domenica 31 dicembre 2023

La Befana porterà alla Valle del Setta la provinciale riparata

Una grossa frana a Gardelletta ha travolto un intero tratto della via e ha richiesto un impegnativo lavoro di rifacimento. La strada è rimasta chiusa per quattro anni e la viabilità è stata dirottata attraverso il centro di Gardelletta.

E’ più che credibile che a gennaio i pendolari della Valle del Setta potranno raggiungere il fondovalle  riutilizzando la loro cara provinciale mutilata fino a poco tempo fa di un tratto carrabile e quindi chiusa. Abbiamo chiesto al sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, se la notizia apparsa nella cronaca locale  pochi giorni fa sulla prossima apertura del tratto fosse fondata e il primo cittadino, con visibile compiacimento, ha risposto. “Si, entro la fine di gennaio la viabilità fra Rioveggio e Vado tornerà alla normalità. I lavori di rifacimento del tratto viario franato sono già terminati. Hanno richiesto la realizzazione di ben due nuovi ponti.  Il cantiere è già chiuso. Città Metropolitana sta facendo gli ultimi controlli e sta ultimando le verifiche burocratiche necessarie dopo di che si arriverà all’apertura. E questione di pochissimi giorni”. Il recupero ha richiesto una spesa di 4.050.000 euro (3 milioni della Regione Emilia-Romagna - Protezione civile e 1.050.000 della Città Metropolitana). La frana è avvenuta nel dicembre 2019 e i lavori sono iniziati il 3 novembre 2021. 



Dopo la riapertura del ponte Leonardo Da Vinci a Sasso Marconi, un altro passo avanti per tornare alla viabilità pre pandemia dell’area appenninica bolognese. Siamo ancora lontani da una copertura adeguata dei servizi ferro-stradali delle valli del Reno e del Setta, ma pare che più in là delle toppe indispensabili per riavere almeno i servizi viari e ferroviari del lontano ‘800, non si possa andare.  

A Sasso Marconi il Capodanno lo si attende in piazza

 Spettacolo di teatro circo, performance con il fuoco, Rogo del Vecchione e brindisi di mezzanotte. Per rispettare l'ambiente è suggerito di portare da casa il bicchiere per il brindisi di mezzanotte.


 
Il Comune informa:

Oggi, domenica 31 dicembre, a Sasso Marconi si festeggia il Capodanno in piazza. Il programma della sera di San Silvestro prevede due momenti di spettacolo seguiti dal Rogo del Vecchione e dal brindisi di mezzanotte.   


L'appuntamento è alle 22.30 in Piazza dei Martiri. Ad accompagnare alla mezzanotte saranno  ‘Doppio Zero’,  con uno spettacolo di circo contemporaneo di ‘Circo Carpa Diem’ (protagonisti due buffi acrobati/giocolieri, che condurranno il pubblico in un 

curioso e tenero viaggio nel tempo), e la coinvolgente performance con il fuoco proposta dalla Compagnia ‘Opera Fiammae’, che preparerà l'atmosfera per il fatidico conto alla rovescia. 

Allo scoccare della mezzanotte, si accoglierà il 2024 con il Rogo del Vecchione e brindando con panettone e spumante.

Spettacoli e brindisi sono offerti dall'Amministrazione comunale.
L'invito che rivolgiamo ai partecipanti è di festeggiare rispettando l'ambiente: suggeriamo pertanto di portare da casa il bicchiere per il brindisi di mezzanotte.

Gli inviti di Casalecchio dal Capodanno e all’Epifania

Le Mille Luci di Casa: gli appuntamenti festaioli


Il Comune informa:


E’ la fine del 2023,  al Teatro comunale Laura Betti è tutto pronto per il Capodanno di Comunità che oggi,  31 dicembre, alle  22.15 vedrà sul palco Franz Campi e Giorgio Comaschi con il loro show 'Canzoni da mangiare'.

Un viaggio che unisce il buon cibo e la musica, da ‘Viva la pappa con il pomodoro’ a ‘Spaghetti a Detroit’ di Fred Bongusto, passando per ‘Ma che bontà’ di Mina e tanti altri successi, senza dimenticare ‘Banane e lampone’ scritta dallo stesso Franz Campi con Maurizio Minardi per Gianni Morandi. A seguire brindisi di fine anno e altre canzoni.  

 Per iniziare bene il 2024, c’è poi la Passeggiata degli Auguri di Casalecchio nel Cuore, con ritrovo alle 10.45 del 1° gennaio al giardino Vittime del Covid.
Non mancheranno gli appuntamenti per l’Epifania, dedicati a grandi e piccini:

Venerdì 5 gennaio, Befanata nel parco:

Ritrovo alle 18davanti al Municipio di Casalecchio

Una breve e facile passeggiata nel Parco della Chiusa per andare alla ricerca della befana, accompagnata dalla cornamusa di Stefano Tommesani e con l'animazione per i più piccoli a cura dell'Associazione della Furlana. Al termine della passeggiata, festa danzante accompagnata da polenta, vin brulè e cioccolata calda. La Befana porterà un piccolo omaggio a tutti i bambini e le bambine. Si raccomandano abbigliamento e scarpe adatti e una torcia elettrica. 
Prenotazione obbligatoria: 329/3712871 - info@casalecchioinsiemeproloco.org.

Sabato 6 gennaio, Befana AVIS, alle e 15.30 nel Teatro comunale Laura Betti:
Il tradizionale appuntamento per bambini nel pomeriggio dell'Epifania a cura di AVIS Casalecchio, con lo scopo di pubblicizzare e diffondere la necessità delle donazioni di sangue. Spettacolo per tutti i bambini ‘L'omino del pane e l'omino della mela’ scritto, diretto e interpretato da I Fratelli Caproni. All'ingresso doni della Befana per tutti i bambini fino a esaurimento, a seguire piccolo rinfresco. Ingresso gratuito. Si prega di limitarsi a un solo accompagnatore per ogni bambino.

Arriva  la Befana, alle 16, anche nella Sala della Parrocchia Santi Antonio e Andrea di Ceretolo: Facciamo festa con Mattia e con la Befana! 

