venerdì 17 luglio 2026

Ondata di calore a Bologna e nei comuni limitrofi e in Pianura. Allertati i servizi sanitari

Temperature fino a 36° almeno fino a domenica 19 luglio. Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore luogo dove cercare cura e assistenza.

L’Azienda USL di Bologna informa:

Prosegue almeno fino a domenica 19 luglio l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 36 °C (fonte Arpae) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

L'Azienda USL di Bologna, in linea con le direttive regionali per mitigare gli effetti delle ondate di calore, ha predisposto un sistema integrato di interventi a tutela della salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Le misure per l'estate 2026, basate su un'attenta analisi dei dati degli anni precedenti, mirano a rafforzare prevenzione, assistenza e comunicazione.

Disponibile il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi
• Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
• Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
• Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
• Consumare frutta e verdura in abbondanza
• Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
• Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
• Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
• Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
• Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it raggiungibile al link https://www.ausl.bologna.it/seztemi/ondate-di-calore

Maxi frode sui bonus edilizi, da Bologna l'inchiesta che sequestra 21 milioni ai presunti Casalesi

L'indagine della Guardia di finanza, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, ha ricostruito un sistema di false fatture, crediti fiscali inesistenti e riciclaggio attraverso il circuito dell'«underground banking». Contestata anche l'aggravante del metodo mafioso.



È partita da Bologna l'indagine che ha portato al sequestro preventivo di beni per oltre 21 milioni di euro nei confronti di sette persone ritenute vicine al clan dei Casalesi, fazione Schiavone. L'inchiesta, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli e sviluppata dai nuclei di polizia economico-finanziaria della Guardia di finanza di Bologna e Napoli, ha fatto emergere un articolato sistema di frode sui bonus edilizi, affiancato da un sofisticato meccanismo di riciclaggio internazionale attraverso il cosiddetto underground banking, la rete finanziaria informale gestita da intermediari cinesi.

Le indagini sono state avviate nel 2021 dal Gico (Gruppo investigazione criminalità organizzata) della Guardia di finanza di Bologna, su delega della Procura felsinea. Gli investigatori avevano rilevato anomalie nella circolazione dei crediti fiscali legati al Bonus facciate al 90%, ricostruendo un sistema fondato su false fatture, società cartiere e prestanome. Attraverso questo meccanismo venivano generati crediti d'imposta inesistenti, inseriti nei cassetti fiscali delle imprese, ceduti a terzi oppure monetizzati.

Successivamente il fascicolo è stato trasmesso alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli, che stava già svolgendo un'indagine parallela sugli stessi soggetti. Su richiesta del pubblico ministero Giuseppe Visone e del procuratore aggiunto Michele Del Prete, il giudice per le indagini preliminari ha disposto il sequestro preventivo nei confronti dei sette indagati, accusati, a vario titolo, di associazione per delinquere, riciclaggio e autoriciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa.

Secondo gli investigatori, il gruppo operava dalla provincia di Caserta e, dopo essersi procurato le credenziali Spid di intestatari compiacenti delle pratiche edilizie, accedeva ai relativi cassetti fiscali, gestendoli direttamente. In questo modo gli indagati avrebbero creato, movimentato e monetizzato crediti d'imposta inesistenti per circa 20 milioni di euro.

Per ostacolare la ricostruzione dei flussi finanziari, il denaro veniva trasferito attraverso il sistema dell'underground banking. Parte delle somme confluiva su conti correnti riconducibili a cittadini cinesi e, mediante un circuito di compensazioni esterno ai canali bancari tradizionali, ritornava nella disponibilità dell'organizzazione. A supporto del sistema operavano anche "corrieri" incaricati di ritirare e consegnare il denaro contante.

I proventi della frode sarebbero stati reinvestiti nell'acquisto di beni mobili e immobili tra Trentola Ducenta e Castel Volturno, intestati a prestanome. Tra i beni sequestrati figurano un'imbarcazione di quasi dieci metri con due motori fuoribordo, due automobili, una motocicletta e crediti d'imposta ancora presenti nei cassetti fiscali delle imprese coinvolte. Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro supera i 21 milioni di euro.

L'operazione è scattata all'alba con l'impiego di circa cento finanzieri, che hanno eseguito 38 perquisizioni nelle province di Bologna, Firenze, L'Aquila e Caserta, oltre ai sequestri patrimoniali nel Casertano. Le attività erano finalizzate soprattutto all'individuazione di denaro e beni riconducibili ai proventi dell'attività illecita.

