mercoledì 23 agosto 2017

Maggiore, sputi agli infermieri e botte agli agenti: nei guai 49enne.

Era stato ricoverato ubriaco fradicio. Dopo essere stato dimesso ha dato in escandescenza perchè non trovava più il suo portafoglio. Un poliziotto è rimasto ferito e l'uomo ha ritrovato il 'catuino' nel suo zaino. Probabilmente non aveva ancora smaltito la sbornia.  


Era stato accompagnato al Pronto Soccorso a causa della pesante sbornia, ma un cittadino marocchino di 49 anni, con regolare permesso di soggiorno, infine è stato denunciato per lesioni personali, minacce e sanzionato per ubriachezza manifesta.  

E' accaduto ieri sera a mezzanotte all'Ospedale Maggiore: l'uomo dopo essere stato dimesso ha dato in escandescenza nel parcheggio delle ambulanze poichè non trovava il suo portafoglio, così ha insultato e minacciato gli infermieri e molestato i pazienti. 
Gli agenti di Polizia giunti sul posto hanno tentato di riportarlo alla calma, ma il 49enne, con precedenti per resistenza a pubblico ufficiale, non ne voleva sapere e li ha colpiti con calci e pugni. Uno di loro ha riportato una prognosi di 7 giorni. Il portafoglio è stato rinvenuto nel suo stesso zaino. ( da Bologna Today)




Rifiuti: in Emilia Romagna 91 ton da sorgenti luce. La regione è terza in Italia nei primi sei mesi del 2017

Da ANSA

Delle 1.593 tonnellate di Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) raccolte dal consorzio Ecolamp sul territorio nazionale nei primi 6 mesi dell'anno, 687 provengono da apparecchiature di illuminazione, elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici giunti a fine vita (R4), mentre le rimanenti 906 appartengono a sorgenti luminose come lampade fluorescenti compatte, tubi al neon e led (R5). Il totale della raccolta svolta in Emilia-Romagna è di 91 tonnellate, risultato che colloca la regione in terza posizione nella raccolta nazionale di Raee R5 gestita da Ecolamp. In testa c'è la provincia di Bologna con 23 tonnellate, seconda è Rimini con 12 tonnellate, terza Reggio Emilia con circa 11 tonnellate.
    Fuori dal podio Piacenza e Modena, con circa 10 tonnellate a testa, mentre Parma sfiora le 9 tonnellate. Le ultime tre posizioni nella regione sono occupate da Forlì-Cesena (7 tonnellate), Ferrara (5 tonnellate) e Ravenna, con più di 4 tonnellate di rifiuti R5.
   

Presi due 'venditori ambulanti' di droga.


Due giovani italiani, fermati per un controllo si 'impapinano' e alimentano il sospetto che avessero qualcosa da nascondere. Infatti avevano da nascondere un bel po' di droga. Erano probabilmente impegnati in un 'giro di consegne' e il 'giro' era probabilmente lungo vista la quantità di 'merce' che trasportavano.
Il fatto è successo ieri sera, durante il controllo di un’Audi A1 che i Carabinieri di Bologna avevano fermato tra via Stalingrado e via Livio Zambeccari. Alla vista dei militari, che si erano avvicinati per verificare la correttezza dei documenti di guida e di circolazione, i due soggetti, autista trentanovenne e passeggero trentatreenne, hanno iniziato inspiegabilmente ad agitarsi. I militari si sono insospettiti e forti dell’esperienza maturata sul campo, hanno capito subito che i due trasportavano qualcosa d’illecito. La tesi dei due Carabinieri è stata confermata dal ritrovamento di 114 grammi di cocaina racchiusi in un “panetto” di plastica e sette mazzette di denaro, in banconote di vario taglio, per un importo complessivo di 54.000 euro nascosti, “come da manuale”, nell’alloggiamento della ruota di scorta. Il tutto va aggiunto ad altri 635 euro che il trentanovenne aveva in tasca e un'altra dose di cocaina del peso di 2 grammi, nascosta nella portiera dell’auto.
Considerato che i due soggetti abitano in zona “Lame” a Bologna, i Carabinieri hanno proseguito il controllo con una perquisizione domiciliare che è terminata col ritrovamento di altri 19.250 euro in contanti, 32 grammi di marijuana, 32 grammi di hashish, una bilancia di precisione, una macchina per contare i soldi e altri oggetti finalizzati al confezionamento di sostanze stupefacenti.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, i due narcotrafficanti, disoccupati e gravati da precedenti di polizia, sono stati tradotti in carcere.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

Casalecchio di Reno. Tre persone arrestate per tentato furto.


Nella giornata di ieri, a Casalecchio di Reno, i Carabinieri della Compagnia di Bologna Borgo Panigale, hanno arrestato tre persone.
Non è più neppure consigliabile essere gentili. Una signora di Casalecchio di Reno ha educatamente risposto a chi le chiede indicazioni e come ringraziamento è stata rapinata è finita all'ospedale per le ferite riportate nel tentativo di difendere la sua collana. Il rapinatore, un trentaduenne italiano che, per il pronto intervento dei Carabinieri, nei pressi perchè impegnati in un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, è finito in manette con l’accusa di rapina impropria ai danni di una cinquantottenne del luogo.
Il fatto è ’ successo alle 14:45 circa di ieri, in via Giuseppe Garibaldi, all’altezza di via Tripoli. L’uomo, dopo essersi avvicinato alla donna di 58 anni con la scusa di avere delle indicazioni stradali, ha tentato di sfilarle una collana dotata di un ciondolo, ma vistosi scoperto e non riuscendo nell’intento, è passato alle maniere forti: le ha contorto un braccio costringendola piegarsi e a facilitare la rapina. L'uomo, prima di darsi alla fuga, è riuscito a strapparle il ciondolo. Le urla della donna sono state sentite da un’altra signora del luogo che è accorsa e ha cercato di aiutare la vittima fino all’arrivo di una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Bologna Borgo Panigale. I militari hanno trovato il ladro e lo hanno identificato nel trentaduenne italiano, mentre la vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna, da dove, una volta medicata, è stata dimessa con una prognosi di tre giorni per “Contrattura del rachide cervicale. Stato d’ansia reattivo”. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, il malvivente è stato tradotto in carcere.

I protagonisti di un secondo tentativo di furto sono stati ventunenne kosovaro e un minorenne, arrestati per tentato furto aggravato in abitazione e porto ingiustificato di strumenti da scasso.

