, da oggi, con noi, sarà differente.
 La ringraziamo per la sua lezione scolastica di Storia che, se pur meritevole e rispettosa, nulla ha a che vedere con la nostra richiesta di chiarimenti. Ciò che non ci é parso in prima battuta esauriente non é stato tanto il testo della delibera, che vi siete confezionati ad hoc, quanto il non aver risposto circa la presenza di soggetti terzi sul mezzo comunale. L' amarezza che sta provando null'altro dovrebbe essere che la vergogna circa il mal costume che, con questa sua ultima missiva, pare essere un vero e proprio modus operandi che la vs fazione politica mette in pratica ormai da diversi anni.
Proviamo pieno rammarico e tristezza quando i temi toccano morte e sepoltura, quando disquisiamo di vittime di guerre ingiuste ed eccidi, di qualsiasi natura essi siano, tanto da non permetterci nemmeno lontanamente di mettere in discussione la sua presenza o la sua missione umanitaria. Siamo onorati e orgogliosi del motivo che l'ha spinta  a recarsi a Srebrenica, tanto da riuscire a creare un network con le associazioni locali, ma questo prescinde il fatto che le regole sono  regole e come tali vanno rispettate. Del resto i partiti che vi sostengono sono anni che stanno cercando di far si che ciò accada in questo paese, ed ora? Non sarete mica voi, accaniti loro sostenitori, a fare il contrario vero? Sta di fatto che, speriamo di doverglielo spiegare per l'ultima volta, non essendo a conoscenza ne' del viaggio, ne' del motivo dello stesso, abbiamo raccolto alcune informazioni in paese (ovviamente da fonti attendibili) tanto che a Sarejevo ci sete comunque stati (qui non in veste ufficiale, ma di piacere, da quanto ci racconta sia lei che il Sig. Ferri).

Venendo poi, finalmente alle sue deludenti, quanto dovute, giustificazioni circa i passeggeri, ci duole doverle far notare, nonostante sia lei il vice sindaco, che l'utilizzo dell'auto comunale ci pare non consentito al personale non addetti ai lavori (tranne i membri del consiglio comunale o dipendenti comunali), al contrario se non dovesse risultarle le chiediamo di fornirci prova documentale di quanto sostiene.
L'atteggiamento anti democratico che le contestiamo, inoltre, é proprio il fatto di essersi rivolta ad altri personaggi per un evento così importante e non alle opposizioni comunali di quel momento, che avrebbero avuto più diritto di altri di sedere sul mezzo comunale al fine di portare anche altre visioni politiche

all'evento a Srebrenica. I soggetti che erano con lei potevano rappresentare qualsiasi associazione locale lei voglia,ma se tanto interessati potevano recarsi nei luoghi suddetti con un loro mezzo e non a spese del comune, poichè il costo chilometrico dell’auto (per costo chilometrico si legga assicurazione – usura autovettura ecc.ecc. rilevabile dal sito dell’ACI) è comunque un costo per il Comune.
Ogni altra valutazione personale aggiunta ci pare inverosimile, poiché se il solo problema poteva essere dividere le spese, avrebbe ottenuto lo stesso risultato chiamando con lei gli esponenti delle opposizioni, ed ecco, sempre che per voi la matematica non sia un'opinione il gioco era fatto.
Respingiamo inoltre, la sua gravissima illazione circa l'accusa che noi avessimo potuto infangare la missione del viaggio, a cui le chiediamo tassativamente immediata smentita onde evitare azioni volte a difendere la dignità e la correttezza delle nostre richieste. Ci rendiamo conto, visto come ci sta rispondendo, che per voi l'informazione diffusa sia diventata un problema tanto da mettervi in difficoltà fino a spingervi a scrivere missive con un tale tono di arroganza, come la suddetta; ma noi di UNITI PER CAMBIARE MARZABOTTO esigiamo che tutti i cittadini siano quanto più informati possibile circa il "lavoro" e le vostre scelte/ decisioni territoriali.
Ed ancora, lei forse non vuole capire che il problema non era chi veniva ritratto nella foto, chi fossero i passeggeri, ma bensì la natura della loro presenza, a noi non importano i nomi e i cognomi, anzi ci fa piacere che i tre ragazzi ritratti siano così attenti e vivi nella vita politica del territorio, ergo, per quale motivo dovremmo discutere la loro presenza a Bologna il 2 agosto? Sarebbe un problema se tali avessero raggiunto Bologna con mezzi comunali, allora si che potremmo sostenere che ci sia un' abitudine di "bla bla car";
Anche in riferimento alla nostra presenza alle due iniziative nominate, vorremmo ricordare che la maggioranza in quanto tale ha l'obbligo più di tutti deve rendere conto del proprio operato agli altri, ma visto e considerando che noi siamo persone trasparenti e limpide, vogliamo informarvi che in riferimento alla giornata del 2 agosto il consigliere Battistini era occupato in un importante impegno lavorativo mentre il consigliere Carbonaro era impegnata nella redazione di un atto di appello in scadenza; in riferimento a  Sant'Anna di Stazzema, come già riportato ai media locali, nessuno per l'ennesima volta ci aveva informato di tale possibilità, e francamente riteniamo poco rispettoso e inaccettabile appendere attraverso una locandina appesa alla porta del municipio la possibile partecipazione ad un evento simile.

