mercoledì 14 ottobre 2026

Suviana, proseguono le operazioni per accedere ai piani ancora allagati

 

Stamattina riunione tecnica in Procura con l'Ausl e i vigili del fuoco


© ANSA/Michele Lapini


Andranno avanti le operazioni per svuotare dall'acqua i piani ancora allagati (il -8 e il -9) della centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, teatro dell'esplosione del 9 aprile 2024 in cui morirono sette lavoratori.

Questa attività consentirà poi di effettuare ulteriori sopralluoghi nei locali sotterranei dell'impianto, dove permangono criticità strutturali, e poter così recuperare i dispositivi elettronici - computer, cellulari, pc e tablet - che potrebbero essere utili alle indagini della Procura di Bologna.
    A quanto si apprende, è ciò che emerge dalla riunione tecnica che si è tenuta questa mattina in Procura tra le pm titolari delle indagini - la procuratrice aggiunta Morena Plazzi e la sostituta Anna Sessa - con l'Ausl e i vigili del fuoco.
    L'incontro era stato organizzato per capire quale sia la posizione dell'Ausl sul livello di sicurezza della struttura, per poi capire quando e come si potranno svuotare dall'acqua i piani ancora allagati e far scendere in seguito i sommozzatori.
    Ad oggi però non sono stati stabiliti i tempi per svolgere queste operazioni.

I rischi sono legati al crollo di parte del pavimento del piano -7 e al fatto che possano esserci ulteriori cedimenti.
    Nel frattempo proseguiranno le attività istruttorie affidate alla sezione di polizia giudiziaria dei carabinieri. I consulenti tecnici incaricati hanno individuato una serie di questioni da approfondire e i pm titolari dell'indagine hanno intenzione di ascoltare testimoni. L'intenzione degli inquirenti è mettere a confronto le loro ricostruzioni con i dati tecnici ricavati dall'analisi della strumentazione dell'impianto, compresa quella recuperata nel giugno scorso.
    Sull'esplosione è in corso un'inchiesta per disastro colposo, omicidio colposo plurimo sul lavoro e lesioni colpose sul lavoro, con cinque persone indagate. (ANSA)

A1 Direttissima, camion si ribalta nella galleria Sparvo: morto il conducente 52enne. Cinque chilometri di coda

 L’incidente nel tratto tra Badia e l’allacciamento con l’A1 verso Bologna. Il mezzo pesante ha disperso sulla carreggiata un carico di legname e truciolato. Riaperta la circolazione, ma restano pesanti rallentamenti.



Tragedia sulla A1 Direttissima, dove il conducente di un camion, un uomo di 52 anni di nazionalità romena, ha perso la vita in seguito a un incidente avvenuto all’interno della galleria Sparvo, all’altezza del chilometro 16. Il mezzo pesante si è ribaltato, riversando sulla carreggiata il carico di legname e truciolato.

L’incidente ha reso necessaria la chiusura del tratto compreso tra Badia e l’allacciamento con l’A1 Milano-Napoli, in direzione Bologna. La circolazione è stata riaperta intorno alle 17, ma le conseguenze sull’assetto del traffico restano pesanti: nel tratto interessato si registrano circa cinque chilometri di coda a causa del traffico congestionato.

Sul posto sono intervenuti i soccorsi sanitari e meccanici, i Vigili del Fuoco, le pattuglie della Polizia Stradale e il personale della Direzione del quarto Tronco di Firenze di Autostrade per l’Italia.

A1 verso Firenze, altri cinque chilometri di coda per un camion in avaria

Disagi anche sulla A1 Milano-Napoli, in direzione Firenze, dove intorno alle 17.30 si sono formati circa cinque chilometri di coda tra il raccordo di Casalecchio e Sasso Marconi Nord.

La causa è un mezzo pesante in avaria all’altezza del chilometro 208. Nel tratto interessato il traffico procede su una sola corsia, con inevitabili ripercussioni sulla viabilità.

Sono intervenuti i soccorsi meccanici, la Polizia Stradale e il personale della Direzione del terzo Tronco di Bologna di Autostrade per l’Italia.

 

 

Il giovedì di Marzabotto: al via “Comunità Parlanti” e un nuovo corso dell’Università Primo Levi

 Giovedì 15 ottobre doppio appuntamento sul territorio: al Teatro comunale una proiezione cinematografica dedicata al dialogo interculturale, mentre a Lama di Reno prende il via un percorso di approfondimento personale e culturale promosso dall’Università Primo Levi.



