Un'infrastruttura
strategica per la mobilità sostenibile e il cicloturismo regionale che rischia
però di trasformarsi in un vicolo cieco per i ciclisti e in un caso emblematico
di pianificazione incompleta. È quanto denuncia Marco Mastacchi, consigliere regionale
di Rete Civica, con un'interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta
dell'Emilia-Romagna.
Al
centro dell'iniziativa vi è il tratto della Ciclovia del Sole in prossimità di
via Brolo, nel Comune di Marzabotto. Sebbene una parte significativa del
percorso sia già stata realizzata e asfaltata, la pista si interrompe
improvvisamente in corrispondenza del Rio Brolo, poco prima
dell'attraversamento del fiume Reno.
«Manca
ancora l'infrastruttura fondamentale per l'attraversamento del Reno – evidenzia
Mastacchi –. Questo genera forte disorientamento: molti ciclisti, compresi
numerosi turisti stranieri che percorrono la Ciclovia confidando nella
continuità del tracciato, arrivano al termine dell'asfalto e si ritrovano
letteralmente nel nulla, senza indicazioni chiare sul percorso da seguire e
senza alcuna segnaletica di avviso».
A
rendere ancora più critica la situazione sono le condizioni di dissesto
idrogeologico dell'area. La zona è stata duramente colpita dagli eventi
alluvionali del maggio 2023 e dell'autunno 2024, che hanno provocato frane e
consistenti accumuli di detriti. Inoltre, fenomeni di erosione e dilavamento
del versante montano adiacente continuano a verificarsi anche in occasione di
precipitazioni ordinarie, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza del
percorso.
Con
l'interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di chiarire:
·
quale
sia lo stato di avanzamento dei lavori nel tratto di via Brolo e quali opere
siano ancora necessarie per rendere il percorso pienamente fruibile;
·
quali
siano i tempi previsti per la realizzazione del ponte, o comunque dell'opera
necessaria all'attraversamento del fiume Reno;
·
se
siano state progettate adeguate opere di regimazione idraulica e di mitigazione
del rischio idrogeologico per il versante adiacente;
·
se
la Regione intenda installare con urgenza una segnaletica temporanea di
informazione e sicurezza per evitare che i ciclisti si trovino improvvisamente
davanti a un'interruzione del percorso o vengano indirizzati verso tratti
potenzialmente pericolosi.
«Non
basta disegnare linee su una mappa: progettare significa anche ascoltare il
territorio e prevedere le opere necessarie affinché la pioggia non distrugga in
poche ore il lavoro di anni», osserva Mastacchi. «La trasparenza è parte integrante
dell'infrastruttura: un'opera incompiuta e non adeguatamente segnalata
rappresenta un fallimento anche sul piano della comunicazione verso gli utenti.
Per questo la corretta informazione, soprattutto nei confronti dei turisti
stranieri che non conoscono il territorio, ha la stessa importanza tecnica di
un'opera strutturale».
«La Ciclovia del Sole è un asset fondamentale per l'Emilia-Romagna e per lo sviluppo del cicloturismo – conclude il consigliere di Rete Civica – ma la continuità dell'infrastruttura, la sicurezza geologica e quella degli utenti devono rappresentare la priorità assoluta».
8 commenti:
Qui a pioppe salvaro Fino ai serrini mai visto ciclisti che utilizzano la ciclovia. Tutti belli in gruppo sulla strada.
È una ciclopedonale cosa diversa da una ciclabile esclusiva. Non tutto il percorso è asfaltato e non è fruibile da tutte le tipologie di bicicletta.
Guarda meglio
Bravo Mastacchi, chissà se svelerà il mistero del ponte, ne l'amministrazione di Marzabotto che quella di sasso si sono espresse in merito. E della Priolo, Assessore regionale della mobilità meglio stendere un velo pietoso
@14:33 Beh, diciamo che non è proprio una ciclabile per tutti... Lo strappo che dalla stazione di Pioppe sale in direzione Vergato ha una pendenza elevata e non lo possono fare tutti, specialmente se sei sei carico di borse o, peggio, se hai il carrellino per il bimbo. E per chi ha la bici da strada, la ciclabile Marzabotto-Pioppe non si presta ad essere percorsa da quel tipo di bici, pertanto si fa la Porrettana e arrivato a Pioppe, prosegui sulla statale, per non fare quell'ingresso in curva per entrare in paese. Personalmente cerco di non girare mai affiancato su strada trafficata ma vedo che tanti ciclisti non fanno altrettanto, alimentando questa atavica faida tra ciclisti ed automobilisti.
Se non c'è la fai a salire spingi, oppure ti alleni per affrontare il percorso.
Mastacchi quando si tratta di opere incompiute sa di che cosa parla, infatti era sindaco di Monzuno nella gestione del casello di Rioveggio scempio della natura!
@13:59 Ma tu con la macchina che strada scegli? La più scorrevole, senza ghiaia, senza salitacce, bella larga o quella che vogliono gli altri? Se il ciclista sta a destra senza mettersi in doppia fila, può circolare dove vuole! Ho pedalato in Austria, Germania, Svizzera, anche in gruppo allargato e non abbiamo mai sentito un colpo di clacson. Qua da noi gli automobilisti non riescono a pazientare 30 secondi (30 secondi! ) dietro ad una bici... Tanto il posto per superare in sicurezza le bici arriva sempre. Come fai invece quando ti trovi dietro un camion per chilometri? Avrai una tanica di Maalox in macchina...
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