di Alessandro Ori,
amico dei fiumi Reno e Setta
Da molti
decenni la qualità delle acque dei nostri fiumi è notevolmente migliorata. Il
merito è anche di una crescente sensibilità ambientale, che ha spinto persino i
più piccoli Comuni dell’Appennino a dotarsi di efficienti impianti di
depurazione.
Basta
recarsi sulle rive del fiume Reno, in Appennino, per rendersi conto di quanto
siano limpide le sue acque: in alcuni tratti è possibile persino distinguere i
sassi sul fondo. Una situazione che ricorda quella, da sempre apprezzata, del
fiume Setta. I Romani, che scavarono a mano nella roccia l’acquedotto destinato
a convogliare a Bologna le acque del Setta, forse oggi avrebbero qualche
difficoltà a scegliere quale dei due corsi d’acqua privilegiare.
Nonostante i
progressi compiuti, però, resta ancora qualche comportamento poco rispettoso
dell’ambiente. C’è infatti chi continua ad abbandonare rifiuti lungo le rive
dei fiumi, nonostante sia proprio lì che spesso trascorre il proprio tempo
libero e beneficia di un patrimonio naturale che appartiene a tutti.
Proprio
martedì scorso, durante una sessione di pesca no-kill a Pian di Venola, nel
territorio di Marzabotto, ci siamo imbattuti nei resti di un bivacco allestito
sulle rive del Reno. Accanto ai rifiuti erano ben visibili anche le tracce di
un’improvvisata grigliata, realizzata nei pressi della boscaglia, pratica che,
a quanto ci risulta, non è consentita in quella zona anche per il rischio di
incendi.
Di fronte a
una situazione del genere non abbiamo avuto dubbi. Come già accaduto altre
volte, abbiamo provveduto a raccogliere i rifiuti e a conferirli correttamente
per lo smaltimento. Tra l’altro, nelle immediate vicinanze sono presenti anche
i cassonetti per la raccolta differenziata.
Siamo
convinti che i pescatori, proprio perché frequentano assiduamente i corsi
d’acqua e ne conoscono ogni angolo, debbano assumere anche il ruolo di vere e
proprie “sentinelle ambientali del territorio”. Segnalare situazioni di degrado
e, quando possibile, contribuire concretamente alla loro soluzione significa
tutelare un patrimonio naturale di cui tutti possiamo godere.
Ci auguriamo
che episodi come quello riscontrato a Pian di Venola non si ripetano in futuro
e che la vigilanza attiva da parte dei cittadini diventi sempre più attenta e
capillare.
La qualità
dei nostri fiumi è migliorata enormemente nel corso degli anni. Sta a tutti noi
fare in modo che questo patrimonio venga preservato e consegnato alle
generazioni future nelle migliori condizioni possibili.
3 commenti:
guardiani, padroni, della natura promotori, proprio come i cacciatori, se uno pesca per sport e non per fame, non lo apprezzerò mai.
Veri maiali
La mamma degli ...... è sempre incinta
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