domenica 27 settembre 2026

Centri estivi 2026, nuovo bando per i contributi alle famiglie di Casalecchio di Reno

 Rimborsi fino a 200 euro per figlio per la frequenza dei centri estivi accreditati. La soglia ISEE sale a 35.000 euro. Domande online dal 25 settembre al 12 ottobre



Il Comune di Casalecchio di Reno informa che è aperto il nuovo bando per l’erogazione di contributi a sostegno delle famiglie per la frequenza dei centri estivi nell’estate 2026.

L’iniziativa, finanziata attraverso il Fondo nazionale per le attività socio-educative a favore dei minori – anno 2026, con il contributo del Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri, è finalizzata a potenziare l’offerta dei servizi educativo-ricreativi e a garantire un concreto sostegno economico alle famiglie.

La principale novità del bando è l’innalzamento a 35.000 euro della soglia ISEE per accedere al contributo, destinato alla frequenza dei centri estivi accreditati.

Requisiti di accesso e beneficiari

Il contributo è riservato ai minori residenti nel Comune di Casalecchio di Reno, con almeno un genitore o esercente la responsabilità genitoriale anch’esso residente, di età compresa tra 3 e 13 anni, nati dal 1° gennaio 2013 al 31 dicembre 2023.

Il bando è rivolto alle famiglie che non hanno già ottenuto il contributo previsto dal “Progetto regionale di conciliazione vita-lavoro” o che sono risultate non ammesse a seguito della prima istruttoria e che, inoltre, rispettano i seguenti requisiti:

·         Attestazione ISEE per minorenni in corso di validità e inferiore a 35.000 euro;

·         Condizione lavorativa o familiare: entrambi i genitori devono essere occupati, oppure fruitori di ammortizzatori sociali o disoccupati con Patto di servizio attivo. Il contributo è accessibile anche nel caso in cui uno solo dei genitori sia impegnato in compiti di cura continuativi per la presenza nel nucleo familiare di una persona con disabilità grave o non autosufficiente.

Entità del contributo

Il contributo è riconosciuto nella misura massima di 200 euro per ciascun minore, fino a un massimo di 100 euro a settimana, anche per settimane non consecutive e per periodi di frequenza presso strutture differenti.

L’importo effettivamente riconosciuto potrà essere rimodulato in proporzione alla disponibilità complessiva delle risorse del Fondo.

Per accedere al beneficio, i centri estivi frequentati devono essere tra quelli accreditati dalla Regione Emilia-Romagna per l’anno 2026. Alla domanda dovrà inoltre essere allegata copia delle fatture o delle ricevute che comprovino l’avvenuto pagamento delle rette.

Tempi e modalità di presentazione delle domande

Le domande potranno essere presentate dalle ore 9.00 del 25 settembre 2026 alle ore 14.00 del 12 ottobre 2026.

La procedura è disponibile online attraverso il portale dei servizi online del Comune, con accesso tramite SPID o CIE.

Chi non è in possesso di un’identità digitale potrà rivolgersi personalmente allo Sportello Semplice del Comune, dove sarà possibile ricevere assistenza nella presentazione della domanda.

Informazioni

Il testo completo del bando e il link per la presentazione delle domande sono disponibili sul sito istituzionale del Comune di Casalecchio di Reno, alla pagina:

http://tiny.cc/contributicentriestivi

sabato 26 settembre 2026

Incendio a Sasso Marconi, in fiamme una struttura per il ricovero degli attrezzi

Intervento dei Vigili del Fuoco nel pomeriggio in via Barleda, al confine con il territorio di Monte San Pietro. Sul posto anche i Carabinieri. Nessun ferito segnalato



Un incendio è divampato nel pomeriggio di oggi in una struttura adibita al ricovero di attrezzi situata in via Barleda, a Sasso Marconi, in prossimità del confine con il territorio comunale di Monte San Pietro.

L’allarme è scattato intorno alle 14, quando una densa colonna di fumo ha iniziato a levarsi dalla struttura. A dare l’allerta sarebbero stati i proprietari, che si sono accorti dell’incendio quando le fiamme avevano già interessato l’immobile.

Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco, inizialmente con due autobotti. L’azione di spegnimento si è rivelata particolarmente impegnativa e, per fronteggiare l’incendio, si è reso necessario l’arrivo di altri due mezzi dei Vigili del Fuoco. Le squadre hanno quindi lavorato a lungo per circoscrivere le fiamme e mettere in sicurezza l’area.

