Sabato
prossimo, 3 ottobre, nel Teatro Comunale di Marzabotto, l’attrice
Roberta Biagiarelli ( nella foto) presenta 'Srebrenica', spettacolo inserito nel programma delle celebrazioni per il 71°
anniversario dell’eccidio
di Marzabotto.
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giovedì 1 ottobre 2015
A Marzabotto, 'Srebrenica'.
giovedì 28 agosto 2014
Srebrenica 'scalda' il clima politico di Marzabotto.
Tutt’altro
che rasserenato il clima in Consiglio Comunale di Marzabotto dopo l’ormai
famoso trasferimento a Srebrenica di una delegazione di marzabottesi per
partecipare alle celebrazioni di un eccidio avvenuto in quella città durante il
conflitto seguito allo scioglimento dell’ex Yugoslavia.
Le
spiegazioni e le motivazioni date dal vice sindaco Valentina Cuppi, in una dettagliata e corposa
relazione, non hanno soddisfatto i consiglieri di ‘Uniti per Cambiare
Marzabotto’, i quali in una loro comunicazione raccontano la loro delusione.
Ecco la replica:
Per l'ennesima volta Lei sta
tentando di stravolgere il contenuto della nostra richiesta, volendo in maniera
subdola confondere il parere della cittadinanza. Vogliamo subito però chiarire
che se questo modo di condurre la vita politica del paese negli anni scorsi ha
sempre funzionato, da oggi, con noi, sarà differente.
La ringraziamo per la sua lezione scolastica
di Storia che, se pur meritevole e rispettosa, nulla ha a che vedere con la
nostra richiesta di chiarimenti. Ciò che non ci é parso in prima battuta
esauriente non é stato tanto il testo della delibera, che vi siete confezionati
ad hoc, quanto il non aver risposto circa la presenza di soggetti terzi sul
mezzo comunale. L' amarezza che sta provando null'altro dovrebbe essere che la
vergogna circa il mal costume che, con questa sua ultima missiva, pare essere
un vero e proprio modus operandi che la vs fazione politica mette in pratica
ormai da diversi anni.
Proviamo pieno rammarico e tristezza
quando i temi toccano morte e sepoltura, quando disquisiamo di vittime di
guerre ingiuste ed eccidi, di qualsiasi natura essi siano, tanto da non permetterci
nemmeno lontanamente di mettere in discussione la sua presenza o la sua
missione umanitaria. Siamo onorati e orgogliosi del motivo che l'ha
spinta a recarsi a Srebrenica, tanto da riuscire a creare un network con
le associazioni locali, ma questo prescinde il fatto che le regole sono
regole e come tali vanno rispettate. Del resto i partiti che vi sostengono sono
anni che stanno cercando di far si che ciò accada in questo paese, ed ora? Non
sarete mica voi, accaniti loro sostenitori, a fare il contrario vero? Sta di
fatto che, speriamo di doverglielo spiegare per l'ultima volta, non essendo a
conoscenza ne' del viaggio, ne' del motivo dello stesso, abbiamo raccolto
alcune informazioni in paese (ovviamente da fonti attendibili) tanto che a
Sarejevo ci sete comunque stati (qui non in veste ufficiale, ma di piacere, da
quanto ci racconta sia lei che il Sig. Ferri).
Venendo poi, finalmente alle sue deludenti, quanto dovute, giustificazioni circa i passeggeri, ci duole doverle far notare, nonostante sia lei il vice sindaco, che l'utilizzo dell'auto comunale ci pare non consentito al personale non addetti ai lavori (tranne i membri del consiglio comunale o dipendenti comunali), al contrario se non dovesse risultarle le chiediamo di fornirci prova documentale di quanto sostiene.
