giovedì 30 aprile 2026

Nuova Porrettana, lavori al via il 4 maggio: cambia la viabilità in via Ronzani

 Interventi a fasi per circa due mesi: senso unico alternato, limiti di velocità e modifiche alla sosta



Il Comune di Casalecchio di Reno annuncia l’avvio, da lunedì 4 maggio 2026, dei lavori legati al cantiere della Nuova Porrettana, con importanti ripercussioni sulla viabilità cittadina, in particolare lungo via Ronzani.

Il cantiere sarà articolato in tre fasi successive, ciascuna della durata stimata di circa 20 giorni lavorativi. I lavori partiranno dal tratto più vicino all’incrocio con via Marconi e avanzeranno progressivamente in direzione San Biagio, fino a ridosso dell’intersezione con via Trieste. Tutte le modifiche saranno segnalate da apposita cartellonistica temporanea.

Le principali modifiche

Via Ronzani

  • Chiusura della corsia sud in direzione San Biagio nel tratto interessato dai lavori
  • Istituzione del senso unico alternato regolato da semaforo attivo 24 ore su 24; nella prima fase sarà supportato da movieri nella fascia oraria 7-19
  • Limite di velocità fissato a 30 km/h e divieto di sorpasso per circa 150 metri prima e dopo il cantiere
  • Divieto di sosta con rimozione forzata su entrambi i lati tra via Marconi e via Trieste
  • Spostamento dello stallo per persone con disabilità nei parcheggi sul lato opposto della strada
  • Trasferimento temporaneo della fermata del trasporto pubblico, con allestimento di una fermata provvisoria in sicurezza

Via Ragazzi della Chiusa

  • Introduzione del senso unico in direzione di via della Chiusa
  • Obbligo di svolta a destra verso via della Chiusa per i veicoli in uscita dai parcheggi pubblici e privati

Via Marconi

  • Limite di velocità di 30 km/h e divieto di sorpasso in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra via Carducci e via Sandri

L’amministrazione comunale invita cittadini e automobilisti a prestare attenzione alla segnaletica e a programmare per tempo gli spostamenti, considerando possibili rallentamenti lungo uno degli assi principali della viabilità casalecchiese.

Peste suina, scatta il piano anti-cinghiali: parchi aperti ai visitatori

Interventi straordinari nell’Appennino bolognese per contenere il rischio contagio. Le autorità: “Ridurre la presenza degli animali è fondamentale”



Via libera a un piano straordinario di contenimento dei cinghiali nei territori dell’Appennino bolognese. L’Ente Parchi Emilia Orientale ha approvato una serie di interventi mirati alla riduzione della popolazione degli ungulati all’interno del Parco regionale del Corno alle Scale, con l’obiettivo di contrastare la diffusione della Peste suina africana (Psa), che rappresenta una minaccia crescente per il territorio e per il comparto zootecnico regionale.

Il piano, già validato dall’ISPRA, interessa in particolare il Comune di Lizzano in Belvedere, classificato come “zona di restrizione 1”: un’area ancora indenne dal virus, ma considerata ad alto rischio per la vicinanza a territori dove sono stati rinvenuti animali infetti.

«Dobbiamo fare tutto il possibile per contenere e isolare l’infezione», ha dichiarato Tiberio Rabboni. «La peste suina africana è già presente in aree confinanti con il bolognese: è quindi necessario intervenire riducendo la presenza dei cinghiali, possibili vettori della diffusione del virus».

Le operazioni riguarderanno anche aree protette dove la caccia è normalmente vietata, ma dove la presenza degli animali è significativa. Oltre al Corno alle Scale, gli interventi interesseranno anche il Parco regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone, al confine con le province toscane di Pistoia e Prato, dove il livello di allerta resta elevato.

Sul campo opereranno guardiaparco, agenti della polizia metropolitana e cacciatori locali abilitati, coinvolti come coadiutori volontari. Parallelamente alle attività di contenimento, saranno intensificate le operazioni di monitoraggio sanitario, con la ricerca attiva di carcasse e controlli veterinari per individuare tempestivamente eventuali focolai.

Nonostante le misure straordinarie, le istituzioni rassicurano cittadini e turisti: le aree interessate resteranno accessibili. «Le attività all’aperto proseguono regolarmente – ha spiegato la sindaca di Lizzano, Barbara Franchi –. Si tratta di un piano mirato, attuato nel rispetto di rigorosi protocolli di sicurezza».

L’obiettivo è duplice: contenere la diffusione del virus e tutelare al tempo stesso la fruibilità di un territorio a forte vocazione naturalistica e turistica

Cinzia Rubertelli nuova vicepresidente di Emil Banca

 L’imprenditrice reggiana nominata su proposta del presidente Gianluca Galletti nella prima seduta del nuovo Cda



Il Consiglio di Amministrazione di Emil Banca, insediatosi nella serata di ieri a seguito dell’assemblea dei soci di domenica 26 aprile, ha nominato Cinzia Rubertelli ( nella foto)  vicepresidente dell’istituto. La designazione è avvenuta su proposta del presidente Gianluca Galletti.

Reggiana, imprenditrice e figura di riferimento nel tessuto economico e sociale del territorio, Rubertelli porta con sé un ampio bagaglio di esperienze. È amministratrice delegata di LIPRA SpA e membro del Consiglio di Amministrazione di BCC Risparmio e Previdenza SGR. Ha inoltre maturato un’importante esperienza istituzionale con otto anni di attività in Consiglio comunale.

Significativo anche il suo impegno in ambito sociale: Rubertelli è vicepresidente dell’associazione Aut Aut. All’interno di Emil Banca è membro del comitato endoconsiliare per la sostenibilità ed è stata recentemente nominata vicepresidente della Mutua EMI ETS, costituita nel settembre dello scorso anno e operativa dall’inizio del 2026 per offrire servizi multisettoriali a soci e clienti della banca.

Sposata e madre di una figlia, Rubertelli affronta ora questa nuova sfida con entusiasmo e senso di responsabilità.

