sabato 5 settembre 2026

Un futuro di sviluppo e lavoro per l’Appennino bolognese

 L’Appennino bolognese ha competenze, imprese e comunità che meritano un futuro fatto di sviluppo, lavoro e opportunità.



Il Partito Democratico di Bologna ha avviato una petizione per chiedere al Governo l’istituzione immediata di una Zona Economica Speciale per l’Appennino, oppure l’introduzione di misure straordinarie equivalenti, capaci di sostenere concretamente il tessuto produttivo e occupazionale della montagna.

La crisi della Gaggio Tech rappresenta l’ultimo, preoccupante segnale di una difficoltà più profonda, che non può essere affrontata con interventi isolati, ma richiede una strategia complessiva per l’intero territorio appenninico.

Chiediamo sgravi fiscali e crediti d’imposta per le imprese che investono e mantengono la produzione in montagna, procedure più semplici e rapide, agevolazioni sul costo del lavoro e un piano di investimenti per infrastrutture, viabilità, trasporto pubblico, collegamenti digitali e servizi essenziali.

Difendere il lavoro significa valorizzare le competenze, sostenere le imprese e creare le condizioni perché le persone possano vivere, lavorare e costruire il proprio futuro in Appennino. Significa anche contrastare lo spopolamento e rafforzare le comunità della montagna.

L’Appennino vuole competere, produrre e creare lavoro. E per farlo servono scelte politiche concrete e strumenti adeguati.


Ieri, alla Festa dell'Unità di Bologna, sono state raccolte le prime firme a sostegno della petizione. Un momento di confronto e mobilitazione al quale hanno partecipato, insieme al segretario provinciale del PD Enrico Di Stasi, il deputato bolognese Andrea De Maria, il responsabile dell’organizzazione regionale FIOM-CGIL Primo Sacchetti, il segretario PD dell’Appennino bolognese Cesare Savigni, il segretario PD di Vergato Adriano Gentilini e il componente della segreteria PD Appennino Giampiero Mazzoni.

La montagna non chiede assistenza: chiede condizioni per poter crescere, investire e continuare a produrre lavoro e futuro.

Cercasi testimoni: sassi sulla SS 64 Porrettana, danneggiate tre auto

 

Foto d'Archivio 


Sollecitato da Dubbio


Scrivo per chiedere l’aiuto di chiunque abbia assistito a quanto accaduto ieri, intorno alle 17.30, sulla Strada Statale 64 Porrettana, poco dopo la galleria di Riola, in direzione Bologna, nella zona delle cave di Riola.

Durante il transito, alcuni sassi presenti sulla carreggiata sono stati colpiti dalle automobili, provocando danni ai veicoli. Tra le auto coinvolte c’era anche la mia.

Sto cercando in particolare due automobilisti che si trovavano sul posto al momento dell’accaduto:

  • una signora alla guida di una Dacia di colore arancione;
  • un signore alla guida di una Fiat Panda, modello vecchio, di colore rosso.

Entrambi avrebbero riportato danni alla propria automobile a causa dei sassi presenti sulla carreggiata.

Ringrazio inoltre il ragazzo alla guida di un’Alfa Romeo MiTo nera, con cerchi color oro, che si è fermato e mi ha prestato soccorso dopo l’accaduto.

La mia richiesta è finalizzata soprattutto a raccogliere testimonianze e informazioni utili per documentare quanto successo e poter procedere con la richiesta di risarcimento dei danni subiti.

Se qualcuno era presente, ha visto direttamente l’accaduto oppure conosce le persone descritte, mi contatti privatamente. Anche una semplice testimonianza potrebbe essere molto importante.

Sono Franco Battistini e mi potete contattare anche tramite un mio post su ‘La Strada Statale 64 Porrettana’.

Grazie a tutti per l’aiuto e per la condivisione del post.

Rifiuti abbandonati: il comune controlla o semplicemente tollera?

Ribadisco un concetto tanto semplice quanto, evidentemente, ancora necessario: abbandonare i rifiuti sui marciapiedi è un atto di inciviltà e, nei casi previsti dalla normativa, un comportamento sanzionabile amministrativamente.



di Dubbio


La cosa appare ancora più incomprensibile quando, a pochi metri di distanza, è presente un contenitore destinato proprio alla raccolta della carta e del cartone.

Eppure, anche oggi, ci ritroviamo con il marciapiede parzialmente occupato dal bidoncino della carta ormai stracolmo, mentre a terra sono stati lasciati cartoni pressati e altri materiali che avrebbero dovuto essere correttamente conferiti.

Non è soltanto una questione di decoro urbano. È una questione di rispetto degli spazi comuni, delle regole e, soprattutto, di quei cittadini che quotidianamente fanno la propria parte, differenziando correttamente i rifiuti e conferendoli negli appositi contenitori.

Per questo domando: il Comune è distratto o tollerante?

Perché, in entrambi i casi, il risultato non cambia: viene meno quell’azione di controllo e di intervento che dovrebbe garantire il rispetto delle regole e tutelare la parte diligente della cittadinanza.

Cittadini che, vale la pena ricordarlo, pagano regolarmente il tributo per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, esattamente come chi invece continua ad abbandonarli dove capita.

Non si può chiedere ai cittadini senso civico e collaborazione e, al tempo stesso, lasciare che comportamenti scorretti si ripetano indisturbati.

Il decoro di una città non dipende soltanto da chi rispetta le regole, ma anche dalla capacità dell’Amministrazione di farle rispettare.