L'atteggiamento anti democratico che
le contestiamo, inoltre, é proprio il fatto di essersi rivolta ad altri
personaggi per un evento così importante e non alle opposizioni comunali di
quel momento, che avrebbero avuto più diritto di altri di sedere sul mezzo
comunale al fine di portare anche altre visioni politiche
all'evento a Srebrenica. I soggetti
che erano con lei potevano rappresentare qualsiasi associazione locale lei
voglia,ma se tanto interessati potevano recarsi nei luoghi suddetti con un loro
mezzo e non a spese del comune, poichè il costo
chilometrico dell’auto (per costo chilometrico si legga assicurazione – usura
autovettura ecc.ecc. rilevabile dal sito dell’ACI)
è comunque un costo per il Comune.
Ogni altra valutazione personale
aggiunta ci pare inverosimile, poiché se il solo problema poteva essere
dividere le spese, avrebbe ottenuto lo stesso risultato chiamando con lei gli
esponenti delle opposizioni, ed ecco, sempre che per voi la matematica non sia
un'opinione il gioco era fatto.
Respingiamo inoltre, la sua
gravissima illazione circa l'accusa che noi avessimo potuto infangare la
missione del viaggio, a cui le chiediamo tassativamente immediata smentita onde
evitare azioni volte a difendere la dignità e la correttezza delle nostre
richieste. Ci rendiamo conto, visto come ci sta rispondendo, che per voi
l'informazione diffusa sia diventata un problema tanto da mettervi in
difficoltà fino a spingervi a scrivere missive con un tale tono di arroganza,
come la suddetta; ma noi di UNITI PER CAMBIARE MARZABOTTO esigiamo che tutti i
cittadini siano quanto più informati possibile circa il "lavoro" e le
vostre scelte/ decisioni territoriali.
Ed ancora, lei forse non vuole
capire che il problema non era chi veniva ritratto nella foto, chi fossero i
passeggeri, ma bensì la natura della loro presenza, a noi non importano i nomi
e i cognomi, anzi ci fa piacere che i tre ragazzi ritratti siano così attenti e
vivi nella vita politica del territorio, ergo, per quale motivo dovremmo
discutere la loro presenza a Bologna il 2 agosto? Sarebbe un problema se tali
avessero raggiunto Bologna con mezzi comunali, allora si che potremmo sostenere
che ci sia un' abitudine di "bla bla car";
Anche in riferimento alla nostra
presenza alle due iniziative nominate, vorremmo ricordare che la maggioranza in
quanto tale ha l'obbligo più di tutti deve rendere conto del proprio operato
agli altri, ma visto e considerando che noi siamo persone trasparenti e
limpide, vogliamo informarvi che in riferimento alla giornata del 2 agosto il
consigliere Battistini era occupato in un importante impegno lavorativo mentre
il consigliere Carbonaro era impegnata nella redazione di un atto di appello in
scadenza; in riferimento a Sant'Anna di Stazzema, come già riportato ai
media locali, nessuno per l'ennesima volta ci aveva informato di tale
possibilità, e francamente riteniamo poco rispettoso e inaccettabile appendere
attraverso una locandina appesa alla porta del municipio la possibile
partecipazione ad un evento simile.
Prova ne è il fatto che all'inizio del nostro mandato ci pervenne
una mail mezzo posta certificata che ci invitava all'evento Reno Splash, c/o il
parco Peppino Impastato di Marzabotto, quindi le possibilità qui possono essere
solo due, o l'amministrazione comunale ritiene di serie b alcuni eventi
rispetto ad altri (Reno Splash piuttosto che Srebrenica o Sant'anna di
Stazzema) oppure semplicemente qualcuno non riteneva opportuno invitarci a
certi eventi.
Nessuna volontà di distorcere l'amore per la nostra
comunità ma al contrario la volontà di dimostrare a tutta la cittadinanza il
cattivo esempio e l'incoerenza che contraddistingue questa amministrazione, che
crede e pensa di essere l'unico interlocutore con i cittadini, lavorando e
decidendo e interpretando costantemente, in modo autonomo, il desiderio e il
pensiero di tutti. Pertanto ci auguriamo che il Sindaco e il Vice Sindaco a cui
piace fare tanto sarcasmo a quanto pare, i denti li abbiano ben buoni, per
evitare nel futuro di dover chiedere anche chiarimenti in riferimento al alcune
ricevute del dentista!!!