«Questa nomina mi riempie di grande soddisfazione – ha dichiarato Rubertelli –. Un riconoscimento che assume un valore ancora più significativo per il territorio reggiano, dove Emil Banca è presente con 22 filiali distribuite dall’Appennino alla pianura e può contare su una base sociale ampia e storica. È proprio da questo legame con il territorio che voglio partire per contribuire allo sviluppo futuro della banca».

«La nomina di Cinzia Rubertelli rappresenta una scelta di grande valore per Emil Banca – ha commentato Galletti –. La sua esperienza imprenditoriale, istituzionale e sociale, unita alla profonda conoscenza del territorio, sarà determinante per affrontare le sfide che attendono il nostro istituto e per rafforzare ulteriormente il rapporto con soci e comunità locali».

Con questa nomina, Emil Banca conferma il proprio impegno nel valorizzare il radicamento territoriale e l’attenzione al sociale come elementi centrali della propria governance.

Dopo la fusione del 2017 con il Banco Cooperativo Emiliano, il territorio reggiano è entrato pienamente nel perimetro operativo della banca, parte del gruppo BCC Iccrea. In provincia di Reggio Emilia oggi Emil Banca conta 15.500 soci e 26 filiali distribuite in 20 comuni: quattro sportelli nella città capoluogo e una presenza capillare dalla pianura all’Appennino, da Guastalla e Gualtieri fino a Castelnovo ne’ Monti, Villa Minozzo e Toano.

Bologna, furti nelle cantine della Bolognina: due arresti dei Carabinieri

 

Foto d'archivio 


I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna hanno arrestato due uomini, un 23enne di origine nigeriana senza fissa dimora e un 45enne marocchino residente ad Alto Reno Terme, con l’accusa di furto in abitazione in concorso.

L’intervento è avvenuto durante la notte in zona Bolognina, a seguito di una segnalazione relativa a due persone sospette nei pressi delle cantine di un condominio in via Carlo Cignani. Giunti rapidamente sul posto, i militari hanno riscontrato che gli accessi a due locali erano stati forzati, senza però trovare nessuno all’interno.

Le ricerche si sono quindi estese al quartiere, dove i Carabinieri hanno individuato e fermato i due sospetti mentre si allontanavano trasportando tre valigie. Sottoposti a perquisizione, sono stati trovati in possesso di attrezzi da scasso e di diverse bottiglie di olio e vino, risultate provenienti dalle cantine appena violate.

La refurtiva è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, i due uomini sono stati arrestati e condotti in Tribunale per l’udienza di convalida con rito direttissimo.

Cinque Cerri, bonifica dell’area lungo la provinciale Setta: la proprietà chiarisce interventi e prospettive

 Obiettivo: sostenere lo sviluppo delle attività produttive esistenti


Un intervento di pulizia e riordino ha recentemente interessato l’area lungo la provinciale Setta, in prossimità della zona dei Cinque Cerri. A chiarirne natura e finalità è la proprietà di uno dei lotti artigianali situati subito dopo l’abitato, smentendo le voci circolate nelle scorse settimane secondo cui il riassetto dell’area sarebbe stato propedeutico all’insediamento di nuove attività produttive indesiderate, come quelle legate alla lavorazione dei rifiuti.

Secondo quanto comunicato, l’operazione è stata promossa da uno dei proprietari dell’area, attualmente impegnato in un progetto di ampliamento aziendale e ristrutturazione del capannone esistente. L’area, da tempo in stato di forte degrado e descritta come “ridotta a una giungla”, è stata quindi oggetto di un intervento di bonifica inserito in un’ottica complessiva di risanamento e riqualificazione.

Parallelamente, è stata avanzata al Comune una richiesta di ampliamento della zona artigianale. L’obiettivo, viene spiegato, è duplice: da un lato consentire lo sviluppo delle attività produttive esistenti – con possibili ricadute occupazionali – e dall’altro mantenere le imprese sul territorio, evitando il trasferimento verso sedi alternative più spaziose ma esterne all’area.

Tra gli elementi considerati strategici figura anche la vicinanza al casello autostradale, ritenuta un punto di forza per sostenere un incremento della produzione artigianale e industriale senza gravare ulteriormente sul traffico nei centri urbani.

Tuttavia, sul piano urbanistico, i tempi si prospettano lunghi. Come precisato, la nuova proprietà è subentrata dopo la scadenza dei termini per la presentazione delle osservazioni dei cittadini sul nuovo strumento urbanistico in fase di definizione. Sarà quindi necessario attendere la sua adozione ufficiale, per poi avviare l’iter di richiesta di variante, con passaggi burocratici che – anche in caso di esito positivo – potrebbero richiedere diversi anni.

La proprietà resta comunque disponibile a fornire ulteriori chiarimenti sulla vicenda.

Luminasio celebra la Festa di Santa Croce: fede, tradizione e comunità

Domenica 3 maggio messa solenne, benedizione delle croci e riti della tradizione contadina



Luminasio invita a uno degli appuntamenti più sentiti della tradizione locale: la Festa di Santa Croce, in programma domenica 3 maggio 2026 presso la Parrocchia di Santa Maria Assunta di Luminasio. Un evento che intreccia spiritualità, memoria rurale e senso di comunità, richiamando ogni anno fedeli e residenti del territorio.

La giornata si aprirà alle ore 10 con la Santa Messa solenne, presieduta da monsignor Oreste Leonardi, durante la quale si terrà la tradizionale benedizione delle croci. Un rito antico, profondamente radicato nella cultura contadina, che rappresenta un auspicio di protezione e buon raccolto per campi e orti.

In occasione della celebrazione sarà inoltre esposto un elemento di particolare valore devozionale: il crocifisso dell’Oratorio di Santa Croce del Borgo “La Costa” di Luminasio, simbolo identitario della comunità e testimonianza di una religiosità popolare che si tramanda da generazioni.

