martedì 21 aprile 2026

25 Aprile in Appennino, corteo e iniziative a Vergato: “Una giornata di resistenza e partecipazione”

 

Riceviamo: 


Vergato — Un 25 Aprile all’insegna della mobilitazione locale e della riflessione sul presente. Con lo slogan “Radicamento antifascista”, un gruppo di realtà del territorio promuove una giornata di iniziative in Appennino, proponendo un programma che unisce memoria storica e impegno contemporaneo.

Al centro dell’appello, il richiamo alla continuità tra la Resistenza al nazifascismo e le lotte attuali contro guerre, disuguaglianze e modelli economici ritenuti insostenibili. Un “filo rosso lungo ottant’anni”, spiegano gli organizzatori, che lega la storia partigiana alle forme di opposizione presenti oggi, in Italia e nel mondo.

La scelta, per questa edizione della Festa della Liberazione, è quella di rimanere sul territorio, evitando le celebrazioni istituzionali e privilegiando invece un momento di confronto e organizzazione dal basso. «Non una semplice ricorrenza — si legge nel documento — ma l’inizio di una nuova resistenza, capace di affrontare le sfide del presente».

Il programma della giornata si svilupperà a Vergato con diversi appuntamenti:

  • ore 9:30: concentramento davanti alla stazione ferroviaria
  • ore 10:00: partenza del corteo
  • ore 13:00: pranzo popolare (con invito a portare cibo da condividere)
  • nel pomeriggio: presidio con banchetti informativi, interventi, esibizioni artistiche e momenti di confronto

L’iniziativa punta a coinvolgere cittadini e realtà associative del territorio, con l’obiettivo di costruire spazi di partecipazione e discussione sui temi della pace, dei diritti e della tutela sociale e ambientale.

Un 25 Aprile, dunque, che guarda al passato per interrogare il presente, riportando al centro il valore della partecipazione attiva e del radicamento nei territori.

Un 4x4 per l’Appennino: appello dei volontari per la cura dei sentieri


 


Un mezzo fuoristrada per raggiungere i luoghi più difficili e continuare a prendersi cura del territorio. È questo l’appello lanciato da un gruppo di volontari impegnati nella tutela e manutenzione dei sentieri dell’Appennino, che chiedono il supporto della comunità per dotarsi di un veicolo adatto.

«La nostra missione è semplice ma impegnativa: mantenere puliti i sentieri e proteggere il cuore verde delle nostre montagne», spiegano. Un lavoro quotidiano fatto di impegno concreto, spesso in condizioni difficili, tra percorsi impervi e zone difficilmente accessibili con mezzi tradizionali.

Nei giorni scorsi, l’associazione ha sfiorato l’acquisto di una Jeep che avrebbe consentito di migliorare notevolmente le attività sul campo. L’occasione è però sfumata all’ultimo momento. Da qui la decisione di rilanciare con un appello pubblico: serve un veicolo 4x4 per trasportare attrezzature, rifiuti raccolti e volontari lungo i tratti più isolati della rete escursionistica.

L’ideale sarebbe un fuoristrada robusto — una Jeep o anche un “Pandino” 4x4, considerato da molti un simbolo di affidabilità sui percorsi montani. Le possibilità sono due: una donazione, per chi possiede un mezzo inutilizzato e desidera destinarlo a una buona causa, oppure una cessione a prezzo agevolato, compatibile con le limitate risorse dell’associazione.

«Ogni chilometro percorso si tradurrà in sentieri recuperati e boschi più puliti», sottolineano i volontari, ricordando l’impatto concreto che il mezzo potrebbe avere sulla salvaguardia ambientale e sulla fruibilità del territorio.

L’invito è a condividere l’iniziativa e a contribuire, anche solo diffondendo la notizia. Per segnalazioni o proposte, è possibile contattare direttamente l’associazione attraverso i canali social.

Un piccolo aiuto, spiegano, può trasformarsi in un grande passo avanti per l’Appennino: «Insieme possiamo fare la differenza, un sentiero alla volta». 

 

TEL. 3201793002 : FABIO RIGHI 

lunedì 20 aprile 2026

Maltempo in Emilia-Romagna: allerta per piogge intense e rischio idrogeologico martedì 21 aprile

 



Per la giornata di martedì 21 aprile è previsto un marcato peggioramento delle condizioni meteo su tutta l’Emilia-Romagna, con precipitazioni diffuse che potranno assumere anche carattere di rovescio o temporale di forte intensità.

Secondo le previsioni, i fenomeni risulteranno più persistenti e organizzati sulla pianura centro-orientale e lungo i rilievi appenninici, dove non si escludono effetti significativi e possibili danni. Nel resto del territorio regionale, le precipitazioni saranno invece più irregolari e localizzate, pur mantenendo una certa intensità.

Particolare attenzione è rivolta al reticolo idrografico: i corsi d’acqua potrebbero registrare rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con superamenti puntuali della soglia di attenzione (livello 1). Non si escludono inoltre fenomeni di dissesto idrogeologico, come frane superficiali e ruscellamenti lungo i versanti, soprattutto nelle aree collinari e montane.

Le autorità raccomandano prudenza negli spostamenti, monitoraggio costante degli aggiornamenti meteo e il rispetto delle indicazioni della protezione civile, soprattutto nelle zone più esposte al rischio.

Incidente in A1: chiuso il tratto tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi in direzione sud

Foto d'archivio


Un incidente con un camion in fiamme ha causato la chiusura del tratto dell’Autostrada A1 compreso tra Sasso Marconi Nord e Sasso Marconi, al chilometro 199+890, in direzione Napoli.