Constatiamo inoltre che il Vice Sindaco come al solito non ha capito il senso della frase che abbiamo scritto nella nostra missiva in cui invitavamo lei e l'amministrazione a non prendere parte (filo palestinese, come si evinceva chiaramente) nella guerra attualmente in atto a Gaza, bensì ad essere neutra nel richiedere la fine della stessa rivolgendosi ad ambedue le parti.
Le sue parole scritte in quel senso e in quella veste ci hanno lasciato perplessi facendoci pensare che chi scrivesse "nell'interesse nazionale" lo facesse solo per compiacere alti livelli partitici e politici per acquisire stima e consenso, anche se la cosa avrebbe meravigliato pochi. Quindi la nostra espressione Signora Vice Sindaco era esclusivamente rivolta a lei è al suo modo partitico di condurre la vita politica locale.
Evidenziamo che siamo decisamente
soddisfatti che Marzabotto, seppur con la sola parte politica lontana da noi,
fosse presente, vogliamo ribadire, se ancora il Vice Sindaco non lo avesse
voluto capire, che sarebbe stato decisamente più rilevante se in rappresentanza
del nostro comune e del nostro paese ci fossero tutte le forze attualmente in
carica, ma forse questo avrebbe tolto un po' di palcoscenico sul quale al Vice Sindaco
piace stare con tutta la sua ciurma.
Respingiamo inoltre l'affermazione
sotto forma di vittimismo, circa la presenza della fascia tricolore, poiché
proprio perché come sostenuto da lei stessa, sono state fatte anche tappe non ufficiali, la domanda ci pareva
quanto meno indispensabile, la tranquillizziamo, nessuno si sarebbe mai
permesso di commentare il suo altissimo abbigliamento nei momenti
istituzionali, non si preoccupi.
Ed infine, se l'educazione alla pace
e alla democrazia che intende insegnare alle generazioni future, e' quella che
emerge dalla mail che ci ha inviato, allora vuol dire che in futuro andremo
incontro a problemi ben più' seri e preoccupanti.
I
chiarimenti, non accettati, di Valentina Cuppi.
Vicesindaco
di Marzabotto
In merito alla nuova
richiesta di chiarimenti dei consiglieri del Gruppo Uniti Per Cambiare
Marzabotto, che reputano non esauriente la delibera di giunta relativa alla
partecipazione alla Commemorazione del Massacro di Srebrenica di alcuni membri
della maggioranza, vorrei innanzitutto esprimere profonda amarezza per come è
stato trattato il tema: si parla di una cerimonia di sepoltura di 176
persone; 176 solo quest'anno, perché ogni anno si seppelliscono centinaia di
corpi ricomposti, di cui vengono cercate continuamente le parti disseminate in
diverse fosse comuni.
Abbiamo assistito ad un
rito di sepoltura collettivo, straziante, con donne che aspettavano piangendo
accanto alle buche preparate per le bare. Aspettavano da 19 anni di ritrovare
il corpo dei propri mariti e figli.
Non siamo andati ad una
festa e non ho invitato "soggetti privati a me molto vicini" per
accompagnarmi a divertirmi. Siccome i consiglieri suddetti sono
così attenti a ciò che viene pubblicato sui "social
network", avrebbero potuto leggere chiaramente il nome del luogo nel quale
ci siamo recati, perché ho scritto in un "post" cosa è avvenuto
durante la giornata dell'11 luglio e ho inserito le fotografie. Stiamo parlando
di un massacro nel quale morirono quasi 10000 persone ( anche se le fonti
ufficiali dicono 8372).
