sabato 20 luglio 2019

La dorsale BUL di Lepida raggiunge anche Gaggio Montano

Inaugurata nella cittadina dell’Appennino bolognese la Banda Ultra Larga: dopo la connessione del municipio anche 11 aziende del territorio potranno connettersi tramite la dorsale in fibra ottica

Riceviamo:

Si è svolta oggi l’inaugurazione della rete ultraveloce presso l’area industriale di Gaggio Montano: la più recente delle iniziativeper il superamento del digital divide e la valorizzazione del tessuto produttivo locale. Si tratta di un’importante opportunità infrastrutturale che permette a 11 aziende del territorio gaggese di navigare in Banda Ultra Larga grazie ad una partnership pubblico-privato.
Oltre a Palmieri SpA, che ha ospitato l’evento inaugurale alla presenza della sindaca Maria Elisabetta Tanari e del direttore generale di Lepida Gianluca Mazzini, sono state coinvolte come partner aziende operanti nel settore metalmeccanico e metallurgico come Silmac Srl, Far Srl, Fratelli Cinotti, Nuova Tamburini e Tre T Srl, Caffitaly System SpA e i giganti di Philips Espresso, nel settore dei macchinari e delle componentistica per caffè. C’è spazio anche per il terziario, con l’allaccio dell’agenzia immobiliare A.zeta e dello studio Augusta Bernardi, oltre alla manifattura della pregiata Filatura Papi Fabio SpA.
Nel caso specifico di Gaggio Montano l’utilizzo di fondi FEASR (Fondo Europeo Agricolo per lo sviluppo rurale) pari a circa 460.000 euro ha reso possibile realizzare l’infrastruttura in fibra ottica dalla rete Lepida fino al municipio, portando quindi connettività a Banda Ultra Larga alla PA, e da lì all’area industriale.
Garantite le componenti tecniche necessarie alla connessione fino a 1Giga, a quel punto una manifestazione di interesse predisposta da Lepida invita gli operatori TLC presenti sul territorio a offrire i propri servizi Internet alle aziende secondo tariffe preventivamente definite da AGCOM. A Gaggio Montano hanno risposto 11 operatori (CesenaNet, Airgrid, Wimore, X-stream, Acantho, Stel, Spadhausen, Altitud, Trenove, Tecnoservizi, NetandWork).
«La vivacità economica di questo territorio» ha commentato la sindaca di Gaggio Montano Elisabetta Tanari «è dimostrata da competenze ed eccellenze diverse: sono molto soddisfatta di questa partnership tra pubblico e privato che consentirà loro di essere ancora più competitive sul mercato».
E il Direttore Generale di Lepida Gianluca Mazzini «Abbiamo realizzato una infrastruttura importante per portare la fibra ottica a Gaggio Montano, immediatamente utilizzabile per le aziende ed a breve per tutti i cittadini, in un percorso dove la montagna deve avere infrastrutture migliori o uguali a quelle della pianura, per un territorio a zero differenze».



Confagricoltura, clima pesa su cereali

Calo del 25% per frumento duro e del 15% per tenero, bene l'orzo

Da ANSA
 
Gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno sentire sulla resa dei cereali in Emilia-Romagna. E' quanto emerge, a trebbiatura quasi ultimata, dai rilievi della Confagricoltura regionale, secondo cui la stagione cerealicola vede un calo del 25% per quanto riguarda il frumento duro, del 15% del frumento tenero e una perdita di Produzione Lorda Vendibile fino al 90% per il grano biologico.
    In controtendenza, invece, l'orzo, con un incremento compreso tra il 10% e il 15%.
    In regione, spiega l'associazione degli agricoltori, la superficie complessiva coltivata è pari a 260.000 ettari: 176.000 ettari a frumento tenero (+7% rispetto al 2018); 60.500 ettari a frumento duro e 23.500 ettari a orzo. A livello provinciale 67.500 ettari nel Ferrarese, 58.000 ettari nel Bolognese 31.500 ettari nel Ravennate, 26.500 ettari nel Piacentina, 25.500 ettari nel Modenese, 20.000 ettari Nel Forlivese e Cesenate e nel Riminese, 17.000 ettari nel Parmense e 14.000 ettari nel Reggiano.

Marzabotto commemora l'eccidio di Malfolle

Riceviamo



venerdì 19 luglio 2019

Incidente a Cereglio

Riceviamo:

Incidente stradale intorno alle 13 di oggi nei pressi di Cereglio, sull'appennino bolognese. A circa 200 metri dal centro abitato una Opel Agila per la precisione, che viaggiava in direzione Bologna sulla strada provinciale 23, ha sbandato ed è finita fuori strada per cause che sono da accertare.

 La vettura si è anche ribaltata su un fianco. Sul posto sono giunti i soccorsi del 118 e sono stati attivati i Vigili del Fuoco, intervenuti con la squadra del distaccamento di Vergato. I pompieri hanno messo in sicurezza la donna che si trovava al volante dell’auto e l'hanno estratta dal veicolo perfettamente cosciente, poi è stata trasportata in ospedale a Porretta Terme. Sul posto anche la polizia locale.

A Badi di Castel di Casio si festeggiano 'otto secoli di pace fra Pistoia e Bologna

Feste e celebrazioni domani, sabato 20 luglio

Otto secoli fa Bologna e Pistoia misero fine alle loro discordie per il controllo della montagna accettando un trattato di pace che confermava il possesso di Sambuca e Pávana per Vescovo di Pistoia, il dominio del Comune di Pistoia su Fossato, Treppio, Torri e Monticelli e quello del Comune di Bologna sugli altri castelli e villaggi ricadenti nella diocesi bolognese: Badi, Granaglione e Stagno. I bolognesi ed i pistoiesi si impegnavano a osservare e rispettare “una vera e perpetua pace” ed a garantire “una vera sicurezza alle persone e alle cose” dei rispettivi popoli in città e nel contado, anche inserendo queste disposizioni nei loro statuti.

Per ricordare questo fatto storico la Pro Loco di Badi organizza una manifestazione celebrativa in collaborazione con la rete bolognese delle Pro Loco della Media Valle del Reno, con le Pro Loco pistoiesi di Pávana, San Pellegrino al Cassero, Torri, Treppio e con l’associazione culturale Amo la Montagna. 

Il programma della manifestazione contiene sia il momento della festa popolare, sia quello della riflessione storica e culturale che quello della mobilitazione civile.

Domani, sabato 20 luglio, è in programma dalle 9 alle 12 "Il Cammino delle Fonti – passando da Moscacchia". Una escursione guidata alla scoperta delle fontane disseminate per il territorio di Badi, geologicamente caratterizzato dal contatto fra le arenarie, fessurate e permeabili, della Serie Toscana e le impermeabili argilliti scure appartenenti alla Serie Ligure. Per prenotazioni, chiamare Francesca al numero 339 60 80 623

Nel pomeriggio, con un intervento del Sindaco di Castel di Casio Marco Aldrovandi e del Presidente della Pro Loco inizierà, alle 16, la celebrazione dell’ottocentesimo anniversario della Pace fra Bologna e Pistoia. Un rappresentante della ultra secolare Società pistoiese di storia patria illustrerà l’evento storico avvenuto presso la località Moscacchia, dove sarà successivamente collocata la lapide commemorativa, che verrà benedetta nel corso della celebrazione. Di seguito sarà data lettura e sottoscritto il “Memoriale degli 800 anni” col quale, in ideale collegamento con lo spirito collaborativo che ebbe inizio con quel lontano patto, i rappresentanti degli enti locali presenti si impegneranno a cooperare per sostenere e promuovere iniziative rivolte ad assicurare benefici per la popolazione, presente e futura, della montagna.