Appuntamento per i più piccoli con la Befana, a cura di Ceretolo C’è. A seguire, rinfresco. Ingresso gratuito.

Info e programma completo de Le Mille Luci di Casa: tiny.cc/LeMilleLucidiCasa2023

sabato 30 dicembre 2023

Giù le mani dal presidio vergatese del Vigili del Fuoco

Una presenza fondamentale per l'intera vallata e oltre 


Con un ordine del giorno votato dal Consiglio Comunale di Vergato è stata ribadita la volontà politico-amministrativa dell'ente di mantenere la presenza dei Vigili del Fuoco nel paese. 

Il pronunciamento dell'organo politico fa, fra l'altro, pensare che il trasferimento sia divenuto negli ultimi tempi un proposito che si sta concretizzando.  " Da tempo si ipotizza il trasferimento e la chiusura della sede che ora ospita i caschi rossi, " risponde il vicesindaco di Vergato Stefano Pozzi alla domanda sul perchè si è ritenuto necessario un tale pronunciamento dell'organismo amministrativo comunale. 

"L'edificio è ritenuto dalla dirigenza del Corpo non idoneo. Il Consiglio comunale ha invece ribadito la precisa volontà dell'intera comunità vergatese di mantenere il distaccamento poichè è una presenza irrinunciabile per la sicurezza di una vasta area appenninica,  tra l'altro operativa h24. Un servizio indispensabile pensando anche alla vicina discarica di Ca' dei Ladri". 

Ciao al raddoppio della ferrovia Casalecchio di Reno-Sasso Marconi.

La rinascita della linea Porrettana  è rinviata all’anno del mai


L'incontro a Roma di ieri tra il vicepremier Matteo Salvini, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini e l’assessore regionale alla Mobilità, Andrea Corsini, ha tracciato il futuro infrastrutturale  dell’Emilia Romagna e ha indicato  nella realizzazione delle linee ferroviarie Ravenna-Rimini e Ravenna-Castel Bolognese la strategia da mettere in campo per l’utilità commerciale e pendolare che rappresenta.

Anche il nodo ferroviario di Casalecchio di Reno è stato finanziato, per cui nel 2024 o al più tardi nei primi mesi del 2025, dovrebbero partire i lavori per l’interramento della ferrovia a doppio binario che attraversa il caseggiato casalecchiese e della nuova stazione, anch’essa portata a livello della linea ferroviaria nuova. Del raddoppio della linea ferroviaria Casalecchio-Sasso Marconi e dell’adeguamento della ferrovia Bologna-Porretta neppure un accenno anche se il tema è all’ordine del giorno da almeno otto lustri. Quindi il futuro infrastrutturale ferroviario che ci aspetta è il raddoppio già finanziato della Bologna-Vignola, il raddoppio del tratto ferroviario Casalecchio di Reno-Bologna e il mantenimento della ‘miseria’ ferroviaria Casalecchio-Porretta. Ma si sa, qualcuno è amato e qualcun altro burlato.

Non è difficile capire che la proposta di miglioramento della Bologna-Porretta, non solo non è una priorità, è una balla. Uno specchietto per allodole da mettere in campo alla vigilia delle elezioni. Di tale raddoppio si è infatti ripreso a parlare in questi giorni ( in occasione dell’apertura del ponte Leonardo Da Vinci), ma appunto siamo alla vigilia delle amministrative e si punta a rincuorare con promesse, senza vero riscontro, il favore degli elettori.  

 


Articolo del 2007 che considerava probabile il raddoppio della linea ferroviaria Porrettana fino a Pontecchio Marconi 

Approvato il bilancio del Comune di Castiglione dei Pepoli

 Un ente in salute che investe e punta sul personale interno


di Martina Mari

Approvato entro il 31 dicembre il bilancio del Comune di Castiglione dei Pepoli

Il quadro previsionale evidenzia la buona salute dell’ente, che continua ad investire, ampliare servizi e puntare sul personale interno.

In questi ultimi giorni sono infatti 3 le nuove assunzioni, oltre alla stabilizzazione di altri 3 dipendenti che erano a tempo determinato.

Un risultato non scontato che vede Castiglione in controtendenza rispetto la cronica difficoltà dei piccoli Comuni a reperire o attrarre personale.

Rispetto al passato sono in continua crescita gli investimenti pubblici, riuscendo a mantenere un equilibrio che ha portato ad avere sempre un buon avanzo di amministrazione.

L’amministrazione individua i motivi principali di questi risultati nei tre seguenti punti: l’aver gestito i servizi strategici direttamente con proprio personale, come ad esempio il servizio tributi; l’aver creduto nell’Unione dei Comuni, che ha permesso di migliorare o addirittura creare nuovi servizi facendo economie di scala; l’aver puntato sulla qualità dei dipendenti interni anche per i servizi manutenzione, valorizzando e ampliando la squadra esterna.

Per i prossimi anni la maggior parte degli investimenti saranno destinati alla riqualificazione dei tanti impianti sportivi, molti dei quali sono vecchi e ammalorati e necessitano di importanti interventi. Altro grande obiettivo è la rigenerazione diffusa della frazione di Lagaro per la quale è in corso la progettazione definitiva che prevede la riqualificazione del centro del paese (piazza e marciapiedi) e la realizzazione di una nuova strada che colleghi la parte alta del paese.

L’obiettivo più ambizioso è poi legato al PUG (Piano urbanistico generale) di prossima approvazione, ossia quello di realizzare un’area produttiva sovra comunale nei pressi del casello di Roncobilaccio.

“Nonostante dieci anni difficili, in cui abbiamo attraversato crisi e continui tagli ai trasferimenti da parte dello Stato - spiega il Sindaco di Castiglione, Maurizio Fabbri - siamo riusciti a completare tantissimi investimenti e altri stanno per partire; ma soprattutto abbiamo fatto un lavoro certosino sul bilancio e sull’organizzazione dell’ente. Posso dire con orgoglio che lasciamo il Comune in una condizione di salute ancora migliore di come lo abbiamo trovato, sia dal punto di vista degli equilibri finanziari che dell’organizzazione del personale.”