La circolazione è stata temporaneamente interrotta per consentire le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza della carreggiata. Sul posto sono intervenuti i mezzi di emergenza e il personale della viabilità.

Per chi viaggia verso sud (in direzione Firenze/Napoli), si consiglia l’ingresso in autostrada a Sasso Marconi. Per chi proviene da Bologna, l’uscita obbligatoria è a Sasso Marconi Nord.

Si segnalano possibili rallentamenti e code nelle aree limitrofe. Agli automobilisti si raccomanda prudenza e di seguire gli aggiornamenti sul traffico.

Appennino bolognese all’avanguardia: nuovo depuratore Hera a Monteacuto Vallese

 Investimento da oltre 1,2 milioni per un impianto moderno, efficiente e sostenibile a servizio della frazione di San Benedetto Val di Sambro


di Paola Frontera 


L’Appennino bolognese compie un passo avanti nella gestione sostenibile delle risorse idriche. È entrato in funzione da pochi giorni il nuovo depuratore a servizio di Monteacuto Vallese, frazione di San Benedetto Val di Sambro, realizzato dal Gruppo Hera attraverso la controllata Heratech.

Per l’intervento, la multiutility ha investito oltre 1,2 milioni di euro con l’obiettivo di migliorare la qualità delle acque reflue depurate e restituite all’ambiente, contribuendo alla tutela dell’ecosistema montano. Il nuovo impianto rappresenta un’infrastruttura strategica per il territorio, progettata per garantire un trattamento moderno, efficiente e sostenibile.

Il depuratore è dimensionato per una capacità di 350 abitanti equivalenti: una scelta che consente di rispondere non solo alle esigenze dei 278 residenti attuali, ma anche ai picchi di presenze durante il periodo estivo e a eventuali futuri allacciamenti.

Dal punto di vista tecnologico, l’impianto introduce un trattamento depurativo di secondo livello che sostituisce definitivamente il sistema precedente, ormai superato. Questo permette di ottenere acque depurate con caratteristiche qualitative nettamente superiori, in linea con il quadro normativo europeo che promuove soluzioni efficaci anche per i piccoli centri.

Particolare attenzione è stata dedicata anche alla sostenibilità energetica e all’impatto acustico, grazie all’impiego di macchinari ad alta efficienza e bassa rumorosità. L’intero processo è gestito da un sistema di controllo automatizzato, una sorta di “computer industriale” che monitora il funzionamento delle apparecchiature e facilita la programmazione degli interventi di manutenzione. Il collegamento con il polo centrale di telecontrollo Hera assicura inoltre un monitoraggio continuo e interventi tempestivi in caso di necessità.

«La realizzazione del nuovo depuratore di Monteacuto Vallese rappresenta un risultato molto importante per la nostra comunità – afferma il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni –. Si tratta di un intervento atteso, condiviso con i cittadini, che oggi diventa realtà grazie alla collaborazione con Hera. L’impianto migliora concretamente la qualità del servizio e rafforza la tutela ambientale in un territorio delicato come il nostro Appennino, dimostrando come anche nei piccoli centri sia fondamentale investire in soluzioni moderne ed efficienti».

L’opera rientra nel piano generale degli interventi condiviso e approvato da Atersir e fa parte di un più ampio programma di investimenti che Hera sta portando avanti in Emilia-Romagna. L’obiettivo è adeguare gli scarichi dei piccoli agglomerati urbani non ancora collegati ai depuratori, anticipando i vincoli della nuova Direttiva europea sulle acque reflue, estendendo gli standard anche ai centri con più di 200 abitanti equivalenti.

Guardia di Finanza: stretta sulla pirateria nei locali pubblici durante la Champions League

 



Il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza ha avviato un’importante operazione di contrasto alla pirateria audiovisiva, concentrando i controlli sull’utilizzo illecito di piattaforme di streaming all’interno di bar e locali pubblici.

L’attività si inserisce nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria ed è stata intensificata in concomitanza con eventi sportivi di grande richiamo internazionale, in particolare le partite di Champions League. A seguito di un’approfondita analisi del territorio e delle risultanze di precedenti ispezioni, il Nucleo Speciale coordina un “action day” su scala nazionale, in collaborazione con i Comandi Provinciali.

L’operazione prevede verifiche mirate non solo alla diffusione abusiva di contenuti protetti da diritto d’autore, ma anche agli aspetti amministrativi e tributari connessi, compreso l’utilizzo delle apparecchiature tecniche necessarie alla trasmissione.

Secondo la Guardia di Finanza, l’impiego di sistemi illegali di visione non rappresenta soltanto una violazione della proprietà intellettuale, ma configura anche una forma di concorrenza sleale, con effetti negativi sull’intero sistema economico. Le conseguenze ricadono in particolare sulle imprese che operano nel rispetto delle regole e sui livelli occupazionali dell’indotto.

I controlli proseguiranno anche nelle prossime settimane, in occasione di ulteriori eventi sportivi a pagamento.

L’obiettivo è garantire il rispetto della legalità e tutelare gli operatori economici corretti, anche nei settori della ristorazione e dell’ospitalità, contrastando pratiche illecite che alterano il mercato e danneggiano imprese e lavoratori.

Sasso Marconi, musica e solidarietà: torna “Quei favolosi anni ’70-’80”

I biglietti già disponibili presso l’Edicola Centro di Sasso Marconi, il Bar 2G a Cervetta, il Bar dei Zanini a Rioveggio, oppure online.

