mercoledì 26 agosto 2026

Festival Lupo 2026, tre giorni di musica, memoria e pace a Monte Sole

 



Tre giorni di musica, performance, camminate nella natura e socialità immersi nel paesaggio e nella memoria del Parco Storico di Monte Sole. È il Festival Lupo 2026, in programma dal 28 al 30 agosto a Monte Sole, nel territorio di Marzabotto.

L’iniziativa, promossa nell’ambito delle attività di Poggiolo – Scuola di Pace di Monte Sole, propone un fine settimana dedicato all’incontro, alla cultura e alla partecipazione, in uno dei luoghi simbolo della memoria della Resistenza e della storia del Novecento.

Il festival intreccia musica e performance con momenti di condivisione e camminate nella natura, invitando il pubblico a vivere il territorio attraverso un’esperienza che unisce dimensione culturale, socialità e riflessione.

Tre giornate pensate anche come occasione per seminare nuove idee nel solco della memoria, trasformando il ricordo in uno strumento per interrogarsi sul presente e immaginare il futuro. Il filo conduttore è quello della costruzione della pace, della resistenza civile e della possibilità di dare forma a nuovi mondi attraverso la partecipazione e la comunità.

Monte Sole diventa così non soltanto lo scenario della manifestazione, ma parte integrante del suo significato: un territorio segnato dalla storia e dalla memoria che, attraverso il festival, torna a essere luogo di incontro, creatività e confronto.

L’appuntamento è dunque per venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 agosto 2026, a Monte Sole, per tre giornate nel segno di pace, memoria, musica, natura e nuovi mondi possibili.

Festival Lupo 2026
28-29-30 agosto 2026
Monte Sole – Marzabotto (Bologna)
Poggiolo – Scuola di Pace di Monte Sole



ASD Trottola Sport, la nuova stagione della pallacanestro inizia il 30 agosto

 



di Roberto Giusti

PORRETTA TERME – Una nuova stagione all’insegna della crescita, della continuità e della voglia di costruire un movimento sempre più completo. Il settore del basket della ASD Trottola Sport si prepara a presentare ufficialmente la stagione sportiva 2026/2027 con una giornata dedicata ad atleti, famiglie, allenatori e a tutti coloro che vorranno avvicinarsi alla pallacanestro.
L’appuntamento è fissato per domenica 30 agosto al nuovo playground “I Triangolini” di Porretta Terme, recentemente inaugurato e destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per lo sport e la socialità del territorio.


La giornata sarà articolata in due momenti successivi: alle ore 17:00 gli allenatori scenderanno direttamente in campo per incontrare bambini, bambine, ragazzi e ragazze, ma anche tutti coloro che vorranno semplicemente conoscere la realtà Trottola. Sarà un primo momento di incontro e conoscenza, con giochi, tiri, gare, attività e tanto basket.


Alle ore 18:30 spazio invece alla presentazione ufficiale dello staff tecnico e dei gruppi della stagione 2026/2027, alla presenza della società, delle famiglie e degli atleti. Un’occasione molto interessante per conoscere tutte le figure qualificate che accompagneranno il movimento cestistico porrettano durante la nuova annata e per illustrare il progetto sportivo 2026/2027.

Un percorso che parte dai più piccoli e arriva agli adulti
La grande novità della nuova stagione è soprattutto la continuità. Per il settore della pallacanestro, la società ha infatti costruito una struttura capace di coprire praticamente tutte le fasce d’età, dai bambini del minibasket fino alle prime squadre senior, con gruppi maschili e femminili e la volontà di offrire a ogni atleta la possibilità di trovare il proprio spazio all’interno della società.


Si parte dai Pulcini 2020/2021 e dagli Scoiattoli 2018/2019, affidati a Silvia Sulejmani, confermata alla guida del minibasket. A 20 anni, Silvia rappresenta una delle giovani figure dello staff e continuerà il percorso iniziato negli anni precedenti con i più piccoli. «Allenare per me significa aiutare ogni bambino a divertirsi, fare squadra e acquisire fiducia in sé stesso. Sono felice di continuare questa avventura insieme ai miei piccoli atleti e non vedo l’ora di vivere con loro una stagione ricca di emozioni, impegno e tanto divertimento», racconta la stessa istruttrice, che considera il gioco e la socialità elementi fondamentali nei primi anni di attività.

