Una Santa Messa a Lagaro in memoria degli Alpini scomparsi. Una giornata di
raccoglimento, amicizia e tradizione, nel segno dei valori che uniscono le
Penne Nere.
di Roberto Brusori
Il Gruppo Alpini Val di Setta e Lagaro, oltre a partecipare alle adunate
nazionali e provinciali, mantiene viva da tanti anni una tradizione importante:
ritrovarsi per ricordare gli Alpini «andati avanti», ovvero coloro che hanno
lasciato questa vita, ma continuano a essere presenti nella memoria e nel cuore
dei loro compagni.
Un appuntamento che si rinnova attraverso la celebrazione di una Santa
Messa nelle diverse chiese della vallata, un momento di preghiera e
raccoglimento per rendere omaggio agli Alpini in congedo scomparsi.
Quest'anno, domenica 11 ottobre, la commemorazione si è svolta nella chiesa
di Lagaro, alla presenza di numerosi Alpini, anziani e giovani, dei loro
familiari, delle vedove, dei figli e di tanti fedeli. A officiare la celebrazione
è stato padre Bruno Scapin, recentemente nominato parroco, che condivide con il
gruppo non soltanto il momento religioso, ma anche le occasioni di incontro e
di amicizia. Un particolare significativo: lo stesso parroco è stato Alpino e
conosce bene lo spirito di solidarietà e fratellanza che caratterizza le Penne
Nere.
Durante la liturgia, gli Alpini Renzo Spottl e Santino Nucci si sono
alternati nella lettura delle preghiere dedicate ai loro compagni. Il momento
più toccante è arrivato con la lettura dei nomi e dei cognomi degli «Alpini
andati avanti», affidata all'attuale madrina del gruppo, Orietta Stefanelli.
A ogni nome pronunciato, gli Alpini presenti si sono raccolti in un
rigoroso e commosso atteggiamento di rispetto, rendendo omaggio a chi non c'è
più. Visibile l'emozione tra i partecipanti e i familiari degli Alpini
ricordati, in un clima di profonda partecipazione e riconoscenza.
Nel suo intervento, padre Bruno Scapin ha voluto elogiare l'impegno degli
Alpini, sottolineandone la costante disponibilità e il prezioso contributo
prestato in occasione di calamità naturali e nelle numerose situazioni di
emergenza, spesso al fianco di altri corpi dello Stato e delle Forze armate. Un
impegno contraddistinto da umanità, altruismo e spirito di servizio, talvolta
spinto fino al sacrificio della propria vita.
Prima della conclusione della funzione, il raccoglimento ha lasciato spazio
ai tradizionali canti montanari, intonati dagli Alpini insieme ai fedeli e allo
stesso parroco. Un momento capace di unire la solennità della commemorazione
alla gioia dello stare insieme, nel segno di una tradizione che continua a
tramandarsi di generazione in generazione.
La giornata è proseguita a Creda, presso la trattoria-ristorante Il
Bruschino, gestita da Buby e Vale. Attorno alla tavola, tra un primo e un
secondo, non sono mancati i canti montanari, accompagnati dagli Alpini e dagli
altri presenti. Un'occasione per condividere ricordi, racconti ed esperienze,
rinsaldando quei legami di amicizia che da sempre contraddistinguono il mondo
alpino.
Immancabili anche le fotografie ricordo, scattate insieme a uno degli
Alpini più anziani del gruppo, Ruggero Capanni, che, a 90 anni, conserva ancora
un'energia e una vivacità invidiabili. Accanto a lui, altri Alpini solo un po'
più giovani, ma tutti accomunati dallo stesso entusiasmo e da uno spirito che
il tempo non sembra scalfire.
Tra un bicchiere di vino, una grappa e tante fotografie per immortalare una
giornata speciale, il pensiero è tornato inevitabilmente a coloro che, negli
anni passati, cantavano e brindavano insieme ai compagni di oggi.
Perché il significato più profondo di questo appuntamento va oltre la
celebrazione religiosa e il piacere di ritrovarsi: è la testimonianza di
un'amicizia che non si spezza, di una memoria che continua a vivere e di valori
che gli Alpini custodiscono e tramandano con orgoglio.
Gli Alpini «vanno avanti», ma non vengono dimenticati. Restano nei racconti, nei canti, nelle fotografie e soprattutto nel cuore
di chi continua a portare avanti, con lo stesso spirito di ieri, la loro
storia.