 

di Francesca Bendini


Ancora una volta la generosità dei volontari si è fatta protagonista in occasione dell’incontro ospitato presso la sede della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, dedicato alla presentazione della nuova edizione della festa “Quei favolosi anni ’70-’80”.

Durante l’iniziativa sono stati consegnati i fondi raccolti nella scorsa edizione, destinati a diverse realtà del territorio e del sociale: ad Ageop Ricerca Odv (Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica), attiva dal 1982 nel sostegno ai bambini malati di tumore; ai progetti “Viaggi della Memoria” rivolti alle classi terze delle scuole secondarie degli istituti comprensivi di Sasso Marconi e Borgonuovo; all’associazione “Passo Passo”, impegnata nella promozione della vita indipendente per le persone con disabilità e alle scuole di Marzabotto.

All’incontro erano presenti il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, il consigliere regionale Marco Mastacchi, il presidente dell’Assemblea regionale Maurizio Fabbri, il maresciallo dei Carabinieri della stazione locale Emanuele Manieri, oltre alle numerose associazioni che collaborano alla realizzazione della manifestazione tra Sasso Marconi e Marzabotto.

L’appuntamento per la nuova festa  è ora fissato per sabato 9 maggio al Palatenda di Ca’ de Testi, dove andrà in scena una serata all’insegna della musica, dello spettacolo e della convivialità. Dalle ore 19 aprirà l’area ristoro, seguita da cena, animazione e musica dal vivo, in un viaggio tra sonorità e atmosfere che hanno segnato intere generazioni.

Il programma prevede momenti di comicità con il comico Francesco Preci, lo spettacolo drag queen di Gemma Jones, esibizioni di danza con la scuola Hobby Dance e una ricca selezione musicale che attraverserà la storia del pop, dalle radio private fino agli anni Duemila.

Gran finale con la “World Music” del DJ Francisco Sniaca, accompagnato dalla voce di Joe Galli, per un mix internazionale capace di far ballare il pubblico fino a tarda sera. A condurre l’evento saranno Federico Vargas e Paolo Lolli, con diretta e animazione a cura di Radio Venere.

Non mancherà l’offerta gastronomica, con numerosi punti ristoro che proporranno specialità tipiche come gramigna, salsiccia, arrosticini, tigelle, piadine e crescentine, oltre al servizio bar gestito dai locali del territorio.

L’iniziativa mantiene una forte vocazione solidale: il ricavato sarà devoluto alla Pubblica Assistenza di Sasso Marconi e ad Ageop Ricerca, a sostegno delle rispettive attività.

I biglietti sono già disponibili presso l’Edicola Centro di Sasso Marconi, il Bar 2G a Cervetta, il Bar dei Zanini a Rioveggio, oppure online al link  https://www.webtic.it/app/shopping/loadLocal/BO/6010.

Un evento che unisce generazioni diverse nel segno della musica, del ricordo e della solidarietà. Appuntamento dunque a sabato 9 maggio: tutti insieme per beneficenza.

Vandali contro l’assistenza: danneggiata l’auto di una dottoressa ANT

 



Non si fermano neppure davanti ai mezzi destinati alla cura dei malati. È quanto accaduto a San Lazzaro di Savena, dove l’auto di servizio di una dottoressa impegnata nell’assistenza domiciliare è stata vandalizzata mentre la professionista si trovava a casa di un paziente oncologico.

A denunciare l’episodio è ANT in Emilia-Romagna, che esprime amarezza e preoccupazione per un gesto che colpisce indirettamente persone già fragili. Il veicolo, chiaramente identificabile come mezzo destinato all’assistenza sanitaria, è stato preso di mira da ignoti durante l’orario di servizio, arrecando danni che comporteranno costi aggiuntivi e inevitabili disagi organizzativi.

«Si tratta di un episodio molto più che spiacevole – sottolinea l’associazione – perché colpisce un’attività dedicata alla cura e al sostegno di pazienti affetti da tumore». Alla delusione si somma infatti la necessità di affrontare spese impreviste e tempi tecnici per la riparazione del mezzo.

Nonostante l’accaduto, ANT rassicura la cittadinanza: l’assistenza domiciliare a San Lazzaro proseguirà senza interruzioni. «Continueremo a garantire la nostra presenza accanto ai pazienti che seguiamo», assicurano dall’organizzazione.

L’associazione invita inoltre chi lo desidera a sostenere le attività e contribuire alle spese straordinarie causate dall’atto vandalico attraverso una donazione sul proprio sito ufficiale. Un gesto concreto per aiutare chi ogni giorno si prende cura degli altri, anche di fronte a episodi che mettono alla prova il senso civico e la solidarietà:  👉https://ant.it/dona-ora/

Sasso Marconi: Estate ragazzi, volontariato e iniziative solidali: gli appuntamenti della comunità



Gli avvisi delle parrocchie sassesi: 


Sono ufficialmente aperte le iscrizioni a “Estate ragazzi”, l’iniziativa estiva dedicata a bambini e ragazzi, in programma dall’8 al 26 giugno. Le adesioni devono essere effettuate esclusivamente online attraverso il portale dedicato (https://iscrizionieventi.glauco.it).

Parallelamente all’organizzazione delle attività, gli organizzatori lanciano un appello alla comunità: si cercano volontari disponibili a collaborare nella gestione quotidiana del servizio, in particolare per il porzionamento dei pasti (indicativamente dalle 11.30 alle 13) e per la pulizia dei bagni. Un contributo prezioso per garantire il buon svolgimento dell’iniziativa.

