mercoledì 15 aprile 2026

L’Appennino bolognese rilancia la “Diplomazia della Memoria”: da teatro di guerra a laboratorio internazionale di pace e sviluppo

 



di Fabio Righi


L’Appennino bolognese si propone oggi come protagonista di una nuova stagione di apertura internazionale, trasformandosi in un modello di resilienza e innovazione per l’intero Paese. Un territorio un tempo segnato dalle ferite della Linea Gotica e dal sacrificio di soldati provenienti da tutto il mondo diventa ora un laboratorio concreto di quella che viene definita “Diplomazia della Memoria”.

Non si tratta di una semplice operazione commemorativa, ma di un progetto strutturato che mira a trasformare il ricordo del conflitto in un motore di sviluppo economico, sociale e culturale. L’obiettivo è costruire relazioni internazionali stabili attraverso cooperazione, scambi commerciali e dialogo tra popoli che, su queste stesse montagne, si trovarono un tempo su fronti opposti.

A guidare questa visione è Guglielmo Martelli, fondatore del Gruppo CAM, figura di riferimento capace di coniugare esperienza industriale e radicamento territoriale. Il progetto ha inoltre trovato sostegno istituzionale nella senatrice Lucia Borgonzoni, sottosegretaria alla Cultura, favorendone l’approdo anche alla Camera dei Deputati in occasione del Primo congresso nazionale dell’Appennino, promosso da Enrico della Torre.


L’impegno dell’Associazione ARCA si distingue per una forte impronta etica e culturale. Non solo sviluppo territoriale, ma una vera e propria missione che intreccia valori sociali, spiritualità e cooperazione internazionale. Simbolo di questo percorso è la devozione alla Madonna della Riconciliazione di Monte Cataralto, emblema di dialogo tra i popoli e riconciliazione storica.

Il progetto punta a trasformare le antiche divisioni in opportunità: costruire relazioni economiche e culturali laddove un tempo si combatteva, creando ponti tra imprese, istituzioni e comunità.


Tra i rapporti internazionali più significativi emerge quello con il Sudafrica. Durante il 1944, i contingenti sudafricani ebbero un ruolo decisivo nella liberazione delle valli appenniniche e nella riattivazione della strategica Grande Galleria ferroviaria, contribuendo alla ricostruzione dell’Italia nel dopoguerra.

Oggi, quel legame storico si traduce in nuove forme di collaborazione economica, turistica e culturale, in un percorso che coinvolge oltre settanta ambasciate e numerosi partner internazionali.

La strategia si fonda su un tessuto produttivo e culturale di alto profilo. Dall’automazione industriale del distretto bolognese, punto di riferimento globale nel packaging, al Parmigiano Reggiano di montagna, simbolo di tradizione e sostenibilità.

Accanto a queste realtà, si sviluppano progetti come la Via del Ferro Etrusca, dedicata alla valorizzazione archeologica e al turismo sostenibile, e iniziative di recupero agricolo come quelle del Consorzio della Mela Rosa Romana, impegnato nella tutela della biodiversità.

Non manca il contributo culturale, grazie alla collaborazione con la Fondazione Giorgio Morandi, che rafforza il ruolo dell’arte come linguaggio universale di dialogo.


Dalle montagne dell’Appennino fino ai contesti internazionali, il progetto si propone come esempio concreto di come memoria storica, innovazione e cooperazione possano convergere in un modello di sviluppo sostenibile.

L’obiettivo è chiaro: superare l’immagine delle aree montane come territori marginali, trasformandole in poli attivi di relazioni globali. Un percorso che punta a fare dell’Appennino non più una linea di confine, ma uno spazio condiviso di pace, lavoro e prosperità.

“I mercoledì della Rocchetta”: alla Rocchetta Mattei un viaggio tra storia, cultura e grandi protagonisti dell’Appennino

 Cinque incontri per raccontare il Conte Mattei attraverso amicizie, relazioni e figure chiave dell’Ottocento italiano




Alla Rocchetta Mattei prende il via una nuova rassegna culturale dedicata alla storia e alle relazioni di uno dei personaggi più affascinanti dell’Appennino bolognese: il conte Cesare Mattei. L’iniziativa, intitolata “I mercoledì della Rocchetta – Cultura d’Appennino”, propone un ciclo di incontri dal titolo evocativo “Gli amici del Conte Mattei”, con l’obiettivo di esplorare il mondo umano, politico e intellettuale che ruotava attorno al fondatore della celebre Rocchetta.

Curata da Andrea Valenzano, Alex Vannini e Renzo Zagnoni, la rassegna si svolgerà nella suggestiva Sala dei Novanta, sempre alle ore 18.30, offrendo al pubblico un percorso tra amicizie, confronti e scambi epistolari che hanno segnato un’epoca.

Il filo conduttore degli incontri è quello delle relazioni: non solo legami personali, ma anche incroci tra cultura, politica, giornalismo e musica che restituiscono la complessità della figura di Mattei e del suo tempo.

Il calendario si apre oggi, mercoledì 15 aprile, con “Un inglese alla Rocchetta”, dedicato allo sguardo del giornalista William Thomas Stead, che raccontò Mattei come uno specchio del suo tempo.

Si prosegue il 22 aprile con una riflessione tra politica e utopia attraverso il pensiero di Paolo Costa, mentre il 6 maggio saranno protagoniste le lettere inedite tra Cesare Mattei e Ottavio Gigli, in un racconto intimo e personale.