A quel punto avrà inizio la parte spettacolare della manifestazione : la rievocazione in costume dell’incontro fra le delegazioni dei due Comuni, interpretate da rappresentanti delle Pro Loco di Castel di Casio e Torri, e con la partecipazione della compagnia degli Sbandieratori Petroniani di Bologna, che si esibiranno nel grande prato dietro la Chiesa di Badi e attraverso le strade del borgo di Massovrana, il più antico dei nuclei che compongono il paese.

I partecipanti alla festa troveranno nel prato a partire dalle 17 il mercatino con le pubblicazioni edite da Nuèter e dalla Società pistoiese di storia patria, e cibi tradizionali e gli stand con i prodotti tipici locali: crostini toscani, paste fritte, gnoccarini, tigelle, porchetta e affettati vari, zampanelle, necci e fresca frutta di stagione. Dopo la cena, gran finale con la musica del Quartetto Eden – composto da Antonio Stragapede, chitarra, Vincenzo Serra, clarinetto e sassofono, Gianni De Marco, fisarmonica e Paolo Bini, clarinetto – che proporrà un percorso musicale nella storia e tradizione musicale montanara, in versione rigorosamente acustica. 


Carlo Fatuzzo a Villa Emma di Sasso Marconi

Il parlamentare Carlo Fatuzzo ( nella foto in secondo da sinistra), segretario nazionale e fondatore del Partito dei Pensionati, ha fatto visita alla casa di riposo Villa Emma di Sasso Marconi, per conoscerne la realtà sociale e valutarne l'efficienza operativa. L'onorevole, in linea con le finalità del partito da lui fondato, sta girando tutte le province italiane ed esamina in ognuna di esse una casa che ospita anziani per verificarne la coerenza istituzionale e la correttezza. A Bologna la scelta è caduta su Villa Emma e nella visita ha potuto constatare la congruità fra la proposta e l'operatività pratica per gli ospiti, la efficienza e la cura . “ La finalità di questo tour è anche quella di portare sostegno ai degenti e solidarietà ai lavoratori delle case di riposo,” ha detto l'onorevole, “ in un momento in cui la categoria è nella lente di ingrandimento della collettività e si sente piuttosto discussa. Purtroppo per una mela marcia ne perde un esercito di bravissimi operatori la cui professionalità è una delle ricchezze del paese”. L'incontro è stato l'occasione anche per informare gli ospiti di Villa Emma della attività parlamentare dell'onorevole a favore della terza età per far approvare provvedimenti che impongano allo Stato di sollevare da ogni spesa coloro che non sono autosufficienti. Fra i proposte che Fatuzzi ha avanzato in Parlamento, ha voluto ricordare quella di elevare ai 780 euro del reddito di cittadinanza i 290 di accompagnamento.

Carlo Fatuzzo ha all'attivo 50 anni di direzione e assistenza pensionistica nel proprio partito. Per 10 anni è stato parlamentare europeo e ora è stato eletto parlamentare nelle fila di FI come indipendente. 







 

Doppio appuntamento con il Teatro di strada a Sasso Marconi


Sabato 20 luglio: giocoleria e teatro circo nel borgo di Fontana con "Mr. Gera"
Domenica 21: teatro comico in Piazzetta con uno spettacolo ispirato alla vicenda di
Romeo e Giulietta

Nel week-end, è in programma a Sasso Marconi un doppio appuntamento con la rassegna “Il teatro vien di notte...”: teatro di strada che nelle sere d’estate propone spettacoli sotto le stelle. 
Nel BORGO di FONTANA, domani, sabato 20 luglio, nella piazzetta della frazione andrà in scena la performance di Mr. Gera, uno spettacolo di teatro circo in strada, con numeri di giocoleria e di funambolismo. Sandro Sassi - alias Mr. Gera - mostrerà ad esempio la sua abilità nel camminare su una corda tenuta in tensione dagli spettatori (compiendo giocolerie con oggetti infuocati) e nel mantenersi in equilibrio su una grossa sfera con una scopa sul mento.
Domenica 21 la rassegna si trasferisce nella PIAZZETTA DEL TEATRO, del capoluogo, dove il Teatro Guascone propone una rivisitazione in chiave comica della vicenda di Romeo e Giulietta. "Romeo e Giulietta stanno bene" vede i protagonisti del celebre testo shakesperiano in buona salute e puntare alla pensione dopo aver vissuto per anni affrontando problemi, incomprensioni e gli acciacchi della vecchiaia... nessuna tragedia, dunque, se non le comuni difficoltà legate alla vita quotidiana dei nostri giorni, perché per il resto... "Romeo e Giulietta stanno bene"!

Entrambi gli spettacoli iniziano alle  21.15 e sono ad ingresso gratuito


Festival dello scrittore a Castiglione dei Pepoli.


Attesi un centinaio di scrittori da tutta Italia. Non si parlerà solo di libri: la manifestazione è integrata con "Artigola", un week-end dedicato all'arte e al gusto di vivere, con show cooking, teatro, laboratori per bambini e cene (e pranzi) in giallo. Ospiti d'onore gli scrittori Giorgio Comaschi e Otto Gabos, la chef Lucia Antonelli e la componente della commissione cultura della Camera dei Deputati Alessandra Carbonaro


Si terrà nel fine settimana, da domani  20 e domenica 21 luglio,  la seconda edizione del Festival dello scrittore che quest'anno si svolge a Castiglione dei Pepoli.
Sono attesi oltre cento scrittori provenienti da tutta Italia (arriveranno da Sicilia, Piemonte, Puglia, Lombardia, Veneto, Toscana, Marche), giovani e meno giovani, autori di romanzi di vari generi, saggi e fumetti cui verrà data la possibilità di incontrare il pubblico in due giorni intensi di presentazioni letterarie. Oltre a loro ci saranno due scrittori ospiti d’onore: lo scrittore, giornalista e attore Giorgio Comaschi, che sabato pomeriggio alle 18 dialogherà con Marco Tamarri per presentare il suo ultimo lavoro, “Com: Le avventure di un contastorie in giro per il mondo” (Minerva Edizioni), e Otto Gabos, scrittore e fumettista, che insieme agli autori Marco Nucci e Cisco Giordano sarà protagonista, sabato alle 15, di una tavola rotonda dedicata la fumetto, condotta dal giornalista Andrea Antonazzo. Il tutto nello scenario del centro storico medievale di Castiglione dei Pepoli, tra piazza della Libertà e via San Lorenzo.
Sabato a mezzogiorno si parlerà di politiche culturali dell’Appennino bolognese durante l’incontro con Alessandra Carbonaro, componente della commissione cultura della Camera dei Deputati: discuteranno con lei Marco Tamarri, responsabile Cultura dell’ Unione dei comuni Appennino bolognese e Margherita Nucci, Assessore alla cultura del Comune di Castiglione Dei Pepoli.
Ancora letteratura e presentazioni poi domenica 21 luglio con un contest letterario “in estemporanea”: gli autori avranno a disposizione un’ora, tra le 10 e le 11, per scrivere un racconto ispirato a luoghi, tradizioni e curiosità di Castiglione dei Pepoli. I primi tre racconti saranno premiati alle 15 del giorno stesso. Di nuovo fumetti alle 11,30 con la presentazione di "A chi piace il pappatacio?" di Giuseppe Beccaglia e Gianmarco Balestri e poi la premiazione del concorso letterario “Socc’mel… che viaggio!”. La casa editrice il Loggione ha infatti selezionato 55 racconti finalisti, tra cui verranno individuati i vincitori, selezionandoli tra oltre duecento racconti pervenuti. Il tema? Bolognesi in viaggio o un viaggio a Bologna.
Ma la letteratura non è l’unica protagonista dell’evento: il festival infatti è integrato con “Artigola”, una festa in cui il protagonista è il gusto: sabato alle 17 sarà Simona Guerra, della scuola di cucina “Otto in Cucina” che guiderà il pubblico, fra curiosità e tradizione, alla scoperta della crescente bolognese con uno show cooking, mentre domenica alle 18 sarà Lucia Antonelli della Trattoria del Cacciatore a svelare i segreti di una ricetta tradizionale di Castiglione dei Pepoli, gli strapponi, durante un altro show cooking. A metà strada tra gusto e letteratura gialla anche gli appuntamenti la “Cena in giallo itinerante” di sabato sera, tra misteri da risolvere e piatti da gustare, e il successivo “Pranzo in giallo itinerante”. In entrambi i casi, i 25 partecipanti (occorre prenotarsi) dovranno calarsi nei panni di un vero investigatore per sbrogliare la matassa proposta da alcuni degli autori della collana “Brividi a cena” delle edizioni Il Loggione.
Anche gli eventi collaterali riempiranno la due giorni in Appennino: sono previsti infatti laboratori di lettura per bambini dai 3 ai 6 anni, il mercatino di prodotti artigianali, lo spettacolo di musiche e letture “Amor fiorì Natura” a cura delle compagnie “Sipario castiglionese” e “Non solo ragionieri “ sabato sera e lo spettacolo “Quando Canta Rabagliati...! ” con Franz Campi e la band di Sandro Comini a conclusione dell’evento la sera di domenica.
Il programma completo e tutte le informazioni per turisti, visitatori e lettori sono disponibili sul sito http://www.artigola.it

