La
Giunta comunale di Sasso Marconi ha deciso
di aderire a un’azione legale coordinata con altri enti locali dell’Emilia-Romagna e delle Marche contro la nuova
classificazione dei Comuni montani introdotta dalla legge 12 settembre 2025, n.
131. Il provvedimento, attuato con delibera del Consiglio dei Ministri del 18
febbraio 2026, ha escluso nove Comuni emiliano-romagnoli, ridefinendo in modo
sostanziale la geografia delle aree montane italiane.
La
nuova normativa riduce il numero dei Comuni montani da 4.065 a 3.715,
introducendo criteri basati principalmente su altitudine e pendenza. Secondo
l’amministrazione comunale, si tratta di parametri «tecnicamente oggettivi ma
strutturalmente inadeguati» a descrivere la complessità dei territori
appenninici, dove incidono fattori come isolamento, carenza di servizi,
fragilità infrastrutturale e declino demografico.
Per
oltre settant’anni, Sasso Marconi era stato riconosciuto come territorio
parzialmente montano, in base alla storica legge del 1952. Una classificazione
che aveva sostenuto politiche pubbliche cruciali: dalla scuola alla sanità, dalla
difesa del suolo alla coesione territoriale. Con la nuova disciplina, però,
questa categoria intermedia scompare.
Il
nodo principale riguarda l’assenza di parametri socioeconomici, previsti invece
dalla stessa legge 131/2025. Il Comune denuncia una contraddizione tra norma e
attuazione: la classificazione si fonda quasi esclusivamente su elementi
geomorfologici, trascurando condizioni reali come tempi di accesso ai servizi,
spopolamento e vulnerabilità territoriale.
Secondo
la Giunta, questo approccio penalizza in particolare l’Appennino rispetto alle
Alpi, favorendo territori con altitudini più elevate e accentuando squilibri
nella distribuzione delle risorse.
L’esclusione
dallo status di Comune montano comporta conseguenze rilevanti:
- Perdita di accesso al Fondo per
lo sviluppo delle montagne (FOSMIT), destinato
a interventi su viabilità, sicurezza e servizi;
- Esclusione da incentivi fiscali
e contributivi, tra cui agevolazioni per
imprese, giovani residenti, personale sanitario e scolastico;
- Rischio di revisione
dell’esenzione IMU sui terreni agricoli,
con possibili aumenti fiscali per agricoltori e proprietari;
- Ripercussioni sul sistema
scolastico, con la possibile perdita di
deroghe sui parametri minimi e rischio di accorpamenti o chiusure di
plessi.
Nel
documento approvato, il Comune evidenzia anche possibili contrasti con diversi
principi costituzionali, tra cui:
- l’uguaglianza
sostanziale (art. 3),
- la tutela
delle autonomie locali (artt. 5 e 114),
- la coesione
territoriale (art. 119),
- oltre ai
principi europei di coesione economica e sociale.
Alla
luce di queste criticità, Sasso Marconi ha deciso di unirsi ai Comuni
marchigiani ed emiliano-romagnoli già attivi sul fronte legale. L’obiettivo è
impugnare il provvedimento governativo davanti alla giustizia amministrativa,
chiedendone la sospensione e la revisione.
La
Giunta ha inoltre previsto il conferimento di un incarico a un legale
specializzato, con una spesa massima stimata di 2.650 euro.
La
decisione arriva dopo settimane di confronto tra amministrazioni locali e con
il coinvolgimento di organismi rappresentativi dei territori montani. Il fronte
dei Comuni esclusi si presenta compatto nel chiedere una revisione dei criteri,
affinché la “montanità” torni a essere riconosciuta non solo come dato
geografico, ma come condizione reale da tutelare.