Il ciclo continua il 20 maggio con un focus sulle relazioni tra i fratelli Mattei e il grande compositore Gioachino Rossini, mettendo in luce affinità e scambi culturali, e si conclude il 10 giugno con un approfondimento sul rapporto tra Mattei e lo statista Marco Minghetti, tra alleanze politiche e divergenze ideologiche.

L’iniziativa rappresenta un’occasione preziosa per riscoprire, in chiave divulgativa ma rigorosa, una rete di relazioni che attraversa l’Ottocento italiano ed europeo, restituendo alla Rocchetta Mattei il ruolo di crocevia culturale e intellettuale.

Un appuntamento che unisce storia locale e grandi protagonisti, valorizzando il patrimonio culturale dell’Appennino e offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura su una figura ancora oggi capace di affascinare.

martedì 14 aprile 2026

“La prevenzione non ha età”: a Sasso Marconi un incontro per educare i giovani ai corretti stili di vita

 Una mattinata dedicata alla salute, alla consapevolezza e all’educazione dei più giovani 



Domani, mercoledì 15 aprile 2026, dalle ore 10 alle 12, il Cinema Teatro di Sasso Marconi ospiterà l’iniziativa “La prevenzione non ha età”, rivolta agli studenti dell’Istituto Professionale Agro Ambientale “B. Ferrarini”, sede aggregata dell’IIS “A. Serpieri” di Bologna.

L’incontro, patrocinato dal Comune di Sasso Marconi, è promosso dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) nell’ambito delle attività di sensibilizzazione sui corretti stili di vita. L’obiettivo è informare e coinvolgere i giovani su temi fondamentali come alimentazione, attività fisica, fumo e consumo di alcol, sottolineando il ruolo centrale della prevenzione fin dall’età scolastica.

L’iniziativa è organizzata in collaborazione con il CONI – Comitato Regionale Emilia-Romagna e con i Lions Club Bologna Irnerio e Bologna Guglielmo Marconi, realtà da tempo impegnate nella promozione della salute e del benessere sul territorio.

Protagonista dell’incontro sarà il professor Francesco Rivelli, presidente emerito della LILT Bologna, che dialogherà con gli studenti sull’importanza della prevenzione e delle scelte quotidiane per tutelare la salute.

Interverranno inoltre:

  • la professoressa Laura Barra, dirigente scolastico;
  • Furio Veronesi, delegato provinciale CONI Bologna;
  • la professoressa Anna Maria Balducci, responsabile della sede;
  • la professoressa Adriana Locascio.

“La prevenzione parte anche da qui: dai giovani, dall’educazione e dalle scelte quotidiane” è il messaggio al centro dell’iniziativa, che punta a formare cittadini più consapevoli e attenti al proprio benessere.

L’appuntamento è fissato presso il Cinema Teatro di Sasso Marconi, in piazza Martiri della Liberazione 5.

Pian di Setta, attesa per il defibrillatore a Torrazza: promessa ancora disattesa

 



di Roberto Brusori


A Pian di Setta, frazione del comune di Grizzana Morandi, torna al centro dell’attenzione la necessità di installare in località Torrazza un defibrillatore, presidio salvavita (DAE)semplice da usare da parte di chiunque. Terrazza è un punto di passaggio frequentato quotidianamente da residenti e viaggiatori.

Già da alcuni anni i gestori del Bar Moretto, Mirco e Luca Stefanelli, insieme a Gianna Bortolotti del negozio Despar locale, si erano attivati per richiedere la presenza di un dispositivo salvavita nella zona. La richiesta nasceva dalla grande affluenza di persone che frequentano il bar e il punto vendita, sia per soste veloci sia per fare la spesa. Tuttavia, nonostante le sollecitazioni, il progetto non è mai stato concretizzato né, secondo i promotori, adeguatamente preso in considerazione dall’amministrazione comunale dell’epoca.

Negli ultimi anni si sono verificati diversi episodi di malori nella zona, con interventi del 118. In alcune occasioni era presente anche Paola Mordeca, volontaria della Croce Rossa Italiana di Castiglione dei Pepoli, che ha assistito alle emergenze e collaborato con i gestori del bar nell’attivazione dei soccorsi. Proprio a seguito di questi episodi, Mordeca ha deciso di attivarsi personalmente per ottenere l’installazione di un defibrillatore in loco.

Nel novembre 2025, la volontaria è stata ricevuta dal sindaco di Grizzana Morandi, Franco Rubini, che avrebbe promesso l’installazione a breve del dispositivo in località Torrazza. Successivamente, tecnici e funzionari comunali hanno effettuato sopralluoghi per individuare il punto più idoneo, con la disponibilità dei gestori del Bar Moretto a ospitare il defibrillatore all’esterno del locale.

Ad oggi, però, nonostante i contatti intercorsi tra la volontaria e gli uffici comunali, l’installazione non è ancora avvenuta.

Nel territorio comunale sono già presenti alcuni defibrillatori funzionanti, in particolare nel capoluogo, a Pioppe e a Riola. A Pian di Setta esiste inoltre un dispositivo presso il Circolo Arcobaleno Le Caseline, in località Piana Cinelli, ma è disponibile solo durante le attività del circolo.

L’auspicio dei promotori è che il defibrillatore venga installato al più presto all’esterno del Bar Moretto, come concordato, garantendo così accessibilità continua in caso di emergenza. L’obiettivo è rendere anche Grizzana Morandi un territorio “cardioprotetto”, sul modello del vicino comune di Monzuno, dove da anni i dispositivi sono diffusi nelle diverse frazioni.

Il defibrillatore, infatti, rappresenta uno strumento fondamentale: insieme all’intervento tempestivo del 118, può fare la differenza nei casi di arresto cardiaco, aumentando significativamente le possibilità di sopravvivenza.

