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| Il Pedretti originale |
CASALECCHIO
DI RENO – Tra una telenovela e una saga senza fine, il travagliato percorso per il
recupero dell'ex area Pedretti ha incontrato un nuovo, inatteso ostacolo. Una
PEC inviata dalla Soprintendenza ha infatti imposto una serie di prescrizioni
che modificano in modo sostanziale il progetto già all'esame del Consiglio
comunale.
In
particolare, l'organo di tutela chiede il rispetto dell'altezza originaria
dell'edificio e la conservazione dei 19 alberi che il progetto prevedeva di
abbattere. Due prescrizioni che incidono profondamente sull'intervento,
destinato a sostituire l'ex albergo con un nuovo edificio di sette piani e a
riqualificare l'area pubblica circostante.
La
comunicazione è arrivata proprio durante una seduta del Consiglio comunale
particolarmente partecipata, quando la discussione era ormai giunta alle
battute finali e si stava per procedere alla votazione. La notizia ha costretto
il presidente a sospendere i lavori: una decisione accolta con evidente
soddisfazione dai numerosi cittadini presenti in aula e con altrettanto
evidente imbarazzo da parte dell'amministrazione.
Si apre così
un nuovo capitolo di una vicenda il cui esito è tutt'altro che scontato. Il
Comune accetterà integralmente le prescrizioni della Soprintendenza? Si aprirà
un confronto con l'ente per evidenziare le ragioni di interesse pubblico alla
base del progetto? Oppure si tenterà di individuare una soluzione alternativa?
Una
certezza, comunque, rimane: lo spazio lasciato libero dall'abbattimento dell'ex
albergo rappresenta da anni una ferita aperta nel cuore del paese. Restituire
decoro al centro cittadino costituisce un interesse pubblico evidente, al quale
si affianca il rilevante interesse economico del soggetto attuatore. Trovare
una soluzione appare quindi non solo auspicabile, ma necessaria.
La ricostruzione di Bruno Cevenini ( nella foto)
Per
ricostruire la lunga storia del progetto abbiamo incontrato il consigliere
comunale Bruno Cevenini, che, dopo oltre vent'anni di presenza in
Consiglio comunale, conosce ogni passaggio della vicenda.
«Al di là
dell'inaccettabile abbattimento dei 19 alberi – esordisce Cevenini – questo
progetto è costruito soprattutto a vantaggio del privato. L'interesse pubblico,
a mio giudizio, è discutibile sotto diversi aspetti.»
Consigliere, da dove nasce questa vicenda?
«Tutto parte
dalla chiusura dell'albergo e dall'acquisizione dell'immobile da parte di
un'impresa intenzionata a demolirlo per ricostruire un nuovo edificio. La
proposta venne accolta e, cosa piuttosto singolare, non furono fissati termini
temporali per la conclusione dell'intervento. Si procedette così alla
demolizione, lasciando il lotto completamente libero.»
«Successivamente
si aprì un nuovo capitolo. L'amministrazione comunale chiese al costruttore di
acquistare il parcheggio multipiano di via Ronzani, allora in vendita all'asta
a seguito di un fallimento. In cambio della successiva cessione del parcheggio
al Comune, al privato fu riconosciuta la possibilità di aumentare l'altezza
dell'edificio dell'ex Pedretti fino a nove piani. In un primo momento si parlò
addirittura di undici.»
Come reagì la città?
«Il progetto
suscitò immediatamente una forte opposizione. Fu promossa una raccolta firme
che raggiunse circa 5.000 sottoscrizioni. A quel punto l'intervento venne
ridimensionato da nove a sette piani. La riduzione, però, fu compensata con la
cessione al costruttore delle scuole Zacconi e dell'asilo Rubini, destinati
alla demolizione e successiva ricostruzione.»
E oggi è arrivato il nuovo stop della Soprintendenza.
«Sì.
L'intervento della Soprintendenza nasce anche in seguito a un documento
trasmesso da un cittadino casalecchiese all'organo di tutela.»
Quali sono le principali osservazioni?
«Le
prescrizioni più rilevanti riguardano due aspetti: la riduzione dell'edificio a
quattro piani, in linea con l'altezza originaria, e la conservazione del
patrimonio arboreo, cioè dei 19 alberi.»
Che cosa potrebbe accadere adesso?
«Mi auguro
che la Soprintendenza mantenga la propria posizione.»
Ma il costruttore potrebbe chiedere una compensazione?
«Credo che
una soluzione potrebbe essere quella di consentirgli di realizzare le proprie
legittime aspettative edificatorie in altre aree del territorio comunale. È
un'ipotesi che, peraltro, era già stata avanzata in passato.»
Una partita ancora tutta aperta
Cevenini non
si sbilancia oltre, ma lascia intendere che la vicenda è tutt'altro che
conclusa. La "telenovela" dell'ex Pedretti sembra destinata ad
arricchirsi di nuovi episodi e continuerà a essere seguita con grande
attenzione sia dalla politica sia dai cittadini.
L'obiettivo,
tuttavia, resta condiviso: riqualificare un'area centrale che da troppo tempo
rappresenta uno dei principali elementi di degrado urbanistico di Casalecchio.
Sarà ora compito dell'amministrazione comunale trovare una sintesi tra tutela
del patrimonio, interesse pubblico e diritti del soggetto attuatore.
L'ultima notizia
Nel corso
dell'intervista, Cevenini ha infine fornito un aggiornamento su un'altra area
strategica del territorio: l'ex Sapaba.
«È ormai
ufficiale – conclude – che l'area non sarà destinata a insediamenti
residenziali. È stata infatti classificata come area golenale e zona a rischio
di esondazione, una condizione che ne impedisce l'edificazione a fini
abitativi.»