Continua emergenza smog in Emilia, vietati i fuochi d'artificio nei comuni con più di 30mila abitanti

 Misure per la qualità dell'aria in vigore fino al 2 gennaio


Prosegue l'emergenza smog in tutta l'area emiliana, con l'eccezione di Bologna.

A seguito delle nuove rilevazioni dell'Arpae rimane il bollino rosso nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara, che sarà in vigore almeno fino al 2 gennaio, quando è prevista una nuova rilevazione.
    Fra le misure previste, nei comuni con più di 30mila abitanti delle province interessate, sono vietati anche i fuochi d'artificio che quindi, per Capodanno, non potranno essere fatti.

Resta la limitazione della circolazione dei veicoli diesel Euro 5 dalle 8.30 alle 18.30 e l'abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17 gradi. (ANSA)

Sequestrate dalla Guardia di Finanza 40 tonnellate di fuochi d'artificio illegali.

 1 milione e 700 mila fuochi artificiali illegali

 

Il Comando  ricorda:


Dall’inizio del mese di dicembre la Guardia di Finanza ha intensificato, su tutto il territorio nazionale, l’attività di contrasto alla produzione, detenzione, trasporto e commercializzazione illecita di artifizi pirotecnici e di prodotti pericolosi.


Per garantire la sicurezza dei cittadini con l’approssimarsi delle festività di fine anno sono stati condotti 242 interventi che hanno portato al sequestro di oltre 1 milione e 700 mila fuochi artificiali illegali, per un peso complessivo di 40 tonnellate. Sono state segnalate all’Autorità Giudiziaria 149 persone di cui 13 arrestate.

L’attività di controllo si propone di  assicurare  il  mantenimento della sicurezza pubblica, a tutela della salute e dell’incolumità dei cittadini.

venerdì 29 dicembre 2023

Anche Sasso Marconi vieta i botti di Capodanno

Gli scoppi sono  consentiti solamente dalle 23 del 31 dicembre all’1 del primo gennaio  


 Il Comune informa:

Per tutelare la salute pubblica, riducendo i rischi per l'incolumità di persone e animali e il disagio causato ai cittadini dai botti di Capodanno, un'apposita Ordinanza (n. 18 del 29 dicembre 2023) dispone sull’intero territorio comunale il divieto di fare esplodere petardi, fuochi di artificio, mortaretti e articoli pirotecnici in genere nelle giornate del 31 dicembre 2023 e del 1 gennaio  con l’unica eccezione della fascia oraria compresa tre le  23 del 31 dicembre e l’1 del 1° gennaio 2024.

Il divieto riguarda tutti gli spazi pubblici e le aree private ad uso pubblico.

L’eventuale utilizzo di botti e petardi durante la fascia oraria di tolleranza, dovrà avvenire nel rigoroso rispetto delle norme di sicurezza e a debita distanza da persone, animali e cose, privilegiando in ogni caso l'uso di materiali meno rumorosi.

Le violazioni saranno punite con una sanzione pecuniaria compresa tra i 25 e i 500 Euro

I comuni montani con popolazione fino a 3000 abitanti possono sperare di essere esclusi dai versamenti al Fondo di solidarietà.


L’onorevole Andrea De Maria con grande soddisfazione scrive:


In occasione della discussione della Legge di Bilancio la Camera dei Deputati ha approvato oggi, con 317 voti favorevoli e 4 contrari, un mio Ordine del Giorno che esclude  i comuni montani con popolazione fino a 3000 abitanti  dal versamento della quota dell'imposta municipale propria al Fondo di solidarietà.

L' Ordine del Giorno è stato approvato con una riformulazione del Governo che fa riferimento ai vincoli di finanza pubblica.

Il provvedimento si propone di  sostenere i bilanci di comuni che devono fare i conti con particolari criticità nei loro territori e che, rispetto ai costi dei servizi che devono erogare, possono contare su entrate erariali inferiori ad altre amministrazioni locali.

Come è noto un Ordine del Giorno non si traduce in un provvedimento cogente, a differenza degli emendamenti. Auspico quindi che il Governo, nel primo provvedimento utile assuma una iniziativa legislativa corrispondente all' impegno che ha preso oggi.

Arrestata al Marconi una 'ovulatrice' che trasportava oltre 1,3 kg di cocaina

 A insospettire i militari il ‘ viaggio indicato come turistico’,  di pochi giorni e senza bagaglio. La spesa del trasferimento non giustificava la breve durata della vacanza 

Il  Comando  della Guardia di Finanza di Bologna informa


Da una analisi sui passeggeri, dei cosiddetti ‘voli a rischio’, è stato ricostruito l’itinerario di una donna di nazionalità brasiliana che, proveniente dall’aeroporto di San Paolo, sarebbe giunta a Bologna, via Parigi, per poi ripartire dopo pochi giorni.

La brevità del soggiorno, soprattutto a fronte del lungo viaggio intrapreso, ha indotto ad eseguire ulteriori accertamenti.

Una volta giunta presso l’aeroporto di Bologna, la viaggiatrice è stata sottoposta a controllo dai militari del Gruppo Operativo Antidroga (G.O.A.) del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Bologna.

Le numerose circostanze anomale, quali le generiche ed incongruenti giustificazioni del viaggio (non meglio precisati motivi di turismo), l’assenza di un bagaglio da stiva, la prenotazione di un albergo in una zona assolutamente periferica e, soprattutto, l’evidente nervosismo della viaggiatrice, hanno spinto gli operanti a, richiedere al magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, Dott. Nicola Scalabrini  di sottoporre la sospettata a esami radiologici. All’esito degli accertamenti medici, la donna brasiliana è risultata trasportare nello stomaco ben 101 corpi estranei di forma ovoidale che  contenevano  complessivamente  1,343 kg di cocaina, che, immessa sul mercato, avrebbe consentito illeciti profitti per 150.000 euro.

La ‘ovulatrice’ è stata tratta in arresto in flagranza di reato e associata presso la Casa Circondariale di Bologna, a disposizione dell’A.G. procedente.

L’attività testimonia il costante e fattivo impegno della Guardia di Finanza, in costante azione sinergica con l’Agenzia della Dogane e dei Monopoli, nel contrasto al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, che per la criminalità organizzata costituisce, da sempre, uno dei canali di accumulazione illecita di capitali più proficui e celeri.

