sabato 10 ottobre 2026

Monzuno ricorda gli Internati Militari Italiani: l’11 ottobre la presentazione del libro e l’inaugurazione della mostra

Domani, domenica 11 ottobre alle 10, a Monzuno, un appuntamento dedicato alla memoria degli Internati Militari Italiani deportati nei campi nazisti dopo l’8 settembre 1943.



La memoria della prigionia, le scelte individuali e la resistenza di chi rifiutò di collaborare con il nazifascismo saranno al centro dell’iniziativa in programma domani, domenica 11 ottobre 2026, alle ore 10, a Monzuno, con la presentazione del libro Quando, nelle lunghe giornate di prigionia, pensavo a te… e l’inaugurazione della mostra collegata.

L’incontro intende approfondire la vicenda degli  Internati Militari Italiani (IMI), i militari che, dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, furono catturati dai tedeschi e deportati nei campi di prigionia e di lavoro. 

Molti di loro scelsero di non aderire alla Repubblica sociale italiana e di non collaborare con il nazifascismo, affrontando per questo condizioni di detenzione particolarmente dure.

La presentazione del volume si inserisce nell’ambito del Festival letterario Una Montagna di Libri e sarà accompagnata da un taglio del nastro e da una visita guidata alla mostra.

Interverranno Ermanno Pavesi, vicesindaco con delega alla Cultura, alle Associazioni e al Turismo; Patrizia Zanasi, presidente dell’ANEI, sezione di Marzabotto; Silvia Marvelli, direttrice di Agen.Ter; e Michele Franceschini ed Elisabetta Rizzoli, autori del libro.

La mostra sarà visitabile fino al 25 ottobre 2026, con ingresso libero, nella Sala “Ivo Teglia”, in via G. Bertini 3/b, a Monzuno. Gli orari di apertura sono il sabato e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17. Sarà inoltre possibile organizzare visite guidate per gruppi e scuole, su prenotazione.

Al termine dell’incontro, la giornata proseguirà con i profumi della tradizionale tartufesta, occasione per fermarsi e gustare le specialità locali.

L’iniziativa è realizzata con il contributo della Regione Emilia-Romagna e rientra nel progetto «La democrazia prende voce. Dalla guerra alla Repubblica: storie di libertà ed emancipazione fra pianura e Appennino».

Informazioni e prenotazioni: Comune di Monzuno, Ermanno Pavesi, ermanno.pavesi@comune.monzuno.bo.it, telefono 338 5055363.

Bologna omaggia Guccini, 'cantata per un amico' in piazza Maggiore

Dal 29 ottobre al 2 novembre la città ricorda il legame con il cantautore



"L'omaggio a Guccini di Bologna c'è stato subito, spontaneo da parte della città per salutarlo.
    Da quel sentimento siamo partiti per pensate il programma di questo ricordo".

L'assessore comunale bolognese alla cultura Daniele Del Pozzo annuncia così la serie di eventi con cui dal 29 ottobre al 2 novembre la città omaggerà il cantautore morto il 6 agosto.
    "Guccini ha cantato Bologna" afferma Del Pozzo, ora sarà Bologna a cantare lui il primo novembre in piazza Maggiore dalle 15 con 'Cantata per un amico', occasione gratuita per tutti di ritrovarsi spontaneamente con qualsiasi strumento da suonare o con la sola voce per cantare le canzoni del cantautore senza palchi o distinzioni fra pubblico e artista.
    Un viaggio più intimo nella discografia gucciniana sarà invece il 2 nella Sala della musica di SalaBorsa, mentre per ricordare lo spirito più conviviale dell'artista il 30 ottobre a Palazzo Pepoli si terrà un torneo di tarocchino bolognese, antico gioco di carte molto apprezzato dal musicista modenese.
    Tutto esaurito per le tre serate di 'Opera Guccini' dal dal 29 al 31 ottobre al teatro Duse, spettacolo musicale che rivisita in chiave lirica dieci canzoni del 'Maestrone' arrangiate dal compositore Alessandro Nidi.

Un esperimento musicale nato quasi per gioco e a cui Guccini stesso partecipò fino a poco prima della scomparsa. I brani saranno inframmezzati da aneddoti sulla vita del musicista e monologhi recitati dal giornalista Giorgio Comaschi.
    L'omaggio non termina però in quei giorni, Del Pozzo ha già annunciato che in via Indipendenza le luminarie riprodurranno il testo di una sua canzone. (ANSA)

Scuola di Madonna dei Fornelli, dal GSE oltre 555 mila euro per la riqualificazione energetica

 Il finanziamento del Conto Termico 3.0 permetterà di trasformare l’edificio in un edificio a consumo energetico quasi nullo. Previsti cappotto, nuovi serramenti, pompe di calore, illuminazione LED e fotovoltaico.


Oltre 555 mila euro dal GSE per riqualificare dal punto di vista energetico la scuola dell’infanzia di Madonna dei Fornelli, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro. Il finanziamento, ottenuto attraverso il Conto Termico 3.0, consentirà di trasformare l’edificio in un nZEB (Nearly Zero Energy Building), riducendone drasticamente consumi, emissioni e costi di gestione.

Il progetto prevede il cappotto termico, l’isolamento della copertura, nuovi serramenti a basso emissivo, la sostituzione della caldaia a gas con pompe di calore, la riqualificazione dell’illuminazione con tecnologia LED e l’installazione di un impianto fotovoltaico da 36 kWp.

I risultati attesi sono significativi: il consumo di gas metano, oggi di circa 15.143 metri cubi all’anno, sarà azzerato; il fabbisogno di energia primaria diminuirà di circa 95% e la classe energetica passerà dalla F alla A4, il livello più alto previsto dalla classificazione. Le fonti rinnovabili copriranno circa l’86% del fabbisogno energetico.

