venerdì 18 settembre 2026

L’Olio dei Colli di Bologna è Igp

  Il presidente de Pascale e l’assessore Mammi: “Un riconoscimento che premia il lavoro dei produttori e valorizza un patrimonio agricolo legato alla storia e all’identità delle colline bolognesi. La qualità certificata crea valore, sostiene la competitività delle imprese e rende più forti le nostre filiere”

 


di Annalisa Dall’Oca

 

 

L’Unione europea ha registrato la nuova Indicazione geografica protetta. L’extravergine viene prodotto sulle colline della Città metropolitana di Bologna, a sud della via Emilia. È il terzo olio regionale a indicazione geografica dopo le Dop Brisighella e Colline di Romagna. L’iter avviato nel 2021 su iniziativa della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna.

Un olio extravergine di oliva che nasce sulle colline bolognesi, frutto di una tradizione che affonda le proprie radici nei secoli e di un territorio dalle caratteristiche ambientali peculiari. È l’Olio dei Colli di Bologna, che ha ottenuto ufficialmente dall’Unione europea il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta.

Con la nuova Igp sale così a 46 il numero dei prodotti Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, che rafforza il proprio primato europeo per numero di prodotti agroalimentari a indicazione geografica. L’Olio dei Colli di Bologna si aggiunge inoltre ai due oli extravergine regionali già riconosciuti come Dop, Brisighella e Colline di Romagna.

“Con l’Olio dei Colli di Bologna arriviamo a 46 prodotti Dop e Igp e rafforziamo un primato europeo che racconta la straordinaria ricchezza del nostro sistema agroalimentare- affermano il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessore regionale all’Agricoltura e all’Agroalimentare, Alessio Mammi -. Le Indicazioni geografiche sono uno degli strumenti più importanti che abbiamo per difendere il valore e la qualità delle produzioni, sostenere il reddito e il lavoro delle imprese e rendere più forti le nostre filiere. Per una regione come la nostra, che ha nella qualità certificata uno dei pilastri della propria economia agricola e dell’export, valorizzarle significa rafforzare la competitività sui mercati nazionali e internazionali e creare nuove opportunità di crescita per le aziende e per i territori. È questo l’obiettivo: continuare a investire sulla qualità e sull’identità delle nostre produzioni per dare sempre più forza all’agroalimentare dell’Emilia-Romagna in Italia e nel mondo. Un ringraziamento va a tutti i produttori che hanno creduto in questo percorso e che ogni giorno lavorano per portare sulle tavole prodotti di altissima qualità”.

“È un riconoscimento importante per Bologna e per tutta l’Emilia-Romagna, che premia innanzitutto il lavoro dei produttori e la scelta di investire sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla valorizzazione di una produzione storica delle colline bolognesi- proseguono de Pascale e Mammi -. L’Olio dei Colli di Bologna racconta una storia agricola antica che negli ultimi decenni è tornata a crescere grazie all’impegno delle imprese, alla ricerca e alla capacità di fare squadra. Tutelare questa produzione significa darle nuove opportunità di sviluppo, ma anche valorizzare il paesaggio, le comunità e un patrimonio che appartiene all’identità delle nostre colline. È questa la forza dell’agricoltura emiliano-romagnola: produrre qualità e, nello stesso tempo, creare valore e lavoro nei territori”.

“Siamo molto felici di avere raggiunto questo bel risultato- afferma il presidente della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna, Ermanno Rocca- che dà lustro al territorio agricolo bolognese, creando nuove possibilità di sviluppo sostenibile e una valorizzazione paesaggistica in considerazione della legge sull'oleoturismo”.

La zona di produzione dell’Olio dei Colli di Bologna Igp comprende le colline della Città metropolitana di Bologna a sud della via Emilia. A caratterizzare questa produzione contribuisce il particolare microclima dell’area, influenzato anche dalla presenza delle rocce evaporitiche gessose affioranti nel territorio riconosciuto dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità nel 2023.

Le escursioni termiche e le condizioni ambientali favoriscono le caratteristiche qualitative dell’olio, che presenta un’acidità libera contenuta entro lo 0,3% e un rapporto tra acido oleico e acido linoleico mai inferiore a 7. Dal punto di vista organolettico si distingue per un fruttato da medio a intenso, accompagnato da note equilibrate di amaro e piccante e da sentori di carciofo, erba, mandorla e pomodoro. Presenta inoltre un elevato contenuto di biofenoli e polifenoli.

Il disciplinare prevede due modalità di produzione. Per l’olio monovarietale, almeno l’85% del prodotto deve provenire da un’unica varietà di olive (cultivar) tra Correggiolo, Frantoio, Nostrana di Brisighella, Ghiacciola e le varietà autoctone bolognesi Farneto, Montebudello, Montecapra, Montecalvo 2 e Oliveto. Nel caso del blend, invece, l’olio deve derivare dall’unione di due o più cultivar ammesse, che devono rappresentare almeno l’80% del totale.

L’iter per ottenere l’Indicazione geografica protetta è stato avviato ufficialmente nel 2021 su iniziativa della Rete Olio extra vergine di oliva Colli di Bologna, nata nel 2017 per valorizzare la produzione olivicola del territorio. Ne fanno parte oggi l’Azienda agricola Bonazza, Agrivar, Palazzo di Varignana Food, l’Azienda agricola Assirelli, l’Azienda agricola Podere Pratale, il Frantoio Valsanterno, l’Azienda Agricola Cà Scarani, l’Azienda Agricola Torre, l’Azienda Agricola Sorella Terra, l’Azienda Agricola Nugareto, l’Azienda Agricola 1997 e la Società Agricola Copaps.