L’Azienda USL di Bologna presenterà ai Sindaci e ai Sindacati Confederali le novità in materia di continuità dell’assistenza primaria

Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Aggregazioni Funzionali Territoriali per rafforzare complessivamente l’assistenza primaria territoriale, garantire capillarità e prossimità, aumentare l’appropriatezza nella presa in carico e nella prescrizione di visite ed esami, e offrire maggiore facilità di accesso per i cittadini

 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Sarà presentato in Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana (CTSSM) a Sindaci e Sindacati Confederali un ulteriore passo verso l’evoluzione della Medicina di prossimità: il ruolo delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) nel contesto delle Case della Comunità finanziate attraverso gli investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) – missione 6 Salute. Ciò nel solco della progressiva attuazione del Decreto Ministeriale 77 del 2022 e nelle modalità sancite dalla recente sottoscrizione dell’Accordo Integrativo tra Regione Emilia-Romagna e Organizzazioni Sindacali dei Medici di Medicina Generale.

Con il completamento delle progettualità entro il mese di giugno 2026, le Case della Comunità finanziate da PNRR saranno complessivamente 17 entro l’area dell’Azienda USL di Bologna – 5 nella città di Bologna –, nella più ampia cornice delle complessive 29 sul territorio. Quali luoghi di riferimento per i nuovi bisogni dei cittadini e di incontro tra assistenza sanitaria e sociale, esse diventeranno punti di riferimento stabili in ambito di cure primarie, di assistenza di prossimità e di specialistica, rafforzando il supporto al territorio attraverso servizi medici e infermieristici, punti unici di accesso, integrazione con i servizi sociali e coordinamento dell’assistenza domiciliare. Il modello organizzativo Hub & Spoke consentirà di garantire disponibilità medica e infermieristica adeguate e flessibili, con l’obiettivo di assicurare accessibilità, appropriatezza e tempestività delle cure.

Contemporaneamente è stato avviato il percorso che gradualmente porterà all’attivazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT), nuove forme di integrazione e collaborazione tra i Medici di Medicina Generale, finalizzate a garantire la continuità della risposta ai bisogni lungo tutto l’arco della settimana, anche attraverso la condivisione di protocolli di attività, cruscotti informativi e percorsi di assistenza primaria finalizzati al monitoraggio delle riacutizzazioni delle patologie croniche, alla diagnosi e all’adeguato approccio terapeutico e gestionale, ma anche alla prevenzione e al miglioramento degli stili di vita.

Con questo modello è confermato e valorizzato, in tutta la sua centralità, il ruolo dei Medici di scelta (i cosiddetti “Medici di base”). Essi, assieme a quelli impegnati nella continuità dell’assistenza e all’interno dell’organizzazione del Ruolo Unico di Assistenza Primaria (RUAP), potranno garantire complessivamente ai cittadini una risposta sette giorni su sette, 24 ore su 24. Il servizio sarà rivolto ai pazienti per bisogni non differibili e le prestazioni saranno tutte gratuite per i cittadini residenti in Emilia-Romagna, in analogia con tutte le attività inserite nel Servizio Sanitario Regionale.

I cittadini residenti o con domicilio sanitario continueranno, quindi, ad avere come primo e fondamentale riferimento il proprio Medico di scelta e i Medici ad esso collegati attraverso le AFT, negli orari di attività previsti. Ad integrazione e ampliamento dell’offerta, nelle Case della Comunità troveranno principale collocazione anche gli specifici Ambulatori di AFT della Medicina Generale, aperti nelle fasce diurne, dalle 8 alle 20, almeno 6 giorni su 7 (dal lunedì al sabato). Nelle Case della Comunità di maggiori dimensioni è prevista anche l’apertura diurna nella giornata di domenica. Nelle ore notturne e nei festivi, in ogni caso, la continuità dell’assistenza rimane attiva e contattabile al numero telefonico 0513131.

Gli ambulatori di AFT andranno ad integrarsi con la rete dei CAU attualmente attivi nelle Case della Comunità, in un percorso di strutturazione del sistema di assistenza primaria nell’ottica di progressiva capillarità.

A regime della progressiva implementazione organizzativa, i Medici che svolgono attività di Medicina Generale a ciclo di scelta e di continuità dell’assistenza avranno a disposizione strumenti e percorsi facilitati, ai fini del completamento diagnostico e della risposta ai bisogni primari. Anche nel contesto dell’Ambulatorio di AFT, il referto successivo alla valutazione potrà essere a disposizione sul Fascicolo Sanitario Elettronico dell’assistito/a e del Medico di scelta, al fine di garantire una presa in carico continuativa, coordinata e coerente.

Sono già operativi, nel territorio dell’Azienda USL di Bologna, gli Ambulatori di AFT di Sasso Marconi, Zola Predosa ed entro la settimana anche Crevalcore. I restanti saranno attivati gradualmente nei prossimi mesi, e l’intero assetto sarà completato entro ottobre 2026 e suscettibile di rivalutazioni periodiche, alla luce dei dati di monitoraggio e delle eventuali variazioni del fabbisogno.

Informazioni utili su indirizzi, numeri di telefono e ulteriori dettagli per l’accesso saranno disponibili sulla Guida ai Servizi sul sito dell’Azienda USL di Bologna (www.ausl.bologna.it), man mano che verranno attivati gli Ambulatori stessi.

