sabato 12 settembre 2026

La Pieve di Panico riapre le porte: a settembre tre appuntamenti per scoprire uno dei gioielli di Marzabotto

Grazie all’impegno dei volontari, la storica pieve sarà visitabile in tre giornate. Previste anche brevi visite guidate


La Pieve di Panico, uno dei luoghi più suggestivi e ricchi di storia del territorio di Marzabotto, torna ad aprire le proprie porte ai visitatori. Grazie all’impegno di un gruppo di volontari del territorio, infatti, sarà possibile visitare la pieve anche nel mese di settembre, con tre aperture straordinarie programmate nei fine settimana.

L’iniziativa, sostenuta dal Comune di Marzabotto, offre a residenti, turisti e appassionati l’opportunità di conoscere più da vicino un importante patrimonio storico e artistico dell’Appennino bolognese, inserito in un contesto paesaggistico di particolare bellezza.

Le aperture rappresentano anche un’occasione per riscoprire il valore di un luogo che, oltre al significato religioso, conserva testimonianze della storia e della cultura del territorio. Una passeggiata alla Pieve di Panico può così trasformarsi in un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell’Appennino.

La Pieve sarà aperta al pubblico nelle seguenti giornate:

  • Oggi, sabato 12 settembre, dalle 15 alle 18, con possibilità di una breve visita guidata;
  • Domenica 20 settembre, dalle 15 alle 18;
  • Sabato 26 settembre, dalle 15 alle 18, con possibilità di una breve visita guidata.

Le aperture sono pensate per consentire a chiunque lo desideri di avvicinarsi alla storia della pieve e apprezzarne l’architettura, le testimonianze artistiche e il particolare ambiente nel quale è inserita.

L’iniziativa nasce soprattutto dalla disponibilità dei volontari, che mettono gratuitamente a disposizione il proprio tempo per rendere fruibile questo patrimonio e contribuire alla sua valorizzazione.

Il Comune di Marzabotto ha voluto rivolgere loro un particolare ringraziamento per l’impegno profuso: è anche grazie alla loro collaborazione che residenti e visitatori possono tornare a conoscere e apprezzare una delle testimonianze più preziose della storia locale.

Un invito, dunque, a trascorrere qualche ora all’insegna di storia, cultura e bellezza, approfittando delle aperture di settembre per scoprire o riscoprire la Pieve di Panico e il territorio che la circonda.

“Gatti un po’ matti”: a Monzuno una mostra creativa dedicata ai felini

 

 


di Roberto Brusori

Una mostra originale, colorata e ricca di creatività. È “Gatti un po’ matti”, l’esposizione allestita a Monzuno, nella Sala Ivo Teglia, dedicata al mondo dei gatti e realizzata grazie all’estro e alla fantasia di Duilio Camarlinghi, artista molto conosciuto sul territorio.

Camarlinghi da anni porta avanti un’attività artistica particolare e apprezzata. Durante il periodo natalizio, infatti, a Rioveggio realizza ed espone un presepe originale, costruito con sassi dipinti che raffigurano animali, paesaggi e persone del territorio.

Questa volta il protagonista assoluto è il gatto, animale da sempre presente nella vita quotidiana di tante famiglie, accanto all’uomo e, in particolare, ai bambini e agli anziani: a tal proposito sarà possibile ai visitatori darsi la somiglianza dell’innocuo felino indossando una maschera presente nella mostra.


Già all’ingresso della sala i visitatori possono ammirare una curiosa rappresentazione del sindaco Bruno Pasquini, ribattezzato per l’occasione “Bruno Pasquatto”. All’interno della mostra trovano invece spazio numerosi disegni, bozzetti e creazioni realizzate con materiali di recupero, tra cui plastica e materiali ferrosi.

Una parte importante dell’esposizione è dedicata ai lavori realizzati dai bambini, dai 5 ai 10 anni, nell’ambito del laboratorio creativo “Ilario Rossi” di Rioveggio. Un omaggio anche alla memoria di Ilario Rossi, pittore originario di Monzuno scomparso alcuni anni fa.

Non mancano le opere realizzate dagli ospiti della Casa di riposo Bella Valle, in località Selve di Monzuno, oltre ai lavori dello stesso Camarlinghi. In mostra si possono inoltre osservare disegni, bozzetti e opere realizzate da semplici cittadini e da artisti conosciuti del territorio e di Bologna.

Particolarmente curiose sono le tante creazioni ottenute attraverso il riuso di materiali diversi, trasformati con fantasia in originali opere artistiche. E, naturalmente, non potevano mancare i sassi, che Camarlinghi ha sapientemente dipinto trasformandoli in gatti di ogni tipo, di razza e non.


L’obiettivo della mostra è quello di coinvolgere visitatori di tutte le età e offrire uno sguardo diverso sul rapporto tra persone e animali. Sono previste anche visite di scolaresche: sarà lo stesso Duilio Camarlinghi a illustrare ai ragazzi le opere e il percorso creativo dell’esposizione.

La manifestazione è resa possibile grazie alla concessione della sala da parte di Emil Banca e al patrocinio del Comune di Monzuno, con la collaborazione del Circolo Ilario Rossi e del Canile Gattile “Animali per Amico” di Marzabotto.

