mercoledì 23 settembre 2026

I CARABINIERI DI BOLOGNA COMMEMORANO L’ANNIVERSARIO DEL SACRIFICIO DEL VICE BRIGADIERE SALVO D’ACQUISTO, MEDAGLIA D’ORO AL VALOR MILITARE ALLA MEMORIA

 



È stata celebrata questa mattina la cerimonia commemorativa dell’83° anniversario del sacrificio del Vice Brigadiere Salvo D’Acquisto, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, immolatosi a Torre di Palidoro (Roma) il 23 settembre 1943.

Il sottufficiale, all’epoca dei fatti appena 23enne e in servizio presso la Stazione Carabinieri di Torrimpietra, sacrificò la propria giovane vita accusandosi, pur essendo innocente, di un attentato commesso alcuni giorni prima contro militari tedeschi, salvando con il suo gesto la vita di 22 civili.

Il suo estremo sacrificio costituisce uno degli episodi più significativi della storia dell’Arma dei Carabinieri e rappresenta ancora oggi una testimonianza dei più alti valori di dedizione, coraggio e spirito di servizio.

La cerimonia si è articolata in due momenti. Dopo la Santa Messa, officiata dal Cappellano militare della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, don Luca Giuliani, alla presenza del Generale di Brigata Enrico Scandone e di una rappresentanza di militari in servizio e in congedo, è stata deposta una corona di fiori ai piedi del monumento dedicato all’eroe, situato all’interno del “Giardino Salvo D’Acquisto”.

L’opera, inaugurata il 19 marzo 2007, è stata realizzata dallo scultore bolognese Luigi Enzo Mattei, classe 1945, autore anche del bassorilievo dedicato alla Virgo Fidelis e dell’“Armaciotto de’ Ramazzotti”, entrambi collocati all’interno della caserma di via dei Bersaglieri.

 

Link: https://www.carabinieri.it/media---comunicazione/pubblicazioni/cronache-del-passato/i-racconti/parte-ii---1890---1964/salvo-d'acquisto-eroe-e-martire-cristiano

 

Francesca Albanese diventa cittadina di Marzabotto



di Dubbio


Marzabotto consegna oggi, mercoledì 23 settembre, la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, nonostante le polemiche suscitate dalla decisione. La sindaca del Pd Valentina Cuppi ha confermato sia l’onorificenza sia la cerimonia, in programma al Teatro Comunale: «Non mi interessano le polemiche: ritengo le motivazioni per il conferimento assolutamente valide e le confermo».

Contro la decisione si è schierata la Federazione Italiana Associazioni Partigiane (FIAP), che, come riporta la Gazzetta di Bologna, contesta il significato del riconoscimento proprio nella città simbolo degli eccidi nazifascisti di Monte Sole.

Secondo la Federazione, la cittadinanza ad Albanese non può essere considerata semplicemente uno dei tanti riconoscimenti assegnati da un’amministrazione comunale. «Il gonfalone del Comune di Marzabotto è decorato con la Medaglia d’Oro al Valor Militare. La cittadinanza onoraria di Marzabotto non sarebbe un riconoscimento fra i tanti, ma un atto compiuto in nome di quelle vittime e della comunità che ne custodisce il ricordo».

La FIAP ha chiesto quindi alla sindaca di considerare anche «l’impatto simbolico» della decisione, richiamando il legame tra Marzabotto, Monte Sole e la memoria degli eccidi nazifascisti del 1944.

La Federazione precisa di non contestare il diritto di sostenere le posizioni espresse da Albanese, ma ritiene che queste non debbano essere associate alla storia della Resistenza italiana e alla memoria delle vittime di Monte Sole.

Il passaggio più duro della presa di posizione riguarda il possibile accostamento tra le vittime di Gaza e quelle degli eccidi nazifascisti. La FIAP parla di un «parallelismo tacito, non dichiarato ma inequivocabile: le vittime di Gaza come le vittime del nazifascismo, gli israeliani di oggi come i tedeschi di ieri».

Da qui la durissima conclusione della Federazione: «È un insulto alla memoria, oltre che un’inaccettabile narrazione antisemita, ed è tanto più grave che avvenga a Marzabotto, laddove i nomi incisi sulle pietre chiedono l’esatto contrario: precisione storica, distinzione, riconoscimento delle responsabilità reali e coerenza con i valori della Liberazione trasfusi nella Costituzione».

Contrario alla decisione si era dichiarato, già dopo l’annuncio, anche il capogruppo consiliare di Marzabotto, Morris Battistini, che aveva definito la scelta «un’offesa alla Memoria imperitura di Marzabotto e uno sfregio al simbolo di pace che il paese, con le vittime di Monte Sole, porta con orgoglio in giro per tutto il mondo».

