mercoledì 12 agosto 2026

Fiumi più puliti, ma ancora da difendere: i pescatori come “sentinelle ambientali”

 


di Alessandro Ori, 

amico dei fiumi Reno e Setta 


Da molti decenni la qualità delle acque dei nostri fiumi è notevolmente migliorata. Il merito è anche di una crescente sensibilità ambientale, che ha spinto persino i più piccoli Comuni dell’Appennino a dotarsi di efficienti impianti di depurazione.

Basta recarsi sulle rive del fiume Reno, in Appennino, per rendersi conto di quanto siano limpide le sue acque: in alcuni tratti è possibile persino distinguere i sassi sul fondo. Una situazione che ricorda quella, da sempre apprezzata, del fiume Setta. I Romani, che scavarono a mano nella roccia l’acquedotto destinato a convogliare a Bologna le acque del Setta, forse oggi avrebbero qualche difficoltà a scegliere quale dei due corsi d’acqua privilegiare.

Nonostante i progressi compiuti, però, resta ancora qualche comportamento poco rispettoso dell’ambiente. C’è infatti chi continua ad abbandonare rifiuti lungo le rive dei fiumi, nonostante sia proprio lì che spesso trascorre il proprio tempo libero e beneficia di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.

Proprio martedì scorso, durante una sessione di pesca no-kill a Pian di Venola, nel territorio di Marzabotto, ci siamo imbattuti nei resti di un bivacco allestito sulle rive del Reno. Accanto ai rifiuti erano ben visibili anche le tracce di un’improvvisata grigliata, realizzata nei pressi della boscaglia, pratica che, a quanto ci risulta, non è consentita in quella zona anche per il rischio di incendi.

Di fronte a una situazione del genere non abbiamo avuto dubbi. Come già accaduto altre volte, abbiamo provveduto a raccogliere i rifiuti e a conferirli correttamente per lo smaltimento. Tra l’altro, nelle immediate vicinanze sono presenti anche i cassonetti per la raccolta differenziata.

Siamo convinti che i pescatori, proprio perché frequentano assiduamente i corsi d’acqua e ne conoscono ogni angolo, debbano assumere anche il ruolo di vere e proprie “sentinelle ambientali del territorio”. Segnalare situazioni di degrado e, quando possibile, contribuire concretamente alla loro soluzione significa tutelare un patrimonio naturale di cui tutti possiamo godere.

Ci auguriamo che episodi come quello riscontrato a Pian di Venola non si ripetano in futuro e che la vigilanza attiva da parte dei cittadini diventi sempre più attenta e capillare.

La qualità dei nostri fiumi è migliorata enormemente nel corso degli anni. Sta a tutti noi fare in modo che questo patrimonio venga preservato e consegnato alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili.



3 commenti:

Anonimo ha detto...

guardiani, padroni, della natura promotori, proprio come i cacciatori, se uno pesca per sport e non per fame, non lo apprezzerò mai.

Anonimo ha detto...

Veri maiali

Anonimo ha detto...

La mamma degli ...... è sempre incinta