venerdì 19 giugno 2026

siamo in presenza di giornate molto calde

 Una nuova ondata di calore porterà temperature elevate e disagio

 


 

ARPAE informa: 


E’ presente una fase di caldo anomalo che in Italia farà sentire i suoi effetti principalmente su tutto il centro-nord già da mercoledì 17 giugno, estendendosi poi a gran parte dell'Europa. Anche l’Emilia-Romagna sarà interessata da questa nuova ondata di calore, la seconda dell’anno dopo quella di maggio, dovuta a un rafforzamento dell’alta pressione subtropicale. Forte stabilità e cielo sereno determineranno un progressivo aumento delle temperature massime, che almeno fino a mercoledì 24 giugno sono destinate a rimanere ampiamente sopra i 35 gradi sulle pianure regionali e nei fondovalle, con punte che nel fine settimana potrebbero arrivare a sfiorare i 40 gradi.
Si tratta quindi di
un’ondata di calore molto rilevante per intensità e per il suo carattere duraturo, con conseguente accumulo di calore negli edifici, specialmente nei tessuti urbani più densamente costruiti.

Anche nel 2025 si registrarono ondate di caldo eccezionali che portarono il mese di giugno a essere il secondo più caldo in Emilia-Romagna dal 1961. Il periodo più caldo si registrò dal 23 giugno al 4 luglio, con valori che a Bologna toccarono i 38 gradi il giorno 26 giugno. Il disagio bioclimatico fu elevato, con 6 giornate con disagio classificato come forte.
La previsione probabilistica mostra che nei prossimi giorni le temperature potrebbero localmente anche superare i record registrati appena l’anno scorso.

Questo andamento consolida quindi il rapido aumento delle ondate di calore in atto dai primi anni 2000 a oggi. A Bologna per esempio le giornate estive classificate con disagio bioclimatico sono raddoppiate dal 2006 ad oggi, passando da una media di 5 a 10.

Sul sito web di Arpae è attivo il servizio di previsione del disagio bioclimatico, con le previsioni aggiornate quotidianamente per il giorno stesso e per i due giorni successivi. Per giovedì 18 giugno sono previste condizioni di disagio nella gran parte dell’area di pianura della regione e delle aree urbane. È inoltre possibile seguire l’andamento della temperatura media regionale (osservata e prevista) rispetto alla norma climatica con il grafico interattivo nella sezione Clima.

In occasione delle ondate di calore occorre prestare particolare attenzione alle persone più fragili (bambini, anziani, persone con patologie, lavoratori all’aperto). Per tutti valgono le consuete indicazioni pratiche: bere molta acqua, evitare alcolici; mangiare molta frutta e verdure; evitare di uscire nelle ore più calde; non lasciare mai nessuno, neanche per brevi periodi, in macchine parcheggiate al sole; fare bagni o docce con acqua tiepida; passare più tempo possibile in ambienti con aria condizionata; stare il più possibile con altre persone.
Tutte le Aziende sanitarie locali forniscono informazioni più dettagliate per l’emergenza caldo.

Vai alla sezione Rischio calore

Cos'è il disagio bioclimatico e come si misura

Casalecchio di Reno inaugura il Centro Polifunzionale - Stazione di posta

Servizi, accoglienza e percorsi di autonomia in un nuovo centro aperto a tutti in via Porrettana 430       

 Il Comune di Casalecchio di reno informa: 

Domani, sabato 20 giugno, alle ore 11.00, si inaugura il Centro polifunzionale – Stazione di posta, realizzato dall’Unione Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia in co-progettazione con Croce Rossa Italiana – Comitato di Bologna ed altri enti del Terzo Settore con finanziamento del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR, Missione 5 “Infrastrutture sociali, famiglie, comunità e terzo settore”.

Si tratta di un servizio innovativo per il territorio dell’Unione, centrato su un luogo fisico inclusivo ed aperto, punto di riferimento per le persone in condizioni di bisogno e per la comunità tutta: cittadini, istituzioni, professionisti, volontari. La sede è in via Porrettana 430, a Casalecchio di Reno.


