Visualizzazione post con etichetta Don Elia Comini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Don Elia Comini. Mostra tutti i post

martedì 17 marzo 2026

Monte Sole, tre sacerdoti martiri verso la beatificazione: celebrazione a San Petronio il 27 settembre



Bologna si prepara a un appuntamento di forte valore religioso e civile. Domenica 27 settembre, alle ore 17, nella Basilica di San Petronio saranno beatificati tre sacerdoti uccisi durante gli eccidi di Monte Sole del 1944: don Ubaldo Marchioni (nella foto a destra) , don Elia Comini (Nella foto in basso) e padre Martino Capelli ( nella foto a destra). Le tre figure sono oggi riconosciute come simboli di fede e resistenza spirituale in uno dei momenti più drammatici della storia del territorio.

La celebrazione si terrà nel cuore della città e sarà presieduta dal cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. Concelebrerà l’arcivescovo di Bologna, cardinale Matteo Zuppi, insieme ai rappresentanti delle congregazioni religiose di appartenenza dei nuovi beati.

L’annuncio è stato diffuso dai vicari generali dell’Arcidiocesi di Bologna, che hanno espresso la gioia della Chiesa bolognese per un riconoscimento atteso e profondamente sentito dalla comunità.

In preparazione alla beatificazione prenderà il via un percorso spirituale che coinvolgerà l’intera diocesi. Dal 1° aprile, in occasione della Messa crismale in Cattedrale, inizierà il pellegrinaggio della Pisside di Monte Sole, ritrovata tra le macerie della chiesa di Santa Maria Assunta di Casaglia. L’oggetto liturgico, trafitto dai proiettili durante gli eccidi nazisti, è diventato nel tempo un potente simbolo di fede e martirio: la sua peregrinazione nelle comunità sarà occasione di preghiera e riflessione, oltre che di invocazione per la pace.

La beatificazione arriva dopo il riconoscimento ufficiale del martirio “in odio alla fede”, sancito attraverso i decreti autorizzati tra il 2024 e il 2025. I tre sacerdoti si aggiungono così a don Giovanni Fornasini, già beatificato nel 2021, anch’egli vittima delle stragi di Monte Sole.

Don Ubaldo Marchioni, nato nel 1918 sull’Appennino bolognese, era parroco a San Martino di Caprara e Casaglia. Durante l’eccidio del 29 settembre 1944 rimase accanto ai suoi fedeli fino alla morte, avvenuta sui gradini dell’altare.

Padre Martino Capelli, originario della provincia di Bergamo e appartenente ai Dehoniani, era stato ordinato sacerdote nel 1938. Don Elia Comini, salesiano, nato nel 1910 nel Bolognese, svolse il suo ministero in un contesto segnato dalla guerra. Entrambi furono arrestati dai nazisti mentre cercavano di soccorrere le vittime e vennero fucilati il 1° ottobre 1944 insieme ad altri civili.

La beatificazione rappresenta non solo un riconoscimento storico, ma anche un messaggio attuale. «Guardare alla Pisside trafitta – spiegano i vicari generali – aiuta a entrare in comunione con le ferite del Signore e con quelle di tanti innocenti che ancora oggi subiscono la violenza». Un evento che unisce memoria, fede e impegno civile, riportando al centro una pagina dolorosa della storia locale e trasformandola in un segno di speranza.

giovedì 19 dicembre 2024

De Maria (PD): "Molto importante il processo di beatificazione di Don Comini"

 


"La notizia di oggi, che riguarda il processo di beatificazione di Don Elia Comini, uno dei sacerdoti barbaramente assassinati dai nazisti durante l'eccidio di Marzabotto, è di grande rilevanza", afferma Andrea De Maria, deputato del Partito Democratico ed ex sindaco di Marzabotto. "Il processo non è solo significativo sul piano religioso, ma rappresenta anche un'importante occasione di omaggio a chi ha sacrificato la propria vita accanto alla comunità, colpita dalla brutalità del regime nazifascista. In questo modo, si contribuisce in maniera fondamentale a mantenere viva la memoria di uno dei capitoli più oscuri della nostra storia, quello dell'eccidio di Monte Sole."

De Maria sottolinea l'importanza di ricordare figure come Don Comini, che, insieme ad altri martiri, ha pagato con la vita la sua dedizione alla fede e alla propria gente, in un momento in cui il terrore nazista seminava morte e distruzione. Il riconoscimento della sua figura non solo onora la memoria del sacerdote, ma anche quella delle vittime innocenti dell'eccidio, un atto di barbarie che ha segnato indelebilmente la storia di Marzabotto e dell'Italia.