martedì 21 gennaio 2020

I Portici di Bologna candidati a patrimonio Unesco

La decisione è attesa nel 2021

Deliberata dal Consiglio Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco - riunito oggi presso il ministro dei Beni Culturali - la presentazione della candidatura dei Portici di Bologna alla Lista del Patrimonio Mondiale per il 2020. L'esito della candidatura - spiega una nota dello stesso ministero - è atteso nel 2021.
Con la decisione di presentare la candidatura a patrimonio dell'Unesco i Portici vengono riconosciuti come "un elemento identificativo della città di Bologna, sia dalla comunità che dai visitatori, e sono un punto di riferimento per uno stile di vita urbano sostenibile, in cui gli spazi religiosi e civili e le abitazioni di tutte le classi sociali sono perfettamente integrate".

Regionali:Antimafia 23 su impresentabili

Presidente farà comunicazioni sulla formazione delle liste

 © ANSA


Giovedì prossimo 23 gennaio alle 12 in Commissione parlamentare antimafia il presidente Nicola Morra farà una serie di comunicazioni in merito alle verifiche compiute dalla Commissione in materia di formazione delle liste elettorali nelle Regioni Calabria ed Emilia Romagna, dove si voterà domenica prossima. (ANSA)

Messaggi in 'tempo reale' via WhatsApp dal Comune di Sasso Marconi

É ttivo il servizio di messaggistica del comune di Sasso Marconi. 
Il metodo informativo ha dato apprezzati e importanti risultati in altri comuni, in particolare a Monzuno, dove, in più occasioni, la cittadinanza ha avuto in tempi brevissimi informazioni utili a mettere in atto il comportamento e le precauzioni necessarie a contenere, se non annullare, i disagi di una emergenza.

Un volantino informa che è possibile iscriversi quando lo si desidera

Incontro politico a Vado. Il candidato in Regione Marco Mastacchi sarà anche a Sasso Marconi

Politici a confronto a Vado. Mastacchi venerdì al Punto Bar di Sasso Marconi incontra gli elettori.

Tribuna politica domani sera, mercoledì 22 gennaio, alle 20.30, nella sala civica di Vado, organizzata dalla Lista Dimmi di Monzuno. All'incontro, dal titolo 'Il Futuro a Confronto' sono state invitate tutte le liste per affrontare un dibattito sui principali temi di interesse e di attualità. 

 Moderatore il vicesindaco di Monzuno, Ermanno Pavesi. Parteciperà il candidato alle regionali Marco Mastacchi, in campo per la lista che unisce varie civiche a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni. Saranno ascoltate le proposte delle varie liste che si confrontano alle prossimi elezioni regionali e sarà quindi interessante porre domande per sentire le varie idee di soluzione.

Mastacchi, che attualmente è capogruppo consiliare di minoranza a Sasso Marconi, ha informato che sarà presente per un aperitivo informale, venerdì 24, alle 18, al Punto Bar di Sasso Marconi.




lunedì 20 gennaio 2020

Sassi sulla strada al 'Ponte delle Lepri' di Sasso Marconi. Falso allarme.

Foto d'archivio

La presenza prolungata dei Vigili del Fuoco, dei Carabinieri e anche della Forestale nel tratto di via Olivetta all'altezza del 'Ponte delle lepri' ha fatto prima allarmare, poi discutere la maggior parte degli abitanti e frequentatori della zona in quanto l'intervento in forza è parso un' inutile ennesima chiamata d'allarme a vuoto. Le forze di soccorso erano state allertate da qualcuno che aveva notato alcuni sassi sulla carreggiata, caduti dalla parete rocciosa che costeggia la strada e , per assicurare un controllo tranquillizzante, sono rimaste sul posto per l'intero pomeriggio. Secondo molti avrebbero potuto dedicarsi a emergenze più serie e il loro stazionamento prolungato 'poteva appesantire o ritardare soccorsi a un allarme vero', si diceva. Fra i più severi censori, il proprietario del Bar Mulino, Cesare Benini: “Lo sanno tutti da tempo che in quel punto il distacco di sassi è frequente ma non pericoloso”, sentenzia. “Il fianco della strada è una ripida parete di sabbia e sassi e ad ogni azione atmosferica rilevante i distacchi di materiali, appesantiti da acqua o gelo, sono all'ordine del giorno. Bastava spostare a lato dell'asfalto i piccoli pezzi di materia distaccata e lasciare Vigili, Carabinieri e Forestale a spendere in modo più proficuo il loro tempo”. Non si sa chi sia stato colui o coloro che hanno voluto la rassicurazione che transitare sul fianco di Monte Frascone non fosse pericoloso, ma il tutto preoccupava anche perchè “ il falso allarme di ieri non è il primo,” denunciava irritato ancora Cesare, “e ciò avrebbe dovuto insegnare a chi ha 'allarme facile' che in quel punto il distacco di sassi non è pericoloso, tanto meno l'inizio di una frana”. 

 Certo gli abitanti dell'area sono stati a lungo 'provati' dal pesante disagio provocato dalla  frana sulla vicina via Tignano che li ha costretti a numerosi mesi di sacrifici. Pertanto, probabilmente,  la paura che si ripeta una analoga situazione su una via che spesso percorrono avrà spinto qualcuno a correre ai ripari. 

Come si suol dire: " Chi è stato bruciato dall'acqua calda ha paura anche della fredda".  

Domani Salvini a Camugnano, a Porretta Terme e a Vergato

Matteo Salvini sarà domani al ristorante La Spiaggetta di Camugnano per un pranzo - incontro con gli elettori a sostegno della candidatura di Lucia Borgonzoni.



Dubbio aggiunche che:

alle 15 sarà a PORRETTA per  un incontro con la cittadinanza presso Piazza Vittorio Veneto;
 

alle 16.30, a  VERGATO,  dove terrà un comizio nella Piazza dei Capitani della Montagna

Rientra emergenza smog, stop misure d'emergenza

Da domani diesel euro 4 possono tornare a circolare

Rientra l'allerta smog in Emilia-Romagna: i livelli di polveri sottili pm10 tornano entro i livelli soglia in tutte le province. Valide ancora per tutta la giornata di oggi, da domani martedì 21 gennaio le misure emergenziali non saranno più in vigore. Potranno dunque tornare in circolazione i veicoli diesel euro 4 e non ci saranno limitazioni all'uso domestico di biomasse e alle temperature dei riscaldamenti.
La perturbazione che ha interessato tutto il territorio regionale nel weekend del 18-19 gennaio, comunica l'ultimo bollettino dell'Arpae, ha portato a una drastica riduzione della concentrazione delle polveri, facendo rientrare i valori registrati dalle stazioni di monitoraggio della rete regionale entro il limite di 50 microgrammi per metro cubo. (ANSA)

La piazza di San Benedetto Val di Sambro è ora attrezzata con defibrillatore


Riceviamo

Sabato scorso è stato posizionato in piazza a San Benedetto Val di Sambro, accanto al campanile della chiesa, un nuovo defibrillatore. 
Lo strumento è frutto di una donazione che ha coinvolto diverse attività commerciali, associazioni e cittadini, oltre alle famiglie e agli amici di Aldo Lumini e Dimitri Nerozzi, per i quali è stata apposta una targa commemorativa.

