domenica 28 febbraio 2021

Riepilogo delle conseguenze della pandemia in provincia di Bologna

 Aggiornato a sabato 27 febbraio 

 


Covid: crescono ancora contagi e ricoveri in Emilia-Romagna

I nuovi casi sono 2.610 e altri 22 morti

 

Crescono ancora i nuovi casi giornalieri e i ricoveri per Covid in Emilia-Romagna. Da ieri 2.610 contagi in più su 24.606 tamponi, con 1.194 asintomatici.
    L'età media dei nuovi positivi è 41,3 anni.
    La situazione nelle province vede Bologna con 571 nuovi casi più 184 a Imola, seguita da Modena con 402, poi Reggio Emilia (309).
    I guariti sono 567 in più, i casi attivi sono 42.678 (+2.021), il 94% in isolamento a casa. Si contano anche 22 nuovi decessi, dai 68 ai 96 anni. Aumentano i pazienti in terapia intensiva, 227 (+13), 2.255 quelli negli altri reparti Covid (+77). Continua intanto la campagna vaccinale anti-Covid, che da domani, primo marzo, si estenderà agli over 80. Alle 14 sono state somministrate complessivamente 385.603 dosi; sul totale, 136.961 sono le persone che hanno completato il ciclo vaccinale.

 

Una grigliata in veranda costa ora ' 400 euro a testa'

Informati che un gruppo di amici, non residenti allo stesso civico, aveva organizzato una grigliata in veranda, i Carabinieri hanno avviato un controllo. All’arrivo dei militari, il padrone di casa e i suoi cinque amici, residenti altrove, si sono scusati per l’accaduto, ma non hanno evitato il conto: sanzione di 400 euro per ciascuno.

E' uno dei casi di infrazione alle prescrizione Covid rilevati ieri dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna che, durante i servizi di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, hanno identificato 895 persone, controllato quasi 500 automobilisti e un centinaio di esercizi pubblici.

Non sono mancati i trasgressori, circa una decina, che sono stati sanzionati per il mancato rispetto della normativa, in particolare, gli spostamenti non autorizzati durante il 'coprifuoco', il mancato utilizzo della mascherina di protezione e il mantenimento del distanziamento sociale. 

Per i recenti provvedimenti in vigore in tutti i Comuni della Città Metropolitana di Bologna (Zona arancione scuro), centinaia di Carabinieri sono stati impegnati tutta la notte a vigilare le principali e secondarie vie di comunicazione tra i Comuni della Provincia. I servizi proseguiranno fino a cessata emergenza sanitaria.

 

Il prof. Sansavini ha parlato delle qualità della Mela Rosa Romana dell'Appennino

La Mela Rosa Romana è un 'pudico e timido' tesoro nascosto nell'Appennino che per fortuna ultimamente ha riconquistato l'interesse dei consumatori.” L'annuncio compiaciuto è del professor Silviero Sansavini dell'Università di Bologna ( nella foto)  intervenuto in una trasmissione radiofonica. Il professore, reduce da una ricerca pluriennale sulle specie nella media e alta montagna del bolognese, pistoiese e pratese, racconta degli esiti della sua indagine, circa le caratteristiche della meravigliosa presenza in Appennino.

 “La specie è stata coltivata per secoli, quindi nel tempo, come tutte le specie vegetali, ha subito mutazioni. Ne abbiamo selezionate alcune decine. Due di queste possiedono una capacità nutrizionale addirittura superiore all'Annurca campana. Alla certezza di questo risultato”, ha detto, “siamo giunti anche con l'analisi del DNA delle singole mutazioni giunte fino a noi”. 

"E proprio di queste due si vuole rilanciare la coltivazione e l'uso. Poiché solo nell'areale appenninico tosco-emiliana trovano una condizione ecologica ottimale sia dal punto di vista climatico, sia ambientale e geologico, per dare una qualità unica e far sì che questa mela dia il meglio sotto il profilo nutrizionale. Corposa, compatta, croccante e sugosa, con un retrogusto amarognolo perchè ricca di polifenoli, diversi da quelli di altre mele, che raggiungono in essa quantità statisticamente superiori. Ne hanno più nella buccia che nella polpa e per questo ne abbiamo selezionato un clone che ne ha più nella polpa che nella buccia poiché molti consumatori preferiscono mangiare le mele sbucciate. E' una mela curativa poiché risulta ricca di qualità antiossidanti e quindi agisce con grande efficacia per contenere l'invecchiamento delle cellule. Per imporsi come merita nel mercato dovrebbe però disporre di una quantità superiore. Attualmente se ne raccolgono circa 5.000 quintali, ne servirebbero almeno altri 15.000”.


E' già nato il Consorzio della 'Mela Rosa Romana dell'Appennino' che si è dato il compito di stabilirne il disciplinare e controllare la perfetta adesione e anche per individuare e indirizzare i nuovi cultori di questa bella perla dell'Appennino agli aiuti e alle risorse per avviare le nuove piantagioni.

 

FINESTRE SULLA FILOSOFIA


di Marco Leoni


DEMOCRITO : Dagli atomi alla risata


(riporto una lezione di Matteo Saudino

                                                               fantastico prof.di filosofia)

Seconda parte


Riprendiamo l'analisi del pensiero di Democrito, filosofo vissuto tra il V e il IV secolo a.C.

Abbiamo già visto che egli fonda la sua teoria su 4 aspetti principali: ATOMISMO, MATERIALISMO, MECCANICISMO, ATEISMO e abbiamo esaminato i primi due.

Ora vediamo cosa vuol dire che è meccanicista.

3)Meccanicismo vuol dire che per Democrito il mondo è un grande meccanismo in cui tutte le cose avvengono per causa e conseguenza e sono meccaniche: c’è il corpo caldo A che tocca il corpo più freddo B e il corpo freddo B si surriscalda, io mi sono ammalato e ho l’influenza perché questo virus mi ha contagiato, o sono ingrassato perché ho mangiato di più e dunque il cibo che è materia nel mio corpo mi ha portato ad ingrassare.

Tutto accade perché la causa A determina la causa B. Come? Gli atomi si incontrano, si scontrano, si muovono ci dice Democrito, in modo vorticoso. Dove? Nel vuoto. Per Democrito il vuoto c’è: il vuoto è quello spazio dentro cui gli atomi si muovono. Nessuno ha mai avuto il coraggio prima di Democrito di parlare del nulla con così tanta sicumera e tranquillità: il nulla è quello spazio che potremmo definire lo spazio primordiale dentro cui gli atomi si urtano, in maniera caotica, si spingono e sono gli atomi stessi che muovendosi e urtandosi generano e continuano il movimento .

Per Anassagora, i semi si muovono perchè c'è il nous, una intelligenza che li muove. Il nous è l'intelletto, la mente, la ragione, sia umana sia divina: Anassagora chiamò nous la divina ragione ordinatrice del mondo. Guardate un tramonto, guardate l’uomo vitruviano, guardate la tartaruga, un alveare, un formicaio e dite ma che capolavoro ingegneristico è un alveare. Per Anassagora nulla è casuale, i semi si muovono perché c’è un’intelligenza che li assembla, c’è un’intelligenza divina che dà forma, fine e sostanza alle cose.