Battistini ha annunciato che sarà presente alla cerimonia di conferimento della cittadinanza e ha preannunciato un intervento di dura disapprovazione.

Foto Gazzetta di Bologna 

A Madonna dei Fornelli il cinema diventa cammino: il 26 settembre arriva «Gli Dei della Via»

 Cine-trekking sui sentieri dell’Appennino bolognese e proiezione del cortometraggio alla presenza del regista e del cast



Un film da vedere, ma prima ancora un territorio da attraversare a piedi. È questa l’idea alla base dell’appuntamento in programma sabato 26 settembre a Madonna dei Fornelli, nel Comune di San Benedetto Val di Sambro, dove sarà protagonista «Gli Dei della Via», cortometraggio ambientato tra i paesaggi e i sentieri dell’Appennino emiliano e legato al percorso della Via degli Dei.

L’iniziativa, organizzata dalla Compagnia delle Guide Valli Bolognesi in occasione del decimo anniversario dell’associazione, propone una formula che unisce escursionismo, cinema e conoscenza del territorio: un cine-trekking attraverso alcuni dei luoghi nei quali sono state girate le scene del cortometraggio, seguito dalla proiezione del film proprio nei paesaggi che ne hanno fatto da scenario.

Il programma prenderà il via alle ore 12, con il ritrovo presso l’Emporio di Comunità di Foiantonda, in via della Libertà 2, a Madonna dei Fornelli. Da qui partirà il trekking, pensato non soltanto come attività escursionistica, ma anche come occasione per osservare e conoscere più da vicino i paesaggi dell’Appennino che hanno contribuito a costruire l’ambientazione e la storia raccontata nel film.

Alle ore 18 è prevista la proiezione di «Gli Dei della Via», alla presenza del regista e del cast. Sarà un momento di incontro con il pubblico, durante il quale saranno raccontati curiosità, emozioni e retroscena legati alla realizzazione del cortometraggio.

A seguire è previsto un brindisi con buffet.


Il programma

Emporio di Comunità di Foiantonda
Via della Libertà 2 – Madonna dei Fornelli, San Benedetto Val di Sambro

Sabato 26 settembre

  • Ore 12.00 – Ritrovo presso l’Emporio di Comunità di Foiantonda e partenza del cine-trekking
  • Ore 18.00 – Proiezione del cortometraggio «Gli Dei della Via»
  • Presenza del regista e del cast
  • A seguire, brindisi e buffet

L’iniziativa è organizzata dalla Compagnia delle Guide Valli Bolognesi ed è gratuita, con un contributo previsto per il buffet.

Per informazioni e dettagli sul programma è possibile consultare le locandine dell’evento oppure il sito della Compagnia delle Guide Valli Bolognesi.

Gaggio Tech, la vertenza si chiude ma resta il nodo dei 79 lavoratori esclusi

Ex Saga Coffee, conclusa la procedura per Gaggio Tech. Resta un presidio industriale con circa 40 posti di lavoro, ma per chi è rimasto fuori dalla riorganizzazione il futuro è ancora incerto


di Emanuela Cioni


La procedura per Gaggio Tech si è formalmente conclusa, ma la chiusura della vertenza non coincide, per tutti, con la fine delle difficoltà. Nel percorso di riorganizzazione della ex Saga Coffee, infatti, circa 40 posti di lavoro sono stati salvaguardati, mentre 79 lavoratrici e lavoratori hanno perso il posto e altrettante famiglie si trovano ora a fare i conti con un futuro occupazionale incerto.

Il mantenimento di una parte dell’attività industriale a Gaggio Montano rappresenta certamente un elemento importante per il territorio. La definizione del piano di riequilibrio e l’impegno dei soggetti coinvolti hanno consentito di preservare un presidio produttivo sull’Appennino bolognese, seppure fortemente ridimensionato rispetto alla situazione originaria.

Ma parlare di “parziale salvataggio” non può far dimenticare ciò che è accaduto a chi non è rientrato nel nuovo assetto occupazionale. Dietro i numeri ci sono persone che per anni hanno lavorato nello stabilimento e che oggi devono affrontare la ricerca di una nuova occupazione in un territorio dove le opportunità non sono sempre facilmente accessibili.

È proprio su questo fronte che, una volta conclusa la fase della vertenza, dovrebbe concentrarsi l’attenzione delle istituzioni. Perché la chiusura formale di una procedura non significa necessariamente la soluzione dei problemi sociali e occupazionali che quella procedura ha lasciato sul territorio.

