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lunedì 1 dicembre 2014

Sasso Marconi: l'interrogazione di Un'Altra Sasso in merito ai lavori del Metanodotto.



Con il titolo ‘Hera colpisce ancora ... mentre l'Amministrazione sta a guardare’, i consiglieri comunali  di Un’Altra Sasso hanno inviato le loro considerazioni  sui lavori in corso alla confluenza del Setta con il Reno, portati all’attenzione della Giunta e del Consiglio comunali da una interrogazione, di cui chiedono la pubblicazione integrale.


Numerosi cittadini ci hanno scritto in merito ai lavori per il prossimo metanodotto vicino ai fiumi Setta e Reno; ci siamo prontamente interessati ed abbiamo redatto una dettagliata interrogazione al Consiglio Comunale ai primi di Ottobre. Dopo una lunga attesa, durante il Consiglio Comunale del 26 novembre appena trascorso è stata finalmente discussa tale interrogazione che abbiamo ritenuto doveroso proporre all'amministrazione non solo per le molteplici segnalazioni che abbiamo ricevuto dai cittadini, ma anche perché molte cose circa quei lavori non ci sono apparse chiare, prima fra tutte il luogo scelto per compiere un intervento di questa portata.

Le nostre (e vostre) domande:

1) Si poteva progettare questo tratto di nuovo metanodotto - DN 200 - (8") - con portata non superiore a 24 bar - in altro luogo, senza compromettere il delicatissimo sistema idraulico di un Fiume e sito di vincolo paesaggistico e ambientale di massima importanza: l'ACQUEDOTTO ROMANO ed il CONTRAFFORTE PLIOCENICO?

 

Il nuovo metanodotto è a regola d'arte?

2) La relazione tecnica del progetto prescrive cose che, al momento, non sono state eseguite; esempio: Burghe – Sacchi sabbia di protezione e armature. Da verificare inoltre l’infossamento di 4 metri prescritti per la posa in alveo dei tubi e le sponde di max metri 4,60 (4 mt + 4,60 mt = 8,60 mt.) come da progetto. Vorremmo inoltre sapere le motivazioni tecniche per tale scelta e se il responsabile del procedimento ne era a conoscenza.
3) Data per scontata la assoluta necessità di un intervento di messa in sicurezza del tratto di gasdotto "eroso" ci chiediamo se un movimento di 2000 metri cubi di inerti fluviali (peso circa 1,57 tonnellate il metro cubo) sia stato congruo rispetto al semplice passaggio di ramo di soli 200 mm di gasdotto, peraltro di pressione modesta (24 bar). Chi ha eseguito la validazione del progetto?
4) Vorremmo vedere tale validazione e vorremmo una relazione del responsabile del procedimento circa la valutazione della progettazione idraulica, in questo caso assolutamente necessaria, in quanto si è tagliato il letto del fiume in orizzontale con compromissione irrimediabile delle falde sottostanti, al pari della valutazione geologica.
5) Per quale motivo si è scelta questa soluzione così distruttiva per il fondo del fiume e non una soluzione aerea (come in tantissimi casi ad esempio nelle interferenze tra fiume Adige e le reti tecnologiche della pianura) che, peraltro, consente una visione immediata dello stato di conservazione delle tubature?
6) Quanto è durato il tratto di metanodotto sostituito?
7) Quanto durerà questo tratto interrato?
8) Quale "garanzia" abbiamo sulla medesima durata?
9) A quanto ammonta il costo complessivo dell'intervento, oneri progettuali compresi?
10) E’ regolare la distanza che c’è tra la cabina elettrica ad alta tensione sita in via Ziano e il taglio verticale della roccia Pliocenica che alloggia il tubo esistente del gas-metano, tamponata a cemento, che alimenta l’attuale impianto di pompaggio e che verrà potenziato per questa nuova alimentazione al 4° tronco per Marzabotto? E quale è questa distanza?
11) L'area di pompaggio sita all'interno dell’area Hera-potabilizzazione, risponde a tutte le normative di sicurezza previste per legge?


Dopo quasi due mesi questa è stata la risposta:

La risposta alla nostra interrogazione è arrivata molto dopo il termine previsto dal regolamento (oltre venti giorni di ritardoed è, sotto molti aspetti, insoddisfacente. Riteniamo che, nonostante tutto, un lavoro così delicato, in un luogo sottoposto a vincoli sia di sicurezza che storico paesaggistici sarebbe dovuto essere seguito in modo costante da quegli stessi amministratori locali che si troverebbero a fronteggiarne eventuali emergenze sopravvenute agli stessi. Qui si parla di opere che attraversano sia tematiche idrogeologiche che di sicurezza ed incolumità della cittadinanza esposta tanto alle lavorazioni quanto alle modifiche apportate al territorio.
Abbiamo deciso, coerenti con la nostra idea di trasparenza amministrativa, di condividere con tutti i cittadini quanto abbiamo richiesto ed appreso:
(per chi volesse ecco il testo integrale sia dell'interrogazione che la risposta dell'Amministrazione)