Camilleri, dipinto di Carlo Soricelli

Il Ritratto di Camilleri dipinto 15 anni fa da Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio Indipendente di Bologna morti sul lavoro

Ciao Maestro.

"Camilleri con occhiali gialli e camicia rossa".

giovedì 18 luglio 2019

Mongardino. Festa patronale di San Cristoforo

Sabato prossimo,  20 luglio, la comunità parrocchiale di Mongardino festeggia il Santo Patrono. Dalle 18 alle 22 sarà attuato un programma religioso e di intrattenementi.


Alle 21, dopo la Santa Messa ed il rinfresco, il Maestro Wladimir Matesic, intratterrà con Preludio organistico alla Festa di San Cristoforo suonando l'organo riarmonizzato della Chiesa. Organo che è entrato nel circuito del V Itinerario Organi Devozioni Territorio in Emilia Romagna. Introduce Chiara Sirk.


Le offerte raccolte durante la manifestazione verranno devolute alla manutenzione degli organi delle Parrocchie.







Monte San Pietro. Ruba il registratore di cassa della farmacia, ma è la spia che lo smaschera.

Individuato dai Carabinieri l’autore della rapina in farmacia vestito da cowboy

Foto del Comando Provinciale Carabinieri Bologna
I Carabinieri di Zola Predosa hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di V.G.L., 53enne italiano, indagato per rapina. Il provvedimento è stato eseguito nel carcere di Bologna, dove il malvivente era stato rinchiuso il mese scorso in conseguenza di quasi mezzo kg di hashish e del materiale attinente allo spaccio che i Carabinieri della Stazione di Zola Predosa gli avevano trovato in casa durante una perquisizione domiciliare. Oltre alla droga, i militari avevano rinvenuto anche il cassetto di un registratore di cassa che, dagli accertamenti, risultava asportato la sera del 18 giugno 2019 dalla “Farmacia di Monte San Pietro” da un rapinatore armato di coltello, con il viso parzialmente camuffato da un paio di occhiali da sole e un insolito cappello di paglia. L’uomo, descritto come italiano con accento locale, dall’età apparente di 45/50 anni, alto circa 1,70/1,75, magro, barba incolta e capelli brizzolati, era riuscito a dileguarsi con il cassetto del registratore di cassa e 1.400 euro in contanti. Dopo aver analizzato il profilo criminale del soggetto, emerso la sera della rapina ed avere intuito che si trattava di un rapinatore locale, esperto del territorio, i Carabinieri della Stazione di Zola Predosa hanno capito che il cassetto del registratore di cassa era stato asportato proprio dal 53enne, autore della rapina. Le indagini dei Carabinieri sono state pienamente condivise dal GIP che ha firmato il provvedimento cautelare.
 
Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

I Verdi della Valle del Reno sollecitano i sindaci


Riceviamo:


Oggi, i verdi della Valle del Reno, ritenendo non più rimandabile una presa di coscienza e un atto di responsabilità da parte delle comunità locali, stante l'immobilismo irresponsabile del governo nazionale rispetto al tema dei cambiamenti climatici in atto, hanno inviato una bozza di delibera per la dichiarazione dello stato di emergenza climatica ai Sindaci dei comuni della valle del Reno: Vergato, Grizzana Morandi, Marzabotto e Sasso Marconi, invitandoli a discutere la delibera e a portarla all'approvazione nel proprio Consiglio Comunale. Riteniamo, infatti, che si sia ormai perso troppo tempo e che sia ora di prendere provvedimenti concreti e tangibili finalizzati alla riduzione delle emissioni di gas climalteranti e alla protezione del pianeta dal pericoloso innalzamento delle temperature globali. La storia ci guarda e la qualità della vita (forse anche la vita stessa) delle generazioni future dipenderà, in gran parte da quanto saremo in grado di fare noi per correggere gli errori compiuti fino ad ora. Il tempo è ora!

Di seguito, il testo della mail inviata e la bozza di delibera proposta ai Sindaci.

Egregio sindaco, gli ultimi mesi hanno reso evidente che il cambiamento climatico è ormai una realtà. Siccità prolungate alternate a fasi alluvionali e a eventi estremi con grandinate violente, sono purtroppo all'ordine del giorno. Ma gli scienziati ci dicono che non siamo che all'inizio si un peggioramento che, in assenza di interventi correttivi rapidi, potrebbe portare il nostro pianeta ad una trasformazione degli equilibri climatici tale da compromettere, negli scenari peggiori, la stessa sopravvivenza della specie umana. Bisogna agire e bisogna farlo in fretta se non vogliamo consegnare ai nostri figli una situazione non più governabile.
Abbiamo poco più di un decennio x porre in campo azioni che impediscano il peggio. La responsabilità poggia sulle spalle di tutti, ma in particolare su chi ha incarichi di governo. A tutti i livelli. Il suo mandato è appena iniziato, questo vuol dire che negli undici anni che i climatologi hanno indicato come termine ultimo per invertire la tendenza al disastro, lei sarà alla guida della sua comunità per quasi la metà del tempo. Questa prospettiva temporale le affida, se possibile, ancora maggiori responsabilità. Saranno questi anni decisivi per compiere scelte fondamentali per avviare il cambiamento non più rimandabile per prendersi cura dell'unico pianeta che abbiamo a disposizione. Per questo crediamo sia fondamentale porre alla radice della sua azione amministrativa la dichiarazione dello stato di emergenza climatica. Allegata a questa mail troverà uno schema di delibera redatto da un esperto amministrativista che le chiediamo di leggere e di condividere con il cc in una delle prossime sedute. È un atto di orientamento delle attività del comune che può fungere da guida per la definizione di progetti e programmi che, se correttamente predisposti, potranno fare veramente la differenza e costituire una speranza concreta per il futuro dei nostri figli. Ma non solo. È infatti ormai patrimonio comune e certificato da report delle principali agenzie economiche internazionali (tra le quali la banca mondiale, per citarne una) che la transizione ecologica della nostra società può essere un motore importante per il rilancio dell'economia e dell'occupazione. Fattore che nel nostro territorio, così colpito da fenomeni anche drammatici di deindustrializzazione, da solo giustificherebbe l'assunzione di una decisione forte come la dichiarazione di emergenza che le proponiamo. Come forza ambientalista saremo al vostro fianco per sostenervi in questa scelta, oppure di fronte a voi per ricordarvi le vostre responsabilità e in mezzo alla gente per far crescere, al limite delle nostre forze, la consapevolezza sull'urgenza di un cambio radicale nella cura della nostra casa comune. Con viva speranza di aver ottenuto la sua attenzione, la salutiamo e ci mettiamo a disposizione qualora reputasse utile un incontro. Gruppo Verdi valle del Reno.