Entrambi sono stati ricordati dal sindaco Alessandro Santoni: Aldo Lumini era da tutti conosciuto e ben voluto in paese per la sua capacità di prendere parte con entusiasmo a tante iniziative; Dimitri Nerozzi invece aveva scoperto l'Appennino bolognese perché con alcuni ragazzi del posto condivideva la passione per la mountain bike.


Mostra L’Esprit des Lieux. Installazione site specific - Riola di Vergato


Nella Chiesa di Santa Maria Assunta, in piazza Alvar Aalto, a Riola di Vergato, da venerdì prossimo, 24, a domenica 26 gennaio, mostra L’Esprit des Lieux.

Orari di apertura: dalle 17 alle 21 venerdì 24 e domenica 26 gennaio; dalle 17 alle 24 sabato 25
 
L'ingresso è libero

L'artista francese Jacques Toussaint realizza dall’inizio degli anni duemila una serie di interventi artistici site specific in edifici storici che si basano sull’interpretazione del luogo attraverso la realizzazione di installazioni video e di spazi immersivi.

Rielaborando con originalità lo spirito dei luoghi, L’Esprit des Lieux è il titolo di questo progetto, Toussaint si è confrontato in questi vent’anni con edifici religiosi ricchi di storia.

Di recente l’attenzione dell’artista si è indirizzata verso le qualità intrinseche dell’architettura moderna, che pone questioni di diversa natura rispetto a quella classica con la quale si è confrontato fino ad ora. In questi spazi minimali, per lo più privi di ornamento, l’intervento artistico è proteso a sottolineare e a valorizzare gli elementi caratteristici dell’architettura stessa e in particolare modo i suoi volumi.

L’artista ha scelto come prima tappa di questa nuova fase di Esprit des Lieux la chiesa di Santa Maria Assunta di Riola di Vergato (1976-1978), frutto di una lunga progettazione dell’architetto finlandese Alvar Aalto (1898-1976).
La chiesa fu commissionata ad Aalto dal Cardinale Giacomo Lercaro, arcivescovo di Bologna, che apprezzò l’approccio innovativo, rispettoso della natura e a misura d’uomo, sviluppato dall’architetto finlandese. 

 

Fisco, rischio tassa sull'ombra dei balconi

Potrebbe essere una delle conseguenze degli articoli della legge

Dubbio segnala 
A partire dal 2020, l'ombra proiettata dai balconi e dalle verande potrebbe essere tassata. 
 

A far emergere questa possibilità, tutt'altro che remota, è l'avvocato Giuseppe Pizzonia dello Studio Tremonti, Romagnoli, Picardi e Associati. Secondo il tributarista, secondo quanto previsto dalla manovra di bilancio, a partire dal prossimo anno le amministrazioni comunali potranno tassare, con le regole del nuovo canone, anche l'ombra proiettata sul suolo pubblico da queste strutture. Si tratta di una notevole differenza risposta a quanto accade oggi, per cui i titolari delle attività che utilizzano spazi pubblici, anche solo per esporre un’insegna, devono chiedere autorizzazione al comune e pagare la tassa locale che si applica sul cosiddetto "soprasuolo". Fine al 31 dicembre 2020 resterà in vigore questo dettato normativo da cui è espressamente prevista l'esclusioni da ogni forma di tassazione per balconi e verande. Dal 2021, però, questo divieto salterà e tutte le azioni o strutture che comportano l'occupazione di suolo pubblico, anche temporaneamente (come nel caso delle impalcature per la ristrutturazione di un palazzo), dovranno avere un’apposita concessione o autorizzazione, così come le azioni di diffusione di messaggi pubblicitari, e dovranno pagare il relativo tributo secondo le tariffe prevista da ogni singola amministrazione comunale.
Come rilasciato a TgCom 24, "La legge di bilancio 2020, contiene tra le altre cose - spiega l'avvocato tributarista Giuseppe Pizzonia - la revisione dei tributi locali relativi alla occupazione di suolo pubblico e alla pubblicità. Dal 2021, tutto questo sarà sostituito da un nuovo prelievo, denominato Canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria. Gli enti locali dovranno emanare appositi regolamenti per disciplinare in dettaglio l'applicazione del nuovo canone". Ma se per il 2020 tutto resterà uguale, dei cambiamenti ci saranno nel 2021 e non saranno "di poco conto". Difatti, "Il nuovo canone, come il vecchio del resto, si applica anche alle cosiddette occupazioni del soprasuolo, cioè sull'ombra che i manufatti privati proiettano sul suolo pubblico. Se non che, ed è qui la novità, nelle nuove disposizioni non è stata riprodotta l'esclusione dal pagamento per l'ombra proiettata da balconi, verande e simili, fino ad oggi espressamente prevista dalla legge".
Dunque, la conseguenza che potrebbe derivare con questa modifica della manovra di bilancio sulla concessione per l'utilizzo del suolo pubblico (a meno di correttivi), è che a partire dall'anno prossimo le amministrazioni comunali potranno "tassare con il nuovo canone anche l'ombra che balconi, verande e simili proiettano su suolo pubblico".

A Camugnano terzo appuntamento con la rassegna 'Musica e Nuvole'.








Danilo Malferrari ricorda che sabato prossimo, 25 gennaio, a Camugnano, nella Sala del Parco Piazza Kennedy, alle 21, performance di Silvia Testoni in 'Mina vagante', un tributo a Mina, una delle più importanti voci della canzone italiana.

