Oggi, 21 marzo, è la Giornata della Legalità
Un impegno
capillare e risultati di rilievo nella lotta alla criminalità organizzata. È
quanto emerge dal bilancio operativo 2025 della Guardia di Finanza, che traccia
un quadro significativo dell’azione svolta su tutto il territorio nazionale.
Nel corso
dell’anno, il Corpo ha condotto 1.351 indagini, coinvolgendo
complessivamente 7.442 soggetti, tra cui 5.568 persone fisiche e 1.874
persone giuridiche. Numeri che testimoniano l’intensità dell’attività
investigativa, sempre più orientata non solo alla repressione dei reati, ma
soprattutto all’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.
Proprio il
contrasto economico-finanziario rappresenta uno degli strumenti principali
nella lotta alle mafie. Un’azione resa sempre più complessa dall’utilizzo di
prestanome e soggetti terzi, formalmente estranei alle organizzazioni
criminali, ai quali vengono intestati beni e disponibilità finanziarie per
eludere i controlli.
Nel 2025,
attraverso indagini patrimoniali e finanziarie mirate, la Guardia di Finanza ha
proposto sequestri per oltre 3,3 miliardi di euro. Ammonta invece a
circa 1,6 miliardi di euro il valore dei beni e delle liquidità
effettivamente sequestrati e/o confiscati nel corso dell’anno.
Accanto
all’azione repressiva, resta centrale anche l’attività di prevenzione. In
questo ambito, sono state circa 66 mila le verifiche amministrative, tra
controlli nei cantieri e attività finalizzate al rilascio della documentazione
antimafia, con l’obiettivo di proteggere il tessuto economico sano e gli
imprenditori onesti. Inoltre, beni aziendali per un valore complessivo di 29,6
milioni di euro sono stati sottoposti a misure di prevenzione, come
amministrazione o controllo giudiziario.
Importanti
risultati anche nella lotta al narcotraffico. Nel 2025 sono state sequestrate oltre
33 tonnellate di sostanze stupefacenti, tra cui cocaina, hashish e
marijuana, e denunciate più di 800 persone. Parallelamente, l’azione si
è concentrata anche sul patrimonio delle organizzazioni: sequestrati beni e
disponibilità finanziarie per 8 milioni di euro e disposte confische per
oltre 3,5 milioni di euro.
Tra le
operazioni più significative dell’anno spiccano diversi interventi su scala
nazionale:
- Reggio Calabria:
confiscati beni e liquidità per 140 milioni di euro a cinque
imprenditori collusi con la ’ndrangheta, coinvolti in un articolato
sistema di frode fiscale nel settore dei prodotti petroliferi.
- Catania:
misura di prevenzione da oltre 40 milioni di euro nei confronti di
un soggetto legato ai clan Santapaola-Ercolano e Cappello-Bonaccorsi,
attivo nel settore delle scommesse online. Sequestrati 89 immobili
e 20 attività commerciali, di cui otto all’estero.
- Brescia:
arrestate 24 persone appartenenti a un’organizzazione dedita al
narcotraffico internazionale. Il gruppo importava droga dal Sud America
tramite navi commerciali, per poi distribuirla in Europa. Sequestrati beni
per circa 3 milioni di euro.
- Trieste:
sequestro preventivo da 92 milioni di euro nei confronti di
un’organizzazione coinvolta nel traffico illecito di rifiuti. Undici le
persone indagate e sei le società coinvolte.
Il bilancio conferma dunque una strategia sempre più integrata, che combina indagini, sequestri patrimoniali e attività preventive, con l’obiettivo di colpire in modo strutturale le organizzazioni criminali e tutelare l’economia legale.
2 commenti:
Falcone e Borsellino erano per la divisione delle carriere in magistratura, cioè avrebbero votato SI, attenzione, non votate NO sarebbe come essere d'accordo con chi ha eliminato loro e le loro scorte.
Certo, la voleva pure Licio Gelli! Votate NO. Il si serve solo alla politica, quella più trafficona e corrotta. Gli serve per commettere le loro marachelle impunemente. Per noi bravi cittadini la riforma non porta alcun beneficio, pertanto votate NO e poi chiederemo di cambiare la giustizia per fare in modo che sia più efficiente (tempi più brevi e pene certe). VOTATE NO!
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