martedì 11 agosto 2026

Marzabotto, limitato il consumo di acqua potabile per gli usi extra-domestici

 Fino al 15 settembre 2026 stop all’utilizzo dell’acqua della rete per orti, giardini e lavaggio degli automezzi. Il Comune invita i cittadini a evitare sprechi e a contenere i consumi


Il Comune informa: 


Le temperature elevate e la scarsità di precipitazioni registrate nelle ultime settimane hanno determinato un significativo aumento dei consumi idrici. Per far fronte alla situazione e contribuire alla tutela della risorsa, il Comune di Marzabotto, insieme agli altri Comuni dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, ha adottato misure temporanee per limitare l’utilizzo di acqua potabile per usi extra-domestici non essenziali.

L’ordinanza è in vigore dal 10 agosto al 15 settembre 2026, compresi, su tutto il territorio comunale.

In questo periodo è vietato prelevare dalla rete idrica acqua potabile per usi extra-domestici diversi dalle attività produttive e, in particolare, per l’innaffiamento di orti e giardini e per il lavaggio degli automezzi.

I prelievi dalla rete idrica sono consentiti esclusivamente per i normali usi domestici, zootecnici e industriali e, più in generale, per tutte le attività regolarmente autorizzate per le quali sia necessario l’utilizzo di acqua potabile.

Per quanto riguarda le piscine pubbliche e private, il riempimento e il rinnovo, anche parziale, dell’acqua sono consentiti, salvo diversa richiesta o disposizione del gestore del Servizio Idrico Integrato, Hera S.p.A.. L’utilizzo dell’acqua dovrà comunque essere limitato al solo ricambio giornaliero previsto dalla normativa vigente.

Sono esclusi dalle limitazioni i servizi pubblici di igiene urbana.

L’appello del Comune: evitare gli sprechi

Il Comune invita tutta la cittadinanza a utilizzare la risorsa idrica in modo responsabile, evitando ogni forma di spreco e limitando i consumi alle effettive necessità.

La collaborazione dei cittadini è particolarmente importante in una fase caratterizzata da temperature elevate e ridotta disponibilità di risorsa idrica, per contribuire a garantire la continuità del servizio e la tutela dell’acqua potabile.

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