Democrito invece dice NO è tutto casuale, casuale perchè gli atomi si muovono a caso e urtandosi, muovendosi causano tutto quello che avviene. Allora è un mondo di cause o è un mondo casuale? E' casuale perché non esiste nessun Dio nessuna intelligenza ed è un mondo dove tutto avviene perché c’è una causa meccanica che lo fa avvenire. Un mondo di questo tipo ci libera dagli Dei.

Facciamo un esempio per capire meglio. Io, camminando lungo il marciapiede di via Po a Torino, scivolo su una buccia di banana cado e mi spacco la testa. Ah che sfortuna che casualità! NO, casualità e sfortuna non esistono. In realtà era successo che nel pomeriggio il circo Orfei è passato a fare propaganda del fatto che alla Pellarina c’è per due settimane lo spettacolo e ha portato delle scimmie, l’istruttore alle scimmie ha lanciato loro delle banane , la scimmia ha mangiato la banana e ha buttato la buccia per terra , ma l’uomo delle pulizie del circo, distratto da una bella donna che stava passando, le ha guardato il sedere così anziché raccogliere la buccia di banana l’ha lasciata lì e Saudino passando di corsa non l’ha vista, è scivolato si è spaccato la testa.

Tutto è accaduto perché doveva meccanicamente accadere.

Democrito GIGANTE. Chiaramente gli esempi non li fa Democrito ma li ho fatti io per farvi comprendere meglio il suo pensiero .

Quarto punto l’Ateismo di Democrito. Non è l’ateismo del dire gli Dei non esistono, è l’ateismo del dire gli Dei ci sono ma non interagiscono con il nostro mondo perché nel nostro mondo vige soltanto la legge della causa-effetto meccanica non la causa-effetto finale, cioè una causa per produrre un fine. Faccio un esempio: ho una malattia , il medico mi dice quale è la causa della malattia e mi dice che muoio fra una settimana. “Ma scusi, perché devo morire?”, e lui mi dice “Perché la sua malattia è così: queste cellule procedendo in questo modo la porteranno a morire”. “Ah la ringrazio”, io non è che esco e sono felice, mi ha detto che muoio, ma attenzione lui mi ha detto che c'è quella causa meccanica che mi fa morire .

La domanda è: qual è il fine? A questa domanda non c'è risposta. Democrito ti dice fattela pure ma tutto è accaduto come causa meccanica .

Ricordiamo che il meccanicismo è come uno schiaffo in faccia, diventa difficile da accettare perché ti dice che le cose dovevano meccanicamente andare così, il meccanicismo ti libera dalla paura degli Dei ma al contempo ti mette davanti a una realtà nuda e cruda.

C’è poi una dimensione psicologica che ovviamente Democrito non conosce perché oggi bisogna aggiungere altre motivazioni: esiste la sfera psicologica per cui molte cose avvengono non solo per determinazioni meccaniche e cause meccaniche materiali ma anche per cause meccaniche psicologiche che determinano il nostro comportamento .

ATEO quindi vuol dire che gli Dei non si interessano delle vicende umane e dunque è come se gli Dei non esistessero. Chi di voi prega, quando prega lo fa perché spera e una cosa bella di Dio è il fatto che Dio è speranza, uno se crede è perché vuole sperare e una preghiera, un dialogo, un aiuto sono importanti.

Ma se gli Dei non interagiscono nel mondo a cosa servono? A nulla, dice Democrito, per quello possiamo considerarlo ateo non perché etimologicamente e fattualmente lui non creda che esistono gli Dei, ma esistono lontano dal mondo e dalla natura e la natura procede meccanicamente mentre gli Dei stanno semplicemente ad osservarla senza preoccuparsi di te .

A questo punto ecco la parte ETICA: l’etica di Democrito è un’etica razionalista, cioè la ragione deve guidare l’uomo e cosa indica? che è meglio una vita di piacere.

Non è scontato: il dolore nella dottrina cristiana è formativo, fortifica l’anima anche per Platone. Democrito non è così. Razionalmente sceglie il piacere sì, ma è un edonista particolare : edonismo vuol dire perseguire il piacere, per lui edonismo è evitare il dolore.

La felicità passa per il piacere ma il più grande piacere è razionalmente capire quello che ti provoca dolore e quali cose vanno espulse perchè provocano maggiormente dolore. E quali sono:

1) Gli dei, la paura degli Dei, vivere timorato da Dio , pensare che gli Dei mi puniscano. Ma gli Dei non si occupano delle mie vicende , dunque caro uomo non vivere timorato di Dio, non avere timore degli Dei perché la fortuna, il destino te lo stai creando tu, non solo gli Dei .

2) Non temere la morte, perché la morte non c’è quando tu sei in vita e fra l’altro se pensi alla morte stai semplicemente annullando il tuo vivere. Tu hai la vita ora a disposizione e se ti fai annullare la vita dalla paura di morire sei paralizzato. Pensa alla morte come qualcosa che avverrà ma qualcosa per cui vale la pena di vivere prima che essa arrivi. Dunque vivi la vita non paralizzato dalla morte.

Quando era giovane, lui amava tantissimo andare con le vergini , non pedofilia, no, quella era condannata nel mondo greco ma, per capire, con giovani di 17, 18, 19 anni e lui era un uomo di quaranta. Vuol dire con le giovani ragazze non con le bambine.

Era anche un grande estimatore della masturbazione per un discorso di autonomia: tu hai voglia perché il desiderio sessuale è naturale , ma quando hai questo desiderio hai tu tutte le capacità di esaudirlo toccandoti perché tu sei il padrone del tuo corpo. Ci dice inoltre che il ridere fa bene al corpo , come andare di corpo è un elemento che provoca piacere. Pitagora: la felicità passa per l’anima. Sì, ma la felicità passa anche per andare al gabinetto perché se tu hai un corpo che non libera sé stesso tu non puoi essere felice. Ridere , ridere libera il corpo dalle pressioni, è una realtà fisica: la risata libera , libera atomi.

E chiudo con questa immagine.


Per Democrito esistono due tipi di atomi: gli atomi leggeri sono quelli più spirituali e gli atomi corporei sono più pesanti, gli atomi leggeri sono caldi e gli atomi corporei sono invece più freddi, gli atomi più leggeri sono gli atomi della coscienza, dell’anima. Quando muore il corpo gli atomi si disgregano e abbandonano il corpo, vuol dire che l’anima muore con il corpo. La morte è l’anima che si separa dal corpo. L’anima è composta da atomi spirituali che essendo più leggeri vanno via dal corpo e dunque con la morte dell’anima muore il corpo. Cioè gli atomi più leggeri, spirituali, più caldi, abbandonano il corpo e si disperdono nella natura , gli atomi più pesanti delle ossa e della carne rimangono a terra. Dunque noi uomini siamo a metà tra atomi di carne, di corpo e atomi di anima, atomi leggeri. L’anima muore con il corpo muore il corpo muore l’anima. Contrarissimo ovviamente a Pitagora.