Partendo dalle indicazioni ministeriali, la Stazione è stata costruita in un percorso di co-progettazione, avviato a seguito di avviso pubblico e coordinato da IRESS - Istituto Regionale Emiliano-Romagnolo per i Servizi Sociali e Sanitari, la ricerca applicata e la formazione. 
In collaborazione con i Servizi Sociali, le organizzazioni del terzo settore e la rete dei servizi del territorio, qui vengono erogati interventi di risposta a bisogni contingenti ma, soprattutto, viene offerto orientamento e supporto alle persone in condizione di bisogno con l’obiettivo di sostenerle nel raggiungimento di una maggiore autonomia.

Ma la Stazione di Posta è anche, appunto, un Centro polifunzionale, aperto all’incontro con tutti i cittadini dell’Unione nel quale sono e saranno realizzate attività culturali, ricreative e socializzanti. La sinergia con i servizi realizzati nella struttura da Croce Rossa Italiana, con l’esperienza e la capacità organizzativa di questa storica organizzazione, qualifica ulteriormente la capacità di risposta della Stazione. 

“Si tratta di un traguardo importante per l'intera Unione – spiega
Matteo Ruggeri, sindaco di Casalecchio di Reno e Presidente dell’Unione – ma anche di un punto di partenza per l’innovazione del nostro territorio. Abbiamo avviato un servizio fondamentale per sostenere le persone in un percorso di uscita dalla situazione di bisogno, in stretta integrazione con il sistema del Terzo Settore. L'Unione continua ad investire sul potenziamento del welfare di comunità, su nuovi servizi progettati e realizzati con i rappresentanti del Terzo Settore e della società civile. Questa scelta è motivata dalla consapevolezza di poter così attivare risposte più efficaci per i cittadini perché più vicine ai loro bisogni, di favorire la creazione di soluzioni innovative e nuove alleanze tra soggetti diversi, migliorando reti sociali, coesione e benessere dell’intera comunità”.

Il progetto finanziato dal PNRR ha visto l’Unione dei Comuni Valli Reno Lavino Samoggia quale Ente capofila e la partecipazione dell’Unione Comuni Appennino bolognese. Questa partnership ha permesso il raggiungimento degli obiettivi posti anche grazie alla realizzazione di analogo servizio in quel territorio. Il finanziamento complessivo del progetto è di 1.090.000 € dei quali 848.285 € destinati all’Unione Reno, Lavino e Samoggia per interventi di adeguamento dell’immobile e di gestione del servizio.


Durante l'inaugurazione interverranno:

  • Matteo Ruggeri, presidente Unione Reno Lavino Samoggia

  • Roberto Parmeggiani, delegato al Welfare Unione

  • Marco Gamberini, presidente CRI Comitato di Bologna

  • Giuseppe Zammarchi, presidente CRI Emilia-Romagna

  • Maurizio Fabbri, presidente Assemblea legislativa Emilia-Romagna

De Maria (PD) lancia un preoccupato comunicato sugli 80 licenziamenti alla Gaggio Tech informando di aver presentato una interrogazione parlamentare

 Gaggio Tech: 83 assunzioni, riparte la produzione ...


L’on. Andrea De Maria scrive:

 

Destano grande preoccupazione le notizie relative alla Gaggio Tech, ex Saga Caffee, di Gaggio Montano. Un presidio produttivo fondamentale per l’Appennino Bolognese e di valore nazionale.

Da tempo è in atto una vertenza legata a un forte ridimensionamento dell’attivtà, che vede oggi, scaduta la cassa integrazione, la notizia della previsione del licenziamento , con il ricorso alla Naspi , di circa 80 lavoratori.

Ho presentato una interrogazione parlamentare al Ministero per lo Sviluppo Economico e il Made in Italy per sollecitare l’attenzione del governo.”

Si rafforza la sanità territoriale in Appennino. Inaugurata la Casa della Comunità di Castiglione dei Pepoli

AUSL informa:

 

Conclusi i lavori di ampliamento e ristrutturazione con un investimento di 312.000 euro di fondi PNRR. Medici e infermieri disponibili dal lunedì al venerdì, oltre alla Continuità Assistenziale nel fine settimana.