Il tentativo è avvenuto ieri alle 22 circa, in via Pietro Micca, quando la Centrale Operativa del 112 ha ricevuto la telefonata con cui un cittadino riferiva di aver notato, guardando dallo spioncino del portone, due persone sospette, situate nel pianerottolo condominiale, che stavano tentando di aprire la porta del suo vicino di casa, assente per le ferie estive. 
La notizia è stata diramata a una pattuglia dell’Arma di Anzola Emilia che, trovandosi in zona per l’espletamento dei citati servizi di contrasto ai reati predatori, ha raggiunto l’edificio condominiale di via Pietro Micca in pochi istanti. I due ladri, infatti, non si sono accorti di nulla e all’arrivo dei Carabinieri l’arresto è stato immediato. 
Il ventunenne è rimasto in caserma, in attesa di comparire in Tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto, mentre il minorenne è stato accompagnato presso una struttura per minori.



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna




A Scola di Grizzana Morandi, Bill Homes e il il Melissa Stott Quartet.


Il gruppo di La Sculca, associazione culturale che ha 'adottato' il borgo medievale di La Scola a Grizzana Morandi, informa:


Venerdì prossimo, 25  agosto, alle 17, presso la sede dell'associazione, nel civico 2 di La
Scola, Bill Homes presenterà il suo ultimo libro
'Da Riola a Montovolo - Arte ed architettura lungo la via dei sassi'.

Sabato 26, alle 21, nella piazzetta di La Scola, si terrà il quarto  appuntamento musicale della stagione:
Concerto del 'Melissa Stott Quartet' - una serata di jazz sotto le stelle.


 Maggiori informazioni, ma anche video, interviste e foto degli eventi passati , si possono trovare sul sito www.borgoscola.net

 


A Monzuno presentazione del volume 'LUNGO IL SAVENA... DI CHIESA IN CHIESA '

Il Gruppo di Studi SavenaSettaSambro informa


Domenica prossima, 27 agosto, alle 18 nella sala della biblioteca di Monzuno verrà presentato |il volume LUNGO IL SAVENA... DI CHIESA IN CHIESA di don Orfeo Facchini, frutto di una approfondita  ricerca che lo impegnato per nove anni.


 

martedì 22 agosto 2017

Una App per accedere a WiFi°Italia°it e restare connesso

Marco segnala
Una App per smartphone, un unico sistema di accesso e la possibilità di connettersi alla rete wi-fi gratuitamente usufruendo dei servizi che le realtà territoriali offrono. Decolla così il progetto WIFi°Italia°it, che consentirà già da questa estate a cittadini e turisti di connettersi  e navigare in rete in modo semplice.
A distanza di un anno dal protocollo firmato dal Mise insieme a Mibact e Agid, si sta intensificando il processo che consente di  federare le reti pubbliche e private per avere un unico e semplice sistema di accesso alla rete wifi; far crescere la rete nei luoghi del turismo e della cultura; sfruttare le reti esistenti per arricchire di dati l’ecosistema del turismo. Il progetto è aperto a soggetti privati e enti pubblici dotati di una propria rete.
Al momento sono stati sottoscritti protocolli d’intesa tra Mise e le Regioni Emilia Romagna, Toscana e la provincia di Trento, mentre nelle scorse settimane sono partiti progetti pilota a Roma, Milano, Firenze, Prato, Bari e la zona del Polesine in Veneto. Sarà sufficiente, a partire da oggi, scaricare la APP , registrarsi, navigare automaticamente nei punti di accesso alla federazione di reti WiFi°Italia°it ed usufruire di contenuti e servizi dell’ecosistema Turismo che via via saranno messi a disposizione.
Il convegno “WiFi°Italia°it una rete per fare rete”, organizzato oggi a Roma presso lo Spazio Europa della Commissione Europea, è stato anche l’occasione per avviare una collaborazione tra l’Italia e la Commissione europea che nelle prossime settimane dovrebbe portare alla firma di un protocollo d’intesa. WiFI°Italia°it rientra infatti nel progetto comunitario WiFi4EU volto a creare un mercato unico digitale offrendo wi-fi gratuito per gli europei. Obiettivo di  WiFi4EU è quello di offrire accesso a Internet di alta qualità a residenti e visitatori in tutta l’Europa nei principali centri della vita comunitaria.
Ancora una volta, così come con il 5G, l’Italia fa da apripista in Europa – ha dichiarato il sottosegretario allo Sviluppo Economico Antonello Giacomelli – e avvia la costruzione di una rete federata nazionale che potrà essere il primo tassello del mosaico per l’individuazione di una rete federata europea in grado di abbattere gli ostacoli digitali tra i cittadini comunitari e accelerare l’utilizzo della rete e dei servizi digitali”.
Roberto Viola, direttore della DG Connect della Commissione europea, si è detto lieto “di annunciare oggi l’inizio della collaborazione tra l’Italia e la Commissione europea per creare sinergie tra l’iniziativa Wi-Fi-Italia e quella di WiFi4EU dell’Unione europea, una collaborazione pragmatica che renderà i due progetti più efficaci. Perché condividiamo lo stesso obiettivo di mettere a disposizione del pubblico punti gratuiti di connettività Wi-Fi di alta qualità”.
La nuova app Wifi°Italia°It è uno strumento indispensabile per il turismo, settore in crescita esponenziale che può e deve essere governato tramite il digitale –  ha sostenuto il ministro dei Beni e Attività Culturali e Turismo, Dario FranceschiniIl Wifi può essere uno straordinario strumento per aiutare a promuovere un turismo diffuso, segnalando i siti sovraffollati e suggerendone altri in prossimità, e per fare sempre più dell’Italia una meta di un turismo colto, sostenibile e intelligente”.
Nel suo intervento il direttore generale di AgID, Antonio Samaritani, ha dichiarato che  “con WiFi°Italia°it nasce un’importante infrastruttura abilitante per lo sviluppo di nuovi servizi digitali. Un risultato concreto e una spinta all’attuazione della nuova strategia Ict di paese. Abbiamo posto le basi, ora continueremo il percorso di accompagnamento e supporto dei territori per la creazione di nuovi servizi per cittadini, imprese e turisti”.

lunedì 21 agosto 2017

Carbona di Vergato, panico durante i fuochi d'artificio: screzio rovina la festa.

