giovedì 31 agosto 2023

Si apre la strada per la cura della narcolessia

Pubblicato sul The New England Journal of Medicine un innovativo studio internazionale sulla terapia della narcolessia con la partecipazione dell’Istituto Scienze Neurologiche di Bologna

L'Azienda USL di Bologna informa: 


Grandi speranze per i pazienti con narcolessia di tipo 1 nascono da un recente studio di fase 2 da poco concluso all'Istituto Scienze Neurologiche di Bologna  (IRCCS)  a cui hanno partecipato i più importanti laboratori internazionali per lo studio dei disturbi del sonno in USA, Giappone, Italia, Francia, Olanda, Spagna. All’IRCCS, con 17 casi su 73, il più alto numero di pazienti coinvolti nello studio. Vi hanno partecipato scienziati di fama internazionale, incluso il Professor Emmanuel Mignot di Stanford (USA), recente vincitore del prestigioso Breakthrough Prize 2023 proprio per la scoperta del meccanismo molecolare cerebrale causa della narcolessia: la carenza di orexina.

Si chiama appunto orexina il peptide scoperto negli anni 2000, responsabile del funzionamento di un network cerebrale adibito al mantenimento dello stato di veglia. La carenza di orexina è da allora il marker biologico della più antica malattia del sonno, descritta nel 1880 da Gelineau che coniò il nome "narcolessia" e dal 2014 rinominata "narcolessia di tipo 1" per distinguerla da altre forme con orexina normale. La scoperta dell'orexina ha aperto la strada a molteplici e diverse ricerche, finalizzate a conoscerne il funzionamento e le possibili applicazioni; sono stati avviati studi di molecole sintetiche capaci di attraversare la barriera emato-encefalica, in grado di attivare e/o inibire i recettori dell'orexina, agendo direttamente sulla causa scatenante la narcolessia.

I risultati, pubblicati sul New England Journal of Medicine sulla sicurezza ed efficacia di un innovativo agonista sintetico del recettore della orexina, hanno evidenziato come la assunzione del suddetto composto abbia determinato la scomparsa di tutti i sintomi della narcolessia. Purtroppo, lo studio è stato interrotto prematuramente per la comparsa di epatotossicità in alcuni pazienti coinvolti nello studio. Nonostante ciò, i dati raccolti indicano una nuova strada per il trattamento innovativo di questa rara ed invalidante malattia.

L'IRCCS Istituto Scienze Neurologiche è un centro di riferimento internazionale per lo studio e la cura della narcolessia, malattia rara, cronica, spesso con esordio in età infantile, che colpisce circa 4 persone su 10.000 abitanti nei paesi occidentali. Si tratta di una patologia largamente sottodiagnosticata in Italia, dove le diagnosi registrate sono circa 2000. Di queste, circa 1800 sono i pazienti con narcolessia, di età compresa tra i 6 e i 90 anni, attualmente in carico all'equipe di Neurologi del Centro del Sonno dell'IRCCS dell'Azienda USL di Bologna che potrebbero beneficiare di una terapia efficace sui molteplici sintomi della narcolessia, piuttosto che una complessa politerapia solo parzialmente efficace.

Il Centro del Sonno bolognese, con 150 nuove diagnosi all'anno, è anche sede del Registro Italiano della Narcolessia e delle Ipersonnie Centrali dell'Istituto Superiore di Sanità e della Associazione Italiana Narcolettici (AIN) ed ha recentemente terminato con successo uno studio sull’efficacia della telemedicina nella gestione multidisciplinare della narcolessia, proponendosi come unico luogo di diagnosi e di cura dove affrontare sinergicamente i molteplici bisogni (neurologici, psichiatrici, neuropsichiatrici, psicologici, endocrinologici, medico-legali) di questa rara e complessa malattia, evitando ai pazienti ed alle loro famiglie dolorose e costose peregrinazioni da regione a regione, da ospedale a ospedale, da specialista a specialista. Ogni anno il centro dell’IRCCS partecipa a 2-3 nuovi studi sperimentali, contribuendo a garantire a ciascun paziente in carico le terapie farmacologiche più all’avanguardia.

29enne tunisino non rispetta i provvedimenti del giudice e riceve tre aggravamenti di misura cautelare in pochi mesi.


Foto d'archivio


Il 29 agosto scorso i carabinieri di Castiglione dei Pepoli hanno arrestato un 29enne tunisino, disoccupato e con precedenti di polizia, perché destinatario di un  aggravamento di misura cautelare del Tribunale di Bologna. E’ l’ultimo di una serie di aggravamenti che hanno avuto inizio nell’aprile scorso, quando il giovane di Castiglione dei Pepoli  era stato arrestato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

In sede di giudizio direttissimo, l’arresto era stato convalidato e il 29enne aveva l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Il giovane però ha continuato a delinquere e a maggio 2023 è stato denunciato per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, in compagnia di altri soggetti con precedenti di polizia specifici, durante un’altra operazione anti droga e per questo, il Giudice gli aveva convertito l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, con l’obbligo di dimora, con permanenza domiciliare dalle 19 alle 7. 