Il gruppo Aquilotti/Esordienti 2016/2017 sarà invece guidato da Francesco “Della” Della Torre, uno dei volti storici della pallacanestro locale. Cresciuto nel settore giovanile della Fortitudo Bologna, Francesco ha vissuto esperienze nei campionati nazionali, arrivando a giocare anche in Serie A1 con Pistoia Basket, prima di mettere il proprio bagaglio tecnico e umano a disposizione dei giovani. «Prima ancora della tecnica e della tattica - spiega Della -, credo sia importante insegnare ai ragazzi il piacere di stare insieme. Lo sport deve essere un’occasione per crescere, divertirsi e imparare a rispettare gli altri, costruendo un gruppo nel quale ogni bambino possa sentirsi parte importante della squadra».

Nel settore giovanile, Davide “Vigna” Vignaroli sarà alla guida del gruppo U13/U14 (2013-2015), una conferma importante per la società visto che si tratta di un allenatore che da diversi anni accompagna i ragazzi nel loro percorso di crescita. «Il mio obiettivo è condividere con loro la passione che ho per il mondo della palla a spicchi. Vorrei che al termine di ogni allenamento tornassero a casa con il sorriso, dopo aver imparato qualcosa di nuovo e, soprattutto, dopo essersi divertiti insieme».

Il suo incarico si estenderà anche ai gruppi U18 (2008/2009) e CSI Open (senior), dove il concetto di squadra assumerà una dimensione ancora più mirata. «La soddisfazione più grande non è tanto il risultato quanto vedere i ragazzi stare bene insieme. Quando, finito l’allenamento, si fermano a parlare negli spogliatoi oppure decidono di uscire assieme per una pizza, significa che lo sport ha raggiunto il suo obiettivo. Voglio che ognuno si senta parte del gruppo e che nessuno si senta mai escluso».

Il gruppo U16 (2011/2012) sarà invece allenato da Riccardo “Bruco” Baia, che sarà anche assistente dell’U17 maschile. Da anni protagonista del movimento cestistico porrettano, prima da giocatore e poi da allenatore, Riccardo continuerà a trasmettere ai ragazzi la propria passione per il basket. «Sono anni che gioco e alleno a Porretta e il mio obiettivo è trasmettere ai ragazzi la passione e la voglia di giocare a basket. Voglio che ogni allenamento sia un’occasione per divertirsi, migliorare insieme ai compagni, fare squadra e creare amicizie che vadano oltre il campo», racconta Baia.

Una delle principali novità dello staff sarà rappresentata dall’arrivo di Roberto Giusti, che guiderà l’U17 Maschile FIP (2010/2011) e avrà la gestione del settore femminile.
Dopo vent’anni vissuti nella pallacanestro di Vergato, prima come giocatore e poi come allenatore, Roberto porta a Porretta un’esperienza maturata in tutte le principali categorie giovanili, dall’U13 all’U17, oltre a un percorso di tre anni alla guida di un gruppo femminile. «Mi sono da subito trovato in piena sintonia con la società e il suo progetto - spiega Giusti - che condivide i miei principali ideali: gioco di squadra, collaborazione, fare gruppo e stare in gruppo, programmazione, mentalità, creatività e lealtà. Sarà fondamentale coinvolgere tutti i ragazzi e le ragazze per poter costruire qualcosa di speciale insieme, dentro e fuori dal campo». Con la sua qualifica di Allenatore Regionale, l’U17 maschile sarà il primo gruppo del settore giovanile della Trottola a disputare un campionato federale FIP dopo tanti anni, segnando un ulteriore passo nella crescita del progetto tecnico della società

 

Accanto a lui ci sarà Roberto “Mara” Maranelli, assistente allenatore dell’U17 e dell’U18. Dopo una lunga esperienza da giocatore tra Porretta e Vergato e un percorso da coach soprattutto nel minibasket, Roberto affronterà la sua prima esperienza in panchina fuori dal territorio nel quale è cresciuto, e lo farà proprio a Porretta dove nel 2012 aveva conquistato da giocatore il campionato CSI Open. «Affronto questa nuova esperienza con grande entusiasmo e con la voglia di mettermi a disposizione della società e dello staff tecnico. Il mio obiettivo è essere un buon gregario per i giovani allenatori della Trottola, condividendo la mia esperienza e aiutandoli a crescere, continuando allo stesso tempo a rimettermi in gioco ogni giorno».

 

A chiudere il percorso sarà la Prima Squadra, guidata ancora una volta da Ermes Marchioni nel campionato FIP di Divisione Regionale 3.
Da anni Ermes è alla guida di un gruppo coeso capace di fare un importante salto di categoria, passando infatti dal disputare ottimi campionati CSI Silver e Gold a quello federale. Nella prima stagione in DR3 l’anno scorso, la squadra ha disputato un’annata importante chiudendo la fase regolare al secondo posto del proprio girone e conquistando l’accesso ai playoff. «Il nostro obiettivo è continuare il percorso iniziato negli ultimi anni, consolidando il gruppo e mantenendo quella voglia di crescere che ci ha portato dal CSI alla FIP. Allo stesso tempo sarà importante dare spazio ai giovani del nostro settore, permettendo loro di allenarsi e confrontarsi con giocatori più esperti».

