Visualizzazione post con etichetta EOLICO. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta EOLICO. Mostra tutti i post

lunedì 26 maggio 2025

Crinale Camugnano–Fontanavidola–Burzanella–Monte Vigese: un patrimonio millenario minacciato dalle pale eoliche

Un’area di straordinaria importanza storica e archeologica rischia di essere compromessa dall’installazione di pale eoliche alte 200 metri. 


ARCA Appennino Bolognese denuncia: 



Il crinale che si estende tra Camugnano, Fontanavidola, Burzanella e Monte Vigese, nel cuore dell’Appennino Bolognese, custodisce testimonianze di insediamenti e traffici che risalgono al Mesolitico, e che si sono susseguiti senza soluzione di continuità fino all’epoca medievale.

Una dorsale strategica nella storia d’Italia

Grazie alla sua posizione di collegamento tra la Pianura Padana e l’Etruria, l’Appennino Bolognese è stato crocevia di civiltà e commerci fin dall’XI millennio a.C. Il territorio è ricco di tracce risalenti al Neolitico, all’età del Bronzo e alla cultura villanoviana, con un culmine nella fondazione della città etrusca di Kainua (Marzabotto) nel VI secolo a.C.

Con la romanizzazione, l’area fu pienamente integrata nel sistema economico e viario imperiale grazie alla costruzione della Via Aemilia (187 a.C.). Le vallate vennero presidiate da ville rustiche e insediamenti che rivelano una forte vocazione agricola e artigianale. I toponimi come Camugnano e Vigo, insieme a reperti archeologici come tombe e manufatti romani, ne sono la prova tangibile.

Nel Medioevo, il crinale fu un punto nevralgico tra i domini longobardi e bizantini, costellato di fortificazioni e presìdi religiosi. A partire dal X secolo, la zona fu presidiata da castelli e rocche, diventando strategica sotto il controllo dei conti Alberti durante il regno di Federico Barbarossa.

Le scoperte archeologiche

L’area in esame è costellata di ritrovamenti di eccezionale rilievo, che ne testimoniano l’importanza storica:

  • Burzanella: frammenti di vasellame, una spada di fabbricazione spagnola, asce risalenti al 1000 a.C., una statuetta etrusca ai Querceti, e un tratto di strada antica emerso durante lavori edilizi.
  • Podere Bontecchio: deposito di asce dell’età del Bronzo.
  • Cinghione: uno dei più importanti depositi di reperti etruschi del Bolognese, oggi custodito al Museo Civico Archeologico di Bologna.
  • Montovolo: secondo lo storico Righetti di Castiglione, vi sono state rinvenute tracce di abitazioni e ceramiche.
  • Monte Vigese: identificato un tratto di strada antica lungo circa 20 metri, verosimilmente utilizzato per il transito di carri commerciali.
  • Chiesa dei Frascari: numerose monete romane rinvenute nei pressi della chiesa.
  • Crinale in prossimità dell’area destinata alle pale eoliche: un altro tratto di strada antica scoperto circa vent’anni fa, ancora visibile ma mai ufficialmente documentato.

Un’eredità storica da tutelare

La toponomastica locale rafforza le evidenze archeologiche: il nome Burzanella deriverebbe dal latino Briccius o Brittius, a conferma dell’influenza romana. Documenti medievali citano un castro nel territorio già dal X secolo.

Nonostante il valore del patrimonio storico, molte delle scoperte non sono mai state adeguatamente censite o tutelate. Per questo, studiosi e residenti chiedono:

  • la mappatura e catalogazione ufficiale di tutti i ritrovamenti, comprese le testimonianze locali;
  • il coinvolgimento attivo della Soprintendenza Archeologica;
  • la promozione di progetti interdisciplinari che integrino archeologia, storia e geografia.

Una minaccia concreta

L’installazione di impianti eolici di grande altezza in quest’area rappresenta un rischio concreto per la conservazione di un paesaggio storico-culturale unico. Interventi invasivi potrebbero compromettere in modo irreversibile le tracce millenarie ancora presenti sul territorio.

Conclusione

Il crinale Camugnano–Fontanavidola–Burzanella–Monte Vigese è molto più di un’area montana: è una dorsale della memoria storica, un laboratorio a cielo aperto di archeologia e cultura. Proteggerla significa non solo conservare il passato, ma anche investire in un futuro sostenibile fatto di conoscenza, turismo responsabile e identità territoriale.

(Sollecitato da Dubbio) 

 

mercoledì 19 marzo 2025

Eolico nell’Appennino Bolognese: interrogazione alla Regione sui progetti di Camugnano e Castiglione dei Pepoli


 



La Consigliera regionale Marta Evangelisti, Presidente del Gruppo di Fratelli d’Italia - Giorgia Meloni, ha presentato un’interrogazione alla Giunta dell’Emilia-Romagna in merito ai progetti per la realizzazione di impianti eolici nei comuni di Camugnano e Castiglione dei Pepoli.

Due impianti eolici nel mirino

Le due proposte in esame riguardano:

·         Santa Chiara Energia S.r.l., con sede a Milano, che ha presentato un progetto per un impianto da 27 MW con 6 pale eoliche, avviando il procedimento nell’aprile 2024.