SCHEMA DI DELIBERA DI CONSIGLIO COMUNALE (ENTE LOCALE) PER LA DICHIARAZIONE DELLO STATO DI EMERGENZA CLIMATICA ED ECOLOGICA (PREDISPOSTA DAL PROF. MICHELE CARDUCCI)

OGGETTO: dichiarazione di emergenza a tutela del diritto umano al clima L'anno duemiladiciannove, il giorno del mese di maggio, alle ore ecc...

Il CONSIGLIO COMUNALE Premesso che - migliaia di Cittadini italiani stanno sottoscrivendo in numero crescente la petizione, aperta sulla piattaforma on line "www.petizioni.com" e intitolata "Dichiarazione emergenza climatica", contenente la richiesta, rivolta al Governo italiano ma anche alle Regioni e ai Comuni italiani, di "dichiarare lo stato di emergenza climatica" attraverso la elencazione di sei punti di impegno politico e istituzionale di contrasto al fenomeno antropogenico dei cambiamenti climatici, - numerose analoghe sollecitazioni sono pervenute da associazioni e movimenti operanti sul territorio,

Constatato che
  • la citata petizione nazionale e le iniziative locali manifestano una istanza emergente a livello globale come invito cittadino alla mobilitazione comune per la lotta ai cambiamenti climatici,
  • - che tale lotta ai cambiamenti climatici individua uno specifico obbligo globale, riguardante l'intera comunità mondiale di enti e persone pubbliche e private, fatto proprio dall'ONU con la definizione n. 13 dei c.d. SDGs (United Nations Sustainable Development Goals) del 2015, da realizzare entro il 2030,
  • numerose Città del mondo hanno deliberato di dichiarare la "emergenza climatica", quale premessa di riconoscimento e appoggio a tale mobilitazione comune,
  • - persino Stati e intere comunità territoriali, come Regno Unito, Scozia e Irlanda, hanno dichiarato l' "emergenza climatica",
  • - il crescente numero di tali mobilitazioni cittadine e istituzionali a livello globale è costantemente documentato e censito dalla piattaforma on line "Cedamia" ("Climate Emergency Declaration and Mobilisation in Action"),
  • - tale mobilitazione cittadina e istituzionale globale si aggiunge alle iniziative degli Studenti e dei Docenti di Scuola e Università di tutto il mondo, note come "Friday for Future" ed "Exitinction Rebellion",
  • Rilevato che - anche il Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, ha più volte sottolineato l'emergenza e l'urgenza della lotta ai cambiamenti climatici, sottoscrivendo persino un documento, congiunto con altri quattordici Capi di Stato, in cui si riconosce che «il cambiamento climatico è la sfida chiave del nostro tempo»,
  • Considerato che - l'art. 117 comma 1 della Costituzione italiana sottopone la potestà legislativa italiana al «rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali»,
  • - in forza degli articoli 117 e 118 della Costituzione italiana, il rispetto della Costituzione, dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali si estende a qualsiasi altro ente territoriale dello Stato, compresi i Comuni,
  • - i Comuni devono altresì favorire «l'autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà», in ossequio all'art. 118 ultimo comma della Costituzione italiana,
  • - tra i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali rientrano l'art. 6 del Trattato dell'Unione europea, sulla tutela dei diritti fondamentali nella Unione europea (compreso quello all'ambiente di cui all'art. 37 della Carta dei diritti fondamentali della Unione europea) e la Convenzione europea dei diritti umani (in particolare gli articoli 2 e 8 di tale Convenzione),
  • - tra i vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario rientra altresì l'art. 114 del Trattato di funzionamento della Unione europea, in base al quale la «protezione dell'ambiente ... [in Europa] si basa su un livello di protezione elevato, tenuto conto, in particolare, degli eventuali nuovi sviluppi fondati su riscontri scientifici», e su più forti tutele quando «fondate su nuove prove scientifiche inerenti alla protezione dell'ambiente»,
  • - i vincoli dei Trattati europei e della citata Convenzione europea sui diritti umani non possono in alcun modo essere disattesi o derogati da enti interni allo Stato, in ragione, tra l'altro, delle regole generali contenute negli articoli 5, 26, 27 e 29 della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati del 1969,
  • - tali regole della Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati impongono alle istituzioni interne allo Stato, compresi i Comuni, di rispettare qualsiasi altro Trattato internazionale, compresi, per lo specifico ambito della tutela contro i cambiamenti climatici, la Convenzione quadro delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici (la UNFCCC del 1992), la Convenzione di Aarhus sui pilastri della c.d. "democrazia ambientale" del 1998, l'Accordo di Parigi sul clima del 2015, tutti vincolanti per lo Stato italiano, Preso atto che -
  • proprio in base all'Accordo di Parigi del 2015 sul clima, gli Stati sottoscrittori, compresa l'Italia, hanno fatto propria, e assunto a parametro normativo universale di lotta ai cambiamenti climatici, l'acquisizione scientifica secondo cui il riscaldamento globale del pianeta e l'aumento di emissioni di CO2 sono fenomeni da imputare all'azione umana di produzione e consumo di energia fossile, tanto pubblica quanto privata, identificando dunque il cambiamento climatico come questione di responsabilità e non di semplice accidentalità emergente da eventi naturali,
  • - la responsabilità umana, pubblica e privata, sui cambiamenti climatici è dunque affermata a livello normativo internazionale, nonostante i c.d. "negazionismi climatici", tutti disconosciuti dai Trattati sottoscritti,
  • - sempre l'Accordo di Parigi del 2015 sul clima, fissando l'obiettivo di risultato del contenimento dell'aumento delle temperature tra l'1,5° e i 2°C, definisce contemporaneamente una soglia quantitativa e un obbligo di risultato, funzionali a scongiurare la ulteriore regressione climatica globale,
  • - tale obbligo di risultato si presenta infungibile e irrinunciabile, dunque non negoziabile né bilanciabile,
  • - nell'Accordo di Parigi del 2015 sul clima sono altresì definite le modalità operative per adempiere agli obblighi di risultato, attraverso le azioni di "mitigazione", "adattamento", "resilienza", "non regressione"(articoli 2, 3, 4.2, 4.11, 7),
  • - tali modalità e tali risultati sono conformi anche alla Risoluzione del Parlamento europeo, già votata all'unanimità il 29 settembre 2011, specificamente al paragrafo 97, Nella consapevolezza che
  • - il Preambolo dell'Accordo di Parigi del 2015 sul clima definisce il cambiamento climatico "preoccupazione comune dell'umanità", quindi elemento determinante di qualsiasi relazione giuridica tra Stati e Cittadini, di cui farsi carico considerando, rispettando e promuovendo i diritti umani previsti in tutti i Trattati e le Convenzioni internazionali sottoscritti dagli Stati, - tale Preambolo è parte costitutiva degli impegni internazionali degli Stati, ai sensi dell'art. 31 della citata Convenzione di Vienna sul diritto dei Trattati, in quanto concorre alla interpretazione dell'Accordo di Parigi «in buona fede in base al senso comune da attribuire ai termini del trattato nel loro contesto ed alla luce dei suo oggetto e del suo scopo»,
  • - sempre in forza del citato art. 31 della Convenzione di Vienna, il "contesto" dell'Accordo di Parigi comprende, oltre a testo, Preambolo e allegati inclusi, anche «ogni accordo relativo al trattato e che sia intervenuto tra tutte le parti in occasione della sua conclusione» nonché «ogni strumento disposto da una o più parti in occasione della conclusione del trattato ed accettato dalle altre parti in quanto strumento relativo al trattato»,
  • - tra gli "accordi" e gli "strumenti" disposti dagli Stati in occasione dell'Accordo di Parigi sul clima del 2015 si annovera il mandato al "Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici" (IPCC) dell'ONU di redigere un "Rapporto speciale" sui cambiamenti climatici, da pubblicare entro la fine del 2018, per la definizione dettagliata dei tempi e delle modalità di effettivo conseguimento degli obblighi di risultato concordati a Parigi,