Il gattile di Sasso Marconi è ad Anzola. Approvata la convenzione

Marco Veronesi della Dimmi: “Non spendete quei soldi per animali, ma per bambini nati  o che potrebbero nascere se i genitori fossero aiutati”.



“Le associazioni che gestiscono animali dovrebbero essere capaci di autofinanziarsi. L’intervento pubblico in questo campo non lo condivido”. E’ questa in sintesi la ragione della presa di distanza del consigliere comunale Marco Veronesi (nella foto)  dalla proposta del vicesindaco Luciano Russo di ‘approvare la  convenzione onerosa  con il comune di Anzola dell'Emilia per l'utilizzo del gattile  di questo comune. La struttura di Anzola sopperirà così alla mancanza di un gattile a Sasso Marconi. “Se ci viene segnalato un gatto abbandonato possiamo avere un appoggio risolutivo per una adeguato ricovero dell’animale”,  ha sottolineato Russo. “Quando mi trovo a trattare argomenti come questi sono sempre in grande difficoltà” ha esordito il consigliere di minoranza Veronesi. “Non è comunque una novità che sono contrario alle sovvenzioni verso le associazioni che gestiscono animali. Vorrei che questo denaro fosse speso in altro modo: per bambini, per neonati che potrebbero esserci ma i potenziali  genitori sono in difficoltà, nella precarietà. C’è chi prende un animale forse perché un bambino è troppo impegnativo. Se aiutassimo i potenziali genitori contribuiremmo all’incremento della popolazione locale che non invecchierebbe sempre più”.  Alla votazione che ne è seguita la proposta di convenzione è stata approvata , ma con il voto contrario del solo Veronesi.

  

Finanziate le riqualificazioni di 39 imprese agricole di montagna


 Il Gruppo di Azione Locale (GAL) dell’Appennino sosterrà con  contributi a fondo perduto i  progetti di riqualificazione di 39 piccole imprese agricole di montagna.

L’importo dei contributi ammonta a 847.000 euro e supporta un investimento complessivo di oltre 2,1 milioni di euro. Il contributo concesso è pari al 45% di un importo di spesa massima ammissibile di 100.000 euro.

Gli interventi cofinanziati riguardano in prevalenza l’acquisto di macchinari ed attrezzature funzionali all’innovazione del processo produttivo. Le aziende beneficiarie sono insediate nelle quattro valli dell’Appennino bolognese: 17 nella valle Santerno-Sillaro, 9 nella valle Savena-Idice, 9 nella valle LavinoSamoggia, 4 nella valle del Reno.

Il Presidente del GAL, Tiberio Rabboni (nella foto), nell’esprimere la soddisfazione per il buon esito di questa ulteriore iniziativa di sostegno agli agricoltori che non indietreggiano a fronte dei tanti svantaggi dell’operare in montagna, annuncia l’imminente avvio di una nuova stagione di programmazione GAL con tante importanti novità a favore del mondo agricolo appenninico: “Entro i primi mesi del 2024 daremo avvio ad un nuovo ciclo programmatorio GAL con nuove risorse, nuovi bandi e nuovi interventi. Quello che non cambierà sarà la centralità del sostegno alle piccole imprese. Se in questa programmazione abbiamo aiutato 405 imprese, di cui 244 agricole, oltre a 20 progetti dedicati agli enti pubblici locali, in quella che inizierà il prossimo anno vogliamo fare ancora meglio: alle imprese agricole e non agricole dedicheremo il 70% delle risorse operative disponibili. Prevediamo inoltre aiuti per piccoli investimenti agricoli e forestali anche a tutela della biodiversità; ripristino di situazioni di dissesto idrogeologico in ambito aziendale; valorizzazione dei castagneti; protezioni da fauna selvatica. Inoltre - altra novità - i bandi saranno aperti anche ai titolari di partita IVA agricola secondaria, dal momento che coloro che conducono i fondi agricoli come secondo lavoro sono una realtà diffusa e determinante ai fini produttivi e dell’assetto idrogeologico”.

Notte di capodanno senza di scoppi a Casalecchio di Reno

Divieto di usare petardi, mortaretti e simili

Il Comune di Casalecchio di Reno ricorda:

Per ridurre i rischi per l'incolumità di persone e animali e il disagio causato ai cittadini dai botti di Capodanno, una ordinanza del sindaco vieta scoppio di petardi, mortaretti e artifici vari, nonché di ogni tipo di fuoco pirotecnico dal pomeriggio dell'ultimo dell'anno fino alle  7 del 1° gennaio 2024.

Il divieto è valido in tutti i luoghi pubblici o ad uso pubblico del territorio comunale di Casalecchio di Reno nonché nei luoghi privati da cui possano essere raggiunte o direttamente interessate aree e spazi ad uso pubblico.

È inoltre vietato l’utilizzo, anche in luoghi privati, di fuochi pirotecnici non in libera vendita e senza rispettare le relative istruzioni per l’uso.

Le violazioni all’ordinanza saranno punite con una sanzione pecuniaria compresa tra i 25 e i 500 euro.

giovedì 28 dicembre 2023

Scoperti dai finanzieri 8 lavoratori in nero, di cui 1 minorenne

In tre percepivano dell’indennità  di disoccupazione

 

Il Comando della Guardia di Finanza informa:


Attraverso  l’incrocio di Banche dati, affiancato da appostamenti, sono stati avviati tre controlli che hanno portato alla scoperta di 8 lavoratori in nero, di cui 6 italiani, 1 pakistano ed 1 venezuelano. Tra questi anche un minorenne, senza preventiva comunicazione obbligatoria per l’inizio del rapporto di lavoro.

Le mansioni a cui erano adibiti rientravano nelle classiche figure professionali  della ristorazione come quella del cameriere e del lavapiatti. Successivi approfondimenti operati dai militari della Compagnia di Imola, hanno fatto emergere che tre dei lavoratori individuati erano percettori dell’indennità mensile di disoccupazione (NASpI)_: di conseguenza è stata avviata la procedura per l’interruzione del sussidio e il recupero delle somme indebitamente percepite. Inoltre, anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai diretti interessati, è stato possibile appurare che gli stessi venivano retribuiti con strumenti di pagamento non tracciabili.