Prova ne è il fatto  che all'inizio del nostro mandato ci pervenne una mail mezzo posta certificata che ci invitava all'evento Reno Splash, c/o il parco Peppino Impastato di Marzabotto, quindi le possibilità qui possono essere solo due, o l'amministrazione comunale ritiene di serie b alcuni eventi rispetto ad altri (Reno Splash piuttosto che Srebrenica o Sant'anna di Stazzema) oppure semplicemente qualcuno non riteneva opportuno invitarci a certi eventi.  
Nessuna  volontà di distorcere l'amore per la nostra comunità ma al contrario la volontà di dimostrare a tutta la cittadinanza il cattivo esempio e l'incoerenza che contraddistingue questa amministrazione, che crede e pensa di essere l'unico interlocutore con i cittadini, lavorando e decidendo e interpretando costantemente, in modo autonomo, il desiderio e il pensiero di tutti. Pertanto ci auguriamo che il Sindaco e il Vice Sindaco a cui piace fare tanto sarcasmo a quanto pare, i denti li abbiano ben buoni, per evitare nel futuro di dover chiedere anche chiarimenti in riferimento al alcune ricevute del dentista!!!

Constatiamo inoltre che il Vice Sindaco come al solito non ha capito il senso della frase che abbiamo scritto nella nostra missiva in cui invitavamo lei e l'amministrazione a non prendere parte (filo palestinese, come si evinceva chiaramente) nella guerra attualmente in atto a Gaza, bensì ad essere neutra nel richiedere la fine della stessa rivolgendosi ad ambedue le parti.
Le sue parole scritte in quel senso e in quella veste ci hanno lasciato perplessi facendoci pensare che chi scrivesse "nell'interesse nazionale" lo facesse solo per compiacere alti livelli partitici e politici per acquisire stima e consenso, anche se la cosa avrebbe meravigliato pochi. Quindi la nostra espressione Signora Vice Sindaco era esclusivamente rivolta a lei è al suo modo partitico di condurre la vita politica locale. 
Evidenziamo che siamo decisamente soddisfatti che Marzabotto, seppur con la sola parte politica lontana da noi, fosse presente, vogliamo ribadire, se ancora il Vice Sindaco non lo avesse voluto capire, che sarebbe stato decisamente più rilevante se in rappresentanza del nostro comune e del nostro paese ci fossero tutte le forze attualmente in carica, ma forse questo avrebbe tolto un po' di palcoscenico sul quale al Vice Sindaco piace stare con tutta la sua ciurma.

Respingiamo inoltre l'affermazione sotto forma di vittimismo, circa la presenza della fascia tricolore, poiché proprio perché come sostenuto da lei stessa, sono state fatte anche  tappe non ufficiali, la domanda ci pareva quanto meno indispensabile, la tranquillizziamo, nessuno si sarebbe mai permesso di commentare il suo altissimo abbigliamento nei momenti istituzionali, non si preoccupi.

Ed infine, se l'educazione alla pace e alla democrazia che intende insegnare alle generazioni future, e' quella che emerge dalla mail che ci ha inviato, allora vuol dire che in futuro andremo incontro a problemi ben più' seri e preoccupanti.

