Il sindaco di Sasso Marconi, Roberto Parmeggiani ( nella foto in alto), non
chiederà le dimissioni del sindaco metropolitano di Bologna, Matteo Lepore. Lo
ha deciso il Consiglio comunale, respingendo la mozione presentata dal gruppo
di minoranza Dimmi, che invitava il primo cittadino sassese a farsi promotore
della richiesta di un passo indietro del collega bolognese.
La mozione prendeva spunto dai fatti seguiti alla morte di
Fakir Ahmed, deceduto domenica 19 luglio durante un intervento delle forze
dell'ordine. Secondo la minoranza, la convocazione del presidio in piazza
Nettuno da parte di Lepore, il giorno successivo ai fatti, avrebbe
rappresentato «una pericolosa strumentalizzazione della cronaca», contribuendo
ad alimentare la tensione nei confronti delle forze dell'ordine e sfociando poi
nei violenti scontri avvenuti nel centro di Bologna.
«Aver convocato la manifestazione subito dopo l'accaduto ha
messo la Prefettura in difficoltà e ha trasformato il centro cittadino in un
teatro di guerriglia urbana», ha sostenuto il capogruppo di Dimmi, Stefano
Pedrelli ( nella foto accanto) . «Il caso ha avuto un'eco tale da provocare un potenziale danno
all'immagine della città e al turismo».
Pedrelli ha quindi espresso «solidarietà incondizionata» agli
agenti rimasti feriti durante gli scontri, ribadendo la sfiducia politica nei
confronti del sindaco di Bologna e chiedendone le dimissioni immediate,
affinché venga individuata «una guida competente e responsabile per la comunità
metropolitana, capace di garantire sicurezza». Secondo il capogruppo della
minoranza, «chiedendo verità e giustizia si è lasciato intendere che fosse
necessaria la forza della piazza, alimentando ulteriormente gli animi».
Dai banchi della maggioranza è arrivata una piena
condivisione della solidarietà espressa alle forze dell'ordine e alla
magistratura, ma un netto rifiuto della richiesta di dimissioni di Lepore.
Il capogruppo di maggioranza, Samuele Gardini, si è detto
«sbalordito» dalla mozione, osservando come Dimmi si sia «sempre presentata
come una formazione civica e non partitica». «Non sussistono responsabilità del
sindaco Lepore – ha affermato –. La tensione era già presente e gli scontri si
sarebbero verificati comunque. La convocazione della piazza da parte delle
istituzioni ha dato alla società civile la possibilità di esprimere la propria
posizione su quanto accaduto. La questione, quindi, non si pone».
Il sindaco Roberto Parmeggiani ha definito la mozione
«strumentale» e ha sostenuto che essa collochi la minoranza «non su un piano
civico, ma sotto la copertura di Fratelli d'Italia». Ha inoltre ricordato che
«un sindaco non ha alcuna competenza nel chiedere le dimissioni di un altro
sindaco». Nel suo intervento ha anche informato il Consiglio che la famiglia di
Fakir Ahmed è residente ufficialmente a Sasso Marconi da una settimana ed ha
espresso solidarietà alle istituzioni coinvolte.
Al termine del dibattito la mozione è stata respinta con il
voto compatto della maggioranza.
L'intero
Consiglio comunale ha invece approvato all'unanimità un'altra proposta
presentata da Dimmi, relativa alla promozione di una raccolta fondi a favore
delle popolazioni colpite dal terremoto in Venezuela.