Pertanto, per tutti e tre gli esercizi commerciali, è stata proposta all’Ispettorato del lavoro la sospensione dell’attività per l’impiego di personale in nero superiore al 10% del totale dei lavoratori subordinati presenti, così come previsto dall’art. 14 del D.Lgs. n.81/2008. Inoltre sono state comminate sanzioni amministrative che oscillano tra circa  24.000 a 78.000 euro  oltre che le relative diffide per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. 

Il contrasto al sommerso da lavoro costituisce uno dei principali obiettivi della Guardia di Finanza, in quanto il lavoro nero sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste.

A1 e lavori della galleria di Monte Mario

Mastacchi: “Maggiore sicurezza sulla viabilità provvisoria”


I tracciati provvisori che Autostrade S.p.A. ha realizzato per deviare il traffico autostradale nel tratto che costeggia Monte Mario a Sasso Marconi, per permettere i lavori di recupero delle due canne della galleria sotto il monte sono, a giudizio del consigliere regionale Marco Mastacchi, di RETE CIVICA, pericolosi poiché presentano diverse criticità. In una interrogazione alla Giunta, il consigliere rileva il “forte restringimento delle carreggiate utilizzate, sia per la viabilità ordinaria che per il tracciato alternativo autostradale, perimetrate con new jersey di cemento e senza corsia di emergenza e spazi laterali utilizzabili in caso di guasti o problemi ai veicoli”. Inoltre, continua l’interrogazione, “le deviazioni si presentano con  un‘immissione a gomito che impone un forte rallentamento nel flusso della circolazione e restringe considerevolmente la carreggiata, lasciando pochissimo spazio ai veicoli che si trovano vicinissimi ai new jersey di cemento”.

I lavori in galleria sono cominciati e, come da progetto, il tratto di vecchia A1 che fiancheggia Monte Mario viene utilizzato come bypass per il traffico, in alternativa alla galleria chiusa.  La durata della prima fase dei lavori, con il traffico diretto verso Firenze convogliato nel nuovo bypass autostradale è stimata in 18 mesi, per poi proseguire con la seconda fase dei lavori per altrettanti 18 mesi.

“Attraversare quel tratto autostradale, sia sull’autostrada che sulla “bretella” di collegamento fra Sasso Marconi e il casello, aumenta notevolmente il rischio di incidenti,” scrive Mastacchi ( nella foto), ”in un punto in cui il traffico di mezzi pesanti è sempre molto elevato tanto che, spesso, vengono percorse vie alternative interne considerate più sicure, come la SP 325, allungando notevolmente i tempi di percorrenza”.

Mastacchi domanda a questo punto se, “visto che esiste ancora del margine in entrambi i lati delle carreggiate, la Giunta regionale non ritenga opportuno intervenire presso Autostrade Spa affinchè vengano allargate le corsie delle deviazioni autostradali per agevolarne il transito. Inoltre se, in alternativa, non sia possibile realizzare un miglioramento sia dell’accesso a nord della galleria che dell’uscita a sud, oltre a realizzare almeno alcune piazzole di sosta per emergenza”.   

Al Parco del Corno alle Scale il 2024 inizia con una scarpinata alle cascate di neve e di ghiaccio

 Martedì prossimo, 2 gennaio, sarò possibile fare visita alle cascate di neve e di giaccio nel Parco del Corno alle Scale.

L’ente infatti comunica:  


Percorrendo ampi e silenziosi boschi di faggi ed abeti si potrà ammirare una delle perle naturalistiche di maggior pregio della montagna bolognese: le cascate del Dardagna, ammantate di ghiaccio ed impreziosite dalla candida coltre di neve.

Ritrovo alle  9.45 presso il parcheggio del Centro Visite Pian D’Ivo, poco prima dell’abitato di Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere).

Termine previsto per le ore 15.30 presso lo stesso parcheggio.

Difficoltà: E  – Lunghezza: 8 km – Dislivello: 380 m –Cammino effettivo: 5 ore. 

Percorso in gran parte ad anello, portare acqua e pranzo al sacco, macchina fotografica, telo per stendersi per terra, bastoncini telescopici.

L’itinerario scelto e il programma presentato potranno subire modifiche o variazioni il giorno prima e/o durante l’escursione stessa in base alle previsioni/evoluzioni del meteo.

Attività gratuita

Informazioni e prenotazione obbligatoria: Marco Albertini – 3491655717;   escursionismo@coopmadreselva.it

Rispettato il cronoprogramma dei lavori per il sottovia di ritorno della Stazione di Bologna Casalecchio.

  

Il consigliere di Fratelli D’Italia Francesco Sassone comunica

 

Oggi, assieme ad ASPI, abbiamo avuto la possibilità di fare il punto e constatare che la realizzazione del sottovia di ritorno della stazione di Bologna Casalecchio procede senza intoppi e risulta già completata al 57%, come da cronoprogramma.

Questo intervento è essenziale per migliorare la viabilità ordinaria locale ed aumentare la sicurezza della circolazione. Contestualmente, abbiamo effettuato anche una visita alla sala radio della Direzione del terzo tronco di Bologna che ogni giorno presidia h 24 la viabilità sugli 825km del tronco di Bologna, caratterizzato da importanti volumi di traffico, in particolar modo nel periodo natalizio.

Le visite odierne dimostrano ancora una volta la grande attenzione che il Governo Meloni, attraverso il MIT e in collaborazione con ASPI, riserva al tema della viabilità e dei trasporti affinché vengano garantiti collegamenti e la giusta viabilità su tutto il territorio nazionale.

mercoledì 27 dicembre 2023

Bollino rosso per qualità aria, misure d'emergenza in Emilia

 Domani e venerdì con l'esclusione della provincia di Bologna


Bollino rosso in Emilia, con l'esclusione della provincia di Bologna, per la qualità dell'aria: sulla scorta delle proiezioni dell'Arpae relative allo sforamento dei valori limite giornalieri di Pm10, da domani e fino a venerdì compreso scattano le misure emergenziali contro le polveri sottili nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena e Ferrara.