Con la precisazione, “ e' normale di questi tempi che se su di un ponte c'e' la folla per assistere ad un evento non vi sia stato l'accorgimento di impedire il transito agli automezzi? Del resto quell'evento e' stato organizzato molto tempo prima. Quindi le autorita' locali avranno pure pianificato una strategia”, ci è stato inviato da un lettore l'articolo di Bologna Today ispirato dal racconto di  alcuni momenti di panico vissuti da una signora ieri sera: "Psicosi da attentato terroristico, il passaggio di un'auto sul ponte ha rovinato il momento clou della serata".


Non è accaduto nulla di grave nè di particolarmente allarmante, ma quei pochi momenti che dovevano essere di divertimento e stupore davanti ai fuochi d'artificio organizzati per la festa parrocchiale di Carbona, frazione di Vergato, per alcuni si sono trasformati in una sensazione di pericolo.
Come racconta una spettatrice degli eventi, una piccola folla si era raccolta sul ponte che attraversa il Reno per godere dello spettacolo pirotecnico, come accade un po' ogni anno. La visuale da lì è perfetta.
Proprio nel clou dei fuochi però un'auto ha attraversato il ponte 'forzando' la piccola folla e qualcuno deve aver dato qualche colpetto al cofano per redarguire l'autista. Si è scatenato così il panico, a causa anche degli ultimi fatti di Barcellona e delle modalità con cui i terroristi agiscono in luoghi di aggregazione; e uno dei due uomini che stavano all'interno del mezzo è uscito con atteggiamento aggressivo e ha avuto uno scontro con alcune persone. 
Sempre dal racconto di un paio di persone presenti, a quel punto sarebbero intervenuti i Carabinieri che si trovavano già sul luogo e l'auto è stata spostata dal ponte.






Escursione fino ai 'Balzi dell'Angelo Perduto'.

Il Csi Sasso Marconi propone, per domenica prossima, 27 agosto, una escursione fino al fresco dei Balzi dell'Angelo Perduto.




Elisabetta Di Natale: "Cari colleghi, verificate se il progetto di eolico di Gabbiano garantisce la sicurezza ?"

Il capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale di Monzuno, Elisabetta Di Natale ( nella foto) , ha presentato all'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese una mozione relativa al progetto di installazione di una pala eolica a Gabbiano di Monzuno con la quale chiede una verifica sul rispetto delle prescrizioni legali e regolamentari delle distanze di tale impianto dalle strade pubbliche. Se tali prescrizioni non sono rispettate la capogruppo fa intendere che ne dovrà conseguire ovviamente la 'bocciatura' del progetto. 

 

A Sasso Marconi si deciderà chi è la più bella del 'Reame Emilia'.


di Marco Pellegrini 

Concentrazione di bellezze emiliane, venerdì prossimo 25 agosto, a Sasso Marconi. La cittadina ospiterà infatti la finale di 'miss Emilia 2017' e chi si aggiudicherà il titolo parteciperà alle prefinali nazionali di miss Italia, che si terranno dal 27 al 30 agosto a Jesolo.

Le concorrenti che gareggeranno a Sasso Marconi dovranno affrontare diverse prove, dalle tradizionali sfilate in abito da sera alle coreografie di danza. L'appuntamento è nella piazza del capoluogo alle 21 e se dovesse piovere la finale è rimandata alla serata del giorno successivo, sabato 26 agosto.

 
Intanto Monzuno, a dimostrazione quanto il concorso sia apprezzato nelle valli di Reno e del Setta,  ha accolto  le  16 aspiranti al titolo di miss Italia, in gara per la rappresentanza regionale di miss Tricologica Emilia Romagna, e hanno sfilato in passerella e sul grande palco della festa di San Luigi, offrendo veri momenti di spettacolo con prove di talento delle reginette, alcune delle quali hanno dimostrato davvero grandi capacità artistiche, dai balli latini, alla recitazione, al canto, alle imitazioni.

Il sindaco di Monzuno, Marco Mastacchi, ha presieduto la giuria, di cui facevano parte anche Alessandro Ronny Ferretti, ex sindaco di Monghidoro, il dott. Fiorenzo Gabrielli ( segretario) , il consigliere comunale Gianluca Musolesi, il dott Luigi Balduini, la modella Aicha Gueye e gli imprenditori Ernesto Naldi e Loriana Manganelli.
Verso le 23.30 , con la musica che creava il giusto pathos, il presentatore ha  chiamato le ragazze, schierate sul palco,  una ad una, con la frase "per te miss Italia continua, per te miss Italia finisce”, chiamando le prime 7 più votate.

La scelta è ricaduta su Alma Hodzic ( nella foto) , 18enne piacentina studentessa di ragioneria con la passione per la moda, giunta alle regionali con la fascia di miss Mordano 2017, eletta miss Tricologica Emilia Romagna, titolo con il quale accede alle pre-finali nazionali di Miss Italia.
Al secondo posto la cesenate Giulia Franco, Miss Porretta Terme 2017, diplomata al linguistico.
Terzo gradino del podio per la studentessa Anna Mazzali, 18enne di Rolo (Re).


A seguire, quarta Marialaura de Vitis 19enne di Reggio Emilia; quinta miss Ferrara,  Valentina Marinelli di Lagosanto (Fe) , sesta la  bionda Daniela Serra, bravissima ballerina di Sala Bolognese, arrivata alle finali regionali con la fascia di miss Oro di Diamanti vinta a Zola Predosa.
Infine al settimo posto la ballerina e coreografa, Bianca Maria Malogioglio, 20enne di Rimini.

Ad oggi tra  le miss elette in possesso del pass per le prefinali di Jesolo, anche la bolognese Chiara Melandri, miss Bologna 2017 e miss Sport Emilia Romagna.

Nelle foto, gentilmente offerte da Alberto Agosta di Bologna, le miss elette a Monzuno





domenica 20 agosto 2017

Deltaplano azzurro per la nona volta sul tetto del mondo

La nazionale italiana di deltaplano vince il suo nono titolo mondiale e quinto consecutivo.



Riceviamo e con molto piacere riportiamo:

di Gustavo Vitali

Accrescono l'impresa degli azzurri la medaglia d¹argento di Alessandro Ploner di San Cassiano (Bolzano) ed il bronzo di Christian Ciech, nato in Trentino e varesino d¹adozione, nell¹individuale.
Il nuovo campione del mondo è Petr Benes, pilota della Repubblica Ceca che raccoglie il testimone dal nostro Alessandro Ploner e solo nel corso dell¹ultima giornata. Infatti, Ploner ha quasi ininterrottamente tenuto la testa della graduatoria nei nove giorni di gara e il divario tra i due nella classifica finale è assolutamente esiguo. Quarto un altro pilota della Repubblica Ceca, Dan Vyhnalik e quinto Filippo Oppici, pilota di Parma. Ottime le prestazioni del ciociaro ed esordiente Marco Laurenzi e del resto del team azzurro, Davide Guiducci di Villa Minozzo (Reggio Emilia) e il padovano Valentino Bau che hanno contribuito al successo collettivo. Dirigeva la nazionale Flavio Tebaldi di Venegono Inferiore (Varese). 