·         Energia Pulita Tre S.r.l., con sede a Potenza, che propone un impianto da 30 MW con 7 pale eoliche, corredato da un sistema di accumulo da 8 MW. Il procedimento è stato avviato nel giugno 2024.

Le nuove procedure di VIA

Secondo quanto emerso dai siti istituzionali, entrambi i progetti sono stati sottoposti a Valutazione di Impatto Ambientale (VIA):

·         Santa Chiara Energia S.r.l. ha avviato una procedura di VIA nazionale, con una nuova richiesta per un impianto da 36 MW.

·         Energia Pulita Tre S.r.l. ha presentato una domanda per una VIA regionale, relativa al progetto denominato “Eolico Camugnano”.

Criticità e interrogativi

L’interrogazione pone l’attenzione su diversi aspetti critici:

·         Impatto ambientale e paesaggistico: gli impianti sorgerebbero in un’area naturalistica di pregio, habitat di specie protette e interessata da movimenti migratori.

·         Proteste delle comunità locali: la popolazione teme ripercussioni sul turismo e sull’economia locale, oltre a una possibile svalutazione degli immobili.

·         Rischi geologici e idrici: le aree individuate per le installazioni presentano zone a rischio frana e sono ricche di sorgenti.

·         Effetti su fauna e allevamenti: il rumore e le vibrazioni delle pale potrebbero disturbare la fauna selvatica e il bestiame.

·         Occupazione: non risultano dichiarate ricadute dirette in termini di posti di lavoro.

Richieste alla Regione

La Consigliera Evangelisti chiede alla Giunta:

·         Se siano state presentate opposizioni ai provvedimenti di improcedibilità emessi da ARPAE.

·         Se la Regione fosse già a conoscenza della nuova proposta di Santa Chiara Energia S.r.l. con l’aumento di potenza.

·         Quale sia lo stato dei procedimenti amministrativi relativi ai due progetti.

·         Se siano in corso confronti con le amministrazioni locali e le comunità interessate.

·         Quali garanzie possano essere offerte rispetto alla solidità finanziaria della Santa Chiara Energia S.r.l., società di recente costituzione con un capitale sociale di soli 10.000 euro.

L’interrogazione solleva quindi importanti interrogativi sulla compatibilità di questi impianti con il territorio e sulle conseguenze a lungo termine per l’Appennino bolognese. 

domenica 2 febbraio 2025

Evangelisti (FdI): fare chiarezza sul nuovo progetto di impianto eolico in Appennino

 



“Risultano esserci due nuove procedure per la realizzazione di due parchi eolici nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli, un fatto che suscita le proteste delle comunità locali”

Fare chiarezza sul nuovo progetto di impianto eolico nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna. A chiederlo, con un’interrogazione, è la capogruppo di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti, che ricorda quanto la realizzazione di questi impianti potrebbe comportare alterazione dell’orizzonte visivo di questa zona dell’Appennino, diminuendo la sua appetibilità turistica.

“Il progetto per la realizzazione di un impianto eolico per la produzione di energia mediante lo sfruttamento del vento nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli è già stato oggetto di diversi atti ispettivi da parte mia. Attualmente, da siti istituzionali – spiega la consigliera – risultano esserci altre due nuove procedure per la realizzazione di due parchi eolici nel medesimo territorio, suscitando nuove proteste da parte delle comunità locali. Entrambi gli impianti andrebbero a collocarsi in un’area naturalistica importantissima, in cui sono presenti specie protette, che è interessata anche da movimenti migratori e sulla quale non è possibile istituire appostamenti fissi per la caccia all’avifauna migratoria proprio in considerazione della rilevanza ambientale/faunistica/naturalistica. Anche in questo caso non risulterebbero dichiarate, allo stato attuale, ricadute dirette, in termini occupazionali, a seguito della realizzazione dei suddetti impianti”.

Dato che per il precedente progetto era stata determinata l’improcedibilità dell’istanza da parte di ARPAE il 4 luglio del 2024, Marta Evangelisti chiede alla giunta se “sussistano nel nuovo progetto le motivazioni che hanno determinato l’improcedibilità del precedente e quale sia la posizione della Regione anche alla luce delle proteste pervenute dalle comunità locali”.

(Giorgia Tisselli)

lunedì 18 novembre 2024

Eolico nei Comuni di Camugnano e Castiglione dei Pepoli: l'interrogazione di Evangelisti (FdI)

 



"Ho presentato l'ennesima interrogazione per chiarire la posizione della Regione Emilia-Romagna sui due progetti di impianti eolici nei Comuni di Camugnano e Castiglione dei Pepoli. Nonostante i precedenti atti ispettivi presentati, non ho ancora ricevuto alcuna risposta, e anche questo è un elemento significativo" afferma l’esponente di Fratelli d’Italia. Marta Evangelisti ( nella foto).


Nel maggio 2024 sono state presentate due richieste di autorizzazione per avviare il procedimento unico di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA). Tuttavia, a seguito delle comunicazioni di Arpae e Regione Emilia-Romagna che dichiaravano improcedibili i progetti, il 25 ottobre scorso una delle due società ha ripresentato la richiesta di VIA, questa volta al Ministero dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, con un incremento di potenza sufficiente per passare da un procedimento di VIA regionale a uno nazionale.