Trasversalità, inclusione e condivisione
Proprio l’interazione tra gli allenatori rappresenterà uno degli elementi centrali della nuova stagione. La società porterà avanti un ambizioso percorso che porti a superare l’idea di gruppi completamente separati al fine di costruire una vera struttura verticale, nel quale gli atleti possano, quando gli allenatori lo riterranno opportuno, confrontarsi anche con le categorie superiori.
Il progetto prevede una collaborazione costante tra i tecnici, che porti ad esempio un ragazzo del settore giovanile ad avere la possibilità di partecipare ad allenamenti con un gruppo più grande e, nel caso degli atleti U17 e U18, arrivare fino alla prima squadra DR3, sempre attraverso un percorso condiviso dagli allenatori e valutato in base alle esigenze, alla meritocrazia e alle caratteristiche del singolo atleta.
L’obiettivo non è anticipare i tempi né creare forzature, ma offrire occasioni di crescita, permettendo ai ragazzi di misurarsi con compagni più grandi e, quando le condizioni lo permetteranno, di essere convocati anche in prima squadra.

Una vera filiera del basket
Il progetto, dunque, non si limita soltanto alla formazione degli atleti e delle rispettive squadre, ma vuole costruire una base completa per il presente e il futuro della pallacanestro porrettana, capace di accompagnare ogni bambino dai primi passi nel minibasket fino all’età adulta, mantenendo sempre aperta la possibilità di continuare a giocare, crescere e sentirsi parte della stessa famiglia sportiva.
Dai Pulcini ai senior, passando per Scoiattoli, Aquilotti/Esordienti, U13/U14, U16, U17 (FIP), U18, CSI Open e DR3, ogni categoria rappresenta un tassello di un grande progetto. Una continuità che passa anche dalla qualità dello staff, composto da conferme e nuovi ingressi, con allenatori qualificati e preparati, portatori di esperienze differenti ma accomunati dalla stessa idea: far crescere non soltanto giocatori, ma soprattutto persone.

Il 30 agosto, al playground “I Triangolini”, il settore pallacanestro della ASD Trottola Sport presenterà quindi non soltanto le proprie squadre e i propri allenatori, ma un’idea di pallacanestro nella quale bambini, bambine, ragazzi, ragazze e adulti possano trovare una squadra, un gruppo e una dimensione nella quale sentirsi parte importante di qualcosa. Alle 17 il campo sarà aperto a tutti per conoscere gli allenatori e giocare insieme, mentre alle 18.30 ci sarà la presentazione ufficiale della stagione 2026/2027.

Un nuovo capitolo per la pallacanestro porrettana, con lo sguardo rivolto al futuro e una convinzione precisa: We Are Porretta.

Al crepuscolo tra i boschi del Poranceto: escursione con appostamento



Sabato prossimo,  29 agosto, dalle 17 alle 23, il Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone propone un’escursione con appostamento alle praterie del Poranceto, per osservare la fauna selvatica nel momento più suggestivo della giornata: il crepuscolo.

Cervi, volpi, lepri e, con un po’ di fortuna, anche lupi potrebbero diventare i protagonisti di una serata immersa nella natura. La camminata partirà nel tardo pomeriggio e, dopo un breve percorso, raggiungerà il luogo dell’appostamento. Qui, nel massimo silenzio e con il minimo disturbo possibile, si attenderà l’arrivo del crepuscolo per cercare di osservare gli animali che popolano i boschi del Parco.

Terminato l’appostamento, l’escursione proseguirà al buio, con un tranquillo rientro notturno al punto di partenza.

Il ritrovo è alle 17 presso il Museo del Bosco del Poranceto, a Camugnano. Il rientro è previsto per le 23, nello stesso luogo.

L’escursione è di difficoltà E (escursionistica) e prevede circa 5 chilometri di percorrenza, con un dislivello di 150 metri e circa un’ora e mezza di cammino effettivo.

I partecipanti dovranno portare almeno un litro d’acqua, la cena al sacco, scarponi da trekking con suola scolpita, abbigliamento adeguato alla stagione, una giacca antipioggia e una torcia o luce frontale. È consigliato portare anche un binocolo, se già disponibile.