Nella zona dell’intervento sono arrivati anche i Carabinieri di Sasso Marconi, impegnati nel garantire l’accessibilità e la sicurezza dell’area, consentendo ai mezzi di soccorso di operare nelle condizioni necessarie per rendere più efficace l’attività di spegnimento.

Restano ancora da accertare le cause dell’incendio. Sono in corso le verifiche da parte delle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto.


Secondo indiscrezioni al momento non verificate, il rogo potrebbe essersi sviluppato inizialmente in alcune sterpaglie nelle vicinanze della struttura, per poi propagarsi all’immobile. Sempre secondo questa ricostruzione, ancora da confermare, i proprietari si sarebbero accorti dell’incendio quando le fiamme avevano già raggiunto la struttura e il rogo era in una fase particolarmente intensa.

Al momento non risultano persone ferite né, secondo le prime informazioni disponibili, coinvolte direttamente dall’incendio. Sul posto è rimasto comunque a lungo anche un mezzo della Pubblica Assistenza di Sasso Marconi, a supporto delle operazioni di soccorso.

Saranno gli accertamenti nelle prossime ore a chiarire l’origine del rogo e l’eventuale entità dei danni provocati alla struttura.

 

Piccolo Giro dell’Emilia, domenica cambia la viabilità: transito a Casalecchio, Sasso Marconi e Marzabotto



Domenica 27 settembre torna il Piccolo Giro dell’Emilia, la corsa ciclistica riservata alle categorie Under 23 ed Elite e organizzata dalla SC Ceretolese 1969. Il passaggio dei corridori comporterà modifiche temporanee alla circolazione a Casalecchio di Reno, Sasso Marconi e Marzabotto, oltre che lungo il resto del percorso.

La partenza è fissata alle 13.30 da via Risorgimento, a Zola Predosa. Dieci minuti più tardi è previsto il chilometro zero a Casalecchio di Reno, all’incrocio tra via Porrettana e via Marconi. Da qui la corsa proseguirà verso Sasso Marconi e Marzabotto, prima di attraversare le valli del Reno e del Samoggia.

Il tracciato misura circa 152 chilometri, con oltre 2.000 metri di dislivello. In Valsamoggia i ciclisti transiteranno, tra le altre località, da Cà Bortolani, Savigno, Zappolino, Stiore, Monteveglio, Muffa e Crespellano.

Il finale si svolgerà sulle colline di Zola Predosa, con tre giri del circuito di San Lorenzo in Collina e due del circuito che comprende lo strappo di via Montevecchio. L’arrivo è previsto a Zola tra le 17.10 e le 17.30.

Le modifiche alla viabilità

La circolazione sarà interrotta temporaneamente, per il tempo necessario al passaggio della gara e dei mezzi dell’organizzazione. Gli orari sono quindi indicativi e potranno variare in base all’andamento della corsa.

A Casalecchio di Reno sono possibili interruzioni su via Marconi, via Porrettana e sulle strade che vi si immettono nella fascia oraria compresa indicativamente tra le 13.30 e le 17.30.

Nella zona collinare di Zola Predosa, il tratto Ponterivabella–SP 75 via Landa–via San Lorenzo–via San Martino–via Dondarini sarà interessato dal passaggio della gara indicativamente tra le 15.15 e le 17.30.

La competizione interesserà inoltre la viabilità dei territori attraversati, con sospensioni temporanee della circolazione necessarie a garantire il passaggio in sicurezza dei ciclisti e dei mezzi al seguito.

Giornate Europee del Patrimonio 2026: a Bologna e nell’area metropolitana 75 appuntamenti per proteggere, rinnovare e reinventare il patrimonio

Sabato 26 e domenica 27 settembre oltre 70 iniziative tra aperture straordinarie, visite guidate, laboratori, percorsi e attività per famiglie. Coinvolti 26 istituzioni, 37 luoghi della cultura e 14 Comuni



Musei, spazi espositivi, archivi e luoghi della cultura di Bologna e dell’area metropolitana tornano ad animarsi in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2026, in programma sabato 26 e domenica 27 settembre.