Salve - come accennato - la provincia di Bologna e l'intera Romagna.
    Nel dettaglio le misure emergenziali disposte dall'Arpae prevedono la limitazione della circolazione dei veicoli diesel Euro 5 dalle 8.30 alle 18.30; l'abbassamento delle temperature medie nelle abitazioni fino a 19 gradi e negli spazi commerciali e ricreativi fino a 17 gradi; il divieto di combustione all'aperto di residui vegetali e dell'accensione di falò, barbecue e fuochi d'artificio; il divieto di uso di biomasse per il riscaldamento domestico il divieto di sosta con motore acceso per tutti i veicoli e il divieto di spandimento di liquami zootecnici senza tecniche ecosostenibili. (ANSA)

Un 2023 amaro per chi produce latte da Parmigiano

'Bilancio in perdita con costi oltre i 75 euro al quintale'

 

Per il secondo anno consecutivo, in Emilia-Romagna i produttori di latte per il Parmigiano Reggiano chiudono il bilancio in perdita.

La sostanziale tenuta dei volumi di vendita sul mercato interno e la probabile ripresa complessiva a livello internazionale non bastano a controbilanciare i prezzi all'ingrosso, in calo negli ultimi due anni, a fronte di costi di produzione del latte sempre elevati.

    Secondo le stime del centro studi di Confagricoltura Emilia-Romagna il costo medio di produzione per 100 chili di latte da Parmigiano Reggiano si attesta nel 2023 a 75-76 euro, comprensivo delle voci di spesa per l'alimentazione del bestiame (acquisto e autoproduzione di mangimi e foraggi) e per la manodopera dipendente e familiare. L'analisi conferma a grandi linee l'andamento dei costi rilevato in regione per il 2022, ossia 75,90 euro il costo medio per 100 litri di latte da Parmigiano Reggiano, di cui 45,10 euro per l'alimentazione del bestiame e 11,60 euro per la forza lavoro.
    Ad aggravare la situazione del comparto degli allevatori è soprattutto il calo del 5,2% sul 2022 delle quotazioni all'ingrosso del Parmigiano Reggiano riferito al periodo da gennaio a settembre 2022-2023, da 10,57 a 10,02 euro al chilo.
    Preoccupa la flessione dell'8% nel mese di ottobre: in un anno il prezzo è slittato da 10,41 a 9,58 euro da chilo.
    "Con prezzi alla stalla, per 100 chili di latte, fermi mediamente sotto i 64 euro (iva esclusa) da gennaio 2022 e costi di produzione in rialzo nello stesso periodo - lancia l'allarme il presidente della sezione lattiero-casearia di Confagricoltura Emilia Romagna, Roberto Gelfi - urge una ridistribuzione dei 'margini di filiera', con un necessario 'trasferimento perequativo' dalle fasi di commercializzazione all'ingrosso e distribuzione al dettaglio verso gli operatori della produzione, allevatori e trasformatori caseari".
    Anche per il latte destinato alla produzione di Grana Padano e altre specialità casearie minori, il prezzo alla stalla è sceso in media più del 20% nel 2023 mentre gli oneri finanziari sono quasi triplicati. (ANSA)

A Sasso Marconi il 2023 che se ne va verrà salutato in piazza

 Si ripete il tradizionale Rogo del Vecchione.

 

Il programma della sera di San Silvestro a Sasso Marconi  prevede due momenti di spettacolo in piazza seguiti dal tradizionale rogo del Vecchione.

Dalle 22.30,  spettacolo di circo contemporaneo e teatro di strada a cura di "Circo Carpa Diem", con Katharina Gruener e Luca Sartor e gli artisti de "Il Drago Bianco" portano in scena alcuni frammenti tratti da "Orakel", che prevede azioni sceniche e performance con il fuoco.

Allo scoccare della mezzanotte: Rogo del Vecchione e brindisi al 2024 con panettone e spumante.

Camminata notturna alla volta delle cascate del Dardagna


Domani, giovedì 28 dicembre, il Parco del Corno alle Scale organizza una camminata notturna alla scoperta dei segreti nascosti nella notte  delle  cascate del Dardagna.

Gli organizzatori precisano:  

Avete mai provato ad andare in un dato luogo in Natura, che magari già ben conoscete, di sera e con il buio, invece che durante il giorno e con la luce del sole? E ci siete mai stati in stagioni diverse? Il paesaggio circostante potrà cambiare molto, così tanto da avere quasi la sottile ed impalpabile sensazione di trovarsi immersi in un luogo nuovo ma, al contempo, familiare. Ecco perché  invitiamo a scoprire, con curiosità d’animo, le emozioni che vi potranno regalare e suscitare le rinomate Cascate del Dardagna nella loro, forse, bianca e ghiacciata veste invernale e serale, sospinti dalle pulsazioni dei nostri cuori e sorretti dalla cadenza dei nostri passi.

Ritrovo alle 16.30 presso il parcheggio del Centro Visita “Pian d’Ivo”, poco prima del borgo di Madonna dell’Acero (Lizzano in Belvedere).

Termine   previsto  verso le 20.00 con ritorno al parcheggio.

Difficoltà: E – Lunghezza: 8 km – Dislivello: 240 m – Cammino effettivo: 2 ore e mezza.

Note: percorso in parte ad anello, portare acqua, un telo da stendersi per terra, macchina fotografica, eventuali bastoncini telescopici, pila elettrica o torcia frontale.

Informazioni e prenotazione obbligatoria: Marco – 3491655717; escursionismo@coopmadreselva.it

martedì 26 dicembre 2023

Il disastro alluvionale del maggio scorso porta a riflettere sulle future gestioni del territorio

 Necessarie nuove strategie per contenere o evitare danni

Il Capogruppo in Regione  di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti,  scrive: 

Il rapporto della commissione per l’analisi degli eventi metereologici del Maggio 2023 illustrata  in Regione, ci ha offerto informazioni utili sulle strategie di carattere generale che dovranno però necessariamente trovare declinazione specifica per ogni singolo territorio. Sarà quindi necessario che la Regione adotti politiche diverse per l’utilizzo delle aree boschive, rispetto alla

manutenzione delle infrastrutture, al ricondizionamento degli argini, alla costruzione di nuovi invasi.

