Il capogruppo di Forza Italia e Voce per Marzabotto annuncia la presenza alla cerimonia del 23 settembre: «Diremo chiaramente ciò che pensiamo»
Al termine della terza giornata di Azzurra Libertà,
la manifestazione dei giovani di Forza Italia in corso a Montesilvano, il
capogruppo di Forza Italia – Voce per Marzabotto, Morris
Battistini (nella foto), torna sulla decisione dell’Amministrazione comunale di conferire a Francesca
Albanese la cittadinanza onoraria di Marzabotto.
Battistini, che aveva già manifestato la propria contrarietà
in Consiglio comunale, definisce la scelta «sbagliata, divisiva e
controproducente» e accusa la maggioranza di aver trasformato un riconoscimento
istituzionale in un atto di carattere politico e ideologico.
«La cittadinanza onoraria dovrebbe essere il più alto
riconoscimento che una comunità attribuisce a una persona – sostiene Battistini
– e non può diventare uno strumento di posizionamento politico».
Secondo il capogruppo, la particolare storia di Marzabotto rende
la decisione ancora più delicata. «Marzabotto è uno dei simboli della memoria
italiana. Il suo nome dovrebbe unire, ricordare e difendere i valori della
democrazia e della libertà, non essere utilizzato per alimentare nuove
contrapposizioni ideologiche».
Nel mirino finiscono quindi le posizioni di Albanese sul
conflitto israelo-palestinese, che Battistini giudica «fortemente divisive e
controverse». Il rappresentante di Forza Italia precisa tuttavia che la
posizione del centrodestra non implica, a suo giudizio, una negazione delle
sofferenze della popolazione palestinese.
«Condannare Hamas e il terrorismo non significa non avere
pietà per i civili palestinesi, così come difendere il diritto di Israele a
esistere e a proteggere i propri cittadini non significa condividere ogni
scelta del governo israeliano. Israele non è il suo governo, così come il
popolo palestinese non è Hamas».
Da qui l'appello a «stare dalla parte della pace, della verità e dei civili innocenti, non delle tifoserie politiche». Battistini richiama anche il tema dell'universalità dei diritti umani e critica quelle che considera forme di difesa «selettiva» dei diritti civili.
Nel mirino del capogruppo finisce anche l'Anpi,
chiamata in causa sul tema della memoria e dell'antisemitismo.
«Per anni abbiamo ascoltato lezioni sulla memoria, sulla persecuzione degli ebrei e sulla necessità di combattere ogni forma di antisemitismo. Oggi assistiamo invece a un silenzio che considero preoccupante. L'antisemitismo deve essere condannato sempre, indipendentemente da chi lo manifesta».
È però sul terreno dello scontro politico che Battistini usa
i toni più duri. «Da tempo assistiamo a una deriva ideologica che considero
pericolosa. Io la chiamo fascismo rosso: una mentalità che pretende di
stabilire chi siano i buoni e i cattivi, chi abbia diritto di parlare e chi
debba essere delegittimato».
Il riferimento viene esteso ai totalitarismi comunisti e allo
stalinismo. «Non possiamo permettere che le logiche del totalitarismo tornino
sotto altre forme, magari attraverso un estremismo ideologico che pretende di
imporre una verità unica».
Battistini parla quindi della necessità di una «nuova
Resistenza liberale, democratica, costituzionale e occidentale», da
contrapporre «a ogni forma di totalitarismo, estremismo e negazione del
dissenso».
«Il
23 settembre saremo a teatro»
La contrarietà alla cittadinanza onoraria si tradurrà anche
nella presenza alla cerimonia del 23 settembre.
«Ci saremo – annuncia Battistini – nel pieno rispetto delle
istituzioni, ma senza alcun timore reverenziale. Diremo chiaramente alla
signora Albanese ciò che pensiamo delle sue posizioni e di una scelta
amministrativa che continuiamo a ritenere profondamente sbagliata».
Battistini contesta inoltre l'abbinamento tra il conferimento
della cittadinanza e la presentazione, nella stessa serata, del libro di
Albanese. Una concomitanza che definisce «politicamente discutibile» e che, a
suo giudizio, rischia di confondere il piano istituzionale con quello della
promozione editoriale.
L'ultima critica riguarda il metodo seguito
dall'Amministrazione. «È grave che un'iniziativa di questa rilevanza non abbia
visto un vero coinvolgimento del Consiglio comunale e che i consiglieri abbiano
appreso dai giornali dettagli relativi all'iniziativa».
La conclusione ribadisce la netta contrapposizione politica:
«Come Forza Italia e come Voce per Marzabotto ci dissociamo completamente da
questa scelta. Non siamo disponibili a lasciare che Marzabotto venga trascinata
dentro una guerra ideologica permanente».
E chiude con un richiamo diretto al significato storico della città: «Marzabotto non appartiene alla sinistra né alla destra. Appartiene alla storia d'Italia, alle vittime, alle famiglie che hanno sofferto, alla memoria della Repubblica e ai valori della Costituzione. Ed è proprio in nome di quella memoria che continueremo a combattere ogni forma di estremismo e di totalitarismo, rosso o nero che sia».