Marzabotto ha da tempo un
legame di gemellaggio con Srebrenica ed il prossimo anno ricorrerà il
ventennale della Strage, per questo motivo abbiamo deciso di andare in visita
alla città di Tuzla, con la quale Bologna è gemellata e dove ha sede
l'associazione Tuzlanska Amica, che si occupa di bambini/e (ormai ragazzi/e) che
hanno perso le famiglie durante il Massacro.
Volevo fortemente
riallacciare i rapporti con quella terra, in particolare perché quest'anno
celebriamo il settantesimo anniversario dell'Eccidio di Monte Sole e quindi
sarebbe veramente significativo se alcuni ragazzi bosniaci potessero
partecipare alla nostra commemorazione e poi altri di Marzabotto facessero lo
stesso il prossimo 11 luglio. Sto infatti scrivendo, insieme alle volontarie di
Tuzlanska Amica, un progetto per cercare di ricevere finanziamenti europei per
mettere in atto tale scambio, al fine di dare l'opportunità ai ragazzi di
essere protagonisti della creazione di ‘Ponti di Memoria’. Abbiamo anche
visitato il ‘Tunnel’ e i cimiteri di Sarajevo, perché stiamo preparando un
video con il quale mostrare ai potenziali futuri partecipanti al gemellaggio
quale sia la storia della Guerra dei Balcani.
Ho ritenuto importante che
al viaggio partecipassero e portassero la loro testimonianza altre persone,
impegnate come me da moltissimi anni nella difesa dei valori della Pace, della
Democrazia e nella riattualizzazione della Memoria. Fare vedere quanto può
essere coinvolgente, appassionante e interessante intessere legami a partire
dalla condivisione di questi valori, è fondamentale per fare in modo che
le nuove generazioni si occupino di Memoria e la sappiano tradurre in azioni
per il presente.
Chi era con noi
amministratori non erano semplici ‘soggetti privati’, ma rappresentanti dell'
Anpi, di Gocce di Memoria e del Centro giovanile di Marzabotto.
Il motivo per il quale
hanno legami con me nella vita privata deriva dal fatto che dedico buona
parte di essa alla costruzione di un futuro di tolleranza, di rispetto, di una
società basata su questi principi e i nostri rapporti sono nati e si sono
consolidati proprio in virtù del comune impegno in tal senso.
Essendo un viaggio costoso,
ma che ho reputato fondamentale fare, abbiamo "fatto comunità" e ci
siamo divisi le spese, perché altrimenti non me lo sarei potuta permettere.
Ripeto che i costi del
viaggio sono stati totalmente a carico di chi vi ha preso parte e credo
che un'iniziativa del genere dovrebbe essere apprezzata, non ‘infangata’;
sarebbe da elogiare il fatto che, pur di mantenere rapporti
internazionali così importanti, sostenere la ricostruzione di un tessuto
sociale devastato come quello bosniaco, ci siano Amministratori che, a
fronte della situazione di crisi e mancanza di risorse nella quale ci
troviamo, lo fanno comunque a spese proprie senza che ve ne siano per
il Comune.
L'auto del Comune l'avremmo
comunque utilizzata noi amministratori. Aggiungo anche che altre volte diversi
volontari sono saliti sui mezzi del Comune che io o altri amministratori
abbiamo guidato per trasportare, caricare, scaricare e predisporre tutto il
necessario per la realizzazione di svariate manifestazioni e l'abbiamo fatto
per non gravare sulle finanze del Comune, come sarebbe avvenuto se fossero
stati coinvolti dipendenti comunali della squadra esterna.
Oltre a ciò, non capisco
perché niente sia stato detto sulla partecipazione degli stessi volontari delle
varie associazioni alla cerimonia per ricordare la Strage del 2 agosto alla
Stazione di Bologna. Ci sono immagini che li ritraggono, tra tanti altri,
impegnati nell'accompagnamento di ragazzi, nell'installazione
di lavori artistici e nel trasporto del materiale necessario a
rappresentare Marzabotto in quel contesto.
