martedì 3 novembre 2026

4 Novembre, Sasso Marconi celebra la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate

Cerimonia al Giardino della Memoria con la deposizione di una corona e l’omaggio ai Caduti di tutte le guerre. Parteciperà la vicesindaca Ilaria Indovini.



Il Comune informa:


Sasso Marconi  celebra il 4 Novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, ricorrenza che richiama i valori fondanti della storia italiana, il sacrificio di quanti hanno servito il Paese e la memoria delle donne e degli uomini caduti in tutte le guerre.

La commemorazione si svolgerà domani,  mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 11, presso il Giardino della Memoria, con una cerimonia istituzionale dedicata al ricordo e alla riconoscenza. Il momento centrale sarà rappresentato dalla deposizione di una corona e dall'omaggio ai Caduti di tutte le guerre, in un gesto simbolico che intende rinnovare il legame tra la comunità e la propria storia.

A rappresentare l'Amministrazione comunale sarà la vicesindaca Ilaria Indovini, che prenderà parte alla cerimonia.

Il 4 Novembre rappresenta una delle date più significative della memoria nazionale. La ricorrenza, legata alla conclusione della Prima guerra mondiale e all'armistizio di Villa Giusti del 1918, è oggi occasione per rendere omaggio alle Forze Armate e ricordare il valore dell'unità nazionale, della libertà e della pace.

La celebrazione assume anche un significato particolare per le comunità locali: custodire la memoria dei Caduti significa trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del prezzo pagato per conquistare e difendere i valori democratici, promuovendo al tempo stesso una cultura di dialogo e convivenza pacifica.

L'Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla commemorazione, per condividere un momento di raccoglimento e testimoniare, insieme, il valore del ricordo.

Sicurezza integrata e politiche pubbliche: il ruolo strategico degli enti locali al centro della conferenza MOSIS

Casalecchio di Reno ospita il 9 dicembre un confronto istituzionale sul rapporto tra sicurezza, amministrazioni locali e territorio. Relatore principale Filippo Frasca, con la partecipazione di rappresentanti sindacali e istituzionali.


Il ruolo degli enti locali nella costruzione delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata sarà al centro della conferenza programmatica promossa dal Movimento Sindacale Sicurezza (MOSIS), in programma il 9 dicembre 2026, alle ore 16.45, nella Sala delle Cerimonie del Comune di Casalecchio di Reno.

L'iniziativa si propone di approfondire il contributo delle amministrazioni locali nella definizione e nell'attuazione di strategie di sicurezza integrate, valorizzando il dialogo tra istituzioni, rappresentanze sindacali e realtà associative. Un'occasione di confronto su un tema di particolare rilevanza per i territori, chiamati a svolgere un ruolo sempre più significativo nella promozione della sicurezza e nella tutela delle comunità.

A guidare i lavori sarà Filippo Frasca, direttore generale del Dipartimento Patti per la Sicurezza e segretario generale del MOSIS, che interverrà in qualità di relatore.

Sono inoltre previsti gli interventi di Giovanni Tidona, segretario nazionale MOSIS e direttore della Regione Lazio Patti per la Sicurezza; Tammaro Cassandro, segretario territoriale FI Sant'Agata Bolognese-San Giovanni in Persiceto; e Salvatore Lamattina, segretario provinciale aggiunto DICCAP-SULPM.

La moderazione sarà affidata a Daniela Tesol, responsabile del Dipartimento Patti per la Sicurezza dell'Emilia-Romagna.

La conferenza è riservata ad amministratori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, associazioni e partiti dell'arco costituzionale, fino a esaurimento dei posti disponibili. È richiesta la preventiva comunicazione della partecipazione agli organizzatori.

Il MOSIS esprime, infine, un ringraziamento al sindaco e all'amministrazione comunale di Casalecchio di Reno per la gentile concessione della Sala delle Cerimonie, che ospiterà l'incontro.

Marzabotto, una passeggiata tra natura e tradizione per festeggiare San Martino

 Sabato 7 novembre torna l’appuntamento con “Piccole Passeggiate Lente 2026”: un’escursione autunnale con partenza da Sibano e spuntino finale tra caldarroste, fuoco e vin brûlé.



Una giornata all’aria aperta, all’insegna della convivialità, della scoperta del territorio e delle tradizioni autunnali. È quella in programma sabato 7 novembre a Marzabotto, dove torna l’iniziativa “Piccole Passeggiate Lente 2026 – Alla scoperta del nostro territorio: Arte, Natura e Memoria”, con un appuntamento speciale dedicato alla Festa di San Martino.

L’iniziativa è promossa dalle Donne dell’Albero, in collaborazione con la Pro Loco di Marzabotto, e propone una nuova occasione per vivere il territorio con il passo lento del cammino, condividendo un’esperienza all’insegna della natura e della socialità.

Il programma prevede una passeggiata autunnale che si concluderà con un momento conviviale presso la Società Agricola Domalfolle.

𝐈𝐍𝐅𝐎 𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈:

Antonella: 347 32 37 666

Ad ogni evento sarà possibile aderire al 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐏𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐜𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨.