E allora cosa fece Democrito? Quando fu molto vecchio e si sentiva ormai prossimo alla morte decise di farsi immergere in una vasca piena di miele caldo nel tentativo, quando la morte fosse sopraggiunta, di rallentare la fuga degli atomi leggeri di anima dal suo corpo imprigionandoli nel miele, per rallentare la morte , forse per vedersi morire, per capire meglio cosa sarebbe avvenuto. Un’idea pazzesca, bizzarra ma del resto pare che fosse estremo in queste cose: sembra anche che si sia accecato per non farsi più distrarre dal mondo e concentrarsi solo su sé stesso.

Sto morendo, gli atomi leggeri lasciano il mio corpo ma nel miele caldo questi atomi leggeri, caldi come il miele, verranno imbrigliati e io rimarrò più in vita, cercherò con gli atomi spirituali di rimanere attaccato a quelli materiali per rallentare la morte e renderla dolce non solo nel senso reale del miele ma con poco dolore. Un uomo di questo tipo è un uomo che sa prendersi cura di sé , pertanto col suo piacere moderato non entrerà in contrasto con gli altri uomini. Dunque per Democrito l’uomo che rispetta sé stesso rispetta la legge del mondo e nel mondo può vivere perché chi rispetta sé stesso rispetta gli altri , chi rispetta gli altri può vivere in ogni parte del mondo .

COSMOPOLITA .

 

Vaccini: al via lunedì in Emilia Romagna le prenotazioni per over 80

Sono 84mila gli anziani già vaccinati, coperto il 25%

Come annunciato da domani, lunedì primo marzo, in Emilia-Romagna si parte con le prenotazioni degli over 80, nati tra il 1937 e il 1941. Le vaccinazioni anti Covid partiranno dal giorno successivo, il 2 marzo.

Per ora, da Piacenza a Rimini, sono 84mila gli anziani già vaccinati, tra degenti delle Rsa, assistiti a domicilio e over 85. Un numero che colloca la regione in testa a livello nazionale, con il 25% di coperture già effettuate.
    Molte le modalità disponibili: andare agli sportelli dei Centri unici di prenotazione (Cup), o nelle farmacie che effettuano prenotazioni cup; online attraverso il Fascicolo sanitario elettronico (Fse), l'app ER Salute, il CupWeb (www.cupweb.it); oppure telefonando ai numeri previsti nella Usl di appartenenza per la prenotazione telefonica. Non serve la prescrizione medica: bastano i dati anagrafici - nome, cognome, data e comune di nascita - o, in alternativa, il codice fiscale.
    "La campagna vaccinale da lunedì segna un ulteriore passo avanti, molto importante, perché è prioritario mettere in sicurezza i nostri anziani, che sono tra le categorie che hanno pagato il prezzo più alto alla pandemia - ribadisce l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini - Motivo per cui vengono vaccinati subito, dopo il personale sanitario e delle Rsa, i degenti delle strutture e gli over 85enni, per i quali le vaccinazioni sono state aperte due settimane fa e proseguono". (ANSA).

 

sabato 27 febbraio 2021

L' andamento dei nuovi contagi nei Comuni in sinistra Reno

L' andamento dei nuovi contagi nei Comuni in sinistra  Reno fa preoccupare in quanto anzichè calare aumenta costantemente. Casalecchio e Sasso in questi ultimi giorni hanno registrato notevoli incrementi 

 



 





Piccata critica di Erika Seta al sindaco Bosso: preferisce i social al confronto istituzionale


Il capogruppo di centrodestra a Casalecchio scrive:


Il nostro Sindaco Bosso ha deciso di prediligere i social ai luoghi istituzionali per informare i cittadini che la situazione pandemia COVID a Casalecchio sta precipitando. Anzi, è già precipitata.

Fa un' ordinanza rosso arancio e comunica che siamo sull'orlo del rosso vermiglio con un numero di contagi più alto del doppio rispetto a la soglia di attenzione che è di 250 casi per 100.000 abitanti, Casalecchio segna 544 casi per 100.000 abitanti. Il dato più preoccupante della Provincia.

I focolai nelle scuole sono stati affrontati, da quanto scrivono i genitori, con il metodo caotico a cui la ASL ormai ci ha tristemente abituati e non sono evidentemente stati presi in carico, politicamente e sanitariamente, con la giusta serietà che richiedevano. La città fino ad oggi non ha avuto la minima percezione di una situazione così preoccupante.

Abbiamo per un anno offerto al Sindaco la collaborazione di tutte le forze politiche per il supremo bene della comunità, oggi arriva la sua ennesima risposta di implicito rifiuto, invece di informare i capigruppo, come il dovere istituzionale gli imporrebbe, scrive su Facebook. 

E bravo Sindaco, tutta la responsabilità di una città come Casalecchio dove la pandemia è ampiamente già scappata di mano è sua. 

 



 

La situazione della pandemia a Casalecchio di Reno è allarmante. Il sindaco Bosso firma un'ordinanza con disposizioni più restrittive in vigore dal 1° al 14 marzo

Ulteriori misure al fine di contenere qualunque fenomeno di assembramento di persone e di tutelare la popolazione di Casalecchio di Reno, ferme restando le misure statali e regionali già vigenti di contenimento del rischio di diffusione del virus COVID-19.


Il sindaco Massimo Bosso scrive: “La situazione dei contagi anche a Casalecchio ha toccato il picco più alto da inizio pandemia. La soglia di attenzione è fissata a 250 casi/100.000 abitanti, Casalecchio segna ora un dato di 544 casi/100.000 abitanti. Il dato più alto in provincia dopo San Benedetto Val di Sambro. Per questa ragione abbiamo condiviso la scelta della Regione di un rafforzamento della zona arancione e abbiamo anche ritenuto necessario emanare un’ordinanza per il nostro Comune, perchè sia chiaro a tutti che bisogna evitare tutti gli spostamenti non necessari, con l'obiettivo di limitare i contatti e quindi i possibili contagi”.