Nel frattempo, si avvicina anche la Festa della Madonna del Sasso. Sabato 25 e domenica 26 aprile, presso la chiesa di San Pietro, è prevista la distribuzione di dolci al termine delle Messe. Le offerte raccolte saranno destinate all’autofinanziamento della festa principale, in programma il prossimo 31 maggio.

Sempre nello stesso fine settimana, sabato 25 e domenica 26 aprile, si terranno le “Messe della carità”, promosse dal gruppo Caritas, un’occasione per sensibilizzare la comunità sui bisogni delle famiglie in difficoltà.

Il gruppo Caritas segnala inoltre la necessità urgente di alcuni beni di prima necessità: olio, zucchero, tonno, pomodori (pelati o passata) e prodotti per l’igiene personale. Un invito alla solidarietà concreta, per sostenere chi vive situazioni di fragilità sul territorio.

In libreria la guida “Nonturismo” dell’Appennino bolognese: presentazioni e passeggiate a Monte Sole

 


 


Arriva in libreria dal 17 aprile “Terre del Reno, Setta e Sambro. Appennino Emiliano”, settima uscita della collana Nonturismo (Ediciclo Editore). Il volume, prodotto da Sineglossa, curato dallo scrittore Wu Ming 2 e illustrato da Alexia Tzimas, sarà presentata mercoledì 22 aprile alle ore 18.30, presso il Poggiolo Rifugio Re_Esistente a Monte Sole.

La guida nasce da un lavoro collettivo che coinvolge una redazione di comunità e numerosi abitanti del territorio – lavoratori, guide ambientali, attivisti, artiste e studiose – con l’obiettivo di raccontare un Appennino vissuto quotidianamente. Ne emerge l’immagine di un territorio “brigoso”: complesso, impegnativo, ma capace di generare relazioni, iniziative e nuove forme di abitare.



Il progetto editoriale si inserisce nella collana Nonturismo, che propone guide costruite “dal basso”, attraverso il contributo diretto delle comunità locali. Anche questo volume si sviluppa attorno a uno “spirito del luogo”, individuato nell’essere “brigoso”: una condizione fatta di difficoltà ma anche di capacità di adattamento e auto-organizzazione.

Come sottolinea Alessandra Navazio di Sineglossa, la guida restituisce «un territorio che richiede impegno e relazioni, ma che proprio in questa complessità trova la propria forza».

I tre itinerari proposti attraversano le valli del Reno, del Setta e del Sambro:

  • le alte valli orientali, tra passi storici e laghi artificiali verso la Toscana
  • le alte valli occidentali, ai piedi del Corno alle Scale
  • la media valle del Reno, tra paesaggio collinare e memoria della Resistenza

A completare il racconto, le illustrazioni di Alexia Tzimas, realizzate con tecnica del collage, che restituiscono la stratificazione del paesaggio appenninico.

Due appuntamenti a Monte Sole

L’uscita della guida sarà accompagnata da due eventi pubblici, inseriti nel calendario delle celebrazioni per l’81° anniversario della Liberazione.

Mercoledì 22 aprile (ore 18.30), al Poggiolo – Rifugio Re_Esistente di Monte Sole, è in programma la presentazione del volume con:

  • Federico Bomba (Sineglossa)
  • Wu Ming 2
  • Marco Tamarri (Un altro Appennino è possibile)
  • Alexia Tzimas

Interverranno anche Francesca Marchi (Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese) e la sindaca di Marzabotto Valentina Cuppi. L’ingresso è libero, con possibilità di cena su prenotazione.

Domenica 26 aprile, invece, è prevista una passeggiata “nonturistica” lungo il Sentiero del Postino, da Pian di Venola a Monte Sole (circa 6 km, difficoltà escursionistica), accompagnata da letture di Wu Ming 2. Il percorso toccherà luoghi simbolici come la chiesa di Sperticano, quella di Don Fornasini e i ruderi di Caprara, intrecciando natura e memoria storica.

La partecipazione è a pagamento e include una copia della guida, accompagnamento con guida escursionistica e copertura assicurativa. Posti limitati con prenotazione online.



La guida è realizzata con il contributo del progetto “In Appennino”, in collaborazione con l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese e con il sostegno di EIT Climate-KIC, oltre al supporto di numerose associazioni e realtà locali.

Un lavoro corale che prova a mettere sulla mappa esperienze spesso invisibili: pratiche di cura del territorio, reti mutualistiche e nuove forme di abitare l’Appennino, in una fase di trasformazione segnata anche da segnali di ripopolamento.

domenica 19 aprile 2026

Allerta phishing: false email a nome del Ministero della Salute

 



Cresce l’allarme per una nuova campagna di truffe digitali che sfrutta il nome del Ministero della Salute. Nelle ultime ore, numerosi cittadini stanno ricevendo email fraudolente che invitano a rinnovare la Tessera Sanitaria o ad aggiornare i dati del Fascicolo Sanitario Elettronico tramite link apparentemente ufficiali.

Si tratta, in realtà, di tentativi di phishing: messaggi costruiti ad arte per sottrarre informazioni personali, sensibili e, in alcuni casi, anche dati bancari. Le comunicazioni imitano graficamente quelle istituzionali, rendendo difficile distinguere i siti falsi da quelli autentici.

Il Ministero chiarisce che non invia email di questo tipo e ribadisce che sia la Tessera Sanitaria sia il Fascicolo Sanitario Elettronico sono servizi completamente gratuiti, che non richiedono pagamenti né inserimento di dati attraverso link ricevuti via email.