INGRESSO GRATUITO

domenica 19 gennaio 2020

A proposito di 'prezzi al consumo'

Proposto

Nel mese di dicembre 2019, si stima che l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenti dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% su base annua (in ripresa da +0,2% del mese precedente), confermando la stima preliminare.
In media, nel 2019, i prezzi al consumo registrano una crescita dello 0,6%, dimezzando quella del 2018 (+1,2%). Al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l‘“inflazione di fondo”), la crescita dei prezzi al consumo è stata dello 0,5% (da +0,7% dell’anno precedente).
La lieve accelerazione dell’inflazione nel mese di dicembre è imputabile prevalentemente all’inversione di tendenza dei prezzi dei Beni energetici non regolamentati (che passano da -3,0% a +1,6%).
L’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, e quella al netto dei soli beni energetici decelerano di un decimo di punto, rispettivamente da +0,7% a +0,6 e da +0,8% +0,7%.
L’aumento congiunturale è dovuto alla crescita dei prezzi di più componenti merceologiche e in particolare dei Servizi relativi ai trasporti (+0,9%), dei Beni alimentari non lavorati (+0,6%), dei Beni energetici non regolamentati e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (+0,4% per entrambi). Diminuiscono invece i prezzi dei Beni alimentari lavorati (-0,5%).
I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,6% su base annua (da +0,5%) e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto dell’1,0% (da +0,4% del mese precedente), registrando in entrambi i casi una crescita più sostenuta di quella riferita all’intero paniere.
L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,2% su base mensile e dello 0,5% su base annua (da +0,2% di novembre), confermando la stima preliminare. La variazione media annua del 2019 è pari a +0,6% (era +1,2% nel 2018).
L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, registra un aumento dello 0,2% su base mensile e dello 0,4% rispetto a dicembre 2018. La variazione media annua del 2019 è pari a +0,5% (era +1,1% nel 2018).
Nell’approfondimento si analizza l’impatto che l’inflazione, misurata dall’IPCA, ha avuto nel 2019 sulle famiglie distinte per livelli di consumo, in particolare su quelle con minore e maggiore capacità di spesa.


"Salme in attesa 15 ore", le scuse del Sant’Orsola di Bologna

La denuncia di Cosentino, segretario aziendale del sindacato Cimo: "Un defunto è stato ospitato nel locale adibito agli esami strumentali"


Dubbio invia:


Ci sono momenti molto difficili nella vita di ogni famiglia: quando uno dei propri cari se ne va. Al padiglione 2 del Sant’Orsola è capitato, in tre circostanze, che le salme abbiamo aspettato, anche fino a 15 ore, prima di essere trasferite da uno dei reparti alla camera mortuaria. "Lo scorso 10 gennaio alle 6,20 del mattino è deceduto un paziente e la salma è stata trasferita solo alle 22, dopo circa 15 ore di attesa", denucia Eugenio Roberto Cosentino, segretario aziendale Cimo.
Il problema, sostiene il medico, è anche il luogo in cui il corpo del defunto è rimasto. "È stato ospitato nel locale adibito agli esami strumentali – spiega lo specialista – che è rimasto inagibile per tutto questo tempo. Il servizio trasporti è stato sollecitato numerose volte durante la giornata". E qui la riflessione che Cosentino ha scritto in una lettera inviata alla direzione generale del Policlinico: "Trovo poco dignitoso e irrispettoso il comportamento del servizio trasporti. Occorre avere una maggiore sensibilità e rispetto verso tali accadimenti. Questo è il secondo episodio capitato nel giro di un mese. Non spetta al medico di turno, in questo caso io, chiedere scusa ai parenti, ma alla direzione del servizio".
E il Sant’Orsola risponde così: "Gli episodi segnalati sono noti alla direzione del Policlinico e si riferiscono a tre casi, avvenuti uno il 22 novembre e due il 10 gennaio. L’attesa per il trasporto delle salme alla camera mortuaria, per la quale ci scusiamo con le famiglie dei defunti, è stata causata da un sovraccarico di lavoro degli operatori e dei mezzi addetti al servizio di trasporto intraospedaliero in giorni di attività molto intensa".
Poi i numeri per mettere a confronto il lavoro svolto.
"Rispetto alla media dei 160 servizi giornalieri – replica la direzione – nella giornata del 10, per esempio, ne sono stati eseguiti 236. Il servizio di trasporto salme del Policlinico nei mesi scorsi era stato già potenziato con l’aggiunta di un mezzo". Infine, uno sguardo sul futuro: "Nei prossimi mesi, con l’entrata in vigore del nuovo regolamento comunale per il trasporto delle salme, che consentirà anche percorsi esterni all’ospedale, sarà possibile effettuare tragitti più brevi per raggiungere la camera mortuaria, in particolare dal paglione 2, situato dall’altro lato di via Albertoni. In questo modo, diminuiranno ulteriormente i tempi di trasporto, scongiurando così il ripetersi di tali eventi"

L'amore ai tempi di Internet

Riflessione di Nonna Gegè

L’amore è sempre amore anche se i tempi cambiano e le emozioni si trasformano.
Il film “L’AMORE AI TEMPI DEL COLERA” tratto dal libro di Gabriel Garcia Marquez porta sullo schermo il racconto di un amore durato una lunga vita. Siamo nei Caraibi nei primi novecento e tutto nacque da uno sguardo fugace e casuale. Durò oltre mezzo secolo senza che l’amore venisse consumato.
A quei tempi l’unico modo di comunicare era la corrispondenza e quindi un solo filo epistolare tenne salda l’unione platonica dei due protagonisti . Il sentimento coltivato da desiderio, inquietudine e malinconie fu così forte che si rafforzò con gli anni a tal punto da indurli ad attendere la morte dei loro compagni per riunirsi.
Oggi giorno, nel terzo millennio, le relazioni ed anche i grandi amori iniziano e finiscono esclusivamente in maniera virtuale. La rete è diventata un freddo trampolino di lancio di sentimenti e senza internet il nostro interesse per una persona non durerebbe lo spazio di un giorno.

TUTTO E SUBITO è la regola del momento.
Le lettere d’amore, oggi dimenticate, davano anima al sentimento e leggendole e rileggendole si sognava il momento dell’incontro.
Nostalgia di quei tempi, forse?
La purezza di quegli amori nati sì da una attrazione fisica ma anche spirituale ti portavano a vivere in un limbo e più passava il tempo più era grande il desiderio di vivere fisicamente quell’amore.
Oggi le nuove generazioni non conoscono quella smania che rende la vita emozionale , la rete ha distrutto e bruciato il desiderio, internet, in campo amoroso ha defraudato qualcosa ai sentimenti.
L’unico telefono di casa, sistemato in fondo al corridoio, diventava magico quando squillava nell’ora in cui l’innamorato ti chiamava. Si rinnovavano promesse d’amore, l’amore era tuo, non doveva essere condiviso, la complicità di quel momento creava qualcosa di intimo dove le parole prendevano forma e raggiungevano il cuore.
Oggi tutto è troppo veloce:l’amore invece ha bisogno dei suoi tempi e non può limitarsi ad innumerevoli messaggi già pre-scritti con scrittura abbreviata . L’amore non è un sentimento “mordi e fuggi”, è attenzione, riflessone, passione autentica, fantasia e DESIDERIO.
L’impronta delle labbra sulla lettera ricevuta dall’innamorata: è cosa di altri tempi, tempi poi non lontanissimi:

era DESIDERIO



quel desiderio che oggi abbiamo smarrito e che abbiamo sostituito e affidato ad una schermata di smartphone.
E’ sicuramente utopistico pensare di riappropriarsi dell’intimità dell’amore, di viverlo senza essere controllati dal GPS e senza la condivisione sui social.