  • - tale "Rapporto speciale" è stato reso pubblico nell'ottobre 2018,
  • - tale "Rapporto speciale" ha definito, oltre ogni ragionevole dubbio scientifico, sia la responsabilità delle risorse energetiche fossili come causa principale dei cambiamenti climatici sia la soglia massima di innalzamento della temperatura globale del pianeta entro comunque l'1,5°C, sia il termine ultimo di intervento efficace di risultato della lotta ai cambiamenti climatici entro il 2030, per non incorrere nel c.d. "punto di non ritorno" del controllo umano sulle dinamiche climatiche, sia la necessità di abbandonare in ogni caso le fonti energetiche fossili, Ritenuto che
  • - il rispetto, da parte di un Comune, dell'art. 31 della Convenzione di Vienna sui Trattati nell'interpretare i vincoli internazionali dello Stato italiano in tema di lotta ai cambiamenti climatici, debba consistere nel garantire e promuovere, nelle forme e nei modi previsti dall'art. 118 della Costituzione italiana, il conseguimento degli obblighi di risultato, secondo i metodi, le azioni e i tempi indicati dall'Accordo di Parigi nel "contesto" del "Rapporto speciale" 2018 dell'IPCC, in quanto entrambi giuridicamente vincolanti per previsione di quell'art. 31, - tale azione del Comune risponde alla "preoccupazione comune dell'umanità" sui cambiamenti climatici, sancita dall'Accordo di Parigi del 2015,
  • - tale "preoccupazione comune dell'umanità" si traduce in un dovere di difesa dei diritti umani, in coerenza con la "Dichiarazione delle Nazione Unite sui difensori dei diritti umani", adottata con Risoluzione n. 53/144 dell’Assemblea generale nel 1999, e in particolare con l'art. 1 («Tutti hanno il diritto, individualmente ed in associazione con altri, di promuovere e lottare per la protezione e la realizzazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali a livello nazionale ed internazionale»), art. 3 («Il diritto interno coerente con la Carta delle Nazioni Unite e con gli altri obblighi internazionali dello Stato nel campo dei diritti umani e delle libertà fondamentali costituisce la cornice giuridica al cui interno le libertà fondamentali e i diritti umani devono essere attuati e goduti ed al cui interno le attività per la promozione, la protezione e l’effettiva realizzazione dei diritti e libertà di cui alla presente Dichiarazione devono essere condotte»), art. 4 («Nulla nella presente dichiarazione deve essere interpretato in modo da danneggiare o contraddire i fini e i principi della Carta delle Nazioni Unite o da restringere o derogare le norme della Dichiarazione universale dei diritti umani, dei Patti internazionali sui diritti umani e degli altri strumenti ed impegni internazionali applicabili in questo campo»), art. 10 («Nessuno deve partecipare, con atti o omissioni, alla violazione dei diritti umani e delle libertà fondamentali»), - tale difesa dei diritti umani riguarda anche il diritto umano all'ambiente salubre e allo sviluppo sostenibile nel rispetto delle presenti come delle future generazioni,
così come desumibile da innumerevoli fonti internazionali, mai contestate o disconosciute dallo Stato italiano, quali gli articoli 25.1 e 29.2 della "Dichiarazione universale dei diritti umani" dell'ONU del 1948, il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali dell'ONU del 1966 (i cui obblighi di protezione e promozione incombono tanto sugli Stati quanto su individui e altri soggetti pubblici e privati, in base alle Risoluzioni AG ONU 32/130 del 16 dicembre 1977 e 41/117 del 4 dicembre 1986), la "Dichiarazione sul diritto allo sviluppo", adottata dall'Assemblea generale dell'ONU nel 1986 (Risoluzione 41/128), rinforzata in occasione della Conferenza mondiale sui diritti umani (WCHR) di Vienna del 1993, il cui art. 1.8 dichiara che «la democrazia, lo sviluppo e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali sono interdipendenti e si rafforzano a vicenda», la Risoluzione dell'UNHRC 31/8 2016, il Rapporto OHCHR "on Climate Change and Human Rights" (UN Doc A/HRC/10/61 2009), i Rapporti del Relatore speciale Professor John Knox, nominato dal Consiglio dei diritti umani dell'ONU del 2012 (A/HRC/22/43, A/HRC/31/52), il Report dell'UNEP (il Programma per la protezione dell'ambiente dell'ONU) pubblicato nel 2017 con le apposite linee di azione, intitolate "Promoting Greater Protection for Environmental Defenders",
Visti - il Decreto legislativo n. 152/2006, nelle seguenti disposizioni art. 2, dove si sancisce che «il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia e il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali», tra l'altro nell'esplicito richiamo agli articoli 2, 3, 9, 32, 41, 42 e 44, 117 commi 1 e 3 della Costituzione, art. 3-ter, secondo cui «la tutela dell'ambiente e degli ecosistemi naturali e del patrimonio culturale deve essere garantita da tutti gli enti pubblici e privati e dalle persone fisiche e giuridiche pubbliche o private, mediante una adeguata azione che sia informata ai principi della precauzione, dell'azione preventiva, della correzione, in via prioritaria alla fonte, dei danni causati all'ambiente, nonché al principio "chi inquina paga"», art. 3-quater, per il quale «ogni attività umana giuridicamente rilevante ai sensi del presente codice deve conformarsi al principio dello sviluppo sostenibile, al fine di garantire che il soddisfacimento dei bisogni delle generazioni attuali non possa compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future »,
  • l'Opinione consultiva dalla Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia, dell'8 luglio del 1996, che qualifica l'ambiente, per gli obblighi internazionali di tutti gli Stati, «non un'astrazione, ma lo spazio in cui vivono gli esseri umani e da cui dipendono la salute e la qualità della vita delle presenti e future generazioni», - i Rapporti scientifici della Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della Lancet Commission, della "Carta di Roma" dell'Istituto Superiore della Sanità, dell'ISDE, in merito agli effetti negativi e irreversibili dei cambiamenti climatici sulla salute delle persone e soprattutto delle giovani generazioni e di quelle future, Facendo proprie
  • - tutta la giurisprudenza italiana che declina il diritto all'ambiente con la salute individuale e collettiva, delle presenti come delle future generazioni (dalla Corte di Cassazione n. 5172/1979 che ha riconosciuto l’ambiente, in virtù del combinato disposto degli articoli 2 e 32 della Costituzione, in un «contenuto di socialità e di sicurezza tale da determinare l’emersione di un vero e proprio diritto all’ambiente salubre, come diritto fondamentale della persona umana», alla sentenza della Corte costituzionale n. 210/1987, in base alla quale "tutela dell’ambiente" è sinonimo di «miglioramento delle condizioni
naturali (aria, acque, suolo e territorio in tutte le sue componenti)», comprensive della «persona umana in tutte le sue estrinsecazioni»),
  • la regola europea per cui in Europa «la salute e la vita delle persone occupano il primo posto» (sentenza "Ortscheit" della Corte di Giustizia europea, causa C-320/93 punto 16, e successive cause C-434/02 punto 58, e C2010/03 punto 60), - la giurisprudenza italiana di legittimità, che attribuisce anche agli enti, come i Comuni, obblighi di adempimento e protezione a tutela della salute e dell'ambiente (Corte di Cassazione SS.UU. Civ. n. 7318/1991, Sez. III civ. n. 9893/2000 ecc.), Dato che - la Corte Costituzionale italiana, con la sentenza n. 282/ 2002, ha chiarito che, in materia di tutela della salute, «l'elaborazione di indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali» (spettante agli «organi tecnico-scientifici») prevale sulla «pura discrezionalità politica dello stesso legislatore», mentre, con la sentenza n. 116/ 2006, ha aggiunto che «l'imposizione di limiti all'esercizio della libertà di iniziativa economica, sulla base dei principi di prevenzione e precauzione nell’interesse dell’ambiente e della salute umana, può essere giustificata costituzionalmente solo sulla base di indirizzi fondati sulla verifica dello stato delle conoscenze scientifiche e delle evidenze sperimentali acquisite, tramite istituzioni e organismi, di norma nazionali o sovranazionali, a ciò deputati, dato l’essenziale rilievo che, a questi fini, rivestono gli organi tecnico scientifici»,
