La bretella Reno Setta è di destra, l’adeguamento della statale Porrettana Vergato Sasso Marconi, con il superamento della strozzatura della Rupe di Sasso Marconi, di sinistra. L’ultima prova arriva dall’informazione data al Carlino dalla consigliera di Fratelli d’Italia, Marta Evangelisti:
“Per garantire un futuro diverso alla mobilità
dell'Appennino – viene riportato come dichiarazione della Evangelisti – c'è la bretella Reno-Setta,
ovvero il collegamento tra la SS 64 e l'autostrada A1. Il Ministero ha
autorizzato il proseguimento dell'iter progettuale con il prosieguo delle indagini
necessarie per completare la successiva fase di progettazione e questo è un
dato importantissimo. Desta quindi stupore la scelta di alcuni Comuni di voler
indicare come priorità l'ammodernamento della SS 64 nel tratto Vergato-Sasso
Marconi, un intervento complesso, con costi molto elevati e rilevanti
criticità, invece di concentrare l'attenzione sulla realizzazione della
bretella Reno-Setta. Le due opere – sostiene la consigliera ragionale – non
possono essere realizzate contestualmente: occorre quindi una scelta politica
chiara da parte delle istituzioni interessate».
Ovviamente
la scelta è a favore della Bretella. Resta
da chiarire con quali risorse poiché il miglioramento della statale
Vergato-Sasso Marconi, i cui costi sono simili a quelli della realizzazione
della Bretella, si diceva fosse già
stato finanziato. Si trasferirebbero queste risorse alla Bretella ? E se si farà la Bretella il
rischio è evidente: ciò richiederà tempi inevitabilmente lunghi perchè
occorrerà definire il tracciato, raggiungere un accordo tra tutti i territori
interessati, completare la progettazione, ottenere le autorizzazioni e infine
realizzare l'opera, con i ritardi che spesso accompagnano le grandi
infrastrutture pubbliche, quindi per la Porrettana Sasso Marconi Vergato si
arriverà all’anno del mai.
Per questo motivo sarebbe auspicabile una
scelta diversa: non mettere in contrapposizione le due opere, ma programmare la
realizzazione di entrambe. Si tratta infatti di interventi complementari e non
alternativi, indispensabili per migliorare la mobilità dell'Appennino. Il
credito della zona nel settore viabilità ‘decente’ e non ‘eccezionale’rimarrebbe
comunque ancora elevato: raddoppio e interramento della ferrovia nel tratto di
Nuova Porrettana a Casalecchio di Reno, raddoppio del binario Casalecchio Sasso
Marconi, superamento della provinciale Pianoro-casallo A1 Sasso Marconi, eliminazione o
realizzazione del Casello Autostradale a Rioveggio, oggi mirabile prova della
negligenza gestionale di un opera utile alla viabilità.
L’impressione
che ne ricava la persona comune è che ci siano in ballo solo annunci utili per
le prossime campagne elettorali e non ricerche di soluzioni che portino al
miglioramento generale. Pare poi, sempre al cittadino, di arrivare alla conclusione che con l’interramento
della Porrettana a Casalecchio di Reno sia già stato dato alla zona tutto il
necessario e che le diversità di opinioni sulla tematica fra destra e sinistra
sia creata ad arte per bloccare tutto il resto.