Gli strumenti di sostegno a favore della montagna, secondo la capogruppo di Fratelli d'Italia in Regione, devono adeguatamente compensare i maggiori costi e oneri sopportati dai comuni montani
di Brigida Miranda
La Giunta valuti di
rivedere i criteri di riparto del Fondo regionale per la montagna considerando,
oltre ai criteri di popolazione, superficie e rete stradale, anche parametri
quali la dispersione insediativa, il numero delle frazioni, il dissesto
idrogeologico e l’accessibilità ai servizi.
A chiederlo, con
un’interrogazione alla Giunta regionale, è la capogruppo di Fratelli
d'Italia, Marta Evangelisti. Nell’atto ispettivo, la consigliera
ricorda come il Fondo regionale ammonti, per il triennio 2024-2026, a 15
milioni e venga ripartito considerando per il 60 per cento la superficie e per
il 40 per cento la popolazione residente; ulteriori risorse sono destinate ai
territori montani attraverso il Fosmit (Fondo per lo sviluppo delle montagne
italiane).
“L’obiettivo di questi
strumenti – spiega Evangelisti – non può essere valutato solo sulla base delle
risorse stanziate, ma anche verificando se i criteri adottati riescano a
rappresentare adeguatamente i maggiori oneri che i Comuni montani sostengono
per assicurare servizi e funzioni fondamentali”. Da un'elaborazione effettuata
sui rendiconti 2025, in particolare per i 12 comuni montani del bolognese, si
nota uno scostamento rispetto agli altri comuni della Città metropolitana. “In
particolare, la mediana della spesa di personale pro capite risulta pari a
circa 251 euro nei comuni montani, contro i 181 degli altri comuni. Risultano,
inoltre, maggiori anche gli indicatori pro capite su investimenti e
indebitamento: questi dati vanno interpretati con prudenza, perché possono
risentire di opere straordinarie e finanziamenti specifici”, va avanti
l’esponente di FdI.
In altre parole, “tali
differenze non possono essere interpretate come indice di inefficienza delle
amministrazioni comunali, ma rendono opportuno verificare se dipendano da costi
connessi alla minore densità abitativa, alla dispersione insediativa, al numero
delle frazioni, all’estensione territoriale e della rete viaria,
all'altitudine, al dissesto e alla distanza dai servizi”. Da qui
l’interrogazione all'esecutivo regionale per chiedere studi e verifiche
approfondite sulla questione al fine di valutare, in modo oggettivo, se gli
strumenti di sostegno regionali vadano effettivamente a compensare le
condizioni della montagna e i costi maggiori sopportati dai Comuni,
individuando soluzioni per rendere più efficace il riparto dei fondi.
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