L’invito è rivolto in modo speciale ai proprietari di terreni agricoli e orti, chiamati a partecipare portando con sé una croce da far benedire durante la funzione. Per chi ne fosse sprovvisto, la parrocchia mette a disposizione alcune croci realizzate artigianalmente, “come una volta”, pensate per essere piantate nei campi come segno di protezione e speranza.

La Festa di Santa Croce non è soltanto un momento religioso, ma anche un’occasione per riscoprire il legame profondo tra territorio, lavoro agricolo e tradizione. Un patrimonio culturale che continua a vivere grazie alla partecipazione della comunità e alla capacità di rinnovare, anno dopo anno, riti antichi dal forte valore simbolico.

Vergato, modificato l’avviso per la gestione dell’ostello di Cereglio: aggiornate le condizioni della manifestazione d’interesse

 



Il Comune di Vergato ha approvato una rettifica alla determinazione n. 495 del 2025, introducendo alcune modifiche all’avviso pubblico esplorativo per l’affidamento in gestione dell’Ostello della Gioventù di Cereglio.

La revisione dell’avviso si è resa necessaria alla luce di nuovi elementi emersi dopo la pubblicazione iniziale. In particolare, è stata evidenziata l’esigenza di disciplinare il riconoscimento di eventuali spese sostenute dall’attuale gestore per l’acquisto di materiali, qualora la gestione venga affidata a un nuovo soggetto. Tra le modifiche introdotte anche l’attenzione ai costi energetici, con l’indicazione di valutare soluzioni alternative per il riscaldamento, e la possibilità per l’Amministrazione di utilizzare alcuni locali dell’immobile anche per esigenze diverse, oltre a quelle legate alle consultazioni elettorali.

Resta confermata l’impostazione generale della procedura, che prevede una manifestazione di interesse rivolta alle Associazioni di Promozione Sociale, finalizzata a individuare il soggetto più idoneo alla gestione della struttura situata in località Cereglio, in via della Vignola. La concessione è prevista a titolo gratuito, con l’obbligo per il gestore di farsi carico dei costi di funzionamento, manutenzione ordinaria e gestione complessiva dell’ostello.

Tra gli impegni richiesti al futuro concessionario figurano, tra gli altri, la custodia dell’immobile, la possibilità di utilizzo di alcuni spazi da parte della comunità locale, l’applicazione di tariffe agevolate per gruppi sportivi e la collaborazione con l’Amministrazione per iniziative di carattere sociale, culturale e ricreativo.

Il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse è fissato alle ore 12:30 del 14 maggio 2026, esclusivamente tramite posta elettronica certificata. Le candidature saranno valutate ai fini dell’eventuale successivo invito a presentare un progetto gestionale, che sarà oggetto di selezione.

Il Comune precisa che l’avviso ha carattere esclusivamente esplorativo e non vincola l’Amministrazione all’affidamento della gestione, riservandosi la facoltà di sospendere o modificare la procedura in qualsiasi momento.

Monzuno, “Tracce – canzoni contro la guerra”: concerto domenica 3 maggio alla Sala Ivo Teglia

 



 Appuntamento speciale con la musica domenica 3 maggio 2026 alle ore 19:00 alla Sala Ivo Teglia di via G. Bertini 1. In programma il concerto “Tracce – canzoni contro la guerra”, con una variazione rispetto al consueto calendario: l’evento si terrà infatti di domenica e in orario anticipato, e non il sabato sera.

Protagonista sarà l’Ensemble Concordanze, con Elisa Bonazzi (mezzosoprano) e Francesca Rambaldi (pianoforte). A introdurre la serata sarà Mattia Cipolli.

Il concerto propone un percorso musicale che attraversa il modo in cui compositori e compositrici hanno vissuto e raccontato la guerra, offrendo al pubblico una riflessione in musica su uno dei temi più drammatici della storia. In programma brani di Ravel, Debussy, Boulanger, Gurney, Weber, Eisler e Weill.

L’ingresso è libero.

L’iniziativa si inserisce nel calendario dei “Concerti di Primavera” organizzati dalla Banda Bignardi di Monzuno, che animeranno il mese di maggio proprio presso la Sala Ivo Teglia. Il primo appuntamento è previsto per sabato 2 maggio alle ore 21:00, dando avvio alla rassegna musicale.

mercoledì 29 aprile 2026

Presentato il progetto "Il Gallo da 3": crowdfunding e partecipazione civica per la riqualificazione del playground di Borgonuovo.




 

Il Comune di Sasso Marconi informa:


Ieri, 28 aprile, è stato presentato ufficialmente il progetto "Il Gallo da 3", campagna di raccolta fondi collettiva (crowdfunding) promossa dall'Associazione La Ricotta APS in collaborazione con il Comune di Sasso Marconi, e finalizzata alla riqualificazione del playground di Borgonuovo.

 

All'incontro, ospitato negli spazi del Centro Sociale di Borgonuovo, hanno preso parte il Sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani, l'Assessore allo Sport Alessandro Malferrari, i componenti del Consiglio Direttivo dell'Associazione La Ricotta e Alessandra Di Leone, referente del progetto per la frazione di Borgonuovo. 

Il progetto

L'iniziativa si inserisce nel quadro delle attività promosse da La Ricotta APS, associazione già attiva nella riqualificazione di playground nella provincia di Bologna. Il modello adottato prevede un contributo iniziale da parte dell'associazione, con l'obiettivo di attivare un processo partecipativo autonomo: la comunità locale è chiamata a farsi protagonista per garantire la sostenibilità dell'intervento che ridarà nuova vita al campetto, storico spazio di aggregazione e punto di riferimento per i giovani e le famiglie di Borgonuovo.

I lavori
Grazie alle risorse raccolte tramite crowdfunding, i lavori di riqualificazione sono già iniziati. Gli interventi previsti riguardano il rifacimento della pavimentazione e la messa in sicurezza degli spazi, con l'obiettivo di rendere l'area più fruibile e inclusiva.
 

Il primo evento

Al termine dei lavori, dal 25 al 28 giugno, il playground ospiterà il torneo "Il Gallo da 3". L'appuntamento, dedicato alla memoria di Davide "Gallo" Galletti, rappresenterà il primo evento ufficiale del campetto rinnovato. 

