sabato 11 aprile 2026

Linea ferroviaria Porretta–Pianoro, tra ottimismo istituzionale e critiche: “Crescita che evidenzia i limiti del sistema”

 



Dubbio interviene sulla recente comunicazione che riporta notizie incoraggianti riguardo all’istituzione della linea ferroviaria Porretta–Pianoro, muovendo però una critica netta alle dichiarazioni di chi sottolinea la crescita costante del Servizio Ferroviario Metropolitano bolognese. 

«L’aumento di passeggeri e pendolari conferma che investire sul ferro è la direzione giusta», ha affermato Maurizio Fabbri, Presidente dell’Assemblea Legislativa regionale. «Ma proprio questa crescita mette in luce i limiti di un’infrastruttura ormai datata, che continua a causare ritardi e cancellazioni».

Una lettura, questa, che Dubbio contesta con decisione. Secondo lui, l’incremento dei pendolari — distinti dai passeggeri occasionali — rappresenta piuttosto «la sconfitta della politica», incapace negli anni di creare opportunità lavorative stabili sul territorio. «Si è favorito un modello centrato su Bologna, alimentando occupazioni spesso stagionali e precarie, come quelle legate ai servizi», osserva.

Sul fronte dei disservizi, Dubbio evidenzia come i ritardi siano in aumento e rischino di diventare cronici. Le cause, a suo avviso, risiedono anche in scelte strategiche discutibili: «Si è deciso di privilegiare i collegamenti verso la pianura o Pianoro, penalizzando le aree montane», afferma, richiamando una definizione polemica già circolata nel dibattito pubblico.

Infine, l’affondo riguarda le responsabilità politiche stratificate nel tempo. «I governi, sia centrali sia regionali e locali, avrebbero potuto intervenire in modo strutturale — dal raddoppio dei binari fino a soluzioni più ambiziose — prevedendo anche l’utilizzo notturno per il trasporto merci. Nulla di tutto questo è stato fatto», sostiene. «Si è preferito, ieri come oggi, rinviare le decisioni, limitandosi a soluzioni di facciata».

Un giudizio severo che riapre il confronto sul futuro della mobilità ferroviaria nell’area bolognese e sulle scelte infrastrutturali necessarie per sostenerne davvero la crescita.

Riclassificazione dei Comuni montani, Cuppi annuncia il ricorso: “Penalizzato l’Appennino”

La sindaca di Marzabotto: “Meno fondi e servizi a rischio”. Lepore replica: “Investimenti e strategie per il rilancio del territorio”

 


I Comuni dell’Appennino bolognese esclusi dalla nuova classificazione delle aree montane sono pronti a ricorrere alle vie legali. Ad annunciarlo è Valentina Cuppi ( nella foto) , che contesta con decisione gli effetti del provvedimento nazionale.

“Abbiamo scelto di fare ricorso — spiega la sindaca di Marzabotto — perché si tratta di una decisione che non era stata prevista e che rischia di penalizzare fortemente i nostri territori”. Al centro della critica, la riclassificazione dei Comuni montani, che escluderebbe alcune realtà dell’Appennino bolognese con conseguenze dirette sulle risorse disponibili.

Secondo Cuppi, il provvedimento comporterà una riduzione dei fondi provenienti dal Fondo nazionale per i territori montani, incidendo su ambiti cruciali come la prevenzione del dissesto idrogeologico, la manutenzione della viabilità e il sostegno ai servizi locali. “Non si tratta solo di bilanci comunali — aggiunge — ma di ricadute concrete su cittadini e imprese, a partire dal settore agricolo, che rischia di perdere importanti agevolazioni”.

L’annuncio è arrivato durante il convegno “Appenniners di oggi e domani”, ospitato a Palazzo d'Accursio, occasione di confronto sulle prospettive di sviluppo delle aree montane. Un appuntamento che ha riunito amministratori, tecnici e rappresentanti del territorio per discutere criticità e opportunità.

Sul tema interviene anche il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che difende l’operato delle istituzioni locali: “Stiamo investendo sull’Appennino — afferma —. Dopo anni difficili, si intravedono segnali di ripresa, grazie a politiche mirate e a nuovi investimenti”.

Secondo Lepore, il territorio sta vivendo una fase di rinnovata attrattività, anche grazie a interventi pubblici e servizi come scuole e asili, fondamentali per contrastare lo spopolamento e sostenere le comunità locali.

A margine dell’incontro, spazio anche alla valorizzazione culturale con una mostra in Piazza Re Enzo dedicata alla vita e al lavoro nell’Appennino, segno di un’attenzione crescente verso un territorio che resta al centro del dibattito politico e istituzionale.

Decreto Montagna e fondi bloccati, scontro sull’Appennino bolognese

Cuppi: “Tagli ingiusti e meno risorse”. Evangelisti replica: “Basta propaganda, servono fatti”



Il futuro dell’Appennino bolognese accende il confronto politico tra amministratori locali e opposizione, tra timori per i tagli e accuse di immobilismo nella gestione delle risorse.

“Il decreto Montagna rischia di tagliare le gambe all’Appennino bolognese”. È l’allarme lanciato da Valentina Cuppi ( nella foto) , che torna a criticare la nuova classificazione dei Comuni montani introdotta dal Governo e le possibili ricadute sui territori esclusi.