Le autorità invitano i cittadini a mantenere alta l’attenzione e a seguire alcune semplici regole di sicurezza:

  • non cliccare sui link presenti nei messaggi sospetti
  • non inserire dati personali o finanziari
  • eliminare immediatamente l’email ricevuta

Per qualsiasi verifica o informazione, è fondamentale rivolgersi esclusivamente ai canali ufficiali del Ministero.

L’episodio si inserisce in un fenomeno più ampio di truffe online sempre più sofisticate, che sfruttano l’urgenza e la fiducia nei servizi pubblici per colpire un numero crescente di utenti.

(Inviato da Dubbio) 

Comitati soci Aemil Banca: a Pontecchio Marconi bilanci e nuove prospettive per il territorio

Con un simposio molto partecipato, ospitato nella sala dell’asilo parrocchiale di Pontecchio Marconi, i comitati di Aemil Banca hanno concluso il loro mandato quinquennale, aprendo al contempo la strada all’imminente fase di rinnovo.

L’incontro, caratterizzato da un clima conviviale ma anche da momenti di riflessione sul lavoro svolto negli ultimi cinque anni, ha visto una presenza significativa di soci e rappresentanti del territorio. Tra bilanci e prospettive, il simposio ha rappresentato non solo un’occasione di chiusura formale del mandato, ma anche un momento di condivisione e continuità, in vista del prossimo rinnovo degli organismi e delle nuove sfide che attendono la realtà cooperativa sul territorio.

L’incontro si è aperto con la celebrazione della Messa in suffragio dei soci defunti, officiata dal parroco don Massimo D’Abrosca. A seguire, un momento di confronto e sintesi del mandato quinquennale dei comitati soci, coordinato dal giornalista Matteo Fogacci.

Nel corso degli interventi, il presidente di Aemil Banca, Gian Luca Galletti, ha sottolineato con forza l’identità cooperativa dell’istituto, evidenziandone l’indirizzo organizzativo e sociale fortemente radicato nel territorio. Un legame concreto, testimoniato dalla scelta – in controtendenza rispetto ad altri gruppi bancari – di mantenere operative le filiali nelle singole comunità. Non solo: sono già previste nuove aperture, a conferma di una strategia di prossimità e sviluppo locale.

Presente anche l’ex direttore Daniele Ravaglia, protagonista di ben 19 fusioni che hanno trasformato il piccolo istituto cooperativo originario di Monzuno in una realtà oggi attiva non solo in Emilia-Romagna, ma anche in Lombardia. Ravaglia è stato inoltre ideatore dei comitati soci: una proposta inizialmente accolta con scetticismo, poiché orientata a finalità sociali piuttosto che promozionali. Col tempo, tuttavia, questi organismi si sono rivelati un efficace strumento di valorizzazione e diffusione dell’identità della banca.

All’incontro ha partecipato anche il consigliere regionale Marco Mastacchi, che ha ricordato il proprio contributo nella fase iniziale di crescita dell’istituto e il suo impegno sociale, tra cui l’iniziativa di solidarietà dell’Appennino bolognese a favore della ex Jugoslavia, concretizzatasi nella riattivazione di un acquedotto in Bosnia.

A chiudere gli interventi è stato il presidente del Comitato Soci di Sasso Marconi, Valerio Bignami, che ha evidenziato il lavoro di coordinamento tra i comitati delle valli del Setta e del Reno. Un’esperienza che ha portato a una collaborazione proficua e alla realizzazione di iniziative di forte impatto sociale, oltre alla costruzione di un modello associativo destinato a rappresentare un punto di riferimento per il futuro.

In conclusione, il presidente Galletti ha annunciato un’ulteriore novità: l’incremento significativo dei fondi a disposizione dei comitati soci, a sostegno dei progetti e delle attività sul territorio. Un segnale concreto di fiducia e di investimento nella partecipazione attiva delle comunità locali.

A rendere ancora più apprezzata la serata è stato il “friggione” preparato da Cristian, protagonista indiscusso sul piano gastronomico, tanto da guadagnarsi idealmente il “certificato” di autentica tradizionalità bolognese.

PINQuA, rimodulazione per Borgonuovo: ridotto il finanziamento e prorogati i termini al 30 giugno 2026

 





La Città metropolitana di Bologna ha approvato una serie di modifiche relative all’intervento PINQuA (Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare) identificato con ID 265, riguardante il progetto “Borgonuovo. Abitare condiviso” nel Comune di Sasso Marconi. Il provvedimento recepisce la rimodulazione approvata dall’Alta Commissione e formalizzata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT).

A seguito della revisione del progetto, il valore complessivo dell’intervento viene ridotto da 14.964.576,00 euro a 4.212.850,90 euro, come indicato nel quadro economico aggiornato e nella relazione integrativa approvati nel marzo 2026. È inoltre previsto l’invio dell’Atto d’obbligo modificato al Comune per la sottoscrizione e per i successivi adempimenti amministrativi.

L’ente metropolitano ha già trasferito al Comune di Sasso Marconi una somma pari a 4.489.372,80 euro a titolo di anticipazione. Al termine della rendicontazione dell’intervento, sarà effettuata una verifica puntuale delle risorse effettivamente spettanti, con eventuale recupero delle somme eccedenti.

Il provvedimento recepisce anche la modifica dei tempi di attuazione degli interventi PINQuA: il termine per il completamento è stato posticipato dal 31 marzo al 30 giugno 2026, in base a un decreto direttoriale del MIT.

Il Sindaco metropolitano, o un suo delegato, è incaricato della sottoscrizione dell’Atto aggiuntivo alla Convenzione con il Ministero, con eventuali modifiche non sostanziali necessarie.