"Ritengo necessario che la Regione valuti nuovamente questi progetti – prosegue Evangelisti – poiché la loro realizzazione potrebbe deturpare il paesaggio, avere un impatto negativo sulla qualità della vita e sull'economia locale, senza peraltro creare posti di lavoro. Gli impianti, infatti, si collocherebbero in un'area naturalistica di grande valore ecologico, attraversata da un Cammino che ha già generato un notevole indotto sul territorio."

"È evidente che, anche in questo caso, la posizione della Regione non risulta chiara e non è stato avviato alcun confronto. Speriamo che non si tratti dell'ennesimo progetto imposto dall'alto, in quanto le comunità locali non sembrano essere state coinvolte nel processo decisionale", conclude

venerdì 21 giugno 2024

L'eolico toglie il sonno a molti camugnanesi

 Il Sindaco di Camugnano, Marco Masinara: "Il Comune affiancherà qualsiasi iniziativa atta a contrastare la realizzazione degli impianti eolici proposti"  


La proposta di installare a Camugnano un impianto per la produzione di energia eolica ha allarmato molti dei residenti, oltre che per gli impatti ambientali che le strutture determinano, anche per le collocazioni delle pale, per gli espropri e comunque per una presenza  che rischia, a giudizio di molti, di togliere a Camugnano le incontaminate emergenze ambientali che custodisce con molta attenzione.

Il timore è cresciuto quando si è saputo che Arpae aveva ricevuto le domande formali da parte delle società che si propongono come realizzatrici e che l’organismo regionale aveva iniziato ad esaminare la proposta:



In un incontro a Traserra del 19 giugno scorso, finalizzato alla trattazione di temi diversi dall’eolico, la discussione si è invece concentrata proprio  sull’approfondimento dell'eolico.  L'amministrazione non si è sottratta alla trattazione chiarendo fra l’altro che l’iter burocratico per l'approvazione è appena iniziato, richiederà tempi lunghi e comunque il progetto sarà sottoposto a una valutazione della cittadinanza. 

Scetticismi e preoccupazioni non si sono però risolti e il sindaco  di Camugnano, Marco Masinara, ha ritenuto utile inviare una comunicazione  ai cittadini per fare ulteriore chiarezza sui progetti di impianti eolici proposti da due diverse società. 


Lettera che riportiamo:  


Lettera aperta ai cittadini sull’eolico a Camugnano


L’incontro di questa sera era stato convocato per confrontarci con i residenti di Trasserra e San Damiano su temi molto diversi da quello che è balzato all’attenzione in questa settimana.
Anticipiamo quindi la discussione sulla proposta di realizzazione degli impianti eolici per poi, se resta tempo ed interesse, trattare il resto.
Sono stato accusato di aver voluto nascondere la proposta ai miei concittadini.
Chi mi conosce lo sa, questo modo di fare non rientra nelle mie corde. A maggior ragione un sindaco non ha interesse a nascondere nulla soprattutto quando sul tavolo vengono posti problemi complessi ed impattanti per il territorio e per le persone che lo abitano come quelli che riguardano le proposte di realizzazione dei due impianti eolici in questione.
In questi sei anni ho sempre lavorato con la massima trasparenza perché ho sempre creduto che il confronto sia l’unica arma che può portare alla soluzione dei problemi, anche se particolarmente complessi.
Se vi è stato un errore di comunicazione da parte mia me ne scuso ma vi posso assicurare che dietro ciò non si cela alcun interesse, né personale né di parte.
Sono il sindaco di Camugnano ed intendo difendere gli interessi di tutti i miei concittadini e sostenerli nelle loro iniziative.
In questi giorni abbiamo avuto modo di confrontarci con ARPAE approfondendo gli aspetti legati al procedimento in corso ed acquisendo conoscenza su questo.
Come sapete sono state presentate proposte da due società:
1. Santa Chiara Energia srl con sede in Milano – impianto da 27 MW – per 6 pale eoliche procedimento avviato ad aprile 2024;
2. Energia pulita 3 srl con sede in Potenza – 27 MW – per 7 pale eoliche procedimento avviato a giugno 2024;
La procedura nella quale ricadono i due progetti è il PAUR - Procedimento Autorizzatorio Unico Regionale - in quanto entrambi gli impianti hanno una potenza nominale inferiore ai 30 MW.
Il procedimento è in capo ad ARPAE, agenzia regionale per la prevenzione l’ambiente e l’energia a cui compete la valutazione delle proposte.
Ad oggi per il primo progetto è in corso la verifica della completezza documentale. Sono stati richiesti documenti a completamento e solo dopo la valutazione positiva di quanto pervenuto verrà dato avvio al procedimento con la pubblicazione sugli albi pretori della Regione e dei Comuni interessati.
Da questo momento decorreranno i trenta giorni per le osservazioni degli enti e dei soggetti esterni. Le osservazioni potranno essere depositate nei comuni o in regione.
Esaurito il periodo delle osservazioni inizierà il lavoro della conferenza istruttoria dei servizi.
I tempi per l’integrazione della documentazione possono variare dai 30 ai 180 gg.
Terminata questa fase si avvierà la conferenza dei servizi decisoria che entro 90 giorni dovrà emanare l’assenso o il diniego basandosi su una documentazione esaustiva, adeguata e seria.
Il procedimento, molto complesso, che coinvolge oltre 20 enti, avrà tempi di conclusione positiva o negativa che possono essere stimati in 12 / 18 mesi.
Dopo i dovuti confronti e gli approfondimenti con ARPAE siamo ora in grado di assumere l’impegno che il Comune di Camugnano, nell’ambito delle proprie competenze, affiancherà qualsiasi iniziativa atta a contrastare la realizzazione degli impianti proposti in quanto ritenuti dannosi dal punto di vista dell’impatto ambientale (altezza, rumore, ecc) ma anche per l’impatto negativo che il territorio subirebbe per troppo tempo durante la fase di cantiere. Non siamo contro le energie alternative (il nostro territorio ospita da un secolo alcune centrali idroelettriche ed un centro di ricerca di Enea nato negli anni 70 come impianto per la produzione di energia nucleare) ma siamo per un no all’eolico di questo tipo che devasterebbe i nostri crinali ridisegnandone per sempre il profilo, e non in meglio.
Per arrivare al diniego però non basterà assumere un atto politico della Giunta o del Consiglio Comunale ma occorrerà la collaborazione di tutti voi qui presenti questa sera.      
Ribadisco infine che siamo nella fase uno in cui nulla è deciso. Ci sarà il tempo per momenti di confronto con i cittadini e con il costituendo comitato anche attraverso il coinvolgimento diretto degli enti preposti in modo da poter restare informati su ogni fase di avanzamento del procedimento.
 