  • - anche la Corte di Giustizia europea, nella decisione 9 settembre 2003 in causa C-236/01, ha affermato che l'adozione di misure precauzionali opera «sulla base dei dati scientifici disponibili che risultano maggiormente affidabili e dei risultati più recenti della ricerca internazionale, che l'attuazione di tali misure è necessaria», al fine di evitare pericoli per la salute umana,
  • - analoga giurisprudenza è stata prodotta dalla Corte europea dei diritti umani (da ultimo, con la c.d. "Sentenza Cordella" del 2019),
  • - le conoscenze scientifiche rese evidenti da organismi internazionali e nazionali accreditati, come l'IPCC dell'ONU, l'OMS, l'ISS, l'ISDE, assumono quindi rilievo di limite normativo della discrezionalità politica, in quanto frutto delle "verifiche" scientifiche richieste dalla giurisprudenza italiana a tutela del diritto alla salute e all'ambiente salubre, nella specifica espressione del diritto umano al clima, Verificato che - gli obblighi di risultato dell'Accordo di Parigi del 2015 sulla lotta ai cambiamenti climatici coincidono con gli obiettivi ONU dei citati SDGs (United Nations Sustainable Development Goals) del 2015, di cui al n. 3 (salute e benessere), n. 7 (accesso di tutti all'energia sostenibile), n. 8 (crescita inclusiva e sostenibile), n. 9 (industrializzazione sostenibile), n. 11 (città sostenibili), n. 12 (modelli di produzione e consumo sostenibile), n. 13 (promuovere azioni contro i cambiamenti climatici), n. 14 (tutelare il mare e le acque), n. 15 (preservare e ripristinare la sostenibilità degli ecosistemi), n. 17 (rinnovare il partenariato mondiale sullo sviluppo sostenibile), - il termine di conseguimento degli obiettivi dell'ONU è il 2030, - il 2030 è anche il termine ultimo indicato dal citato "Rapporto speciale" 2018 dell'IPCC dell'ONU, per scongiurare il "punto di non ritorno" nella lotta ai cambiamenti climatici, - inoltre, i contenuti di azione del "Rapporto speciale" 2018 dell'IPCC mirano tutti a garantire all'umanità gli specifici obiettivi n. 7 e 8 dei SDGs dell'ONU, ovvero il diritto all'accesso all'energia sostenibile e pulita e il diritto alla crescita inclusiva e sostenibile, attraverso l'abbandono dei processi energetici a combustione fossile,
Desumendo pertanto che
  • il diritto umano alla salute e all'ambiente salubre comprende ormai anche il diritto dei cittadini a pretendere che il proprio Stato realizzi la lotta ai cambiamenti climatici nella concretizzazione effettiva, entro il 2030, degli obiettivi nn. 3, 7, 8, 9, 11, 12, 13, 14, 15, 17 dei SDGs dell'ONU, adempiendo rigorosamente agli obblighi di risultato di non superamento dell' 1,5° C e alle modalità di azione designate dall'Accordo di Parigi del 2015 e dal "Report speciale" 2018 dell'IPCC,
  • - alla luce dei contenuti del "Report speciale" 2018 dell'IPCC, tale pretesa dei cittadini realizza un vero e proprio diritto umano al clima, nel duplice significato di un diritto, delle presenti e future generazioni, a una salute non ulteriormente compromessa dalle risorse energetiche fossili e dai cambiamenti climatici da esse prodotte, nonché un diritto, delle presenti e future generazioni, a un ambiente "salubre" in quanto definitivamente libero dall'energia fossile climalterante e per un futuro non compromesso ed escludente, Nella considerazione che - il Governo italiano non riconosce né menziona in alcun proprio documento, neppure di contenuto programmatico, la priorità della tutela del diritto umano al clima, nella duplice declinazione di salute umana e salubrità ambientale definitivamente liberate e libere dai condizionamenti climalteranti e devastanti dell'energia fossile,
  • - nessun documento e nessuna azione del Governo italiano spiega come concretizzare congiuntamente gli obiettivi dell'Accordo di Parigi del 2015 e quelli dei SDGs dell'ONU entro il 2030, senza ulteriormente compromettere il diritto umano al clima, - al contrario, il Governo italiano ha manifestamente dimostrato di non voler accelerare le proprie azioni di lotta ai cambiamenti climatici, continuando ad avallare diverse opere persistentemente fossili e climalteranti,
  • - il Governo non detiene né ha mai detenuto studi, evidenze scientifiche, informazioni e rilevazioni di qualsiasi natura o entità che dimostrino l'utilità climatica delle nuove opere fossili e climalteranti in via di realizzazione o programmate in Italia, così privando i propri Cittadini di un altro diritto fondamentale tutelato a livello internazionale (a partire dalla Convenzione di Aarhus), quello ad essere informati su come si stiano effettivamente conseguendo gli obiettivi di risultato dell'Accordo di Parigi del 2015, nelle le misure temporali indicate dal "Rapporto speciale" 2018 dell'IPCC entro il 2030 e in coerenza con i risultati al 2030 dei SDGs dell'ONU,
  • - l'azione del Governo permane lacunosa nella promozione di forme di valutazione ambientale e strategica che assumano come prioritario l'interesse pubblico alla tutela del diritto umano al clima, quale condizione indefettibile per la piena realizzazione degli impegni dell'Accordo di Parigi e dei SDGs al 2030 dell'ONU,
  • - pertanto, l'atteggiamento del Governo permane caratterizzato da una persistente inerzia ed elusione incostituzionali, che offendono i diritti fondamentali dei Cittadini ad essere informati sul futuro climatico del proprio Paese e il loro diritto umano al clima come condizione di salute e ambiente salubre, liberi e liberati dall'energia fossile climalterante, Concludendo che
  • - l'emergenza climatica non deriva affatto da una situazione naturale o da un evento imprevisto o imprevedibile, ma dal persistente inadempimento degli obblighi internazionali degli Stati, rispetto all'Accordo di Parigi, al "Rapporto speciale" 2018 dell'IPCC e ai SDGs al 2030 dell'ONU,
  • DELIBERA
  • 1. di dichiarare l'emergenza climatica per il proprio territorio, in termini di persistente violazione del diritto umano al clima dei propri Cittadini, come lesione presente e futura della loro salute e della salubrità del loro ambiente, a causa della volontà incostituzionale del Governo di non impedire nuove opere fossili e climalteranti,
  • 2. di fare propri i sei punti di istanze, sottoscritti dai Cittadini sulla piattaforma on line "www.petizioni.com", con il titolo "Dichiarazione emergenza climatica",
  • 3. di riconoscere lesiva del diritto umano al clima qualsiasi iniziativa, pubblica o privata, che ostacoli in qualsiasi modo l'abbandono definitivo della produzione e del consumo energetico fossile,
  • 4. di impegnarsi ad agire in tutti i modi, le sedi e le forme consentite dall'art. 118 della Costituzione italiana, affinché la tutela del diritto umano al clima diventi il parametro dell'interesse pubblico primario, prevalente e non bilanciabile di qualsiasi azione di governo, per il pieno conseguimento degli obiettivi dell'Accordo di Parigi del 2015, delle azioni temporali indicate dal "Report 2018" dell'IPCC dell'ONU, e dei SDGs dell'ONU al 2030,
  • 5. di appoggiare tutte le iniziative cittadine di rivendicazione del diritto umano al clima,
  • 6. di invitare tutte le istituzioni territoriali, a partire dalla Regione, a promuovere Conferenze territoriali popolari, per la promozione del diritto umano al clima come interesse pubblico prioritario delle politiche energetiche del territorio,
  • 7. di invitare il Governo a riformulare tutti i propri programmi di politica energetica e ambientale in funzione della prioritaria tutela del diritto umano al clima,
  • 8. di assumere tutte le dichiarazioni e gli impegni della presente delibera come adempimento del dovere costituzionale di solidarietà, sancito dall'art. 2 della Costituzione, e del dovere universale di difesa dei diritti umani della presente e delle future generazioni, richiesto dalla "Dichiarazione delle Nazione Unite sui difensori dei diritti umani",
  • SUCCESSIVAMENTE, con separata e unanime votazione dei presenti, la suestesa Deliberazione viene dichiarata immediatamente eseguibile, ai sensi dell'art. 234, comma 4, del D.Lgs. 267/2000.

