sabato 28 marzo 2026

Violenza domestica a Vergato: arrestato 26enne, accuse di maltrattamenti, violenza sessuale e sequestro

 



I Carabinieri della Stazione di Vergato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 26enne di origine nigeriana, indagato per maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e sequestro di persona ai danni della convivente.

Il provvedimento è stato disposto dal giudice su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, che ha coordinato le indagini avviate a seguito della richiesta di aiuto della vittima. La donna aveva contattato il 112 riferendo di essere stata aggredita dal compagno ed è stata soccorsa da una pattuglia dell’Arma intervenuta sul posto.

Informato dei fatti, il pubblico ministero di turno ha disposto l’immediata attivazione delle misure di tutela previste dal cosiddetto “Codice rosso”, a protezione delle vittime di violenza domestica e di genere.

Gli accertamenti successivi hanno fatto emergere gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato, che – secondo quanto ricostruito – avrebbe posto in essere nel tempo reiterate condotte violente all’interno dell’ambiente domestico: minacce di morte, aggressioni verbali e fisiche, anche con l’uso di oggetti contundenti come bastoni, cinture e ciabatte, nonché costrizioni a rapporti sessuali in qualsiasi momento della giornata.

La vittima sarebbe stata inoltre sottoposta a pressioni psicologiche e a limitazioni della libertà personale, tra cui episodi in cui veniva chiusa a chiave in una stanza.

Alla luce del quadro indiziario, il giudice ha accolto la richiesta della Procura disponendo la misura cautelare in carcere. Il 26enne è stato quindi arrestato dai Carabinieri e trasferito in istituto penitenziario, a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Appennino, il caso del raddoppio: cantieri fermi, fondi opachi e il rischio di pagare due volte



Infrastrutture bloccate, cantieri abbandonati da oltre quindici anni e opere promesse mai completate: è questo il quadro che emerge dall’Appennino bolognese, al centro di una risoluzione presentata dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica). Nel mirino, la gestione di Autostrade per l’Italia e la richiesta di nuovi finanziamenti per interventi che, secondo gli accordi del 1990, avrebbero dovuto essere già conclusi.

La risoluzione impegna la Giunta regionale a esercitare una pressione incisiva sul Ministero delle Infrastrutture e sulla società concessionaria per ottenere trasparenza sui flussi finanziari e tempi certi di realizzazione. L’obiettivo dichiarato è restituire sicurezza e prospettive di sviluppo a un territorio segnato da anni di ritardi e immobilismo.

Da oltre un decennio e mezzo, infatti, le comunità locali convivono con un paesaggio segnato da opere incompiute e cantieri fermi, legati in particolare alla Variante di Valico. Quello che doveva rappresentare un volano per l’economia locale si è trasformato in un simbolo di paralisi amministrativa, tra promesse disattese e rimpalli di responsabilità.

Emblematico il caso del nuovo casello di Rioveggio, fermo dal 2010. L’area versa oggi in condizioni di abbandono: vegetazione fuori controllo, materiali deteriorati e criticità strutturali che preoccupano anche per la sicurezza degli edifici circostanti. Ma il danno non è solo ambientale. Il blocco dei lavori ha impedito la nascita dell’area commerciale prevista nelle vicinanze, cancellando opportunità occupazionali e prospettive di rilancio per una zona già colpita dallo spopolamento.

Al centro delle polemiche anche la questione economica. Gli interventi per il casello e le opere compensative erano già previsti e finanziati nella Convenzione del 1990 tra Ministeri, ANAS e Autostrade. Oggi, però, Autostrade per l’Italia chiede di inserirli nel nuovo Piano Economico Finanziario per ottenere ulteriori risorse. Un passaggio che solleva interrogativi: che fine hanno fatto i fondi originari? E soprattutto, è accettabile che i cittadini paghino due volte per le stesse opere?

A complicare ulteriormente la situazione è intervenuta, nel 2022, la riattivazione di un movimento franoso nell’area di Rioveggio, legato a una falda sotterranea. La soluzione tecnica – la realizzazione di pozzi idrodrenanti – è nota, ma il cantiere resta fermo. Secondo quanto ricostruito, la proposta di Autostrade di procedere per fasi sarebbe stata respinta dal Ministero, che ha imposto una diversa sequenza operativa. Il risultato è uno stallo totale: né la messa in sicurezza del versante né il completamento dell’opera hanno oggi una data certa.