Il PINQuA, istituito nel 2020, mira alla riqualificazione dell’edilizia residenziale sociale, alla rigenerazione urbana e al miglioramento della qualità della vita, in linea con gli obiettivi di sostenibilità e inclusione previsti dal PNRR.

Marzabotto punta sulla rigenerazione: approvato il progetto per il recupero dell’ex Cartiera Burgo a Lama di Reno


 



La Giunta comunale di Marzabotto ha approvato in linea tecnica il progetto di fattibilità tecnico-economica per il recupero di un edificio dell’ex Cartiera Burgo a Lama di Reno, nell’ambito di un più ampio programma di investimenti destinati a migliorare la qualità della vita e contrastare lo spopolamento delle aree marginali.

Il provvedimento si inserisce nel quadro delle opportunità offerte dal bando regionale per lo sviluppo delle aree rurali, promosso dalla Regione Emilia-Romagna. L’intervento rientra in particolare nella misura dedicata al sostegno di servizi di base per la popolazione, comprese attività socio-sanitarie, culturali e ricreative, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività e la vivibilità dei territori.

L’Amministrazione comunale ha infatti deciso di candidare il progetto al finanziamento previsto dal bando, che prevede contributi in conto capitale fino al 100% dell’investimento, per un importo compreso tra 100 mila e 700 mila euro. Il termine per la presentazione delle domande è stato fissato al 31 marzo 2026.

Il progetto, redatto dall’ingegnere Matteo Gianotti, responsabile del Settore Pianificazione territoriale, edilizia privata e lavori pubblici, prevede un investimento complessivo pari a 704.926,36 euro. Una parte dell’importo eccedente i limiti di finanziabilità sarà a carico del Comune.

Con l’approvazione del quadro economico e degli elaborati tecnici, l’ente compie così un primo passo concreto verso la riqualificazione di un’area industriale dismessa, con l’obiettivo di restituirla alla comunità attraverso nuove funzioni e servizi.

L’effettiva realizzazione dell’intervento resta ora legata all’esito della graduatoria regionale: in caso di ammissione al finanziamento, le risorse saranno successivamente iscritte a bilancio con apposito atto.

Tortino Porretta, la tradizione riparte da Valsamoggia alla conquista dell’Italia

 


Il Tortino Porretta si prepara a vivere una nuova fase della sua storia, con l’obiettivo di conquistare una diffusione su scala nazionale. A guidare questo rilancio è la Dino Corsini srl di Valsamoggia, che ha recentemente acquisito lo storico marchio appartenuto alla Giulian Corsini snc di Porretta Terme. L’operazione, come sottolinea l’amministratore delegato Jacopo Malacarne, rappresenta non solo una continuità con il passato, ma anche un’evoluzione: il prodotto, nato nel 1950, viene rinnovato nell’immagine e rafforzato nella distribuzione.

L’acquisizione si inserisce nel percorso di crescita della Dino Corsini, realtà entrata nel gruppo Consilium sgr nel 2019. L’accordo tra le due aziende, maturato in modo condiviso nelle settimane precedenti, è stato ufficializzato il 9 aprile, sancendo una collaborazione che valorizza una tradizione radicata nel territorio.

Per l’azienda bolognese, già attiva da oltre trent’anni nel settore dolciario con marchi propri, il Tortino Porretta rappresenta un passaggio significativo verso un posizionamento ancora più forte. Il marchio affonda le sue radici nella storia della Giulian Corsini, fondata nel 1946 e protagonista per decenni della produzione locale, fino alla chiusura dello stabilimento nel 2019 sotto la guida di Giulian Corsini.

Oggi Dino Corsini, che conta oltre 150 dipendenti distribuiti tra Bologna, Parma e altre sedi, punta a integrare questo patrimonio mantenendone l’identità originaria. L’intenzione è preservare la qualità degli ingredienti e il legame con la tradizione, affiancandoli però a una strategia commerciale più ampia ed efficace.

Il traguardo è chiaro: portare il Tortino Porretta oltre i confini locali, sfruttando una rete distributiva già consolidata per raggiungere un pubblico molto più vasto. Un passaggio che trasforma un prodotto storico in un protagonista del mercato nazionale.

sabato 18 aprile 2026

Incidente sulla Statale 64 Porrettana a Pontecchio: traffico rallentato all’altezza del bivio per l’Altopiano Marconi



Disagi alla circolazione nel primo pomeriggio di oggi, intorno alle 14.40, lungo la Strada Statale 64 Porrettana, dove si è verificato un incidente all’altezza di Pontecchio Marconi, in prossimità della svolta per l’Altopiano Marconi.

Secondo le prime informazioni raccolte sul posto, il sinistro è avvenuto poco prima delle 14.40. Subito dopo l’accaduto, il traffico è stato gestito provvisoriamente da alcuni automobilisti presenti, in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine e dei soccorsi.

La dinamica dell’incidente è ancora in fase di accertamento e al momento non sono state diffuse informazioni ufficiali su eventuali feriti o sul numero dei veicoli coinvolti. La circolazione ha subito rallentamenti e possibili code nel tratto interessato, particolarmente trafficato nelle ore pomeridiane.

Ex Sapaba, stop all’edificazione: la Regione riconosce il rischio alluvione

 La Lista Civica chiede ora una delibera comunale definitiva: “Serve un atto formale che vieti per sempre nuove costruzioni”



Nell’area dell’ex Sapaba di Casalecchio di Reno non si costruirà. A sottolinearlo sono i componenti della Lista Civica locale, che parlano di un risultato atteso da anni: “Finalmente è stato riconosciuto il rischio legato all’edificazione in quell’area”.