I chiarimenti, non accettati, di Valentina Cuppi.
Vicesindaco di Marzabotto

In merito alla nuova richiesta di chiarimenti dei consiglieri del Gruppo Uniti Per Cambiare Marzabotto, che reputano non esauriente la delibera di giunta relativa alla partecipazione alla Commemorazione del Massacro di Srebrenica di alcuni membri della maggioranza, vorrei innanzitutto esprimere profonda amarezza per come è stato trattato il tema:  si parla di una cerimonia di sepoltura di 176 persone; 176 solo quest'anno, perché ogni anno si seppelliscono centinaia di corpi ricomposti, di cui vengono cercate continuamente le parti disseminate in diverse fosse comuni.
Abbiamo assistito ad un rito di sepoltura collettivo, straziante, con donne che aspettavano piangendo accanto alle buche preparate per le bare. Aspettavano da 19 anni di ritrovare il corpo dei propri mariti e figli.  
Non siamo andati ad una festa e non ho invitato "soggetti privati a me molto vicini" per accompagnarmi a divertirmi. Siccome i consiglieri suddetti sono così attenti a ciò che viene pubblicato sui "social network", avrebbero potuto leggere chiaramente il nome del luogo nel quale ci siamo recati, perché ho scritto in un "post" cosa è avvenuto durante la giornata dell'11 luglio e ho inserito le fotografie. Stiamo parlando di un massacro nel quale morirono quasi 10000 persone ( anche se le fonti ufficiali dicono 8372).

