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venerdì 21 agosto 2026

I 40 anni della RASSEGNA DI CONCERTI D’ORGANO IN APPENNINO.

 Una cerimonia e un concerto festeggeranno il traguardo il 26 agosto a Monzuno.



40 anni sono sicuramente un traguardo notevole e non scontato per una rassegna di concerti ideata e iniziata nel 1986 dal compianto musicista organista Giorgio Piombini (nella foto), scomparso nel 2007.

Una manifestazione organistica nata per valorizzare il patrimonio di organi custoditi nelle chiese sparse sull’Appennino bolognese e a rischio di abbandono e oblio.

Giorgio Piombini, affiancato dalla moglie Ida Zanini, anche lei organista, ebbe quindi l’intuizione di organizzare ogni anno una rassegna di concerti a entrata libera con sede in varie chiese che ospitavano un organo storico, anche per avvicinare il pubblico alla musica e ai suoi strumenti. Nel contempo, grazie anche alla collaborazione con il gruppo di studi Savena Setta Sambro si è proceduto al restauro di diversi organi che in questo modo ritrovavano vita e apprezzamento anche da parte dei fedeli che potevano  assistere a riti accompagnati dalla musica di un organo.  Dal 1986 ad oggi sono ben 28 gli organi che hanno ripreso la funzionalità e la musicalità originarie e tanti ancora sono quelli che attendono il restauro.

Accanto alla tutela del patrimonio storico e musicale, un altro capitolo importante della rassegna è stato quello dell’educazione all’ascolto, con iniziative rivolte in particolare agli studenti delle scuole. A questo si è aggiunto il rapporto di collaborazione e gemellaggio con il Conservatorio di Musica di Pesaro, che ha contribuito ad ampliare il percorso formativo e culturale della manifestazione.

In occasione del quarantesimo anniversario, una novità particolarmente significativa è l’istituzione del “Premio Giorgio Piombini”, promosso dalla moglie Ida in memoria del musicista e destinato ai giovani musicisti.


La cermonia per il quarantesimo si terrà
mercoledì 26 agosto a Monzuno :  nella Sala “Ivo Teglia”, alle 17, dopo i saluti delle autorità, un ricordo dei 40 anni”  con gli interventi del presidente del Savena Setta Sambro , Daniele Ravaglia, di Ida Zanini e di Maria Chiara Mazzi.

A seguire è prevista la consegna della prima edizione del “Premio Giorgio Piombini”..

Alle 19 spazio all’apericena, momento conviviale prima del trasferimento alla Chiesa di San Giovanni Evangelista di Monzuno, dove alle 20.45 si terrà il “Concerto dell’Anniversario”.

Protagonista sarà la Banda “P. Bignardi” di Monzuno, con Alessandro Marchi alla direzione e Matteo Borlenghi all’organo.

Per partecipare è richiesta la conferma di presenza, tramite redazione@savenasettasambro.com oppure al numero 329 8179192. L’appuntamento del 26 agosto si presenta così come un’occasione per ritrovarsi attorno alla musica, ricordare una figura significativa e rinnovare il legame tra cultura, territorio e comunità.

lunedì 10 agosto 2026

Dante e i castagneti: due appuntamenti tra storia, letteratura e memoria dell’Appennino

Lunedì a Capugnano la “Lectura Dantis” di Renzo Zagnoni. Martedì al Casone di Pian Martino un incontro dedicato ai castagneti nel Medioevo, con brindisi finale


Due appuntamenti dedicati alla storia e alla cultura dell’Appennino accompagneranno l’inizio della settimana a Capugnano e nei dintorni. Protagonista di entrambe le iniziative sarà Renzo Zagnoni, che proporrà al pubblico due momenti di approfondimento, tra letteratura, storia del territorio e tradizioni della montagna.

Si comincia oggi, lunedì 10 agosto, alle 17.30, a La Piazza di Capugnano, con la “Lectura Dantis”, a cura di Renzo Zagnoni. Un’occasione per tornare alle pagine della Divina Commedia attraverso la lettura e il commento, in un contesto paesaggistico e culturale particolarmente legato alla storia dell’Appennino.