Una giornata all’insegna della cultura, dell’incontro e della partecipazione. Giovedì 15 ottobre Marzabotto ospita due iniziative rivolte alla cittadinanza, con l’obiettivo di favorire il confronto tra persone e comunità diverse e offrire nuove opportunità di crescita culturale e personale.

Il programma comprende il debutto di “Comunità Parlanti”, progetto promosso dall’Associazione Donne in Strada APS, e l’avvio di un corso dell’Università Primo Levi dedicato alla ricerca di sé e al superamento delle difficoltà della vita quotidiana.

Al Teatro comunale debutta “Comunità Parlanti”

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 15 ottobre alle ore 14 al Teatro comunale di Marzabotto, in via Giacomo Matteotti 1, dove prenderà il via “Comunità Parlanti”, un progetto nato per promuovere il dialogo interculturale, valorizzare le diverse comunità presenti sul territorio e creare occasioni di incontro, conoscenza reciproca e partecipazione.

L’iniziativa, ideata dall’Associazione Donne in Strada APS, si propone di costruire spazi di condivisione attraverso il linguaggio della cultura e del cinema, favorendo il confronto tra esperienze, storie e sensibilità differenti.

Il primo appuntamento prevede la proiezione del film “Una sconosciuta a Tunisi”, in lingua araba con sottotitoli in italiano. Un’occasione per avvicinarsi a una realtà culturale diversa, stimolando curiosità, riflessione e dialogo.

L’ingresso è libero e aperto a tutta la cittadinanza. Il percorso proseguirà con altre due proiezioni, previste tra novembre e dicembre, che daranno continuità al progetto e alle sue finalità di inclusione e partecipazione.

A Lama di Reno il corso dell’Università Primo Levi

Sempre giovedì 15 ottobre, a Lama di Reno, prenderà il via anche un nuovo corso promosso dall’Università Primo Levi, realtà impegnata nell’educazione permanente degli adulti e nella promozione sociale e culturale.

Il percorso si intitola “Fuori dalle selve oscure – Uscire dagli smarrimenti dell’oggi e ritrovare sé stessi” e sarà condotto da Guido Mascagni.

Gli incontri si svolgeranno presso Cellulosa, in via Lama di Reno 30, a partire dalle ore 18.15, con una durata di circa 90 minuti ciascuno.

Il calendario prevede quattro appuntamenti: giovedì 15, 22 e 29 ottobre e giovedì 5 novembre.

Il titolo richiama la possibilità di affrontare le incertezze e gli smarrimenti del presente, dedicando tempo alla riflessione e alla riscoperta di sé. Il corso si inserisce nell’offerta formativa dell’Università Primo Levi, che promuove occasioni di apprendimento e approfondimento culturale rivolte agli adulti.


Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare i numeri 051 249868 e 338 9980659.

Due iniziative per una comunità più aperta e consapevole

Cinema, dialogo interculturale e formazione si incontrano dunque nella proposta culturale di Marzabotto. Da una parte, “Comunità Parlanti” punta a rafforzare la conoscenza reciproca e il senso di appartenenza attraverso il confronto tra culture; dall’altra, il corso dell’Università Primo Levi offre un’occasione di approfondimento e crescita personale.

Due percorsi differenti, accomunati dalla volontà di rendere la cultura uno strumento concreto di partecipazione, condivisione e arricchimento della vita della comunità.

Marzabotto, a Medelana torna la Festa d’Autunno: due giorni tra campane, castagne e sapori della tradizione

 Sabato 17 e domenica 18 ottobre appuntamento alla Chiesa di Medelana con l’Accademia campanaria, concerti, visite, musica e gastronomia. In programma anche la cena con polenta e ragù, il pranzo della domenica e le esibizioni di campanelle inglesi. Prenotazione obbligatoria per i pasti.




L’autunno porta con sé i colori del bosco, i profumi delle caldarroste e il piacere di ritrovarsi attorno alle tradizioni del territorio. È in questo scenario che si inserisce la Festa d’Autunno di Medelana, in programma sabato 17 e domenica 18 ottobre 2026 presso la Chiesa di Medelana, in via Medelana 38, nel territorio comunale di Marzabotto.

Due giornate dedicate alla musica, alla cultura e alla convivialità, con un programma che mette al centro l’Accademia campanaria e affianca alle iniziative musicali momenti di incontro e proposte gastronomiche legate ai sapori della stagione.

