venerdì 26 febbraio 2021

Covid-19, aggiornamento delle modalità di somministrazione del vaccino AstraZeneca

Dal Ministero della Salute proposto da Dubbio

immagine raffigurante un vaccino da somministratre

Sulla base di nuove evidenze scientifiche si aggiornano le modalità di somministrazione del vaccino AstraZeneca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni. 
Con la Circolare 22 febbraio 2021, è data infatti la possibilità di “offrire il vaccino fino ai 65 anni (coorte 1956) compresi i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19” ma "ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili”

Le nuove evidenze scientifiche riportano dati di immunogenicità in soggetti di età superiore ai 55 anni e stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate.

La circolare è emanata in attesa dell’aggiornamento del documento Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 (agg.to 8 febbraio 2021).

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giovedì 25 febbraio 2021

I Comuni della montagna pronti alle restrizioni

Ma Aldrovani di Castel di Casio: «Da noi contagi sotto controllo».

Da Dubbio

La riunione incombe, anticipata dalle 17:30 alle 15:30. Regione, Città metropolitana, palazzo d’Accursio e Ausl si preparano, a distanza, a decidere se i contagi, mai così alti dall’inizio dell'emergenza, richiedano misure straordinarie come avvenuto per l’Imolese, che da oggi sperimenta le nuove restrizioni dell’arancione. Sono 672 i contagi in 24 ore quelli di ieri a Bologna, che pesano, anche se oggi i casi riscontrati scendono a 386. Comunque, a prescindere dall’andamento giornaliero, anche le due torri rischiano di passare all’arancione rafforzato. 

Marco Aldrovani, sindaco di Castel di Casio, si presenta all’assise «consapevole che, da noi, i contagi sono sotto controllo. La montagna è un rimedio naturale per il distanziamento sociale e le strette della nostra amministrazione su sport e feste di paese hanno fatto il resto». Il caso di San Benedetto non si ripete e Castel di Casio, ma «la valutazione su restrizioni generali non spettano a noi; valuteremo in riunione se le chiusure arriveranno». Sulla stessa linea si pone Giuseppe Argentieri, sindaco di Vergato: «In questo momento definire le strategie da mettere in campo, anche nel senso di ulteriori restrizioni, non è una misura spropositata. Certo, si tratta di azioni da ponderare in base all’entità, alla portata e alle conseguenze che possono produrre, con attenzioni specifiche che variano da territorio a territorio. Ma la priorità, ora, è essere pronti a intervenire, anticipando eventuali evoluzioni negative e garantendo chiarezza nella comunicazione con i cittadini: bisogna evitare la confusione. Inoltre, a fronte di un quadro complesso, una strategia chiara e rapidamente applicabile concede margini per misure favorevoli, con possibili aperture mirate. Insomma, bisogna sapere come intervenire e essere chiari nel rapporto con la cittadinanza». 

Sergio Polmonari, sindaco di Lizzano in Belvedere, e Giuseppe Nanni, primo cittadino di Alto Reno, preferiscono attendere, rimandando i commenti dopo la riunione. Intanto è proseguito oggi, dopo la prima giornata di ieri, lo screening a tappeto di San Benedetto Val di Sambro, proprio per evitare il passaggio cromatico. Sorte toccata invece ai 14 comuni dell’Imolese, con il sindaco di Medicina che, dati alla mano, rivendica un indice di positività nella norma, tale da non giustificare l’arancione scuro. Ma con l’Emilia-Romagna che sfonda il tetto dei 2.000 contagiati, difficilmente si vedranno nuove flessibilità. «Fino a ieri la Regione - tuona quindi sui social l'ex sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi, esponente di Bologna Forum Civico - voleva aprire i ristoranti la sera e oggi vuole istituire zone arancione scuro per evitare di diventare rossa. Dovremmo pretendere trasparenza e serietà, cose che oggi mancano del tutto». 


Covid. Da sabato 27 febbraio, e fino al 14 marzo, estesa a tutti i comuni della Città metropolitana di Bologna la zona arancione scuro.