Inaugurata oggi, 16 giugno 2026, la Casa della Comunità di Castiglione dei Pepoli: uno dei punti di riferimento per i bisogni di salute dei cittadini dell’Appennino bolognese e le necessità sociosanitarie del territorio, grazie a un investimento complessivo di 312.000 euro.
Al taglio del nastro, presenti la Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna Anna Maria Petrini e la Direttrice del Distretto Appennino Bolognese Silvia Cestarollo, la Vice-sindaca di Castiglione dei Pepoli Francesca Corti, l’Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna Massimo Fabi e il Presidente della Assemblea Legislativa regionale Maurizio Fabbri.
I lavori di ristrutturazione, conclusi nei tempi previsti, hanno riguardato 300 mq della struttura con un investimento pari a 312.000 euro di fondi PNRR.
Grazie all’intervento è stato possibile potenziare l’offerta dei servizi, riportando nel presidio la Continuità Assistenziale, precedentemente dislocata in un’altra struttura distante, oltre a riqualificare gli ambienti dell’accoglienza e del CUP.
La struttura garantirà attività ambulatoriale medica continuativa, dalle 8 alle 20, dal lunedì al venerdì, mentre al sabato e alla domenica sarà attiva la Continuità Assistenziale, e attività infermieristica dalle 8 alle 14, dal lunedì al sabato.
Attivato anche il Punto Unico di Accesso (PUA) per l’orientamento e la presa in carico dei bisogni socio-sanitari dei cittadini, come la gestione domiciliare di un familiare dimesso dall’ospedale, una perdita improvvisa di autonomia o la necessità di attivare un percorso specifico di assistenza.
“Rafforzare i servizi in Appennino è per noi una scelta chiara: vogliamo essere più vicini ai cittadini, con professionisti e percorsi capaci di rispondere ai bisogni reali delle comunità.” - dichiara Anna Maria Petrini, Direttrice Generale dell’Azienda USL di Bologna - “L’integrazione con i servizi sociali dei comuni e la partecipazione attiva della comunità sono elementi essenziali per costruire una sanità territoriale più forte, accessibile e attenta alle persone.”
"La Casa della Comunità di Castiglione è un presidio di prossimità strategico. Rappresenta un investimento fondamentale per il territorio, garantendo il consolidamento dei servizi socio-sanitari. Questa struttura offre ai cittadini un accesso unificato e integrato a cure primarie, specialistica e assistenza” – dichiara Francesca Corti, Vice-Sindaca di Castiglione dei Pepoli – “Gli investimenti fatti in questi anni sono fondamentali per il futuro del nostro territorio. In un momento in cui la sanità pubblica affronta grandi sfide, questo importante investimento contribuisce al contrasto dell'isolamento geografico tipico delle aree montane e rurali, garantendo parità di diritti e di accesso alle cure."
“L’inaugurazione della Casa della Comunità di Castiglione dei Pepoli rappresenta un rafforzamento concreto della sanità territoriale, in grado di garantire ai cittadini dell’Appennino servizi sempre più vicini, accessibili e integrati. Investire nei territori montani significa contrastare le disuguaglianze nell’accesso alle cure e dare risposte reali ai bisogni delle persone.” – dichiara Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna - “Grazie ai fondi del PNRR e alla collaborazione tra Ausl, amministrazione locale e questa comunità, oggi consegniamo una struttura moderna e capace di offrire più servizi di quanti ce ne fossero prima. Il potenziamento della medicina generale, il ritorno della continuità assistenziale all’interno della struttura e l’attivazione del Punto Unico di Accesso rappresentano risultati importanti per una sanità pubblica più efficiente e di prossimità. In un contesto nazionale di grande sofferenza, continueremo a investire nella sanità pubblica territoriale affinché nessun cittadino, indipendentemente dal luogo in cui vive, si senta distante dai servizi essenziali di cura e assistenza".
“Una Casa della Comunità è un luogo prezioso, in montagna e nelle aree interne in particolare perché qui la differenza nella qualità della vita la fa soprattutto la comunità” - dichiara Maurizio Fabbri, Presidente della Assemblea Legislativa regionale - “L'inaugurazione di oggi è frutto di una scelta che considero vincente, quella di cogliere l'occasione dei finanziamenti legati al PNRR per potenziare le strutture e i locali. Altrettanto andrà fatto a questo punto per i servizi, penso in particolare alle visite specialistiche. Continuando a seguire una logica condivisibile, quella cioè di affiancare i servizi sanitari a quelli sociali, perché le fragilità non riguardano mai solo la sfera della salute”.