Secondo quanto riportato, dopo numerose segnalazioni, interrogazioni e incontri in Regione — anche con l’ex assessore all’Ambiente — è arrivato il riconoscimento ufficiale: l’area è soggetta a rischio alluvione e, per questo, non idonea a nuovi interventi edilizi.

“La nostra battaglia è iniziata il giorno successivo all’approvazione, da parte delle precedenti maggioranze di sinistra (comprensive anche di esponenti oggi fuoriusciti), del progetto di edificazione — affermano dalla Lista Civica —. Oggi possiamo dire di aver contribuito a fermare un’ulteriore ondata di cementificazione”.

Il gruppo sottolinea di non essere interessato alle rivendicazioni politiche del risultato: “Non ci importa chi voglia intestarsi questa vittoria, che sia il centrodestra o quella parte della sinistra oggi all’opposizione ma che in passato aveva sostenuto quelle scelte. Ciò che conta è che il buon senso abbia prevalso su logiche cementificatorie portate avanti per decenni”.

Tuttavia, per la Lista Civica non basta il pronunciamento regionale. Serve un passo ulteriore da parte dell’amministrazione comunale: “Chiediamo al sindaco e alla giunta un atto chiaro e definitivo. Una delibera che stabilisca che in quell’area non si dovrà né si potrà costruire, né oggi né in futuro”.

Un provvedimento che, assicurano, verrebbe sostenuto senza esitazioni: “Lo approveremmo con grande soddisfazione, perché per noi la politica è un servizio alla comunità, non uno strumento al servizio di interessi economici o partitici”.

Infine, lo sguardo si allarga ad altre questioni aperte sul territorio: “Ci auguriamo che si possa trovare una soluzione anche per l’area ex Pedretti e per il mancato interramento del passaggio a livello ferroviario di via Marconi”.

A un mese dal Giro, Cassani e Conti in visita a Vergato: omaggio a Calzolari

 



Vergato si avvicina al grande appuntamento con il Giro d'Italia e, a un mese esatto dal passaggio della corsa rosa, celebra la propria tradizione sportiva con una visita d’eccezione. Nella giornata di venerdì 17 aprile 2026, due protagonisti della storia del ciclismo italiano, Davide Cassani e Roberto Conti, hanno fatto tappa nel territorio per rendere omaggio alla scultura dedicata ad Alfonso Calzolari.


L’opera, realizzata dall’artista Gianluca Boschi e inaugurata dall’Amministrazione comunale nel 2024, rappresenta oggi uno dei luoghi simbolo della memoria ciclistica locale. La scultura celebra il campione vergatese che nel 1914 scrisse una pagina leggendaria del ciclismo italiano conquistando la vittoria al Giro.

Ad accogliere Cassani e Conti erano presenti il consigliere con delega allo Sport Roberto Giusti, l’assessore alla Cultura Amleto Gardenghi, il vicesindaco Stefano Pozzi, l’ex luogotenente della Guardia di Finanza Davide Rinnovasi e lo stesso Boschi. La visita si inserisce nel percorso di avvicinamento all’evento, che vedrà la carovana transitare davanti a Piazza Capitani della Montagna, confermando l’attenzione dell’Amministrazione verso un appuntamento di rilevanza internazionale.


Dopo la sosta a Vergato, i due ex professionisti hanno proseguito verso Lizzano in Belvedere, dove in serata è previsto un incontro pubblico.

Attraverso i propri canali istituzionali, il Comune ha infine espresso un sentito ringraziamento a Cassani e Conti per la visita, definita un gesto di attenzione e vicinanza alla storia sportiva del territorio e a un luogo che rende omaggio a uno dei suoi figli più illustri.

La salute in piazza. Torna il Camper della Salute nei comuni di Bologna

 Una serie di iniziative dedicate alla promozione della salute per tutti i cittadini: tra controlli gratuiti, attività fisica, sana alimentazione e primo soccorso

 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Nella provincia di Bologna il 41,8% degli adulti (18-69 anni) è in eccesso ponderale: in particolare, il 31,7% è in sovrappeso e il 10,1% presenta obesità. Inoltre, il 15,6% è completamente sedentario e non pratica attività fisica. (Dati dal Profilo di salute 2025)
Tenendo conto di questi dati riparte “La salute in piazza”, un progetto itinerante promosso dal Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Bologna, che mira a coinvolgere la cittadinanza in attività di prevenzione e tutela della salute.
L’iniziativa è articolata in tre giornate tematiche e prevede la presenza di un ambulatorio mobile – il Camper della Salute – attrezzato per offrire servizi di prevenzione, consulenze e dimostrazioni pratiche, grazie al coinvolgimento di professionisti della salute come medici, infermieri, nutrizionisti e chinesiologi.
Il camper farà tappa nei seguenti comuni del territorio: Ozzano dell’Emilia, Castel Maggiore, Vergato, Castello d’Argile, Calderara di Reno e Minerbio con appuntamenti fissi dalle ore 9 alle 12.
Tutte le attività sono gratuite e aperte alla cittadinanza. In caso di maltempo, le attività non avranno luogo.

