giovedì 28 maggio 2026

Sasso Marconi, Radicchi: “Potature dei pini da verificare. Il verde urbano è un bene collettivo”

 



Egregio Sindaco di Sasso Marconi,
Spettabile Amministrazione comunale,


premesso che “a ognuno il proprio mestiere” e che il sottoscritto non è né è mai stato un arboricoltore, da cittadino e frequentatore abituale della città non ho potuto fare a meno di notare la recente potatura di alcuni bellissimi Pinus pinea, situati in parte lungo via Nuova dei Campi e in parte in via dell’Artigiano, all’interno di un’area privata recintata.

Dopo essermi confrontato con professionisti del settore arboricolo, l’impressione emersa è che gli alberi siano stati trattati senza la necessaria attenzione nei confronti del loro corretto sviluppo e del loro benessere vegetativo.



Ritengo inoltre che la collocazione delle piante in un’area privata non possa sollevare l’Amministrazione comunale da controlli, verifiche ed eventuali provvedimenti, anche successivi all’intervento, considerando che i servizi ecosistemici garantiti dal verde urbano rappresentano un beneficio per l’intera comunità, indipendentemente dalla presenza di recinzioni o confini di proprietà.

Chiedo pertanto all’Amministrazione chiarimenti in merito alla procedura seguita, alle valutazioni tecniche effettuate e alle eventuali iniziative che si intendano adottare qualora venisse confermato un giudizio negativo sulla qualità del lavoro eseguito.

Rimango a disposizione per un cortese riscontro, precisando fin d’ora che, per correttezza e trasparenza, tale risposta verrà inoltrata anche al Blog di Fabbriani, destinatario in copia della presente.

Cordiali saluti.

Ubaldo Radicchi

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se le immagini ritraggono i pini domestici c'è da mettersi le mani nei capelli. In sintesi, l'intervento è stato effettuato da incompetenti in stile talebano.

Anonimo ha detto...

Tanto per cominciare ci sono periodi precisi in cui si puo' potare, negli altri no. Inoltre la potatura di questi alberi, a prima vista, sembra veramente eccessiva.