 

Ecco le disposizioni:

 

1. sospensione di tutte le attività sportive e delle attività motorie svolte nelle palestre, nelle piscine e nei centri sportivi, pubblici e privati, anche all’aperto, incluse quelle di cui all’art 1 comma 10 lettera e) del DPCM 14 gennaio 2021. Eventuali deroghe potranno essere concesse esclusivamente per lo svolgimento da parte di atleti agonisti di attività riconducibili a eventi e/o competizioni di preminente interesse nazionale riconosciuti dal CONI, previa istanza da inoltrare al Comune, Servizio Casalecchio delle culture - Cultura Sport e Comunità, in tempo utile per consentirne il rilascio e per consentire anche all’Ausl i controlli sui protocolli sanitari adottati;

2. sospensione delle attività didattiche extrascolastiche (doposcuola, assistenza ai compiti, corsi di lingua, attività musicali ecc.), ludiche, ricreative;

3. le attività delle scuole di musica sono consentite esclusivamente con modalità a distanza;

4. i servizi di biblioteca sono offerti solo su prenotazione; sono garantiti il prestito e la restituzione in sede; è sospeso l’accesso libero agli scaffali e ai posti lettura e studio;

5. ferme restando tutte le disposizioni per la prevenzione del contagio vigenti in materia, nei centri commerciali e nelle medie e grandi strutture di vendita situati al loro interno ed anche nelle grandi strutture di vendita è consentito l’accesso a condizione che venga garantito il controllo da parte di personale dedicato al contingentamento e al divieto di assembramento;

6. per il commercio su aree pubbliche e la vendita diretta di prodotti agricoli si rimanda agli specifici atti già adottati in materia, nei mercati del Centro e della Croce resta consentito l’accesso a condizione che venga garantito il controllo da parte di personale dedicato al contingentamento e al divieto di assembramento;

7. divieto di utilizzo di strutture, giochi per bambini e aree sportive libere presenti all’interno di parchi e giardini pubblici;

8. chiusura delle attività in presenza dei centri giovanili, oratori, catechismo e attività ricreative e di aggregazione giovanili similari.



Covid: altri 2.542 casi in Emilia Romagna e 32 morti

Crescono ancora i ricoveri e i contagi attivi in regione

 

I guariti sono 1.047 in più rispetto a ieri, i casi attivi 40.671 (+1.463), il 94% in isolamento a casa.

Sono 32 i morti nelle ultime 24 ore, di età compresa tra 59 e 96 anni. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 214 (+3), 2.178 quelli negli altri reparti Covid (+87).

Per la campagna vaccinale, alle 15 sono state somministrate complessivamente 376.560 dosi. Sul totale, 135.062 sono seconde dosi.


 

San Benedetto Val di Sambro non entra in 'zona rossa'.

Con un indice di positività del 2,2%, pari ad un terzo di quello medio nazionale – ieri al 6,2% -, dimostra che la diffusione del virus nel Comune è tale da definire l’area 'sotto controllo'.


Il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, Alessandro Santoni, comunica con evidente soddisfazione:


Sono arrivati nella tarda serata di ieri i dati finali relativi alla campagna straordinaria di screening di massa rivolti a tutti i cittadini residenti nelle frazioni di San Benedetto Val di Sambro.


Su 2628 tamponi eseguiti in due settimane - pari al 63% di tutti i residenti – sono risultate positive 57 persone: questi numeri attestano l’indice di positività del Comune (equivalente al numero di positivi per tampone) al 2,2%, un dato molto positivo se paragonato a quello nazionale che ieri sera si è attestato al 6,2%.

Soddisfatta del risultato anche l’ASL che ha messo in campo una macchina importante la cui azione ha permesso di raggiungere un esito finale che consente di considerare l’area del Comune di San Benedetto Val di Sambro sotto controllo.

Una operazione straordinaria che ha isolato il virus, innalzando le difese delle persone residenti anche grazie alla esecuzione di 177 vaccini, di cui 137 ad anziani - rientranti nella Fase 1 - e 40 al personale scolastico.

Un riconoscimento per la grande disponibilità a tutto il personale ASL, ai dipendenti comunali e alle persone che hanno speso volontariamente le loro professionalità, alla Polizia Locale, ai Carabinieri, nonché alla Protezione Civile ed alla Pubblica Assistenza Valsambro, aspetto questo che consente di rimarcare ancora una volta – l’ennesima - l’importanza della loro presenza e del volontariato. “Abbiamo cercato di costruire una macchina che potesse funzionare, ma senza la partecipazione dei cittadini questa macchina sarebbe rimasta parcheggiata,» sintetizza il primo cittadino che aggiunge:

Resterà in vigore fino a domani, domenica 28 febbraio, l’ordinanza emessa la scorsa settimana dal Sindaco, poi ampiamente ripresa dal Presidente della Regione Emilia Romagna prima per il circondario imolese e poi per l’intera area metropolitana proprio in ragione dei buoni risultati prodotti nell’ambito comunale. A partire invece da lunedì sul territorio resterà vigente, come per tutti gli altri comuni di della Città Metropolitana di Bologna, solamente l’ordinanza regionale, questo comporterà la riapertura delle scuole materne presenti nel Comune”.

 

E per accompagnamento un 'manganello'

E per 'legittima difesa' portava in auto una mazza di legno con la scritta 'Dux Mussolini'

 

I Carabinieri hanno denunciato un automobilista italiano di 50 anni per porto di armi od oggetti atti ad offendere.

L’uomo, identificato durante un posto di controllo per verificare gli spostamenti degli automobilisti (controlli anti Covid-19), è stato trovato in possesso di una mazza di legno di 45 cm con la scritta “DUX MUSSOLINI E ME NE FREGO” che deteneva, a suo dire, per “legittima difesa” da eventuali nemici. La mazza è stata sequestrata dai Carabinieri e l’automobilista è stato denunciato all’Autorità giudiziaria.

Nella foto i Carabinieri di San Lazzaro di Savena

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


 

Covid: vigilia zona arancione a Bologna, multati 43 giovani

Dispersi assembramenti in 3 piazze del centro, 300 identificati. In Appennino, posto di controllo a Vergato

Centinaia di giovani, tra cui diversi senza mascherina, sono stati allontanati ieri sera dai carabinieri da tre piazze del centro di Bologna. Una trentina di militari della Compagnia Bologna Centro, insieme agli agenti della Polizia locale, alla vigilia dell'ingresso in zona 'arancione scuro' della città e della provincia, hanno eseguito controlli mirati in centro per verificare il rispetto delle disposizioni per contenere i contagi da coronavirus.
    Le pattuglie sono intervenute in piazza Santo Stefano, piazza Verdi e piazza San Francesco per assembramenti con centinaia ragazzi. Sono stati identificati 300 giovani, tutti maggiorenni. Alla vista di militari e agenti, molti si sono allontanati, 43 sono stati raggiunti e sanzionati con multe, per il mancato rispetto delle disposizioni anti-Covid, da 400 euro ciascuna per un totale di 17.200 euro. Organizzati dai carabinieri anche diversi posti di blocco nel Bolognese, da Imola a Vergato, per verificare gli spostamenti degli automobilisti: una decina le multe fatte. (ANSA).