D’intesa con i sindaci, domani ordinanza della Regione per circoscrivere e contenere la crescita del contagio. Stop spostamenti anche all’interno dei comuni, attività ricreative ed eventi sportivi. Da lunedì 1 marzo attività didattica a distanza al 100% per le scuole e l’Università, in presenza i servizi educativi 0-3 e le scuole d’infanzia

La richiesta di intervenire dalla Conferenza dei sindaci della Città metropolitana. Le misure, più restrittive rispetto alle disposizioni nazionali vigenti per le aree arancioni, sulla base dei dati forniti dall’Ausl di Bologna sull’aumento della diffusione del virus. Bonaccini-Donini: “Ancora una volta presa insieme una scelta difficilissima ma indispensabile a fronte di indicazioni medico-scientifiche e dati epidemiologici in costante peggioramento. Siamo al fianco dei cittadini, e sempre insieme ai sindaci già chiesto al Governo che vengano riconosciuti con urgenza i congedi parentali”


La regione informa:

Da sabato 27 febbraio, si estende a tutta la Città Metropolitana di Bologna, e quindi ai comuni che ne fanno parte, la zona arancione scuro in vigore da oggi nell’Imolese. Vi rimarrà fino al 14 marzo. Arriverà domani la nuova ordinanza che lo prevede, a firma del presidente della Regione, analoga a quella sui 14 comuni dell’Ausl di Imola e i confinanti in provincia di Ravenna.

L’obiettivo è lo stesso: arginare la diffusione del virus, a tutela della salute dei cittadini, in un’area peraltro molto vasta e densamente abitata.

La decisione è stata presa oggi pomeriggio nella video-riunione fra tutti i sindaci della Città metropolitana di Bologna, insieme a Regione e Ausl di Bologna.

Il provvedimento è più restrittivo rispetto alle misure nazionali in vigore per la zona arancione in cui è collocata tutta l’Emilia-Romagna dal 21 febbraio scorso, ed è dettato dalle indicazioni medico-scientifiche che evidenziano una situazione di criticità, con l’andamento del contagio in costante crescita anche nelle scuole.

Le restrizioni introdotte sono le stesse previste dall’ordinanza in vigore nei comuni dell’Imolese: no agli spostamenti, anche all’interno del proprio comune, e anche per visite a parenti e amici, se non per motivi di salute, lavoro e comprovate necessità, e limitazioni alle lezioni in presenza, sul modello di ciò che in sostanza avviene in zona rossa. Da lunedì 1 marzo, quindi, l’attività didattica si svolgerà esclusivamente a distanza per tutte le scuole di ogni ordine e grado e per l’Università (saranno ricompresi anche i corsi dell’Ateneo di Bologna a Imola), mentre rimarrà in presenza per i servizi educativi 0-3 e le scuole d’infanzia.

Non vengono invece sospese le attività economiche, nei limiti delle regole consentite in fascia arancione, comprese quelle per i servizi alla persona.

Anche in questo caso, insieme ai sindaci, e sulla base delle indicazioni delle autorità sanitarie, interveniamo per fermare la diffusione del contagio in un’area nella quale la situazione stava diventando critica- sottolineano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffaele Donini-. Siamo in presenza del terzo picco dell’epidemia, con dati epidemiologici in progressivo peggioramento. Una tendenza, secondo gli esperti, destinata a rafforzarsi, a causa della presenza di nuove varianti del virus, molto più veloci nei contagi. Servono quindi nuove misure restrittive. Ancora una volta occorre assumere una decisione che pesa, che ricade su tante persone e comunità, provate da mesi durissimi, ma non potevamo rimanere fermi rispetto a quanto sta accadendo. Interveniamo a tutela della collettività, pur comprendendo bene lo sforzo e i sacrifici che chiediamo ai cittadini, a partire dagli studenti e dalle loro famiglie”.

Assieme ai sindaci e all’azienda sanitaria siamo al loro fianco, pronti a fare tutto il necessario per fronteggiare questa difficile fase, che si aggiunge a difficoltà e sofferenze pesanti. E raccogliendo proprio l’appello dei sindaci, abbiamo già avviato un’interlocuzione con il Governo, con l’ultimo confronto avuto nel pomeriggio, per chiedere che vengano riconosciuti con urgenza i congedi parentali, perché siamo consapevoli di quanto gravi sulle famiglie la sospensione dell’attività didattica in presenza.Non possiamo però nella maniera più assoluta arrenderci adesso, nel momento in cui stiamo lavorando all’estensione e all’accelerazione della campagna vaccinale, lo strumento per sconfiggere la pandemia che prima non avevamo. Rispettiamo tutti le regole- chiudono Bonaccini e Donini-, un ulteriore esercizio di responsabilità per quello che potrebbe davvero essere l’ultimo sforzo da portare a termine”.

Quali sono le limitazioni

Restano consentite le attività economiche, comprese quelle di servizio alla persona, permesse nelle zone arancioni del Paese.

I datori di lavoro pubblici sono tenuti a limitare la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono indifferibili e che richiedono necessariamente la presenza fisica, anche in ragione della gestione dell'emergenza; il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in smart working.  