Per gli investigatori, l'inchiesta rappresenta anche un'ulteriore conferma del ruolo dell'Emilia-Romagna quale territorio di interesse per la criminalità organizzata, non solo come area di investimento dei capitali illeciti, ma anche come contesto in cui vengono progettate e sviluppate sofisticate frodi economico-finanziarie, in linea con quanto emerso da altre indagini degli ultimi anni.

Escursionista cade e batte violentemente la testa alle cascate del Dardagna: recuperato con il verricello


 



di Giulia Berni


Lizzano In Belvedere – Attimi di paura nel pomeriggio di ieri, 16 luglio, alle cascate del Dardagna, dove un giovane escursionista di 22 anni è rimasto ferito dopo una rovinosa caduta.

Erano da poco passate le 16.30 quando un gruppo di ragazzi ha contattato il Numero Unico di Emergenza 112 chiedendo aiuto. I giovani, partiti dal Santuario Mariano di Madonna dell'Acero, nel comune di Lizzano in Belvedere, stavano percorrendo il sentiero CAI 401 diretto alle suggestive cascate del fiume Dardagna.

Giunti all'ultima cascata, la più alta e vicina al Rifugio Cavone, il 22enne, residente a Matera, è improvvisamente caduto rovinosamente a terra, battendo violentemente la testa. Le condizioni del ragazzo hanno reso necessario l'immediato intervento dei soccorsi.

La Centrale Operativa 118 ha attivato il Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna, stazione Corno alle Scale, che ha inviato due squadre di tecnici, una da Lizzano in Belvedere e l'altra da Fanano. Raggiunto il gruppo, i soccorritori hanno valutato la situazione confermando la necessità dell'intervento dell'elisoccorso.

Poiché la zona non consentiva l'atterraggio, l'equipaggio dell'elicottero ha sbarcato medico e tecnico di elisoccorso mediante verricello. Dopo la valutazione sul posto da parte del medico anestesista, il giovane è stato immobilizzato, recuperato con la stessa tecnica e trasportato in elicottero all'Ospedale Maggiore di Bologna, dove è stato ricoverato in codice di media gravità.

Immagini di Danilo Righi 

Lama di Reno, il cuore del volontariato batte nel triangolo verde della valle: il Circolo tiene viva la comunità

 



 


Tra il fiume Reno, Monte Baco e Monte Sole si apre un piccolo triangolo di terra che racchiude uno degli angoli più significativi della valle del Reno. Il Reno ne disegna l'ipotenusa, mentre i due rilievi fanno da cateti, formando una naturale cornice verde che protegge il paese dai venti e offre refrigerio nelle torride giornate estive.

Il nome stesso di Lama di Reno richiama la particolare conformazione del fiume in questo tratto: una "lama", ovvero un letto quasi pianeggiante che rallenta la corsa dell'acqua, come se il Reno si fermasse per rivolgere un lento e affettuoso saluto al borgo.

Nel cuore del paese, all'interno del Circolo sportivo ricreativo, il tempo sembra seguire lo stesso ritmo tranquillo del fiume. Tra tavoli all'ombra, il profumo delle crescentine appena fritte e il vociare delle famiglie, i volontari si muovono con gesti ormai collaudati, trasformando la più semplice cucina di strada in un autentico momento di convivialità. È la tradizione della gastronomia montanaro-bolognese, preparata con passione e servita a chi sceglie Lama di Reno per una sosta all'insegna della buona tavola e del relax.

«Siamo un'associazione di volontari e gestiamo, per conto del Comune di Marzabotto, il Circolo sportivo ricreativo di Lama di Reno», raccontano gli operatori della cucina mentre rigirano una crescentina nell'olio bollente. «Il nostro obiettivo è mantenere vivo questo circolo, che vanta oltre quarant'anni di storia e di volontariato al servizio del territorio.»

L'impegno dell'associazione va ben oltre la ristorazione. «Ci occupiamo della manutenzione del parco, della struttura e del bar – spiegano – e riusciamo ad autofinanziarci grazie alle nostre iniziative: pranzi, cene, feste, l'apertura serale del bar durante l'estate e gli appuntamenti domenicali che organizziamo durante l'anno.»

