venerdì 16 ottobre 2026

Infarto, a Bologna si sopravvive il triplo che nel resto d'Italia

 La media in città è di un arresto cardiaco al giorno, il 17% dei colpiti si salva



 

A Bologna, dove l'anno scorso si è registrata una media di quasi un infarto al giorno, si sopravvive a un arresto cardiaco quasi tre volte più che nel resto d'Italia.

E il merito è anche dei cittadini che, nel caso del bisogno, intervengono per prestare soccorso e fare il massaggio cardiaco, anche grazie all'uso del Dae RespondER, l'app regionale sviluppata dall'Ausl di Bologna con cui il 118 avvisa i cittadini vicini a un arresto cardiaco in corso, indicando il defibrillatore più vicino.
    In particolare, in città sopravvive all'arresto cardiaco il 17% delle persone colpite, mentre in Italia la media è del 6,6%, e in Europa del 7,5%.

Inoltre, nel 57% dei casi, nel 2025, un cittadino ha risposto all'allerta del 118 e ha accettato di intervenire: "206 persone pronte a correre per salvare qualcuno che magari non avevano mai visto". I dati sono stati resi noti in occasione della settimana per la rianimazione cardiopolmonare: diverse centinaia di studenti e cittadini si sono radunati nel cortile del Comune di Bologna, per imparare le manovre salvavita, alla presenza di professionisti dell'Ausl di Bologna e del Policlinico Sant'Orsola.
    Nel dettaglio, lo scorso anno il 118 dell'Emilia-Romagna è intervenuto 1.789 volte per persone in arresto cardiaco. Di questi casi, 364 sono avvenuti nell'area metropolitana di Bologna. In queste situazioni, il tempo è tutto: "Se io ho un arresto cardiaco ora perdo il 10% di possibilità di essere rianimato ogni minuto che passa, se un cittadino interviene dilata questo tempo di due o tre volte", spiega Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell'Ausl di Bologna all'ospedale Maggiore. In cinque anni, la risposta dei cittadini sull'uso dell'app in regione è raddoppiata, dal 25% al 50%. Oggi in un caso su due qualcuno si attiva, e nel 28% dei casi più di una persona. La Regione ha finanziato con quasi 450 mila euro l'Ausl di Bologna per distribuire 230 nuovi Dae nei comuni dell'area metropolitana. (ANSA) 

 

Maxi operazione antidroga nell’Appennino: sequestrate oltre 600 piante di marijuana

Controlli nelle aree boschive dell’Appennino tosco-emiliano: in campo i Carabinieri di Loiano, San Lazzaro di Savena, Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro. La piantagione è stata sequestrata a carico di ignoti. Indagini in corso per individuare i responsabili.



Oltre 600 piante di marijuana individuate e sequestrate nel corso di un’operazione dei Carabinieri nelle aree boschive dell’Appennino tosco-emiliano. L’intervento rientra nelle attività di controllo del territorio e di rastrellamento finalizzate al contrasto della produzione e del traffico di sostanze stupefacenti, nonché alla prevenzione di possibili infiltrazioni della criminalità organizzata.

L’operazione è stata condotta dai Carabinieri della Stazione di Loiano, con il supporto del Nucleo Operativo e Radiomobile di San Lazzaro di Savena e dei Nuclei Carabinieri Forestale di Monghidoro e San Benedetto Val di Sambro.

Nel corso delle perlustrazioni nelle zone boschive e nelle aree più impervie dell’Appennino, i militari hanno individuato un’estesa coltivazione illecita di cannabis. Al termine dell’intervento è scattato il sequestro probatorio, a carico di ignoti, di oltre 600 piante di marijuana.

Insieme alla coltivazione, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato anche attrezzature e strumentazioni idrauliche utilizzate per l’irrigazione e la cura delle piante, elementi che saranno esaminati nell’ambito degli accertamenti investigativi.


La scoperta è stata immediatamente comunicata al pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Bologna, che ha assunto la direzione delle indagini.

L’obiettivo degli investigatori è ora risalire ai responsabili della coltivazione e ricostruire l’eventuale filiera di produzione e distribuzione dello stupefacente, per chiarire la destinazione della marijuana e verificare se dietro l’impianto illecito vi fosse un’organizzazione più ampia.