Ferme anche le opere di compensazione ambientale. L’Area Deposito 5, destinata alle terre e rocce di scavo della Variante, è oggi un sito abbandonato con criticità idrogeologiche emergenti. Il Parco fluviale di Vado, previsto nei progetti PREVAM, resta sulla carta, mentre il vecchio tracciato autostradale non è mai stato restituito alla comunità, lasciando una ferita aperta nel territorio.

In questo contesto si inserisce il progetto del tunnel Reno-Setta, che punta a ridisegnare l’assetto infrastrutturale della zona. Ma il timore è che la nuova opera possa trasformarsi nell’ennesimo motivo di rinvio, anziché nell’occasione per una pianificazione finalmente efficace e per il recupero delle aree compromesse.

La richiesta che arriva dal territorio è chiara: superare lo stallo, fare luce sulla gestione delle risorse e definire tempi certi. Dopo trent’anni di attese, l’Appennino bolognese chiede risposte concrete, non nuovi rinvii. Restituire dignità e prospettive a queste comunità non è più rinviabile.

Luminasio, concerto del Coro AcCanto al Sasso per la Festa di San Vincenzo Ferrer

 



L’Associazione AcCanto al Sasso e la Parrocchia di Luminasio invitano la cittadinanza a un appuntamento musicale di grande suggestione. Domani, domenica 29 marzo, alle ore 18, la Chiesa di Santa Maria Assunta di Luminasio ospiterà un concerto del Coro AcCanto al Sasso APS, organizzato in occasione della Festa di San Vincenzo Ferrer.

Il coro, diretto dalla Maestra Silvia Vacchi, proporrà un repertorio pensato per valorizzare l’atmosfera spirituale e comunitaria della ricorrenza, offrendo al pubblico un momento di raccoglimento e bellezza musicale.

L’ingresso è libero.

L’evento si terrà presso la Chiesa di Santa Maria Assunta, in via Medelana n. 5, a Marzabotto (BO).

Impresa e famiglia. convegno di educazione finanziaria il 31 marzo


Camera di Commercio Bologna: 


Martedì 31 marzo, alle ore 16, un convegno di Educazione Finanziaria dal titolo “Impresa e famiglia - dalle scelte di oggi alla continuità di domani”. Si svolgerà presso la Sala di Consiglio di Palazzo della Mercanzia, Piazza della Mercanzia 4, Bologna. L’evento è organizzato da Poste Italiane con il patrocinio di Unioncamere e in collaborazione con la Camera di Commercio di Bologna. 

Sarà l’occasione per riflettere sui principali aspetti della stabilità finanziaria di impresa e famiglia e per accrescere consapevolezza e visione strategica: dall’assetto organizzativo al controllo di gestione, dalla pianificazione personale alla protezione e alla previdenza, dalla gestione del credito agli investimenti e al passaggio generazionale. 

Intervento a cura degli esperti di Educazione Finanziaria. 

Per registrarti all’evento clicca su questo link  

venerdì 27 marzo 2026

Al via “Donne in Digitale”: formazione gratuita per le competenze digitali femminili. Iscrizioni entro il 2 aprile



Camera di Commercio Bologna informa:


Partono tre nuove edizioni di “Donne in Digitale”, il percorso formativo gratuito pensato per sviluppare e rafforzare le competenze digitali delle donne che lavorano, fanno impresa o intendono avviare un’attività.

L’iniziativa si inserisce nel Piano nazionale per l’imprenditoria femminile, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e realizzato da Invitalia in collaborazione con Unioncamere.


Tre edizioni in programma

Il percorso sarà articolato in tre edizioni, ciascuna con specifiche finestre di iscrizione:

    • Edizione 1 (dal 7 al 21 aprile 2026- le iscrizioni sono già aperte e si chiuderanno alle ore 12:00 del 2 aprile
       
    • Edizione 2 (dal 23 aprile all’11 maggio 2026) - le iscrizioni si apriranno il 31 marzo e saranno chiuse alle 12 del 20 aprile
       
    Edizione 3 (dal 13 al 27 maggio 2026) - le iscrizioni si apriranno il 26 aprile e saranno chiuse alle 12 del 12 maggio

Obiettivi del percorso

“Donne in Digitale” punta a fornire strumenti concreti per affrontare le sfide della trasformazione digitale, con particolare attenzione all’attività d’impresa, alla comunicazione online e all’innovazione.

Il programma formativo è rivolto sia a imprenditrici sia a lavoratrici, con l’obiettivo di favorire l’autonomia professionale e la crescita delle competenze in un contesto economico sempre più orientato al digitale.