di Patrizia Zanasi
Presidente Anei Marzabotto
Il prossimo 21 settembre, presso la Prefettura di Bologna, saranno conferite le Medaglie d’Onore alla memoria di 51 Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Bologna. Fra questi i saldati che partirono dall'Appennino in elenco:
Bassi
Felice.
Felice nacque a Capugnano, frazione di Porretta
Terme, il 7 luglio 1918. Era un Carabiniere in servizio presso il 5°
Battaglione Legione Trieste, dislocato a Giannina in Grecia dove fu catturato
il 9 settembre 1943 e internato nello Stalag I A diStablack, Distretto militare
di Königsberg, almeno fino al 2 novembre 1944, n. matricola 20013. Risulta occupato presso
MIAG (Muehlenund Industrie AG) diZschachwitz Dresda, dal’inizio di novembre
1944 fino all’aprile 1945. Quella fabbrica dal 1942 venne riconvertita in
produzione di componenti per carri armati; nel 1943-44 lo stabilimento fu
inserito nel programma per produrre componenti e trasmissioni per carri armati,
cambi per carri Panther, cannoni d’assalto. Fu rimpatriato il 4maggio 1945.
Boni
Pacifico.
Pacifico nacque a Pistoia il 25 maggio 1922, la
famiglia si trasferì a Molino del Pallone, frazione di Granaglione. Era un
Aviere assegnato nel giugno del 1942 al Centro di Istruzione di Basiliano,
Udine, successivamente in agosto fu assegnato all’aeroporto di Padova dove fu
catturato dalle truppe tedesche il 10 settembre 1943 e internato nello Stalag X
B di Sandbostel, Distretto militare di Amburgo, n. matricola158043. Fu
rimpatriato l’11 settembre 1945. La nipote Francesca racconta: “In famiglia mi
raccontano che mio nonno non amava parlare di quel periodo, camminava di notte
e di giorno si nascondeva, ma non aveva piacere di raccontare quello che aveva
passato. Poveretto, comunque dopo è riuscito a diventare per un periodo sindaco
e poi vicesindaco di Granaglione.”
Fornaciari
Dino.
Dino nacque a Granaglione il 1° giugno 1923. Era
arruolato nella Guardia alla Frontiera settore 25, 2° Compartimento; fu
catturato il 13 settembre 1943 a San Pietro del Carso, Slovenia, e internato
nel Distretto militare XX di Danzica. Liberato il 29 marzo 1945, fu rimpatriato
il 5 agosto 1945. Nella foto, la tessera di prigioniero lavoratore coatto
(Zwangsarbeiter-Ausweis) Documento d’identità di un lavoratore straniero
(Ausländer-Ausweis), rilasciato ai nostri militari quando furono trasformati in
lavoratori coatti civili.
Ledo Tibuzzi a destra insieme
ad alcuni commilitoni.
Tibuzzi
Ledo
Ledo nacque a Porretta Terme il 4 marzo 1920. Arruolato nel marzo 1940 nella Guardia alla Frontiera settore 1 di Mentone, Francia, dove fu catturato il 19 settembre 1943 e internato nello Stalag XIII C di Hammelburg, distretto militare di Norimberga, n. matricola 17762. Successivamente venne trasferito in vari luoghi della Germania: nel distretto militare IV di Dresda, in Baviera, nel distretto della Bassa Franconia. Risulta occupato presso Kugelfischer Georg Schäfer & Co aSchweinfurt, una delle principali aziende tedesche produttrici di cuscinetti a sfere e di altri tipi che erano fondamentali per l'industria bellica. Fu rimpatriato il 6 settembre 1945. Il figlio Rodolfo racconta: “Riguardo la prigionia in Germania, mio babbo lavorava in una fabbrica vicino al campo. Mi raccontava che per mangiare, quando capitava l'occasione, rubava il mangiare dalle ciotole dei cani, e le patate che i tedeschi buttavano nei letamai. Mi ricordo che quando facevo il difficile per mangiare, mi diceva: “Ti ci vorrebbero due anni di Germania!”
Mattioli Domenico .
Domenico nacque a Montese, ( Mo), il 26 novembre
1924, risiedeva a Castel d’Aiano. Era
arruolato nell’11° Reggimento Alpini a Brunico dove fu catturato il 12
settembre 1943 e internato nello Stalag X B di Sandbostel, trasferito nello
Stalag secondario X C di Rohrsen, Distretto militare di Amburgo, n. matricola
153660. Fu rimpatriato il 14 settembre 1945. Lettera dallo Stalag X B “28.5.44:
Carissima Fidanzata (Ferri Agnese n.d.a)
era un po di tempo che non sapevo tue notizie ora o ricevuto tue notizie il
15.5.44e la quale sento che stai bene e o molto piacere. Ora tinvio questa
lettera per dirti che sono ancora al mondo sarebbe meglio che fosse finito
tanto tempo fa per me cosi avrei sofferto meno la vita. Ora schrivendo questa
lettera mi e venuto in mente che tu sarai andata alla funzione a brasa e io qui
che mi tocca lavorare anche la Domenica chi non vuole prendere calci nel sedere
ora si passano bene le Domeniche fa meno freddo di Maggio col pastrano cosi e
la vita bella dove mi trovo non posso dirlo. Se ti arriva non lo so perche lo
sai. Ora sento che ai fatto sapere alla mia famiglia con il pacco e non ne o
ricevuto neanquno tralascio di schrivere col salutarti. Ora se voi schrivere
con questo indirizzo puoi schrivere
lettere perche io me ne danno una al mese se sei di quore schrivi spero non
avere notizie di questa lettera che finisce prima ciao e baci e bacioni non
guardare lo scritto perche lebbraccia non mi tengono piu se un …cambi e saluti
a italo ciao baci.”
Pedrini
Armando
Pedrini Armando nacque a Castel d’Aiano il 6 marzo
1922, la famiglia pare si sia trasferita a Vergato fino al 1938. Carabiniere in
servizio a Marzabotto dove, dopo l’armistizio, venne catturato insieme ai suoi
commilitoni dai soldati tedeschi e internato in Germania in Stalag sconosciuto.
Fu sottoposto a visita medica di controllo da parte degli alleati il 29 luglio
1945 e successivamente rimpatriato a Grizzana.Nella foto, la scheda compilata
dagli alleati al momento della visita .