Al via anche i nuovi Ospedali di Comunità (OsCo)
Sono 5 gli Ospedali di Comunità con finanziamento PNRR nel territorio dell’Azienda USL di Bologna (Bologna, Valsamoggia-Bazzano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale; ampliamento di Loiano), inseriti in contiguità con Case della Comunità, Ospedali e Presidi territoriali e con avvio nei prossimi mesi.

Gli OsCo sono strutture di ricovero temporaneo (di norma non superiore alle sei settimane) ad accesso prevalentemente territoriale, in cui operano le professioni sanitarie e la Medicina Generale. Esse sono destinate a pazienti fragili con fabbisogni prevalentemente assistenziali o riacutizzazioni di malattie croniche, che necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica non erogabili direttamente al domicilio.

Strumenti di integrazione ospedale-territorio e di continuità delle cure, prevedono la valutazione multidimensionale della persona da assistere, un piano integrato e individualizzato di cura e la condivisione multiprofessionale delle esigenze socio-assistenziali in relazione a valutazioni e a obiettivi definiti.

Prima programmazione degli Ambulatori di AFT nelle Case della Comunità

AMBULATORI AFT DISTRETTO CITTA’ DI BOLOGNA
presso Casa della Comunità spoke Reno (via Colombi)
presso Casa della Comunità hub Navile *
presso Casa della Comunità hub Porto-Saragozza
presso Casa della Comunità hub Savena-Santo Stefano (via Faenza)
presso Casa della Comunità spoke Mengoli
presso Casa della Comunità spoke Pilastro

AMBULATORI AFT DISTRETTO PIANURA EST
presso Casa della Comunità spoke Baricella
presso Casa della Comunità hub Budrio *
presso Casa della Comunità spoke Molinella
presso Casa della Comunità spoke Castenaso

AMBULATORI AFT DISTRETTO PIANURA OVEST
presso Casa della Comunità hub Crevalcore
presso Casa della Comunità spoke San Giovanni in Persiceto
presso Casa della Comunità spoke Calderara di Reno

AMBULATORI AFT DISTRETTO APPENNINO BOLOGNESE
presso Casa della Comunità hub Vergato *
presso Casa della Comunità spoke Castiglione de’ Pepoli

AMBULATORI AFT DISTRETTO RENO-LAVINO-SAMOGGIA
presso Casa della Comunità spoke Sasso Marconi
presso Casa della Comunità hub Casalecchio di Reno *
presso Casa della Comunità hub Bazzano – Valsamoggia
presso Casa della Comunità spoke Zola Predosa

AMBULATORI AFT DISTRETTO SAVENA-IDICE
presso Casa della Comunità hub San Lazzaro di Savena *

[*] Gli ambulatori di AFT a regime andranno ad integrarsi con la rete dei CAU attualmente attivi nelle Case della Comunità, in un percorso di strutturazione del sistema di assistenza primaria nell’ottica di progressiva capillarità.

Il Partito Democratico di Sasso Marconi apre il dibattito: assemblea pubblica sul futuro politico dopo il referendum

 


Un confronto aperto alla cittadinanza per analizzare gli scenari politici successivi al referendum costituzionale. È questo l’obiettivo dell’assemblea pubblica promossa dal Partito Democratico di Sasso Marconi, in programma oggi, martedì 14 aprile, alle 20:30 presso il Centro Sociale di Borgonuovo.

Al centro dell’incontro, il tema delle prospettive politiche e delle ricadute sul sistema istituzionale e sul mondo del lavoro. A intervenire saranno Stefano Caliandro, responsabile nazionale del forum lavoro del PD, e Libero Barbani, segretario del circolo locale.

L’iniziativa sarà trasmessa anche in diretta Facebook, a conferma della volontà di ampliare il confronto oltre i confini territoriali e coinvolgere un pubblico più ampio nel dibattito politico.

Vergato inaugura la nuova Casa della Comunità: servizi potenziati grazie ai fondi PNRR

 



L’Azienda USL di Bologna e il Comune di Vergato invitano la cittadinanza all’inaugurazione della rinnovata Casa della Comunità di Vergato, al termine dei lavori di ampliamento realizzati grazie ai finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

La cerimonia si terrà venerdì 17 aprile 2026 alle ore 10:00, presso la sede di via dell’Ospedale 1, a Vergato.

L’intervento rappresenta un passaggio significativo nel rafforzamento della sanità territoriale dell’Appennino bolognese. L’ampliamento della struttura punta infatti a migliorare l’accesso ai servizi sociosanitari, integrando assistenza medica, prevenzione e presa in carico dei pazienti in un’unica sede, più moderna e funzionale.

Alla cerimonia inaugurale interverranno rappresentanti delle istituzioni locali e regionali, insieme ai vertici sanitari del territorio:

  • Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna
  • Giuseppe Argentieri, Sindaco di Vergato
  • Silvia Cestarollo, Direttrice facente funzione del Distretto Appennino Bolognese
  • Anna Maria Baietti, Direttrice del Dipartimento Chirurgie Specialistiche AUSL Bologna
  • Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna
  • Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale

L’inaugurazione della Casa della Comunità si inserisce nel più ampio programma di riorganizzazione della sanità territoriale promosso a livello nazionale e regionale, con l’obiettivo di avvicinare i servizi ai cittadini e rispondere in modo più efficace ai bisogni di salute delle comunità locali.

L’evento è aperto alla partecipazione della cittadinanza.

Il Camper della Salute fa tappa a Vergato: tre appuntamenti dedicati alla prevenzione tra aprile e maggio



di Roberto Giusti

Nelle prossime settimane il territorio di Vergato accoglierà il Camper della Salute in merito all’iniziativa itinerante “La Salute in Piazza”, promossa dall’Azienda USL di Bologna per portare informazione, prevenzione e servizi di promozione del benessere direttamente nei centri della città metropolitana.

