Il
commercio di vicinato continua a perdere terreno, stretto tra l’aumento dei
canoni di locazione e la crescente pressione delle piattaforme di vendita
online. A lanciare l’allarme sono i vertici di Confesercenti
Bologna, commentando i dati dell’Osservatorio “Reciprocità e Commercio
Locale”, realizzato da Nomisma in
collaborazione con Percorsi di Secondo Welfare.
«Sono
anni che denunciamo la desertificazione commerciale dei centri urbani»,
sottolinea l’associazione.
Secondo Confesercenti, i negozi di prossimità
attraversano una fase di difficoltà crescente. «I gestori dei piccoli e medi
esercizi pagano anni di cambiamenti nei consumi, crisi economiche e,
soprattutto, l’assenza di scelte strutturali da parte degli enti locali»,
spiegano dalla sede provinciale di via del Commercio Associato.
Il turismo, in aumento sotto le Due
Torri, rappresenta un sostegno soprattutto per il comparto della
somministrazione – bar, ristoranti, pub e locali serali – ma non basta a
compensare le criticità che colpiscono il commercio tradizionale.
Tra i principali nodi evidenziati
dall’associazione vi è innanzitutto la mancanza di politiche urbanistiche
mirate. «Servono interventi che favoriscano canoni concordati anche per le
attività commerciali, senza penalizzare i proprietari immobiliari», affermano i
dirigenti.
A questo si aggiunge la concorrenza
delle grandi piattaforme di e-commerce, spesso basate in paesi a fiscalità
agevolata. «Una competizione che si traduce in condizioni squilibrate e che ha
messo in forte difficoltà interi settori, in particolare quello
dell’abbigliamento».
Per
contrastare il fenomeno della desertificazione commerciale, Confesercenti
annuncia la presentazione di proposte concrete alle amministrazioni pubbliche.
Le iniziative saranno al centro delle assemblee elettive in programma nelle
prossime settimane a livello provinciale e regionale.