San Benedetto ha il rifugio per i viandanti sulla Via degli Dei

Si chiama “La casa delle guardie” a San Benedetto Val di Sambro ed è un rifugio che si appresta ad accogliere i viandanti lungo la via degli Dei ma anche a diventare un punto di riferimento per la vita culturale della zona.



Riceviamo:

Sabato scorso è stata inaugurata a Pian di Balestra (San Benedetto Val di Sambro) la nuova gestione della “Casa delle guardie”, un rifugio montano a Pian di Balestra, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro.
Si tratta di un rifugio molto vicino alla Via degli Dei, che offre ospitalità ai viandanti con camere doppie con letto a castello e la possibilità di campeggiare. La struttura originariamente era una casa vivaista, è stata acquistata dal Comune nel 2012 con l'obiettivo di farne un centro per la valorizzazione turistica dell'area.
Dopo i primi anni di sperimentazione, che sono serviti a comprendere le potenzialità della struttura ma anche gli interventi necessari, il Comune ha deciso di assegnarla attraverso una manifestazione di interesse pubblica, sottoscrivendo in seguito una convenzione con la ditta Ancora 10 srl.
L’accordo prevede che i privati pagheranno un canone, pari a circa 30 mila euro complessivi per i primi 4 anni, per gestire la struttura sia come ostello che come campeggio, e si impegneranno a farne un centro di sensibilizzazione per il rispetto della natura e valorizzazione del territorio, con una piccola biblioteca che diventi un luogo per studi, progetti e conferenze di carattere ambientale, per raduni, manifestazioni di orienteering e piccoli trekking accompagnati da guide. Dal quinto al nono anno previsto dalla convenzione invece il canone sarà di diecimila euro l’anno. Ovviamente l’amministrazione si impegna a sottrarre dal canone di locazione, previ accordi preventivi, le cifre impegnate per gli investimenti che i gestori dovessero affrontare per la manutenzione straordinaria del rifugio.
La posizione strategica dello stabile lascia presagire che diventerà uno dei luoghi di sosta e transito preferito dai i visitatori: sia quelli che periodicamente si recano nella zona archeologica della strada romana “Flaminia Militare”, sia tutti i viandanti che attraversano l’Appennino con uno dei diversi percorsi: la Via degli Dei, la via Mater Dei, il percorso “della Costituzione Italiana” Barbiana - Monte Sole”. L’ottimismo è legato al fatto che i nuovi gestori hanno già esperienza nell’ambito turistico, gestendo già un punto di ristoro a Monzuno, nella valle del Savena.

«Ogni nuova attività che si insedia nel nostro territorio è un segno di una fiducia crescente che fa ben sperare per il futuro del nostro Appennino» ha commentato il sindaco Alessandro Santoni ( a centro nella foto)   complimentandosi con Andrea Bovina e la sua famiglia e augurando loro ottimi risultati.«Contiamo molto sulle capacità imprenditoriali dei gestori, perché il loro successo potrà permetterci di fare del rifugio, oltre che un luogo di accoglienza turistica, anche la sede del futuro parco di Monte Bastione e della “Scuola di Pace” per lo studio e l’approfondimento storico relativo alla linea gotica, oltre che punto di sosta e campeggio per scout, scolaresche, centri estivi».

Pioppe di Salvaro dedica la domenica a un 'motoraduno'


La presidente della Proloco Pioppe, Chiara Frascaroli, invita a partecipare al 'motoraduno' che si terrà domenica prossima, 21 luglio, a Pioppe di Salvaro e che impegnerà i partecipanti in un 'tour enogastronomico' di sicuro interesse. L'Appennino aspetta gli appassionati di moto d'epoca.  






Nel Modenese il 'Festival del letame'

A Pompeano di Serramazzoni da domani, venerdì 19 luglio, a domenica

Da ANSA

Tre giorni di festa dedicati al fertilizzante naturale per eccellenza: lo sterco. Da venerdì a domenica a Pompeano di Serramazzoni, sull'Appennino Modenese, andrà in scena, il 'Festival del letame - Il cibo della terra e della solidarietà'. Ospitata nel caseificio sociale 'Santa Rita Bio' la kermesse dedicata al concime naturale intende valorizzare le piccole comunità di agricoltori e allevatori che difendono la fertilità della terra e sono custodi dell' agrobiodiversità.
    Nelle tre giornate si alterneranno incontri e seminari mercatini con prodotti e cibi biologici e artigianato artistico, degustazioni guidate da biocuochi, laboratori e giochi per bambini, area animali, musica dal vivo. Tra i diversi appuntamenti 'Mani nella terra', seminario teorico-pratico per conoscere l'importanza della fertilità organica attraverso la 'Prova della vanga'; la 'Tombola del Letame', il 'Concorso del miglior letame', l'incontro 'Lo strano odore della vita: riflessioni sullo sterco e i suoi abitanti'.

