La proposta di edificazione nell’area ex-Sapaba
continua ad agitare le acque della politica a Casalecchio
di Reno. A riaccendere il confronto è la decisione della Giunta comunale
di autorizzare la realizzazione delle opere di urbanizzazione, con la prima
delibera approvata il 13 gennaio 2026, atto che ha riportato il progetto al
centro del dibattito pubblico.
A chiedere chiarimenti al primo cittadino, Matteo Ruggeri, è il
consigliere civico Bruno Cevenini (nella foto), che ha presentato un’interrogazione per
sollecitare una riflessione complessiva sull’intervento. L’iniziativa si
inserisce in un contesto già segnato da interrogazioni discusse in seno al
Consiglio della Regione Emilia-Romagna e
dall’ampia eco mediatica suscitata a livello locale e regionale.
Cinque i punti su cui Cevenini chiede risposte
puntuali.
Sicurezza
idrogeologica.
Il consigliere domanda se l’area del comparto ex-Sapaba possa dirsi realmente
al sicuro da eventi meteorologici estremi, alla luce delle alluvioni che hanno
colpito il territorio comunale e altre zone del Paese a causa dei cambiamenti
climatici. E se il rischio idraulico abbia davvero raggiunto il suo apice o non
sia invece destinato ad aumentare.
Validità
dei pareri precedenti. Cevenini chiede inoltre se sia ancora attuale il parere favorevole alle
edificazioni espresso anni fa dalle precedenti amministrazioni, in un contesto
climatico e normativo profondamente diverso dall’attuale.
Ipotesi
alternativa: una vasca di espansione. Tra le proposte avanzate, anche quella di destinare
l’area a una grande vasca di espansione naturale, utile in caso di nuove piene
come quelle del 17 maggio 2023 e del 23 ottobre 2024, che hanno colpito via
Ronzani, o in caso di esondazioni del fiume Reno.
Una soluzione che, secondo il consigliere, potrebbe rappresentare un beneficio
non solo per Casalecchio ma per l’intera area della Bassa Bolognese.
Opportunità
politica. Al di
là del parere che potrà esprimere la Regione sulla possibilità di edificare,
Cevenini invita l’Amministrazione a valutare una sospensione dell’iter e una
riapertura del confronto, ritenendo prudente riconsiderare decisioni assunte in
passato alla luce dei recenti eventi.
Perequazione
urbanistica e PUG. Infine, il consigliere richiama le normative regionali e nazionali sulla
perequazione urbanistica e le disposizioni del nuovo Piano Urbanistico Generale
adottato dall’Unione Reno Lavino Samoggia,
chiedendo se non sia possibile redistribuire le volumetrie previste per l’area
ex-Sapaba su ambiti del territorio dell’Unione caratterizzati da un rischio
idrogeologico minore o nullo.
Con
l’interrogazione, Cevenini sollecita una risposta chiara e dettagliata da parte
dell’Amministrazione su una scelta urbanistica che, sottolinea, incide
direttamente sulla sicurezza e sul futuro del territorio.
6 commenti:
Le proposte del Consigliere Civico Cevenini mi sembrano di buon senso.
Vedremo se "gli altri" dimostreranno di averlo!
Premetto che condivido i dubbi sull'opportunità di questo intervento, che pero mi sembra di capire che sia già convenzionato e quindi un diritto acquisito per la proprietà. E se guardate l'aggiornamento del piano di assetto idrogeologico dell'autorità di distretto del Po per l'asta fluviale del Reno, si aree delle stesse condizioni ce ne sono parecchie...
Quindi sbattiamo la testa contro il muro sapendo fin da ora che ci faremo del male. Complimenti, così si fa!
"quindi un diritto acquisito per la proprietà"
Eh?
Un diritto acquisito alla speculazione.
Del tutto inesistente.
Concordo pienamente e come tanti altri aspetto un cambio di rotta di buon senso.
Vasca di espansione la ex sapaba lo e' già adesso, se è quella la destinazione basta poco, anzi quasi niente.
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