Il secondo appuntamento è in programma per domani, martedì 11 agosto, alle 17, al Casone di Pian Martino, nei pressi del Mulino di Tognarino, in collaborazione con La Birbonaia – agricoltura di montagna.

Il tema dell’incontro sarà “I castagneti nel Medioevo”, un viaggio nella storia di una delle coltivazioni che più profondamente hanno caratterizzato la vita delle comunità montane. Renzo Zagnoni ricostruirà il ruolo del castagno e dei suoi boschi nell’economia e nella quotidianità medievale, approfondendo il rapporto tra ambiente, agricoltura e insediamenti dell’Appennino.

Il castagneto, infatti, non è stato soltanto una risorsa agricola, ma per secoli ha rappresentato un elemento fondamentale dell’economia e dell’alimentazione delle popolazioni montane, contribuendo a definire paesaggi, pratiche agricole e forme di vita comunitaria.

Al termine dell’incontro di martedì è previsto un brindisi finale, momento conviviale per concludere l’appuntamento e condividere, in un’atmosfera informale, l’esperienza proposta da La Birbonaia.

Due incontri, dunque, che mettono al centro il patrimonio culturale dell’Appennino e invitano a riscoprirne la storia attraverso la letteratura e le testimonianze del territorio.


sabato 1 agosto 2026

Due appuntamenti tra storia e cultura nell'Appennino

 


La prossima settimana il Gruppo di Studi Alta Valle del Reno di Porretta Terme e l'Accademia "Lo Scoltenna" di Pievepelago propongono due iniziative dedicate alla valorizzazione della storia e della cultura dell'Appennino.

Il primo appuntamento è in programma lunedì 3 agosto alle ore 16.30, con una visita guidata al Museo dei Monti della Riva, a Trignano di Fanano. A condurre l'incontro sarà lo storico Massimo Turchi, che accompagnerà i partecipanti alla scoperta del museo approfondendo i temi della Linea Gotica e della Resistenza nell'Appennino modenese e bolognese, offrendo un'occasione per conoscere da vicino uno dei capitoli più significativi della storia del territorio.

Il secondo appuntamento si terrà mercoledì 5 agosto alle ore 17.30 presso il Mulino di Tognarino, a Castelluccio. Protagonista dell'incontro sarà la Lectura Dantis, curata da Renzo Zagnoni, che guiderà il pubblico nella lettura e nel commento di alcuni passi della Divina Commedia. L'iniziativa intende coniugare il fascino di un luogo ricco di storia con la riscoperta del capolavoro di Dante, in un momento di approfondimento culturale e di condivisione.

Due occasioni diverse ma complementari, accomunate dall'obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio storico, culturale e paesaggistico dell'Appennino.

La partecipazione è libera.

venerdì 31 luglio 2026

Sabato 1° agosto torna "Contea Pepoli, A.D. 1340"

 Castiglione dei Pepoli si catapulta nel Medioevo tra storia, spettacoli e tradizione

 


di Martina Mari


Domani, sabato 1° agosto,  torna “Contea Pepoli, A.D. 1340”, la rievocazione storica che punta a valorizzare le origini e il patrimonio di Castiglione legati alla celebre famiglia che ha governato il feudo per oltre tre secoli, lasciando un'impronta indelebile sul territorio appenninico.

Il 1340 segna l'anno fondamentale in cui i Pepoli acquistarono Castiglione e i territori circostanti dai Conti Alberti: durante la manifestazione verrà messo in scena proprio il momento solenne del passaggio di proprietà. 

L'evento, diventato ormai un appuntamento tradizionale per celebrare il centro storico e le radici della comunità, è nato nel 2022 dall'intuizione di Paolo Cesari e della moglie Marina Ghidirim — grandi appassionati di storia locale — ed è stato promosso insieme  all'associazione culturale Terra Nostra.

Un programma ricco e articolato animerà l'intero borgo, proprio all'ombra dell'imponente Palazzo Pepoli, antica testimonianza della presenza dei conti e oggi sede del Comune. Oltre al suggestivo corteo storico in abiti d'epoca, la giornata offrirà un susseguirsi di attrazioni per grandi e piccini: dalle simulazioni di combattimento con la spada in Arena Corte agli spettacoli di falconeria, passando per il tiro con l'arco e la simulazione di caccia al cinghiale. 