Le indagini dei Carabinieri proseguono per identificare i soggetti coinvolti e definire tutti gli aspetti della vicenda.


Link video: https://we.tl/t-SW9T61tWUaeSsut8


Marzabotto, Forza Italia presenta una mozione per revocare la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese

 




L’assegnazione della cittadinanza onoraria di Marzabotto a Francesca Albanese torna al centro del dibattito politico locale. A riaccendere la discussione è Morris Battistini, capogruppo consiliare di Forza Italia, che ha annunciato il deposito di una mozione per chiedere la revoca dell’onorificenza conferita alla relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati.

«Una scelta motivata da ragioni che ritengo importanti e che ho voluto spiegare nel dettaglio in questo reel», afferma Battistini, sottolineando come la sua iniziativa intenda riportare al centro del confronto il significato e il valore di un’onorificenza attribuita da una comunità. Il capogruppo ha inoltre invitato a seguire il video nel quale illustra le motivazioni della proposta.

La vicenda sembrava essersi conclusa con la decisione assunta dal Consiglio comunale, al termine di un confronto politico acceso e caratterizzato da posizioni fortemente contrapposte. Il conferimento della cittadinanza onoraria aveva infatti suscitato un dibattito intenso tra le diverse rappresentanze politiche, con uno scontro dialettico dai toni particolarmente accesi.

Ora, con il deposito della mozione, la questione torna sul tavolo della politica marzabottese. Battistini, evidentemente contrario alla decisione già adottata dall’assemblea consiliare, punta a riaprire il confronto e a sottoporre nuovamente la scelta al vaglio del Consiglio.

Resta da capire quale sarà l’accoglienza riservata alla proposta e quali sviluppi potrà avere l’iniziativa e se qualcosa da allora è cambiato. La nuova discussione potrebbe offrire l’occasione per ribadire le posizioni già espresse oppure alimentare ulteriormente le distanze tra le forze politiche. Quel che appare certo è che la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, almeno sul piano del confronto politico locale, non è ancora una pagina definitivamente chiusa.

https://www.instagram.com/reel/DejUjr6R9ly/?dlrf=MWJldmd1cGN1ZHlxag==    

 #Marzabotto #ForzaItalia #FrancescaAlbanese #CittadinanzaOnoraria #politica 

Sorella arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo: inaugura la seconda tappa al Museo Civico Medievale di Bologna

 Oggi, venerdì 16 ottobre, alle 17.30, l’inaugurazione del percorso espositivo al Lapidario del Museo Civico Medievale. Due musei, due epoche e un unico progetto per celebrare l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi.



Due epoche, due musei e un’unica mostra per rileggere la figura di san Francesco attraverso il dialogo tra arte medievale e ricerca contemporanea. Oggi, venerdì 16 ottobre, alle 17.30, inaugura al Lapidario del Museo Civico Medievale di Bologna la seconda tappa di Sorella arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo, il progetto espositivo promosso dal Museo d’Arte Lercaro e dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna, in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo.

Per la prima volta, le due istituzioni collaborano alla realizzazione di una mostra concepita come un racconto unitario, articolato in due sedi e in altrettanti percorsi complementari. Dopo la prima parte allestita al Museo Lercaro, il progetto approda al Museo Civico Medievale con una nuova prospettiva di ricerca, che mette in relazione le testimonianze della cultura figurativa dei secoli XIII e XIV con opere del Novecento e della contemporaneità.

La mostra, curata da Mark Gregory D’Apuzzo, Pasquale Fameli, Giovanni Gardini e Fabio Massaccesi, si fonda sul confronto diretto tra opere distanti nel tempo, chiamate a dialogare senza annullare le rispettive differenze. Gli accostamenti non intendono ricostruire una storia di influenze né individuare semplici analogie formali: è proprio la distanza storica ed espressiva a generare nuove possibilità di lettura e a offrire prospettive inedite per interrogare la figura di san Francesco e la sua eredità spirituale e culturale.

I due itinerari, quello del Museo Lercaro e quello del Museo Civico Medievale, conservano ciascuno la propria identità, ma trovano nel dialogo reciproco il loro significato più compiuto. Il Medioevo e il contemporaneo si incontrano così in un percorso che invita a superare le consuete categorie cronologiche, lasciando emergere nuove corrispondenze e differenti interpretazioni.

