domenica 13 ottobre 2019

FINESTRE SULLA FILOSOFIA





di Marco Leoni





 

          PLATONE :

Analisi del mito della caverna - 
                                                     Parte 2°

Riporto la lezione sempre di Matteo Saudino,
fantastico prof. di filosofia.

Riprendiamo il discorso sulla FILOSOFIA, secondo PLATONE
La filosofia, come dirà Aristotele, è meraviglia è curiosità e quando sei meravigliato e curioso inizi ad indagare, inizi a viaggiare.
Allora l'uomo si sposta dalla parte più periferica della caverna alla parte centrale dove c’è il fuoco e, una volta giunto lì, si accorge che non si esaurisce tutto nella caverna perché in lontananza, laggiù, c’è ancora una strada. Incuriosito allora decide di vedere cosa vi sia lungo quella strada, cosa vi sia forse oltre quella strada.
E’ anche spaventato, perché la conoscenza è figlia anche di una curiosità che deve fare i conti con la paura di andare verso l’ignoto, per cui incuriosito ma anche spaventato, quest'uomo decide di percorrere quella
strada che lo porterà fuori dalla caverna.
Lì l’uomo libero si accorgerà che dentro la caverna non si esauriva il mondo e che fuori della caverna vi è un altro mondo. Questo mondo è il mondo delle idee .
Non essendo abituato alla luce forte il sole che lo abbaglia, lo acceca, è costretto a stare all’ingresso della caverna e aspettare che il sole tramonti così da poter uscire, di notte. Ma anche in questo caso dovrà abituarsi alla luce delle stelle e della luna. Per fare ciò, comincerà a guardare gli oggetti riflessi nell’acqua, le stelle riflesse nel fiume, la luna riflessa anche lei nel fiume, gli alberi riflessi, alla luce della luna, anch'essi nel fiume; così comincerà ad abituarsi a questi oggetti rifessi.
Poi, quando arriverà l’alba, proverà ad abituarsi agli oggetti riflessi, alla luce del sole. Si abituerà a guardare gli oggetti nella loro integrità e giorno dopo giorno riuscirà a guardare pienamente le stelle, la luna e a guardare, alla fine, il sole.
E ne sarà rapito.
Chi è questo uomo: è l’uomo che si è fatto filosofo. Ma non lo è ancora completamente, perché guardare e contemplare le stelle, la luna, il sole significa essere diventati sapienti.
Il sapiente non è ancora completamente filosofo perché il sapiente lo diventa quando, oltre a contemplare, agisce. Cioè diventa saggio.
Per Platone, a differenza di Aristotele, saggio e sapiente coincidono.
Cioè, chi conosce il bene persegue il bene, insegna il bene; chi conosce la matematica e le scienze, non le contiene in sé, non le contempla per sé.
Dunque cosa accade, accade che l’uomo che ha visto il sole, che rappresenterà il bene, l’uomo che ha visto le stelle, la luna cioè ha visto le proporzioni matematiche e geometriche, l’uomo che ha visto il bello e che ne è stato rapito, prova un sentimento di tristezza, di tenerezza, di nostalgia anche un po’ di rabbia per la condizione in cui vivono i suoi compagni schiavi.
Il suo pensiero va ai compagni rimasti incatenati nella caverna a guardare le ombre proiettate sulla parete.
Allora è scisso, è lacerato, perché il bello rapisce. Il platonismo è un inno all’eros, cioè all’amore verso il bello. L’eros è follia, l’eros ti porta ad amare il bello e a scioglierti nel bello, a provare questa pulsione, passione verso il bello. Ma c’è anche quella missione etica filosofica che comincia a emergere nella sua anima, cioè andare a salvare i compagni.
E’ scisso fra rimanere ormai per tutta la vita a contemplare la bellezza della matematica, dell’astronomia, della filosofia, del bene, del vero, del giusto e il dover ridiscendere nella caverna.
Prevarrà la decisione il ridiscendere nella caverna.
Lì si è filosofi, si è filosofi quando si vuole insegnare il bene, quando si vuole governare il bene e liberare gli altri uomini dalle catene dell’ignoranza. Non è la discesa rivoluzionaria, non è Spartaco o Che Guevara, cioè l’uomo che rientra nella caverna per spezzare le catene della schiavitù materiale, economica. L'uomo che vuole ridiscendere nella caverna è il filosofo. La sua missione è quella di liberare gli altri uomini dall’ ignoranza ovvero in una dimensione filosofica eventualmente profetica. E questo è ovviamente Socrate.
E’ l’ennesimo atto d’amore totale di Platone nei confronti del suo maestro, filosofo dei filosofi, Socrate.
