Chiede infine che Bergamaschi sia invitato ufficialmente al Radio Days del 24 maggio a Sasso Marconi.
venerdì 18 maggio 2012
Claudio Bergamaschi ‘marconista dell'anno’ ?.
Chiede infine che Bergamaschi sia invitato ufficialmente al Radio Days del 24 maggio a Sasso Marconi.
venerdì 19 settembre 2008
ITALIA CONTRO SVIZZERA: MARCONI E' NOSTRO

Strappo istituzionale tra Italia e Svizzera in nome della Radio e di Guglielmo Marconi.
Si inasprisce lo scontro e diventa internazionale.
L’ambasciatore italiano diserterà la cerimonia in Svizzera del 26 settembre per l’attribuzione alla cittadina elvetica di Salvan, da parte dell'Unione internazionale delle telecomunicazioni (Uit), del titolo di ‘patrimonio mondiale delle telecomunicazioni’. Si brinda a Sasso Marconi per la presa di posizione ufficiale del Governo italiano e perché si tratta del primo passo verso la riconferma della verità storica che in modo inequivocabile assegna a Sasso Marconi il titolo e il ruolo di culla della radio. Salvan, sostenendo di aver ospitato Marconi nell’estate del 1995 e rifacendosi a una testimonianza di un suo cittadino (data tra l’altro dopo sessant’anni di silenzio) a una emittente radiofonica, ha sostenuto che lo scienziato fece in Svizzera gli esperimenti che lo portarono alla scoperta della Radio. Il primo vagito dell’era della telecomunicazioni sarebbe quindi avvenuto in Svizzera e non a Pontecchio Marconi. Alla pretesa Svizzera si è opposta con decisione il sindaco di Sasso Marconi Marilena Fabbri che, con determinazione, ha chiamato ‘alle armi’ tutte le istituzioni, Governo nazionale compreso, chiedendo nel contempo agli svizzeri la documentazione che attesti la presenza di Marconi a Salvan in quella famosa estate. Risposta arrivata con prove vaghe, non documentali. I dubbi sono divenuti certezza quando si è valutato che in quell’anno Marconi, essendo ventunenne, era sottoposto agli obblighi di leva e quindi non poteva lasciare l’Italia. Inoltre il primo passaporto gli era stato consegnato solo il 10 febbraio del 1896, prima di partire per Londra. Il resto è una fitta rete di comunicazioni che non hanno però fatto desistere gli elvetici. "Non possiamo che condividere con il Governo italiano e con l'Ambasciata che una semplice presenza delle Autorità italiane alla cerimonia di Salvan potrebbe suonare come implicito riconoscimento di un fatto che a nostro giudizio va opportunamente accertato" ha detto la Fabbri ringraziando le autorità italiane per avere appoggiato con sensibilità e sollecitudine la comunità di Sasso Marconi. Il sindaco spera ora che, anche con la collaborazione dell'Uit, di Salvan e delle fondazioni marconiane, si riesca finalmente a dare la corretta dignità storico-scientifica al nostro più illustre concittadino Guglielmo Marconi e alle sue scoperte. “L'evento di Salvan”, ha valutato la Fabbri, “può offrire l'occasione a storici, scienziati e alle Istituzioni di fare chiarezza”.
martedì 16 settembre 2008
ANCORA SALVAN e MARCONI
Italia e Svizzera a rischio incidente diplomatico. Il motivo? Guglielmo
Marconi.
Il 26 settembre prossimo, il presidente della Confederazione Pascal
Couchepin assisterà, unitamente agli ambasciatori stranieri accreditati a
Berna, al conferimento al comune vallesano di Salvan del titolo di
"Patrimonio mondiale delle telecomunicazioni". L'altisonante titolo verrà
conferito a Salvan dall'Unione internazionale delle Comunicazioni,
un'agenzia delle Nazioni Unite, perché si ritiene che qui nel 1895 il
giovane Guglielmo Marconi compì i suoi primi esperimenti di
radiotrasmissione.
E' quanto riporta un articolo del Corriere della Sera, il quale spiega come
l'importante esperimento avrebbe dunque avuto luogo in Svizzera, e non in
Italia, come hanno sempre riportato i libri di storia. Vi sarebbero anche le
prove: un'intervista rilasciata nel 1968 alla RSR da una persona che avrebbe
aiutato Marconi in quell'esperimento.
Il Corriere della Sera da ampio spazio alla reazione furiosa di Marilena
Fabbri, sindaco di Sasso Marconi, il paese in provincia di Bologna dove
Marconi era vissuto e a cui spetterebbe il titolo "scippato" da Salvan. Si
va a rischio incidente diplomatico; vi è già stata una fitta corrispondenza
fra Sasso Marconi e Ginevra per bloccare la cerimonia del 26 settembre ma
gli svizzeri hanno risposto picche. La cerimonia si farà e per conferire
grandeur ed ufficialità all'evento interverrà niente meno che il presidente
della Confederazione.
Il sindaco di Sasso Marconi ha così chiesto aiuto a Gianni Letta,
sottosegretario alla presidenza del Consiglio italiano, il quale ha fatto
sapere che si impegnerà per risolvere la questione. "Ci vuole un gesto di
protesta forte" ha detto Marilena Fabbri, la quale si augura che
l'ambasciatore italiano a Berna diserti la cerimonia.
Il prossimo anno si celebrerà il centenario della consegna del Nobel per la
Fisica a Marconi e il comune di Salvan, con il suo nuovo titolo di
"Patrimonio mondiale delle telecomunicazioni" farà dunque parte degli eventi
che sicuramente attireranno molti turisti. Con i relativi introiti
finanziari. E questo alla municipalità di Sasso Marconi evidentemente non va
proprio giù.
"Marconi ha viaggiato parecchio " ha detto Marilena Fabbri "ma non è mai
stato in Svizzera. Nel 1895 era sotto l'obbligo della leva e dunque
impossibilitato a varcare i confini italiani. Se a Salvan hanno ragione
allora l'unica possibilità è che Marconi uscì clandestinamente dall'Italia,
il che mal si addice al suo personaggio."
Sasso Marconi attende dunque che la giustizia italiana levi gli scudi e
difenda l'onor patrio.
giovedì 4 settembre 2008
CONFESERCENTI CONTRO SALVAN

Anche la Confesercenti scende in campo contro l’intenzione della UIT di attribuire alla cittadina svizzera di Salvan il titolo di ‘patrimonio mondiale delle telecomunicazioni’ a dispetto della ben più blasonata Sasso Marconi.
martedì 2 settembre 2008
Marconi è di di Sasso Marconi
"Aiutiamo il Sindaco di Sasso Marconi, Marilena Fabbri a convincere l'Unione Internazionale delle Comunicazioni (UIT) a sospendere la cerimonia del 26 settembre per la concessione alla cittadina svizzera di Salvan del titolo di ‘ patrimonio mondiale delle telecomunicazioni’ scrivendo una lettera ai responsabili dell’assegnazione del titolo per essersi basati su testimonianze piuttosto dubbie e soprattutto senza alcun riscontro di tipo storico". Francesco Fabbriani
".