Come partecipare al crowdfunding

I cittadini possono sostenere il progetto effettuando una donazione online attraverso la piattaforma dedicata: https://gofund.me/1b8d1524f

Maxi truffa sul fotovoltaico, sequestro record di criptovalute: 7,5 milioni di dollari congelati

 



Svolta nelle indagini sulla maxi truffa legata agli investimenti nel fotovoltaico. Nell’ambito dell’operazione “Cagliostro”, la Polizia di Stato e la Guardia di Finanza di Bologna, coordinate dalla Procura della Repubblica, hanno eseguito uno dei più ingenti sequestri di criptovalute mai registrati in Italia.

Gli investigatori sono riusciti a individuare e congelare oltre 7,5 milioni di dollari in valuta virtuale, ritenuti parte dei proventi illeciti riconducibili al caso “Voltaiko”. Si tratterebbe di un articolato schema Ponzi a carattere transnazionale che avrebbe coinvolto circa 6.000 risparmiatori in tutta Italia.

Secondo quanto emerso, le vittime venivano indotte a investire denaro con la promessa di rendimenti legati a presunti progetti “green” nel settore fotovoltaico all’estero, risultati però inesistenti. Per ostacolare la tracciabilità dei fondi e favorirne il riciclaggio, le somme sarebbero state trasferite su piattaforme di scambio e convertite in criptovalute.

Determinante, per il risultato operativo, la collaborazione tra il Comando provinciale della Guardia di Finanza e gli specialisti del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, insieme al Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna. L’integrazione tra competenze economico-finanziarie e avanzate tecniche di investigazione informatica ha permesso di ricostruire i flussi di denaro e individuare i portafogli digitali contenenti i proventi illeciti.

Fondamentale anche la cooperazione internazionale. Il coordinamento è stato assicurato da Eurojust, attivata dalla Procura di Bologna, che ha lavorato a stretto contatto con le autorità francesi consentendo il rapido congelamento degli asset digitali.

L’operazione rappresenta l’esito di un’indagine avviata nell’ottobre 2025. Nelle fasi precedenti erano già stati oscurati il sito web utilizzato per la truffa, congelati 95 conti correnti e sequestrati dispositivi elettronici, beni di lusso, lingotti d’oro e due ville in provincia di Rimini, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.

L’azione congiunta delle forze dell’ordine, sotto la direzione dell’autorità giudiziaria e con il supporto delle istituzioni europee, conferma l’efficacia della cooperazione nel contrasto ai fenomeni criminali transnazionali e al riciclaggio, anche quando realizzati attraverso strumenti digitali e valute virtuali.

Resta fermo il principio di presunzione di innocenza: gli indagati dovranno essere considerati non colpevoli fino a eventuale sentenza definitiva.

 

Casalecchio, baby gang all’assalto con spray e sassi: quattro minori denunciati

 





Un pomeriggio di violenza quello del 19 aprile scorso, raccontato da Bologna Today. Teatro dell’aggressione lo scalo ferroviario di Casalecchio Garibaldi, dove un gruppo di giovanissimi ha preso di mira tre coetanei, finiti poi in ospedale.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il “branco”, composto da quattro ragazzi tra i 16 e i 17 anni, avrebbe avvicinato le vittime spruzzando spray urticante per immobilizzarle. Approfittando della momentanea difficoltà dei tre giovani, il gruppo ha iniziato a lanciare sassi, colpendoli ripetutamente e riuscendo a sottrarre alcuni effetti personali, tra cui un paio di cuffie wireless.

Dopo l’aggressione, i responsabili si sono separati nel tentativo di far perdere le proprie tracce. Due di loro sono saliti su un treno regionale diretto a Bologna Centrale, convinti di aver guadagnato la fuga. Tuttavia, il personale di sicurezza ferroviaria ha notato i movimenti sospetti e ha immediatamente allertato la Polfer. All’arrivo in stazione, gli agenti erano già pronti a intervenire: i due minori sono stati fermati e trovati in possesso della refurtiva.

Le indagini sono proseguite rapidamente. Grazie anche alle testimonianze raccolte in ospedale e al riconoscimento fotografico effettuato dalle vittime, i carabinieri della stazione di Casalecchio di Reno sono riusciti a identificare anche gli altri due componenti del gruppo.

L’episodio riporta l’attenzione sulla zona, già sotto osservazione per fenomeni legati a gruppi di adolescenti. I quattro minori, alcuni dei quali già inseriti in comunità di accoglienza, sono stati riaffidati alle strutture e dovranno rispondere delle accuse di rapina aggravata in concorso e lesioni personali davanti alla Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna.

“Il cliente ha sempre il… movente”: teatro e solidarietà a Sasso Marconi

 



Una serata di teatro all’insegna del divertimento e della solidarietà è in programma il prossimo 25 maggio 2026, alle ore 21, al Teatro comunale di Sasso Marconi. In scena lo spettacolo dal titolo “Il cliente ha sempre il… movente”, promosso dall’associazione culturale Percorso Vitale.

L’iniziativa, patrocinata dalla Città di Sasso Marconi, unisce intrattenimento e impegno sociale: l’intero ricavato della serata sarà infatti devoluto all’associazione di volontariato Il Vagabondo, attiva nella tutela degli animali.

Lo spettacolo, diretto da Simona Selvini, vedrà sul palco un ampio cast di attori e attrici, impegnati in una rappresentazione che, già dal titolo, promette toni ironici e una trama ricca di colpi di scena, probabilmente giocata sul filo del giallo e della comicità.

L’appuntamento è fissato presso il Teatro comunale in Piazza Martiri della Liberazione. L’ingresso prevede un’offerta minima di 10 euro, confermando la natura benefica dell’evento.

Un’occasione per sostenere una causa importante e, allo stesso tempo, partecipare a un momento di cultura e socialità nel cuore della comunità locale.