Per favorire l’osservazione degli animali e ridurre al minimo il disturbo alla fauna, si raccomanda di indossare abiti poco vistosi e di non utilizzare profumi. Non è consentito partecipare con cani, nemmeno di piccola taglia.

La prenotazione è obbligatoria entro le 13 di venerdì 28 agosto.

Per informazioni e prenotazioni: 333 2660329 – 051 6254821 – eventi@enteparchi.bo.it.

martedì 25 agosto 2026

«Diritto allo studio negato»: la denuncia di una madre sul caso di uno studente del Fantini di Vergato

 La lettera aperta inviata al Ministero, all’Ufficio scolastico regionale, alla dirigenza dell’istituto e agli organi di stampa. La madre: «Di fronte alla malattia di mio figlio è stato eretto un muro di burocrazia, indifferenza e disorganizzazione»



È una denuncia dai toni duri quella contenuta nella lettera aperta di una madre, indirizzata al Ministero dell’Istruzione e del Merito, all’Ufficio scolastico regionale per l’Emilia-Romagna, alla dirigenza dell’Istituto “Luigi Fantini” di Vergato, oltre che agli organi di stampa e alla cittadinanza.

Al centro della vicenda c’è il figlio, studente dell’istituto superiore di Vergato, che avrebbe dovuto prepararsi a frequentare la quarta classe e che, invece, secondo quanto riferito dalla madre, si trova a dover ripetere l’anno scolastico.

«Scrivo questa lettera con il cuore pesante di una madre, ma anche con la ferma determinazione di chi non intende rassegnarsi al silenzio di fronte alla negazione del più fondamentale dei diritti dei nostri figli: il diritto allo studio e all’inclusione scolastica», scrive la donna.

La malattia e i sette mesi a casa

Secondo il racconto della madre, lo scorso anno scolastico al ragazzo è stata diagnosticata una perimiocardite acuta, patologia cardiaca che, riferisce la famiglia, non sarebbe ancora completamente guarita e che richiederebbe un costante monitoraggio.

La malattia lo avrebbe costretto a rimanere a casa per circa sette mesi.

La madre sostiene di essersi attivata già dal 1° settembre 2025, contattando la scuola per chiedere l'attivazione delle tutele previste, a partire dall'istruzione domiciliare.

«La risposta delle istituzioni scolastiche, tuttavia, è stata sconcertante», afferma nella lettera, sostenendo di essersi trovata di fronte a «un muro» e riferendo, tra l'altro, che la gravità della patologia sarebbe stata minimizzata.

La donna lamenta inoltre che, a suo dire, a dicembre, quattro mesi dopo le prime comunicazioni, la documentazione e la richiesta formale all'Ufficio scolastico regionale non sarebbero ancora state trasmesse dalla scuola.

«Sette mesi di didattica a distanza fallimentare»

Uno dei passaggi più critici della denuncia riguarda la gestione della didattica durante l'assenza dello studente.

La madre parla di sette mesi di didattica a distanza, definendola «totalmente fallimentare» e persino peggiore, sotto alcuni aspetti, dell'esperienza vissuta durante la pandemia.

Nel dettaglio, racconta di lezioni nelle quali i docenti si sarebbero allontanati dal computer, di spiegazioni alla lavagna non adeguatamente visibili dallo schermo dello studente e di difficoltà legate anche all'audio.

«Le ore passavano nel vuoto di un brusio di sottofondo incomprensibile o, peggio, davanti a uno schermo nero perché qualcuno si dimenticava persino di attivare il collegamento», scrive.

La madre lamenta inoltre l'assenza di interazione e di un adeguato monitoraggio della situazione.

Il consiglio di classe convocato a marzo

Secondo la ricostruzione contenuta nella lettera, soltanto a marzo, dopo ripetute sollecitazioni iniziate a novembre, sarebbe stato convocato un consiglio di classe.

«A due mesi dalla fine delle lezioni, i docenti si sono accorti di non avere un metodo, di non saper gestire la situazione e di non sapere come valutarlo», sostiene la donna.

A questa situazione, aggiunge, si sarebbe sommata la mancata applicazione, per tutto l'anno scolastico, del Piano didattico personalizzato (PDP) predisposto in relazione alla diagnosi di DSA dello studente.

Il rientro in presenza e il giudizio sospeso

Ad aprile, dopo le vacanze di Pasqua, i medici avrebbero autorizzato un rientro parziale e prudente in presenza.

La madre racconta di aver comunicato alla scuola, tramite PEC, le condizioni del figlio e la notevole stanchezza fisica e mentale accumulata durante i mesi di assenza, senza tuttavia ricevere, secondo quanto riferisce, una risposta.