Tra le vie del centro si potranno incontrare trampolieri, musicisti itineranti e un piccolo mercatino medievale, fino all'esibizione di sbandieratori e tamburini, che culminerà con lo spettacolare show del fuoco finale.

Durante la festa sarà inoltre possibile visitare il Palazzo Comunale accompagnati da una guida, mentre ogni cittadino e visitatore potrà immergersi completamente nell'atmosfera indossando abiti a tema. L'offerta si completa con l'enogastronomia locale: i ristoranti e gli stand del paese serviranno per l'occasione speciali menù dedicati alla tradizione medievale.

“Sono davvero fiero della riuscita di questo evento, perché valorizza una storia antica garantendo al contempo divertimento e buon cibo - dichiara Luca Deplano, Assessore alla Cultura -. È un'occasione in cui tutti possono riscoprire e respirare una cultura secolare. Ogni singolo volontario si è impegnato egregiamente per garantire una dinamica piacevole che allieterà ogni visitatore. Sono certo che sarà un'esperienza indimenticabile!”

domenica 26 luglio 2026

Monte Belvedere, il veterano Joaquim Patrício verso i 108 anni: tra gli ultimi liberatori brasiliani ancora in vita



di Joao Luiz Pedróss


È uno degli ultimi testimoni viventi della Campagna d'Italia e della battaglia di Monte Belvedere. Joaquim Patrício de Araújo, veterano del Corpo di Spedizione Brasiliano (FEB), il prossimo 22 agosto compirà 108 anni ed è oggi il più anziano ex combattente brasiliano della Seconda guerra mondiale ancora in vita. Dei circa 25 mila militari della FEB che combatterono in Italia, ne restano ormai meno di una ventina.

Nei giorni scorsi, l'Associazione Nazionale dei Veterani del Corpo di Spedizione Brasiliano - Regione di Pernambuco (ANVFEB-PE) e il Campo di Addestramento Marechal Newton Cavalcanti (CIMNC) hanno reso omaggio al veterano con una visita istituzionale nella sua abitazione. Ad accogliere la delegazione sono stati lo stesso Joaquim Patrício e le figlie Maria José e Dulce, in un incontro all'insegna della gratitudine e del riconoscimento per il servizio reso al Brasile e alla causa della libertà.

Nel corso della cerimonia, il direttore del Campo di Addestramento Marechal Newton Cavalcanti, colonnello Mário Neto, ha consegnato al veterano una moneta commemorativa del CIMNC, simbolo dell'omaggio dell'Esercito brasiliano alla sua dedizione. L'ANVFEB-PE era rappresentata dal presidente Rigoberto Jr.

Nato nel villaggio di Angélica, nel comune di Vicência, nello Stato di Pernambuco, Joaquim Patrício si arruolò nell'esercito nel 1943. Dopo l'addestramento svolto nel luglio 1944 presso il campo Marechal Newton Cavalcanti, partì il 23 novembre 1944 a bordo della nave statunitense General Meigs diretto in Italia, dove fu assegnato allo storico 1° Reggimento di Fanteria "Reggimento Sampaio" del Corpo di Spedizione Brasiliano.

Il suo battesimo del fuoco avvenne proprio a Monte Belvedere, sull'Appennino bolognese, uno dei fronti più duri della campagna d'Italia. Qui combatté distinguendosi per coraggio, disciplina e spirito di sacrificio durante le operazioni che contribuirono alla liberazione del territorio dall'occupazione nazifascista.

Terminata la guerra, fece ritorno in Brasile, dove costruì una lunga vita dedicata al lavoro e alla famiglia. Sposato per 76 anni con Carmelita Alves de Araújo, è padre di quattro figlie, nonno di sei nipoti e bisnonno di quattro pronipoti.