Riola in festa: torna la storica Sagra della Sfrappola

 Sessantacinque edizioni di tradizione, musica e comunità: appuntamento il 1° maggio 2026 tra sapori locali e spettacolo



Riola si prepara a vestirsi a festa per uno degli appuntamenti più attesi dell’anno: la 65ª edizione della Sagra della Sfrappola, in programma venerdì 1° maggio 2026. Un evento che affonda le radici nella tradizione locale e che, anno dopo anno, continua a richiamare visitatori da tutta la zona, unendo gastronomia, cultura e intrattenimento.

Protagonista indiscussa sarà la sfrappola, dolce tipico della tradizione emiliana, simbolo di convivialità e memoria condivisa. Preparata secondo ricette tramandate di generazione in generazione, verrà proposta negli stand gastronomici insieme ad altre specialità del territorio, offrendo un’esperienza autentica e ricca di sapori.

Accanto all’offerta culinaria, la manifestazione darà spazio alla musica dal vivo e allo spettacolo. La presenza di una band animerà la serata, trasformando il cuore del paese in un luogo di incontro e partecipazione, dove diverse generazioni potranno ritrovarsi e condividere momenti di festa.

L’immagine dell’evento, vivace e colorata, riflette lo spirito della sagra: un mix di tradizione e contemporaneità, capace di valorizzare il patrimonio culturale locale senza rinunciare a un linguaggio moderno e coinvolgente.

La Sagra della Sfrappola non è solo un evento gastronomico, ma un’occasione per riscoprire il senso di comunità, celebrare le proprie radici e guardare al futuro con entusiasmo. Riola, ancora una volta, si conferma punto di riferimento per chi cerca autenticità, accoglienza e qualità.

Sanità, sciopero generale il 1° maggio: possibili disagi nei servizi dell’Ausl di Bologna

 



Possibili disagi nei servizi sanitari in occasione dello sciopero generale nazionale proclamato per l’intera giornata del 1° maggio 2026 dall’associazione sindacale USI-CIT, che coinvolgerà lavoratori di tutti i settori pubblici e privati.

A darne comunicazione è l’Azienda USL di Bologna, specificando che, per quanto riguarda il territorio di competenza, l’astensione dal lavoro interesserà sia il personale dell’area comparto – tra cui infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi – sia quello della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, oltre alla dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L’Ausl fa sapere di aver già attivato le procedure previste dalla normativa vigente e dagli accordi sindacali per garantire i servizi pubblici essenziali. Saranno quindi assicurati i livelli minimi di assistenza e i contingenti di personale necessari a tutelare le prestazioni urgenti e non differibili.

Restano tuttavia possibili variazioni o rallentamenti nelle attività programmate, per le quali si invitano i cittadini a verificare eventuali aggiornamenti e a rivolgersi ai servizi solo in caso di effettiva necessità.

martedì 28 aprile 2026

Castel d’Aiano. Arrestato un 52enne albanese per omicidio stradale, fuga e omissione di soccorso.

 



Le precisazioni del Comando Carabinieri:


I Carabinieri della Stazione di Castel d’Aiano hanno arrestato un cittadino albanese di 52 anni, ritenuto responsabile di omicidio stradale, fuga e omissione di soccorso.

L’intervento è avvenuto intorno alle ore 18:30 in via dei Piani, dove i militari sono stati allertati per un investimento con successiva fuga del conducente. All’arrivo sul posto, il pedone, identificato in Gaetano Martone, 69 anni, originario della provincia di Caserta e residente a Castel d’Aiano, era già deceduto.

Nel corso degli accertamenti, finalizzati alla ricostruzione della dinamica e all’individuazione del veicolo coinvolto, i Carabinieri hanno rintracciato, a circa 500 metri dal luogo dell’impatto, una Mercedes-Benz GLC 250 ferma e priva di conducente. L’auto presentava evidenti danni nella parte anteriore, tra cui il parabrezza infranto con tracce ematiche, airbag esplosi e deformazioni della carrozzeria compatibili con l’investimento.

Il proprietario del veicolo, individuato nelle vicinanze, è stato identificato nel 52enne poi arrestato. L’uomo ha dichiarato di essere uscito di strada, negando tuttavia di aver investito il pedone. Sottoposto a richiesta di alcol test, si è rifiutato, acconsentendo però al successivo accompagnamento presso una struttura sanitaria per gli accertamenti ematici.

Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, la salma è stata affidata ai familiari, mentre il veicolo è stato sottoposto a sequestro penale. Nei confronti dell’uomo è stata inoltre applicata la misura precautelare degli arresti domiciliari, in attesa della convalida da parte del Giudice per le indagini preliminari.

Travolto mentre cammina verso il bar: muore un 70enne, auto fuori strada dopo l’impatto

 

Foto d'archivio 

Dramma nella serata di ieri, lunedì 27 aprile, a Castel d’Aiano,  dove un uomo di 70 anni ha perso la vita dopo essere stato investito lungo via Dei Piani. La vittima, Gaetano Martone, pensionato ed ex assistente di volo, stava raggiungendo a piedi un locale della zona quando è stata colpita da un’auto sopraggiunta alle sue spalle.

Secondo una prima ricostruzione, il veicolo — una Mercedes guidata da un 52enne di origine albanese residente nei dintorni e già noto alle forze dell’ordine — procedeva a velocità sostenuta in direzione proveniente da Montese. L’impatto è stato estremamente violento e non ha lasciato scampo al pedone.

Dopo aver investito l’uomo, il conducente avrebbe perso il controllo dell’auto, che ha terminato la sua corsa circa 500 metri più avanti, finendo nei campi a lato della strada. Il mezzo è stato posto sotto sequestro per consentire gli accertamenti tecnici utili a chiarire con precisione la dinamica dell’incidente.

I sanitari del 118, giunti rapidamente sul posto, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso del 70enne, le cui ferite si sono rivelate fatali. Sul luogo sono intervenute anche le forze dell’ordine per i rilievi e per avviare le indagini.