In caso di maltempo la passeggiata sarà rinviata a data da destinarsi.

Fiume Reno, rilanciare la fauna ittica: servono tutela ambientale, monitoraggio e collaborazione

Dalla salvaguardia degli habitat al recupero dei pesci durante le asciutte, passando per la pesca sostenibile e il controllo delle specie invasive: la ripresa dell’ecosistema fluviale richiede un impegno condiviso tra istituzioni, associazioni e cittadini.


di Alessandro Ori 

Amici del fiume Reno e Setta


La salvaguardia e il recupero della fauna ittica del fiume Reno rappresentano una sfida ambientale che richiede un impegno costante e coordinato. Istituzioni, enti scientifici, associazioni di pesca e cittadini sono chiamati a collaborare per favorire il ripristino degli equilibri naturali e tutelare la biodiversità di un corso d'acqua che attraversa l'Appennino bolognese fino alla pianura emiliana.

Un tema particolarmente importante alla luce delle criticità ambientali che hanno interessato il bacino negli ultimi anni, tra cui i danni conseguenti agli eventi legati alla diga di Pavana e le ricorrenti condizioni di siccità estiva, che possono determinare la riduzione delle portate, l'isolamento dei pesci nelle pozze e il peggioramento della qualità degli habitat acquatici.

La ripresa delle popolazioni ittiche non può essere affidata a interventi sporadici, ma deve fondarsi su una strategia di lungo periodo, capace di coniugare prevenzione, monitoraggio scientifico, tutela degli ambienti fluviali e partecipazione attiva della comunità.



1. Monitoraggio scientifico e interventi istituzionali

Il primo passo è conoscere lo stato di salute del fiume e delle sue popolazioni ittiche.

Gli enti scientifici e le agenzie ambientali svolgono un ruolo fondamentale nel monitoraggio degli ecosistemi acquatici, attraverso il controllo delle comunità ittiche e degli indicatori biologici. Particolare attenzione merita il recupero dei tratti montani interessati dagli apporti di sedimenti e dalle alterazioni ambientali verificatesi nel 2020.

Un altro strumento essenziale è rappresentato dalla programmazione regionale della gestione ittica, che stabilisce le regole per la pesca, le misure minime di cattura, i periodi di divieto e le modalità di tutela delle specie autoctone.

Lungo il Reno sono inoltre presenti aree sottoposte a specifiche misure di protezione, come le Zone di Ripopolamento e Frega, nelle quali la pesca è vietata, e tratti caratterizzati da regimi di prelievo particolarmente restrittivi.

Queste aree svolgono una funzione importante perché consentono alle popolazioni ittiche di riprodursi e svilupparsi con minori pressioni antropiche.

2. Il recupero dei pesci e il ruolo del volontariato

La tutela della fauna ittica passa anche attraverso interventi concreti sul territorio.

Un esempio significativo è rappresentato dalle operazioni di recupero dei pesci durante le periodiche asciutte dei canali artificiali bolognesi collegati al sistema del Reno.

In queste occasioni, l'ente Canali di Bologna collabora con i tecnici di Hydrosynergy per recuperare migliaia di esemplari rimasti intrappolati nelle pozze d'acqua a seguito della riduzione dei livelli idrici. Tra le specie interessate figurano cavedani, barbi, carpe e gobioni.

I pesci recuperati vengono successivamente trasferiti e reimmessi in ambienti acquatici idonei, tra cui il tratto del Reno in prossimità del Lido di Casalecchio.

Si tratta di attività preziose per evitare morie e dispersioni di patrimonio ittico, soprattutto nei periodi più delicati dell'anno.

Sarebbe importante favorire ulteriormente la partecipazione delle associazioni e dei volontari, in accordo con gli enti responsabili, sia nelle attività di recupero sia nelle iniziative di sensibilizzazione ambientale.

3. Pesca sostenibile e tutela delle specie autoctone

Anche il mondo della pesca sportiva può contribuire concretamente alla salvaguardia del fiume.

Le associazioni locali, tra cui gli Amici del fiume Reno e Setta, promuovono una maggiore attenzione verso la pesca responsabile e la pratica del Catch & Release, conosciuta anche come pesca No Kill, che prevede il rilascio degli esemplari catturati.

Un comportamento rispettoso dell'ambiente acquatico, accompagnato dall'utilizzo di attrezzature adeguate e da una corretta gestione del pesce durante le operazioni di cattura e rilascio, può contribuire a ridurre l'impatto della pesca sulle popolazioni ittiche.

La presenza costante dei pescatori lungo le sponde rappresenta inoltre un'importante opportunità di osservazione del territorio. Chi frequenta abitualmente il fiume può infatti individuare e segnalare situazioni anomale, come scarichi sospetti, episodi di bracconaggio, morie di pesci o alterazioni improvvise delle condizioni ambientali.

La collaborazione con gli organi di vigilanza e con le autorità competenti è fondamentale affinché queste segnalazioni possano tradursi in interventi tempestivi.