lunedì 21 agosto 2017

Elisabetta Di Natale: "Cari colleghi, verificate se il progetto di eolico di Gabbiano garantisce la sicurezza ?"

Il capogruppo di minoranza in Consiglio Comunale di Monzuno, Elisabetta Di Natale ( nella foto) , ha presentato all'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese una mozione relativa al progetto di installazione di una pala eolica a Gabbiano di Monzuno con la quale chiede una verifica sul rispetto delle prescrizioni legali e regolamentari delle distanze di tale impianto dalle strade pubbliche. Se tali prescrizioni non sono rispettate la capogruppo fa intendere che ne dovrà conseguire ovviamente la 'bocciatura' del progetto. 

 

sabato 19 agosto 2017

Monzuno: un cavillo legale potrebbe bloccare l'impianto eolico a Gabbiano.

L'eolico di Gabbiano è finito in tribunale. A portarlo all'attenzione dei giudici di Bologna, l'avvocato del Comitato di cittadini 'Via le pale dell' Acquafresca' che ha rilevato come l'acquisizione del terreno su cui si intende istallare l'impianto eolico sia avvenuta senza rispettare il diritto di prelazione dell'agricoltore confinante , cui, nel rispetto delle prescrizioni legali in materia, avrebbe dovuto essere mandata l'informazione della transazione in corso per consentirgli di acquistare lui il terreno a parità di condizioni.

Il cantiere già predisposto è quindi ora inoperoso in attesa del pronunciamento del giudice. Pronunciamento che tanti e soprattutto i soci del Comitato, auspicano sia avverso alla ditta che si propone la destinazione dell'area a impiantistica eolica e garantire così a Monzuno l'integrità di uno dei più bei terrazzi panoramici che lo caratterizzano.

Il sindaco Marco Mastacchi, anche se non lo dice apertamente, pare essere fra coloro che si augurano che la vicenda si risolva in modo da soddisfare le attese dei residenti di Gabbiano e non solo. Si limita a dire: “ Secondo le mie conoscenze sui precedenti di questo tipo, il giudice dovrebbe trasferire il terreno all'agricoltore. Comunque il processo si chiama anche 'scommessa davanti al giudice' poiché l'esito è sempre incerto”.

Non tutti hanno colto la novità con soddisfazione. C'è anche chi vede nell'eventuale chiusura del cantiere una perdita di occasioni occupazionali e, come si suol dire, a microfoni spenti poiché non vuole trovarsi additato dai soci del comitato, lamenta l'imprudenza dei proprietari del terreno ora sotto accusa in tribunale. “ Sarebbe bastato che avessero lasciato passare un anno dall'acquisto e l'agricoltore confinante avrebbe perso il diritto di prelazione. Invece hanno avviato i lavori pochi mesi dopo essere entrati in possesso del terreno, allertando l'intera comunità quando ancora l'azione di rivalsa era possibile. In tutto questo c'è poi lo zampino del sindaco Mastacchi. Si dice che sia stato proprio lui a far rilevare la pecca procedurale dell'acquisto. D'altronde viene dal mondo agricolo e ben conosce la normativa in materia”, conclude il deluso.