Il filosofo è tale se non rimane a contemplare le idee, ma se scende nella caverna e a rischio della vita va a liberare gli altri uomini dall’ignoranza, va ad insegnare che cosa è la bellezza, la giustizia, va a stimolare la liberazione, il cammino verso la filosofia.
Ma quando scende, ed ecco qua il significato del mito , quando scende dopo aver visto il sole, cioè aver contemplato il bene e si precipita dagli uomini incatenati per dire loro che quello che stanno vedendo è solo un’illusione, sono le ombre ed è un inganno, gli uomini incatenati non gli credono. “Ma cosa stai dicendo? sei pazzo, questa è la verità”.
Credetemi vi stanno ingannando, ci sono altri uomini che stanno alle vostre spalle!” Ma questi gridano agli uomini incatenati di non credere,
che colui che parla è un pazzo, è un folle che li vuole distogliere da una vita calma serena.
A questo punto i portatori di statuette danno dei premi a coloro che rimangono incatenati a guardare le ombre.
E’ il potere. Questi uomini che premiano gli obbedienti detengono il potere dei Sofisti, hanno quel potere che ti premia se tu stai a guardare l’ illusione.
Questa metafora la potete trasportare tranquillamente ai nostri giorni.
Pensate ai venditori di illusioni televisive, social che ti premiano se guardi spesso la televisione, ti fanno sentire parte di essi, ti premiano se consumi in un certo modo dando degli omaggi, dei gadget, dei regalini, come la raccolta punti. I venditori di illusioni premiano, il potere politico premia chi è fedele nei regimi totalitari come in democrazia.
Sei il portaborse, ti premio. Sei colui che ha aderito a questo progetto anche se è il progetto più falso, io ti premio.
Il potere tende a premiare i fedeli, gli obbedienti. Invece nei confronti di coloro che cercano di mettere in luce i difetti del potere cercando di liberare dall’ignoranza saranno tacciati, da chi detiene il potere culturale, come dei balordi, degli imbonitori, degli imbroglioni. Accusano di essere imbonitori coloro che vogliono smascherare gli imbonitori e l’etichetta di follia, di matto di pazzo, di marginale ti viene imposta, ti viene appiccicata.
E così è il destino dell’uomo che è ritornato nella caverna: è accusato di distogliere i ragazzi, ovviamente il riferimento è a Socrate, di distogliere gli uomini obbedienti da una vita di normalità. E così l’uomo che scende
per liberare gli altri uomini nella caverna è accusato di essere un falso, di essere un folle. E viene ucciso.
Gli uomini che portano le statuette inveiscono contro il filosofo, gli aizzano contro la folla e lo uccidono.
E’ l’amaro destino del filosofo che vuole liberare. Ma anziché trovare una comunità pronta ad accoglierlo, cosa troverà, troverà la morte.
Mettersi al servizio della cittadinanza spesso può portarti ad avere contro la stessa cittadinanza.
Il filosofo però, per Platone, non può estraniarsi dalla vita politica: questa è la bellezza del platonismo, il filosofo non si rinchiude in un castello, in una torre d’avorio e si bea della sua conoscenza.
Fare filosofia vuol dire rimboccarsi le maniche e scendere nella città, ed impegnarsi. Il filosofo è colui che si impegna per la propria città, il filosofo è colui che vuole trasformare la propria città.
Vi ricordo che nella Repubblica Platone vuole edificare lo stato giusto in cui gli uomini possano vivere felici. Non c’è felicità senza giustizia e il filosofo è un servo della giustizia, è un servo della bellezza, è un servo del bene.
Ovviamente si possono trovare anche quei riferimenti ad una lettura anche cristiana: del filosofo profeta che va a innescare e portare la fede nel mondo dove non vi è la fede. Può tranquillamente essere presentata così, e così verrà fatto.
Ci possono essere interpretazioni rivoluzionarie, religiose, laiche, è un mix talmente ricco che ha tantissime interpretazioni.

FINE 2° PARTE
(continua)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Complimenti, bellissimo, intramontabile. Una vera perla di cultura.
Grazie

MARCO LEONI ha detto...

Ti confesso che leggere le tue parole mi ha fatto molto piacere, sono una conferma che il
lavoro che faccio a qualcuno interessa pertanto il tempo che dedico non è sprecato.Inoltre per me sono un importante incentivo a continuare sulla strada intrapresa.
Sentitamente grazie, con affetto Marco.