Ci si aspetta, quindi, non soltanto la raccolta dei rifiuti abbandonati, ma anche controlli, prevenzione e, quando necessario, sanzioni.

Perché rispettare le regole dovrebbe essere la normalità, non un atto di particolare merito.


Tre serate tra letteratura, cronaca nera e memoria

 8, 15 e 22 settembre 2026, ore 21

Oratorio di San Filippo Neri, via Manzoni 5 – Bologna


di Nicodemo Mele


Torna anche nel 2026 BO-NOIR. Il Salotto Nero di Bologna, la rassegna dedicata alla letteratura e alla cronaca nera che porta sul palcoscenico alcune delle vicende più controverse e dolorose della storia italiana.

Per questa edizione la manifestazione cambia ancora una volta sede e approda nella suggestiva cornice dell’Oratorio di San Filippo Neri, in via Manzoni 5. Al calare della sera, scrittori, giornalisti, esperti e familiari delle vittime si incontrano per ripercorrere le tappe di alcuni casi di cronaca che hanno segnato profondamente il Paese.

La narrazione intreccia le parole della letteratura con le immagini del cinema e la musica dal vivo, restituendo non soltanto la ricostruzione dei fatti, ma anche le emozioni, i dubbi e le domande che queste storie continuano a suscitare. Un modo per mantenere viva la memoria e interrogarsi sulle verità ancora da cercare.

Martedì 8 settembre 2026, ore 21

Nelle notti del Mostro

Firenze 1968-1985. La lunga caccia al serial killer che cambiò l’Italia

Tra il 1968 e il 1985 le campagne intorno a Firenze diventano teatro di otto duplici omicidi che sconvolgono l’Italia. Sedici vittime, sorprese nella loro intimità e uccise con la stessa pistola. È in quegli anni che nasce uno dei nomi destinati a entrare nella storia della cronaca nera italiana: il Mostro di Firenze.

Le indagini si protraggono per decenni, tra intuizioni ed errori investigativi, processi, assoluzioni, condanne controverse e piste mai completamente chiarite. Chi era davvero il Mostro? Un uomo solo, più persone o qualcosa che ancora oggi sfugge alla ricostruzione giudiziaria?

A oltre quarant’anni dall’ultimo delitto, il caso continua a sollevare interrogativi e a alimentare interpretazioni diverse. Una vicenda che racconta non soltanto una serie di delitti efferati, ma anche i limiti delle indagini e della giustizia, insieme al bisogno, ancora oggi, di arrivare a una verità condivisa.

Narratore: Stefano Tura
Script: Federico Dolce
Regia: Riccardo Marchesini
Con: Selene Demaria

Intervengono

Michele Giuttari, ex capo della Squadra Mobile di Firenze e scrittore

Roberto Taddeo, scrittore

Stefania Ascari, presidente del Comitato Mostro di Firenze della Commissione parlamentare antimafia


Martedì 15 settembre 2026, ore 21

L’ultimo giorno di Serena

Il caso Mollicone tra indagini, depistaggi e misteri mai risolti

Una serata dedicata a uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi decenni: la vicenda di Serena Mollicone, la giovane di Arce la cui morte ha dato origine a una lunga e complessa vicenda giudiziaria, segnata da indagini, depistaggi, processi e interrogativi rimasti aperti.

Una storia ancora oggi al centro del dibattito, che attraverso la ricostruzione dei fatti e le testimonianze degli ospiti invita a ripercorrere le tappe di un caso segnato da svolte investigative, contraddizioni e domande rimaste senza una risposta definitiva.

Narratore: Stefano Tura
Script: Federico Dolce
Regia: Riccardo Marchesini
Con: Selene Demaria

Intervengono

Federica Nardoni, scrittrice e legale della famiglia Mollicone

Mauro Marsella, ex legale della famiglia Mottola

Pino Nazio, giornalista e scrittore


BO-NOIR NEL CARTELLONE DI BOLOGNA ESTATE 2026

BO-NOIR fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Produzione e collaborazioni

Bo-noir è una produzione Giostra Film, con il contributo di Gruppo Hera, Coop Alleanza 3.0 e Confesercenti Bologna.

In collaborazione con Card Cultura e Oratorio di San Filippo Neri.

Si ringrazia Libreria Ubik Irnerio.

Biglietti

I biglietti sono disponibili online su Vivaticket, presso Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E) e, nelle giornate degli appuntamenti, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a partire dalle ore 20.15.

Biglietti per l’8 settembre – Nelle notti del Mostro
Acquista su Vivaticket

 

Il Comune di Marzabotto dà il benvenuto al nuovo dirigente scolastico

 



Il Comune di Marzabotto ha accolto il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Marzabotto, prof. Luigi Di Nuzzo, al quale l’Amministrazione ha rivolto un sincero augurio di buon lavoro.

L’incontro è stato anche l’occasione per esprimere riconoscenza alla dirigente uscente, prof.ssa Fabbri, salutandola con stima per il lavoro svolto nel corso del suo incarico e per i numerosi progetti condivisi con l’Amministrazione comunale.

Un passaggio di consegne che rappresenta un momento significativo per la comunità scolastica e per tutto il territorio: la scuola è infatti un punto di riferimento fondamentale per la crescita delle nuove generazioni e per la costruzione di una comunità sempre più attenta, coesa e partecipata.

Al nuovo dirigente Luigi Di Nuzzo vanno dunque gli auguri per un proficuo percorso professionale a Marzabotto, con l’auspicio di proseguire e rafforzare la collaborazione tra istituzione scolastica, Comune, famiglie e territorio.