Sabato 29 agosto un pomeriggio di fede, comunità e riconoscenza per salutare Padre Pierluigi e ringraziarlo per il cammino condiviso.
Sarà un
momento speciale per la comunità di Pian del Voglio, che sabato 29
agosto si ritroverà per la Processione della Madonnina dell’Abetaia,
un appuntamento dedicato alla fede e alla condivisione, ma anche un’occasione
per salutare con affetto e riconoscenza Padre Pierluigi.
Il programma
prenderà il via alle ore 17:00 con la processione della Madonnina
dell’Abetaia. A seguire, alle ore 18:00, sarà celebrata la Santa
Messa.
Al termine
della celebrazione, alle ore 19:00, la comunità si ritroverà presso
l’ex Cinema di Pian del Voglio per un momento conviviale con un rinfresco,
pensato per salutare Padre Pierluigi e ringraziarlo per il cammino condiviso e
per la sua presenza nella comunità.
Un
appuntamento che unisce quindi tradizione religiosa, comunità e gratitudine,
invitando tutti a partecipare a un momento semplice ma significativo, da vivere
insieme e con affetto.
A rendere
ancora più speciale la serata sarà anche la presenza del Corpo Bandistico di
Pian del Voglio, che accompagnerà l’iniziativa con la propria musica.
La storia della Madonna
dell’Abetaia è profondamente legata al casato dei Ranuzzi De’
Bianchi e alla tradizione devozionale del territorio.
Secondo quanto tramandato, il primo
episodio risale al 15 settembre 1854, quando il conte Giuseppe
De’ Bianchi, mentre cavalcava sulle pendici dell’Abetaia di Piano,
calpestò accidentalmente un nido di vespe. Gli insetti si scagliarono
furiosamente contro i cavalli, provocandone la reazione. Poco dopo, però, si
allontanarono inspiegabilmente, senza arrecare conseguenze al conte e agli
animali.
L’episodio venne interpretato come un
prodigio attribuito all’intercessione della Madonna. In segno
di devozione e riconoscenza, il conte De’ Bianchi commissionò quindi un dipinto
raffigurante l’Immacolata, che venne collocato all’interno di
un pilastrino eretto proprio nel luogo in cui si era verificato il fatto.
Quasi un secolo più tardi, nel 1951,
un altro episodio rafforzò il legame della famiglia con quel luogo di culto.
Una grazia ricevuta spinse infatti il conte Giacomo Ranuzzi De’ Bianchi
a far costruire un’artistica cappellina, nello stesso luogo della precedente edicola.
A motivare la decisione fu la
drammatica vicenda vissuta da uno dei suoi figli, caduto da cavallo e
inizialmente considerato in condizioni disperate. Il giovane rimase nove
giorni in coma, prima di riprendere conoscenza e andare incontro a una
completa guarigione.
La cappellina della Madonna dell’Abetaia divenne così un luogo ancora più significativo per la devozione popolare, memoria di una storia fatta di fede, riconoscenza e tradizione, che nel tempo si è tramandata all’interno della comunità.
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