Come verrà ricordato l’amore ai tempi di INTERNET????

Il Teatro comunale Laura Betti in mano ai muratori per il ripristino degli esterni e impermeabilizzazione

di Laura Lelli 

Sono cominciati nelle scorse settimane i lavori di ripristino degli esterni e di impermeabilizzazione del coperto del Teatro comunale Laura Betti.
L'intervento è cominciato con il rifacimento degli intonaci sui lati del teatro, tuttora in corso, che man mano interesserà anche la facciata.
La scelta della tinta da usare per ridipingere gli esterni dopo l'intonacatura verrà fatta nei prossimi giorni, in accordo con la Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici che ha svolto un sopralluogo con gli uffici tecnici comunali e con Adopera nella mattinata di mercoledì 15 gennaio.
Di pari passo con gli interventi sugli intonaci, si sta migliorando l’impermeabilizzazione del coperto.

La conclusione del cantiere, meteo e imprevisti permettendo, è prevista per fine marzo-inizio aprile 2020.

L'investimento è di 160.000 euro complessivi. Di questi, il 60% è stato finanziato con risorse comunali, il 40% (64.000 euro) dalla Regione Emilia-Romagna.


Gli impegni legati alla Variante di Valico vanno rispettati.

I sindaci dell'Appennino hanno incontrato la ministra dei trasporti De Micheli

di Carmine Caputo

Incontro tra la segreteria tecnica del Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture e i sindaci di Castiglione dei Pepoli Maurizio Fabbri e San Benedetto Val di Sambro Alessandro Santoni in rappresentanza dell'Unione dei comuni dell'Appennino bolognese, dedicato alle opere di compensazione della variante di Valico.

Si tratta di interventi, in capo al concessionario, per un importo complessivo di circa 60 milioni utili a migliorare la viabilità, prevenire il dissesto idrogeologico e la riqualificazione ambientale delle aree limitrofe all'infrastruttura autostradale. I sindaci hanno evidenziato anche l'esigenza di trovare una soluzione tecnico-viabilistica per collegare Barberino del Mugello all'Autostrada panoramica per i mezzi che si muovono in direzione Bologna.

L'incontro con la ministra Paola De Micheli e il suo staff è stato proficuo, hanno dichiarato i sindaci al termine del vertice, aggiungendo di aver ricevuto importanti rassicurazioni relative ad un'accelerazione dell'iter per lo sblocco dei lavori e per far partire al più presto i cantieri.

sabato 18 gennaio 2020

Direttissima. Un ragazzo è stato investito dal treno a Grizzana Morandi

Ricoverato al Maggiore. Sono intervenuti i Vigili del Fuoco, Carabinieri, 118 e Polizia Ferroviaria


E' grave il giovane che ieri sera intorno alle 20 è stato urtato dal treno che transitava sulla Direttissima in direzione Prato, non lontano dalla stazione di Grizzana Morandi. 

Non sono ancora chiare le dinamiche e nemmeno l'identità del ragazzo, dell'età di cerca 20 anni e di probabile origine nigeriana. Il giovane, trasportato al Maggiore di Bologna, rischia di perdere una gamba.

Frana di Val di Setta a Gardelletta, una grave sofferenza per l’Appennino bolognese.

Nicolò Melossi: “Intollerabile l’immutabilità della situazione da quasi un anno. Si intervenga con celerità”
Località divise da una montagna di materiale franata nel fiume che ha interdetto la principale via di comunicazione tra esse e di queste da e verso Bologna.
 
Danni all’economia locale ed all’immagine del territorio, dilatazione dei tempi di viaggio  ed aumento dei rischi alla sicurezza stradale per i comuni di Marzabotto, Monzuno, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli ed anche  Camugnano.
 
Lo rileva Nicolò Malossi, candidato in Consiglio Regionale per la Lega, che aggiunge:
 
“Grave sofferenza sotto tutti i profili per l’Appennino Bolognese. Si intervenga subito con importanti opere e soluzioni, intollerabile l’immutabilità della situazione da quasi un anno”.

4 mila 300 persone trattate all’Ospedale Maggiore dalle reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dedicate allo Stroke, all’Arresto Cardiaco, all’Infarto, al Trauma. 2019 l’anno record.

L'Azienda USL di Bologna informa:

L'Ospedale Maggiore, sede della Centrale Operativa 118 Bologna Est e centro di riferimento per Trauma, Stroke ed emergenze cardiologiche, accoglie ogni giorno 12 persone in condizioni critiche o molto critiche colpite da patologie tempo dipendenti. Oltre 4mila e 300 lo scorso anno, un numero in costante aumento,  così come quello relativo alla vite salvate. Un risultato importante, frutto del continuo lavoro di messa a punto delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna, dedicate a queste patologie.

Risultati, esperienze e prossimi orizzonti delle Reti tempo dipendenti, sono stati al centro di una conferenza stampa, oggi 17 gennaio presso la Centrale Operativa 118 Bologna Est e verranno presentati domani, sabato 18 gennaio, nell’incontro pubblico “Le reti cliniche e assistenziali tempo dipendenti dell’Azienda Usl di Bologna", in programma all’Ospedale Maggiore, Aula Magna, a partire dalle 10.