Il mezzo attrezzato dell’AUSL sosterà in via Bortolotti, nel Capoluogo, in tre mattinate distinte tra la fine di aprile e l’inizio di maggio, dalle ore 9:00 alle 12:00 e ad ingresso libero e gratuito:
Lunedì 20 aprile, “Passaporto della Salute”
Una mattinata dedicata al controllo dei principali parametri vitali, con check-up gratuiti e indicazioni personalizzate sul proprio stato di benessere.
Lunedì 27 aprile, “Attività fisica e sana alimentazione”
Consigli pratici, esercizi e materiali informativi per comprendere il valore del movimento quotidiano e di una corretta alimentazione.
Lunedì 4 maggio, “Primo soccorso”
Operatori specializzati guideranno i partecipanti alla scoperta delle manovre essenziali da conoscere nelle situazioni di emergenza.
Durante ciascun incontro saranno presenti infermieri, chinesiologi e nutrizionisti dell’AUSL di Bologna, disponibili per fornire spiegazioni, consulenze e dimostrazioni. L’iniziativa si inserisce in un percorso più ampio già avviato con successo in diversi comuni dell’area metropolitana, dove lo stesso Camper ha registrato un’ampia partecipazione e ottimi riscontri. L’obiettivo dell’AUSL è quello di avvicinare i cittadini alla prevenzione, portandola fisicamente nei luoghi di quotidianità, sfruttando anche i giorni del mercato settimanale del paese per massimizzare la presenza e l’incontro con le persone.
Nel commentare l’arrivo del progetto a Vergato, l’Amministrazione comunale ha sottolineato tramite i propri canali l’importanza di iniziative come questa, capaci di rendere la prevenzione un gesto semplice, accessibile e condiviso:
“Con questa iniziativa ribadiamo il nostro impegno nel promuovere azioni utili, informative e accessibili a tutti, soprattutto quando si tratta di sanità. Investire sulla salute significa investire sul futuro della nostra comunità, per questo invitiamo tutti i cittadini a partecipare agli incontri cogliendo questa preziosa opportunità per informarsi, prevenire e prendersi cura di sé. Ringraziamo sentitamente l’Azienda USL di Bologna e tutti gli operatori per il progetto”.

Pubblicato il Profilo di Salute 2025


Il Profilo di Salute completo è disponibile in allegato
 

 


 Ausl informa: 

 

Tutti i dati dell’Azienda USL di Bologna sullo stato di salute dei bolognesi

È disponibile il Profilo di Salute 2025, il documento di sintesi sullo stato di salute della popolazione residente nel territorio dell’Azienda USL di Bologna, con i dati aggiornati al 2024, a cura del Dipartimento di Sanità Pubblica.

Il documento traccia un quadro dello stato di salute dei bolognesi considerando le condizioni demografiche, sanitarie e socioeconomiche del territorio. Il Profilo di Salute esplora diversi indicatori tra cui la mortalità, i ricoveri ospedalieri, oltre agli stili di vita come alimentazione e movimento, consumo di alcol e fumo, e al tema della prevenzione con l’adesione ai programmi di screening oncologici.
L’analisi degli indicatori viene presentata sia nel suo complesso, attraverso i dati aziendali, sia con analisi specifiche per ognuno dei 6 distretti, con letture, in alcuni casi, fino a livello comunale.

Dai dati emerge un progressivo invecchiamento della popolazione, con gli over 65 che rappresentano il 25% e gli over 75 il 14% della popolazione.

La speranza di vita è in aumento: 85,8 anni per le donne e 82,6 anni per gli uomini.

Le principali cause di morte sono le malattie del sistema circolatorio e i tumori. Considerando la mortalità per tumore, il tumore del polmone è la prima causa di morte nei maschi e quello della mammella nelle femmine.

La mortalità prematura è rappresentata prevalentemente da cause prevenibili correlate a non corretti stili di vita, quali fumo, alcol, sedentarie.

Questa edizione del Profilo si arricchisce con i dati sull'ospedalizzazione evitabile: ricoveri che, in condizioni ideali, potrebbero essere prevenuti attraverso un’efficace assistenza territoriale, un accesso tempestivo alle cure primarie e una gestione appropriata delle malattie croniche. Le condizioni acute rappresentano il 46,1% e le condizioni croniche il 53,9%.

Rispetto alla precedente rilevazione cresce l’adesione agli screening per i tumori femminili: rispettivamente +1,8% per il tumore della cervice uterina e +3,1% per il tumore mammario. Mentre cala quella per lo screening del tumore colorettale (-5,4%).

Gli incidenti stradali sono diminuiti del 5,4% rispetto all’anno precedente. Analogamente diminuiscono i feriti. L’analisi del trend dal 2010 evidenzia una riduzione dei morti del 43,2%. 

 

lunedì 13 aprile 2026

PINQuA Borgonuovo, la Città metropolitana scende in campo: arriva un tecnico dedicato al progetto

 Rafforzata la squadra operativa per l’intervento “abitare condiviso”: una figura specializzata affiancherà la gestione a Sasso Marconi



La Città metropolitana di Bologna potenzia il progetto PINQuA di Borgonuovo con l’arrivo di un proprio tecnico dedicato. È stato infatti approvato lo schema di convenzione con il Comune di Sasso Marconi, soggetto attuatore del Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare (PINQuA) nell’ambito del PNRR, relativo all’intervento “Borgonuovo – abitare condiviso” (CUP B99J20002220001, ex area Alfa Wassermann).