L’intervento consentirà inoltre di ridurre le emissioni di CO₂ di circa 21,8 tonnellate all’anno, pari all’89%, con un risparmio stimato sulla spesa energetica di circa 15.500 euro l’anno.

«È un intervento che guarda al presente e al futuro della nostra comunità – sottolinea il sindaco Alessandro Santoni –. Riqualifichiamo un edificio destinato ai nostri bambini, riducendone consumi e costi di gestione e rendendolo più efficiente e sostenibile nel tempo».

L’intervento rientra nel percorso dell’Amministrazione comunale per la riqualificazione del patrimonio pubblico, con particolare attenzione agli edifici scolastici e alla riduzione dei costi energetici.

A Marzabotto la Festa dei beati martiri: memoria, preghiera e pellegrinaggio sui luoghi del martirio

 Martedì 13 ottobre la comunità di Marzabotto ricorda Giovanni Fornasini, Ubaldo Marchioni, Elia Comini e Martino Capelli. In programma un pellegrinaggio a piedi da Sperticano a San Martino di Caprara e la Messa presieduta dall’arcivescovo di Lucca, mons. Paolo Giulietti


di Marina Fortuzzi


Sarà una giornata di memoria, preghiera e pellegrinaggio quella in programma martedì prossimo, 13 ottobre, a Sperticano, nel territorio di Marzabotto, in occasione della Festa dei beati martiri. L’iniziativa, promossa dalle Parrocchie di Marzabotto insieme alla Chiesa di Bologna, intende custodire e ravvivare la memoria dei sacerdoti che, durante la violenza della guerra, furono testimoni del Vangelo fino al dono della vita.

Al centro della giornata ci saranno i quattro beati Giovanni Fornasini, Ubaldo Marchioni, Elia Comini e Martino Capelli, legati alla drammatica vicenda di Monte Sole e alla popolazione di queste terre. La loro testimonianza continua a essere un richiamo alla fede, alla solidarietà e alla pace, soprattutto nel ricordo delle vittime innocenti della violenza.

Il programma prenderà il via alle 8.30 dalla chiesa di Sperticano, con la partenza del pellegrinaggio a piedi verso i luoghi del martirio, fino a San Martino di Caprara. Dopo la sosta, il percorso prevede il rientro a Sperticano per la celebrazione eucaristica. Gli organizzatori invitano i partecipanti a prepararsi a un cammino impegnativo, indossando scarpe da trekking e pantaloni lunghi.

Il pellegrinaggio vuole essere più di un semplice itinerario attraverso i luoghi della memoria: camminare sui sentieri di Monte Sole significa infatti entrare fisicamente nella storia di una comunità segnata dalla guerra e dalla strage, accompagnando la memoria con la preghiera.

Alle 16.30, nella chiesa di San Tommaso Apostolo di Sperticano, sarà celebrata la Messa solenne, presieduta da S.E. mons. Paolo Giulietti, arcivescovo di Lucca. La celebrazione rappresenterà il momento culminante della giornata, nel quale la comunità si raccoglierà attorno all’Eucaristia per fare memoria dei beati martiri e affidare alla loro intercessione le necessità della Chiesa e del mondo.

La giornata del 13 ottobre si inserisce così nel cammino di valorizzazione della memoria dei martiri di Monte Sole, che dopo la recente beatificazione di Ubaldo Marchioni, Elia Comini e Martino Capelli acquista un ulteriore significato per la comunità cristiana e per l’intero territorio. Il ricordo di don Giovanni Fornasini, già riconosciuto beato, si unisce a quello degli altri tre sacerdoti, componendo una testimonianza comune di fede vissuta nel tempo drammatico della guerra.

A Monte Sole la memoria non è soltanto il ricordo di una tragedia del passato: è un invito a trasformare la sofferenza in una responsabilità per il presente, attraverso la preghiera, la riconciliazione e l’impegno a custodire la pace.

Pubblica Assistenza Val di Sambro, 35 anni al servizio della comunità

 Celebrato a Montefredente l’anniversario dell’associazione. Il sindaco Santoni: “Una presenza preziosa, costruita nel tempo grazie a tante persone”


Trentacinque anni di impegno, solidarietà e volontariato. È l’anniversario festeggiato sabato pomeriggio a Montefredente dalla Pubblica Assistenza Val di Sambro ODV, punto di riferimento per la comunità di San Benedetto Val di Sambro e del territorio.

La celebrazione, in piazza San Giorgio, ha riunito volontari, operatori, amministratori e cittadini. Dopo gli interventi istituzionali si è svolta la benedizione dei mezzi dell’associazione, seguita da un momento conviviale.

A rappresentare l’Amministrazione comunale è stato il consigliere Gabriele Monciatti. Il sindaco Alessandro Santoni ha sottolineato il valore di una storia costruita nel tempo: «Trentacinque anni raccontano soprattutto una storia fatta di persone. La Pubblica Assistenza è cresciuta insieme alla nostra comunità, diventando una presenza preziosa e un punto di riferimento per tante famiglie».

La presidente Silvana Galantini ha ricordato il significato del volontariato e l’importanza di coinvolgere nuove persone: «Essere volontari significa esserci quando qualcuno ha bisogno di aiuto. Siamo una presenza spesso silenziosa, ma fondamentale, e cerchiamo nuove persone disposte a donare tempo e cuore alla comunità».

L’anniversario rappresenta così un momento di bilancio, ma anche un’occasione per guardare al futuro e rafforzare la partecipazione al volontariato, dando continuità a una storia di solidarietà che dura da 35 anni.