Abbiamo chiesto, alla luce di queste risultanze, un’ulteriore seduta al fine di comprendere quali saranno le intenzioni della Regione nella fase della ricostruzione e se vi sarà la possibilità di vedere accolte proposte già fatte ed altre che potrebbero  essere presentate.

Resta da capire se fino al verificarsi dei fatti, quanto è stato fatto dalla nostra Regione possa essere considerato sufficiente almeno al contenimento dei danni: per noi non è così, ma anche questo lo andremo a verificare.

Post alluvione: il Rapporto della Commissione tecnico-scientifica: “In Emilia-Romagna un evento senza precedenti nella storia osservata”.

La vicepresidente Priolo: “Abbiamo affrontato qualcosa di difficilmente immaginabile, uno spartiacque tra passato e futuro di cui però adesso vogliamo essere i migliori interpreti. Insieme alla comunità scientifica per interventi innovativi nei territori colpiti, in un contesto su cui i cambiamenti climatici possono impattare pesantemente”. Gli esiti del lavoro della Commissione incaricata dalla Regione, coordinata dal professor Armando Brath e composta da Nicola Casagli (Università di Firenze), Marco Marani (Università di Padova), Paola Mercogliano (Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici), Renzo Motta (Università di Torino). Quanto successo a maggio ha avuto tempi di ritorno “in alcuni casi nell’ordine di qualche migliaio di anni”

 “Uno spartiacque tra passato e futuro nel settore della difesa idraulica e idrogeologica del territorio”. A maggio l’Emilia-Romagna è stata colpita da un evento che per portata, intensità e vastità del territorio interessato, non ha precedenti nel passato (da quando nel 1921 si sono iniziati a raccogliere i dati idrologici), con una “maggiore severità anche rispetto all’alluvione del 1939”.

A metterlo nero su bianco, con un’ampia e articolata comparazione dei dati disponibili, sono i professori Armando Brath (Università di Bologna, coordinatore), Nicola Casagli (Università di Firenze), Marco Marani (Università di Padova), Paola Mercogliano (Cmcc, Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici), Renzo Motta (Università di Torino).

La Commissione tecnico-scientifica è stata incaricata dalla Regione - prima della nomina a commissario per la ricostruzione del generale Figliuolo - di stilare un Rapporto sugli eventi meteorologici estremi del mese di maggio 2023.

Delle quasi 150 pagine del documento, 98 sono dedicate all’analisi puntuale di quanto accaduto: dai 23 fiumi esondati contemporaneamente, per un volume di esondazione stimato in circa 350 milioni di metri cubi, circa 11 dighe di Ridracoli, che ha provocato allagamenti in pianura su circa 540 chilometri quadrati quadrati di territorio (distribuiti pressoché nell’intera area romagnola, con interessamento anche della regione in destra del Reno e, per il primo dei due eventi, anche dei bacini del Panaro e del Secchia); alle 65.598 frane - scivolamenti rapidi in terra o detrito, colate di fango, scivolamenti in roccia - censite su un’area di 72,21 chilometri quadrati; alle 1.950 infrastrutture stradali coinvolte da dissesto (il 3,6% dell’intero tracciato stradale delle sei province colpite, di cui il 36,2% delle comunali e il 35,7% di quelle vicinali a uso pubblico, e il 18,5% delle private).  

“Un evento senza precedenti nella storia osservata” scrivono gli esperti, con tempi di ritorno - grandezza statistica che esprime la probabilità che un evento accada - “in alcuni casi molto superiori ai 500 anni dove le esondazioni sono state più significative”. Parliamo soprattutto dei bacini di Senio, Lamone e Montone, con un ruolo decisivo della rete artificiale di scolo presente in pianura (reticolo di bonifica e Canale Emiliano-Romagnolo) che ha inciso sulla dinamica di propagazione delle inondazioni. Ancora più alta, quasi inestimabile e nell’ordine di qualche migliaio di anni, la probabilità di accadimento dei due eventi come quello del 2-3 maggio e quello del 16-17 maggio. E proprio il susseguirsi dei due eventi ha portato le conseguenze note dal momento che i terreni erano già saturi e avevano impermeabilizzato i suoli che non riuscivano più a ricevere.  

Elementi e considerazioni che per la ricostruzione consigliano, anziché una semplice riproposizione di modelli di intervento tipici del passato, di sviluppare percorsi di approfondimento tecnico-scientifico per implementare nuove modalità di intervento e agire su più fronti, con interventi non strutturali e strutturali.

“Abbiamo affrontato qualcosa di difficilmente immaginabile. Ce lo dice anche la Commissione esterna, di elevato profilo tecnico-scientifico, che abbiamo incaricato per effettuare valutazioni specifiche e qualificate sull’evento di maggio, per aggiornare il quadro conoscitivo e fornire indicazioni per una futura corretta gestione del rischio idraulico e idrogeologico nella regione- sottolinea la vicepresidente con delega alla Protezione civile, Irene Priolo-. Quello che ci restituisce, inoltre, è un’elevata complessità che non potrà essere affrontata con un’unica soluzione: approfondiremo le indicazioni contenute in questo Rapporto per la pianificazione degli interventi futuri e utilizzeremo queste preziose indicazioni tecniche per impostare la ricostruzione. L’apporto della comunità scientifica è fondamentale, tenendo conto anche dell’orizzonte in cui ci muoviamo, e su cui impattano pesantemente i cambiamenti climatici. Comprendere bene gli eventi e cosa hanno significato era necessario per aiutarci ad individuare le scelte corrette di fronte ad un evento così complesso. Bisogna cambiare paradigma rispetto all’approccio tradizionale alla luce di statistiche completamente stravolte”.