L’accordo segna un passaggio operativo importante: una unità di personale qualificato sarà assegnata funzionalmente dalla Città metropolitana di Bologna per rafforzare la gestione del progetto. Una presenza tecnica che punta a garantire maggiore coordinamento, rapidità ed efficacia nell’attuazione degli interventi.

A coordinare i rapporti tra le amministrazioni sarà Anna Maria Zacchi, individuata come referente della Città metropolitana per l’attuazione della convenzione.

L’inserimento del tecnico risponde alla necessità di una gestione integrata delle professionalità coinvolte nel progetto PINQuA, che a Borgonuovo punta a sviluppare nuovi modelli di abitare di qualità. Il Comune di Sasso Marconi, pur mantenendo la titolarità del rapporto di lavoro e gli oneri economici del dipendente, avrà a disposizione una figura che opererà in stretto raccordo con il Settore Pianificazione Territoriale della Città metropolitana.

Un passo concreto per accelerare la realizzazione degli interventi e assicurare una governance più efficace del progetto.

A1, traffico in tilt tra Aglio e Badia: 4 km di coda verso Bologna per veicolo in avaria

 



 

Sulla tratta autostradale Barberino–Badia, in direzione Bologna, si registrano disagi alla circolazione.

Alle ore 12:01 di lunedì 13 aprile 2026, è segnalata una coda di circa 4 chilometri nel tratto compreso tra Aglio (km 255) e Badia, causata da un veicolo in avaria che sta rallentando il traffico.

I tempi di percorrenza risultano sensibilmente aumentati: sono necessari circa 34 minuti per attraversare il tratto interessato, con un ritardo di 24 minuti rispetto alla media.

Si consiglia agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica, mantenere la distanza di sicurezza e, se possibile, valutare percorsi alternativi per evitare ulteriori rallentamenti.

Casalecchio di Reno, incontro pubblico su sicurezza e decoro urbano il 16 aprile

 



Casalecchio di Reno si prepara ad accogliere un momento di confronto diretto tra cittadini e istituzioni sui temi della sicurezza e della qualità degli spazi urbani. L’appuntamento è fissato per il prossimo 16 aprile alle ore 17:00 in via Belvedere 4/3, dove si terrà un incontro pubblico promosso dal Comitato Spazi Sicuri.

Al centro dell’iniziativa, la situazione dell’area indicata dagli organizzatori come simbolo di degrado e criticità per il territorio. L’evento si propone come un’occasione di ascolto e dialogo aperto con i residenti della zona, con l’obiettivo di raccogliere segnalazioni, esigenze e proposte concrete.

A coordinare l’incontro sarà Daniela Tesol, che guiderà il confronto tra cittadini e promotori dell’iniziativa. Il messaggio lanciato dal comitato è chiaro: rafforzare sicurezza e decoro urbano attraverso una maggiore partecipazione civica e una presa di responsabilità condivisa.

L’iniziativa si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione volto a riportare attenzione su alcune aree considerate critiche, favorendo un dialogo costruttivo tra comunità locale e soggetti impegnati nella tutela del territorio.

Incendio in Appennino, si indaga anche sull’ipotesi dolosa: area sotto sequestro

 



Il rogo, tra Biagioni e Pracchia di alcuni giorni fa ha interessato circa settanta ettari di bosco. Le indagini sono affidate ai carabinieri forestali, che hanno già individuato il punto di innesco in un’area nei pressi di Casina, lungo la traversa di Pracchia, vicino a un’abitazione isolata.

Se inizialmente si era parlato di una possibile disattenzione, nelle ultime ore prende corpo anche l’ipotesi più grave di un incendio provocato deliberatamente o comunque con comportamenti altamente imprudenti. Gli investigatori mantengono aperti tutti gli scenari: l’origine potrebbe non essere del tutto accidentale.

L’ipotesi di reato trasmessa alla Procura di Bologna è al momento quella di incendio colposo contro ignoti, ma gli accertamenti sono in corso per chiarire eventuali responsabilità più gravi. L’area è stata posta sotto sequestro. Chi ha causato l’incendio rischia pene tra i due e i cinque anni, oltre a sanzioni amministrative.

Intanto prosegue la stima dei danni, che potrebbero rivelarsi meno gravi del previsto. L’incendio si è sviluppato prevalentemente a livello radente, bruciando soprattutto lo strato erbaceo, arbustivo e la lettiera. Questo lascia aperta la possibilità che la vegetazione arborea, non ancora pienamente sviluppata dopo l’inverno, non sia stata compromessa in modo irreversibile e possa riprendersi con la stagione primaverile.

Tolè, musica e narrazione al Piccolo Teatro con “Oltre il limite”

 



Tolè di Vergato – Appuntamento con musica e teatro domenica prossima 19 aprile al Piccolo Teatro di Tolè, dove andrà in scena “Oltre il limite – Viaggio musicale con il gabbiano Jonathan Livingston”. Protagonisti saranno i giovani allievi della Scuola di Musica Orizzonti Musicali di Bologna.

Lo spettacolo nasce all’interno della classe di pianoforte del maestro Serena Perego ed è il risultato di un percorso creativo condiviso: gli studenti hanno infatti ideato e costruito l’intero progetto, dalla selezione dei brani alla definizione della struttura narrativa, fino alla realizzazione degli elementi multimediali.

Ispirata al racconto “Il gabbiano Jonathan Livingston” di Richard Bach, la rappresentazione intreccia letture e momenti musicali, ripercorrendo il viaggio simbolico del protagonista tra ricerca di sé, superamento dei limiti e aspirazione alla libertà.