Per il quarto anno consecutivo, numerose istituzioni culturali del territorio partecipano alla manifestazione attraverso una progettualità e una comunicazione condivise, con l’obiettivo di valorizzare il sistema museale metropolitano e rafforzare la collaborazione tra le sue diverse realtà.

Sono 26 le istituzioni aderenti, 37 i luoghi coinvolti, distribuiti in 14 Comuni, per un totale di 75 attività: aperture straordinarie, visite guidate, itinerari all’aperto, incontri, laboratori rivolti alle bambine e ai bambini, iniziative per le famiglie e occasioni speciali di approfondimento.

Il programma è realizzato con il coordinamento del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e della Città metropolitana di Bologna.

“Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”

È “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” il tema scelto in Italia per l’edizione 2026 delle Giornate Europee del Patrimonio, la manifestazione culturale che dal 1999 viene promossa congiuntamente dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea, dopo essere stata avviata in Francia nel 1985.

Il tema invita a riflettere sulle sfide che oggi interessano il patrimonio culturale, materiale e immateriale, e sulle responsabilità condivise necessarie a garantirne la conservazione, la vitalità e la trasmissione alle generazioni future.

Digitalizzazione, mobilità, cambiamenti climatici, calamità naturali e conflitti espongono infatti il patrimonio culturale e paesaggistico a rischi di perdita, deterioramento e trasformazione. Al tempo stesso, le trasformazioni della società offrono l’opportunità di sperimentare nuovi strumenti, linguaggi e modalità di accesso e partecipazione.

Come sottolinea il Ministero della Cultura, che promuove e coordina in Italia le Giornate Europee del Patrimonio, il tema 2026 richiama innanzitutto l’impegno comune per la cura e la salvaguardia dei beni culturali e paesaggistici. “Rinnovare” significa invece sviluppare strumenti e competenze capaci di rispondere alle esigenze contemporanee, favorendo una gestione sostenibile, inclusiva e partecipata. “Resistere” richiama il ruolo delle comunità nel riconoscere il patrimonio come elemento di memoria, identità e coesione anche nei momenti di crisi. “Reinventare”, infine, significa immaginare nuove modalità di fruizione, interpretazione e trasmissione, affinché il patrimonio continui a essere una risorsa viva e capace di dialogare con la società contemporanea.

Un patrimonio diffuso, da Bologna all’Appennino

Il programma bolognese coinvolge un territorio particolarmente articolato, nel quale il patrimonio culturale si presenta attraverso musei civici e nazionali, raccolte d’arte, archivi, siti archeologici, dimore storiche, luoghi della memoria e istituzioni universitarie e culturali.

A Bologna partecipano il Comune di Bologna – Settore Musei Civici, con il Museo Civico Archeologico, il Museo Civico Medievale, le Collezioni Comunali d’Arte, il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini, il MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna e Museo Morandi, il Museo per la Memoria di Ustica, il Museo internazionale e biblioteca della musica, il Museo del Patrimonio Industriale, il Museo civico del Risorgimento e il Cimitero Monumentale della Certosa.

A questi si aggiungono CUBO – archivio e museo d’impresa del Gruppo Unipol, con le sedi di Porta Europa e Torre Unipol; i Musei Nazionali di Bologna – Direzione Regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna, con la Pinacoteca Nazionale di Bologna; la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, con Casa Saraceni; la Fondazione Palazzo Boncompagni; La Quadreria di ASP Città di Bologna; il Museo d’arte Lercaro; il Museo della Beata Vergine di San Luca; il Museo Ottocento Bologna; Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna; lo SMA – Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna, con la Collezione di Zoologia; e la UniCredit Art Collection, con Palazzo Magnani.

Il programma si estende quindi nell’area metropolitana, coinvolgendo realtà e luoghi distribuiti tra Alto Reno Terme, Baricella, Castenaso, Dozza, Grizzana Morandi, Imola, Ozzano dell’Emilia, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena, San Pietro in Casale, Sasso Marconi e Valsamoggia, oltre a Bologna.

Tra le sedi figurano l’Archivio Museo Cesare Mattei di Riola Ponte, la Casa della Pallacanestro di Alto Reno Terme, la Sala Archivio Bibi Ballandi di Baricella, il MUV – Museo della civiltà Villanoviana di Castenaso, Palazzo Tozzoni di Imola, il Museo della città romana di Claterna e la Scuola Cavalier Foresti – Al Girotondo di Ozzano dell’Emilia, l’ex chiesa e convento di San Francesco a San Giovanni in Persiceto e il Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena.