Verranno illustrati il modello organizzativo delle reti cliniche e assistenziali dell’Azienda Usl di Bologna e la loro relazione con gli ospedali di riferimento, quelli spoke, con i servizi territoriali, per procedere poi alla presentazione delle diverse reti tempo dipendenti - Stroke, Arresto Cardiaco, Infarto, Trauma – che all’Ospedale Maggiore trovano il proprio centro di riferimento, metropolitano per le prime tre patologie, regionale per la quarta.  Cuore dell’intero sistema di Emergenza per i territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, la Centrale Operativa 118 Bologna Est, anch’essa situata al Maggiore.
La Centrale Operativa 118 Bologna Est
330 mila le chiamate gestite nel 2019 dalla Centrale Operativa 118 Emilia Est, nei territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, con una media di 900 al giorno, 30 mila in più rispetto al 2018. 220 mila, nel 2019, i servizi di soccorso attivati (603 al giorno), con 52.441 codici rossi (24%), 100.662 codici gialli (45.7%) e 66.619 codici bianchi e verdi (30.3%).
Relativamente all’area provinciale di Bologna, nel corso del 2019, la Centrale ha gestito oltre 117 mila interventi di soccorso, con oltre 80 mila codici di alta e media gravità (rossi e gialli).
205 mila i trasporti in ambulanza tra gli ospedali dell’area metropolitana bolognese (compreso Imola), coordinati dalla Centrale Operativa Trasporti Inter-ospedalieri, che opera in stretto collegamento con quella 118. In particolare sono 11 mila i trasporti inter-ospedalieri che riguardano pazienti assistiti dalle Reti tempo dipendenti.

A rispondere alle chiamate di soccorso è il team specializzato di 55 infermieri, 5 dei quali coordinatori, che si alternano nelle 16 postazioni di lavoro multimediali. In 6 secondi l’operatore della Centrale è in linea e sulla base di un protocollo di intervista, della propria competenza professionale e di parametri di valutazione oggettivi come l’innovativo SMS locator (utilizzato 614 volte nel 2019 rispetto ai 420 del 2018), identifica il luogo della chiamata, la gravità della richiesta di aiuto e dispone l’invio dei mezzi appropriati e più vicini. In particolare, nei casi di patologie tempo dipendenti, la Centrale identifica la patologia, sulla base di protocolli scientifici (come la scala di Cincinnati per riconoscere l’ictus), la dinamica dell’evento traumatico, preallerta l’ospedale di riferimento, fornisce le istruzioni per la rianimazione precoce (avvenuto in 378 casi), attivando anche, nei casi di arresto cardiaco, i cosiddetti first responder, cittadini disponibili ad intervenire per le iniziali manovre rianimatorie, collegati alla Centrale grazie alla App Dae RespondER.

La Centrale, realizzata nel 2014 e in rete con le altre Centrali 118 in Regione (Emilia Ovest, Romagna), gestisce tutte le chiamate di soccorso dai territori di Bologna, Ferrara, Imola e Modena, e coordina gli interventi di 134 mezzi di soccorso, fra i quali anche 2 elicotteri, 1 dei quali in grado di volare di notte. 
253 le missioni notturne dell’elisoccorso nel 2019 in tutta la Regione, 197 quelle che hanno riguardato le provincie di Bologna, Ferrara e Modena.
La Rete Stroke Metropolitana
A due anni dall’avvio della rinnovata Rete Stroke Metropolitana, che vede la centralizzazione presso l’Ospedale Maggiore di tutti i pazienti con ictus candidati a terapie di riperfusione tempo-dipendenti (trombolisi e trombectomie), la maggiore efficienza della rete non si à fatta attendere.
Nel 2019, infatti, sono stati 350 i pazienti sottoposti, in tempi brevissimi, ai trattamenti di ripefusione, utili a sciogliere il trombo che ostruisce l’arteria cerebrale interessata, scongiurando gravi disabilità e in alcuni casi, anche la morte della persona. In particolare sono state effettuate 267 trombolisi e 162 trombectomie. I soli trattamenti endovascolari di trombectomia meccanica hanno visto un incremento del 24% rispetto al 2018. Nel 2017, prima della riorganizzazione della Rete Stroke, i trattamenti di ripefusione erano stati di 137 trombolisi e 57 trombectomie.  Attualmente, la Rete Stroke bolognese è tra i principali centri italiani per volumi di attività.

1.500 i casi di ictus ischemico che si verificano ogni anno nell’area metropolitana, 1.200 quelli che afferiscono all’Ospedale Maggiore (una media di 23 alla settimana, circa l’80% portati dal 118). 850 di questi vengono ricoverati presso la Neurologia e Stroke dell’Ospedale Maggiore. Ogni paziente oltre a una assistenza clinica dedicata (offerta dai neurologi) ed assistenziale (infermieri, OSS, fisioterapisti, logopedisti), può avvalersi di un fisiatra e un cardiologo dedicati, oltre a consulenze specialistiche fondamentali (neurochirurgo, chirurgo vascolare, neuroradiologo, infettivologo). L’approccio multidisciplinare, infatti, è un punto chiave dell’efficacia delle Stroke Unit.

Nel 2019, la Rete Stroke Metropolitana, nei pazienti sottoposti a trombolisi endovenosa, ha registrato, a 3 mesi di distanza dall’intervento, un tasso di mortalità del 4.5% a fronte del 5.5% su scala nazionale e del 6.6% del registro internazionale SITS-ISTR. Nei pazienti, sottoposti ad un intervento di trombectomia, la mortalità a 3 mesi è stata invece del 5.4% rispetto al 8% dei centri italiani e del 11% del registro internazionale SITS.

Punti di forza della Rete Stroke Metropolitana sono la piena sinergia e collaborazione tra la  Neurologia e Stroke Unit dell’Ospedale Maggiore, parte integrante dell’ISNB, la Neuroradiologia interventistica, diretta da Luigi Simonetti, la Centrale Operativa 118 Emilia Est e il Pronto Soccorso.
Per i pazienti ricoverati che presentano disabilità importanti, negli ambiti delle funzioni sensitivo-motorie, cognitive e psicologiche sono assicurati percorsi riabilitativi dedicati di recupero presso le Medicine Riabilitative del Maggiore, del Policlinico di S.Orsola, degli ospedali di San Giovanni in Persiceto, Bentivoglio, Porretta Terme e di Villa Bellombra.
La Rete per l’Arresto Cardiaco
Nel 2019 sono state 36 le vite salvate da arresto cardiaco, pari al 20% dei casi (184 persone), il doppio della percentuale europea, con un incremento del 2% rispetto al 2018. In costante aumento anche gli interventi di rianimazione cardiopolmonare eseguiti da cittadini. Nel 30% dei casi (55), infatti, i cittadini sono arrivati prima dei mezzi di soccorso, guidati dalla Centrale Operativa 118, con un incremento, rispetto al 2017, del 2%. La virtuosa collaborazione tra la Centrale Operativa 118, i mezzi di soccorso e i cittadini, possibile grazie alla sempre più diffusa partecipazione ai corsi di formazione BLSD e all’utilizzo dell’App DAE RespondER, ha sensibilmente aumentato i casi in cui è stato possibile anticipare le manovre  rianimatorie, intervenendo così su ritmi cardiaci defibrillabili. Nel 2019 la percentuale di pazienti dimessi vivi dopo un arresto cardiaco è salita al 72% (26 pazienti), contro il 57% del 2018 (21 pazienti).  
DAE RespondER, l’App che attiva i soccorsi
DAE RespondER è la prima App in Italia completamente integrata con le 3 Centrali Operative 118 della Regione, per allertare i soccorritori volontari in caso di potenziali arresti cardiaci. Sono 2.006 i cittadini in provincia registrati ad oggi,  771 dei quali a Bologna, 8.341 in Regione. Nel 2019, nella provincia di Bologna, 66 cittadini allertati dalla App si sono resi disponibili ad intervenire. Nel 20% dei casi i first responder hanno raggiunto il luogo dell’evento prima dei mezzi di soccorso 118, anticipando così le manovre rianimatorie.
5 le persone salvate grazie all’App DAE RespondER.