Nonostante il primo aggravamento di misura cautelare che gli aveva evitato il carcere, il 29enne ha ripreso la sua condotta trasgressiva, uscendo di casa, allontanandosi dalla provincia di Bologna e frequentando soggetti dediti al crimine.

Per il comportamento irrispettoso degli obblighi cui era sottoposto, il 29enne è stato definito dal Giudice una “…sfacciata e da ultimo radicale trasgressione della misura in atto operante…”. A quel punto, il Giudice ha emesso il secondo aggravamento di misura cautelare, sostituendo l’obbligo di dimora, con la misura cautelare degli arresti domiciliari con sistema di controllo elettronico a distanza (braccialetto elettronico). Durante l’arresto, però, il 29enne si è rifiutato di indossare il dispositivo elettronico e i Carabinieri hanno informato subito la Procura della Repubblica di Bologna. 

Preso atto della situazione, il Giudice ha emesso il terzo aggravamento di misura cautelare, sostituendo la misura degli arresti domiciliari con il carcere in caso di rifiuto dell’indagato di indossare il braccialetto elettronico.

 

Vado ha il Laboratorio di Comunità

 


Il sindaco di Monzuno, Bruno Pasquini, informa:

 

Si è tenuta questa mattina, venerdì 31 agosto,  l’inaugurazione del Laboratorio di Comunità, un nuovo servizio presso il Centro Diurno di Vado riservato ad anziani, disabili e adulti che necessitano di occasioni di socializzazione e incontro. 

Laboratorio di Comunità sarà un luogo dove la Comunità si incontra,  sta insieme e fa cose aggreganti,  un luogo che darà la possibilità di instaurare relazioni e amicizie fra coloro che partecipano al progetto.

L’obiettivo è quello di avere un impatto positivo sul benessere della persona e far si che si superino situazioni di solitudine e isolamento sociale. 


Il centro sarà gestito dalla Fondazione Santa Clelia Barbieri. 

Per scoprire tutte le attività e ricevere info,  scrivere a pensionatosanrocco@fondazionesantaclelia.it

oppure chiamare il 0534 53923 interno 452

 


Con me hanno partecipato all’inaugurazione, don Giuseppe Gheduzzi,  il Presidente Fondazione Santa Clelia Barbieri Mauro Magagni,  il sindaco di San Benedetto Val di Sambro e Presidente del Distretto Socio Sanitario dell’ Appennino Bolognese Alessandro Santoni; il Sindaco di Vergato e Presidente dell'istituzione Servizi Sociali, Culturali ed Educativi Giuseppe Argentieri e la Direttrice Distretto Sanitario Dr.ssa Sandra Mondini. 

Lagune in festa

Oggi, giovedì 31 agosto, prende il via il programma religioso della festa parrocchiale di Lagune che culminerà  con la Messa solenne di  domenica 3 settembre, alle 10.30 .

Il programma ludico - culinario sarà affiancato, sabato  dalle esibizioni dei ballerini del Gruppo La Galoppa e domenica,  dalle performance canore dell'intramontabile, Maurizio Sandri.    



Per il pranzo delle 12.30 di domenica è gradita la prenotazione. 

Dalla Pubblica Assistenza di Vado un contributo per chi si prodiga a favore degli alluvionati

Il ricavato della festa alla Associazioni Vigili Emergenza Alluvione


di Roberto Brusori 

Un bonifico di 4200 euro, frutto della due giorni di festa della Pubblica Assistenza di Vado, è stato inviato alla  Associazione Vigili  dell’Emergenza Alluvione, i cui soci si prodigano fin dal primo giorno di emergenza nel sostegno ai tanti danneggiati dal devastante passaggio del maltempo del maggio scorso.  


Il buon esito della festa, che si è tenuta  l’8 e il 9 luglio scorsi nella piazza di Vado, è dovuto al meritevole impegno dei  volontari e dei dipendenti della Pubblica cui si sono affiancati, con il loro importante  contributo pratico,  tanti vadesi.



Un riconoscente grazie agli sponsor la cui  sensibilità ha ancora una volta offerto un supporto importante alla organizzazione dei due giorni di festa.

Da sottolineare poi l’ apprezzata e numerosa risposta all’invito di partecipare all’incontro in piazza della gente che ha potuto gustare le proposte elencate nel menù della festa e partecipare ai piacevoli intrattenimenti programmati.  

La pubblica Assistenza ha voluto contribuire con una propria  donazione al fine di agevolare coloro che si prodigano a favore delle famiglie e delle aziende che hanno avuto danni  dalla disastrosa alluvione della primavera scorsa. “E’ un piccolo ma concreto aiuto che si aggiunge a quelli di tanti altri,” hanno voluto precisare coloro  si sono impegnati nella festa. “ Al di là dell’importanza della cifra , la donazione è la  forma di partecipazione e di vicinanza dei volontari a coloro  che hanno sofferto e che soffrono per la devastante alluvione che tante località, come anche Vado, hanno  subito”.