Al rientro, prosegue la denuncia, non sarebbe stata predisposta una programmazione flessibile per consentire allo studente di recuperare gli argomenti persi.

Al termine dell'anno scolastico, la scuola avrebbe quindi sospeso il giudizio, rinviando lo studente a settembre per tre materie.

La famiglia riferisce che il ragazzo avrebbe deciso di non presentarsi agli esami di recupero e di ripetere l'anno presso il Fantini.

«Chi risponde del danno psicologico e formativo?»

La madre considera quanto accaduto non soltanto come una vicenda individuale, ma come una questione che dovrebbe interrogare l'intero sistema scolastico.

«Com'è possibile che nel 2026 un ragazzo con una grave patologia cardiaca e una diagnosi di DSA venga abbandonato a se stesso?», domanda nella lettera.

E ancora: «Chi risponde del danno psicologico, biologico e formativo recato a un minore?».

La richiesta rivolta alle autorità scolastiche è quella di fare piena luce sulla vicenda e di verificare quanto sarebbe accaduto all'interno dell'Istituto “Luigi Fantini” di Vergato.

«La scuola dovrebbe essere il primo presidio di inclusione e legalità; in questa vicenda, ha rappresentato soltanto un muro di indifferenza», conclude la madre, chiedendo che «nessun altro studente debba mai più subire l'umiliazione di vedere il proprio diritto alla salute e allo studio trasformato in un invisibile schermo nero».

La posizione della scuola

Da parte della dirigenza del Fantini, al momento, non risultano comunicazioni pubbliche sulla vicenda, circostanza che sembra indicare l'intenzione di attendere un confronto con le autorità scolastiche superiori prima di assumere una posizione ufficiale.

Nel frattempo, attraverso informazioni raccolte informalmente sul territorio, è emersa anche l'ipotesi che la dirigenza dell'istituto possa valutare il ricorso alla tutela legale, fino all'eventuale presentazione di una denuncia per diffamazione, con l'obiettivo di tutelare il buon nome dell'istituto e la correttezza professionale del personale docente.

Si tratta, tuttavia, di informazioni non confermate ufficialmente e che, pertanto, vengono riportate con il necessario beneficio d'inventario.

Sempre secondo queste indiscrezioni, allo studente sarebbe stata comunque attivata la didattica a distanza, pur in presenza di dubbi sulla piena sussistenza dei relativi presupposti, e la sua posizione scolastica non sarebbe stata quella di uno studente direttamente bocciato, bensì di un alunno con giudizio sospeso in tre materie.

Anche su questi ultimi elementi sarà necessario attendere eventuali chiarimenti ufficiali da parte della dirigenza scolastica e degli organismi competenti.

La vicenda, dunque, sembra tutt'altro che conclusa. Da una parte c'è la denuncia di una madre che chiede di accertare eventuali responsabilità e di garantire il diritto allo studio e all'inclusione del figlio; dall'altra, l'eventuale posizione dell'istituto, che al momento non è stata resa pubblica.

Ora la parola passa alle autorità scolastiche.

Pioggia e vento, ancora disagi sulle strade: rami caduti e vegetazione danneggiata

 

Foto d'archivio 


La pioggia caduta nella notte scorsa ha lasciato anche un piccolo, ma significativo, tributo ambientale a Sasso Marconi. A farne le spese è stata soprattutto la vegetazione ai margini delle strade, con alcuni rami finiti sulla carreggiata.

Fortunatamente, almeno in questo caso, non si registrano conseguenze particolarmente gravi: si tratta infatti di rami appartenenti ad alberi e arbusti che, con ogni probabilità, erano già stati indeboliti dalle violente raffiche di vento che hanno accompagnato i recenti temporali.

Il maltempo, dunque, ha semplicemente dato il colpo di grazia a una vegetazione già provata dalle condizioni meteorologiche degli ultimi giorni.

Questa mattina è stato necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco, chiamati a rimuovere i rami e a liberare le carreggiate dagli ostacoli, alcuni dei quali potevano rappresentare un pericolo per la circolazione.

Un intervento che ha consentito di ripristinare rapidamente la sicurezza delle strade, evitando che i residui delle perturbazioni notturne potessero trasformarsi in un problema ben più serio per automobilisti e pedoni.

Il bilancio, quindi, resta fortunatamente contenuto, ma l'episodio conferma quanto la vegetazione lungo le vie possa risultare vulnerabile dopo una sequenza di temporali e forti raffiche di vento. In questi casi, anche una precipitazione notturna non particolarmente intensa può essere sufficiente a provocare la caduta di rami già compromessi.