La notizia ha scosso profondamente la comunità locale, dove Martone era conosciuto. Su disposizione dell’autorità giudiziaria, la salma è stata restituita ai familiari, mentre proseguono gli approfondimenti per accertare eventuali responsabilità e verificare le condizioni di guida al momento dell’investimento. Restano da chiarire con esattezza la velocità del veicolo, la posizione del pedone e ogni altro elemento utile alla ricostruzione dei fatti.

Il viaggio dell’acqua: escursione tra sorgenti e cascate al Corno alle Scale



Domenica 3 maggio 2026, dalle 9:30 alle 13:30, è in programma un’escursione guidata nel cuore del Parco regionale del Corno alle Scale, dedicata alla scoperta dell’acqua come forza modellatrice del paesaggio e preziosa custode di biodiversità.

Il percorso condurrà i partecipanti tra fresche sorgenti, vivaci torrenti e piccoli laghi, attraversando imponenti faggete e suggestive vallette punteggiate da cascate. Un itinerario immersivo per seguire da vicino il viaggio dell’acqua e comprenderne il ruolo negli equilibri naturali.

Il ritrovo è fissato alle ore 9:30 presso Madonna dell’Acero. Il rientro è previsto per le ore 13:30 nello stesso luogo di partenza.

L’escursione presenta difficoltà di livello E (escursionistico), con una lunghezza di circa 5 km, un dislivello di 300 metri e un tempo di cammino effettivo di circa due ore e mezza.

Si raccomanda di portare almeno 1,5 litri d’acqua, merenda al sacco, scarponi da trekking impermeabili con suola scolpita, abbigliamento adeguato alla stagione (inclusi guanti e copricapo), giacca antipioggia e bastoncini da trekking, fortemente consigliati.

La partecipazione è su prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente.
Per informazioni e iscrizioni: 333 2660329 – 051 6254821 – eventi@enteparchi.bo.it.

Messa in sicurezza del Sambro: completato un intervento strategico per la tutela del territorio

 

 


di Martina Mari

 

Proseguono con determinazione gli interventi di messa in sicurezza del territorio finanziati dalla struttura commissariale a seguito degli eventi eccezionali del 2023. Tra questi, riveste particolare importanza il cantiere relativo alle difese spondali del torrente Sambro, in prossimità del depuratore del Capoluogo, i cui lavori sono recentemente ultimati per un importo complessivo di 250.000 euro.
I lavori hanno riguardato una serie articolata di interventi: dalla messa in sicurezza del versante interessato da smottamento, con disgaggio della parete in frana, pulizia e posa di reti metalliche ancorate, fino alle operazioni di ripristino ambientale con semina e rimboschimento. Sul fronte idraulico si è intervenuti con la pulizia e riprofilatura degli alvei del torrente Sambro e del Rio San Benedetto, la sistemazione delle sponde con geotessili e massi ciclopici e il consolidamento delle aree retrostanti, oltre a specifiche azioni di tutela della fauna ittica.


“Si tratta di un altro intervento fondamentale che si è concluso – sottolinea il Sindaco Alessandro Santoni – perché in quel punto si era determinata una situazione di rischio molto seria: la frana avrebbe potuto arrivare a chiudere il corso del torrente Sambro proprio di fronte al depuratore del capoluogo, con conseguenze potenzialmente molto gravi. Intervenire in tempo è stato decisivo”.
Un’opera che va oltre il singolo cantiere e richiama il tema, sempre più centrale, della prevenzione del dissesto idrogeologico. “Questi interventi dimostrano quanto sia importante investire sulla prevenzione – prosegue il Sindaco – perché ogni euro speso prima evita danni ben più ingenti dopo, non solo in termini economici ma anche di sicurezza per i cittadini. E questi finanziamenti rappresentano una leva fondamentale per i comuni dell’Appennino, dove la fragilità del territorio è una condizione strutturale. In realtà come la nostra, con circa un terzo del territorio classificato a elevato rischio di frana, interventi di questo tipo non sono straordinari ma necessari: significano sicurezza per i cittadini, tutela delle infrastrutture e possibilità concreta di continuare a presidiare queste comunità”.
Nonostante l’ambito ed alcune delle competenze coinvolte non siano strettamente comunali, l’Amministrazione ha seguito da vicino tutte le fasi dei lavori. “Come sempre – aggiunge il Sindaco – quando c’è bisogno i Comuni ci sono. Anche oltre ciò che formalmente compete loro, perché il nostro primo dovere è verso la comunità e la tutela del territorio”.
Infine, un ringraziamento sentito va agli uffici comunali. “Dietro a questi risultati – conclude il Sindaco – c’è un grande lavoro tecnico e amministrativo, spesso silenzioso ma fondamentale. A loro va il mio ringraziamento per la professionalità e l’impegno con cui hanno affrontando e stanno affrontando una mole straordinaria di interventi su tutti i fronti, come sempre con grande professionalità e raggiungendo tutti gli obiettivi”.

Digitale e Montagna. Cresce in Emilia-Romagna l’offerta di connettività mobile in montagna grazie ai tralicci predisposti dalla Regione e messi a disposizione degli operatori telefonici.



di Carmine Caputo

 

In costante crescita il traffico dati dell’ultimo anno in montagna, con picchi giornalieri che superano gli 800 Mbps e un traffico medio superiore ai 500 Mbps

Più tralicci in montagna per potenziare la connettività. Quelli predisposti e realizzati grazie al progetto CellMon - Cellulari in Montagna, voluto dalla Regione Emilia-Romagna per contrastare il digital divide, rafforzare e migliorare l’offerta di connettività mobile da parte degli operatori telefonici.

Da un’analisi del traffico in rete (2G e 4G) reso possibile dalla presenza dei tralicci già attivati emerge come, seppure le zone coperte non abbiano un’elevata densità abitativa, il traffico dell’ultimo anno sia in costante crescita, con una media superiore a 500 Mbps e picchi giornalieri che superano gli 800 Mbps.