Il Museo della Fiaba e del Racconto torna a Sasso Marconi.


Un Piccolo Museo per grandi sognatori: a Colle Ameno l’allestimento, che comprende sette sale ispirate alle favole della tradizione e a noti racconti per l’infanzia.


Il Comune di Sasso Marconi informa:

 

Il Piccolo Museo della Fiaba e del Racconto è un luogo magico che da inizio settembre a metà ottobre accoglie nelle sale di Villa Davia, nel settecentesco borgo di Colle Ameno a Pontecchio Marconi, bambini di tutte le età e adulti desiderosi di viaggiare con la fantasia e immergersi in un mondo immaginifico. 


Il percorso espositivo comprende sette diversi ambienti in cui altrettanti artisti e compagnie teatrali, attraverso allestimenti scenografici e installazioni “site specific”, hanno tradotto in vera e propria opera d’arte alcune favole della tradizione (tra cui il “Gatto con gli stivali” e “I cigni selvatici”) e noti racconti per l’infanzia.


Tra gli autori che hanno ispirato le varie installazioni ci sono Charles Perrault, Hans Cristian Andersen, i fratelli Grimm e Italo Calvino, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita e al quale sono dedicate due stanze del Museo. Tutti i racconti e le storie selezionate per questa terza edizione hanno come filo conduttore il “Ritrovar la strada di casa”: un tema che gli artisti hanno rappresentato come un invito a partire, ad andare alla scoperta del mondo per poi ritornare ricchi di esperienze, incontri e nuove parole.
 

Le porte del Museo si apriranno sabato prossimo,  2 settembre, giorno dell’inaugurazione.

Il programma prevede alle 17 un concerto all’ombra dei tassi monumentali di Villa Davia: “Le canzoni della donna albero”, di e con Marina Girardi, un racconto cantato per bambini dai 5 anni in poi. Alle 18 la cerimonia di inaugurazione con il saluto delle autorità, il taglio del nastro da parte del sindaco Roberto Parmeggiani e una visita guidata al Museo in compagnia degli artisti che hanno curato gli allestimenti. 

Ospite d’onore Bruno Tognolini, scrittore, drammaturgo e autore di noti programmi televisivi per l’infanzia (come “L’albero azzurro” e “La melevisione”) che, a chiusura della giornata di sabato 2 settembre, presenterà il primo studio dello spettacolo “Voglio la Luna!”: protagonisti una Luna invadente e un bambino incontentabile, interpretato dall’attore  Massimiliano Di Corato. Lo spettacolo va in scena alle 20.30 nel cortile interno di Villa Davia (ingresso gratuito).

 

Il Museo sarà visitabile fino a domenica 15 ottobre.

ORARI: venerdì h 16-19, sabato e domenica 10.30-12.30 e 16-19.

Biglietto 3 €, gratis bambini fino a 3 anni.

Previste visite guidate su appuntamento al n. 342 7163977 per scuole e campi solari, dal lunedì al venerdì mattina. Biglietto cumulativo docente + classe: 20 €

Informazioni sul sito www.borgodicolleameno.it alla pagina dedicata https://bit.ly/3szGktV

 

Il Piccolo Museo della Fiaba e del Racconto è un progetto promosso dal Comune di Sasso Marconi e realizzato con il supporto tecnico dell’Associazione culturale Ca’ Rossa APS.

Gli allestimenti sono state curate dagli artisti Simona Gambaro (Meraki.Teatro), Naomi Lazzari, Eva Miškovičová, Claudio Milani (MOMOM), Bruno Soriato (Kuziba), Fabrizio Visconti e dalle compagnie Consorzio Balsamico, Eccentrici Dadarò e La Valigia di Cartone.

mercoledì 30 agosto 2023

Il sindaco risponde alla critiche sul mancato trasferimento a Sasso Marconi del Museo Pelagalli


 

L’improvviso annuncio del trasferimento del Museo della telecomunicazione Pelagalli  a Villa Aldini di Bologna ha avuto taciti apprezzamenti e  critiche stizzite.

La ricchissima raccolta, che testimonia il  percorso storico della trasmissione via etere, ha numerosissimi estimatori e  Sasso Marconi, città culla della Radio, riteneva di essere l’unica città deputata a dare una degna sistemazione al ‘tesoro Pelagalli’ e diventare così il vero polo testimoniale, di valenza sovranazionale,  della telecomunicazione.

Fra coloro che hanno gridato allo scandalo, il consigliere comunale di Sasso Marconi, Marco Veronesi, che ha denunciato la scelta di Villa Aldini come pesante e intollerabile ‘schiaffo’ al paese di Marconi . Fra gli imputati del delitto di ‘ negligenza operativa’ il sindaco di Sasso Marconi Roberto Parmeggiani ( nella foto in basso), al quale abbiamo chiesto se ‘ la scelta di Villa Aldini sia definitiva o se ci sono ancora speranze  per le attese di  Sasso Marconi’.