Pronto Blu, la rete dei soccorritori non sanitari

Oltre 1.600 i soccorritori non sanitari addestrati e costantemente aggiornati alle manovre di rianimazione con il defibrillatore attraverso una rete di 13 centri di formazione, autorizzati dall’Azienda Usl di Bologna e coordinati nell’ambito dello progetto Pronto Blu. Alla rete dei soccorritori laici partecipano anche i 19 taxi di COTABO con defibrillatore a bordo, intervenuti 11 volte nel 2019.

La Rete per l’Infarto
343 pazienti trattati con angioplastica primaria nel 2019, fanno della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore il primo Laboratorio di Emodinamica in Regione e il quinto in Italia. La storia attuale della Rete per l’Infarto è già quella di un sistema maturo, efficiente ed efficace che ha al suo centro l’Unità di Terapia Intensiva e i Laboratori della Cardiologia dell’Ospedale Maggiore.
Oggi la Terapia Intensiva accoglie oltre il 92% delle persone con infarto, indipendentemente dall’età. Nella quasi totalità sono sottoposte ad una rapida angioplastica primaria per via radiale, riducendone la mortalità in ospedale a poco più del 7%. Tradotto in vite salvate, dall’avvio della Rete la progressiva riduzione della mortalità ha consentito ad almeno 24 pazienti in più di sopravvivere e di ritornare rapidamente a casa senza gravi danni.
Riaprire prima possibile una coronaria chiusa dal trombo infartuale non solo riduce il danno cardiaco, ma molto spesso salva la vita. Già da tempo l’angioplastica primaria ha dimostrato di farlo molto meglio dei farmaci trombolitici ed in un numero ben più ampio di pazienti, ma richiede disponibilità di risorse, competenze ed un’efficiente organizzazione che consenta una diagnosi tempestiva e un rapido trasporto al centro dove è possibile questo trattamento.
Per queste ragioni, nel 2003 è nata proprio a Bologna, prima in Italia, la Rete Interospedaliera per l’Infarto. Una Rete che ha fatto scuola, in grado di garantire la riperfusione all’80% delle persone colpite da infarto con una riduzione della mortalità ospedaliera di circa il 30% già nei primi due anni dalla sua attivazione (nel 2002 il tasso di mortalità ospedaliera era il 17%, due anni più tardi era sceso al 12.3%). 

La Rete per i Traumi
Nel 2019 sono stati 1.867 i pazienti assistiti dal Trauma Center dell’Ospedale Maggiore, tra i primi in Italia per volumi di attività e complessità dei casi trattati, in costante aumento nel corso degli ultimi anni (1.754 nel 2018). I casi di alta gravità (codici Rossi) sono oltre 500, con una media superiore ad 1 trauma grave al giorno. Il 60% di questi pazienti, 300, viene ricoverato in Rianimazione.
I pazienti con traumi più complessi da trattare sono quelli che presentano una grave emorragia in atto o una lesione cranica. Soprattutto per loro è fondamentale, quindi, un forte coordinamento tra tutti gli attori della catena della sopravvivenza del Trauma, dalla scena dell’evento nella fase pre-ospedaliera, al trasporto, alle prime fasi di diagnosi e trattamento.
Per bloccare l’emorragia, nei casi più critici, l’intervento chirurgico di toracotomia resuscitativa, l’apertura del torace per consentire il massaggio cardiaco diretto, viene effettuato nella emergency room in Pronto Soccorso, per anticiparne i tempi e aumentarne l’efficacia. 
L’Ospedale Maggiore, inoltre, è tra le prime realtà in Italia in grado di trattare alcune tipologie di emorragia con la tecnica REBOA, che prevede l’inserimento attraverso l’arteria femorale di un catetere dotato di un palloncino che gonfiandosi all’interno dell’aorta, il principale vaso sanguigno del nostro corpo, consente di controllare temporaneamente l’emorragia in vista dell’intervento chirurgico. Recentemente, per la prima volta in Italia, questa tecnica è stata effettuata con successo al di fuori dell’ospedale, direttamente sul luogo dell’evento traumatico, dall’equipe dell’elisoccorso 118.

I pazienti con trauma che necessitano di trattamento chirurgico urgente, vengono condotti dal 118 direttamente in Sala Operatoria, by passando il Pronto Soccorso. Accesso diretto reso possibile grazie alla virtuosa combinazione di professionalità, tecnologia, comunicazione e integrazione: professionalità per la capacità clinica del 118 di identificare il paziente giusto, tecnologia, in quanto l’utilizzo dell’ecografia già sul luogo dell’evento traumatico da parte del 118 permette di anticipare la diagnosi; comunicazione e integrazione in quanto grazie all’allertamento precoce da parte del 118, il team multidisciplinare che accoglie il paziente traumatizzato, composto da medici e infermieri, accoglie il paziente direttamente in sala operatoria, insieme al team chirurgico. Quando il paziente arriva in elisoccorso, dalla pista di atterraggio sul tetto dell’edificio D del Maggiore, attraverso ascensori dedicati, viene portato direttamente in sala operatoria. Tutto ciò permette di guadagnare circa 30-45 minuti. Nel 2019, 5 pazienti con emorragia critica traumatizzati hanno potuto usufruire di questo percorso diretto, tutti sopravvissuti.