Perché a tal proposito
nulla si è detto? Perché, pur essendone a conoscenza, i consiglieri di
Uniti per Cambiare Marzabotto non vi hanno partecipato, come a Sant'Anna
di Stazzema il 12 agosto? Per quale motivo, se a loro preme tanto essere
coinvolti in tali iniziative, non hanno presenziato?
Se distorcere le buone
intenzioni e l'amore per la propria comunità è il metodo con il quale hanno
scelto di svolgere il loro ruolo di opposizione, hanno trovato pane per i
propri denti, perché ne abbiamo da vendere. Non so però quanto
ciò faccia bene a Marzabotto.
Comunque, in futuro, faremo
sapere ai componenti di Uniti per Cambiare Marzabotto, con largo anticipo,
quando prevederemo di effettuare viaggi internazionali per la "memoria
attiva".
Non credevo fossero così
interessati all'argomento, come si evince anche da una frase che hanno scritto
in un documento protocollato con il numero 9610 del 26 luglio 2014: "Ad
oggi soffermarsi su tutto quello che riveste un ruolo
internazionale è , a parere di chi scrive, un inutile mettersi in
mostra".
Termino evidenziando il
fatto che la nostra era l'unica delegazione italiana presente,
quindi è stata fondamentale la nostra presenza, apprezzata da
associazioni e istituzioni locali che ci hanno infinitamente ringraziati, anche
perché abbiamo "visivamente" portato l'Italia in tale contesto
attraverso la fascia di rappresentanza del Comune di Marzabotto.
Qualora chi ha chiesto
chiarimenti non se ne fosse reso conto, è stato molto offensivo chiedere
se avessi o meno il diritto di indossare la fascia tricolore.
Qualcuno pensa forse che la
utilizzi come accessorio del mio vestiario?
Etichette:
Marzabotto,
Srebrenica,
Uniti per Cambiare Marzabotto,
Valentina Cuppi
giovedì 21 agosto 2014
I chiarimenti e le precisazioni del vicesindaco di Marzabotto sul viaggio a Srebrenica di una delegazione di amministratori comunali. Il Gruppo Uniti per Cambiare Marzabotto ha sollevato perplessità.
Di Valentina
Cuppi
Vicesindaco di
Marzabotto
In merito
alla nuova richiesta di chiarimenti dei consiglieri del Gruppo Uniti Per
Cambiare Marzabotto, che reputano non esauriente la delibera di giunta relativa
alla partecipazione alla Commemorazione del Massacro di Srebrenica di alcuni
membri della maggioranza, vorrei innanzitutto esprimere profonda amarezza per
come è stato trattato il tema: si parla di una cerimonia di sepoltura di
176 persone; 176 solo quest'anno, perché ogni anno si seppelliscono centinaia
di corpi ricomposti, di cui vengono cercate continuamente le parti disseminate
in diverse fosse comuni.
Abbiamo
assistito ad un rito di sepoltura collettivo, straziante, con donne che
aspettavano piangendo accanto alle buche preparate per le bare. Aspettavano da
19 anni di ritrovare il corpo dei propri mariti e figli.
Non siamo
andati ad una festa e non ho invitato "soggetti privati a me molto
vicini" per accompagnarmi a divertirmi. Siccome i consiglieri suddetti
sono così attenti a ciò che viene pubblicato sui "social
network", avrebbero potuto leggere chiaramente il nome del luogo nel quale
ci siamo recati, perché ho scritto in un "post" cosa è avvenuto
durante la giornata dell'11 luglio e ho inserito le fotografie. Stiamo parlando
di un massacro nel quale morirono quasi 10000 persone ( anche se le fonti
ufficiali dicono 8372).
Marzabotto
ha da tempo un legame di gemellaggio con Srebrenica ed il prossimo anno
ricorrerà il ventennale della Strage, per questo motivo abbiamo deciso di
andare in visita alla città di Tuzla, con la quale
Bologna è gemellata e dove ha sede l'associazione Tuzlanska Amica,
che si occupa di bambini/e (ormai ragazzi/e) che hanno perso le famiglie
durante il Massacro.