 

Le chiacchiere stanno a zero, ci vogliono i vaccini

Primi effetti in Emilia Romagna, -86% i contagi tra i sanitari. Casi in calo del 66% tra ospiti di strutture socio sanitarie

Comincia a dare risultati in Emilia-Romagna la campagna vaccinale: dal 20 dicembre al 21 febbraio i casi di positività tra gli operatori sanitari sono passati da 720 a 100 (-86%) mentre le persone assistite nelle strutture socio-sanitarie che hanno contratto il virus sono passate da 2.353 a 782 (-66%). Lo comunica la Regione sottolineando che il risultato è particolarmente significativo visto che "le nuove positività complessive, sul totale della popolazione, non hanno purtroppo registrato alcuna flessione.
    Anzi, sono state maggiori nella settimana dal 15 al 21 febbraio rispetto a quella dal 14 al 20 dicembre".
    In totale sono più di 90mila gli uomini e le donne del mondo della sanità ad avere ricevuto entrambe le dosi di vaccino: immunizzati il 75% dei medici, il 68% degli infermieri e il 58% degli operatori sanitari. E nelle Cra sono quasi 20mila gli ospiti che hanno concluso il ciclo vaccinale, con oltre il 90% delle residenze al momento Covid-free: ad oggi sul totale di 1.428 strutture presenti da Piacenza a Rimini, in sole 126 strutture sono presenti degenti positivi.
    Ci sono anche dati preliminari sull'immunizzazione che arrivano da studi dell'Azienda ospedaliera di Modena: su 4.296 operatori sanitari presi in esame, a distanza di quattro settimane dalla seconda dose, nel 99,99% dei casi il personale vaccinato ha sviluppato gli anticorpi fondamentali per evitare il contagio. E per quanto riguarda le reazioni avverse, non ne risultano né di gravi né di inattese: il sintomo più frequente è il dolore dove è stata praticata l'iniezione, a seguire la febbre.

 

Coronavirus, da oggi, sabato 27 febbraio, la Città Metropolitana di Bologna è in arancione scuro

Bordon: “limitare la circolazione, proteggere le classi di età in questo momento più colpite dalla pandemia, mettere in sicurezza la rete ospedaliera”

 

L'Azienda USL di Bologna precisa

Maggiori restrizioni alla circolazione delle persone per limitare la diffusione del virus e proteggere, in particolare, le classi di età che in questo momento registrano i dati più alti di diffusione del contagio e, contemporaneamente mettere in sicurezza la rete ospedaliera. Sono le tre direttrici principali - ha commentato Paolo Bordon, Direttore Generale dell’Azienda Usl di Bologna - che, dal punto di vista sanitario, motivano l’ordinanza regionale che ha previsto, da sabato 27 febbraio, il passaggio dell’area della Città Metropolitana di Bologna dalla zona arancione a quella arancione scuro.

L’andamento della pandemia - prosegue Bordon - ha fatto registrare, nella settimana tra il 15 e il 21 febbraio, una incidenza di 340 casi ogni 100 mila abitanti, con una crescita costante osservata dall’inizio del mese, che si era aperto con un tasso di 200 casi ogni 100 mila abitanti. In questo quadro, la classe di età che maggiormente ha registrato i più alti livelli di contagio è quella compresa tra 11 e 13 anni, con un tasso di incidenza di 535 casi ogni 100 mila persone.

La proiezione di questi dati, elaborata dal gruppo di esperti dell’Università di Bologna, presenta scenari che, a seconda delle limitazioni agli spostamenti dei cittadini, prevedono nelle prossime settimane una occupazione di letti ospedalieri dedicati al COVID 19 che oscilla da un minimo di 800 (scenario arancione scuro) ad un massimo di 1.000 (scenario arancione), a fronte di una dotazione odierna di 646.

Per mantenere attive la cura e l’assistenza a tutte le patologie - conclude Bordon - oltre ad aumentare la dotazione di letti COVID, è più che opportuno quindi limitare la diffusione del virus”.



 

Per la connessione a internet, i Comuni sono pronti, ma con molti problemi

Il problema maggiore è il wi-fi nelle frazioni, «nei lockdown fondamentale la connessione»

Proposto da Dubbio: 

Internet nell’Appennino? I comuni dicono sì, ma mancano le condizioni. A seguito dell’Agenda digitale 2021 presentata martedì dall’assessora regionale Paola Salomoni, la situazione nell’Appennino emiliano - le così dette ‘zone bianche dei collegamenti’- non è roseo. Eppure la possibilità di connettersi alla rete mobile resta un bisogno fondamentale, ancora di più in epoca di pandemia e chiusure quando in molti tra studenti e professionisti sono stati costretti a spostare le proprie attività in remoto.

 Roberto Giusti, assessore all’Innovazione tecnologica del comune di Vergato, sostiene che, più che nei singoli comuni, i problemi maggiori si trovano nelle frazioni, poco o per nulla servite dalla rete pubblica: «Nei capoluoghi e nel comune la connessione è abbastanza buona, mentre per frazioni come Prunarolo nel 2021 avremmo previsto l’installazione di un’antenna». Il problema è che in tempi di crisi il Comune non può farsi carico di tutta la spesa, come spiega Giusti: «Ci aspettiamo un bando o comunque degli aiuti dalle istituzioni più in alto di noi, il bilancio non ci consente di occuparcene tout court e per questo Vergato spera nei finanziamenti della Regione o anche dell’Unione Europea».

 A Marzabotto invece spiegano che con la ridefinizione dei parametri per i progetti di open fiber destinati alle zone montane, il comune è rimasto fuori. «Se ne parlava già dal 2016 - spiega l’assessore ai lavori pubblici Simone Righi - poi nel 2020 ci è stato comunicato che il progetto non era realizzabile». Un peccato ma soprattutto un problema, visto che «la zona amministrativa del comune si estende sì lungo il Reno, dove il segnale della fibra è buono, ma anche in parte del territorio montano dove invece il segnale è pessimo - e aggiunge Righi - molti cittadini si sono affidati a provider privati per il wifi». Un ripetitore per le zone montante ci sarebbe, a Sassatello; ma anche se alcune aziende possono allacciarsi, non è così per il resto dei cittadini. Un problema che non riguarda solo scuola e lavoro: «La banda larga è stata molto richiesta non solo per lo smart working, ma anche con l’avvento della pubblica amministrazione digitale: per pagare avvisi, tributi e così via».

 Ivan Mantovani, sindaco di Monterenzio, parla di un aiuto necessario anche per non far morire i piccoli centri: «Se ci fossero più servizi Internet si eviterebbe lo spopolamento, che uccide i piccoli comuni, e si diminuirebbe il divario tra i centri sulla via Emilia e il resto dell’area». Anche in comune, dice: «Il segnale non è sempre perfetto, ma le vie dove ci sono le attività sono ben servite. Il problema restano le tre vallate che ricadono sotto la nostra amministrazione». Il rischio, conclude, è che «la mancanza di connessione Internet condizioni le attività produttive e le costringa a spostarsi a valle».