Lo spettacolo avrà inizio alle 17.30 (ingresso dalle 17). E’ obbligatoria la prenotazione al numero 379 118 25 14.

L’iniziativa rientra nelle attività culturali del territorio ed è realizzata con il patrocinio del Comune di Vergato e dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

domenica 12 aprile 2026

Montagna, Sasso Marconi escluso: il Comune prepara il ricorso contro i nuovi criteri statali



La Giunta comunale di Sasso Marconi ha deciso di aderire a un’azione legale coordinata con altri enti locali dell’Emilia-Romagna e delle Marche contro la nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dalla legge 12 settembre 2025, n. 131. Il provvedimento, attuato con delibera del Consiglio dei Ministri del 18 febbraio 2026, ha escluso nove Comuni emiliano-romagnoli, ridefinendo in modo sostanziale la geografia delle aree montane italiane.

La nuova normativa riduce il numero dei Comuni montani da 4.065 a 3.715, introducendo criteri basati principalmente su altitudine e pendenza. Secondo l’amministrazione comunale, si tratta di parametri «tecnicamente oggettivi ma strutturalmente inadeguati» a descrivere la complessità dei territori appenninici, dove incidono fattori come isolamento, carenza di servizi, fragilità infrastrutturale e declino demografico.

Per oltre settant’anni, Sasso Marconi era stato riconosciuto come territorio parzialmente montano, in base alla storica legge del 1952. Una classificazione che aveva sostenuto politiche pubbliche cruciali: dalla scuola alla sanità, dalla difesa del suolo alla coesione territoriale. Con la nuova disciplina, però, questa categoria intermedia scompare.

Il nodo principale riguarda l’assenza di parametri socioeconomici, previsti invece dalla stessa legge 131/2025. Il Comune denuncia una contraddizione tra norma e attuazione: la classificazione si fonda quasi esclusivamente su elementi geomorfologici, trascurando condizioni reali come tempi di accesso ai servizi, spopolamento e vulnerabilità territoriale.

Secondo la Giunta, questo approccio penalizza in particolare l’Appennino rispetto alle Alpi, favorendo territori con altitudini più elevate e accentuando squilibri nella distribuzione delle risorse.

L’esclusione dallo status di Comune montano comporta conseguenze rilevanti:

  • Perdita di accesso al Fondo per lo sviluppo delle montagne (FOSMIT), destinato a interventi su viabilità, sicurezza e servizi;
  • Esclusione da incentivi fiscali e contributivi, tra cui agevolazioni per imprese, giovani residenti, personale sanitario e scolastico;
  • Rischio di revisione dell’esenzione IMU sui terreni agricoli, con possibili aumenti fiscali per agricoltori e proprietari;
  • Ripercussioni sul sistema scolastico, con la possibile perdita di deroghe sui parametri minimi e rischio di accorpamenti o chiusure di plessi.

Nel documento approvato, il Comune evidenzia anche possibili contrasti con diversi principi costituzionali, tra cui:

  • l’uguaglianza sostanziale (art. 3),
  • la tutela delle autonomie locali (artt. 5 e 114),
  • la coesione territoriale (art. 119),
  • oltre ai principi europei di coesione economica e sociale.

Alla luce di queste criticità, Sasso Marconi ha deciso di unirsi ai Comuni marchigiani ed emiliano-romagnoli già attivi sul fronte legale. L’obiettivo è impugnare il provvedimento governativo davanti alla giustizia amministrativa, chiedendone la sospensione e la revisione.

La Giunta ha inoltre previsto il conferimento di un incarico a un legale specializzato, con una spesa massima stimata di 2.650 euro.

La decisione arriva dopo settimane di confronto tra amministrazioni locali e con il coinvolgimento di organismi rappresentativi dei territori montani. Il fronte dei Comuni esclusi si presenta compatto nel chiedere una revisione dei criteri, affinché la “montanità” torni a essere riconosciuta non solo come dato geografico, ma come condizione reale da tutelare.

In gioco, sottolinea il Comune, non ci sono solo risorse economiche, ma la tenuta sociale e istituzionale di territori già fragili.

Maltempo in arrivo: piogge, temporali e brusco calo delle temperature


Da lunedì pomeriggio peggiora il tempo: vento in rinforzo e fase instabile fino a martedì sera

Torna il maltempo sull’Emilia-Romagna. Secondo le previsioni diffuse da Arpae, una nuova perturbazione interesserà il territorio a partire dal pomeriggio di domani, lunedì 13 aprile.

Le prime piogge sono attese già nelle ore pomeridiane, con fenomeni che tenderanno a intensificarsi soprattutto sui rilievi appenninici, dove potranno assumere carattere temporalesco. L’instabilità si estenderà progressivamente anche alle aree di pianura, accompagnata da un rinforzo dei venti.

Le precipitazioni proseguiranno per tutta la notte tra lunedì e martedì, mantenendo condizioni di tempo perturbato per gran parte della giornata successiva. Solo dalla serata di martedì è previsto un graduale miglioramento, con attenuazione dei fenomeni.

Oltre alla pioggia, si farà sentire anche un deciso calo delle temperature. La diminuzione sarà percepibile già da lunedì, ma diventerà più marcata nella giornata di mercoledì, quando i valori scenderanno sensibilmente al di sotto delle medie stagionali.

Le autorità invitano a prestare attenzione soprattutto nelle zone montane e durante gli spostamenti, in considerazione delle possibili criticità legate a vento e precipitazioni intense.