Riportiamo, segnalata dall'instancabile Marco, la delibera del comune di Monzuno che riporta e chiarisce lo stato della 'vicenda eolico' di Gabbiano

OGGETTO: PRESA D'ATTO DELLE MISURE ADOTTATE DAL SUAP DELL'UNIONE DEI COMUNI DELL'APPENNINO BOLOGNESE IN MERITO ALLA REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO MINIEOLICO IN LOCALITA' "ACQUAFRESCA " NEL COMUNE DI MONZUNO
LA GIUNTA COMUNALE

PREMESSO che: • la Società “I Mulini” S.r.l di Loiano (BO) in data 13/12/2016 Prot. SUAP Unione n. 18210, ha presentato una PAS ai sensi del D.Lgs n.28/2011 per la realizzazione di un impianto mini eolico “Acquafresca” - in località Acquafresca nel Comune di Monzuno (BO); • a seguito della presentazione della PAS, sono stati acquisiti tutti gli atti di assenso/nulla-osta di competenza degli enti preposti, tra cui l'autorizzazione per effettuare lavori di scavo in area sottoposta a vincolo idrogeologico ( prot..8122 SUAP Unione del 15/5/2017);

VISTA la richiesta datata 1 agosto 2017, presentata dall'Avv. Federico Gualandi per conto del Comitato di cittadini “Via le pale dell'Acquafresca”, nella quale sono evidenziate principalmente le seguenti criticità: • difetto di legittimazione da parte della proponente, in quanto relativamente al terreno individuato per l'edificazione dell'impianto eolico è pendente azione legale davanti al Tribunale di Bologna per mancato riconoscimento della c.d. prelazione agraria (art.7, L.817/71 e art.8, L.590/65) in favore della proprietà confinante; • carenze istruttorie sulla collocazione dell'impianto, in relazione agli aspetti geologici, geotecnici e di sicurezza;

VISTA la comunicazione e-mail indirizzata al SUAP del 04/08/2017 prot. Unione n. 13262, con la quale il Sindaco di Monzuno richiede di procedere alla sospensione della PAS e di attivare contestualmente un procedimento in autotutela coinvolgendo gli uffici interessati in ambito idrogeologico e della tutela ambientale;

VISTA la comunicazione del SUAP di sospensione del titolo e avvio del procedimento di autotutela, prot.13409 del 08/08/2017, in base alla quale: • si richiede all'Area 3 Gestione del territorio ufficio vincolo idrogeologico dell'Unione e al Comune di Monzuno di valutare la possibilità di riaprire le istruttorie di competenza, al fine di: ▪ acquisire i necessari elementi utili per determinare l'eventuale illegittimità ex art.21-octies L. n.241/1990 e, di conseguenza, procedere ai sensi del successivo art.21-nonies. Si richiede in ogni caso di dare comunicazione a questo SUAP circa gli esiti del supplemento istruttorio entro 60 giorni dalla data odierna; ▪ adottare ogni iniziativa necessaria per tutelare l'interesse generale alla sicurezza; • si comunica alla ditta titolare della P.A.S. l'avvio di un procedimento in autotutela ai sensi dell'art.21-nonies L. n.241/1990. Tale procedimento rimane sospeso fino all'acquisizione degli esiti del supplemento istruttorio richiesto agli Uffici intestati e fino alla definizione della controversia pendente davanti al Tribunale civile di Bologna (GR 12110/17), al fine di stabilire l'eventuale
illegittimità ex art.21-octies L. n. 241/1990, e, di conseguenza, procedere ai sensi del successivo art.21- nonies; • in via cautelativa, si sospende la P.A.S. per l'installazione di un impianto minieolico in località Acquafresca di Monzuno da parte della Società “I Mulini Srl” fino alla definizione del procedimento in autotutela;

RITENUTO di prendere atto delle misure adottate con la comunicazione SUAP prot. 13409 citata, in quanto le argomentazioni addotte risultano condivisibili a tutela degli interessi pubblici coinvolti e nella stessa indicati, in applicazione degli artt. 19 e 21 – nonies della legge n.241/1990;

DI DARE ATTO che il presente deliberato non richiede, così come previsto dall'art. 49, 1° comma, del D.Lgs 267/2000, il parere di regolarità tecnica trattandosi di mero atto di indirizzo politico;

CON VOTI unanimi favorevoli, espressi nei modi e nelle forme di legge,

DELIBERA
DI PRENDERE ATTO delle misure adottate con la comunicazione SUAP prot. 13409 citata, richiesta da questa Amministrazione con nota del Sindaco, in quanto le argomentazioni addotte risultano condivisibili a tutela degli interessi pubblici coinvolti e nella stessa indicati;
DI TRASMETTERE il presente provvedimento al SUAP dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese;
DI DICHIARARE il presente atto immediatamente eseguibile stante l’urgenza, ai sensi dell’art. 134, comma 4, del D. Lgs. n. 267/2000, dopo successiva votazione unanime favorevole resa per alzata di mano.

domenica 16 luglio 2017

Eolico di Acquafresca, ci sono novità all'orizzonte: ridimensionamento consistente della pala di Gabbiano e spostamento di due colonne in altro sito. La minoranza consigliare non fa però sconti al sindaco Mastacchi.

