martedì 4 agosto 2026

Ciclovia del Sole a Marzabotto, Mastacchi: «Chilometri di asfalto che finiscono nel nulla»

 



Un'infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile e il cicloturismo regionale che rischia però di trasformarsi in un vicolo cieco per i ciclisti e in un caso emblematico di pianificazione incompleta. È quanto denuncia Marco Mastacchi, consigliere regionale di Rete Civica, con un'interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta dell'Emilia-Romagna.

Al centro dell'iniziativa vi è il tratto della Ciclovia del Sole in prossimità di via Brolo, nel Comune di Marzabotto. Sebbene una parte significativa del percorso sia già stata realizzata e asfaltata, la pista si interrompe improvvisamente in corrispondenza del Rio Brolo, poco prima dell'attraversamento del fiume Reno.

«Manca ancora l'infrastruttura fondamentale per l'attraversamento del Reno – evidenzia Mastacchi –. Questo genera forte disorientamento: molti ciclisti, compresi numerosi turisti stranieri che percorrono la Ciclovia confidando nella continuità del tracciato, arrivano al termine dell'asfalto e si ritrovano letteralmente nel nulla, senza indicazioni chiare sul percorso da seguire e senza alcuna segnaletica di avviso».

A rendere ancora più critica la situazione sono le condizioni di dissesto idrogeologico dell'area. La zona è stata duramente colpita dagli eventi alluvionali del maggio 2023 e dell'autunno 2024, che hanno provocato frane e consistenti accumuli di detriti. Inoltre, fenomeni di erosione e dilavamento del versante montano adiacente continuano a verificarsi anche in occasione di precipitazioni ordinarie, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza del percorso.

Con l'interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di chiarire:

·         quale sia lo stato di avanzamento dei lavori nel tratto di via Brolo e quali opere siano ancora necessarie per rendere il percorso pienamente fruibile;

·         quali siano i tempi previsti per la realizzazione del ponte, o comunque dell'opera necessaria all'attraversamento del fiume Reno;

·         se siano state progettate adeguate opere di regimazione idraulica e di mitigazione del rischio idrogeologico per il versante adiacente;

·         se la Regione intenda installare con urgenza una segnaletica temporanea di informazione e sicurezza per evitare che i ciclisti si trovino improvvisamente davanti a un'interruzione del percorso o vengano indirizzati verso tratti potenzialmente pericolosi.

«Non basta disegnare linee su una mappa: progettare significa anche ascoltare il territorio e prevedere le opere necessarie affinché la pioggia non distrugga in poche ore il lavoro di anni», osserva Mastacchi. «La trasparenza è parte integrante dell'infrastruttura: un'opera incompiuta e non adeguatamente segnalata rappresenta un fallimento anche sul piano della comunicazione verso gli utenti. Per questo la corretta informazione, soprattutto nei confronti dei turisti stranieri che non conoscono il territorio, ha la stessa importanza tecnica di un'opera strutturale».

«La Ciclovia del Sole è un asset fondamentale per l'Emilia-Romagna e per lo sviluppo del cicloturismo – conclude il consigliere di Rete Civica – ma la continuità dell'infrastruttura, la sicurezza geologica e quella degli utenti devono rappresentare la priorità assoluta».

8 commenti:

Anonimo ha detto...

Qui a pioppe salvaro Fino ai serrini mai visto ciclisti che utilizzano la ciclovia. Tutti belli in gruppo sulla strada.

Anonimo ha detto...

È una ciclopedonale cosa diversa da una ciclabile esclusiva. Non tutto il percorso è asfaltato e non è fruibile da tutte le tipologie di bicicletta.

Anonimo ha detto...

Guarda meglio

Anonimo ha detto...

Bravo Mastacchi, chissà se svelerà il mistero del ponte, ne l'amministrazione di Marzabotto che quella di sasso si sono espresse in merito. E della Priolo, Assessore regionale della mobilità meglio stendere un velo pietoso

Anonimo ha detto...

@14:33 Beh, diciamo che non è proprio una ciclabile per tutti... Lo strappo che dalla stazione di Pioppe sale in direzione Vergato ha una pendenza elevata e non lo possono fare tutti, specialmente se sei sei carico di borse o, peggio, se hai il carrellino per il bimbo. E per chi ha la bici da strada, la ciclabile Marzabotto-Pioppe non si presta ad essere percorsa da quel tipo di bici, pertanto si fa la Porrettana e arrivato a Pioppe, prosegui sulla statale, per non fare quell'ingresso in curva per entrare in paese. Personalmente cerco di non girare mai affiancato su strada trafficata ma vedo che tanti ciclisti non fanno altrettanto, alimentando questa atavica faida tra ciclisti ed automobilisti.

Anonimo ha detto...

Se non c'è la fai a salire spingi, oppure ti alleni per affrontare il percorso.

Anonimo ha detto...

Mastacchi quando si tratta di opere incompiute sa di che cosa parla, infatti era sindaco di Monzuno nella gestione del casello di Rioveggio scempio della natura!

Anonimo ha detto...

@13:59 Ma tu con la macchina che strada scegli? La più scorrevole, senza ghiaia, senza salitacce, bella larga o quella che vogliono gli altri? Se il ciclista sta a destra senza mettersi in doppia fila, può circolare dove vuole! Ho pedalato in Austria, Germania, Svizzera, anche in gruppo allargato e non abbiamo mai sentito un colpo di clacson. Qua da noi gli automobilisti non riescono a pazientare 30 secondi (30 secondi! ) dietro ad una bici... Tanto il posto per superare in sicurezza le bici arriva sempre. Come fai invece quando ti trovi dietro un camion per chilometri? Avrai una tanica di Maalox in macchina...