Volevo
fortemente riallacciare i rapporti con quella terra, in particolare perché
quest'anno celebriamo il settantesimo anniversario dell'Eccidio di Monte Sole e
quindi sarebbe veramente significativo se alcuni ragazzi bosniaci potessero
partecipare alla nostra commemorazione e poi altri di Marzabotto facessero lo
stesso il prossimo 11 luglio. Sto infatti scrivendo, insieme alle volontarie di
Tuzlanska Amica, un progetto per cercare di ricevere finanziamenti europei per
mettere in atto tale scambio, al fine di dare l'opportunità ai ragazzi di
essere protagonisti della creazione di ‘Ponti di Memoria’. Abbiamo anche
visitato il ‘Tunnel’ e i cimiteri di Sarajevo, perché stiamo preparando un
video con il quale mostrare ai potenziali futuri partecipanti al gemellaggio
quale sia la storia della Guerra dei Balcani.
Ho ritenuto
importante che al viaggio partecipassero e portassero la loro testimonianza
altre persone, impegnate come me da moltissimi anni nella difesa dei valori
della Pace, della Democrazia e nella riattualizzazione della Memoria. Fare
vedere quanto può essere coinvolgente, appassionante e interessante intessere
legami a partire dalla condivisione di questi valori, è fondamentale per
fare in modo che le nuove generazioni si occupino di Memoria e la sappiano
tradurre in azioni per il presente.
Chi era con
noi amministratori non erano semplici ‘soggetti privati’, ma rappresentanti
dell' Anpi, di Gocce di Memoria e del Centro giovanile di Marzabotto.
Il motivo
per il quale hanno legami con me nella vita privata deriva dal fatto che
dedico buona parte di essa alla costruzione di un futuro di tolleranza, di
rispetto, di una società basata su questi principi e i nostri rapporti sono
nati e si sono consolidati proprio in virtù del comune impegno in tal senso.
Essendo un
viaggio costoso, ma che ho reputato fondamentale fare, abbiamo "fatto
comunità" e ci siamo divisi le spese, perché altrimenti non me lo sarei
potuta permettere.
Ripeto che i
costi del viaggio sono stati totalmente a carico di chi vi ha preso parte
e credo che un'iniziativa del genere dovrebbe essere apprezzata, non ‘infangata’;
sarebbe da elogiare il fatto che, pur di mantenere rapporti
internazionali così importanti, sostenere la ricostruzione di un tessuto
sociale devastato come quello bosniaco, ci siano Amministratori che, a
fronte della situazione di crisi e mancanza di risorse nella quale ci
troviamo, lo fanno comunque a spese proprie senza che ve ne siano per
il Comune.
L'auto del
Comune l'avremmo comunque utilizzata noi amministratori. Aggiungo anche che
altre volte diversi volontari sono saliti sui mezzi del Comune che io o altri
amministratori abbiamo guidato per trasportare, caricare, scaricare e
predisporre tutto il necessario per la realizzazione di svariate manifestazioni
e l'abbiamo fatto per non gravare sulle finanze del Comune, come sarebbe avvenuto
se fossero stati coinvolti dipendenti comunali della squadra esterna.
Oltre a ciò,
non capisco perché niente sia stato detto sulla partecipazione degli stessi
volontari delle varie associazioni alla cerimonia per ricordare la Strage del 2
agosto alla Stazione di Bologna. Ci sono immagini che li ritraggono, tra tanti
altri, impegnati nell'accompagnamento di ragazzi,
nell'installazione di lavori artistici e nel trasporto del materiale necessario
a rappresentare Marzabotto in quel contesto.
Perché a
tal proposito nulla si è detto? Perché, pur essendone a conoscenza, i
consiglieri di Uniti per Cambiare Marzabotto non vi hanno
partecipato, come a Sant'Anna di Stazzema il 12 agosto? Per quale motivo,
se a loro preme tanto essere coinvolti in tali iniziative, non hanno
presenziato?