In effetti non c’è nulla di certo. Non se ne sa niente. La notizia ha l’aria di essere solo una fuga in avanti, senza alcuna prospettiva certa . Lo stesso Pelagalli ha dichiarato alla stampa di non saperne nulla. Inoltre i 4 milioni destinati a Villa Aldini servono alla riqualificazione dello stabile. Per organizzarlo  in modo da offrire spazi adeguati alla raccolta museale servono altre e importanti risorse”.

Insomma ci si muove in un bolla nebulosa?

A suo tempo scrissi agli enti territoriali coinvolgibili e al Ministero della disponibilità di Sasso Marconi ad accogliere il Museo Pelagalli, a condizione però che la gestione fosse regionale o nazionale. Il nostro comune non dispone delle risorse necessarie a sostenere un impegno del genere. Nessuno mi ha risposto”.

Villa Griffone sarà quindi solo il set per un una fiction su Marconi?

Sì. Lo sarà per tre giorni. Il problema è che la villa non dispone di strutture di accoglienza. Sono tante le visite concordate, ma non c’è una apertura classica con programma orario prestabilito. Inutile lamentarsi con me, non posso fare niente perchè il Comune di Sasso Marconi non fa parte del consiglio direttivo della Fondazione,  mentre l'onorevole Borgonzoni avrebbe la possibilità di intervenire in qualità di sottosegretario al Ministero della cultura”.

Una agenzia di Ansa ha riportato che Mattia Sartori, presidente del Territorio Turistico, ringraziava la Regione Emilia Romagna per aver investito molto al fine di fare conoscere il museo Marconi di Villa Griffone. Quali sono questi investimenti ?

Non lo so. Sartori recentemente ha promosso alcuni riuscitissimi fine settimana per la visita alla Villa e ai luoghi marconiani. La partecipazione è stata molto elevata. Per migliorare la capacità ricettiva del sito serve un incisivo intervento strutturale da parte di chi ne ha competenza”.

L’impressione che si ricava è che Sasso Marconi ancora una volta rimarrà a bocca asciutta e snobbato?

Così è. Da una parte non si comprende l’importanza e la valenza del luogo marconiano, unico al mondo. Dall’altra purtroppo non si capisce perché l’opposizione ne fa solo una bandiera di parte”.

Cosa si sta facendo a Sasso Marconi ?

Oltre a far parte del tavolo per le celebrazioni del 150.mo della nascita di Marconi, stiamo lavorando per una edizione speciale del Marconi Days. Abbiamo condiviso il progetto della fiction e per il 2025 è in programma un contest delle radio giovanili italiane: una piccola olimpiade  che potrebbe diventare strutturale. A Marconi intitoleremo il nuovo ponte sul Reno e la riqualificazione della piazza avrà un angolo dedicato alla radio e a Marconi, cui si aggiungerà un elemento più moderno di street art dedicato alla radio. 

Il sindaco termina poi con un suo commento: “Speravo che la presenza della bolognese Borgonzoni nel Ministero dei Beni culturali portasse a soluzioni più celeri e incisive come pareva promettere. Servono e aspettiamo risorse per Villa Griffone. E’ un monumento nazionale  e il museo dedicato a Marconi esiste già ed è una pietra miliare nella storia delle comunicazione. La piccola finestra da dove Marconi ricevette la  conferma di prima trasmissione senza fili a distanza riuscita, il colpo di fucile sparato da dietro la collina dei Celestini, deve diventare un brand: da lì si guarda il futuro”.

Gli aspiranti ‘tecnico di carrozzeria’ sono attesi a San Benedetto Val di Sambro

L’ex plesso scolastico di Ripoli sarà la sede di un centro di formazione professionale per tecnico di carrozzeria. La nuova  proposta formativa si articola su diverse tipologie di lavorazioni di carrozzeria. La partecipazione è gratuita. Il sindaco Santoni: “ Ci proponiamo da dare rimedio al paradosso che c’è offerta di lavoro che non viene soddisfatta per mancanza di personale preparato”. 


L’ex scuola elementare di Ripoli, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, tornerà a essere un importante centro didattico, questa volta non per gioiosi alunni, ma  per persone occupate che intendono specializzarsi o disoccupate o inoccupate interessate ad entrare o ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Tutto ciò è stato reso possibile dalla collaborazione del Cna bolognese con il  Comune di San Benedetto Val di Sambro e dal sostegno di alcuni sponsor, tra cui Emilbanca, Colorgross, Straudi e MWM.

Il nuovo polo formativo ha  l’obiettivo di saggiare la possibilità di fare formazione anche fuori dalla città.

Il corso sperimentale, gratuito grazie all’intervento di partner e sponsor, sarà incentrato sulle lavorazioni di carrozzeria e sarà anche utile per valutarne l’utilità sulla base della  frequentazione.