Le attività in programma

Prima giornata: il passaporto della salute
Una giornata dedicata al controllo dei principali parametri vitali, con la possibilità di incontrare l’infermiere di comunità, figura di riferimento sul territorio per l’assistenza e l’orientamento ai servizi sanitari.
Seconda giornata: sana alimentazione e attività fisica
Un appuntamento dedicato alla promozione di stili di vita sani, con consigli pratici su alimentazione equilibrata, lettura delle etichette e semplici esercizi da svolgere a casa, guidati da nutrizionisti e chinesiologi.
Terza giornata: primo soccorso
Una giornata formativa con dimostrazioni pratiche sulle principali manovre salvavita: come effettuare una corretta chiamata al 112, tecniche di disostruzione, massaggio cardiaco e gestione di piccoli incidenti domestici. I partecipanti avranno inoltre la possibilità di esercitarsi su appositi manichini.

Le tappe del camper


Vergato – Via Bortolotti:
20 aprile – Passaporto della salute
27 aprile 2026 – Nutrizione e attività Fisica
4 maggio 2026 – Primo soccorso

Castello d’Argile – Piazza A. Gadani:
7 maggio – Passaporto della salute
14 maggio – Nutrizione e attività fisica
21 maggio – Primo soccorso

Calderara di Reno – Piazza Marconi, 7:
11 maggio – Passaporto della salute
18 maggio 2026 – Nutrizione e Attività Fisica
25 maggio 2026 – Primo Soccorso

Minerbio - Piazza Carlo Alberto Dalla Chiesa:
13 maggio – Passaporto della salute
20 maggio 2026 – Nutrizione e Attività Fisica
27 maggio 2026 – Primo Soccorso

Profilo di salute 2025

Il Profilo di salute è il documento di sintesi sullo stato di salute della popolazione residente nel territorio dell’Azienda USL di Bologna a cura del Dipartimento di Sanità Pubblica. Il documento traccia un quadro dello stato di salute dei bolognesi considerando le condizioni demografiche, sanitarie e socioeconomiche del territorio.

Per consultare i dati completi del Profilo di Salute 2025 visita il sito web

Frana di Ca’ di Sotto, a oltre trent’anni l’emergenza resta aperta: tra rischio geologico e allarme zanzare

 Question time in Regione: i residenti chiedono certezze su delocalizzazione e interventi sanitari



A più di trent’anni dalla frana del 1994, il territorio di Ca’ di Sotto, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, continua a fare i conti con le conseguenze di un evento che ha cambiato in modo permanente il paesaggio e la vita dei residenti. Il tema è tornato al centro del dibattito istituzionale con un question time presentato dal consigliere regionale Marco Mastacchi.

Al centro dell’interrogazione, non solo la persistente instabilità geologica dell’area, ma anche un’emergenza ambientale sempre più pressante: la proliferazione massiccia di zanzare favorita dal bacino d’acqua formatosi dopo la frana.

Era il giugno 1994 quando un imponente movimento franoso – circa 13 milioni di metri cubi di materiale – travolse un intero versante, distruggendo edifici, compromettendo la viabilità e ostruendo il corso del torrente Sambro. Il materiale accumulato diede origine a una sorta di diga naturale, creando un invaso artificiale che ancora oggi caratterizza l’area. Quella che doveva essere una situazione temporanea si è trasformata in una criticità strutturale.

Negli ultimi anni, alla preoccupazione per il rischio idrogeologico si è aggiunto un disagio quotidiano sempre più evidente: le acque stagnanti del bacino rappresentano infatti un ambiente ideale per la proliferazione degli insetti. Con l’arrivo anticipato delle alte temperature, nella primavera 2026 la situazione è ulteriormente peggiorata, con una presenza di zanzare superiore agli anni precedenti e crescenti timori per la salute pubblica.

Mastacchi ha evidenziato anche la condizione di incertezza vissuta dai residenti, molti dei quali abitano in aree ancora instabili. L’attuale quadro normativo – in particolare l’Ordinanza n. 53/2025 – consente la delocalizzazione degli immobili solo in presenza di gravi danni e dell’impossibilità di ricostruire in loco, ma l’ipotesi di trasferimento resta, nei fatti, ancora senza atti concreti e comunicazioni chiare.

«I cittadini – ha sottolineato il consigliere – vivono in una condizione di incertezza inaccettabile, senza sapere se e quando potranno accedere a misure di delocalizzazione».

Alla richiesta di chiarimenti ha risposto la sottosegretaria alla Presidenza Manuela Rontini, spiegando che sono in corso aggiornamenti normativi. In particolare, si è in attesa della conversione in legge del Decreto-Legge 27 febbraio 2026 n. 25, il cosiddetto “Decreto Maltempo Sud”, che prevede un ampliamento delle possibilità di delocalizzazione anche per situazioni di rischio idrogeologico.

Parallelamente, è in fase di elaborazione una variante al Piano di Assetto Idrogeologico (PAI) del bacino del Po, con una modifica puntuale della scheda di zonizzazione “Ca’ di Sotto”. Questo passaggio consentirà l’attivazione di misure temporanee di salvaguardia, tra cui la possibilità di procedere alla demolizione degli edifici senza ricostruzione nelle aree più esposte.

Sul fronte sanitario, è stato ribadito che spetta al Comune attivare un confronto con l’Azienda sanitaria per predisporre interventi tempestivi contro la proliferazione delle zanzare.

Nella replica, Mastacchi ha auspicato tempi rapidi: l’obiettivo è consentire ai cittadini, già entro l’estate, di esercitare l’opzione della delocalizzazione, eventualmente anche verso comuni limitrofi. «È necessario – ha concluso – restituire certezze e prospettive concrete ai residenti, superando una fase di stallo che dura da troppo tempo e avviando finalmente un percorso chiaro di tutela, sicurezza e futuro».