Approvato dalla Giunta regionale nel 2018 (delibera del 5 novembre) CellMon originariamente prevedeva la realizzazione di 28 infrastrutture in grado di fornire l’accesso alla rete in altrettanti siti ed avviarne ulteriori, con un investimento economico di 2 milioni di euro fino al 2021; la Regione ha poi raddoppiato i fondi, aggiungendo 2 milioni per il biennio 2022-2024, per portare il numero di infrastrutture a 45, di cui 22 già operative.

Gli ultimi tralicci realizzati sono stati proprio in questi giorni quello di Monte San Pietro, nel bolognese, e lo scorso settembre quello di Pennabilli, nel riminese.

Entro la fine dell’inverno sarà la volta di Fontanelice (BO), Civitella di Romagna (FC), Gropparello (PC) e Prignano sulla Secchia (MO).

“L’obiettivo del progetto CellMon - sottolineano gli assessori all’Agenda digitale, Paola Salomoni, e alla Montagna, Igor Taruffi, - è quello di supportare e rafforzare la copertura della rete di telefonia cellulare nelle aree montane dell’Emilia-Romagna, per dare a tutti i cittadini e alle imprese uguali opportunità di cittadinanza digitale. È una delle tante azioni messe in campo dalla Regione non solo per contrastare lo spopolamento in montagna, ma per favorire nuovi arrivi, di cittadini e aziende. Ci sono mercati – spiegano Salomoni e Taruffi - come quello della telefonia in cui un’istituzione non può offrire direttamente servizi ai cittadini, ma può intervenire per rendere più appetibili gli investimenti da parte degli operatori privati. È quello che facciamo con il nostro progetto, che realizza un rapporto virtuoso: servizi avanzati erogati da privati che possono contare su una rete pubblica, affinché chi vive e lavora in montagna abbia a disposizione telefonia e Internet mobile grazie a infrastrutture adeguate. Un investimento di 4 milioni di euro sulla montagna e per la montagna”.

Come funziona CellMon

La Regione individua tramite ricognizioni o su segnalazioni dei Comuni le aree dove il servizio telefonico e di connettività dati mobile a banda ultra-larga è carente, poi il traliccio viene impiantato su un terreno fornito dal Comune. Connessi alla rete Lepida, i tralicci vengono messi a disposizione degli operatori di telefonia, a patto che prevedano l’attivazione del servizio alla cittadinanza entro sei mesi, con un impegno a mantenerlo attivo per almeno cinque anni. È essenziale il contributo al progetto da parte di Lepida ScpA, società partecipata della Regione, a cui è stata affidata la progettazione di fattibilità tecnica ed economica, la progettazione esecutiva, la realizzazione, il collaudo e la successiva gestione dei tralicci, tenendo conto della natura pubblica dei siti.

La Regione da diversi anni ha attivato le prime ricognizioni in collaborazione con Lepida e UNCEM per individuare le aree scoperte. Nel settembre 2020 l’attivazione del primo traliccio a Vernasca, nel piacentino, cui hanno fatto seguito nuove installazione su tutto l’Appennino emiliano-romagnolo da Piacenza a Rimini.

Lo stato di avanzamento lavori dei siti per i quali è già stata individuata la posizione di realizzazione è visibile sul sito https://cellularimontagna.lepida.it

 

lunedì 27 aprile 2026

Ospedale Maggiore, il “parcheggio fantasma”: due decenni di promesse e nessun cantiere

 Nuovo atto ispettivo del consigliere Mastacchi: “Servono soluzioni immediate per cittadini e pazienti”



La cronica carenza di parcheggi all’Ospedale Maggiore torna al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori è un nuovo atto ispettivo del consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), che denuncia lo stallo del progetto per il parcheggio interrato in Largo Nigrisoli e sollecita risposte concrete dalla Giunta regionale.

Non è la prima volta. Il tema era già stato affrontato con precedenti iniziative, tra cui l’Interpellanza n. 842 del 2025, rimasta però senza esiti concreti. A distanza di anni, la situazione appare immutata: nel 2026 i lavori per il nuovo parcheggio risultano ancora fermi, nonostante annunci e cronoprogrammi.

Per cittadini e pazienti, il problema è quotidiano. Chi si reca al Maggiore per una visita o per assistere un familiare si trova spesso ad affrontare un vero e proprio percorso a ostacoli ancora prima del triage. L’ospedale, uno dei principali hub sanitari cittadini, accoglie ogni giorno migliaia di persone, ma continua a scontare una logistica insufficiente.

La carenza di posti auto non è un’emergenza recente, bensì una criticità strutturale che si trascina da oltre quindici anni. In assenza di alternative, molti utenti sono costretti a soluzioni di fortuna: soste su aree verdi, spazi marginali o zone non autorizzate. In questo contesto, i controlli e le rimozioni forzate vengono sempre più spesso percepiti come un accanimento nei confronti di persone già in condizioni di fragilità.

Al centro della vicenda c’è il progetto del parcheggio interrato di Largo Nigrisoli: un’opera da circa 22 milioni di euro, con una capienza prevista di oltre 1.300 posti auto, pensata per risolvere definitivamente il problema. Secondo i cronoprogrammi ufficiali, il via libera ai lavori era atteso proprio nel 2026. Ma, a fine aprile, dell’intervento non si vede alcuna traccia: nessun cantiere avviato, nessun segnale concreto dell’avvio dei lavori.

“La logistica dell’accoglienza deve essere parte integrante della prestazione sanitaria – sottolinea Mastacchi –. Garantire un accesso dignitoso e funzionale ai presìdi ospedalieri è un dovere di civiltà, oltre che una forma di rispetto verso chi si reca in ospedale per motivi di salute”.

Il consigliere chiede ora chiarezza sullo stato reale del progetto e sollecita un coordinamento tra Regione, Comune di Bologna e AUSL. Tra le richieste anche l’adozione di misure temporanee per alleggerire la pressione sulla sosta, come soluzioni alternative o una revisione dell’attività sanzionatoria in attesa dell’opera strutturale.

Il nodo resta aperto: nel 2026, l’accesso a un servizio essenziale come quello sanitario continua a scontrarsi con un problema infrastrutturale irrisolto da anni. 