Un'attività che ha anche una forte vocazione solidale. «Con il ricavato delle nostre iniziative sosteniamo enti benefici come ANT e AGEOP, oltre a promuovere raccolte fondi in occasione di calamità, come l'alluvione che ha colpito la Romagna, e altre emergenze.»

La forza del Circolo è racchiusa soprattutto nelle persone che, con discrezione e spirito di servizio, dedicano tempo ed energie alla comunità. Solo dopo qualche esitazione – perché la generosità raramente ama mettersi in mostra – i volontari accettano di riunirsi per una fotografia di gruppo.

Nello scatto compaiono Fabrizio Orsi, presidente dell'associazione, insieme a Giovanni Pacillo, Serena Zuffi, Giovanni De Simone, Donatella Degli Esposti, Massimiliano Nanni, Fabiana Rubbi, Silvano Rubini, Sabina Chiari, Ivano Giacobazzi, Leandro Chiari, Pierluca Venturi, Loredana Passini, Davide Paselli, Roberto Gherardi, Massimo Giovagnoni e Maurizia Laffi, ai quali si è unito anche l'ospite Maurizio Degli Esposti.

Dietro ogni crescentina servita e ogni serata organizzata c'è il lavoro silenzioso di questi volontari. Un impegno che, da oltre quarant'anni, rende il Circolo di Lama di Reno molto più di un luogo di ritrovo: un autentico presidio di socialità, solidarietà e appartenenza, capace di tenere vivo il cuore della comunità.

 (Ha collaborato Donatella Degli Esposti) 

Grizzana Morandi, un fine settimana tra arte, musica e cultura: Scola si anima con laboratori, spettacoli e inaugurazioni

 Dal 18 al 19 luglio un ricco calendario di appuntamenti tra incisione artistica, mostre, musica d'autore e l'inaugurazione della nuova sede della Sculca.


Sarà un fine settimana all'insegna dell'arte, della cultura e della valorizzazione del territorio quello in programma a Scola di Grizzana Morandi sabato 18 e domenica 19 luglio. L'antico borgo ospiterà infatti una serie di iniziative che coinvolgeranno artisti, musicisti e cittadini, nell'ambito della rassegna Spaesaggi e del progetto di promozione culturale del territorio.

Ad aprire il programma saranno, nelle mattinate di sabato 18 e domenica 19 luglio, dalle 9 alle 12, i laboratori di acquaforte condotti dal maestro Maurizio Boiani, un'occasione per avvicinarsi alle tecniche dell'incisione artistica sotto la guida di un esperto del settore.

Per tutto il fine settimana resterà inoltre visitabile la mostra dell'artista Madelin Torres, allestita nella sala espositiva piccola di Scola. L'esposizione propone sculture e altre opere che dialogano con gli spazi e l'atmosfera del borgo storico.

La serata di sabato 18 luglio, alle 20.30, si sposterà eccezionalmente a Campolo, presso il nuovo ostello, dove andrà in scena lo spettacolo "Il tempo dei cantautori" con Germano Bonaveri, accompagnato da tre musicisti. L'evento, organizzato dalla Sculca nell'ambito della rassegna Spaesaggi, rappresenta la prima "trasferta" dell'associazione e si inserisce nel programma inaugurale del nuovo Ostello di Campolo, parte del progetto "Da Campolo l'arte fa Scola", dedicato alla rinascita culturale del territorio.

Il momento più atteso sarà però domenica 19 luglio alle 17, quando verrà inaugurata ufficialmente la nuova sede della Sculca, al civico 2 di via Vimignano, concessa dal Comune di Grizzana Morandi all'associazione per i prossimi dieci anni. Alla cerimonia prenderanno parte le autorità locali e istituzionali.

L'inaugurazione sarà seguita da un buffet aperto ai partecipanti e da un coinvolgente momento musicale con la NUMA BOA Batucade Brasileira, gruppo che porterà nel borgo i ritmi e l'energia della tradizione brasiliana. L'appuntamento rappresenterà anche l'evento conclusivo dell'edizione 2026 della rassegna Spaesaggi.

Un fine settimana ricco di occasioni per vivere il borgo di Scola attraverso l'arte, la musica e la partecipazione, confermando il ruolo della cultura come motore di valorizzazione e rilancio dell'Appennino bolognese.