A quasi 108 anni, Joaquim Patrício continua a rappresentare una preziosa memoria vivente della partecipazione brasiliana alla Campagna d'Italia. La visita dell'ANVFEB-PE e del CIMNC ha voluto ribadire l'impegno a custodire e tramandare il ricordo del sacrificio dei soldati della FEB, protagonisti della liberazione di località simbolo come Monte Belvedere e dell'Appennino bolognese.

Da un post di ‘Sei di Gaggio Montano se ….’

martedì 21 luglio 2026

Marzabotto ricorda la strage del "Faggiolo": giovedì 23 luglio la cerimonia commemorativa

 


Il Comune di Marzabotto invita la cittadinanza a partecipare alla commemorazione della Strage del "Faggiolo", in programma giovedì 23 luglio, in ricordo dell'eccidio compiuto dalle truppe nazi-fasciste nel luglio del 1944 in località Faggiolo di Malfolle.

La cerimonia rappresenta un momento di memoria e di raccoglimento per rendere omaggio ai concittadini che persero la vita durante una delle pagine più drammatiche della storia del territorio. L'iniziativa rientra nel calendario delle manifestazioni istituzionali promosse dal Comitato Onoranze ai Caduti di Marzabotto.

L'appuntamento è fissato per le ore 19 in via Boschi 2, sul luogo dell'eccidio, alla presenza dei familiari delle vittime, delle autorità civili e religiose e delle associazioni del territorio.

La commemorazione prevede:

·         la benedizione della lapide commemorativa;

·         gli interventi del presidente del Comitato Onoranze e dell'Amministrazione comunale di Marzabotto;

·         la deposizione di una corona d'alloro in memoria delle vittime.

Al termine della cerimonia sarà offerto ai partecipanti un aperitivo con buffet.

L'Amministrazione comunale rinnova l'invito a tutta la cittadinanza a partecipare, affinché il ricordo delle vittime continui a rappresentare un patrimonio condiviso di memoria, responsabilità e impegno per la pace.

mercoledì 8 luglio 2026

La Pieve di Panico riapre le porte: a luglio visite guidate e un convegno dedicato ai Conti di Panico



A Marzabotto torna ad aprire le sue porte uno dei luoghi di culto e di storia più affascinanti dell'Appennino bolognese. Per  i prossimi sabati del mese di luglio la storica Pieve di Panico, nel territorio comunale di Marzabotto, sarà visitabile grazie all'impegno di un gruppo di volontari che, con passione e spirito di servizio, si dedica alla valorizzazione di questo prezioso patrimonio artistico e culturale.

L'iniziativa, promossa con il sostegno del Comune di Marzabotto e dell'Info Point Marzabotto – Welcome Room dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, offrirà a cittadini, turisti e appassionati l'opportunità di conoscere da vicino uno dei monumenti più significativi del territorio, immerso in un contesto paesaggistico di grande suggestione.

Durante le giornate di apertura sarà possibile visitare la pieve e partecipare a una breve visita guidata, alla scoperta della sua storia, della sua architettura e delle vicende che hanno caratterizzato nei secoli questa importante testimonianza del Medioevo appenninico.

Il calendario degli appuntamenti

·         Sabato 11 luglio, dalle 15.00 alle 18.00: apertura della Pieve con possibilità di visita guidata.

·         Sabato 18 luglio: giornata interamente dedicata al convegno "I Conti di Panico", con la partecipazione del professor Renzo Zagnoni e di altri studiosi, per approfondire la storia della potente famiglia che segnò le vicende dell'Appennino bolognese.

·         Sabato 25 luglio, dalle 15.00 alle 18.00: nuova apertura della Pieve con visite guidate.

L'iniziativa rappresenta un'occasione preziosa per riscoprire un luogo ricco di storia, arte e spiritualità, contribuendo a promuovere la conoscenza del patrimonio culturale di Marzabotto e dell'intero Appennino bolognese.

Un sentito ringraziamento va ai volontari che, con il loro tempo, la loro competenza e il loro entusiasmo, rendono possibile l'apertura della Pieve e consentono a tanti visitatori di apprezzare uno dei tesori più significativi del territorio.