La mostra rappresenta anche un’occasione per sensibilizzare i visitatori sul tema dell’amore e dell’adozione degli animali. Perché il gatto, oltre a miagolare, sa regalare fusa, affetto e coccole, capaci di scaldare le giornate anche in un mondo che talvolta appare freddo e cinico.

“Gatti un po’ matti” sarà visitabile fino al 27 settembre, con ingresso gratuito. Chi lo desidera potrà lasciare un’offerta libera a sostegno del Canile Gattile di Marzabotto.

Per giorni e orari di apertura si può fare riferimento alla locandina della manifestazione.








venerdì 11 settembre 2026

Nucleare, al Brasimone il test finale per il primo mini-reattore italiano

 


di Dubbio


Sul Brasimone il nuovo nucleare italiano entra nella fase decisiva. Nelle grandi hall del centro Enea, tra tubazioni e infrastrutture che fino a un anno fa erano ancora un cantiere, Precursor ha ormai preso forma: entro il 31 dicembre sarà completato e pronto per l’avvio operativo.

Non è ancora un reattore nucleare, ma un dimostratore elettrico da circa 10 megawatt termici che riproduce l’architettura e il funzionamento di un reattore di quarta generazione raffreddato a piombo, sostituendo la fissione con riscaldatori elettrici. È, di fatto, l’ultimo banco di prova prima del reattore vero e proprio. E presto arriverà il passaggio decisivo.

«Alla fine dell’anno contiamo di inaugurare il primo reattore sperimentale di quarta generazione in Italia», conferma Elisabeth Rizzotti, cofondatrice e deputy ceo di Newcleo.

Parole che racchiudono un paradosso: il Brasimone è infatti uno dei centri più avanzati al mondo nella ricerca sui reattori veloci raffreddati a piombo, ma la tecnologia che sta maturando sull’Appennino bolognese sarà, almeno nella fase iniziale, destinata a essere sviluppata e venduta fuori dall’Italia.

Il Governo ha riaperto il dossier nucleare, ma oggi il Paese resta senza centrali. «Abbiamo fermato la nostra strategia nucleare, ma non abbiamo però smesso di fare ricerca», sottolinea Rizzotti. Francesca Mariotti, presidente di Enea, insiste: «Qui si produce conoscenza di frontiera». E il nucleare, aggiunge, «deve fare parte del mix energetico».

Al Brasimone Newcleo ha investito 61 milioni di euro negli ultimi quattro anni e ne ha programmati altri 40 nei prossimi sei. La collaborazione con Enea, avviata nel 2022, ha già portato in esercizio il circuito sperimentale Othello. Precursor rappresenta ora il salto di scala: una volta operativo, continuerà a produrre dati utili a qualificare materiali, componenti e modelli e aprirà la fase destinata a portare alla commercializzazione della tecnologia.

La sfida americana

La roadmap guarda ora agli Stati Uniti. Newcleo punta a mettere in servizio nel 2032 il primo reattore da 200 megawatt e sta concentrando la ricerca del sito nella parte orientale del Paese. Tra le opzioni c’è Savannah River, in South Carolina, mentre altre interlocuzioni sono state avviate in Virginia.

Il quadro americano è diventato più favorevole allo sviluppo del nucleare: Washington punta a quadruplicare la capacità nucleare entro il 2050 e il nuovo percorso autorizzativo mira a portare le decisioni nell’arco di 18 mesi. A spingere la domanda è anche la crescente fame di elettricità legata all’intelligenza artificiale, con i data center ormai tra i principali motori dei consumi energetici.

In Europa, invece, il progetto di riferimento è a Jaslovské Bohunice, in Slovacchia. Qui la joint venture siglata da Newcleo con l’azienda di Stato Javys prevede fino a quattro reattori da 200 megawatt, con il primo atteso nel 2034.

A latere prosegue anche il lavoro con Fincantieri sulla propulsione navale. L’ipotesi è quella di un mini-reattore chiuso da 30 megawatt, in grado di alimentare una singola nave per anni.

Dall’Appennino al mercato globale

Sull’Appennino bolognese si sta dunque costruendo una delle risposte italiane alla nuova corsa internazionale al nucleare. E per accelerare ulteriormente, Newcleo guarda anche al Nasdaq, con una quotazione prevista entro la fine dell’anno.

L’obiettivo è raccogliere nuovi capitali per finanziare il licensing, il combustibile Mox — composto principalmente da ossidi di uranio e plutonio — e la realizzazione di nuovi impianti. Dal 2021 la società ha raccolto circa 780 milioni di dollari.

Il Brasimone resta così sospeso tra memoria e futuro. Nato per la ricerca nucleare e riconvertito dopo il referendum, il centro non ha mai perso le proprie competenze. «Se smettiamo di fare ricerca arretriamo», avverte il vicepresidente dell’Emilia-Romagna Vincenzo Colla, ricordando che «il mondo avrà bisogno di molta più energia».

La visita di ieri è stata anche l’occasione per annunciare il nuovo presidente del cda di Newcleo: Jeffrey Lyash, oltre quarant’anni di esperienza nel settore dell’energia e fino a poco tempo fa ceo della Tennessee Valley Authority.