Per questo, sarebbe ora necessario che la Regione Emilia-Romagna passasse dalle dichiarazioni alle misure concrete, mettendo rapidamente in campo un intervento a sostegno del ricollocamento delle persone rimaste senza lavoro. Tra le ipotesi, quella di un bando che riconosca un incentivo di 15 mila euro alle aziende per ogni lavoratore disoccupato assunto potrebbe rappresentare uno strumento diretto per favorire nuove assunzioni e sostenere le imprese disponibili a investire in nuova occupazione.

Un incentivo di questo tipo, se adeguatamente strutturato, potrebbe contribuire a trasformare una situazione di crisi in un'opportunità di reinserimento lavorativo, sostenendo contemporaneamente le persone espulse dal processo di riorganizzazione e il tessuto produttivo locale.

L’Appennino bolognese non ha bisogno soltanto di comunicati che raccontino ciò che è stato salvato. Ha bisogno anche di politiche attive e risorse immediate per chi il lavoro lo ha perso, affinché il ridimensionamento di uno stabilimento non si trasformi in un impoverimento permanente del territorio.

La vicenda Gaggio Tech può dunque considerarsi chiusa sul piano procedurale, ma sul piano occupazionale resta ancora aperta. Per i 79 lavoratori rimasti fuori dal nuovo assetto, il problema non finisce con la chiusura della vertenza: comincia adesso.

Gaggio Tech, chiusa la composizione negoziata della crisi: resta un presidio industriale a Gaggio Montano


Vertenza ex Saga Coffee, Regione, sindacati e proprietà: «Si conclude una fase complessa, segnata dall’impegno di tutte le parti nel percorso di parziale salvataggio»


Da Dubbio

Si è chiusa la procedura di composizione negoziata della crisi della Gaggio Tech Srl, società in liquidazione nata dalle vicende della ex Saga Coffee di Gaggio Montano, sull’Appennino bolognese. Regione Emilia-Romagna, organizzazioni sindacali e proprietà prendono atto dell’esito del percorso e dell’impegno profuso per sostenere il piano di riequilibrio della società.

«La definizione della vertenza Gaggio Tech, con la chiusura della procedura di composizione negoziata della crisi, vede compiersi una fase complessa, caratterizzata dall’impegno di tutte le parti coinvolte nel processo di parziale salvataggio della ex Saga Coffee», dichiarano l’assessore al Lavoro della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, le organizzazioni sindacali Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna e la proprietà.

«Pur a fronte di un doloroso ridimensionamento dei volumi occupazionali della società – proseguono – la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali prendono atto dell’impegno profuso dalle società Tecnostamp Triulzi Group e Minifaber, volto al sostegno del piano di riequilibrio della Gaggio Tech Srl in liquidazione».

Secondo quanto riferito dalle parti, a determinare il nuovo assetto della società hanno contribuito anche fattori esterni alla volontà degli imprenditori coinvolti nel tentativo di rilancio industriale del sito. Il calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e la riduzione dei volumi degli ordinativi hanno modificato le prospettive iniziali, rendendo sovradimensionati gli investimenti nel frattempo realizzati.

«A seguito dell’insorgere di fattori esterni alla volontà degli imprenditori chiamati al tentativo di rilancio industriale del sito – spiegano Regione, sindacati e proprietà – gli stessi sono stati costretti a procedere congiuntamente alla messa in liquidazione della società, a fronte del calo del fatturato atteso, in parte riconducibile al Gruppo Evoca, e del volume degli investimenti nel frattempo messi in campo, inizialmente stimati sulla base delle prospettive e successivamente resi sovradimensionati in relazione al calo degli ordinativi».

Con il supporto del liquidatore e dell’esperto nominato nell’ambito della procedura, è stato quindi definito un accordo con i creditori e con le lavoratrici e i lavoratori. L’intesa è stata sostenuta dagli impegni economici assunti da Tecnostamp Triulzi Group e da Alessandro Triulzi, nonché da Minifaber e dalla famiglia Melocchi.

«Tale impegno – sottolineano le parti – ha consentito di preservare circa 40 posti di lavoro presso l’impianto di Gaggio Montano».

Regione Emilia-Romagna, Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna prendono quindi atto degli esiti del piano e guardano al mantenimento del sito produttivo come elemento di continuità industriale per il territorio.

«Nel quadro di una delicata e complessa vicenda per il territorio emiliano – concludono – rileviamo il mantenimento di un presidio industriale a Gaggio Montano, seppure significativamente ridimensionato, quale risultato reso possibile dall’azione congiunta dei diversi soggetti coinvolti e dalle politiche messe in campo dall’Amministrazione».