Completano la rete Palazzo delle Tombe a San Pietro in Casale, Dinosauri in carne e ossa – EVOLUTION a San Lazzaro di Savena, il Museo della Rocca di Dozza, il Museo Marconi e Villa Griffone a Pontecchio Marconi, la Rocca dei Bentivoglio e il Museo Civico Archeologico “Arsenio Crespellani” a Bazzano, il Museo Nazionale Etrusco e area archeologica di Kainua (MNEMA) e il Porretta SOUL Museum di Porretta Terme.

Ingresso speciale a un euro

Una particolare opportunità è prevista per la serata di sabato 26 settembre: in alcune sedi sarà possibile accedere con una tariffa speciale di 1 euro, fatta salva l’applicazione delle gratuità previste dalla legge.

L’iniziativa riguarderà i Musei Civici di Bologna a partire dalle ore 16 e la Pinacoteca Nazionale di Bologna a partire dalle ore 19.

Un patrimonio da conoscere e condividere

Nate in Francia nel 1985 su iniziativa del Consiglio d’Europa, le Giornate Europee del Patrimonio sono diventate, dal 1999, un’iniziativa congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea. Nel corso degli anni hanno offerto a milioni di cittadini l’opportunità di conoscere luoghi, collezioni e testimonianze spesso non accessibili nella quotidianità, contribuendo a far emergere storie, persone e comunità che hanno contribuito a costruire il patrimonio culturale europeo.

L’obiettivo è favorire una maggiore conoscenza di una storia europea condivisa, promuovere la partecipazione alla vita culturale e rafforzare la consapevolezza del valore del patrimonio e della sua trasmissione alle generazioni future.

A Bologna e nell’area metropolitana, l’edizione 2026 propone dunque un fine settimana nel quale conoscenza, partecipazione e valorizzazione del patrimonio si intrecciano in una proposta diffusa: un invito a scoprire musei e luoghi della cultura, ma anche a interrogarsi sul modo in cui conservarli, interpretarli e renderli parte viva della società contemporanea.

Tutte le informazioni, il programma completo e le modalità di partecipazione sono disponibili sul sito della Città metropolitana di Bologna:

Hashtag ufficiali:
#GEP2026 #EuropeanHeritageDays #MiC #museitaliani #EHDays #GiornateEuropeeDelPatrimonio

Informazioni e contatti

Settore Musei Civici Bologna
Facebook: Musei Civici Bologna
Instagram: @bolognamusei
YouTube: @museicivicibologna

Città metropolitana di Bologna
Facebook: Città metropolitana di Bologna
Instagram: @bolognametropolitana
X: @CittametroBologna

 

Marzabotto, la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese nel segno della memoria e dei diritti umani

Il Comune precisa le ragioni del conferimento: “La memoria di Monte Sole deve tradursi in impegno nel presente”


Il Comune di Marzabotto interviene per precisare il significato del conferimento della cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, assegnata nel corso di una cerimonia svoltasi mercoledì al Teatro Comunale. Il conferimento era stato deliberato a maggioranza dal Consiglio comunale il 3 ottobre 2025.

La scelta, spiega l'Amministrazione, si inserisce nel lungo percorso intrapreso da Marzabotto sui temi della memoria, della pace, dei diritti umani e della solidarietà con i popoli vittime di conflitti e violenze. Un impegno che il Comune riconduce in particolare alla propria storia e al lavoro sviluppato, a partire dagli anni Sessanta, anche attraverso l'esperienza di Dante Cruicchi, prima come sindaco, poi come presidente del Comitato per le Onoranze ai Caduti di Marzabotto e come fondatore dell'Unione Mondiale delle Città Martiri.

Marzabotto, Città Messaggera di Pace, lega infatti la propria identità alla memoria degli eccidi nazifascisti di Monte Sole. Un'eredità che l'Amministrazione considera non soltanto come patrimonio storico da custodire, ma anche come responsabilità civile da esercitare di fronte alle violazioni dei diritti umani contemporanee.

Nel Sacrario di Marzabotto, ricorda il Comune, lungo la scalinata che conduce alle vittime degli eccidi di Monte Sole sono presenti targhe dedicate ad altri luoghi e popolazioni colpite dalla violenza: Auschwitz, Halabja, Srebrenica. È da questo itinerario della memoria che l'Amministrazione fa discendere la propria scelta di intervenire nel dibattito internazionale sui conflitti e sulla tutela dei diritti fondamentali.