 

venerdì 26 febbraio 2021

Covid: Bonaccini, siamo all'inizio della terza ondata

'Nel Bolognese contagi tre volte superiori alla media nazionale'

"Stiamo affrontando l'inizio della terza ondata: non possiamo mollare ora, nel momento in cui stiamo mettendo tutto il nostro impegno per accelerare la campagna vaccinale, indispensabile per battere questo terribile virus". Così Stefano Bonaccini, presidente dell'Emilia-Romagna e della Conferenza delle Regioni, in un post sui social ieri sera nell'annunciare la firma, prevista per oggi, della nuova ordinanza che estende a tutti i comuni della Città Metropolitana di Bologna misure ulteriormente restrittive, da 'zona arancione scura', per arginare i contagi in aumento.

"Nell'area bolognese - sottolinea Bonaccini - nelle ultime settimane i casi positivi stanno crescendo a un tasso quasi tre volte superiore alla media nazionale. Il virus viaggia soprattutto tra giovani e giovanissimi. Anche i ricoveri in ospedale e in terapia intensiva crescono. Dunque, le nuove misure sono indispensabili, soprattutto di fronte a varianti del virus che comportano una diffusione più estesa e più veloce".


Coronavirus: 663 i nuovi contagi a Bologna

Campagna vaccinale per le persone nate nel 1936 e anni precedenti, sono 36.022 le prenotazioni effettuate alle 17.30 di oggi, 26 febbraio e 954 le vaccinazioni eseguite in giornata


L'Azienda USL di Bologna informa:

 

 

Sui 663 nuovi casi di positività in provincia di Bologna, 398 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 20 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 6 attraverso il test per categoria a rischio, mentre per 239 l’indagine epidemiologica è ancora in corso.
Tra i 663 nuovi contagi, 571 sono sporadici e 92 sono inseriti in focolai. Nessun caso è importato da altra regione né dall’estero.

Sono 36.022 le prenotazioni effettuate, dal 15 febbraio alle 17.30 di oggi, a Bologna e provincia. 22.563 cittadini si sono prenotati presso le Farmacie con servizio CUP, 6.255 telefonando all’ 800 884888, 4.981 hanno scelto gli sportelli CUP, 2.223 infine via web.

Sono 954 le vaccinazioni eseguite oggi, 26 febbraio, alle persone nate nel 1936 e anni precedenti.
5 i punti vaccinali in città (Ospedale Bellaria, Fiera, Casa della Salute Navile, Poliambulatorio Reno, Poliambulatorio Roncati/Saragozza) ai quali se ne sono affiancati 4 in provincia: a Bazzano presso il Poliambulatorio, a Crevalcore presso la Casa della Salute, a San Pietro in Casale presso la Sala Polivalente, a Vergato presso il Poliambulatorio.

Sono 50.882 le prime vaccinazioni e 30.530 le seconde, effettuate dal Vaccine Day a ieri, 25 febbraio. In totale 81.412.

Vaccinazione anti COVID-19. Oltre 10 mila dosi già distribuite ai Medici di medicina generale, la campagna vaccinale per gli operatori della scuola procede ora a pieno regime


Comunicato congiunto Azienda Usl di Bologna - FIMMG Provinciale di Bologna

Completata la distribuzione dei vaccini, oltre 10 mila dosi consegnate a più di 500 Medici di medicina generale, è entrata ora nel vivo la vaccinazione del personale scolastico, docente e non docente nella fascia di età compresa tra 18 e 65 anni, in servizio presso le scuole di ogni ordine e grado, pubbliche e private parificate, nei servizi educativi 0-3 anni e negli enti di formazione professionale dell’Emilia-Romagna.

Dopo il primo drappello di 40 operatori vaccinati mercoledì scorso dai Medici di Medicina Generale di San Benedetto Val di Sambro, da ieri la campagna per il personale scolastico si è estesa a tutto il territorio dell’Azienda Usl di Bologna.

Ad inaugurarla simbolicamente, ieri 25 febbraio, Fabio Vespa Presidente FIMMG Emilia Romagna, che ha somministrato il vaccino Astra Zeneca presso la Casa della Salute di Granarolo, alla presenza di Raffaele Donini, Assessore regionale alle politiche per la salute.

“A testimonianza della nostra sempre dichiarata disponibilità al coinvolgimento nella campagna vaccinale anti Covid-19 - dichiara Maurizio Camanzi, Segretario provinciale FIMMG - superate le prime, ma non ultime difficoltà organizzative, insite in una operazione di sanità pubblica così vasta e impellente, i Medici di Famiglia hanno iniziato la somministrazione del vaccino nei propri studi, agli assistiti  identificati dalla Regione nei dipendenti della scuola. Due Istituzioni basilari della nostra civiltà, Sanità e Scuola si ritrovano affiancate nella risposta al virus. L’esperienza della categoria è messa a disposizione di tutta la popolazione nei modi e nei tempi che l’ andamento della epidemia suggerirà.”

“Con la vaccinazione del personale scolastico, grazie alla piena collaborazione offerta dai Medici di medicina generale, che hanno aderito massicciamente all’invito della Regione Emilia-Romagna, entriamo ora in una nuova fase importante nella diffusione dell’immunizzazione dei cittadini, in questo momento delicato per la Città Metropolitana di Bologna -  E’ il commento di Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda Usl di Bologna , che prosegue - Un target importante di professionisti, circa 20 mila nel nostro territorio, la cui vaccinazione contribuirà ad innalzare le barriere di protezione nei confronti della diffusione della pandemia. Viaggeremo più veloci possibile, in relazione ovviamente alla forniture di vaccino delle quali potremo disporre”.

La vaccinazione, che procederà sulla base delle scorte che verranno via via rese disponibili da AstraZeneca, riguarda un target di oltre circa 20.000 operatori della scuola, che saranno prenotati direttamente dai propri Medici di medicina generale.

Per accedere alla vaccinazione sarà necessario presentare l'autodichiarazione attestante la propria attività lavorativa in ambito scolastico, oltre a compilare i moduli di consenso e anamnesi relativi al vaccino AstraZeneca, disponibili anche sul sito dell’Azienda Usl di Bologna.

La somministrazione del vaccino AstraZeneca è stata autorizzata dall’Agenzia Italiana del Farmaco fino ai 65 anni di età e prevede due dosi da effettuare a distanza di 12 settimane e comunque almeno dopo 10 settimane.

Chi attualmente non ha un scelto il Medico di medicina generale nell’Azienda USL di Bologna, può richiedere l’assistenza sanitaria temporanea per motivi di lavoro presso gli sportelli CUP, revocando il Medico di medicina generale già scelto presso la regione di appartenenza.

 

Covid: nuova impennata di casi in Emilia Romagna, oltre 2.500 in 24 ore

Aumentano i ricoverati, altri 31 morti in regione

Nuova impennata dei contagi in Emilia-Romagna. Nelle ultime 24 ore sono 2.575 i nuovi casi di Coronavirus, rilevati con 40.148 tamponi.

Gli asintomatici sono 1.037, l'età media è 42,7 anni. Per un aumento del genere bisogna andare al primo gennaio 2021 quando si registrò un picco di nuovi positivi di 2.629.