Marzabotto ha da tempo un legame di gemellaggio con Srebrenica ed il prossimo anno ricorrerà il ventennale della Strage, per questo motivo abbiamo deciso di andare in visita alla città di Tuzla, con la quale Bologna è gemellata e dove ha sede l'associazione Tuzlanska Amica, che si occupa di bambini/e (ormai ragazzi/e) che hanno perso le famiglie durante il Massacro.
Volevo fortemente riallacciare i rapporti con quella terra, in particolare perché quest'anno celebriamo il settantesimo anniversario dell'Eccidio di Monte Sole e quindi sarebbe veramente significativo se alcuni ragazzi bosniaci potessero partecipare alla nostra commemorazione e poi altri di Marzabotto facessero lo stesso il prossimo 11 luglio. Sto infatti scrivendo, insieme alle volontarie di Tuzlanska Amica, un progetto per cercare di ricevere finanziamenti europei per mettere in atto tale scambio, al fine di dare l'opportunità ai ragazzi di essere protagonisti della creazione di ‘Ponti di Memoria’. Abbiamo anche visitato il ‘Tunnel’ e i cimiteri di Sarajevo, perché stiamo preparando un video con il quale mostrare ai potenziali futuri partecipanti al gemellaggio quale sia la storia della Guerra dei Balcani.
Ho ritenuto importante che al viaggio partecipassero e portassero la loro testimonianza altre persone, impegnate come me da moltissimi anni nella difesa dei valori della Pace, della Democrazia e nella riattualizzazione della Memoria. Fare vedere quanto può essere coinvolgente, appassionante e interessante intessere legami a partire dalla condivisione di questi valori,  è fondamentale per fare in modo che le nuove generazioni si occupino di Memoria e la sappiano tradurre in azioni per il presente.
Chi era con noi amministratori non erano semplici ‘soggetti privati’, ma rappresentanti dell' Anpi, di Gocce di Memoria e del Centro giovanile di Marzabotto.
Il motivo per il quale hanno legami con me nella vita privata deriva dal fatto che dedico buona parte di essa alla costruzione di un futuro di tolleranza, di rispetto, di una società basata su questi principi e i nostri rapporti sono nati e si sono consolidati proprio in virtù del comune impegno in tal senso.
Essendo un viaggio costoso, ma che ho reputato fondamentale fare, abbiamo "fatto comunità" e ci siamo divisi le spese, perché altrimenti non me lo sarei potuta permettere.
Ripeto che i costi del viaggio sono stati totalmente a carico di chi vi ha preso parte e credo che un'iniziativa del genere dovrebbe essere apprezzata, non ‘infangata’; sarebbe da elogiare  il fatto che, pur di mantenere rapporti internazionali così importanti, sostenere la ricostruzione di un tessuto sociale devastato come quello bosniaco, ci siano Amministratori che, a fronte della situazione di crisi e mancanza di risorse nella quale ci troviamo, lo fanno comunque a spese proprie senza che ve ne siano per il Comune.
L'auto del Comune l'avremmo comunque utilizzata noi amministratori. Aggiungo anche che altre volte diversi volontari sono saliti sui mezzi del Comune che io o altri amministratori abbiamo guidato per trasportare, caricare, scaricare e predisporre tutto il necessario per la realizzazione di svariate manifestazioni e l'abbiamo fatto per non gravare sulle finanze del Comune, come sarebbe avvenuto se fossero stati coinvolti dipendenti comunali della squadra esterna.
Oltre a ciò, non capisco perché niente sia stato detto sulla partecipazione degli stessi volontari delle varie associazioni alla cerimonia per ricordare la Strage del 2 agosto alla Stazione di Bologna. Ci sono immagini che li ritraggono, tra tanti altri, impegnati nell'accompagnamento  di ragazzi, nell'installazione di lavori artistici e nel trasporto del materiale necessario a rappresentare Marzabotto in quel contesto.
Perché a tal proposito nulla si è detto? Perché, pur essendone a conoscenza, i consiglieri di Uniti per Cambiare Marzabotto non vi hanno partecipato, come a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto? Per quale motivo, se a loro preme tanto essere coinvolti in tali iniziative, non hanno presenziato?
Se distorcere le buone intenzioni e l'amore per la propria comunità è il metodo con il quale hanno scelto di svolgere il loro ruolo di opposizione, hanno trovato pane per i propri denti, perché ne abbiamo da vendere. Non so però quanto ciò faccia bene a Marzabotto.
Comunque, in futuro, faremo sapere ai componenti di Uniti per Cambiare Marzabotto, con largo anticipo, quando prevederemo di effettuare viaggi internazionali per la "memoria attiva".
Non credevo fossero così interessati all'argomento, come si evince anche da una frase che hanno scritto in un documento protocollato con il numero 9610 del 26 luglio 2014: "Ad oggi soffermarsi su tutto quello che riveste un ruolo internazionale è , a parere di chi scrive, un inutile mettersi in mostra".
Termino evidenziando il fatto che la nostra era l'unica delegazione italiana presente, quindi è stata fondamentale la nostra presenza, apprezzata da associazioni e istituzioni locali che ci hanno infinitamente ringraziati, anche perché abbiamo "visivamente" portato l'Italia in tale contesto attraverso la fascia di rappresentanza del Comune di Marzabotto.
Qualora chi ha chiesto chiarimenti non se ne fosse reso conto, è stato molto offensivo chiedere se avessi o meno il diritto di indossare la fascia tricolore.
Qualcuno pensa forse che la utilizzi come accessorio del mio vestiario?



giovedì 21 agosto 2014

I chiarimenti e le precisazioni del vicesindaco di Marzabotto sul viaggio a Srebrenica di una delegazione di amministratori comunali. Il Gruppo Uniti per Cambiare Marzabotto ha sollevato perplessità.



Di Valentina Cuppi
Vicesindaco di Marzabotto

In merito alla nuova richiesta di chiarimenti dei consiglieri del Gruppo Uniti Per Cambiare Marzabotto, che reputano non esauriente la delibera di giunta relativa alla partecipazione alla Commemorazione del Massacro di Srebrenica di alcuni membri della maggioranza, vorrei innanzitutto esprimere profonda amarezza per come è stato trattato il tema:  si parla di una cerimonia di sepoltura di 176 persone; 176 solo quest'anno, perché ogni anno si seppelliscono centinaia di corpi ricomposti, di cui vengono cercate continuamente le parti disseminate in diverse fosse comuni.
Abbiamo assistito ad un rito di sepoltura collettivo, straziante, con donne che aspettavano piangendo accanto alle buche preparate per le bare. Aspettavano da 19 anni di ritrovare il corpo dei propri mariti e figli.  
Non siamo andati ad una festa e non ho invitato "soggetti privati a me molto vicini" per accompagnarmi a divertirmi. Siccome i consiglieri suddetti sono così attenti a ciò che viene pubblicato sui "social network", avrebbero potuto leggere chiaramente il nome del luogo nel quale ci siamo recati, perché ho scritto in un "post" cosa è avvenuto durante la giornata dell'11 luglio e ho inserito le fotografie. Stiamo parlando di un massacro nel quale morirono quasi 10000 persone ( anche se le fonti ufficiali dicono 8372).