La supremazia degli azzurri come squadra non è mai stata in discussione. Ha iniziato e chiuso in testa davanti alle nazionali della Repubblica Ceca, Germania, USA, Australia, Brasile, e Giappone. 26 i paesi presenti per un totale di 131 piloti.
Le classifiche sono stilate in base ai risultati di ogni volo con assegnazione di un punteggio a ciascun pilota secondo l¹ordine di arrivo al traguardo. La somma dei punteggi di tutti i voli determina la graduatoria individuale e quella di tutti i voli dei piloti di ogni nazionale quella a squadre.
Teatro dell¹impresa, avvenuta nel corso de 21° Campionato del Mondo volato sotto l¹egida della FAI (Fédération Aéronautique Internationale), la Valle di Paraná in Brasile. Dalle sue pendici a circa 1000 metri di quota, nelle vicinanze di Formosa, comune dello Stato del Goiàs a 92 km dalla capitale federale, per nove giorni sono decollati i volatori alla volta dell¹atterraggio nella Esplanada dos Ministérios a Brasilia. La valle gode di un clima secco e vento costante, ma talvolta i piloti hanno incontrato anche condizioni difficili.

I percorsi assegnati dalla direzione di gara misuravano tra i 100 ed i 135 chilometri e contrassegnati da boe aeree in corrispondenza di punti salienti del territorio che i piloti dovevano obbligatoriamente aggirare prima di raggiungere la meta. Il tempo impiegato mediamente dai migliori è stato tra poco meno delle due ore e le tre ore e mezza, secondo le condizioni meteo della giornata. Alle stesse si sono subordinate le velocità medie, aggirate tra i 35 ed i 53 km/h, ma questi mezzi sono idonei a raggiungere velocità massime oltre i 100 km/h. Il tutto sfruttando un motore che non consuma e non emette nulla, vale a dire quello dell¹irraggiamento solare del territorio e le correnti ascensionali che esso provoca.


Sette mesi di lavori alla Maternità del Maggiore non interromperanno l'attività del reparto ospedaliero.

Nella relazione tecnica si legge che "durante l'esecuzione delle opere dovrà essere salvaguardata la continuità assistenziale dei diversi reparti interessati eseguendo gli interventi e gli accessi di cantiere prevalentemente dall'esterno"


Da Bologna Today
Lavori all'Ospedale Maggiore di Bologna: il reparto Maternità è vulnerabile e va rinforzato. Ma si tratta di un intervento complesso, non tanto dal punto di vista tecnico ma perche' riguarda il lato dell'edificio che si affaccia su via dell'Ospedale e che ospita l'ingresso generale alla Maternita', quello per le emergenze e il reparto di terapia intensiva neonatale, oltre ad ambulatori e day hospital.

I lavori, dunque, dovranno essere fatti senza interrompere le attività e cercando di ridurre al minimo l'impatto sulle partorienti e i loro bambini. Per questo il cantiere dovra' procedere lentamente, con frequenti stop and go, e durera' circa sette mesi.

L'Ausl lo specifica nel bando, uscito nei giorni scorsi. "I lavori di adeguamento non comporteranno modifiche agli spazi dedicati all'attivita' sanitaria della struttura e alla sua organizzazione - si legge nella relazione tecnica - durante l'esecuzione delle opere dovra' essere salvaguardata la continuita' assistenziale dei diversi reparti interessati eseguendo gli interventi e gli accessi di cantiere prevalentemente dall'esterno".

L'impresa che vincera' l'appalto dovra' adottare "tutti i possibili accorgimenti per la limitazione dell'impatto del cantiere sulle attivita' sanitarie", tra cui la "riduzione delle vibrazioni trasmesse al fabbricato" e il "controllo della rumorosita' e degli agenti inquinanti immessi in ambiente". L'Ausl prevede che le interferenze maggiori si abbiano con le attivita' in ambulatorio come ecografie, amniocentesi e villocentesi. Saranno inoltre "da tutelare l'unita' di trattamento neonatale al piano terra e le degenze di maternita' che affacciano sulle aree di intervento". 

Durante i lavori, insomma, alla Maternita' del Maggiore dovranno essere sempre garantiti "l'accessibilita' al reparto, il parcheggio delle ambulanze e la sicurezza degli utenti e del personale sanitario". Saranno anche realizzati dei posti auto temporanei riservati alle puerpere.
Anche per questo l'intervento sara' diviso in due fasi, con diverse zone di cantiere, e "prevede esplicitamente sfasamenti temporali e sospensioni programmate, da concordare con la direzione sanitaria, la direzione lavori e il coordinatore per la sicurezza". Da qui deriva la lunghezza dei tempi del cantiere, stimati appunto in 210 giorni.
"Gli interventi progettati - si legge nella relazione tecnica - mirano a superare le criticita' e a conferire un maggior grado di sicurezza sismica alle strutture interessate". In sostanza, saranno realizzati dei rinforzi in acciaio e calcestruzzo in modo da collegare i muri portanti dell'edificio. L'Ausl ha varato infatti un progetto di adeguamento dell'edificio, proprio per superare le "criticita' strutturali emerse a seguito del completamento delle verifiche di vulnerabilita' sismica degli ospedali dell'azienda". E in questi giorni ha pubblicato appunto il bando di gara per affidare l'appalto, per un valore di oltre 480.000 euro. Le domande dovranno essere consegnate entro il prossimo 21 settembre




Con una dose massiccia di lassativo ha messo 'fuori causa' il capo chef, ma non ha fatto i conti con la videosorveglianza: aiuto cuoco denunciato per lesioni aggravate.


Da ANSA

Per giorni aveva versato del lassativo nell'acqua del suo superiore allo scopo di rendergli la vita sul lavoro alquanto difficile. E c'era riuscito tanto che l'uomo preso di mira - uno chef bresciano di un blasonato hotel di Milano Marittima, sul litorale ravennate - è stato colpito da continui episodi dissenterici, talmente forti da non consentirgli di lavorare. Alla fine un aiuto cuoco 37enne della provincia di Crotone è stato indagato a piede libero dai carabinieri della locale Stazione per lesioni aggravate continuate.
   