Per quanto riguarda gli spostamenti, sono vietati sia nello stesso comune che verso comuni limitrofi. L’eccezione è per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità (come acquisto di beni) o motivi di salute.

Non si potrà quindi uscire dal proprio comune, anche se di popolazione inferiore a 5.000 abitanti (come ora previsto e disciplinato per le zone rosse dall’articolo 2 del Decreto legge numero 15 del 23 febbraio scorso): resta la possibilità di recarsi in quelli limitrofi, ma solo per particolari necessità, come ad esempio per l’acquisto di prodotti che nel proprio comune sono introvabili.

E’ esclusa anche la possibilità di effettuare visite a parenti e amici una volta al giorno, anche all’interno del proprio comune, o recarsi nelle seconde case, salvo situazioni di necessità.

Rimane sempre consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e la possibilità per gli studenti di frequentare le lezioni in presenza, ove previste, se la scuola ha sede in un comune non compreso tra quelli soggetti a restrizione: potranno ovviamente andare e tornare.

Per la scuola, si stabilisce lo svolgimento in presenza delle sole attività dei Servizi educativi 0-3 anni e Scuole dell’Infanzia, mentre le attività didattiche per le scuole di ogni ordine e grado si svolgeranno a distanza al 100%. Resta salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l’uso di laboratori o per mantenere una relazione educativa che realizzi l’effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata - come previsto anche dallo specifico decreto (7 agosto 2020) e successiva ordinanza (9 ottobre 2020) del Ministro dell’Istruzione.  Lezioni esclusivamente a distanza, sempre da lunedì, anche per l’Università.

In ambito sportivo, sono sospesi gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva, così come l’attività sportiva svolta nei centri sportivi all’aperto. Resta consentito lo svolgimento di attività sportiva solo in forma individuale ed esclusivamente all’aperto. Possibile svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione, purché nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione delle vie respiratorie.

Infine, sono sospese le mostre e i servizi di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura, ad eccezione delle biblioteche dove i relativi servizi sono offerti su prenotazione e degli archivi, fermo restando il rispetto delle misure di contenimento dell'emergenza epidemica.   

Attività di tracciamento e sorveglianza

Come nel caso del precedente provvedimento, viene rafforzata ulteriormente l’attività di sorveglianza e tracciamento. Sono applicate tutte le misure indicate nella circolare ministeriale del 31 gennaio scorso, tra cui l’impiego del test molecolare nella sorveglianza dei contatti stretti e a basso rischio e la chiusura della quarantena a 14 giorni con test molecolare; inoltre, non potrà essere interrotto l’isolamento del caso confermato dopo 21 giorni dalla comparsa dei sintomi ma dovrà proseguire fino all’effettuazione di un test molecolare con risultato negativo.

L’Ausl Bologna potrà assumere, in accordo con i Comuni interessati dall’ordinanza regionale, ogni opportuna ulteriore azione ritenuta necessaria, in caso di modifica della situazione epidemiologica. 

Andamento dei contagi nel periodo 1-21 febbraio

Nel mese di febbraio l’incremento dei casi è stato del 16%, con un tasso standardizzato per 100mila abitanti del 340.3 (contro quello italiano di 140), cresciuto in modo esponenziale. In particolare, nella settimana dall’1 al 7 febbraio si sono registrati 200 casi per 100mila abitanti, saliti in quella successiva (8-14 febbraio) a 253, per arrivare a 340 casi ogni 100mila abitanti nella settimana dal 15 al 21 febbraio, con la variante inglese predominante nel territorio.

Anche sul fronte delle strutture ospedaliere, la situazione registra una crescente pressione: se l’11 febbraio erano 556 i pazienti ricoverati nella rete ospedaliera metropolitana, la settimana successiva sono passati a 646, per arrivare a 754 di oggi. /EC


Coronavirus: 386 i nuovi contagi a Bologna

Campagna vaccinale per le persone nate nel 1936 e anni precedenti, sono 35.689 le prenotazioni effettuate alle 17.30 di oggi, 25 febbraio e 1416 le vaccinazioni eseguite in giornata.

 

L'Azienda USL di Bologna informa:  

Sui 386 nuovi casi di positività in provincia di Bologna, 258 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 26 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 9 attraverso il test per categoria a rischio, 2 mediante screening sierologici, 2 attraverso test pre-ricovero mentre per 89 l’indagine epidemiologica è ancora in corso.
Tra i 386 nuovi contagi, 302 sono sporadici e 84 sono inseriti in focolai. Nessun caso è importato da altra regione né dall’estero.