L’esposizione riunisce opere provenienti dal Museo Civico Medievale e dal Museo d’Arte Lercaro, affiancate da prestiti della Pinacoteca Nazionale di Bologna, del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, delle Collezioni Comunali d’Arte di Bologna, della Pinacoteca Comunale di Faenza, del Museo Diocesano di Faenza, del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza e del Patrimonio Artistico del Gruppo Unipol.

Accanto agli artisti attivi tra il XIII e il XIV secolo, il percorso presenta opere di protagonisti dell’arte moderna e contemporanea, tra cui Lucio Fontana, Alberto Burri, Ettore Spalletti, Giuseppe Penone, Floriano Bodini, Sidival Fila, Maurizio Osti e Aldo Borgonzoni.

La mostra è realizzata con il patrocinio del Comitato nazionale per la celebrazione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, della Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università di Bologna e del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Il progetto rientra inoltre negli eventi OFF del Festival Francescano.

Gli organizzatori ringraziano Devotio ed Ereligio per il loro contributo.

Entrambe le sezioni della mostra saranno visitabili fino al 17 gennaio 2027.

Per saperne di più sulla mostra: [consulta le informazioni sul progetto espositivo]


Giornata mondiale del pane 2026: il valore della tradizione artigianale, tra gusto, cultura e sostenibilità

 Oggi, venerdì 16 ottobre si celebra la Giornata mondiale del pane, un’occasione per valorizzare l’arte della panificazione artigianale, promuovere il consumo di pane fresco e riscoprire il ruolo di un alimento che attraversa la storia, la cultura e le tradizioni gastronomiche di tutto il mondo. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Panificatori e da Confcommercio Ascom Bologna.

 

Farina, acqua, lievito e tempo: sono questi gli ingredienti essenziali di un pane artigianale di qualità. Un prodotto semplice solo in apparenza, che racchiude competenze, gesti antichi e conoscenze tramandate di generazione in generazione. Il profumo del pane appena sfornato, la crosta fragrante e la mollica morbida raccontano il valore di una lavorazione attenta, capace di rispettare i tempi di lievitazione e maturazione dell’impasto, senza scorciatoie.

La panificazione artigianale si distingue per la cura delle materie prime e per l’attenzione alle diverse fasi della lavorazione. La scelta delle farine, l’impiego di lieviti e la corretta gestione della lievitazione contribuiscono a definire il profilo aromatico, la consistenza e le caratteristiche del prodotto finale. Un sapere che unisce qualità, esperienza e sensibilità artigiana, restituendo al pane il suo valore autentico.

Il pane artigianale, patrimonio di tradizioni e territori

Scegliere il pane del panificio di fiducia significa sostenere un mestiere che affonda le proprie radici nella storia delle comunità e continua a vivere nei laboratori di quartiere. Ogni pagnotta racconta un territorio, le sue farine, le sue consuetudini alimentari e le ricette che hanno attraversato il tempo.

Dai pani regionali alle specialità locali, la tradizione italiana della panificazione esprime una straordinaria varietà di forme, sapori e consistenze. Dietro ogni prodotto ci sono mani esperte, attenzione alle materie prime e conoscenza dei processi di lavorazione. Il forno artigianale diventa così un luogo in cui la memoria gastronomica incontra la quotidianità, mantenendo vivo un patrimonio fatto di cultura, identità e convivialità.

Il pane fresco è anche un alimento versatile, capace di accompagnare i pasti più semplici e le preparazioni più elaborate. Inserito in un’alimentazione equilibrata, contribuisce all’apporto di energia e, a seconda delle farine utilizzate, di fibre e altri nutrienti. La sua qualità dipende dalla ricetta, dagli ingredienti e dal processo produttivo: elementi che rendono importante conoscere e valorizzare il lavoro del panificatore.

Dal pane raffermo una lezione contro lo spreco

La Giornata mondiale del pane è anche un’occasione per riflettere sul valore del cibo e sull’importanza di evitare gli sprechi. Nelle cucine italiane, infatti, il pane raffermo non è mai stato considerato soltanto un avanzo, ma una risorsa da recuperare e trasformare.