 Dopo la denuncia dello chef, a incastrare il presunto responsabile sono state le immagini delle telecamere di videosorveglianza della struttura. Alla base del gesto, secondo quanto riferito dall'Arma, vi sarebbero dissapori sorti nell'ambiente lavorativo.
   

sabato 19 agosto 2017

Preso un 'ladro di biciclette'.


Foto dei Carabinieri di Pieve di Cento. 
I Carabinieri di Pieve di Cento, al termine di una perquisizione domiciliare, delegata dalla Procura della Repubblica di Ferrara, hanno denunciato un cinquantaseienne italiano per furto aggravato e ricettazione

L’attività è nata  un’indagine dei Carabinieri avviata dopo che una cinquantaduenne di Pieve di Cento era stata derubata della sua bicicletta che aveva parcheggiato all’ingresso del supermercato locale, dove si era recata per fare la spesa. 

Analizzando le immagini di sorveglianza installate in zona e dopo uno studio dei criminali del luogo, in particolare quelli dediti ai reati predatori, i militari sono giunti alla conclusione che dietro al furto c’era la mano del cinquantaseienne, originario di San Gennaro Vesuviano (NA).

Letta l’informativa dei Carabinieri, l’Autorità Giudiziaria di Ferrara ha emesso un “Decreto di perquisizione e sequestro” da eseguire presso l’abitazione del sospettato. L’attività è stata premiata dal ritrovamento della bici rubata alla cliente del supermercato e di altre cinque biciclette, da uomo e da donna. Tra queste, due, sono state restituite ai legittimi proprietari, due signore di Pieve di Cento che avevano subito un furto analogo tra giugno e luglio, mentre le altre tre sono custodite presso la caserma dei Carabinieri di Pieve di Cento. 

Chi ha subito un furto analogo durante il periodo menzionato, può recarsi in caserma per verificare la refurtiva.  


Casalecchio di Reno. I Carabinieri hanno acciuffato tre moldavi, accusati di ricettazione in concorso e possesso di oggetti atti allo scasso.

Foto d'archivio dei Carabinieri.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri informa:


I servizi straordinari di controllo del territorio, attuati dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna, in risposta ai recenti furti commessi ai danni delle attività commerciali situate tra Casalecchio di Reno e i comuni della Valsamoggia, hanno portato alla cattura di tre pericolosi malviventi di nazionalità moldava, di venticinque, trentasei e trentasette anni.
E’ successo ieri pomeriggio, quando una squadra di militari dell’Arma del Nucleo Investigativo di Bologna e della Compagnia Bologna Borgo Panigale, ha individuato tre soggetti a bordo di una Volkswagen Golf che era stata vista transitare più volte e a passo d’uomo, in via Persicetana, a Casalecchio di Reno.
L’atteggiamento nervoso del conducente, nonché proprietario del mezzo, identificato poi nel trentaseienne e degli altri due occupanti, ha indotto i Carabinieri ad approfondire il controllo con una perquisizione personale, veicolare e anche domiciliare. L’iniziativa è stata premiata dal ritrovamento di numerosi sacchi neri con all’interno capi d’abbigliamento di marche prestigiose: 238 camice, 430 paia di pantaloni, 82 giacche e 47 maglie del valore di migliaia di euro, provenienti da un furto ingente commesso qualche giorno prima ai danni del negozio di abbigliamento 'Sotto Sotto' di Casalecchio di Reno, procurando un danno di circa 80.000 euro, non solo per la merce asportata, ma anche per i danni da scasso arrecati al locale durante l’irruzione. Nella circostanza, i Carabinieri hanno recuperato anche alcuni scatoloni di elettrodomestici, il cui furto, sempre ad opera di ignoti, era stato commesso il mese scorso presso la “FX Snc”, un’agenzia per il noleggio di attrezzature situata a Crespellano. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, i tre moldavi sono stati tradotti in carcere.

Monzuno: un cavillo legale potrebbe bloccare l'impianto eolico a Gabbiano.

L'eolico di Gabbiano è finito in tribunale. A portarlo all'attenzione dei giudici di Bologna, l'avvocato del Comitato di cittadini 'Via le pale dell' Acquafresca' che ha rilevato come l'acquisizione del terreno su cui si intende istallare l'impianto eolico sia avvenuta senza rispettare il diritto di prelazione dell'agricoltore confinante , cui, nel rispetto delle prescrizioni legali in materia, avrebbe dovuto essere mandata l'informazione della transazione in corso per consentirgli di acquistare lui il terreno a parità di condizioni.

Il cantiere già predisposto è quindi ora inoperoso in attesa del pronunciamento del giudice. Pronunciamento che tanti e soprattutto i soci del Comitato, auspicano sia avverso alla ditta che si propone la destinazione dell'area a impiantistica eolica e garantire così a Monzuno l'integrità di uno dei più bei terrazzi panoramici che lo caratterizzano.

Il sindaco Marco Mastacchi, anche se non lo dice apertamente, pare essere fra coloro che si augurano che la vicenda si risolva in modo da soddisfare le attese dei residenti di Gabbiano e non solo. Si limita a dire: “ Secondo le mie conoscenze sui precedenti di questo tipo, il giudice dovrebbe trasferire il terreno all'agricoltore. Comunque il processo si chiama anche 'scommessa davanti al giudice' poiché l'esito è sempre incerto”.

Non tutti hanno colto la novità con soddisfazione. C'è anche chi vede nell'eventuale chiusura del cantiere una perdita di occasioni occupazionali e, come si suol dire, a microfoni spenti poiché non vuole trovarsi additato dai soci del comitato, lamenta l'imprudenza dei proprietari del terreno ora sotto accusa in tribunale. “ Sarebbe bastato che avessero lasciato passare un anno dall'acquisto e l'agricoltore confinante avrebbe perso il diritto di prelazione. Invece hanno avviato i lavori pochi mesi dopo essere entrati in possesso del terreno, allertando l'intera comunità quando ancora l'azione di rivalsa era possibile. In tutto questo c'è poi lo zampino del sindaco Mastacchi. Si dice che sia stato proprio lui a far rilevare la pecca procedurale dell'acquisto. D'altronde viene dal mondo agricolo e ben conosce la normativa in materia”, conclude il deluso.