Crescite simili solo a novembre: il 22 con 2.665, il 21 con 2.723 e il 20 con 2.533. La situazione dei contagi nelle province vede Bologna con 663 nuovi casi più 89 a Imola, seguita da Modena con 515. I guariti sono 1.004 in più rispetto a ieri, i casi attivi sono 39.222 (+1.540), il 94% in isolamento a casa. Si contano altri 31 morti, dai 62 ai 97 anni. I pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 211 (+8), 2.092 quelli negli altri reparti Covid (+37). La campagna vaccinale alle 15 segna 367.049 dosi somministrate, 133.730 persone che hanno completato il ciclo.


 

L' andamento dei nuovi contagi nei Comuni della Valle del Setta e in destra Reno

E' evidente l'aumento di contagi  nei comuni della provincia. I dati però non confermano la situazione allarmente denunciata a San Benedetto Val di Sambro: il report dell'AUSL di questo comune riporta come numero di contagi 2 il 24 febbraio e 6 il 25, quindi contenuti. Molto male Casalecchio ( 36 ieri) 


 








A Ponte Albano l'illuminazione pubblica fa 'acqua'

 


Un gruppo di residenti di Ponte Albano si è armato di foglio e penna e ha formalizzato tutto il disappunto per la scarsa manutenzione all'impiantistica dell'illuminazione pubblica: precaria e insicura. I denuncianti hanno poi corredato la loro missiva con tanto di servizio fotografico.

Essi scrivono:

Il livello di manutenzione dell'illuminazione pubblica della via in cui abitiamo, ovvero Via Ponte Albano, come può vedere dalle foto che alleghiamo, è inaccettabile.
Abbiamo deciso di scrivere al Suo blog poichè i lavori svolti dall'azienda che ha in carico la manutenzione dell'illuminazione pubblica sono ai limiti della decenza, a nostro avviso pericolosi e decisamente non funzionali.
Dopo essere stati reindirizzati dall'ufficio tecnico del comune a contattare direttamente l'azienda appaltatrice della manutenzione, abbiamo telefonato diverse volte prima di ottenere un intervento che però non si può assolutamente definire una soluzione concreta e risolutiva.

I problemi sono due, come si può vedere dalle foto:

  • il vano di ispezione del palo della luce è stato chiuso con del nastro isolante, poichè evidentemente lo sportello si è rotto o è stato perso, e questa non è certo una soluzione sicura in caso di pioggia visto che all'interno passano cavi elettrici. Cavi elettrici che fino a qualche giorno fa penzolavano fuori dal vano di ispezione, creando un ancor più grave problema di sicurezza per chi passa a piedi o in bicicletta, magari bambini che non si rendono conto della pericolosità di toccare i fili elettrici scoperti.
    Purtroppo non abbiamo foto dei cavi penzolanti, non immaginavamo di certo che l'azienda avrebbe "risolto" il problema con un accrocchio del genere.
    Peraltro abbiamo notato che la stessa "soluzione" è stata adottata anche in un lampione in Via Stazione, quindi deduco che sia il loro modo di lavorare (molto professionale).

  • l'armadio elettrico che contiene gli apparati di controllo dei lampioni è anch'esso stato chiuso con del nastro isolante, poichè evidentemente la serratura dello sportello è stata danneggiata. In questo caso la situazione è ancora più al limite, poichè un solo sottile nastro tiene chiuso lo sportello e una banale folata di vento lo può aprire e lasciare tutti gli apparati all'interno in balia delle intemperie, con tutti i rischi elettrici che ne conseguono.
    Peraltro la base su cui appoggia l'armadietto è soggetta a forte degrado, rendendolo instabile e a rischio di ribaltarsi sulla strada che si trova a pochi centimetri.

La situazione è quindi pericolosa per la circolazione di mezzi e persone, l'azienda che dovrebbe occuparsi della manutenzione interviene poco e con soluzioni da terzo mondo (le normative sulla sicurezza elettrica non le devono rispettare?? I lavori non devono essere svolti a regola d'arte??), l'impressione che abbiamo come abitanti è di abbandono e degrado.

Leggo abitualmente il suo blog e spero che lei possa far notare queste problematiche ai consiglieri dell'opposizione, che portino in consiglio il disagio e il pericolo che crea la pessima qualità dei manutentori che sono stati scelti (e girando per Sasso ci sono tante altre situazioni in cui le scelte del Comune sono pessime, questa che le ho segnalato è una delle tante).






 

 

La Città metropolitana finanzia lo studio di fattibilità della bretella Sasso Marconi Pianoro

La Consigliera metropolitana gruppo “Uniti per l’Alternativa” Marta Evangelisti comunica:

Nel corso del mio intervento di apertura avente ad oggetto  Ponte Leonardo di Sasso Marconi  e la viabilità attigua, con particolare riguardo anche allo stato della SP 325, ho chiesto delucidazioni circa lo studio di fattibilità della bretella Sasso Marconi - Pianoro.

Ricordo infatti come  la Città metropolitana ha accolto il mio emendamento, volto  a reperire risorse per la bretella Sasso Marconi - Pianoro, in sede di approvazione del bilancio di previsione. 

Si è trattato di  un fatto davvero inaspettato perché sul tema ci eravamo scontrati pesantemente, sia in fase di approvazione del PUMS dove la richiesta era stata bocciata, sia successivamente durante la campagna elettorale delle regionali quando - del tutto inaspettatamente- il presidente della Regione Emilia-Romagna si era espresso a favore dell’opera, salvo poi ritornare sui propri passi e scaricando la palla alla Città metropolitana, qualche mese dopo. 

Ebbene, grande era stata la delusione, tanto che con Davide Nanni - consigliere  di opposizione a Pianoro- avevamo più volte interrogato gli enti, Comune in primis, per sapere se avrebbero o meno continuato a perorare la causa per la fattibilità dell’opera.

Contributo importante è stato anche quello di Alessandro Santoni, che, nella sua duplice veste di Sindaco di San Benedetto, quindi interessato all’opera e di Consigliere metropolitano,  ha sottoscritto analogo emendamento. 

 Ebbene oggi, al termine del mio intervento, riferendo in merito ad un aggiornamento circa il Ponte Leonardo, indirettamente il consigliere delegato Monesi ha anticipato la risposta, dicendo che anche lo studio di fattibilità è già stato commissionato, nell'ambito di affidamento di una progettazione riguardante anche altre opere.

Raccogliamo quindi con soddisfazione questo traguardo senza però riposarci sugli allori: lo studio di fattibilità dovrà tenere certamente conto di quanto non valutato sino ad oggi in sede di PRIT e di PUMS. 

Confidiamo inoltre che il tutto avvenga il più celermente possibile, stante la necessità di veloci tratte di collegamento tra le aree dell'Appennino e la Città".

 

Processionaria: una fila di problemi

Con una interrogazione all’Assemblea Legislativa il Consigliere di Rete Civica Progetto Emilia-Romagna Marco Mastacchi sollecita un controllo sulla situazione delle infestazioni da “processionaria” nei nostri territori.