Se
distorcere le buone intenzioni e l'amore per la propria comunità è il metodo
con il quale hanno scelto di svolgere il loro ruolo di opposizione, hanno
trovato pane per i propri denti, perché ne abbiamo da vendere. Non so però
quanto ciò faccia bene a Marzabotto.
Comunque, in
futuro, faremo sapere ai componenti di Uniti per Cambiare Marzabotto, con largo
anticipo, quando prevederemo di effettuare viaggi internazionali per la
"memoria attiva".
Non credevo
fossero così interessati all'argomento, come si evince anche da una frase che
hanno scritto in un documento protocollato con il numero 9610 del 26 luglio
2014: "Ad oggi soffermarsi su tutto quello che riveste un ruolo
internazionale è , a parere di chi scrive, un inutile mettersi in mostra".
Termino
evidenziando il fatto che la nostra era l'unica delegazione italiana presente,
quindi è stata fondamentale la nostra presenza, apprezzata da
associazioni e istituzioni locali che ci hanno infinitamente ringraziati, anche
perché abbiamo "visivamente" portato l'Italia in tale contesto
attraverso la fascia di rappresentanza del Comune di Marzabotto.
Qualora chi
ha chiesto chiarimenti non se ne fosse reso conto, è stato molto offensivo
chiedere se avessi o meno il diritto di indossare la fascia tricolore.
Qualcuno
pensa forse che la utilizzi come accessorio del mio vestiario?
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venerdì 22 agosto 2008
DA MARZABOTTO PER LA PACE

Settimana Internazionale di Dialogo a Srebrenica.
Anche Marzabotto ci sarà.
Ci sarà anche una delegazione di Marzabotto, guidata dall’assessore Patrizia Zanasi (nella foto), alla conferenza internazionale compresa nel nutrito programma di incontri organizzato dal 24 al 29 agosto a Srebrenica, città della Bosnia Erzegovina teatro di uno dei più efferati genocidi della guerra nella ex Jugoslavia. Si tratta di una settimana di iniziative ed eventi incontri, visite guidate alla città e ai villaggi limitrofi, workship artistici, teatrali e musicali, che si concluderà appunto con la conferenza internazionale cui parteciperanno personalità da tutta Europa, dal titolo "Da Srebrenica a Bruxelles: l'Europa che vogliamo". Presente anche un gruppo di universitari di Bologna e di Bolzano del Master per ‘operatori di pace e mediatori dei conflitti internazionali’. L’incontro ha anche la finalità di fare il punto della situazione dopo gli interventi a favore della cittadina coinvolta in modo drammatico nel conflitto etnico dell’ex Yugoslavia. La città di Srebrenica, territorio musulmano situato nei pressi dei confini con la Serbia, fu teatro nel 1995 del genocidio di circa 8000 musulmani maschi perpetrato dall’11 al 16 luglio dalle milizie serbo-bosniache . Dopo l’inizio delle ostilità Srebrenica venne dichiarata zona protetta dalla Nazioni Unite. Per questo motivo nel corso della guerra vi si rifugiarono migliaia di cittadini ‘bosnacchi (bosniaci musulmani)’ in fuga dai combattimenti e dalla pulizia etnica. Rapidamente la popolazione della città crebbe da 36.000 a quasi 60.000 abitanti. Nonostante la presenza di un contingente ONU olandese donne e bambini vennero espulsi e gli uomini uccisi. La città subì danni elevatissimi per il passaggio della guerra. Il comune di Marzabotto ha contribuito alla ricostruzione di un pastificio che, oltre a consentire alle 10.000 che oggi vi risiedono di preparare generi di prima necessità, è una occasione di ripresa e occupazione: gli addetti, quasi tutte donne, sono divisi in egual misura fra musulmani e non e l’integrazione sta dando i primi frutti.
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