Precipita in parapendio durante l’atterraggio: 46enne in condizioni gravissime sull’Appennino

Dramma sul Monte Pizzo, a Lizzano in Belvedere: la donna è ricoverata in Rianimazione al Maggiore



Una giornata di sport e passione si è trasformata in pochi istanti in un dramma. Una donna di 46 anni, residente nel Bolognese, è rimasta gravemente ferita in un incidente in parapendio avvenuto sul Monte Pizzo, nel territorio di Lizzano in Belvedere.

La 46enne stava partecipando a una sessione di allenamento insieme ad altri appassionati e al team di Vivere il Monte Pizzo Asd, storica realtà del volo libero attiva da oltre venticinque anni. Il volo, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe svolto regolarmente fino alle fasi finali.

L’incidente si è verificato durante la manovra di atterraggio in via Vaie di Sopra, nella frazione Querciola. Per cause ancora in corso di accertamento, il parapendio avrebbe improvvisamente perso stabilità. La donna, ormai a pochi metri da terra, non è più riuscita a controllare la traiettoria, precipitando violentemente al suolo a breve distanza dal punto di arrivo.

Immediati i soccorsi: i presenti e i gestori della struttura sono intervenuti per primi, trovando la donna priva di sensi. Sul posto sono giunti in pochi minuti i sanitari del 118 con un’ambulanza; vista la gravità del quadro clinico, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso decollato da Pavullo nel Frignano.

Dopo le prime manovre di stabilizzazione sul luogo dell’incidente, la 46enne è stata trasportata d’urgenza all’Ospedale Maggiore in codice di massima gravità.

Attualmente la donna è ricoverata nel reparto di Rianimazione. Le sue condizioni sono considerate molto serie e la prognosi resta riservata. Nel frattempo, sono in corso gli accertamenti per chiarire le cause dell’incidente.

Nuova Porrettana, al via la fase 2 del cantiere: cambia la viabilità a Casalecchio



Il comune di CASALECCHIO DI RENO informa:

 Proseguono i lavori per la realizzazione dello Stralcio Nord del nodo ferro-stradale, con l’avvio imminente di una fase cruciale del cantiere nell’area della rotonda Biagi e di via Cristoni. A partire dalla prossima settimana, secondo le attuali previsioni, prenderà il via la seconda fase dei lavori, destinata a incidere in modo significativo sulla viabilità locale. Modifiche sono previste anche in via Zannoni già da domani, mercolidì 8 aprile.

Viabilità: cosa cambia

Attualmente il cantiere è concentrato sulla viabilità secondaria di via Cristoni, la cosiddetta “bretella”, destinata a diventare un collegamento strategico con la rotonda Biagi.

Con l’avvio della fase 2 (aprile–giugno/luglio), sono previste le seguenti modifiche:

  • Domani, lunedì 13 aprile, in mattinata, riapertura al traffico della rotatoria Cristoni–Nenni;
  • Ancora domani,  lunedì 13 aprile, in serata, chiusura definitiva del raccordo tra la rotonda Biagi e il bivio Bazzanese–Ospedale Maggiore in entrambe le direzioni.

Deviazioni e percorsi alternativi

Con la chiusura del raccordo Biagi–Bazzanese, il traffico proveniente dalla valle del Reno – oggi diretto verso Bologna, autostrada e tangenziale evitando il centro abitato – sarà deviato:

  • sulla nuova bretella tra via Cristoni e la rotonda Biagi, in apertura la mattina del 15 aprile;
  • sulla viabilità alternativa cittadina, lungo le direttrici Ronzani, Marconi, Garibaldi, Piave, Martiri della Libertà, 63ª Brigata Bolero e Berlinguer.

Sulla base del monitoraggio dei primi giorni, potranno essere introdotti correttivi per migliorare la fluidità del traffico e facilitare l’accesso alla Nuova Bazzanese e ai principali raccordi.

Per chi proviene da Sasso Marconi ed è diretto oltre Casalecchio, viene consigliato, ove possibile, l’utilizzo dell’autostrada.

L’assetto futuro

Al termine di questa fase, la viabilità assumerà una nuova configurazione:

  • sarà definitivamente dismesso l’attuale raccordo tra la rotonda Biagi e l’Asse Attrezzato, per consentire la realizzazione dell’imbocco delle due nuove gallerie;
  • la nuova bretella di via Cristoni sarà collegata direttamente alla rotonda Biagi, servendo le direttrici verso Sasso Marconi e il centro cittadino;
  • via Nenni sarà dedicata ai collegamenti verso Ceretolo e Zola Predosa.

Obiettivi e benefici

L’intervento punta a liberare il centro abitato dal traffico di attraversamento. A regime, già dall’estate, la circolazione sarà distinta tra:

  • traffico di lunga percorrenza, che utilizzerà la nuova galleria senza gravare sulla rete urbana;
  • traffico locale, che troverà nella nuova via Cristoni un asse preferenziale per i residenti.


Cronoprogramma

Il completamento dell’opera avverrà per fasi:

  • Stralcio Nord: apertura prevista tra giugno e luglio 2026, con una fase iniziale di assestamento;
  • Stralcio Sud: completamento tra fine 2027 e inizio 2028, con il collegamento tra Faianello e Borgonuovo.

«Siamo consapevoli dei disagi che un cantiere di questa portata comporta – commenta il sindaco Matteo Ruggeri – ma la separazione dei flussi tra traffico locale e traffico di attraversamento rappresenta la soluzione definitiva per migliorare la qualità della vita e dell’aria nella nostra città».