 Ai partecipanti sarà data la possibilità di seguire percorsi specifici che le scuole tradizionali non sono in grado di offrire, pensati sulla base delle esigenze delle aziende. Per agevolare l’inserimento nel mercato del mondo del lavoro, al termine del percorso sarà previsto uno stage di 80 ore, da realizzarsi presso carrozzerie di Bologna e dell’Area Metropolitana, Appennino compreso. È inoltre prevista la visita dell’Officina di AlphaTauri racing a Modena, con un approfondimento sulla fibra di carbonio.

Il corso avrà una durata di 90 ore, suddivise su 3 lezioni settimanali nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì, e si svolgerà nel periodo compreso tra il 26 settembre e il 31 ottobre dell’anno in corso, con la sola eccezione di mercoledì 4 ottobre, festa del patrono di Bologna, nella fascia oraria 11:30 – 18:15 (pausa pranzo 13:00 – 13:45), così da consentire di raggiungere la sede anche chi dovesse spostarsi con i mezzi pubblici.

Le lezioni sulla sicurezza si terranno direttamente a Bologna, nella sede Cna Formazione Emilia-Romagna Area di Bologna, il  27 settembre e il 3 ottobre.

 “Sentiamo e leggiamo ogni giorno delle difficoltà a reperire personale qualificato da impiegare in azienda, un paradosso che anni fa sembrava impossibile, ma che invece ora si propone in modo importante: il lavoro c’è, non si trova chi assumere, commenta Alessandro Santoni, Sindaco di San Benedetto Val di Sambro: “ A ciò si aggiunge il fatto che ci sono settori di produzione per i quali è difficile trovare scuole di formazione, come in questo caso. Il problema generale dell’Italia è quello di diplomare studenti non specializzati che dunque faticano a trovare un lavoro e, quando lo trovano, impiegano tempo ad acquisire un livello minimo di formazione necessaria per produrre valore, perché se nella manifattura tradizionale le mansioni di un dipendente mutavano ogni 20 anni, oggi questo arco di tempo si è ridotto a 3-5 anni. Da qui l’importanza di sviluppare percorsi specifici per formare profili professionali specializzati necessari è richiesto a gran voce dalle aziende”. 

E’ un progetto strategico per il settore dell’autoriparazione,” precisa poi Sabrina Betti, vicepresidente di Cna Bologna e titolare di un’autocarrozzeria a Grizzana Morandi. “La finalità è quella di fare incrociare domanda e offerta di lavoro, portare a una  formazione che assecondi le esigenze delle imprese. È utile dunque, che una ex-scuola diventi luogo di formazione per aspiranti carrozzieri, un settore in cui la carenza di manodopera si sta facendo sentire da tanto, troppo tempo. È poi molto importante che questo avvenga in Appennino, dimostrazione di come questo territorio possa dare tanto a tutta la città metropolitana e comunque il progetto nel suo complesso abbraccerà tutto il territorio bolognese. E’ poi di sottolineare che questa formazione per diventare carrozzieri si rivolga anche alle donne per incentivare la loro presenza nel settore. Inoltre a chi è inoccupato e si vuole perfezionare o a chi si vuole specializzare, in particolare ai giovani che così hanno la possibilità di verificare come quello dell’autoriparatore sia un mestiere che sa dare soddisfazione a chi lo vuole praticare con passione e professionalità”.

Per partecipare i candidati potranno contattare la Referente del Progetto, Erika Venturi, via email er.venturi@bo.cna.it o via tel. 051/4199721.

Per maggiori informazioni, questo il link alla pagina del sito dove trovare materiale informativo ed il modulo di adesione: https://eciparbologna.it/course/corso-base-per-tecnico-di-carrozzeria/

 

Nella piazza di Castel d’Aiano torna il Torneo di Scacchi dell’Appennino

 Torneo che ogni anno richiama tanti appassionati



Sabato prossimo, 2 settembre, per l’ottavo anno consecutivo Castel d’Aiano ospita l’atteso e frequentatissimo torneo di scacchi. 

Come nelle passate edizioni la gara non competitiva si svolgerà nella principale piazza del paese a partire dalle 9.15 e ogni giocatore avrà a disposizione 15 minuti di tempo per terminare la partita.

Per divulgare il gioco degli scacchi, alcuni appassionati hanno organizzato un torneo per tutte le categorie, dai principianti agli esperti, che ha l’obiettivo di avvicinare nuovi estimatori al gioco.
Oltre ai premi per i primi classificati, ad ogni iscritto sarà consegnato un ricordo per la sua partecipazione, a vantaggio della diffusione del gioco degli scacchi. La partecipazione è assolutamente gratuita e inoltre, a tutti i partecipanti al torneo, verrà offerto un pranzo ed una bevanda.