Gaggio Montano ha scuole e il centro sportivo rinnovati

Tre anni di lavoro e due milioni di investimento. Scuole primarie e secondarie impianti sportivi ecosostenibili, accessibili e sicure

di Carmine Caputo

Oggi, sabato 18 gennaio, a partire dalle 10, saranno inaugurate a Gaggio Montano diverse strutture: il plesso scolastico che comprende le scuole primaria e secondaria, la piscina coperta e gli adiacenti campi sportivi.
Il programma prevede una relazione sui lavori svolti da parte della sindaca Maria Elisabetta Tanari, la proiezione di un filmato illustrativo e a seguire gli interventi del dirigente scolastico Carmelo Adagio, del geometra Maurizio Sonori dell’Ufficio tecnico del Comune di Gaggio Montano, dell’architetto Andrea Lotti e dell’amministratore della Ditta Effe Gi Impianti che ha eseguito i lavori, Gabriele Vitali.


Il ciclo di lavori che sarà presentato ha avuto inizio nel 2016 e ha visto complessivamente investiti circa 2 milioni e 200 mila euro, finanziati in parte dal Comune, in parte dalla Regione Emilia-Romagna con i fondi POR-FESR e in parte dal ministero che tramite la Cassa Depositi e Prestiti con mutui a tassi agevolati. La scuola, la palestra e la piscina coperta sono state adeguate in chiave antisismica, abbattute le barriere architettoniche e reso l’immobile a prova di incendio.
Da un punto vista energetico, poi, il plesso può vantare la classe A++: praticamente si tratta di immobili a consumo energetico zero. Per ottenere questo risultato sono stati installati infissi di nuova generazione, un cappotto esterno, un sistema di riscaldamento tramite pompa di calore, alimentata da un impianto fotovoltaico da 19 KW che ha permesso di smantellare le vecchie caldaie. La temperatura di ogni sala è controllabile da remoto, per garantire in qualunque momento un microclima interno ottimale. Oltre alla piscina coperta, che si scopre in estate (unica in Appennino) il centro sportivo permette poi di praticare all’aperto o al coperto praticamente ogni disciplina: calcio, pallacanestro, palla a volo, pattinaggio, beach volley.



venerdì 17 gennaio 2020

Attenzione ai truffatori.

Attenzione ai 'nuovi truffatori': si presentano alla porta delle vittime con tanto di tesserino di riconoscimento da Carabiniere ( ovviamente falso ), informano di alcuni furti in zona e dicono di aver già arrestato i 'ladri', chiedono quindi alle vittime di verificare se a loro non è stato rubato nulla. Le vittime, ignare delle truffa, preoccupate corrono a verificare sei nei nascondigli di casa mancano denaro o preziosi. Indicano così ai delinquenti dove agire e mentre uno parla dello scampato pericolo l'altro arraffa a colpo sicuro. Diversi casi sono già stati denunciati a Bologna.
Davvero la fantasia per trovare sempre nuovi modi per turlupinare il prossimo non ha limiti.

A Pian di Venola arrivano 'Le 6 arti' di Monica Tonelli

Riceviamo




A Casalecchio di Reno una mostra sulle donne deportate inaugura le iniziative per il Giorno della Memoria

di Massimiliano Rubbi 


Inaugura martedì 21 gennaio nell'Atrio di Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno "'Non potevamo non fare niente'. La Resistenza della famiglia Baroncini", una mostra fotodocumentaria che ricorda le vicende di 130.000 donne, da oltre 40 nazioni, deportate nel campo di concentramento nazista di Ravensbrück, a nord di Berlino.
La mostra dedica un'attenzione particolare alla famiglia Baroncini di Bologna, che ha pagato un tributo altissimo alla lotta contro il nazifascismo: Adelchi Baroncini, la moglie Teresa Benini e le figlie Jole, Angela e Nella furono tutti arrestati dalla Gestapo il 24 febbraio 1944 per aver stampato clandestinamente pubblicazioni e volantini politici antifascisti, e poi trasferiti a Fossoli per la deportazione in Germania. Adelchi morì nel lager di Mauthausen, mentre le quattro donne furono deportate a Ravensbrück, da cui solo Angela e Nella riuscirono a tornare. Proprio pochi giorni fa il Comune di Bologna ha dedicato ai membri della famiglia Baroncini cinque Pietre d'inciampo (Stolpersteine), collocate davanti alla loro casa di via Rimesse 25.
La mostra, allestita in collaborazione con ANED - Associazione Nazionale Ex Deportati Bologna, sarà visitabile liberamente fino a venerdì 31 gennaio, negli orari di apertura di Casa della Conoscenza, da martedì a venerdì 9.00-19.30 e sabato 9.00-19.00; su richiesta sarà possibile acquistare il catalogo della mostra.
Tra le altre iniziative per il Giorno della Memoria 2020, il ciclo di quattro incontri di formazione "Rafforzare la memoria per valorizzare e applicare la Costituzione", curato da ANPI Casalecchio di Reno e Percorsi di Pace e rivolto a insegnanti e non solo.
Il primo appuntamento, "Perché fare memoria", con Elena Monicelli (Scuola di Pace di Monte Sole) e Cinzia Venturoli (Università di Bologna), è in programma domani, sabato 18 gennaio dalle 9 alle 12, presso la Casa per la Pace "La Filanda" di Casalecchio di Reno; la partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria a sgarzura@gmail.com.



Raffaele Donini a Tignano Roma di Sasso Marconi

Riceviamo



A Casalecchio di Reno, benedizione degli animali e polentata

di Mauro Ungarelli

Il Comune di Casalecchio di Reno, in collaborazione con il servizio Casalecchio delle Culture e con la Parrocchia dei SS. Antonio e Andrea di Ceretolo, organizzano “Casalecchio città amica degli animali”, l’annuale benedizione dei nostri amici a più gambe, in occasione della festa di S. Antonio Abate.

Alle 16.30 di oggi, venerdì 17 gennaio, nel sagrato della Chiesa dei SS Antonio e Andrea, a Ceretolo, si terrà la Benedizione degli animali cui seguiranno, all’interno della chiesa, a partire dalle 17, le letture tratte da “Un’amicizia coi baffi. Storie di Santi e dei loro animali” di Felice Rossetti (Porziuncola edizioni 2011) e da “Storia della gatta Emèline e di Frate Francesco che le insegnò l’amore” di Giuseppe Caffulli con le illustrazioni di Marina Cremonini (Terra Santa edizioni 2016).

Alle 18.30 si terrà la Santa Messa Solenne di S. Antonio cui seguirà alle 19.30, negli spazi parrocchiali, la tradizionale polentata di S. Antonio (info e prenotazioni: cell. 333 2436922).