Dalla memoria all'impegno nel presente

La posizione espressa dal Comune riguarda in particolare la situazione nei territori palestinesi occupati e nella Striscia di Gaza. L'Amministrazione sottolinea di avere promosso negli anni iniziative di dialogo e confronto tra realtà israeliane e palestinesi impegnate per la pace e ricorda l'accoglienza, a Marzabotto, di giovani israeliani e palestinesi fin dagli anni Ottanta.

«Per noi la Memoria deve essere uno strumento per agire nel presente», è il principio ribadito dal Comune, secondo il quale il lavoro sulla memoria deve accompagnarsi alla costruzione di ponti tra comunità e alla denuncia delle violazioni dei diritti umani.

È in questo quadro che viene motivata la cittadinanza onoraria ad Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel territorio palestinese occupato dal 1967, incarico che ricopre tuttora secondo l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani. spinternet.ohchr.org

L'Amministrazione comunale definisce il lavoro della relatrice «un impegno instancabile nella tutela del diritto internazionale e nella difesa dei diritti umani», sottolineandone le denunce relative all'occupazione, alla situazione umanitaria a Gaza e alle responsabilità di Stati, imprese e individui.

Albanese ha sostenuto, nei suoi rapporti alle Nazioni Unite, che vi siano ragionevoli motivi per ritenere raggiunta la soglia indicativa del genocidio a Gaza. Si tratta delle conclusioni espresse dalla relatrice speciale nell'ambito del proprio mandato e non di una sentenza giudiziaria definitiva. ohchr.org

La questione è inoltre oggetto di un procedimento davanti alla Corte internazionale di giustizia nel caso Sudafrica c. Israele, nel quale la Corte ha disposto misure provvisorie vincolanti nei confronti di Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio. Il procedimento sul merito è distinto dalle valutazioni contenute nei rapporti della relatrice speciale. Corte Internazionale di Giustizia+1

Il riconoscimento ad Albanese

Nel motivare il conferimento, il Comune di Marzabotto attribuisce ad Albanese il merito di avere svolto il proprio mandato con «rigore e indipendenza», denunciando, secondo la prospettiva espressa nei suoi rapporti, violazioni del diritto internazionale e dei diritti della popolazione palestinese.

La motivazione ufficiale della cittadinanza onoraria richiama inoltre il suo lavoro di denuncia delle responsabilità di Stati, aziende e individui e l'attenzione dedicata alle conseguenze dell'occupazione e delle operazioni militari sulla popolazione palestinese.

Sul piano giudiziario internazionale, va ricordato che nel novembre 2024 la Corte penale internazionale ha emesso un mandato d'arresto nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, contestando, a livello di accuse, crimini di guerra e crimini contro l'umanità; il mandato non equivale a una condanna e il procedimento riguarda responsabilità individuali specifiche. Corte Penale Internazionale

La visita a Monte Sole

Nel messaggio del Comune, un passaggio particolare è dedicato alla presenza di Francesca Albanese a Marzabotto e alla visita ai luoghi della memoria.

L'Amministrazione ringrazia la relatrice speciale per avere visitato il Sacrario di Marzabotto, il Centro di Interpretazione di Monte Sole, la Scuola di Pace e il Poggio Re_Esistente, fermandosi a parlare con le persone impegnate nelle attività del territorio.

Un'esperienza che, nelle parole del Comune, ha rappresentato anche un'occasione di confronto sul significato della memoria e sul lavoro quotidiano svolto sulle colline di Monte Sole.

È proprio da questo incontro tra memoria storica e responsabilità nel presente che Marzabotto fa discendere il senso della cittadinanza onoraria: ricordare le vittime degli eccidi e, nello stesso tempo, mantenere viva l'attenzione sui diritti umani, sulla legalità internazionale e sulla necessità di prevenire nuove violenze.

«Qui ci sono mani disposte ad alimentare il fuoco della Memoria», è la frase con cui il Comune conclude il proprio messaggio, trasformando il riconoscimento ad Albanese in un ulteriore richiamo al ruolo che Marzabotto intende svolgere come luogo della memoria, del dialogo e della cultura della pace.