Il limite massimo dei partecipanti è fissato a 100 (con precedenza in base all’ordine di iscrizione).
Per l’intera durata del torneo sarà presente il maestro Sergey Gromov che, oltre ad arbitrare, durante gli intervalli darà utili consigli sulle strategie di gioco. Dopo il torneo il maestro sfiderà i partecipanti in una partita in “simultanea” (massimo 25 persone).

L’appuntamento “Torneo di scacchi dell’Appennino” è stato pensato e realizzato nel 2016, da un gruppo di amici (Piero, Dimitri, Andrea e Luigi) soliti incontrarsi per una partita a scacchi in piazza a Castel d'Aiano.

Con il tempo il torneo è cresciuto tanto che, di anno in anno, aumenta il numero dei partecipanti. Un evento che è sostenuto dall’amministrazione comunale di Castel d’Aiano e sponsorizzato da alcune aziende del territorio.

L’attività artistica-culturale di fine estate ospitata dal Borgo La Scola di Grizzana Morandi



L'Associazione
  Culturale La Sculca  conclude il suo programma estivo con la presentazione di due libri.

Sabato prossimo, 2 settembre, alle 17,   Roberto Tommesani illustrerà il suo ‘La via del mare e altre storie’: dieci racconti che  porteranno il lettore alla scoperta di altrettanti intimi itinerari appenninici che attendono di essere conosciuti. 


Ogni percorso parte dai dintorni di Bologna e costeggia il Reno, o altri corsi d’acqua, e li segue fino alla meta. Sono da affrontare in bicicletta perché a piedi sono troppo lunghi  e in macchina non ci si passa.

 Domenica 3 settembre, alle 17,  Elli Signani presenterà  ‘Filo d'erba’: racconti brevi, o brevissimi, dipingono un mosaico di voci femminili che aleggiano sul filo d'erba della solitudine, o meglio, delle tante solitudini che compongono queste storie.

Nel corso della presentazione,  intermezzi musicali del chitarrista Federico Baldassarri.

Di rilievo poi  l’iniziativa dell’incisore bolognese Maurizio Boiani che prevede l’esecuzione di 32 incisioni di grande formato  e la stampa di un libro d’arte  con le riproduzioni delle opere che rappresenteranno i borghi e luoghi caratteristici della zona che ha per centro caratterizzante il Borgo medievale La Scola.

Le opere rimarranno esposte in maniera permanente a Scola.

L'ospedale di Vergato e la riorganizzazione del servizio sanitario in un incontro del PD vergatese

Sull'importante tematica si confronteranno, l'assessore regionale alla sanità, Raffaele Donini, il deputato Andrea De Maria, Antonella Raspadori della segreteria SPI e il direttore del distretto sanitario, Alessandra Mondini.




martedì 29 agosto 2023

Un ricordo e un pensiero affettuoso per Milena Mascio

Tutta Rioveggio la piange

Il luogo dell'incidente 


di Roberto Brusori

Milena Mascio aveva 64 anni e travolta da un’auto mentre a piedi  percorreva la provinciale che da Rioveggio porta a Monzuno, la mattina del 23 agosto ha perso la vita. Le  gravi ferite riportate nella caduta non le hanno lasciato scampo e durante la corsa verso ospedale Maggiore di Bologna è spirata. 

Nonostante l'allarme immediato dell'investitore e il veloce  arrivo sul luogo dell’incidente del personale  della Pubblica Assistenza  di Vado, dell’auto medica e del personale del 118 che le hanno prestato le prime cure sul posto e avviato il veloce trasferimento  in ospedale , Milena ci ha lasciati.

La notizia della morte di Milena è stata accolta a Rioveggio con immenso dolore e l’intera comunità si è chiusa in un incredulo silenzio.

Chi  scrive  conosceva molto bene Milena. Dopo tanti anni di onorato lavoro, da pochi mesi era  in pensione e ciò le aveva permesso di dedicare molto tempo alla sua grande passione di camminare che praticava  per strada e lungo i bei sentieri che la collina monzunese offre. La vedevo spesso  attenta  sul ciglio della strada e la incrociavo sovente sulla comunale di Montorio assieme alla sua amica Floriana. Si scambiava due parole e Milena evidenziava il suo carattere solare e la tanta voglia di vivere. Alternava il camminare alla bicicletta,  l'altra sua grande passione. 

La vedevo pure alla Messa domenicale nella Chiesa del Cuore Immacolato  di Maria a Rioveggio o a volte anche nella chiese di Brigola e di Montorio. Durante la funzione religiosa partecipava con devozione al rito e  ai canti assieme agli atri fedeli. Disponibile, altruista, non si abbandonava mai a espressioni fuori dalle righe, era sempre sorridente e cordiale.

Se ne andata in un modo tanto improvviso che chi la conosceva e  tutta la comunità di Rioveggio non riescono a capacitarsi che non sia più tra noi. 

Se ne è andata lasciando nel dolore più profondo il fratello, la moglie,  i parenti e chi, come me, da una vita la conosceva e godeva della sua amichevole conversazione, sempre rasserenante.