Riportiamo, segnalata dall'instancabile Marco, la delibera del comune di Monzuno che riporta e chiarisce lo stato della 'vicenda eolico' di Gabbiano

OGGETTO: PRESA D'ATTO DELLE MISURE ADOTTATE DAL SUAP DELL'UNIONE DEI COMUNI DELL'APPENNINO BOLOGNESE IN MERITO ALLA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO MINIEOLICO IN LOCALITA' "ACQUAFRESCA " NEL COMUNE DI MONZUNO
LA GIUNTA COMUNALE

PREMESSO che: • la Società “I Mulini” S.r.l di Loiano (BO) in data 13/12/2016 Prot. SUAP Unione n. 18210, ha presentato una PAS ai sensi del D.Lgs n.28/2011 per la realizzazione di un impianto mini eolico “Acquafresca” - in località Acquafresca nel Comune di Monzuno (BO); • a seguito della presentazione della PAS, sono stati acquisiti tutti gli atti di assenso/nulla-osta di competenza degli enti preposti, tra cui l'autorizzazione per effettuare lavori di scavo in area sottoposta a vincolo idrogeologico ( prot..8122 SUAP Unione del 15/5/2017);

VISTA la richiesta datata 1 agosto 2017, presentata dall'Avv. Federico Gualandi per conto del Comitato di cittadini “Via le pale dell'Acquafresca”, nella quale sono evidenziate principalmente le seguenti criticità: • difetto di legittimazione da parte della proponente, in quanto relativamente al terreno individuato per l'edificazione dell'impianto eolico è pendente azione legale davanti al Tribunale di Bologna per mancato riconoscimento della c.d. prelazione agraria (art.7, L.817/71 e art.8, L.590/65) in favore della proprietà confinante; • carenze istruttorie sulla collocazione dell'impianto, in relazione agli aspetti geologici, geotecnici e di sicurezza;

VISTA la comunicazione e-mail indirizzata al SUAP del 04/08/2017 prot. Unione n. 13262, con la quale il Sindaco di Monzuno richiede di procedere alla sospensione della PAS e di attivare contestualmente un procedimento in autotutela coinvolgendo gli uffici interessati in ambito idrogeologico e della tutela ambientale;

VISTA la comunicazione del SUAP di sospensione del titolo e avvio del procedimento di autotutela, prot.13409 del 08/08/2017, in base alla quale: • si richiede all'Area 3 Gestione del territorio ufficio vincolo idrogeologico dell'Unione e al Comune di Monzuno di valutare la possibilità di riaprire le istruttorie di competenza, al fine di: ▪ acquisire i necessari elementi utili per determinare l'eventuale illegittimità ex art.21-octies L. n.241/1990 e, di conseguenza, procedere ai sensi del successivo art.21-nonies. Si richiede in ogni caso di dare comunicazione a questo SUAP circa gli esiti del supplemento istruttorio entro 60 giorni dalla data odierna; ▪ adottare ogni iniziativa necessaria per tutelare l'interesse generale alla sicurezza; • si comunica alla ditta titolare della P.A.S. l'avvio di un procedimento in autotutela ai sensi dell'art.21-nonies L. n.241/1990. Tale procedimento rimane sospeso fino all'acquisizione degli esiti del supplemento istruttorio richiesto agli Uffici intestati e fino alla definizione della controversia pendente davanti al Tribunale civile di Bologna (GR 12110/17), al fine di stabilire l'eventuale
illegittimità ex art.21-octies L. n. 241/1990, e, di conseguenza, procedere ai sensi del successivo art.21- nonies; • in via cautelativa, si sospende la P.A.S. per l'installazione di un impianto minieolico in località Acquafresca di Monzuno da parte della Società “I Mulini Srl” fino alla definizione del procedimento in autotutela;

RITENUTO di prendere atto delle misure adottate con la comunicazione SUAP prot. 13409 citata, in quanto le argomentazioni addotte risultano condivisibili a tutela degli interessi pubblici coinvolti e nella stessa indicati, in applicazione degli artt. 19 e 21 – nonies della legge n.241/1990;

DI DARE ATTO che il presente deliberato non richiede, così come previsto dall'art. 49, 1° comma, del D.Lgs 267/2000, il parere di regolarità tecnica trattandosi di mero atto di indirizzo politico;

CON VOTI unanimi favorevoli, espressi nei modi e nelle forme di legge,

DELIBERA
DI PRENDERE ATTO delle misure adottate con la comunicazione SUAP prot. 13409 citata, richiesta da questa Amministrazione con nota del Sindaco, in quanto le argomentazioni addotte risultano condivisibili a tutela degli interessi pubblici coinvolti e nella stessa indicati;
DI TRASMETTERE il presente provvedimento al SUAP dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese;
DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile stante l’urgenza, ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D. Lgs. n. 267/2000, dopo successiva votazione unanime favorevole resa per alzata di mano.

venerdì 18 agosto 2017

Temporali, vento e caldo domani in Emilia Romagna. Disagio bioclimatico pianure orientali, poi pioggia e grandine

da ANSA


Temporali, temperature estreme e vento sull'Emilia-Romagna, dalla mezzanotte di venerdì fino alla stessa ora di sabato con stazionarietà dei fenomeni nelle 48 ore successive. 
Nella nota diramata da Arpae si prevede disagio bioclimatico moderato sulla pianura emiliana orientale, per temperature massime fino a 36 gradi ed elevata umidità relativa; debole disagio bioclimatico nelle pianure romagnola e emiliana centrale e nei maggiori centri urbani. Dal tardo pomeriggio sono previsti temporali di moderata/forte intensità su tutto il territorio regionale, con accumuli compresi tra 20 e 50 millimetri, più probabili sulle pianure emiliane orientali e centrali dove i fenomeni persisteranno anche nella sera-notte. Possibili grandinate, raffiche di vento e fulminazioni associati ai temporali. In serata intensificazione del vento da Nord-Est, fino a 35 nodi (circa 65 Km/h) sulla costa ferrarese e fino a 25 nodi (circa 45 Km/h) su costa romagnola, e pianure emiliane orientali e centrali.

Il Rugletto dei Belvederiani festeggia i cinquant'anni di sodalizio.