Un nome che racconta già il baricentro della prossima fase: dai test dell’Appennino al mercato globale.


Festa della Birra a Vergato, quarta edizione tra gastronomia, musica e freestyle motocross

 



 

di Roberto Giusti

Oggi ’11 e domani  12 settembre torna a Vergato la tanto attesa Festa della Birra, giunta quest’anno alla sua quarta edizione. L’evento, organizzato dalla Pro Loco di Vergato, propone due serate dedicate alla gastronomia, alla musica e all’intrattenimento con una novità particolarmente spettacolare per l’edizione 2026, che si svilupperanno nel capoluogo tra Piazza IV Novembre, Piazza XXV Aprile e Galleria I Maggio.

Si parte venerdì 11 settembre alle ore 18.30 con l’apertura della festa, l’intrattenimento musicale e i gonfiabili dedicati ai bambini. Dalle 19.30 sarà invece disponibile lo stand gastronomico, mentre nel corso della serata si alterneranno gli spettacoli di Freestyle Motocross curati da FMX International, con salti, evoluzioni e acrobazie su due ruote, con la prima esibizione prevista tra le 19:00 e le 19:30. Il programma proseguirà poi in Galleria I Maggio con l’intrattenimento musicale, mentre al Gixy Bar la serata sarà accompagnata da I Riverbero, Gixy Party e Shadelab Sharelas. Per tutta la serata saranno inoltre presenti bancarelle e mercatini.

La giornata di sabato 12 settembre inizierà invece alle 17.30 con musica, aperitivo e attività per i più piccoli. Anche in questo caso non mancheranno gli spettacoli di Freestyle Motocross, con tre momenti previsti nel corso della serata e il primo intorno alle 18:30, mentre dalle 19.30 sarà nuovamente possibile accedere allo stand gastronomico. Anche questo secondo appuntamento vedrà protagonista la musica nelle diverse zone della festa: al Gixy Bar è in programma il Pollege Party Rock 90-00, con intrattenimento musicale direttamente dalla Villa delle Rose, mentre nelle altre aree designate continueranno le attività e gli appuntamenti della manifestazione.

Particolare attenzione è stata riservata dagli organizzatori anche alla gestione degli spettacoli di motocross. Gli orari dei singoli show non sono stati infatti fissati in modo rigido, ma resteranno indicativi e potranno subire variazioni in base alle esigenze tecniche e organizzative degli esibitori. Una scelta pensata per permettere al pubblico di vivere la festa nel suo insieme, senza dover necessariamente concentrare la propria presenza sui singoli appuntamenti.

Anche quest’anno la Festa della Birra rappresenta un’occasione di animazione e divertimento per il paese Vergato, che insieme la proposta gastronomica e quella musicale con momenti di intrattenimento rivolti a un pubblico di tutte le età. La presenza di FMX International costituisce inoltre una grande novità rispetto alle precedenti edizioni e aggiunge alla manifestazione una componente spettacolare legata al mondo del motocross.

Anche l'Emilia Romagna sospende il blocco dei Diesel Euro 5 con nuove misure anti smog

Tra provvedimenti compensativi l'accensione dei termosifoni posticipata al primo novembre 


Come altre Regioni del bacino padano, tra cui Veneto e Piemonte, anche l'Emilia-Romagna sospende il blocco strutturale alla circolazione dei veicoli diesel euro 5 previsto dal primo ottobre 2026, adottando un pacchetto di misure compensative.

Il decreto del governo del luglio 2025 prevedeva il blocco dei diesel Euro 5, da ottobre ad aprile, nei comuni con oltre 100 mila abitanti.

Una misura, stima la Regione, che in Emilia-Romagna avrebbe interessato circa 90mila veicoli nei comuni di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì e Rimini.
    La decisione di sospendere il blocco è stata presa dopo un confronto con le altre Regioni del bacino Padano. Nella stessa direzione si sono mosse nelle scorse settimane anche Veneto e Piemonte. Le misure compensative, rese possibili dalla normativa nazionale che ne consente l'adozione, specifica la Regione, "garantiranno una riduzione delle emissioni inquinanti equivalente o superiore a quella ottenibile con le limitazioni alla circolazione". Tra gli interventi previsti c'è il rinvio al primo novembre dell'accensione degli impianti di riscaldamento nelle aree di pianura, 15 giorni dopo rispetto alla data ordinaria in gran parte del territorio regionale. Inoltre, nelle fasi emergenziali per lo smog - i giorni da bollino rosso - sarà esteso dalle 8 alle 19 l'orario delle limitazioni alla circolazione dei veicoli privati e scatterà il divieto di utilizzo degli impianti a biomassa con classe emissiva inferiore alle 5 stelle, comprendendo quindi anche quelli classificati a 4 stelle. La Regione prevede poi un progetto da dieci milioni per incentivare la sostituzione degli impianti di riscaldamento più inquinanti con pompe di calore, anche abbinate a impianti fotovoltaici. Il progetto è stato presentato al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica ed è in attesa di approvazione. (ANSA)