Secondo la sindaca di Marzabotto, il provvedimento potrebbe tradursi in una riduzione significativa delle risorse destinate a vaste aree dell’Appennino bolognese. “Per i Comuni che restano fuori dalla nuova classificazione — sottolinea — questo significherà meno fondi e quindi minori possibilità di garantire servizi essenziali e contrastare lo spopolamento”.

Cuppi è intervenuta a Bologna durante il convegno “Appenniners di oggi e domani”, ospitato a Palazzo d'Accursio, occasione di confronto tra istituzioni, tecnici e cittadini sulle prospettive di sviluppo delle aree montane. L’iniziativa si è conclusa con una mostra allestita in Piazza Re Enzo, a testimonianza della volontà di mantenere alta l’attenzione sul tema.

Nel dibattito si inserisce con toni critici anche Marta Evangelisti ( nella foto) , capogruppo regionale, che attacca la gestione delle risorse: “Basta propaganda sull’Appennino, è il momento di passare ai fatti”.

Secondo Evangelisti, prima di richiedere nuovi finanziamenti sarebbe necessario utilizzare quelli già disponibili. Nel mirino finiscono il sindaco di Bologna Matteo Lepore e l’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, accusati di non aver ancora sbloccato fondi ritenuti cruciali.

“Parliamo di circa 4,6 milioni di euro del fondo perequativo — afferma — ancora fermi nei cassetti. Una situazione inaccettabile mentre i Comuni montani affrontano difficoltà quotidiane tra carenza di servizi, infrastrutture e spopolamento”.

Per la capogruppo, i territori montani hanno bisogno di interventi rapidi e mirati, non di scontri ideologici: “I nostri Comuni hanno diritto a risposte concrete, investimenti efficaci e tempi certi”.

Il confronto riflette un dibattito più ampio sul futuro delle aree montane, tra richieste di revisione dei criteri nazionali, utilizzo delle risorse già stanziate e necessità di politiche strutturali capaci di sostenere sviluppo e tenuta demografica dell’Appennino.

Lagaro, il Cinema Mattei compie 100 anni e celebra l’Appennino tra cinema e TV

 Oggi, sabato 11 aprile, proiezione e incontro con protagonisti della serie “Uno Sbirro in Appennino”



Lagaro si prepara a vivere un pomeriggio all’insegna della cultura e dell’identità territoriale. Oggi, sabato 11 aprile, a partire dalle ore 15:30, il Cinema Mattei festeggerà i suoi cento anni di attività con un evento che intreccia memoria storica e produzione audiovisiva contemporanea.

La ricorrenza coincide con l’attenzione crescente verso l’Appennino bolognese grazie alla serie televisiva “Uno Sbirro in Appennino”, interpretata da Claudio Bisio e girata tra Castiglione dei Pepoli e i paesaggi del territorio circostante. Un progetto che contribuisce a raccontare e valorizzare l’Appennino attraverso storie e ambientazioni autentiche.

Il Cinema Mattei, da un secolo punto di riferimento culturale e sociale per la comunità, celebra così la propria storia confermando la vocazione a luogo vivo e aperto, capace di rinnovarsi e accogliere iniziative di rilievo.

Il programma si aprirà con la proiezione della terza puntata della serie, seguita dall’incontro-dibattito “Il racconto dell’Appennino in una Serie TV”, coordinato da Fabio Abagnato (Emilia-Romagna Film Commission). Interverranno:

  • Renato De Maria, regista
  • Fabio Bonifacci, sceneggiatore
  • Chiara Celotto, attrice protagonista
  • Maurizio Fabbri, consigliere dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna
  • Valentina Cuppi, presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese
  • Tommaso Tarabusi, sindaco di Castiglione dei Pepoli

L’iniziativa rappresenta un’occasione per approfondire il ruolo delle produzioni audiovisive nella promozione dei territori, il rapporto tra narrazione e identità locale e le opportunità culturali ed economiche che ne derivano.

L’invito è rivolto a tutta la cittadinanza: una giornata di festa e condivisione per celebrare il cinema, il territorio e le storie che lo raccontano.

venerdì 10 aprile 2026

Disagi sulla Porrettana, treni cancellati per guasti tecnici

Coinvolte le tratte tra Sasso Marconi, Marzabotto e Pianoro: previste soluzioni alternative per i viaggiatori



Nuovi disagi nel pomeriggio di oggi sulla linea ferroviaria Porretta–Bologna, dove due treni sono stati cancellati a causa di inconvenienti tecnici, con ripercussioni sulla circolazione tra Sasso Marconi, Marzabotto e Pianoro.

Secondo quanto comunicato da Trenitalia Tper, il treno 17766-17767, proveniente da Pianoro e atteso a Marzabotto alle 15:24, è stato cancellato nella tratta tra Sasso Marconi e Marzabotto. I passeggeri sono stati invitati a proseguire il viaggio utilizzando il treno successivo, il 17769, in partenza da Sasso Marconi alle 15:46.

Pochi minuti dopo, un secondo provvedimento ha interessato la linea Porretta Terme–Bologna–Pianoro: il treno 17692-17693, in arrivo a Pianoro alle 16:42, è stato cancellato tra Marzabotto e Sasso Marconi per un ulteriore guasto tecnico. In questo caso, i viaggiatori sono stati indirizzati al treno 17694, con partenza da Marzabotto alle 16:08.

Gli episodi, segnalati anche dal Comitato per la ferrovia Porrettana, riaccendono l’attenzione sulle criticità della linea, frequentemente interessata da ritardi e cancellazioni che incidono sulla mobilità quotidiana dei pendolari dell’Appennino bolognese.