giovedì 13 agosto 2026

Maria Pia e il soldato Armand: 81 anni dopo la guerra, il filo della memoria riunisce le loro famiglie

Dal Bolognese agli Stati Uniti, una storia nata nei giorni della Liberazione torna a vivere grazie a una videochiamata. 



Maria Pia Mazzini aveva appena sei anni quando, nei primi giorni di marzo del 1945, incontrò Armand Giovanni, un soldato americano della 10ª Divisione da Montagna impegnata nella liberazione di Castel d’Aiano, sull’Appennino bolognese.

A più di ottant’anni di distanza, quel legame nato nel pieno della guerra ha trovato un nuovo capitolo. Nei giorni scorsi Maria Pia ha potuto parlare in videochiamata con Mary e Kathryn Giovanni, le figlie di Armand, insieme ai propri familiari. Un incontro reso possibile dal lavoro del Museo delle Storie della Linea Gotica, che ha contribuito a ricostruire la vicenda e a rintracciare negli Stati Uniti la famiglia del militare.

La storia risale alle settimane che precedettero la Liberazione. Siamo a Sassomolare, frazione dell’Appennino bolognese, dove la famiglia Mazzini viveva mentre il fronte si avvicinava.

Nella stalla della casa avevano trovato riparo una decina di soldati brasiliani; nell’abitazione, invece, erano stati accolti alcuni militari americani. Tra loro c’era Armand Giovanni, nato a New York nel 1923 e scomparso nel 2004, un soldato di origini italiane.

Fu proprio la conoscenza della lingua italiana a favorire il rapporto con Maria Pia, allora una bambina di sei anni che viveva anche la difficile assenza del padre, prigioniero in Germania. In quel contesto drammatico, tra paura, attesa e speranza, nacque un rapporto di affetto destinato a lasciare una traccia profonda.

Prima di tornare negli Stati Uniti, Armand fece a Maria Pia un piccolo regalo: la sua forchetta da rancio. Un oggetto semplice, ma diventato nel tempo un prezioso custode della memoria. La donna lo ha conservato per tutti questi anni, insieme al ricordo di quel giovane soldato.

«Ho ricordato il legame con questo straordinario militare per più di ottant’anni», ha raccontato Maria Pia al Resto del Carlino. Rivivere quella storia insieme alle figlie di Armand, ha aggiunto, «è stato molto emozionante».

Mary e Kathryn hanno così potuto ascoltare direttamente dalla voce di Maria Pia il racconto di quei giorni vissuti dal padre durante la guerra. Una conversazione capace di attraversare le generazioni e di restituire un volto umano a una pagina della storia della Liberazione.

E l’incontro virtuale potrebbe presto trasformarsi in un abbraccio reale. Le figlie di Armand hanno infatti espresso il desiderio di conoscere personalmente Maria Pia e di raggiungerla proprio nei luoghi in cui, nel 1945, si intrecciarono le loro storie familiari.

«Adesso vorrebbero incontrarmi: le aspetto a braccia aperte», ha detto Maria Pia.

La scoperta quasi per caso

A riportare alla luce questa vicenda è stato un incontro fortuito. Andrea Sabbatini del Museo delle Storie della Linea Gotica ha raccontato che la scoperta risale all’inizio di luglio, quando, passando davanti alla vecchia casa di Sassomolare, gli operatori del museo furono fermati dalla sorella di Maria Pia.

Quelle mura custodivano un racconto rimasto per decenni quasi privato, ma di grande valore storico e umano. Da quel momento è iniziato un lavoro di ricerca e verifica, attraverso documenti e testimonianze, che ha permesso di identificare Armand Giovanni e di rintracciare negli Stati Uniti le sue figlie.

Il passo successivo è stato quello di organizzare la videochiamata: un collegamento semplice dal punto di vista tecnologico, ma dal significato straordinario per le persone coinvolte.

Quella di Maria Pia e Armand è una delle tante storie rimaste nascoste nelle case, nelle fotografie e negli oggetti delle famiglie che vissero la Seconda guerra mondiale e la Liberazione. In questo caso, a conservarla per 81 anni è stata anche una piccola forchetta da rancio, rimasta intatta come testimonianza di un incontro avvenuto quando il mondo era ancora immerso nella guerra.

Ora la storia potrebbe avere un nuovo capitolo. Dopo la videochiamata, l’obiettivo è infatti quello di incontrarsi di persona, proprio sull’Appennino bolognese, nei luoghi della Linea Gotica dove Maria Pia, bambina, conobbe Armand.