Marzabotto ha da tempo un legame di gemellaggio con Srebrenica ed il prossimo anno ricorrerà il ventennale della Strage, per questo motivo abbiamo deciso di andare in visita alla città di Tuzla, con la quale Bologna è gemellata e dove ha sede l'associazione Tuzlanska Amica, che si occupa di bambini/e (ormai ragazzi/e) che hanno perso le famiglie durante il Massacro.
Volevo fortemente riallacciare i rapporti con quella terra, in particolare perché quest'anno celebriamo il settantesimo anniversario dell'Eccidio di Monte Sole e quindi sarebbe veramente significativo se alcuni ragazzi bosniaci potessero partecipare alla nostra commemorazione e poi altri di Marzabotto facessero lo stesso il prossimo 11 luglio. Sto infatti scrivendo, insieme alle volontarie di Tuzlanska Amica, un progetto per cercare di ricevere finanziamenti europei per mettere in atto tale scambio, al fine di dare l'opportunità ai ragazzi di essere protagonisti della creazione di ‘Ponti di Memoria’. Abbiamo anche visitato il ‘Tunnel’ e i cimiteri di Sarajevo, perché stiamo preparando un video con il quale mostrare ai potenziali futuri partecipanti al gemellaggio quale sia la storia della Guerra dei Balcani.
Ho ritenuto importante che al viaggio partecipassero e portassero la loro testimonianza altre persone, impegnate come me da moltissimi anni nella difesa dei valori della Pace, della Democrazia e nella riattualizzazione della Memoria. Fare vedere quanto può essere coinvolgente, appassionante e interessante intessere legami a partire dalla condivisione di questi valori,  è fondamentale per fare in modo che le nuove generazioni si occupino di Memoria e la sappiano tradurre in azioni per il presente.
Chi era con noi amministratori non erano semplici ‘soggetti privati’, ma rappresentanti dell' Anpi, di Gocce di Memoria e del Centro giovanile di Marzabotto.
Il motivo per il quale hanno legami con me nella vita privata deriva dal fatto che dedico buona parte di essa alla costruzione di un futuro di tolleranza, di rispetto, di una società basata su questi principi e i nostri rapporti sono nati e si sono consolidati proprio in virtù del comune impegno in tal senso.
Essendo un viaggio costoso, ma che ho reputato fondamentale fare, abbiamo "fatto comunità" e ci siamo divisi le spese, perché altrimenti non me lo sarei potuta permettere.
Ripeto che i costi del viaggio sono stati totalmente a carico di chi vi ha preso parte e credo che un'iniziativa del genere dovrebbe essere apprezzata, non ‘infangata’; sarebbe da elogiare  il fatto che, pur di mantenere rapporti internazionali così importanti, sostenere la ricostruzione di un tessuto sociale devastato come quello bosniaco, ci siano Amministratori che, a fronte della situazione di crisi e mancanza di risorse nella quale ci troviamo, lo fanno comunque a spese proprie senza che ve ne siano per il Comune.
L'auto del Comune l'avremmo comunque utilizzata noi amministratori. Aggiungo anche che altre volte diversi volontari sono saliti sui mezzi del Comune che io o altri amministratori abbiamo guidato per trasportare, caricare, scaricare e predisporre tutto il necessario per la realizzazione di svariate manifestazioni e l'abbiamo fatto per non gravare sulle finanze del Comune, come sarebbe avvenuto se fossero stati coinvolti dipendenti comunali della squadra esterna.
Oltre a ciò, non capisco perché niente sia stato detto sulla partecipazione degli stessi volontari delle varie associazioni alla cerimonia per ricordare la Strage del 2 agosto alla Stazione di Bologna. Ci sono immagini che li ritraggono, tra tanti altri, impegnati nell'accompagnamento  di ragazzi, nell'installazione di lavori artistici e nel trasporto del materiale necessario a rappresentare Marzabotto in quel contesto.
Perché a tal proposito nulla si è detto? Perché, pur essendone a conoscenza, i consiglieri di Uniti per Cambiare Marzabotto non vi hanno partecipato, come a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto? Per quale motivo, se a loro preme tanto essere coinvolti in tali iniziative, non hanno presenziato?
Se distorcere le buone intenzioni e l'amore per la propria comunità è il metodo con il quale hanno scelto di svolgere il loro ruolo di opposizione, hanno trovato pane per i propri denti, perché ne abbiamo da vendere. Non so però quanto ciò faccia bene a Marzabotto.
Comunque, in futuro, faremo sapere ai componenti di Uniti per Cambiare Marzabotto, con largo anticipo, quando prevederemo di effettuare viaggi internazionali per la "memoria attiva".
Non credevo fossero così interessati all'argomento, come si evince anche da una frase che hanno scritto in un documento protocollato con il numero 9610 del 26 luglio 2014: "Ad oggi soffermarsi su tutto quello che riveste un ruolo internazionale è , a parere di chi scrive, un inutile mettersi in mostra".
Termino evidenziando il fatto che la nostra era l'unica delegazione italiana presente, quindi è stata fondamentale la nostra presenza, apprezzata da associazioni e istituzioni locali che ci hanno infinitamente ringraziati, anche perché abbiamo "visivamente" portato l'Italia in tale contesto attraverso la fascia di rappresentanza del Comune di Marzabotto.
Qualora chi ha chiesto chiarimenti non se ne fosse reso conto, è stato molto offensivo chiedere se avessi o meno il diritto di indossare la fascia tricolore.
Qualcuno pensa forse che la utilizzi come accessorio del mio vestiario?