Per informazioni: Info Point Marzabotto – Welcome Room, Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.

mercoledì 17 giugno 2026

Linea Gotica Tolè: storia, rievocazione e tradizioni in una giornata dedicata alla memoria

 


L’Associazione Storico-Culturale “Linea Gotica Tolè” organizza per sabato 20 giugno 2026, a partire dalle ore 9.00, una giornata interamente dedicata alla valorizzazione della memoria storica, della cultura locale e delle attività di rievocazione, attraverso un ricco programma di iniziative aperte al pubblico.

Per l’intera giornata sarà visitabile la Mostra “Linea Gotica Tolè”, che raccoglie testimonianze, documenti e materiali legati alla storia del territorio e agli eventi che interessarono l’Appennino bolognese durante il secondo conflitto mondiale. Accanto all’esposizione, sarà allestita una mostra-mercato di militaria, con espositori di oggettistica, abbigliamento storico e materiale collezionistico proveniente dal settore militare e del riuso.

Uno dei momenti più attesi sarà la presenza di numerosi gruppi di rievocazione storica, che daranno vita ad accampamenti e ricostruzioni dedicate ai reparti americani, inglesi e tedeschi operativi lungo la Linea Gotica. Tra i partecipanti figurano i gruppi Echi delle Vette (LGP), Fenice (LGP) e Linea Gotica Pistolesi e ETS, impegnati nel ricreare ambientazioni, uniformi e aspetti della vita quotidiana dei soldati dell’epoca.

Il programma prevede inoltre attività dimostrative e interattive per il pubblico. Sarà infatti possibile assistere e partecipare a prove di tiro con l’arco, curate dal gruppo ASD Hunter Archery Team, mentre gli appassionati di tecniche outdoor potranno avvicinarsi alle pratiche di sopravvivenza e vita all’aria aperta grazie alle simulazioni organizzate dal gruppo “Common Outdoor Scuola Nazionale di Sopravvivenza”.

Nel pomeriggio, alle ore 16.00, presso il Teatro Parrocchiale, è in programma la presentazione del libro di Alessandro Mantovani, “La Soffitta”, appuntamento che offrirà un ulteriore momento di approfondimento culturale e di confronto con il pubblico.

A completare l’offerta della manifestazione sarà presente per tutta la giornata una zona ristoro, dove sarà possibile degustare bevande e le tradizionali tigelle farcite con salumi e formaggi.

L’iniziativa si propone come un’occasione di incontro tra storia, divulgazione e tradizioni locali, con l’obiettivo di mantenere viva la memoria del territorio e di avvicinare visitatori di ogni età alla conoscenza del patrimonio storico e culturale dell’Appennino.

lunedì 8 giugno 2026

Riaperto il Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto con un nuovo allestimento.

Un museo rinnovato, dove archeologia, paesaggio e memoria dialogano con la contemporaneità. 



 

di Martina Mari

 

 
Un giorno importante per il patrimonio culturale nazionale. Dopo un accurato intervento di riallestimento e una profonda riflessione sul ruolo del museo oggi, ha riaperto al pubblico il MNEMA - Museo Nazionale Etrusco "Pompeo Aria" di Marzabotto con un modello di musealizzazione completamente rinnovato, capace di far dialogare le testimonianze del passato con la sensibilità contemporanea.


Grazie a un finanziamento di 800.000 € inserito nella programmazione della legge 190/2014, il MNEMA è stato oggetto di una rilettura accurata e complessiva che ha interessato gli spazi interni e che proseguirà nell'area archeologica - che si estende per una superficie di ben 25 ettari. 

 

Al seguente link: 

https://www.swisstransfer.com/d/8863d06a-5b17-4226-9903-3e2c1313ee2b

il girato e le interviste a:

- Denise Tamborrino, Direttrice del Museo

- Valentina Cuppi, Sindaca di Marzabotto

- Prof.ssa Elisabetta Govi, Etruscologia - Università di Bologna

- Francesca Tomba, Dirigente della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia e Ferrara.

mercoledì 27 maggio 2026

Sasso Marconi, il paese ai margini

 



Ai margini della Città Metropolitana, ai margini anche dell’Unione dei Comuni, Sasso Marconi sembra vivere una stagione di lento e progressivo declino. Quello che un tempo rappresentava il naturale punto d’ingresso dell’Appennino bolognese — crocevia di traffici, incontri e relazioni — oggi appare come una realtà sospesa, difficile da definire, quasi priva di una propria identità riconoscibile.