Un ritorno alle origini di una memoria familiare che il tempo non è riuscito a cancellare: 81 anni dopo, una bambina e il figlio della guerra tornano idealmente a incontrarsi attraverso i loro figli, sulle montagne dove tutto ebbe inizio.

Comune di Sasso Marconi, concorso per uno specialista nelle attività tecniche

 


Il Comune informa:


Il Comune di Sasso Marconi ha indetto una selezione pubblica per esami finalizzata alla copertura, a tempo indeterminato, di un posto di specialista in attività tecniche, nell’Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione, da assegnare all’area Opere pubbliche e Patrimonio.

La procedura è riservata prioritariamente ai volontari delle Forze Armate, ai sensi dell’art. 11 del D.Lgs. 8/2014 e dell’art. 678, comma 9, del D.Lgs. 66/2010.

La domanda di partecipazione dovrà essere presentata entro le ore 12 del 11 settembre 2026, seguendo le modalità e le istruzioni indicate nel bando.

La candidatura deve essere effettuata esclusivamente attraverso il Portale unico del reclutamento InPA, alla pagina dedicata alla selezione:

Consulta il bando e presenta la domanda su InPA

Due passi ai Sette Casoni: passeggiata nel Parco Regionale del Corno alle Scale



Sabato 15 agosto 2026, dalle 15 alle 18, il Parco Regionale del Corno alle Scale propone una passeggiata pomeridiana lungo il percorso dei Sette Casoni, un itinerario ideale per smaltire il pranzo di Ferragosto e immergersi nella natura dell’Appennino.

L’escursione partirà da Lizzano in Belvedere e si snoderà attraverso i boschi del Parco, in un paesaggio caratterizzato dalla presenza del castagno. Lungo il cammino sarà possibile incontrare i tipici casoni, antichi essiccatoi in pietra un tempo utilizzati per la lavorazione delle castagne.

Il percorso sarà anche l’occasione per conoscere la trasformazione del bosco nel corso del tempo: il castagno ha progressivamente lasciato spazio all’abete e, attraverso l’osservazione delle piante, sarà possibile ripercorrere la storia di questo territorio e delle attività che ne hanno caratterizzato il paesaggio.

Ritrovo: ore 15 presso il Bar Cock’s, Piazza Marconi 6, Lizzano in Belvedere.
Termine: ore 18, nello stesso luogo.

L’escursione è classificata E (escursionistica) e prevede una lunghezza complessiva di circa 6 chilometri, con 300 metri di dislivello e circa 2 ore e 30 minuti di cammino effettivo.

È obbligatorio presentarsi con scarponcini da trekking, zaino, acqua e pantaloni lunghi. I bastoncini da trekking sono facoltativi. L’escursione sarà annullata in caso di pioggia.

La partecipazione è consentita ai ragazzi di età superiore agli 8 anni, purché abituati a camminare e accompagnati da un adulto. Sono ammessi anche i cani, purché tenuti al guinzaglio.

Prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e iscrizioni: 333 2660329 – 051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

Emil Banca, semestrale oltre le attese

 Crescono utile, raccolta e impieghi verso famiglie e imprese. Galletti: “Stiamo facendo bene il nostro lavoro di BCC”


di Filippo Benni


“Oltre i risultati attesi”. Commenta così Gianluca Pavan (nella foto), direttore di Emil Banca, la Banca di Credito Cooperativo del Gruppo Bcc Iccrea attiva in tutta Emilia, i dati della semestrale chiusa lo scorso 30 giugno con un utile vicino ai 23 milioni di euro, in crescita del 7 per cento rispetto al risultato dello scorso anno.  

"Nonostante la complessità del contesto, influenzato dall'incertezza geopolitica, dall'andamento dei costi energetici e dalla prudenza negli investimenti, la capacità di adattamento delle nostre Imprese, la tenuta del modello sociale della nostra Regione e la reattività delle famiglie continuano a sostenere la tenuta del nostro territorio e questo si riflette nei nostri risultati", spiega Pavan. 

Al 30 giugno la raccolta indiretta è cresciuta di 191 milioni di euro, di cui 144 milioni relativi al risparmio gestito, mentre gli impieghi hanno registrato un incremento di 47 milioni di euro rispetto alla fine del 2025. L'andamento si è ulteriormente rafforzato nel corso del mese di luglio, con una crescita degli impieghi totali che ha raggiunto circa 90 milioni di euro in soli sette mesi.  