Il cantiere di Acquafresca
Il progetto di eolico ad Acquafresca anima il confronto politico di Monzuno, scalda gli animi dei residenti e rende bollente l'acqua di Aquafresca.
L'avvio del cantiere ha colto di sorpresa e proprio perchè avvenuto all'insaputa della cittadinanza, in molti hanno puntato il dito accusatore verso l'amministrazione comunale per non essersi resa interprete della volontà popolare, contraria, non tanto all'eolico, ma al progetto di collocarlo in uno dei punti più panoramici e ambientalmente ricchi del Comune.

Ad affondare la dita nella piaga, il gruppo di minoranza in Consiglio comunale, Comunità e Territorio che in un volantino ' cerca di rendicontare l'andamento di un incontro pubblico sul progetto di eolico molto partecipato, tenutosi a Monzuno qualche sera fa'.

Ecco il comunicato: 
 
I consiglieri della minoranza di centrosinistra “Comunità e Territorio” – unici ad opporsi in consiglio comunale all'impianto del minieolico in località Acquafresca – desiderano esprimersi in merito all'assemblea pubblica dell'11 luglio, promossa dall'Amministrazione Comunale presso la Sala della Biblioteca di Monzuno.

I numerosi presenti volevano ascoltare “dal vivo” quanto avesse da dire il Sindaco Mastacchi, dopo un assordante silenzio durato molti mesi durante i quali la sua maggioranza ha dato il VIA LIBERA all' installazione dell'aerogeneratore: niente incontri pubblici per informare la cittadinanza, nessun coinvolgimento delle Consulte di Frazione, zero notizie sul sito o sul giornalino comunale o su volantini,...
Durante l’incontro il Primo Cittadino, supportato dal responsabile SUAP dell'Unione Appennino Bolognese, ha ribadito che è stato seguito il normale iter autorizzativo che non consente al Comune di esprimersi in merito alla localizzazione degli impianti minieolici. Alcuni referenti del COMITATO “Via le pale dall'Acquafresca” hanno invece sostenuto che potevano esserci – all'inizio del procedimento - gli strumenti per eventuali prescrizioni da parte dell'Amministrazione Comunale; hanno lamentato il SILENZIO-ASSENSO del Comune (che invece avrebbe potuto attivare la Conferenza dei Servizi e la Valutazione di Incidenza Ambientale) e l' autorizzazione di una pala “ad altezze variabili” (da un minimo di 35 a un massimo di 65 metri) a scelta della ditta.
L'impressione di molti cittadini è stata questa: IL SINDACO - ANZICHE' ESSERE LA SENTINELLA DEL TERRITORIO E DARE L'ALLARME - SI E' ARRESO A TAVOLINO, SENZA NEANCHE PROVARE AD OPPORSI, scegliendo una linea arrendevole condivisa dalla sua sola maggioranza, ma all'oscuro della cittadinanza tutta.
Al temine dell'assemblea Mastacchi ha chiesto la collaborazione del Comitato e ha riferito che la ditta “I MULINI” ha già avanzato alcune proposte alternative (pala nuova e più bassa, altre torri localizzate altrove, ...). Restano aperte molte domande alle quali ognuno cercherà di dare le risposte che crede in attesa degli sviluppi della vicenda che, a quanto pare, non è affatto conclusa: - DAVVERO BISOGNAVA ARRIVARE A LUGLIO PER COINVOLGERE I CITTADINI? - COME MAI ADESSO LA DITTA E’ DISPONIBILE A RIVEDERE L’IMPIANTO PER IL QUALE HA GIA’ OTTENUTO TUTTI I PERMESSI ? - COME MAI IL COMUNE PUO' EFFETTUARE UNA TRATTATIVA PRIMA RITENUTA IMPOSSIBILE? – SE NON CI FOSSE STATA UNA MOBILITAZIONE POPOLARE ... COME SAREBBE ANDATA A FINIRE ???? Eppure finora l'Amministrazione aveva sempre sostenuto che “ NON C' ERA NIENTE DA FARE ” ...

Gruppo consiliare COMUNITA’ E TERRITORIO Comune di Monzuno:
 
NESSUNA PALA EOLICA ALL'ACQUAFRESCA !!!
Il gruppo “Comunità e Territorio”, pur essendo favorevole in linea di principio alla produzione di energia attraverso fonti rinnovabili , ribadisce la propria contrarietà all'impianto in questione; a prescindere dalla legittimità dei relativi atti presentati e per le ragioni sottoelencate, questo progetto ci appare connotato più da intenti speculativi che non dalla reale volontà di produrre energia pulita nel rispetto dell’ambiente attraverso una scelta progettuale condivisa dalla cittadinanza.
Si ritengono fondate le numerose preoccupazioni espresse dai cittadini:  paesaggio che va salvaguardato da un irrimediabile scempio;  mancata tutela di una zona di crinale che rischia di non essere più attrattiva per camminatori e turisti;  zona limitrofa compromessa da smottamenti e frane;  impianto che nasce già vecchio (dismesso all’estero dopo più di un decennio di attività);  torre di altezza del tutto sproporzionata all’energia prodotta (depotenziata per rientrare nei requisiti previsti dalla legge per il minieolico)  rimborso di eventuali danni a cose o persone;  controlli periodici, futura dismissione e finale ripristino dell’ambiente soprattutto in caso di fallimento della ditta;  danni economici ai proprietari di immobili che vedono svalutate le loro case;  conseguenze negative per alcune specie di volatili migratori;  SICUREZZA di quanti transiteranno nel quadrivio ai piedi dell’impianto: ci sono già esempi di incidenti dovuti al distacco di parti meccaniche, ma un pericolo ben più frequente è costituito dai blocchi di ghiaccio che possono essere “lanciati” con forza dalla pala in movimento nel periodo invernale.
A quest'ultimo proposito il nostro gruppo intende avanzare alla Regione (col tramite dell’Unione dei Comuni) la PROPOSTA DI INTRODURRE PER LE PALE EOLICHE DELLE DISTANZE DI SICUREZZA DALLE STRADE STATALI E PROVINCIALI, come già recepito nelle LINEE GUIDA di varie altre regioni italiane che hanno già deliberato un minimo di 150 o 200 metri.
Un vivo ringraziamento alle persone che non si sono arrese di fronte al “ NON C’E’ NIENTE DA FARE ” !!!!