Giuseppe Verdi: l'Italia è servita in una conferenza a Casalecchio di Reno


Una figura cruciale tra cultura e storia nella conferenza di Marco Raspanti

di Massimiliano Rubbi

Una vita durata ben 88 anni, nella quale, come pochi altri nel suo tempo, ha potuto contribuire nel ruolo di figura culturale al verificarsi di eventi storici irripetibili: è da questa prospettiva che Marco Raspanti inquadrerà uno dei più grandi compositori di ogni tempo nella conferenza "Giuseppe Verdi: l'Italia è servita. La colonna sonora d'Italia, in carrozza tra Risorgimento e Belle Epoque", in programma oggi, venerdì 17 gennaio, alle 17, in Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno.

Verdi nacque a Busseto nel 1813, nei mesi delle ritirate napoleoniche dal Ducato di Parma, e morì a Milano nel 1901, pochissimi anni prima della Grande Guerra: lungo tutto il XIX secolo la sua figura affiancò la travagliata rinascita del nostro Paese, dal periodo risorgimentale al Regno d'Italia, di cui fu deputato nel primo parlamento unitario e poi senatore dal 1874 alla morte (sotto tre diversi sovrani), in un collegamento tra evoluzione musicale e storica di cui Raspanti evidenzierà i momenti più importanti.
La conferenza, curata dall'Associazione Amici della Primo Levi – Valle del Reno in collaborazione con la Biblioteca C. Pavese, è a ingresso libero e con diretta streaming sul canale Youtube di Casa della Conoscenza, nel quale resterà successivamente disponibile la videoregistrazione.

Marco Raspanti, nato nel 1974 e diplomato in corno al Conservatorio nel 1996, da circa 20 anni affianca all'insegnamento musicale delle scuole medie la divulgazione tra gli adulti della cultura musicale, con particolare predilezione per quella lirica e operistica; accompagnandosi al pianoforte o con filmati ha condotto circa 500 incontri a tema, dal periodo pre-rossiniano al verismo di Puccini e Mascagni.

Dazi Usa su vino, olio e pasta, Prandini scrive ai commissari dell'Unione Europea

Con la conclusione il 13 gennaio della procedura di consultazione avviata dal Dipartimento del Commercio (USTR) degli Usa sulla nuova lista allargata sui prodotti Ue da colpire scade l’ultimatum sui nuovi dazi da applicare anche ai cibi base della dieta mediterranea Made in Italy contro i quali il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha scritto ai commissari Ue all’agricoltura Janusz Wojciechowski e al commercio Phil Hogan in vista della missione a Washington DC. 
Lo rende noto la Coldiretti nel precisare che sotto attacco ci sono tra l'altro a vino, olio e pasta Made in Italy oltre ad alcuni tipi di biscotti e caffe esportati negli Stati Uniti per un valore complessivo di circa 3 miliardi.
Coldiretti apprezza gli sforzi messi in campo per cercare di bloccare la disputa commerciale con l’amministrazione Usa, che speriamo possano avere esito positivo, ma vorremmo sottolineare la necessità che la Commissione europea agisca il più rapidamente possibile al fine di evitare ulteriori escalation delle misure di ritorsione che gli Stati Unitistanno minacciando di applicare” scrive Prandini nel precisare che “questa non sarebbe la prima volta che gli agricoltori subiscono penalizzazioni da dispute geopolitiche che non sono direttamente connesse con la loro attività”. Il presidente della Coldiretti chiede pertanto a Bruxelles “di trovare risorse sufficienti e misure di compensazione per gli agricoltori” che in Italia stanno già soffrendo gli effetti dei dazi aggiuntivi del 25% entrati in vigore il 18 ottobre 2019 che hanno colpito per un valore di mezzo miliardo di euro prodotti come Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Gorgonzola, Asiago, Fontina, Provolone ma anche salami, mortadelle, crostacei, molluschi agrumi, succhi e liquori come amari e limoncello.
Con la nuova black list Trump minaccia di aumentare i dazi fino al 100% in valore e di estenderli a circa i 2/3 del valore dell’export del Made in Italy agroalimentare in Usa che è risultato pari al 4,5 miliardi in crescita del 13% nei primi nove mesi del 2019. Il vino con un valore delle esportazioni di quasi 1,5 miliardi di euro in aumento del 5% nel 2019 è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 436 milioni anch’esse in aumento del 5% nel 2019 ma a rischio è anche la pasta con 305 milioni di valore delle esportazioni con un aumento record del 19% nel 2019 secondo l’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi nove mesi dell’anno. Se entrassero in vigore dazi del 100% ad valorem sul vino italiano una bottiglia di prosecco venduta in media oggi al dettaglio in Usa a 10 dollari ne verrebbe a costare 15, con una rilevante perdita di competitività rispetto alle produzioni non colpite.
Una eventualità devastante per il Made in Italy agroalimentare che mette a rischio il principale mercato di sbocco dei prodotti agroalimentari Made in Italy fuori dai confini comunitari e sul terzo a livello generale dopo Germania e Francia” conclude Prandini nel sottolineare che “l’Unione Europea ha appoggiato gli Stati Uniti per le sanzioni alla Russia che come ritorsione ha posto l’embargo totale su molti prodotti agroalimentari, come i formaggi, che è costato al Made in Italy oltre un miliardo in cinque anni ed è ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli Usa.”
Il braccio di ferro tra Usa e Unione Europea si riferisce alla disputa nel settore aereonautico che coinvolge l’americana Boeing e l’europea Airbus dopo che il Wto ha autorizzato gli Usa ad applicare un limite massimo di 7,5 miliardi di dollari delle sanzioni alla Ue. Per l’Italia al danno si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi Usa nonostante l’Airbus sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna e Gran Bretagna.

Commercianti: estensione applicazione indennizzo per cessata attività

Da Dubbio

La legge 2 novembre 2019, n. 128, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, ha esteso l’ambito di applicazione delle disposizioni sull’indennizzo per cessazione attività commerciale.
Con la circolare INPS 13 gennaio 2020, n. 4, l’Istituto comunica che possono presentare domanda di indennizzo anche i commercianti che abbiano cessato definitivamente la propria attività dal 1° gennaio 2017 purché, al momento della presentazione della domanda, siano in possesso dei requisiti necessari.

La circolare, inoltre, fornisce le indicazioni per il riesame delle domande di indennizzo non accolte con l’unica motivazione di aver cessato l’attività in data antecedente il 1° gennaio 2019.
Relativamente a requisiti, condizioni di accesso, modalità di presentazione della domanda, importo del trattamento e incompatibilità restano ferme le istruzioni già fornite con la circolare INPS 24 maggio 2019, n. 77.