La crescita è trainata soprattutto dal comparto mutui, sia per i privati che per gli investimenti produttivi delle aziende. Particolarmente positiva la dinamica dei mutui casa, settore nel quale l'istituto ha consolidato negli anni una posizione di forte competitività grazie a una gamma di soluzioni in grado di rispondere alle diverse esigenze della clientela. 

Ottimi risultati arrivano anche dal comparto dei servizi. In particolare, la raccolta gestita continua a crescere e anche il settore delle assicurazioni danni evidenzia una dinamica favorevole. 

La Banca - spiega Pavan - ha investito in modo significativo nello sviluppo di questi servizi, ampliando l'offerta destinata a famiglie e imprese e ottenendo riscontri positivi dal mercato grazie a Professionisti dotati delle più prestigiose certificazioni ed a prodotti utili, facili e convenienti”.  

Nonostante l’aumento del credito verso le imprese, le sofferenze nette sugli impieghi si mantengono su livelli particolarmente contenuti, attorno allo 0,55%, mentre il totale dei crediti deteriorati continua a diminuire, attestandosi al 2,66%, in miglioramento rispetto al 3,18% registrato un anno fa. 

"Lavoriamo per intercettare tempestivamente i segnali di difficoltà e accompagnare clienti e imprese prima che si trasformino in situazioni problematiche. Questo approccio, insieme alla resilienza del territorio, sta contribuendo a mantenere elevata la qualità del credito”, ha concluso Pavan.  


“Questa semestrale dimostra che stiamo lavorando bene, che stiamo facendo il nostro lavoro di Banca di Credito Cooperativo”, è il commento del presidente della Bcc, Gian Luca Galletti (nella foto), che sul futuro anticipa: “La nostra crescita passa attraverso le relazioni e la vicinanza ai territori. Nei prossimi mesi, in controtendenza rispetto ai grandi gruppi bancari che abbandonano i territori, continueremo a investire sulla presenza fisica, proseguendo nel percorso di espansione della nostra rete territoriale che dopo le aperture a Fidenza e Spilamberto si concentrerà nella parte est della nostra zona di competenza”.

mercoledì 12 agosto 2026

Medio Oriente: Zuppi, 'guai a chi semina morte e pronuncia parole d'odio'

'L'unica risposta è la pace, contro tutte le violenze che tolgono il diritto di esistere'




"Guai a chi semina morte! Guai a chi pronuncia parole di disprezzo dell'altro, di odio, di violenza e prevaricazione, che arrivano a calpestare il diritto o lasciano impunita la violenza, de facto legittimandola".

Lo ha detto il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nell'omelia pronunciata alla veglia di preghiera per la pace e la giustizia in Terra Santa, che ha guidato ai ruderi della chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia, nel Parco storico regionale di Monte Sole.
    La celebrazione è stata promossa dalla Chiesa di Bologna insieme alla Piccola Famiglia dell'Annunziata per chiedere la fine delle violenze in corso.
 

Zuppi ha messo in guardia dalla "terribile logica del vortice della violenza" e anche dalla 'sordità' alla "voce del sangue", che sia di Abele o Caino.
    "Quando si perde la proporzione nell'uso della difesa si generano nemici", ha osservato, fino a "disprezzare gli strumenti indispensabili per costruire il futuro di pace e giustizia, come la diplomazia e il diritto". Per il presidente della Cei, "i credenti, i figli di Abramo, devono essere uniti nel condannare la violenza, qualsiasi essa sia", liberandosi "da ideologie e visioni che non hanno niente a che fare con la fede". Devono, ha aggiunto, "cercare la via dell'unità e della riconciliazione", garantendo i diritti dei due popoli. "Questa sera abbiamo ascoltato voci di tanta sofferenza - ha aggiunto -.
    Le ricordiamo tutte, ad iniziare da quelle disperate del 7 ottobre e tutte quelle che da quel giorno sono salite al cielo.
    L'unica risposta è la pace, contro tutte le violenze che tolgono all'altro il diritto a esistere".
    "Non siano deluse le scintille di speranza per le legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese", ha proseguito Zuppi. "Non c'è pace duratura senza giustizia, ma non c'è vera giustizia se l'altro non è riconosciuto come persona, non come strumento o ostacolo". "Uccidere, anche con le parole, è bestemmiare Dio", ha concluso il presidente della Cei, invitando a essere "operatori di pace". (ANSA)