Question time in Assemblea legislativa sulle criticità del centro di prima accoglienza di Sasso Marconi. La Regione riconosce la gravità degli episodi, ma ricorda che la gestione compete alla Prefettura.
Danneggiamenti, incendi di materiali, interventi delle forze dell’ordine e una rissa che ha provocato il ferimento di un carabiniere e l’arresto di un minore. Sono gli episodi segnalati dalla stampa negli ultimi mesi al centro di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Villa Angeli, a Sasso Marconi, al
centro di un’interrogazione a risposta immediata presentata in Assemblea legislativa dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica).
L’obiettivo è fare chiarezza sulle criticità della struttura e capire quali interventi siano necessari per garantire sicurezza e qualità dell’accoglienza. «Accogliere
i minori che arrivano soli è una funzione di grande valore umanitario e sociale, ma deve essere fatto bene», ha dichiarato Mastacchi, sottolineando l’importanza di un numero adeguato di educatori, di un corretto rapporto tra operatori e ospiti e di percorsi educativi capaci di prevenire i conflitti.
Il question time chiedeva alla Regione di chiarire quali iniziative intendesse promuovere, per quanto di competenza e in raccordo con Prefettura, Azienda Usl, Comune e gestore, per verificare l’adeguatezza dei controlli, individuare eventuali problemi organizzativi e tutelare i minori, gli operatori e i residenti.
Nella risposta in Aula, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Manuela Rontini ha riconosciuto la presenza di criticità e la gravità degli episodi segnalati, che richiedono approfondimenti da parte delle autorità competenti.
Ha tuttavia precisato che Villa Angeli è un centro di accoglienza straordinaria da circa 50 posti, attivato dalla Prefettura di Bologna e sotto la responsabilità dello Stato. La gestione della struttura, i controlli sul
personale e la verifica degli obblighi della cooperativa affidataria spettano quindi alla Prefettura, mentre Regione e Comune di Sasso Marconi non gestiscono
direttamente il centro.
Rontini ha inoltre ricordato i trasferimenti dei ragazzi verso la rete metropolitana di accoglienza diffusa e precisato che la struttura non ha mai ospitato
contemporaneamente 50 minori, senza che questo ridimensioni la gravità degli episodi. La Regione ha ribadito il proprio sostegno al modello dell’accoglienza
diffusa.
Nella replica, Mastacchi ha preso atto delle precisazioni, insistendo però sulla necessità di una risposta condivisa. «Il problema non si esaurisce nella distribuzione delle competenze. Di fronte a una criticità serve una reazione,
ma non di pancia: occorre analizzare la situazione per individuare le soluzioni più appropriate», ha affermato.
Secondo il consigliere, l’accoglienza non può limitarsi a garantire vitto e alloggio, ma deve comprendere anche istruzione, formazione e opportunità educative. «Dire
che la competenza è della Prefettura non basta. È necessario che gli enti del territorio e tutti i soggetti coinvolti dialoghino, individuino le criticità e traducano in pratica un modello di accoglienza capace di rispondere ai bisogni dei ragazzi e prevenire nuovi problemi», ha aggiunto.
La richiesta conclusiva è quella di un confronto tra tutte le istituzioni e i soggetti interessati, partendo da un’analisi puntuale delle criticità per costruire
interventi concreti. «Serve che tutti si siedano attorno a un tavolo, a tutela dei minori, degli operatori e dei cittadini di Sasso Marconi», ha concluso Mastacchi.





