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martedì 16 dicembre 2025

La Mela Rosa Romana, frutto simbolo dell’Appennino bolognese, ha il suo calendario

L’Appennino modenese ha la pera antica, Per Russlin   


 

Si terrà oggi, martedì 16 dicembre, alle ore 11.30 presso la sede Ascom a Bologna, la presentazione ufficiale del Calendario della Mela Rosa Romana 2026. All’incontro parteciperanno il professor Mingarelli, presidente del Consorzio Mela Rosa Romana, e Antonio Contini Carboni dell’Ortofrutta Contini Carboni di Riola.

L’iniziativa intende celebrare e valorizzare le straordinarie qualità della Mela Rosa Romana, frutto simbolo dell’Appennino bolognese e patrimonio agroalimentare di grande valore storico e culturale.

Il progetto del calendario è stato realizzato grazie al contributo di numerosi collaboratori e alla sinergia tra Confcommercio, Ascom e la Città metropolitana di Bologna, in un impegno condiviso volto alla tutela e alla promozione delle eccellenze agroalimentari storiche del territorio.

L’evento rappresenta un’occasione per riscoprire il valore intrinseco della Mela Rosa Romana, mettendone in evidenza le principali caratteristiche: dalla tradizione salutistica, che vede questo frutto antico selezionato nei secoli da contadini e taglialegna per le sue proprietà energetiche e la lunga conservabilità, alla sostenibilità ambientale, garantita dalla sua naturale resistenza alle malattie, che rende superfluo l’uso di trattamenti chimici. Un ulteriore elemento distintivo è la lunga durata nel tempo, che ne ha fatto un alimento centrale nella tradizione alimentare invernale dell’Appennino.

Il Calendario 2026 dedica inoltre spazio al Per Russlin, antica pera autunnale tipica delle zone di Zocca e Guiglia, frutto raro e pregiato che, insieme alla Mela Rosa Romana, è alla base della preparazione del savor, simbolo di una tradizione gastronomica profondamente radicata nel mondo rurale.

Per informazioni o per ordinare copie del calendario è possibile contattare Antonio Contini Carboni al numero 338 6170981.

giovedì 16 gennaio 2025

Calendario della Mela Rosa Romana: tradizione e eccellenze al centro dell’Appennino Bolognese

 

 


Con l’inizio del nuovo anno arriva anche il momento dei calendari, e tra questi non poteva mancare l’ormai consueto Calendario della Mela Rosa Romana dell’Appennino Bolognese, presentato questa mattina presso la sede dell’Ascom di Bologna. Questo calendario non è solo un elenco di mesi e giorni, ma un vero strumento di promozione e conoscenza: racconta la storia di un frutto antico e caratteristico della zona, invitando alla riscoperta delle sue qualità uniche.

L’edizione di quest’anno si arricchisce con la presentazione, accompagnata da illustrazioni e testi, di altri frutti antichi spesso dimenticati: sorbole, nespole, castagne, ciliegie Moretta, pesche "Buco Incavato", pere Limona, susine Regina Claudia, uva Saslà, pere Volpine e cotogne, accanto alle principali varianti genetiche della Mela Rosa Romana.

Questi frutti, oltre a rappresentare una ricchezza botanica, trovano spazio in cucina come protagonisti di ricette raffinate. Tra queste, spicca la Torta di Mela Rosa Romana, proposta dal celebre pasticcere bolognese Gino Fabbri, e il pane di cereali integrali e mela Rosa Romana, una vera delizia per il palato.

Ad aprire l’evento è stato il direttore di Confcommercio-Ascom Bologna, Giancarlo Tonelli, che ha dichiarato:

“Questa mela è un prodotto d’eccellenza che l’associazione vuole giustamente riportare all’attenzione dei consumatori. Oltre alle sue straordinarie qualità, comprovate anche da studi dell’Università di Bologna, rappresenta un’opportunità per recuperare una coltura e una filiera economica che rischiavano di essere dimenticate.”

Tonelli ha sottolineato che, nonostante i progressi fatti, c’è ancora molto lavoro da fare e ha assicurato il continuo impegno dell’associazione nella promozione del frutto. Tra le sue proposte, anche l’idea di collocare una piantina di Mela Rosa Romana nella storica Piazza della Mercanzia a Bologna.



Il presidente dell’Associazione Mela Rosa Romana, Dario Mingarelli, ha evidenziato la facilità di coltivazione del frutto:

“La Mela Rosa Romana non richiede trattamenti chimici, cresce fino a mille metri di altitudine e si conserva a lungo a temperatura ambiente. Tuttavia, una delle maggiori minacce alla sua coltivazione è rappresentata dagli ungulati, per i quali è necessario investire in adeguate misure di difesa.”


Il commerciante e coltivatore di Riola, Antonio Carboni ( a destra nella foto), ha sottolineato l'importanza delle botteghe, non solo come luoghi di socializzazione nei centri abitati, ma soprattutto per la qualità dei prodotti che sono in grado di offrire. "Solo il bottegaio può garantire la qualità del prodotto, perché conosce il territorio e i produttori", ha dichiarato.

Un esempio concreto di coltivazione arriva da Aldo Zivieri, (nella foto) che gestisce la tenuta "Le Conchiglie" a Lagune di Sasso Marconi, dove ha avviato con successo un impianto dedicato:

“I frutti sono sani e di ottima qualità,” ha sottolineato Zivieri.

Infine, il maestro giardiniere Carlo Pagani ha ricordato che la Mela Rosa Romana era già apprezzata ai tempi di Plinio il Vecchio, e che il celebre dolce della "mela cotta al forno" si riferisce proprio a questa varietà. Ha inoltre lanciato una proposta ai Comuni della zona: piantare alberi di Mela Rosa Romana nei parchi e negli spazi pubblici, per unire tutela del territorio e sensibilizzazione culturale.


L’evento si è concluso con un caloroso consenso verso un progetto che celebra le tradizioni locali, la biodiversità e la sostenibilità.