Casalecchio di Reno, arrestato due volte in 48 ore: torna dalla madre nonostante il divieto e finisce di nuovo ai domiciliari

 

Foto d'archivio


Due arresti in poco più di 48 ore, il secondo a meno di un giorno dalla convalida del primo. Protagonista un uomo italiano di 46 anni, fermato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Casalecchio di Reno per maltrattamenti in famiglia e, subito dopo, per la violazione delle misure cautelari disposte dall’Autorità giudiziaria.

Il primo intervento è scattato a seguito di una segnalazione. I militari, giunti rapidamente presso l’abitazione indicata, hanno trovato l’anziana madre con un asciugamano sulla testa, intriso di sangue. La donna ha riferito che il figlio, poco prima, si era presentato in stato di agitazione, inveendo contro di lei e accusandola di non volerlo aiutare. La lite è degenerata fino a quando l’uomo l’avrebbe spinta facendola cadere: nell’impatto, la vittima ha battuto la testa contro un mobile, riportando una ferita con copiosa perdita di sangue.

La donna ha inoltre raccontato che episodi simili si verificavano da tempo, spesso quando il figlio si presentava in stato di ebbrezza per chiedere aiuto. Per timore di ritorsioni, non aveva mai sporto denuncia né accettato cure mediche in precedenza.

Al termine degli accertamenti, il 46enne è stato arrestato e, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica di Bologna, sottoposto agli arresti domiciliari. Il Giudice per le indagini preliminari ha poi convalidato l’arresto, applicando la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla madre e alla sua abitazione, con braccialetto elettronico e divieto assoluto di comunicare con la vittima.

Ma poche ore dopo la convalida è arrivato il secondo arresto, che evidenzia la reiterazione della condotta. L’uomo ha infatti contattato il NUE 112 annunciando l’intenzione di recarsi a casa della madre. Poco dopo, i Carabinieri lo hanno intercettato nei pressi dell’abitazione mentre si stava avvicinando, nonostante fosse pienamente consapevole delle restrizioni imposte.

In evidente stato di ebbrezza, avrebbe anche salutato la madre dicendole che sarebbe finito in carcere, prima di essere bloccato dai militari.

Processato per direttissima, l’arresto è stato convalidato: nei confronti del 46enne è stata disposta nuovamente la misura degli arresti domiciliari, in aggiunta a quella già in essere, a conferma della gravità della doppia violazione avvenuta nell’arco di appena 48 ore.

Addio a Giacomo Calistri, voce autentica dell’Appennino bolognese

 



È scomparso Giacomo Calistri, giornalista e profondo conoscitore del territorio, per anni firma autorevole de Il Resto del Carlino. Con lui se ne va una voce capace di raccontare con sensibilità e rigore le vicende, le trasformazioni e le storie umane dell’Appennino bolognese.

Calistri è stato molto più di un cronista: ha saputo interpretare un territorio spesso marginale nel dibattito pubblico, restituendogli dignità e attenzione. I suoi articoli non si limitavano alla notizia, ma costruivano un legame tra comunità, memoria e attualità, offrendo uno sguardo partecipe e mai superficiale.

“Per chi ha avuto modo di incontrarlo, il ricordo è quello di una presenza costante e attenta,” scrive Andrea De Maria nell' annunciarne con affetto la scomparsa. “ Numerosi, infatti, i momenti di confronto e dialogo vissuti nel corso degli anni, in particolare durante l’esperienza amministrativa come sindaco di Marzabotto e come presidente della Comunità Montana dell’Alta e Media Valle del Reno. Occasioni in cui emergeva la sua capacità di ascolto e la sua volontà di comprendere a fondo le dinamiche locali”.

Alla famiglia, agli amici e ai colleghi vanno le più sentite condoglianze.

Agroecologia a Monte Sole: un seminario per rilanciare agricoltura e comunità nell’Appennino bolognese

 



Marzabotto  – Un incontro pubblico per riflettere sul futuro dell’agricoltura e delle aree montane, partendo da un luogo simbolo della storia e della memoria. È in programma il 29 aprile 2026, dalle 9:30 alle 13:30, a Monte Sole (Marzabotto), il seminario informativo dal titolo “Agroecologia: una nuova possibilità”, promosso nell’ambito delle attività del Biodistretto dell’Appennino Bolognese, con il coinvolgimento del Comune di Marzabotto.

L’iniziativa si inserisce in un contesto dal forte valore storico e civile: proprio tra questi pascoli e boschi, nel 1944, furono sterminate centinaia di famiglie contadine. Oggi, nello stesso territorio, si intende rilanciare una prospettiva diversa, fondata su nuove modalità di abitare, produrre e vivere la montagna.

Il seminario vedrà la partecipazione di esperti di rilievo internazionale e nazionale. Interverranno, tra gli altri, Miguel Altieri e Clara Nicholls della Berkeley University, insieme a Lorenzo Negrini dell’Università di Bologna, che approfondiranno le opportunità offerte dall’agroecologia per lo sviluppo sostenibile di colline e aree montane.

Accanto al contributo accademico, spazio anche alle esperienze concrete: Carlo Murer, esponente del Biodistretto Terre Bellunesi e presidente della cooperativa Pascolando, porterà esempi di gestione agroecologica del territorio. Insieme a lui, Maurizio Agostini di Rete Humus. Previsti inoltre gli interventi istituzionali di Luca Vignoli, vicesindaco e assessore all’agricoltura di Marzabotto, e di Tiberio Rabboni, presidente dell’Ente Parchi Emilia Orientale.

Durante la mattinata saranno illustrati i benefici del modello agroecologico, che punta a coniugare tutela dell’ambiente, biodiversità e sostenibilità economica, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra comunità locali e territorio.

L’evento si terrà presso il Poggiolo – Rifugio Re_Esistente, in via San Martino 25, e rappresenta un’occasione di confronto aperto tra istituzioni, mondo accademico e realtà agricole, per immaginare nuove prospettive di sviluppo per l’Appennino bolognese.