Riceviamo e riportiamo: 

Il Rugletto dei Belvederiani invita, domenica prossima 20 agosto al RIFUGIO DELLA SEGAVECCHIA per festeggiare i suoi primi cinquant'anni

da Il Rugletto dei Belvederiani:

Sono passati cinquant’anni, tanti amici ci hanno lasciato, ma tanti ne sono arrivati. E con loro e con il ricordo di chi non c’è più, ma continua a essere un esempio e uno stimolo, siamo lieti di condividere anche questa cinquantesima festa del Rugletto con tutti coloro che vorranno esserci. L’appuntamento è al rifugio della Segavecchia. Noi diciamo 'da stelle a stelle'… ma noi saremo lì dalle 9.30 per accompagnare i più ardimentosi che avranno voglia di cimentarsi in una breve escursione nei dintorni, in cerca di alberi nuovi e antichi; e per accogliere chi vorrà godersi il fresco e l’ombra degli abeti. Alle 12.30 l’aperitivo e a seguire il pranzo; ctiaccàre, fole e squasi a volontà, poi... una sorpresa, ma non vi diciamo quale, altrimenti che sorpresa è? Tutti sono invitati ma i posti non sono illimitati per cui è necessaria la prenotazione. Scrivete al più presto all’indirizzo “info@rugletto.it” oppure contattate i deputati Maddalena Filippi (3207983800) e Giorgio Placatti (3349356540) Vi attendiamo numerosi, a presto.

 

 

Aggrediscono la capotreno ad Ala, ma i passeggeri si ribellano. 3 nordafricani ed un uomo dell'Est respinti da alcuni passeggeri.

Con l'interrogativo, 'Ma quale futuro ci aspetta?' , un lettore ha chiesto la pubblicazione dell'articolo di Andrea Tumiotto:

 

Ennesima cruenta aggressione stamane ad un capotreno e questa volta anche ai passeggeri.

È successo sul treno regionale che alle 8 del mattino passa da Ala in direzione Verona. Alla stazione alense 4 personaggi di circa 20 anni,  3 nordafricani e uno presumibilmente dell’Est Europa hanno cercato di salire sul treno senza biglietto.
Ma prima di salire sono stati intercettati dalla capotreno che gli ha intimato di non salire sul Treno perché sprovvisti di biglietto. «I quattro hanno cominciato ad insultarla dandole della troia e anche di peggio» – racconta un testimone. Purtroppo non è finita qui. Appena la capotreno è riuscita faticosamente a chiudere le porte del treno, i 4 hanno cercato di salire dai finestrini.

In quel momento, con il treno ancora fermo alla stazione, alcuni passeggeri si sono ribellati e hanno impedito ai 4 di salire sulla carrozza respingendoli ed impedendo loro di entrare dai finestrini. «Io e un altro passeggero che è intervenuto per impedire il fatto, ci siamo presi sputi, insulti e minacce dai quattro soggetti, ma alla fine non sono riusciti a salire ed il treno è partito»spiega uno dei testimoni residenti in zona ancora sotto shock. Fin qui la storia raccontata dal testimone. 

Lo stesso gruppetto aveva avuto gli stessi problemi sul treno regionale passato in precedenza dove erano stati fatti scendere ad Ala da un capotreno perché privi di biglietto.

Il funzionario della Polfer – sentito telefonicamente – conferma che la centrale è stata allertata attraverso una segnalazione che riportava che qualcuno voleva salire sul treno senza pagare il biglietto ma ha spiegato che non è potuta intervenire per mancanza di personale in zona, che peraltro sarebbe di pertinenza dei colleghi di Verona. I testimoni che ci hanno portato a conoscenza dei fatti parlano anche di un poliziotto che era presente in borghese sul treno.
Purtroppo quanto successo è solo uno dei molti episodi che succedono sui treni in Trentino e non solo dove vengono presi di mira in modo arrogante e violento i capotreni il cui lavoro è di controllare i biglietti dei passeggeri.

Forestali, cronistoria di una bocciatura annunciata. E la riforma ha già fermato elicotteri antincendio e prevenzione

Il rinvio alla Consulta del decreto che militarizza il corpo è l'ennesima tegola sulla riforma Madia. Quattro decreti sono stati dichiarati incostituzionali nel 2016. Eppure i sindacati, le associazioni ambientaliste e anche il procuratore nazionale antimafia avevano chiesto al governo di fermarsi. Il passaggio di uomini e mezzi a carabinieri e vigili del fuoco ha già fatto sentire i suoi effetti: solo 8 aeromobili su 32 sono operativi


Sollecitato da un lettore:

Una bocciatura annunciata. L’ennesima che colpisce un pezzo della riforma della pubblica amministrazione. Il rinvio alla Consulta del decreto attuativo sull’assorbimento del corpo forestale nell’arma dei carabinieri e nei vigili del fuoco è solo l’ultima tappa di un percorso il cui esito era stato ampiamente previsto dai sindacati. Non solo: sia le associazioni ambientaliste sia il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti avevano chiesto al governo Renzi di ripensarci perché sopprimere i forestali e militarizzare i 7.800 dipendenti del corpo avrebbe spianato la strada agli ecoreati. Niente da fare: la ministra Marianna Madia e il titolare delle Politiche agricole Maurizio Martina sono andati avanti e nel luglio 2016 il consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento sulla “razionalizzazione delle funzioni di polizia”. Poco più di un anno dopo, ecco l’ordinanza del Tar dell’Abruzzo. Secondo cui la riforma del corpo nato nel 1822 viola almeno cinque articoli della Carta in quanto impone “l’assunzione non pienamente volontaria dello status di militare“.
Su 32 elicotteri solo 8 operativi. E mancano 250 “direttori operazioni spegnimento” – Nel frattempo gli effetti concreti della riforma si sono visti sul territorio: quest’estate oltre 100mila ettari di boschi italiani sono andati a fuoco mentre gran parte degli elicotteri della ex forestale rimaneva a terra. Dall’1 gennaio di quest’anno sui 32 a disposizione del corpo eliminato 16 sono passati ai carabinieri, che li usano per altre finalità, e 16 sono stati assegnati ai vigili del fuoco. Ma tra questi otto, ha ammesso il ministero dell’Interno rispondendo a una richiesta di accesso civico ai dati presentata da lavoce.info, sono “interessati da manutenzioni calendariali e al momento non disponibili per l’operatività“. Gli altri 8 sono in assetto operativo, ma con “i fermi tecnici, brevi, derivanti dai cicli ordinari di manutenzione”. Prima della riforma, poi, la direzione delle operazioni di spegnimento (Dos) era affidata a 1.056 forestali che avevano seguito un corso ad hoc ed erano esperti nel coordinamento di squadre e mezzi impegnati per spegnere gli incendi. Ora se ne occupano 750 vigili del fuoco: sono di meno, conoscono meno il territorio e sono stati formati solo per la gestione dell’intervento aereo.
Ma anche la prevenzione ne ha risentito. “Quasi 6.500 ex forestali sono passati ai carabinieri. Solo 361 sono confluiti nei Vigili del fuoco e continuano quindi a occuparsi di antincendio”, spiega a ilfattoquotidiano.it Gabriele Pettorelli, coordinatore nazionale del sindacato Conapo, ora integrato nei Vvf. “Sul ruolo di quelli (circa 260) distribuiti nelle regioni, peraltro, c’è stata confusione normativa. E alcuni comandanti dei Vvf hanno deciso in via precauzionale di non utilizzarli”. Poi ci sono i ritardi delle Regioni nell’adeguarsi al nuovo sistema. Prima della riforma gli enti, che ogni anno devono aggiornare il loro piano antincendi, potevano affidarsi al volontariato di protezione civile e noleggiare elicotteri da aziende private o stipulare convenzioni a pagamento con il corpo forestale, che metteva a disposizione i suoi mezzi. Quest’anno avrebbero dovuto fare lo stesso con i vigili del fuoco. Stando alla tabella inviata dal Viminale alla voce.info, finora l’hanno fatto 15 Regioni. Ma molte si sono mosse con grande ritardo, considerato che già a fine giugno gli incendi stavano devastando Lazio, Toscana, Calabria e Sicilia: la Toscana per esempio ha firmato l’accordo solo l’8 agosto, la Sicilia l’1 agosto, la Sardegna il 31 luglio, l’Umbria il 20 luglio.


