A Marzabotto torna ad aprire le sue porte uno dei luoghi di culto e di storia più
affascinanti dell'Appennino bolognese. Per i prossimi sabati del mese di luglio la
storica Pieve
di Panico, nel
territorio comunale di Marzabotto, sarà visitabile grazie all'impegno di un
gruppo di volontari che, con passione e spirito di servizio, si dedica alla
valorizzazione di questo prezioso patrimonio artistico e culturale.
L'iniziativa,
promossa con il sostegno del Comune di Marzabotto e dell'Info Point Marzabotto
– Welcome Room dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese, offrirà a
cittadini, turisti e appassionati l'opportunità di conoscere da vicino uno dei
monumenti più significativi del territorio, immerso in un contesto
paesaggistico di grande suggestione.
Durante
le giornate di apertura sarà possibile visitare la pieve e partecipare a una
breve visita guidata, alla scoperta della sua storia, della sua architettura e
delle vicende che hanno caratterizzato nei secoli questa importante testimonianza
del Medioevo appenninico.
Il
calendario degli appuntamenti
·
Sabato 11 luglio, dalle 15.00 alle 18.00: apertura della Pieve con possibilità di visita guidata.
·
Sabato 18 luglio: giornata interamente dedicata al convegno "I Conti di Panico", con la partecipazione del professor
Renzo Zagnoni e di altri studiosi, per
approfondire la storia della potente famiglia che segnò le vicende
dell'Appennino bolognese.
·
Sabato 25 luglio, dalle 15.00 alle 18.00: nuova apertura della Pieve con visite guidate.
L'iniziativa
rappresenta un'occasione preziosa per riscoprire un luogo ricco di storia, arte
e spiritualità, contribuendo a promuovere la conoscenza del patrimonio
culturale di Marzabotto e dell'intero Appennino bolognese.
Un
sentito ringraziamento va ai volontari che, con il loro tempo, la loro
competenza e il loro entusiasmo, rendono possibile l'apertura della Pieve e
consentono a tanti visitatori di apprezzare uno dei tesori più significativi
del territorio.
Per informazioni: Info Point Marzabotto – Welcome Room, Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.
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