Marco Mastacchi

di Letizia Rostagno


La processionaria: un piccolo insetto, un bruco che diventa falena che sembrerebbe del tutto innocuo al pari di altri che ci capita di osservare in natura. Si tratta invece di un parassita in grado di provocare danni nell’ambiente e scatenare spiacevoli e dolorose reazioni, quando non pericolose e persino letali, negli organismi viventi, uomini e animali, che abbiano la sventura di venirne a contatto. Il danno ambientale è a carico di quasi tutte le specie di pino e dei cedri. L’albero viene colonizzato, prima per costruire i nidi sulle estremità dei rami e poi come fonte di alimentazione dato che la processionaria si ciba degli aghi dei pini, defogliandoli e compromettendo così intere pinete. In natura ne esistono una quarantina di specie ma quelle più diffuse in Italia sono quella del pino e quella della quercia. E’ un insetto termofilo e dunque prolifera nelle regioni temperate del Mediterraneo e si insedia di preferenza lungo le alberature stradali e sugli alberi al limitare di formazioni boscose. E’ considerato altamente dannoso alla sopravvivenza delle pinete e i peli urticanti che ricoprono l’insetto con funzione difensiva provocano reazioni allergiche di diversa gravità e fino allo shock anafilattico in animali e uomini che ne vengano in contatto.


La piantumazione in anni passati di specie di pino non autoctone e i cambiamenti climatici che hanno portato a un innalzamento delle temperature hanno di fatto allargato le aree di azione di questi parassiti, che sono diventati un problema anche in città e in zone abitate, dove i viali alberati, i giardini pubblici e privati e le aree verdi, frequentate da adulti, bambini e animali domestici sono potenzialmente a rischio.

La lotta a questo pericoloso lepidottero è possibile in diversi modi e a diversi stadi del suo sviluppo. Si va dal taglio dei rami con i nidi da farsi in inverno, all’uso di colle lungo il fusto dell’albero o in apposite trappole a imbuto possibili da metà febbraio a metà marzo quando le larve scendono “in processione” lungo il fusto, alla lotta biologica con l’utilizzo di feromoni o di prodotti a base di Bacillus thuringiensis o della Formica rufa, suo unico nemico naturale. Non mancano possibilità di interventi chimici o di utilizzo di armi da fuoco.

Da ricordare che in Italia dal 1998 la lotta a questo insetto è obbligatoria nelle aree ritenute a rischio infestazione.

In considerazione di quanto sopra il Consigliere Mastacchi chiede alla Regione se sia a conoscenza di questa occorrenza e se si stia monitorando l’attività delle amministrazioni comunali che proprio in questo periodo dovrebbero, nelle aree infestate, provvedere all’eliminazione meccanica dei nidi. Propone inoltre, valutata l’opportunità, l’attivazione di una profilassi tramite l’autorità sanitaria competente per prevenire rischi per la salute delle persone e degli animali domestici.

La risoluzione viene votata in Aula all´unanimità insieme all´emendamento sulla stessa presentato dal PD.


Covid-19, aggiornamento delle modalità di somministrazione del vaccino AstraZeneca

Dal Ministero della Salute proposto da Dubbio

immagine raffigurante un vaccino da somministratre

Sulla base di nuove evidenze scientifiche si aggiornano le modalità di somministrazione del vaccino AstraZeneca nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni. 
Con la Circolare 22 febbraio 2021, è data infatti la possibilità di “offrire il vaccino fino ai 65 anni (coorte 1956) compresi i soggetti con condizioni che possono aumentare il rischio di sviluppare forme severe di COVID-19” ma "ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili”

Le nuove evidenze scientifiche riportano dati di immunogenicità in soggetti di età superiore ai 55 anni e stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate.

La circolare è emanata in attesa dell’aggiornamento del documento Raccomandazioni ad interim sui gruppi target della vaccinazione anti-SARS-CoV-2/COVID-19 (agg.to 8 febbraio 2021).

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giovedì 25 febbraio 2021

I Comuni della montagna pronti alle restrizioni

Ma Aldrovani di Castel di Casio: «Da noi contagi sotto controllo».

Da Dubbio

La riunione incombe, anticipata dalle 17:30 alle 15:30. Regione, Città metropolitana, palazzo d’Accursio e Ausl si preparano, a distanza, a decidere se i contagi, mai così alti dall’inizio dell'emergenza, richiedano misure straordinarie come avvenuto per l’Imolese, che da oggi sperimenta le nuove restrizioni dell’arancione. Sono 672 i contagi in 24 ore quelli di ieri a Bologna, che pesano, anche se oggi i casi riscontrati scendono a 386. Comunque, a prescindere dall’andamento giornaliero, anche le due torri rischiano di passare all’arancione rafforzato. 

Marco Aldrovani, sindaco di Castel di Casio, si presenta all’assise «consapevole che, da noi, i contagi sono sotto controllo. La montagna è un rimedio naturale per il distanziamento sociale e le strette della nostra amministrazione su sport e feste di paese hanno fatto il resto». Il caso di San Benedetto non si ripete e Castel di Casio, ma «la valutazione su restrizioni generali non spettano a noi; valuteremo in riunione se le chiusure arriveranno». Sulla stessa linea si pone Giuseppe Argentieri, sindaco di Vergato: «In questo momento definire le strategie da mettere in campo, anche nel senso di ulteriori restrizioni, non è una misura spropositata. Certo, si tratta di azioni da ponderare in base all’entità, alla portata e alle conseguenze che possono produrre, con attenzioni specifiche che variano da territorio a territorio. Ma la priorità, ora, è essere pronti a intervenire, anticipando eventuali evoluzioni negative e garantendo chiarezza nella comunicazione con i cittadini: bisogna evitare la confusione. Inoltre, a fronte di un quadro complesso, una strategia chiara e rapidamente applicabile concede margini per misure favorevoli, con possibili aperture mirate. Insomma, bisogna sapere come intervenire e essere chiari nel rapporto con la cittadinanza». 

Sergio Polmonari, sindaco di Lizzano in Belvedere, e Giuseppe Nanni, primo cittadino di Alto Reno, preferiscono attendere, rimandando i commenti dopo la riunione. Intanto è proseguito oggi, dopo la prima giornata di ieri, lo screening a tappeto di San Benedetto Val di Sambro, proprio per evitare il passaggio cromatico. Sorte toccata invece ai 14 comuni dell’Imolese, con il sindaco di Medicina che, dati alla mano, rivendica un indice di positività nella norma, tale da non giustificare l’arancione scuro. Ma con l’Emilia-Romagna che sfonda il tetto dei 2.000 contagiati, difficilmente si vedranno nuove flessibilità. «Fino a ieri la Regione - tuona quindi sui social l'ex sindaco di Castenaso Stefano Sermenghi, esponente di Bologna Forum Civico - voleva aprire i ristoranti la sera e oggi vuole istituire zone arancione scuro per evitare di diventare rossa. Dovremmo pretendere trasparenza e serietà, cose che oggi mancano del tutto».