Sono 35.689 le prenotazioni effettuate, dal 15 febbraio alle 17.30 di oggi, a Bologna e provincia. 22.347 cittadini si sono prenotati presso le Farmacie con servizio CUP, 6.203 telefonando all’ 800 884888, 4.937 hanno scelto gli sportelli CUP, 2.202 infine via web.

Sono 1416 le vaccinazioni eseguite oggi, 25 febbraio, alle persone nate nel 1936 e anni precedenti.
5 i punti vaccinali in città (Ospedale Bellaria, Fiera, Casa della Salute Nani a Borgo Panigale, Casa della Salute Navile, Poliambulatorio Roncati/Saragozza) ai quali se ne sono affiancati 8 in provincia: a Budrio presso il Centro Sociale “La Magnolia”, a Bazzano presso il Poliambulatorio, a Casalecchio di Reno presso la Casa della Salute, a Castel Maggiore presso la Sala “Pier Paolo Pasolini”, a Loiano presso la Casa della Salute (all’interno dell’ospedale), a San Lazzaro di Savena presso le “officine San Lab”, a San Giovanni in Persiceto presso l’Ospedale, a Porretta Terme presso l’Ospedale.

Sono 49.365 le prime vaccinazioni e 30.518 le seconde vaccinazioni, effettuate dal Vaccine Day a ieri, 24 febbraio.

 

Covid: Bologna in 'arancione scuro', ordinanza in arrivo

Assessore E-R, terzo picco come per il circondario Imolese


 © ANSA

La Regione Emilia-Romagna sta per firmare un'ordinanza in cui istituisce la zona 'arancione scuro' per Bologna e tutta la sua provincia. Lo anticipa il sindaco di Anzola Emilia Giampiero Veronesi in un post su Facebook.

"A seguito della riunione urgente convocata oggi dal sindaco Metropolitano Virginio Merola - scrive - comunico a tutti i miei concittadini che si è deciso di istituire la zona arancione scuro per tutti i Comuni della Città Metropolitana di Bologna”.

Il provvedimento, fa sapere Veronesi, che decorrerà da lunedì 1 marzo per le scuole e dal 27 febbraio per tutto il resto, "è giustificato dall’aumento esponenziale dei contagi su tutta la provincia di Bologna ed il conseguente probabile collasso, nel breve periodo, delle strutture sanitarie (nella giornata di ieri è stato raggiunto, sulla provincia di Bologna, il picco massimo di contagi dall’inizio della pandemia)”. Questa decisione comporta, tra le altre, “la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado per 15 giorni (ad eccezione della scuola dell’infanzia e dei nidi), la limitazione degli spostamenti sia tra un Comune e l’altro, sia all’interno del proprio Comune di residenza, la chiusura degli impianti sportivi (anche all’aperto), e altre specifiche limitazioni”, ha spiegato ancora Veronesi su Facebook.

L'ipotesi di una decisione in tal senso era stata ventilata questa mattina dall'assessore regionale alla Salute, Raffaele Donini, intervenuto in una videoconferenza della Ausl di Piacenza. In Emilia-Romagna il Bolognese, ma non solo, è nel pieno del "terzo picco" della pandemia di coronavirus - ha affermato Donini - e, "come per il circondario imolese", dove da oggi sono in vigore restrizioni aggiuntive da 'arancio scuro' come lo stop alle scuole dalle elementari in su, anche per l'area metropolitana di Bologna si "valutano" misure più severe per contenere i contagi anche in considerazione della circolazione della cosiddetta variante inglese del virus.

L'ULTIMO BOLLETTINO - Vertice in Regione sull'aumento dei contagi

"Quando si parla di un'ondata rispetto a un'altra sembra quasi che il virus non circoli tra una e l'altra - ha sottolineato Donini - In realtà questo è un terzo picco di una pandemia che è ancora lì da un anno, che non è mai stata debellata". Quanto all'aumento di incidenza di casi nelle ultime settimane, in particolare nel Bolognese, questo per l'assessore potrebbe essere il frutto della "coincidenza della cosiddetta 'zona gialla', di un sistema di restrizioni più blando, e di una presenza di una mutazione genetica del virus". Ora, prosegue, "per noi è un inedito" perché la regione nel suo complesso è in zona arancione ma per la prima volta in contemporanea con la circolazione della variante inglese: "Quindi dobbiamo capire se queste misure sono sufficienti per addolcire, fermare e ridurre la curva oppure se serva, come abbiamo fatto per esempio nel circondario imolese, a livello locale, con un tasso di incidenza particolarmente elevato, adottare ulteriori misure di contenimento". "Lo abbiamo fatto per il circondario imolese, lo stiamo valutando ovviamente anche per la Città metropolitana bolognese". (ANSA)