Passando su quella strada dove Milena ha lasciato la vita si può vedere che qualcuno,  evidentemente sofferente per la grande perdita,  ha voluto dare forma al suo dolore collocando un mazzo di fiori.

Chissà se lassù tra gli angeli del paradiso camminerai nei prati pieni di fiori.

Ciao Milena dall’intera  comunità di Rioveggio, non sarà facile dimenticarti.




(Non si sa  quando verranno celebrati i funerali perché la salma e ancora alla Medicina Legale di Bologna). 

Fuga dall’Artigianato. Tanti chiudono e si mettono a fare i dipendenti. I giovani, invece, non si avvicinano più.

 Dal 2012 hanno chiuso i battenti 325.000 imprese artigianali

Il report di CGIA,  ente di formazione dell’Associazione Artigiani Piccole Imprese di Mestre: 

Continua a diminuire il numero degli artigiani presenti in Italia. 

Dal 2012 sono scesi di quasi 325 mila unità (-17,4 per cento) e in questi ultimi 10 anni solo nel 2021 la platea complessiva è aumentata, seppur di poco, rispetto all’anno precedente. 

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dall’Inps, nel 2022 contavamo 1.542.2991 artigiani . Possiamo quindi affermare che non solo i giovani sono sempre meno interessati a lavorare in questo settore, ma anche chi ha esercitato la professione per tanti anni e non ha ancora raggiunto l’età anagrafica e/o maturato gli anni di contribuzione per beneficiare della pensione, spesso preferisce chiudere la partite Iva e continuare a rimanere nel mercato del lavoro come dipendente che, rispetto ad un artigiano, ha sicuramente meno preoccupazioni e più sicurezze. 

L’analisi è stata condotta dall’Ufficio studi della CGIA. 

Sono ormai ridotte al lumicino le botteghe artigiane che ospitano calzolai, corniciai, fabbri, falegnami, fotografi, lavasecco, orologiai, pellettieri, riparatori di elettrodomestici e Tv, sarti, tappezzieri, etc. Attività, nella stragrande maggioranza dei casi a conduzione familiare, che hanno contraddistinto la storia di molti quartieri, piazze e vie delle nostre città, diventando dei punti di riferimento che davano una identità ai luoghi in cui operavano. 

Per contro, invece, i settori artigiani che stanno vivendo una fase di espansione sono quelli del benessere e dell’informatica. Nel primo, ad esempio, si continua a registrare un costante aumento degli acconciatori, degli estetisti e dei tatuatori. Nel secondo, invece, sono in decisa espansione i sistemisti, gli addetti al web marketing, i video maker e gli esperti in social media. Purtroppo, l’aumento di queste attività è insufficiente a compensare il numero delle chiusure presenti nell’artigianato storico, con il risultato, come dicevamo più sopra, che la platea degli artigiani è in costante diminuzione. 

Basta osservare con attenzione i quartieri di periferia e i centri storici per accorgersi che sono tantissime le insegne che sono state rimosse e altrettante sono le vetrine non più allestite, perennemente sporche e con le saracinesche abbassate. Sono un segnale inequivocabile del peggioramento della qualità della vita di molte realtà urbane. 

Le città, infatti, non sono costituite solo da piazze, monumenti, palazzi e nastri d’asfalto, ma, anche, da luoghi dove le persone si incontrano anche per fare solo due chiacchere. Queste micro attività conservano l’identità di una comunità e sono uno straordinario presidio in grado di rafforzare la coesione sociale di un territorio. 

Insomma, con meno botteghe e negozi di vicinato, diminuiscono i luoghi di socializzazione a dimensione d’uomo e tutto si ingrigisce, rendendo meno vivibili e più insicure le zone urbane che subiscono queste chiusure, penalizzando soprattutto gli anziani. Una platea sempre più numerosa della popolazione italiana che conta più di 10 milioni di over 70. Non disponendo spesso dell’auto e senza botteghe sottocasa, per molti di loro fare la spesa è diventato un grosso problema. 

Il forte aumento dell’età media, provocato in particolar modo da un insufficiente ricambio generazionale, la feroce concorrenza esercitata dalla grande distribuzione e in questi ultimi anni anche dal commercio elettronico, il boom del costo degli affitti e delle tasse nazionali/locali hanno spinto molti artigiani a gettare la spugna. I consumatori, inoltre, hanno cambiato il modo di fare gli acquisti. Da qualche decennio hanno sposato la cultura dell’usa e getta, preferiscono il prodotto fatto in serie e consegnato a domicilio. La calzatura, il vestito o il mobile fatte su misura sono ormai un vecchio ricordo; il prodotto realizzato a mano è stato scalzato dall’acquisto scelto sul catalogo on line o preso dallo scaffale di un grande magazzino. 