La sua fortuna nacque da una duplice coincidenza storica. Da un lato, l’arrivo della statale Porrettana, sviluppata per sostenere il boom delle terme di Porretta Terme alla fine del Settecento; dall’altro, la realizzazione della ferrovia nella seconda metà dell’Ottocento, voluta dagli austriaci per garantire un rapido collegamento con il porto militare di Livorno. Grazie a queste infrastrutture, il paese si ritrovò a disporre di una mobilità allora all’avanguardia.

La posizione geografica, inoltre, favorì ulteriormente il suo sviluppo: situata nel punto d’incontro tra le valli del Reno e del Setta, Sasso Marconi divenne una naturale base logistica e commerciale. Tra i protagonisti di quella stagione figuravano la ditta Rizzi, specializzata in materiali da costruzione e articoli casalinghi, e il commercio all’ingrosso dei fratelli Fabbriani, impegnati nella distribuzione di merci destinate ai negozi del territorio.

Il commesso viaggiatore dell’epoca percorreva tutta la Porrettana raccogliendo ordinazioni: da Porretta raggiungeva Castiglione dei Pepoli, seguiva poi la valle del Setta e faceva infine ritorno alla base di Sasso Marconi con le commissioni raccolte lungo il percorso.

La qualità dei collegamenti favorì anche un forte sviluppo industriale. Simboli di quella stagione furono la Cartiera del Maglio alla Longara — l’attuale Borgonuovo — con circa seicento occupati, la cartiera di Lama di Reno e la canapiera di Pioppe, che arrivò a impiegare fino a milleduecento lavoratori.

Poi arrivò la grande distribuzione, che trasformò radicalmente il settore commerciale e contribuì al progressivo impoverimento del commercio di vicinato. Il ruolo di principale polo commerciale dell’area sembra essersi progressivamente spostato verso Casalecchio di Reno, grazie alla presenza di strutture commerciali capaci di esercitare una forte attrazione sul territorio.

Oggi il titolo di “città” appare sempre più formale che sostanziale. Strade, piazze e spazi pubblici restituiscono spesso l’immagine di un luogo che ha smarrito il proprio ruolo e la propria vocazione. Non più paese vitale e operoso, ma neppure centro urbano moderno e attrattivo: Sasso Marconi sembra essersi fermata in una terra di mezzo, incapace di valorizzare davvero la propria storia e il proprio patrimonio.

Eppure, la sua posizione geografica conserva tutte le caratteristiche per renderla strategica. Alle porte dell’Appennino, vicina a Bologna e attraversata da importanti direttrici stradali e ferroviarie, potrebbe rappresentare un punto di riferimento per il territorio circostante. Invece, chi vi arriva oggi fatica a trovare un motivo per fermarsi. Il centro appare spesso anonimo, privo di quella vivacità commerciale, culturale e sociale che rende riconoscibile e accogliente una comunità.

Sasso Marconi conserva ancora tratti di un’eleganza discreta, quasi aristocratica, ma trasmette l’impressione di una bella signora schiva che, con il passare del tempo, abbia perso non soltanto brillantezza, ma anche quella cortese formalità che un tempo la distingueva. La memoria del passato sopravvive nei nomi, nei paesaggi e nella storia legata a Guglielmo Marconi, senza però riuscire a trasformarsi in energia presente.

Il rischio, oggi, è quello di un progressivo scolorimento civile e culturale: un territorio che resta ai margini delle grandi trasformazioni metropolitane senza riuscire, al tempo stesso, a costruire una propria alternativa autonoma. E forse la domanda più amara è proprio questa: che cosa può ancora invitare qualcuno a fermarsi a Sasso Marconi, a viverla, a riconoscerla come un luogo dotato di un’anima precisa?

Finché questa domanda resterà senza risposta, il paese continuerà a oscillare tra nostalgia e invisibilità.

domenica 17 maggio 2026

“Dino Betti – Caro Maestro”: a Sasso Marconi uno spettacolo teatrale dedicato alla memoria civile

 



Una figura centrale della storia sociale e culturale di Sasso Marconi rivive attraverso il teatro. 