750 interventi, un anno di Chirurgia ortopedica dell’Appennino

Chirurgia ortopedica dell'Appennino

Riceviamo:


Protesi d’anca, ginocchio, spalla, femore ma anche cura dei piedi piatti, trattamento delle lesioni tendinee e la recente introduzione della Chirurgia vertebrale: sono circa 750 gli interventi eseguiti nell’ultimo anno dalla Chirurgia ortopedica dell’Appennino da quando ne è diventato direttore Giovan Battista Scimeca
La Chirurgia dell’Appennino in questo ultimo anno si è confermata riferimento per tutta l’alta e media Valle del Reno per le patologie ortopediche incrementando lo spettro degli interventi grazie all’introduzione della chirurgia vertebrale. Il nuovo direttore infatti, con una esperienza ventennale maturata all’Ospedale Maggiore nella chirurgia protesica articolare e nel trattamento di traumi anche molto complessi, ha una alta specializzazione in Chirurgia Vertebrale introducendo tale tecnica anche in montagna. 
Il chirurgo vertebrale è specializzato in interventi su strutture ossee e cartilaginee della schiena e della colonna vertebrale per curare ad esempio artrite, artrosi, ernie e protrusioni discali, fratture delle vertebre, malformazioni della schiena come stenosi cervicale o lombare.
Una chirurgia di alto livello che viene praticata tanto con tecniche tradizionali che mini-invasive percutanee. Un vantaggio indiscutibile per i cittadini della montagna che con l’introduzione di queste nuove tecniche non devono più andare fino a Bologna per eseguire questi interventi.
Un esempio concreto per comprendere le potenzialità per il paziente della chirurgia vertebrale è quello, ad esempio, dei tempi di recupero nei casi di lesioni vertebrali osteoporotiche nell’anziano: generalmente la cura è un assoluto riposo a letto per circa un mese seguito da 2 mesi di busto. Eventualità che nell’anziano comporta numerosi problemi in particolare per la ripresa della mobilità. Con un intervento di vertebroplastica o cifoplastica, invece, si è di nuovo in piedi il giorno stesso dell’intervento.
La chirurgia della Montagna è organizzata per essere ben radicata attraverso un sistema di ambulatori ortopedici e sedi chirurgiche di day surgery così da intercettare le richieste che provengono dal territorio. Gli interventi più complessi e la preparazione all’intervento vengono eseguiti a Porretta, mentre gli interventi più semplici, ma molto frequenti, e i controlli di follow up possono essere eseguiti vicino al domicilio del paziente. In tutte le sedi i cittadini possono contare sulle stesse competenze garantite dalla sede centrale di Porretta. Sono infatti gli ortopedici a girare per evitare che lo facciano i pazienti.
La Chirurgia ortopedica della Montagna ha 4 sedi: Vergato e Bazzano dove sono presenti le sale operatorie per la day surgery e gli ambulatori, Loiano dove sono presenti gli ambulatori e Porretta dove viene eseguita la chirurgia maggiore ed il trattamento in acuto delle fratture. Gli ortopedici dell’unità operativa sono anche consulenti per il Pronto Soccorso di Vergato.

mercoledì 17 luglio 2019

Al via il 32/o 'Porretta Soul Festival'

Da giovedì a domenica oltre 200 artisti sull'Appennino bolognese



Appuntamento internazionale con la black music da giovedì a domenica sull'Appennino bolognese: alla 32/a edizione del 'Porretta Soul Festival', nel nome di Otis Redding, tra volti nuovi e prime apparizioni, saranno oltre duecento gli artisti che si alterneranno in concerto nella cittadina termale e luoghi limitrofi, anche per il programma 'The Valley of Soul'.
    Il programma è ricco: dal classico Memphis sound di Chilly Bill Rankin, accompagnato da Jerry Jones, alla voce del soul man per eccellenza, Don Bryant, ad artisti del calibro di Scott Sharrand e Wee Willie Walker. Pee Wee Ellis, già arrangiatore di James Brown ed Esther Phillips, riceverà il 'Premio alla carriera'. Spazio anche alle 'new entry': l'artista africano J.P.Bimeni e gli esordienti Wendy Moten e Willie West. Band residente è ancora la californiana Anthony Paule Soul Orchestra.
    A Porretta la soul music si respira dappertutto: ci sono il parco Rufus Thomas, via Otis Redding, il Solomon Burke Bridge e un vicolo dedicato a Sam Cooke. (ANSA)

37enne casertano arrestato per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione

Foto del Comando Provinciale Carabinieri Bologna.
Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:

I Carabinieri di Bologna hanno arrestato un 37enne italiano per indebito utilizzo di carte di credito e ricettazione. L’attività giunge a corollario di un’indagine tesa al contrasto dei reati contro il patrimonio, specialmente le truffe ai danni delle fasce più deboli. La fase investigativa ha inizio qualche giorno fa, a seguito di una serie di “telefonate sospette” ricevute da alcuni cittadini, perlopiù anziani, con le quali, ignoti interlocutori, spacciandosi per impiegati bancari, riuscivano a carpirgli i numeri PIN delle nuove tessere bancomat che i malcapitati stavano aspettando a casa, in sostituzione di quelle vecchie. Inoltre, dopo aver acquisito i codici segreti, i truffatori riuscivano ad impossessarsi materialmente delle carte e a utilizzarle.
L’attività investigativa è stata confermata ieri pomeriggio da un arresto eseguito davanti allo sportello bancomat di un istituto di credito di via Ferrarese.
Alla vista dei militari, il 37enne, ha detto di trovarsi lì per un prelievo di denaro, ma i suoi precedenti di polizia hanno messo in guardia i Carabinieri che, dopo aver effettuato ulteriori controlli, hanno scoperto che l’operazione era stata realmente effettuata, ma con il bancomat di una 54enne di Baricella.
Messo alle strette, il 37enne si era difeso riferendo di aver acquistato il bancomat al “mercato nero”. Sottoposto a una perquisizione personale, il soggetto, proveniente da Caserta, è stato trovato in possesso di 6 bancomat intestati a terzi, quasi 4.000 euro in contanti e un foglietto di carta con gli indirizzi di altri istituti di credito di Bologna e una serie di numeri corrispondenti ai codici PIN delle tessere bancomat che aveva con sé.
La 54enne di Baricella, sentita dai Carabinieri, riferiva di essere stata recentemente contattata da una donna che, spacciandosi per un’impiegata di banca, le aveva chiesto di digitare sul telefonino il codice PIN del vecchio bancomat, per confermarlo su quello nuovo che le sarebbe stato spedito a casa. Per modalità da chiarire, gli investigatori dell’Arma hanno scoperto che il nuovo bancomat spedito alla 54enne era stato intercettato dai malviventi durante la spedizione postale e utilizzato dal 37enne per ritirare oltre 500 euro di banconote.
Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, l’uomo è stato arrestato, in attesa dell’udienza di convalida prevista in data odierna presso le aule giudiziarie del Tribunale di Bologna.