Le associazioni ambientaliste: “Si ridurrà il contrasto agli ecoreati” – Una débâcle che si sarebbe potuta evitare se il governo avesse ascoltato gli appelli contro la militarizzazione del corpo. Già nell’agosto 2014, un mese dopo il varo del ddl delega per la riforma della pa, Legambiente, Greenpeace, Libera e Slowfood avevano scritto ai parlamentari e al governo perché “scongiurassero l’ipotesi di assorbimento delle funzioni di polizia del Corpo Forestale dello Stato in quelle delle altre forze di polizia e delle amministrazioni locali”, avvertendo che “rappresenterebbe un netto e irrecuperabile arretramento nel contrasto ai crimini contro il patrimonio naturale e paesaggistico, dagli incendi boschivi al dissesto idrogeologico, dall’abusivismo edilizio in aree interne allo smaltimento illegale di rifiuti, dai reati contro gli ecosistemi naturali e le specie protette fino agli illeciti in campo agroalimentare”.
Il procuratore antimafia: “Non eliminare l’unico corpo che scopre i crimini ambientali” – Tre mesi dopo, il 4 novembre 2014, Roberti era stato audito dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sugli illeciti nel ciclo dei rifiuti. Quando gli avevano chiesto che conseguenze avrebbe avuto l’accorpamento – i forestali si occupavano anche di lotta all’inquinamento ambientale – il magistrato aveva spiegato di essere “contrarissimo” perché “sarebbe come togliere all’autorità giudiziaria l’unico organismo investigativo in materia ambientale che disponga delle conoscenze, delle esperienze, del know-how e anche dei mezzi per poter smascherare i crimini ambientali“. Rilievi non recepiti da Martina: il 18 marzo 2015 il ministro, al cui dicastero il corpo forestale faceva capo prima della riforma, aveva sostenuto che “la riorganizzazione rappresenta una concreta opportunità per valorizzare ancora meglio l’esperienza degli uomini e delle donne del Corpo forestale”.
L’opposizione dei sindacati: “Status giuridico stravolto. Parola agli avvocati” – Intanto i sindacati Sapaf, Ugl-Cfs, FnsCisl, CgilFp, Uil-Pa e Dirfor protestavano contro l’assorbimento nei carabinieri, “sostenuto dal governo e dai rispettivi comandanti, ma non condiviso dal 98% degli appartenenti” al corpo, che hanno scelto di lavorare in “una forza di polizia civile dove è preminente la peculiare attività di prevenzione ambientale”. Con l’aggravante che l’accorpamento in una forza militare, “stravolgendo il loro status giuridico”, avrebbe “demolito per decreto tutele sindacali faticosamente ottenute dopo anni di rivendicazioni”: i carabinieri infatti non hanno il diritto di costituzione e di libera associazione ai sindacati. “Se dovesse essere confermata la volontà di far transitare tutto e tutti nei Carabinieri, sancendo la militarizzazione coatta delle funzioni di polizia ambientale e agroalimentare e del personale, non rimarrà altro che lasciare la parola agli avvocati“, avvertivano le sigle nel gennaio 2016. Ed è stato proprio il ricorso di un ex vice sovrintendente del corpo ad aprire la strada al pronunciamento del Tar, secondo cui la riforma è contraria alla “libertà di autodeterminazione” dei lavoratori e soprattutto “nulla nella legge delega consentiva al governo di ritenersi espressamente autorizzato a militarizzare il personale del disciolto corpo forestale dello Stato” né “la militarizzazione si poneva come scelta obbligata”. L’ordinanza potrebbe essere solo la prima di una serie, visto che sono oltre 2mila i contenziosi aperti davanti ai tribunali amministrativi in seguito a ricorsi di ex membri del corpo.
Altri quattro decreti già bocciati dalla Consulta. E la trasparenza sui patrimoni dei dirigenti è in bilico – Il decreto attuativo inviato all’esame della Consulta è, peraltro, solo l’ultimo in ordine di tempo su cui sono emersi dubbi di legittimità. Nel novembre 2016 la Corte ha dichiarato incostituzionali le norme attuative su dirigenti pubblici, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego, in pratica il cuore della riforma Madia, perché approvate senza la necessaria “intesa” delle Regioni. Risultato: il governo ha dovuto riscriverli, ammorbidendoli in molte parti per ottenere il via libera dei governatori. La riforma della dirigenza, per la gioia dei mandarini di Stato, è invece definitivamente saltata visto che la delega era in scadenza (peraltro il decreto era già stato demolito dal Consiglio di Stato che aveva rilevato l’assenza di nuovi sistemi di valutazione). Pochi mesi fa, poi, l’Anac ha dovuto sospendere la delibera sulla pubblicazione dei loro dati patrimoniali, prevista dal decreto Madia sul Freedom of information act all’italiana. Una mossa obbligata dopo che il Tar del Lazio, a cui i dirigenti hanno fatto ricorso lamentando la violazione della loro privacy, ha emanato un’ordinanza cautelare che congela l’operazione trasparenza. A ottobre si pronuncerà sul merito, e a quel punto anche questo tassello della riforma rischia di saltare.