Domani, lunedì 18 maggio, alle 20.30, il Teatro comunale di piazza dei Martiri della Liberazione ospiterà “Dino Betti – Caro Maestro”, spettacolo teatrale ispirato alla vita di Dino Betti, maestro, educatore, partigiano e protagonista della vita pubblica sassese.

L’iniziativa è stata realizzata in occasione del centenario della nascita di Dino Betti (1926-2009) e propone un percorso narrativo che intreccia memoria storica, impegno civile e identità del territorio. Lo spettacolo nasce infatti come omaggio a una figura che ha lasciato un segno profondo nella comunità locale, distinguendosi non solo nell’ambito scolastico, ma anche per il suo contributo alla crescita sociale e culturale della città.

La rappresentazione è curata da MOMI Show ed è interpretata dagli studenti della scuola media di Borgonuovo, istituto oggi intitolato proprio al Maestro Betti. Una scelta significativa che rafforza il valore educativo dell’iniziativa: saranno infatti i più giovani a raccontare alle nuove generazioni una pagina importante della memoria collettiva locale.

Attraverso parole, immagini e interpretazioni teatrali, lo spettacolo ricostruirà il profilo umano e civile di Dino Betti, restituendo al pubblico il ritratto di un uomo profondamente legato alla propria comunità e impegnato nella trasmissione dei valori democratici e della partecipazione.

L’appuntamento si inserisce nel calendario delle iniziative culturali dedicate alla memoria storica e alla valorizzazione delle figure che hanno contribuito alla crescita del territorio di Sasso Marconi. Un’occasione non soltanto commemorativa, ma anche educativa, capace di avvicinare i cittadini – e in particolare i giovani – alla storia locale attraverso il linguaggio coinvolgente del teatro.

giovedì 14 maggio 2026

Sasso Marconi rievoca la traslazione della Beata Vergine del Sasso: una processione tra fede e storia

 



Si è rinnovata ieri, mercoledì 13 maggio, la tradizionale rievocazione storica della traslazione della Beata Vergine del Sasso dal santuario scavato nel tufo della Rupe al centro dell’attuale Sasso Marconi.

La processione ricorda il trasferimento della sacra immagine, custodita fin dal XIII secolo nel santuario ricavato nel ventre della Rupe, verso il nuovo Santuario della Beata Vergine del Sasso, realizzato negli anni trenta dell’ottocento. A determinare lo spostamento furono un primo crollo verificatosi all’interno del luogo di culto e una successiva crepa comparsa nella volta del tempio, segnali che resero necessari l'abbandono del Santuario storico e il trasferimento dell’immagine sacra.

 La funzione religiosa è stata guidata da don Lino.


La commemorazione, oltre al significato spirituale della ricorrenza, rappresenta anche uno dei momenti più importanti nella storia della comunità sassese. Attorno al nuovo santuario edificato nel centro abitato  sorsero infatti attività amministrative, commerciali e artigianali che favorirono la crescita del piccolo nucleo originario, trasformandolo dapprima in un importante borgo, poi in un paese e infine nell’attuale città. In questo senso, da quella crepa apertasi nella volta del santuario della Rupe nacque il Sasso Marconi conosciuto oggi.


Il programma della serata si è aperto con l’accoglienza dei partecipanti nel cortile della famiglia Zannini, accompagnata da un momento conviviale e dal saluto della Corale Mariana della Rupe. Alle 20.30 è poi partita la processione dall’edicola ai piedi della Rupe, realizzata dal Comune per ricordare il significativo evento religioso e storico, ma anche il crollo della Rupe del 1892, tragedia nella quale persero la vita numerose persone che avevano trovato rifugio nelle case-grotta ricavate alla base della parete rocciosa. Quegli ambienti erano stati scavati dagli scalpellini impegnati nell’estrazione del materiale da costruzione.

La processione ha così unito memoria religiosa e memoria civile, rinsaldando il legame tra la comunità e le proprie radici storiche.