venerdì 22 agosto 2008

DA MARZABOTTO PER LA PACE


Settimana Internazionale di Dialogo a Srebrenica.

Anche Marzabotto ci sarà.

Ci sarà anche una delegazione di Marzabotto, guidata dall’assessore Patrizia Zanasi (nella foto), alla conferenza internazionale compresa nel nutrito programma di incontri organizzato dal 24 al 29 agosto a Srebrenica, città della Bosnia Erzegovina teatro di uno dei più efferati genocidi della guerra nella ex Jugoslavia. Si tratta di una settimana di iniziative ed eventi incontri, visite guidate alla città e ai villaggi limitrofi, workship artistici, teatrali e musicali, che si concluderà appunto con la conferenza internazionale cui parteciperanno personalità da tutta Europa, dal titolo "Da Srebrenica a Bruxelles: l'Europa che vogliamo". Presente anche un gruppo di universitari di Bologna e di Bolzano del Master per ‘operatori di pace e mediatori dei conflitti internazionali’. L’incontro ha anche la finalità di fare il punto della situazione dopo gli interventi a favore della cittadina coinvolta in modo drammatico nel conflitto etnico dell’ex Yugoslavia. La città di Srebrenica, territorio musulmano situato nei pressi dei confini con la Serbia, fu teatro nel 1995 del genocidio di circa 8000 musulmani maschi perpetrato dall’11 al 16 luglio dalle milizie serbo-bosniache . Dopo l’inizio delle ostilità Srebrenica venne dichiarata zona protetta dalla Nazioni Unite. Per questo motivo nel corso della guerra vi si rifugiarono migliaia di cittadini ‘bosnacchi (bosniaci musulmani)’ in fuga dai combattimenti e dalla pulizia etnica. Rapidamente la popolazione della città crebbe da 36.000 a quasi 60.000 abitanti. Nonostante la presenza di un contingente ONU olandese donne e bambini vennero espulsi e gli uomini uccisi. La città subì danni elevatissimi per il passaggio della guerra. Il comune di Marzabotto ha contribuito alla ricostruzione di un pastificio che, oltre a consentire alle 10.000 che oggi vi risiedono di preparare generi di prima necessità, è una occasione di ripresa e occupazione: gli addetti, quasi tutte donne, sono divisi in egual misura fra musulmani e non e l’integrazione sta dando i primi frutti.