La Casa della Comunità di Castiglione dei Pepoli
La Casa della Comunità ha sede in via Sensi 12, a Castiglione dei Pepoli, e si sviluppa in due edifici attigui. La struttura conta 850 metri quadri nei due edifici e assicura la presenza medica e l’assistenza infermieristica dal lunedì al sabato, per una gestione delle cronicità vicina ai cittadini, riducendo gli accessi impropri agli ospedali e promuovendo la continuità assistenziale.
I servizi presenti comprendono: CUP, Consultorio familiare, Infermieri ambulatoriali e Infermieri di Famiglia e Comunità, Servizio Infermieristico Domiciliare, Centro Disturbi Cognitivi e Demenze, Centro di Salute Mentale, Neuropsichiatria dell’Infanzie e dell’Adolescenza, Pediatria territoriale, Igiene Pubblica e Riabilitazione. La specialistica ambulatoriale comprende: cardiologia, diabetologia, dietetica di base, geriatria, oculistica, otorinolaringoiatria, oncologia, neurologia, pneumologia e reumatologia.
In conformità al Decreto Ministeriale 77/2022, si configura come struttura Spoke, in collegamento con la Casa della Comunità Hub di Vergato, per garantire cure primarie, assistenza di prossimità e servizi specialistici ai cittadini e alle cittadine del Distretto.
All’interno operano 7 Medici di Medicina Generale, a questi si affianca un Pediatra di Libera Scelta che, assieme alla Pediatria Territoriale, offre copertura estesa e vaccinazioni pediatriche.
La Casa della Comunità è dotata di strumentazioni diagnostiche di base e tecnologie per la telemedicina, favorendo la digitalizzazione dei processi e la gestione integrata delle cure. Grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, istituzioni e comunità, la struttura promuove prossimità, equità di accesso e partecipazione attiva dei cittadini, anche grazie a spazi dedicati alle associazioni e ai gruppi di Auto Mutuo Aiuto (AMA).
L’organizzazione della Casa della Comunità è condivisa dalla rete di tutti gli enti e organizzazioni coinvolte nel sistema salute del territorio, attraverso un’alleanza forte tra Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, Azienda USL ed Enti del Terzo Settore.

 

 Foto dell'inaugurazione
Interviste e immagini di copertura

"Rocchetta Mattei, nasce la Scuola del Costruito Storico: l’Università di Bologna forma i professionisti del futuro per i borghi dell’Appennino".

 Il 25 giugno 2026  presentazione del percorso dedicato al recupero e alla conservazione del patrimonio storico appenninico. Cinque mesi di lezioni, 10 CFU e una formazione interdisciplinare tra università, professionisti e imprese del territorio.

Sarà la suggestiva cornice della Rocchetta Mattei a ospitare, giovedì 25 giugno 2026 dalle ore 14 alle 18, l'evento ufficiale di lancio del Corso di Alta Formazione in Recupero e Conservazione del Patrimonio Storico dell'Appennino, promosso dall'Università di Bologna – Dipartimento di Architettura nell'ambito della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino.

L'incontro, aperto al pubblico con ingresso libero, rappresenterà un'importante occasione per conoscere nel dettaglio il nuovo percorso formativo, approfondirne contenuti e obiettivi e confrontarsi direttamente con i docenti universitari, i professionisti e i partner coinvolti nel progetto. Durante il pomeriggio saranno presentati il calendario delle attività, l'articolazione dei moduli didattici e le opportunità professionali offerte da un'iniziativa che punta a formare nuove competenze specialistiche per la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico dell'Appennino Tosco-Emiliano.