4. Ripopolamenti: attenzione alle specie e alla provenienza

Un altro aspetto da affrontare con particolare attenzione riguarda il ripopolamento ittico.

Immettere pesci nelle acque naturali senza una preventiva autorizzazione e senza le necessarie verifiche sanitarie e genetiche può provocare danni anche gravi agli ecosistemi.

L'introduzione di specie estranee, di esemplari provenienti da allevamenti non certificati o di pesci portatori di patologie può compromettere gli equilibri biologici e favorire la diffusione di specie invasive.

È quindi indispensabile evitare qualsiasi iniziativa di immissione autonoma e affidare i ripopolamenti esclusivamente agli enti competenti, sulla base di programmi scientificamente definiti.

La priorità deve essere il recupero e il rafforzamento delle popolazioni autoctone, rispettando le caratteristiche ecologiche dei diversi tratti fluviali. Anche eventuali immissioni di trota fario nei corsi montani devono essere inserite in programmi autorizzati e coerenti con gli obiettivi di conservazione.

5. Cormorani e pressione sulla fauna ittica: serve un approfondimento

Un ulteriore tema che merita attenzione è quello della pressione esercitata dai predatori ittiofagi sulle popolazioni di pesci.

In particolare, la presenza dei cormorani lungo il corso del Reno e nei suoi ambienti acquatici viene spesso segnalata dai pescatori come un possibile fattore di riduzione della fauna ittica.

È opportuno che il fenomeno venga affrontato attraverso monitoraggi scientifici, valutazioni sulla consistenza delle popolazioni, analisi della pressione predatoria e verifiche sullo stato delle comunità ittiche.

Sulla base dei dati raccolti, si potrà valutare, insieme agli enti competenti, l'eventuale necessità di misure di gestione e contenimento, nel rispetto della normativa nazionale ed europea sulla protezione della fauna selvatica.

Il confronto con le esperienze maturate in altre regioni può rappresentare un utile punto di partenza, purché ogni intervento sia fondato su evidenze scientifiche e sulle caratteristiche specifiche del territorio.

Un impegno comune per il futuro del Reno

La salute del fiume non si misura soltanto dalla quantità di pesci presenti nelle sue acque, ma dalla capacità dell'intero ecosistema di mantenere i propri equilibri naturali.

Per questo motivo occorre intervenire sulle cause del degrado, tutelare le portate idriche, migliorare la qualità delle acque, proteggere gli habitat di riproduzione e rafforzare i controlli contro gli illeciti ambientali.

Le associazioni di pesca, i volontari e i cittadini possono svolgere un ruolo determinante, affiancando le istituzioni con conoscenza del territorio, partecipazione e segnalazioni.

Il Reno è un patrimonio naturale che appartiene a tutti. Restituirgli un ecosistema sano e una fauna ittica ricca e diversificata significa investire nel futuro del nostro territorio, nella biodiversità e nella qualità ambientale delle comunità che vivono lungo il suo corso.

 





lunedì 2 novembre 2026

Festa grande a Casalecchio per Kimi Antonelli, il sindaco 'È uno di noi'

'Pronti ad accoglierlo per celebrare il titolo mondiale'

 


"Ieri sera abbiamo organizzato una grande festa per Kimi con tutti i casalecchiesi, i bolognesi e tante persone arrivate da diverse zone dell'Emilia-Romagna.

Eravamo oltre 500 al teatro Laura Betti a Casalecchio a festeggiare il nostro Kimi, a cui mando un grande saluto a nome di tutta Casalecchio.

Speriamo di riuscire a concordare insieme a tutto il suo team una giornata per festeggiarlo tutti quanti assieme". Queste le parole del sindaco di Casalecchio, Matteo Ruggeri, che "da tifoso di Formula 1" è felicissimo per la vittoria di Kimi Antonelli al mondiale di Formula 1.
    "È stato davvero emozionante, probabilmente sopra le aspettative di ognuno di noi - racconta all'ANSA - Più passavano i giri, tra safety car, bandiere rosse e colpi di scena, più saliva l'emozione. Avere un campione del mondo di Formula 1 è raro, ma sapere che è un cittadino nato e vissuto a Casalecchio, con una famiglia che da generazioni fa parte della nostra comunità, è un'emozione straordinaria".
    Il sindaco ricorda anche il forte legame del pilota con la città: "Sono tante le persone che mi raccontano dell'officina di famiglia alla Croce di Casalecchio, di averlo incontrato per strada quando andava a scuola o di aver giocato a carte con il nonno. Kimi è uno di noi e ieri mi sono emozionato anche oltre ciò che mi aspettavo".
    Alla festa hanno partecipato soprattutto giovani, giovanissimi e famiglie, ma anche alcuni ultranovantenni, arrivati per condividere con la comunità il successo del concittadino. Quanto ai festeggiamenti ufficiali, il sindaco ritiene probabile che si debba attendere la conclusione della stagione di Formula 1, considerati gli impegni del pilota e le esigenze della scuderia Mercedes. "Da ieri sera fino a quando tornerà saremo qui per accoglierlo". (ANSA)