Frequenti allagamenti, danni alle
abitazioni, ai garage e alle pertinenze private, oltre alla viabilità locale
che va in tilt anche in occasione di precipitazioni non eccezionali. È la
drammatica quotidianità vissuta dai residenti di Cinque Cerri, nel Comune di
Sasso Marconi, a causa delle criticità legate al fosso della Fabbra.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Marco
Mastacchi (nella foto), di Rete Civica, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta
della Regione Emilia-Romagna per chiedere un deciso cambio di passo e il
definitivo superamento dello stallo burocratico.
A monte della frazione, il corso d’acqua versa in condizioni
di scarsa manutenzione ed è privo di adeguate opere di regimazione e di
riduzione della velocità dell’acqua. La situazione è ulteriormente aggravata
dalla presenza di tratti tombati e sottodimensionati che, di fatto, funzionano
come un vero e proprio “tappo”, riducendo la capacità idraulica dell’intero
sistema.
«Fino ad oggi la soluzione definitiva è rimasta bloccata in una
grave frammentazione delle competenze tra diversi enti – Regione, Comune, Città
Metropolitana, Consorzio di Bonifica e privati – e nei vincoli burocratici
legati alla ricostruzione post-alluvione», sottolinea Mastacchi.
La nota relativa all’avvio della Fase II del Piano Speciale di Ricostruzione ha infatti chiarito che le risorse commissariali sono destinate principalmente alla copertura dei danni diretti provocati dagli eventi alluvionali del maggio 2023 e del settembre-ottobre 2024, lasciando fuori gli interventi strutturali di prevenzione. La stessa nota, tuttavia, ribadisce che gli enti competenti hanno il dovere di intervenire in presenza di situazioni di urgenza, indipendentemente dalla disponibilità di fondi commissariali.
«I cittadini di Cinque Cerri non possono più vivere
nell’ansia a ogni pioggia. Serve una regia pubblica unica e determinata»,
incalza il consigliere regionale.
Attraverso l’atto ispettivo, Mastacchi chiede quindi alla
Giunta regionale di assumere direttamente, attraverso l’Agenzia regionale per
la Sicurezza territoriale e la Protezione civile, il coordinamento tecnico e
amministrativo degli interventi necessari alla messa in sicurezza del fosso
della Fabbra.
Tra le richieste figura anche la promozione, in sinergia con
il Comune di Sasso Marconi e il Consorzio di Bonifica, di uno studio idraulico
aggiornato e di un piano progettuale complessivo. Il consigliere chiede inoltre
di individuare risorse dedicate alla realizzazione delle opere, attraverso
bandi e programmi specifici per la difesa del suolo e l’adattamento ai
cambiamenti climatici.
«Non è più tempo di interventi tampone o di scaricabarile: occorre passare dalla gestione dell’emergenza alla prevenzione strutturale», conclude Mastacchi.
1 commento:
Certo, certo, andate a raccogliere in fiume le bottiglie del bar che l'inondazione ha portato via e poi recuperatele dicendo " hooo ma che maleducazione"
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