Dalla fondazione dell'azienda che produceva macchine automatiche per il caffè, e diventata leader mondiale del settore, fino alla crisi di oggi
di Matteo Merli
Una lunga parabola, di grande crescita ma anche di drammatica caduta. La
vicenda Gaggio Tech inizia nel 1981 con la fondazione della Saeco la
prima azienda al mondo – quattro anni più tardi – a commercializzare la
prima macchina per caffè espresso completamente automatica. Innovazione che
porta una crescita vertiginosa, l’affermazione nei mercati italiano ed estero.
A fine anni 90 l’acquisizione della Gaggia e la nascita di Saeco
International Group che – nel 2009 – viene ceduto alla multinazionale olandese
Philips. E' il momento apice: l’azienda, che negli anni
ha aperto vari filiali in tutto il mondo, è leader nella produzione di macchine
da caffè e ne controlla quasi un terzo del mercato europeo.
Nel 2017 il gruppo viene però diviso e nasce la SagaCofee di cui, a
fine 2021, viene annunciata la chiusura. La storia di successo si trasforma
in un racconto di crisi, fatto di scioperi, presidi e vertenze sindacali. La
resistenza dei lavoratori porta – nel 2022 – al salvataggio: nello stabilimento
sull’Appennino bolognese nasce la Gaggio Tech, polo industriale per la
produzione di metallo e plastica dalla collaborazione di due gruppi:
Tecnostamp al 60% e Minifaber al 40. I lavoratori festeggiano la ripartenza,
che però si blocca quasi subito. Nei primi mesi del 2025, infatti, il
socio di maggioranza chiede la liquidazione volontaria dell'azienda.
Con lo spettro della chiusura e le lettere di licenziamenti, le istituzioni tornano in campo: la Regione annuncia ora per i primi di settembre un bando da 2 milioni per dare agevolazioni fiscali per chi assume lavoratrici e lavoratori in Naspi in Appennino. E viene rispolverata l'idea di inserire Gaggio Montano nelle zone economiche speciali per favorire gli investimenti in montagna.
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