La manifestazione prenderà il via sabato 17 ottobre alle 15 con l’apertura dell’Accademia campanaria. Alle 15.30 è prevista la visita «Alla scoperta del castagneto», seguita, alle 17.30, dall’iniziativa «Impara l’arte campanaria», una scuola di campane pensata per avvicinare i partecipanti a questa particolare tradizione.

La giornata proseguirà alle 19.30 con una cena a base di polenta al ragù, salsiccia e formaggio, accompagnata da bevande, dolce e caffè. L’offerta è libera, a partire da 25 euro. Dalle 21 spazio alla musica con il dj set di Ferro&Dallas, per concludere la prima giornata in un’atmosfera di festa.

Domenica 18 ottobre sarà invece la musica delle campane a scandire i principali appuntamenti. Alle 9 è in programma il concerto di campane, seguito alle 10 dalla Santa Messa, presieduta da don Oreste Leonardi.

Alle 11, nella chiesa, si terrà il concerto di campanelle inglesi «Tintinnabula Palladiana», esibizione che tornerà anche nel pomeriggio, alle 15, offrendo al pubblico una nuova occasione per apprezzare le sonorità di questa particolare tradizione musicale.

A mezzogiorno e mezzo sarà servito il pranzo, con tortelloni, arrosto e contorno, oltre a bevande, dolce e caffè. Anche in questo caso l’offerta è libera, a partire da 27 euro.

Per entrambe le giornate non mancheranno inoltre musica, vin brulé, caldarroste e dolci, in un programma che punta a valorizzare le tradizioni locali e a offrire un’occasione di incontro per famiglie, appassionati e visitatori.

Per partecipare ai pasti è richiesta la prenotazione obbligatoria al numero 389 481 0693.

L’appuntamento è dunque a Medelana, per un fine settimana in cui l’atmosfera autunnale farà da cornice alla musica, alla cultura campanaria e alla buona tavola, riscoprendo il valore delle tradizioni e della convivialità nel cuore dell’Appennino bolognese.

Ladri “pentiti” restituiscono la cassaforte con cinque fucili. Indagano i Carabinieri

 

Foto dei Carabinieri di  Castiglione dei Pepoli

 

I malviventi hanno abbandonato la cassaforte in un’area verde dopo aver scoperto che, al suo interno, non c’erano oggetti di valore, ma un piccolo arsenale legalmente detenuto.

Foto dei Carabinieri di  Castiglione dei Pepoli


I Carabinieri della Stazione di Castiglione dei Pepoli hanno recuperato una cassaforte a muro rubata dall’abitazione di un libero professionista italiano sulla cinquantina, residente nell’Appennino bolognese. All’interno erano custoditi cinque fucili regolarmente detenuti dal proprietario.

Il furto è stato commesso nella serata di ieri. Al rientro a casa, l’uomo ha trovato l’abitazione svaligiata e si è accorto che i ladri, oltre ad aver portato via alcuni effetti personali e un orologio di lusso, avevano sradicato dalla parete la cassaforte contenente le armi.

Preoccupato per la sorte del proprio arsenale e consapevole della delicatezza della situazione, il professionista ha immediatamente contattato il Numero unico di emergenza 112. Poco dopo, sul posto sono intervenuti i Carabinieri della locale Stazione per effettuare il sopralluogo, raccogliere elementi utili alle indagini e avviare le ricerche della refurtiva.

La vicenda ha avuto, però, uno sviluppo inatteso. Una volta aperta la cassaforte, i ladri si sarebbero accorti che al suo interno non c’erano gioielli o altri beni preziosi, ma cinque fucili. A quel punto, probabilmente consapevoli delle ulteriori conseguenze penali che avrebbero potuto derivare dalla sottrazione delle armi, avrebbero deciso di non toccarle.

I malviventi hanno quindi richiuso lo sportello e abbandonato la cassaforte in un’area verde della zona, dove è stata successivamente ritrovata e recuperata dai Carabinieri.

Le armi sono state sottoposte ai controlli del caso e restituite al legittimo proprietario. Proseguono ora le indagini per identificare i responsabili del furto e ricostruire l’intera vicenda.

Quella che potrebbe sembrare una sorta di restituzione dettata da un improvviso scrupolo si è dunque tradotta in un recupero importante, soprattutto per evitare che le armi finissero nella disponibilità di persone non autorizzate.