Dobbiamo rivalutare culturalmente il lavoro manuale Negli ultimi 40 anni c’è stata una svalutazione culturale spaventosa del lavoro manuale. L’artigianato è stato “dipinto” come un mondo residuale, destinato al declino e per riguadagnare il ruolo che gli compete ha bisogno di robusti investimenti nell’orientamento scolastico e nell’alternanza tra la scuola e il lavoro, rimettendo al centro del progetto formativo gli istituti professionali che in passato sono stati determinanti nel favorire lo sviluppo economico del Paese. Oggi, invece, sono percepiti dall’opinione pubblica come scuole di serie b. Per alcuni, infatti, rappresentano una soluzione per parcheggiare per qualche anno i ragazzi che non hanno una grande predisposizione allo studio. Per altri costituiscono l’ultima chance per consentire a quegli alunni che provengono da insuccessi scolastici, maturati nei licei o nelle scuole tecniche, di conseguire un diploma di scuola media superiore. 

E nonostante la crisi e i problemi generali che attanagliano l’artigianato, non sono pochi gli imprenditori di questo settore che da tempo segnalano la difficoltà a trovare personale disposto ad avvicinarsi a questo mondo. 

In tutto il Paese si fatica a reperire nel mercato del lavoro giovani disposti a fare gli autisti, gli autoriparatori, i sarti, i pasticceri, i fornai, i parrucchieri, le estetiste, gli idraulici, gli elettricisti, i manutentori delle caldaie, i tornitori, i fresatori, i verniciatori e i batti-lamiera. Senza contare che nel mondo dell’edilizia è sempre più difficile reperire carpentieri, posatori e lattonieri. 

Più in generale, comunque, l’artigiano di domani sarà colui che vincerà la sfida della tecnologia per rilanciare anche i “vecchi saperi”. Alla base di tutto, comunque, rimarrà il saper fare che è il vero motore della nostra eccellenza manifatturiera. 

 Nell’ultimo decennio sono state Vercelli e Teramo le province che, entrambe con il -27,2 per cento, hanno registrato la variazione negativa più elevata d’Italia. Seguono Lucca con il -27, Rovigo con il - 26,3 e Massa-Carrara con il -25,3 per cento. 

Le realtà che, invece, hanno subito le flessioni più contenute sono state Trieste con il -3,2, Napoli con il -2,7 e, infine, Bolzano con il -2,3 per cento. 

In termini assoluti le province che hanno registrato le “perdite” più importanti sono state Bergamo con -8.441, Brescia con -8.735, Verona con - 8.891, Roma con -8.988, Milano con -15.991 e, in particolar modo, Torino con -18.075 artigiani . 

Per quanto riguarda le regioni, infine, le flessioni più marcate in termini percentuali hanno interessato il Piemonte con il -21,4, le Marche con il -21,6 e l’Abruzzo con il -24,3 per cento. In valore assoluto, invece, le perdite di più significative hanno interessato l’Emilia Romagna (-37.172), il Veneto (-37.507), il Piemonte (-38.150) e, soprattutto, la Lombardia (- 60.412 unità).

‘Cinni’ in festa a Marzabotto

 Sabato 2 settembre attività per grandi e piccini al Parco Peppino Impastato

di Martina Mari

Sarà una grande festa per bambini e adulti quella organizzata dalla Proloco di Marzabotto per sabato prossimo, 2 settembre, neParco Peppino Impastato dalle 10.30 alle 19.00. 

Fin dalla mattina ci saranno letture e attività per genitori-figli di età 3-6 anni a cura di Elena Babina, operatrice shiatsu che proporrà giochi legati alla pratica manipolatoria giapponese. Claudia Franchi organizzerà invece letture e un laboratorio per bambine e bambini di età 6-8 anni.

Alle 16 sarà presentato il libro L'ESTATE DI LARTHI di Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi, edizioni Ante Quem con laboratorio di disegno a cura di Attilio Palumbo (età 4-9 anni) in collaborazione con Il Giardino Segreto.

Alle ore 18 Spettacolo di burattini "IL CANE DA PEPITE" a cura di Teatrino di Carta

Durante tutta la giornata sarà allestito il laboratorio di cucito per grandi e piccini, con contributo di 10 euro a favore di AGEOP Associazione Genitori Ematologia Oncologia Pediatrica.

Sarà allestito il mercatino dei bimbi e ci sarà la possibilità di percorsi in bici (portandola da casa); angolo di decorazione capelli a cura di Mondodonna; truccabimbi e sarà presente lo stand gastronomico a cura di Al di là del fiume cielo. L’associazione Mano Tesa ODV offrirà un omaggio a tutti i bimbi.

In caso di maltempo le attività si terranno presso la Biblioteca e la Sala Polivalente della Casa della Cultura e della Memoria.

L’evento è a cura di Comune di Marzabotto, Consulta del Turismo e della Cultura, Consulta del Volontariato Sociale, Biblioteca Comunale in collaborazione con AGEOP, Proloco di Marzabotto, Mano Tesa ODV

Per tutte le informazioni contattare la biblioteca 051 6780501 - 338 7334430.