Monzuno: 15/07/2017
 
I consiglieri comunali Elisabetta Di Natale, Luigi Epifani e Luigi Poli

domenica 2 luglio 2017

A Monzuno un pic nic per mandare «Via le pale dall’Acqua Fresca»


Di concreto e a monito di ciò che si intende fare, i tronconi metallici che dovranno formare lo stele porta pala eolica appoggiati a terra a lato di un cantiere appena predisposto all'incrocio della provinciale con la comunale per Gabbiano sul crinale di Acqua Fresca in uno dei punti più panoramici del Comune di Monzuno e anche uno dei passaggi più ventosi di questo bello scorcio dell'Appennino.

Il progetto è quello di installare una pala eolica per la produzione di energia elettrica alta 65 metri e con una apertura di 30 metri, si legge in un comunicato.
I residenti delle frazioni limitrofe, allertati dalla mole dei tronconi stele che si sono visti affiancare alla loro strada, hanno subito cercato di capirne di più e il quadro che a loro si è presentato è risultato quanto mai poco rasserenante, anche perchè piuttosto incerto. 

 
L'autorizzazione comunale prevede diverse possibilità di realizzazione di una struttura” , racconta Giovanni Brussato, presidente del comitato sorto per impedire lo sfregio ambientale, “ che può andare da un altezza minima di 35 metri a una massima di 65 metri. Poi la relazione geologica ipotizza una altezza addirittura di 69. Il Comune, come in tutte le concessioni rilasciate, dovrebbe ben delimitare gli estremi del fattibile, non lasciali alla discrezione del beneficiario. In più, il tutto è avvenuto all'insaputa generale. Ha più la forma del 'colpo di mano' che quella del provvedimento di pubblica utilità. Sia chiaro che non siamo contrari alla produzione di energia da fonti rinnovabili come quella eolica”, precisa il presidente, “ma qui si opera a disprezzo di ogni logica. Siamo su uno dei crinali protetti perchè, su disposizione regionale, è fra quelli classificati 'significativi', protezione ribadita dal Piano Regolatore comunale. I rischi per la vicinanza con la strada pubblica e in una zona piuttosto franosa, sono concreti. E' ovvio che la popolazione insorga e sia già intervenuta con una serie di azioni. Dall'amministrazione comunale ci attendiamo tutele, “ conclude ricordando che chi vuole approfondire può informarsi al: info@vialepaledallacquafresca.it oppure al  www.vialepaledallacquafresca.it .

 Il valico è di grande interesse naturalistico” prosegue uno dei partecipanti al pic nic di protesta organizzato a fianco del cantiere. “E' stato persino utilizzato, per il suo valore paesaggistico, quale location per la pubblicità di autovetture di grande pregio. Inoltre è inibito alla caccia perchè passaggio obbligato di molte specie di volatili migratori fra cui i rapaci diurni. Una pala grande e rumorosa sarebbe una presenza devastante. Dobbiamo difendere le nostre bellezze ambientali, come fossero un quadro d'autore, un'opera d'arte”.
Anche i componenti dell'opposizione consiliare erano presenti e lamentavano di essere stati informati del progetto di eolico solamente il giorno precedente all'approvazione.


Il sindaco Marco Mastacchi non nasconde il suo dispiacere e la sua comprensione per chi protesta, ma riferisce con preoccupazione anche della sua impotenza che lo rende parafulmine di fulmini provocati da altri: “ Ci sono due preoccupanti anomalie”, egli dice, “e cioè: la struttura di dimensioni superiori a quella necessaria a una produzione di 60 KWh e l'installazione un meccanismo usato, quindi probabilmente superato e rumoroso. Ne consegue un inutile impatto ambientale e visivo e un graffiante disturbo acustico. Ma il Comune non può intervenire: il tutto è in linea con le prescrizioni di una legge nazionale, che ossequia le disposizioni europee finalizzate ad incentivare l'eolico. A corredo delle sue affermazioni riporta una risposta che egli ha inviato a chi gli sottoponeva l'argomento:

Buongiorno Daniela,
condivido il suo punto di vista e le sue preoccupazioni. Quando abbiamo avuto notizia della pratica ci siamo attivati per fare tutte le verifiche. Purtroppo l'installazione di apparati con potenza inferiore a 60 KWh è agevolata dallo Stato che ha approvato una normativa specifica per garantire lo sviluppo delle energie alternative.
Si tratta della cosiddetta "PAS" (procedura abilitativa semplificata) sulla quale il Comune non ha voce in capitolo essendo la stessa utilizzata per agevolare l'iter abilitativo delle installazioni considerate di "pubblica utilità, ed indifferibili ed urgenti ..."
Paradossalmente se il Comune non si attiene alle procedure può essere chiamato a pagare i danni all'azienda che ha fatto richiesta di installazione.
La grande anomalia di questa legge è che regolamenta solo la potenza elettrica ma non la dimensione strutturale, infatti l'apparato in fase di installazione ha le dimensioni da 1 Megawatt, con relativo impatto visivo, depotenziato a 60 Kwh.

Per maggiori informazioni le allego:
  • articolo del Corriere della Sera di oggi
  • Ricerca Suap - TAR
  • Ricerca Suap - Corte costituzionale
Vediamo nei prossimi giorni come evolve la situazione, nel frattempo ho incaricato gli uffici (ufficio tecnico e polizia municipale) di tenere monitorata la situazione.



Riportiamo anche i documenti citati dal sindaco:





lunedì 17 aprile 2017

Comunità e Territorio di Monzuno: " No all'eolico a Aquafresca".

Elisabetta Di Natale comunica

Il Gruppo Consiliare di Centrosinistra di Monzuno ' Comunità e Territorio' ha appresso dell'intenzione di realizzare un impianto minieolico nel territorio di Monzuno.

Il Gruppo non è contrario all'eolico, ma esprime forti perplessità per la scelta del luogo destinato ad accogliere l'impianto: ACQUAFRESCA, lungo la strada che collega Monzuno a Rioveggio.

Comunità e Territorio precisa la sua posizione in un comunicato che riportiamo:

I consiglieri del gruppo di minoranza di centrosinistra RENDONO NOTO di aver appreso in sede di commissione consiliare che un’ azienda ha presentato la documentazione necessaria per l' INSTALLAZIONE DI UN IMPIANTO 'MINIEOLICO' in località ACQUAFRESCA, lungo la strada che collega Monzuno a Rioveggio;

RIFERISCONO quanto comunicato dal Sindaco , ovvero che l’ Amministrazione Comunale - verificate le norme in essere - non può opporsi a tale istallazione

ESPRIMONO preoccupazione per l’elevato impatto ambientale delle due torri (alte diverse decine di metri) in uno dei punti panoramici più belli del territorio comunale;

DISAPPROVANO il silenzio della Giunta su una problematica di così grande rilievo;

S’IMPEGNANO ad approfondire la tematica, a verificare che tutte le norme a tutela del territorio siano rispettate e a tenere informata la cittadinanza , chiedendo con urgenza la riconvocazione della commissione consiliare 'Ambiente e Territorio ' per discutere insieme al Sindaco della questione;

RIBADISCONO di non essere contrari all’eolico, ma che la bellezza paesaggistica è una risorsa da salvaguardare e tutelare ; il Comune deve avere la possibilità di valutare eventuali richieste ed esprimere parere vincolante al fine di coniugare positivamente le due condizioni.

martedì 16 dicembre 2014

A Vergato una pala eolica 'dormiente' da sempre.



Non si sa se ridere o piangere. A Vergato si è tenuto ieri un convegno finalizzato ad analizzare e individuare le  prospettive offerte dell’Appenino di approviggionamento di energia ricavata  da fonti rinnovabili e un lettore ha inviato questa notizia, riportata da  Vergato News 24, evidentemente per sottolineare e denunciare che, se questo è il modo di procedere, il futuro di autoapprovvigionamento energetico dell’Appennino non promette nulla di buono.

La denuncia si riferisce alla presenza a Vergato di una pala eolica installata nel 2008  in prossimità della Baita degli Alpini per produrre energia, capace di produrre energia elettrica, ma che nessuno ha mai visto  girare, per cui è improduttiva. La bella pala è stata inaugurata in pompa magna, ma mai terminata: un bello spot propagandistico per gli amministratori e un altrettanto toccante ‘fiasco’ produttivo. “Tutto normale”, dirà certamente qualcuno. “Siamo in Italia”.

 A qualcuno però il ‘rospo’ non va giù e ha presentato una interrogazione alla Giunta comunale di Vergato nella quale si chiese spiegazioni per l’evidente spreco di soldi pubblici e chiarimenti su ‘tutta la disgraziata vicenda’. Qualcun altro  ironizza dicendo che quel ‘non girare delle pale’ produce un altro spiacevolissimo ‘girare’, uno dei tanti provocati dall’incomprensibile modo di spendere dei politici.  

Sarà certamente interessante conoscere la risposta e ancor più interessante sapere se mai quella pala produrrà un po’ di energia utile ad attivare  ‘qualche lampadina’ e schiarire  così tanto il buio della notte, quanto quello amministrativo.