Caratterizzazione dei movimenti gravitanti di versante

Dopo un’accurata analisi della caratterizzazione idrologico-idraulica dell’evento con la valutazione dei volumi di pioggia caduti sui bacini, anche in sede storica, il Rapporto prosegue con una sezione dedicata alle frane. Base dell’analisi, l’accurata mappatura effettuata dalla Regione Emilia-Romagna che evidenzia come oltre 65mila frane abbiano completamente sconvolto il territorio. Di queste solo 576 hanno un’estensione superiore all’ettaro ma le restanti, seppur piccole, sono caratterizzate dall’essere veloci (si parla in tanti casi di spostamenti di metri al secondo) e per questo molto distruttive.

Le curve della distribuzione delle frane censite, di cui il 78,5% di neoformazione, evidenzia ancora di più l’eccezionalità di entrambi gli eventi meteorologici, e ancor più della loro concomitanza, sia dal punto di vista della vastissima estensione del territorio coinvolto, sia dal punto di vista delle quantità di pioggia caduta. In particolare, l’evento del 15-17 maggio è stato caratterizzato non solo da una maggiore intensità ed estensione, ma anche, a differenza del primo, da condizioni iniziali di totale saturazione dei suoli. La maggiore densità delle frane rilevate e mappate è localizzata effettivamente nelle aree dove sono cadute le quantità massime di pioggia nelle province di Bologna, Ravenna e Forlì-Cesena.

I principali cambiamenti dell’uso del suolo

Il Rapporto dedica poi ampio spazio all’analisi di cambiamenti dell’uso del suolo in Emilia-Romagna nel corso degli anni e agli elementi che possono incidere sul rischio idraulico. A partire dal ruolo esercitato dalla copertura forestale nel prevenire o mitigare il dissesto: “Un’azione regimante importantissima e fondamentale ma quando si verificano eventi meteorici eccezionali la capacità di ritenzione viene saturata”. La foresta (indipendentemente da densità composizione, struttura e modalità di gestione) non può impedire le ondate di piena quando si verificano eventi di intensità e durata tali da saturare l’effetto “spugna”.  Gli esperti sottolineano che la copertura forestale in Emilia-Romagna, tra il 1954 e il 2017, si è estesa su 287.543 ettari di nuova superficie (neoformazione), a fronte di una contrazione di 58.717 ettari (deforestazione), con un bilancio perciò nettamente a favore dell’espansione della foresta.

E poi la vegetazione sugli argini dei fiumi e corsi d’acqua che svolge, da un punto di vista idraulico, “un ruolo di fondamentale importanza durante gli eventi di piena: aumenta la scabrezza, cioè la resistenza che l’acqua incontra scorrendo e quindi protegge le sponde dall’erosione, rallenta la velocità del flusso ed intrappola sedimenti e materiali trasportati dalla corrente”. Ragion per cui è consigliato dagli esperti un taglio di tipo selettivo e colturale, mantenendo una copertura di alberi e arbusti non inferiore al 20%.

Infine, la relazione tra rischio idraulico e consumo di suolo. L’Emilia-Romagna è la regione con la maggiore superficie compresa nelle aree a pericolosità media P2 (oltre il 45% del territorio regionale). Un dato sovrastimato, dicono gli esperti, dal momento che l’Emilia-Romagna, a differenza delle altre Regioni, “ha deciso di considerare nella mappatura anche le aree che risultano allagabili da parte del reticolo artificiale di pianura (ovvero dalla rete di bonifica), anziché soltanto quelle interessate dall’esondazione dal reticolo idrografico naturale”, decisione che di fatto fa ricadere in area P2 tutta l’area di pianura.

Elementi che portano gli esperti a concludere che, oltre a proseguire nel controllo severo sul consumo di suolo, le prime e indispensabili misure preventive di mitigazione del rischio sono la redazione e l’applicazione di Piani forestali di indirizzo territoriale.

I cambiamenti attesi di precipitazioni negli scenari climatici futuri

Il Rapporto, prima di passare alle conclusioni, prende in considerazione sette bacini (Idice, Sillaro, Santerno, Senio, Lamone, Montone e Ronco) e, tra le altre cose, estrae proiezioni climatiche dei massimi annuali delle piogge previste per il periodo 2041-2070 sulla base di due diversi scenari emissivi, ma evidenzia, allo stesso tempo, come questi dati possono essere solo una prima valutazione perché analisi di questo tipo devono necessariamente essere basate sull’uso di proiezioni fornite non da un unico modello climatico ma da più modelli in modo da poter caratterizzare adeguatamente l’incertezza delle previsioni.

Gli esiti dello studio

Alla luce della portata degli eventi, la Commissione, nella parte conclusiva del Rapporto, ritiene quindi che un’opportuna proposta operativa di gestione territoriale debba essere basata sulla combinazione di interventi non strutturali e strutturali di mitigazione del rischio.

Tra i non strutturali, emerge la necessità di aumentare le attuali capacità di previsione degli aspetti meteorologici, idraulici e idrogeologici, attraverso dati ad alta risoluzione, la costruzione di gemello digitale idrogeologico regionale (digital twin) e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale e dei big data; una nuova redazione dei principali strumenti in ambito di pianificazione; l’esecuzione di accurate modellazioni specifiche di scenario per valutare gli effetti della rete artificiale di scolo su inondazioni future; migliorare la pianificazione di Protezione civile, portando a piena conoscenza di tutti cittadini sia il sistema di allertamento che i piani, mediante esercitazioni e il pieno utilizzo dei moderni sistemi di comunicazione; ancora, la necessità di procedere ad attente verifiche sulla pianificazione del territorio, che vadano ad agire sulla riduzione del consumo di suolo e il ripristino delle aree di pertinenza fluviale.

Tra gli interventi strutturali, è sottolineata la necessità di opere di ingegneria opportunamente progettate e realizzate, anche attraverso l’utilizzo delle più recenti innovazioni nel settore; per quanto riguarda le frane, occorre realizzare opere di stabilizzazione di singoli versanti e di regimazione delle acque superficiali; per i fenomeni alluvionali, è necessario costruire nuove opere di laminazione delle piene, realizzare interventi strutturali indirizzati a restituire maggiore spazio ai fiumi e predisporre nuovi piani di gestione del verde.

Il Rapporto e la presentazione dei contenuti sono disponibili sul sito Alluvione: https://www.regione.emilia-romagna.it/alluvione