Il corso costituisce il livello universitario avanzato della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino, progetto che nasce con l'obiettivo di creare una filiera formativa integrata capace di mettere in relazione ricerca accademica, saperi artigianali e pratica di cantiere.

Un ruolo centrale è svolto da IIPLE – Istituto Istruzione Professionale Lavoratori Edili di Bologna, che coordina i percorsi tecnico-pratici e la fase sperimentale della Scuola, favorendo il dialogo tra formazione professionale e alta formazione universitaria.

Il Corso di Alta Formazione, progettato e realizzato dall'Università di Bologna, riconosce 10 Crediti Formativi Universitari (CFU), ha una durata di cinque mesi ed è erogato in lingua italiana. L'obiettivo è fornire competenze avanzate nel recupero, nella conservazione e nel restauro del patrimonio edilizio storico, con particolare attenzione alle specificità architettoniche, paesaggistiche e culturali dell'Appennino.

Il programma affronta il tema della conservazione sia alla scala del singolo manufatto sia a quella dei sistemi insediativi complessi, come borghi e nuclei storici, dedicando inoltre una particolare attenzione al paesaggio rurale.

L'approccio didattico integra competenze storiche, tecniche, costruttive e prestazionali secondo una visione interdisciplinare orientata al recupero sostenibile e alla valorizzazione del patrimonio esistente. Le attività formative alterneranno lezioni teoriche, laboratori progettuali, revisioni con i docenti e momenti di confronto con professionisti e aziende del settore.

Le lezioni si svolgeranno in modalità mista, online e in presenza presso la Casa delle Arti di Grizzana Morandi, con una frequenza obbligatoria pari al 70%.

Il percorso è articolato in tre moduli principali.

Il primo, "Comprendere il paesaggio e il costruito appenninico", fornirà gli strumenti culturali e metodologici per interpretare la storia del territorio, le dinamiche insediative, il paesaggio e le strategie contemporanee dell'abitare in montagna, attraverso l'analisi di casi studio e attività di ricerca.

Il secondo modulo, "Conoscenza e miglioramento prestazionale degli edifici esistenti", approfondirà gli aspetti tecnici del costruito storico: rilievo, analisi costruttiva, diagnostica dei dissesti, interventi strutturali e conservativi, materiali tradizionali, normativa ambientale e strategie per l'efficientamento energetico.

Il terzo modulo, "Recupero dell'edilizia tradizionale: casi teorici, pratici e normativa", sarà dedicato allo sviluppo di progetti su casi reali. Sono previste visite in cantiere, dimostrazioni pratiche realizzate in collaborazione con IIPLE e Mazzetti Marmi, oltre a una visita guidata al borgo di Campolo. Il percorso si concluderà con la presentazione pubblica degli elaborati progettuali e un confronto con professionisti e imprese del settore.

Iscrizioni aperte fino al 23 luglio

Il corso prenderà avvio nel settembre 2026 e accoglierà un massimo di 25 partecipanti.

Informazioni principali

·         Inizio corso: settembre 2026

·         Termine iscrizioni: 23 luglio 2026

·         Durata: 5 mesi

·         Crediti formativi: 10 CFU

·         Numero massimo partecipanti: 25

·         Lingua: italiano

·         Modalità: mista (online e in presenza presso la Casa delle Arti di Grizzana Morandi)

·         Frequenza obbligatoria: 70%

Il Corso di Alta Formazione rappresenta una delle azioni strategiche della Scuola del Costruito Storico dell'Appennino, prevista dal progetto pilota PNRR "Da Campolo l'arte fa Scola", promosso dal Comune di Grizzana Morandi nell'ambito dell'investimento M1C3 – Misura 2.1 "Attrattività dei Borghi Storici" finanziato da Next Generation EU.

Un'iniziativa che punta a formare nuove professionalità capaci di coniugare conservazione, innovazione e sviluppo sostenibile, contribuendo alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale dell'Appennino.