La domanda di registrazione è stata presentata nel 2023. Dopo il parere favorevole della Regione e l’istruttoria del ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, la proposta di disciplinare è stata trasmessa alla Commissione europea e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea nel maggio 2026.

La coltivazione dell’olivo nel Bolognese ha origini molto antiche: le prime testimonianze risalgono all’età romana e documenti notarili e fonti storiche attestano la presenza di oliveti sulle colline attorno a Bologna già dall’VIII secolo. Dopo il progressivo declino dovuto alle gelate e alle difficoltà climatiche tra Seicento e Ottocento, dagli anni Novanta del Novecento l’olivicoltura bolognese ha conosciuto una nuova fase di crescita, sostenuta dagli studi scientifici del Cnr, dalla realizzazione di nuovi impianti e dai progetti di valorizzazione del territorio.

Emilia-Romagna, oltre 7,3 milioni di passeggeri sui treni regionali nei mesi estivi

 



Oltre 7,3 milioni di passeggeri hanno scelto, nei mesi di luglio e agosto, di viaggiare sui treni regionali dell’Emilia-Romagna. Un dato che conferma il ruolo sempre più centrale del trasporto ferroviario negli spostamenti sul territorio regionale, sia per le esigenze quotidiane sia per quelle legate alla mobilità estiva e turistica.

A sottolineare il risultato è l’assessora regionale Irene Priolo, che evidenzia come i numeri registrati durante l’estate rappresentino un riscontro positivo rispetto al percorso intrapreso negli ultimi anni sul fronte del trasporto pubblico.

«A luglio e agosto sono stati oltre 7,3 milioni i passeggeri che hanno scelto di viaggiare con i treni regionali in Emilia-Romagna», sottolinea Priolo, rimarcando l’importanza di un dato che, secondo la Regione, testimonia la crescente attenzione dei cittadini verso modalità di spostamento più sostenibili.

Il risultato si inserisce nel quadro degli interventi e degli investimenti realizzati negli ultimi anni per rafforzare il trasporto pubblico regionale, migliorare la qualità del servizio e rendere il viaggio in treno più confortevole ed efficiente.


La crescita dell’utilizzo del trasporto ferroviario assume inoltre un significato particolare durante i mesi estivi, quando alla mobilità ordinaria si aggiungono gli spostamenti legati alle vacanze, al turismo e alla frequentazione delle principali località della regione. Il treno rappresenta così non soltanto un mezzo per raggiungere il luogo di lavoro o di studio, ma anche una soluzione per muoversi sul territorio limitando il ricorso all’auto privata.

Per la Regione, la direzione da seguire resta quella del potenziamento dell’offerta e del miglioramento complessivo dell’esperienza di viaggio. «È una direzione che vogliamo continuare a seguire: più qualità, più comfort e un servizio sempre più efficace», afferma l’assessora, indicando tra le priorità un’offerta ferroviaria rafforzata e in grado di rispondere alle esigenze di chi sceglie quotidianamente il treno.

L’obiettivo, dunque, è consolidare l’utilizzo del trasporto ferroviario attraverso un servizio capace di accompagnare la mobilità dei residenti e, allo stesso tempo, di sostenere quella dei visitatori che raggiungono l’Emilia-Romagna durante la stagione turistica.

I 7,3 milioni di viaggiatori registrati nei soli mesi di luglio e agosto rappresentano in questo senso un indicatore significativo della domanda di mobilità ferroviaria regionale e rafforzano la prospettiva di ulteriori investimenti in qualità, frequenza, comfort e sostenibilità del servizio.

Il bramito del cervo, una notte nel bosco del Poranceto

Sabato 19 settembre 2026, dalle 18 alle 23



Nel Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone una serata dedicata al cervo e al suo suggestivo richiamo d’amore: il bramito. Dopo una breve presentazione introduttiva, l’iniziativa proseguirà con un’escursione notturna attraverso le praterie del Poranceto, dove sarà possibile immergersi nei suoni della notte e, con un po’ di fortuna, ascoltare il potente richiamo dei cervi durante la stagione degli amori.

Ritrovo: ore 18 presso il Museo del Bosco del Poranceto, località Poranceto, Camugnano.

Conclusione: prevista intorno alle ore 23.

Caratteristiche del percorso: difficoltà T (turistica); lunghezza circa 3 km; dislivello 150 metri; tempo effettivo di cammino circa 1 ora.

Cosa portare: scarponi da trekking con suola scolpita, abbigliamento adeguato alla stagione, giacca antipioggia, almeno 1 litro d’acqua e luce frontale.

Per le caratteristiche dell’escursione, non è consentito partecipare con cani, neppure se tenuti al guinzaglio.

Prenotazione obbligatoria entro oggi,  venerdì 18 settembre.

Per informazioni e prenotazioni:
Cell. 333 2660329
Tel. 051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

giovedì 17 settembre 2026

Atti persecutori nei confronti dell’ex compagna: 40enne ai domiciliari. Intervento dei Carabinieri di Sasso Marconi

 



Un 40enne, indagato dalla Procura della Repubblica di Bologna per il reato di atti persecutori nei confronti dell’ex compagna, è stato sottoposto agli arresti domiciliari con applicazione dello strumento elettronico di controllo a distanza. Il provvedimento, emesso dal Giudice su richiesta della Procura della Repubblica di Bologna, è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Sasso Marconi.

Le indagini sono state avviate dopo che la donna si è presentata in caserma, chiedendo aiuto e formalizzando una querela. Ai Carabinieri ha riferito di essere seriamente preoccupata per i comportamenti dell’ex compagno che, secondo quanto denunciato, dopo averla tormentata durante la relazione sentimentale, avrebbe continuato a perseguitarla anche dopo la fine del rapporto, provocandole un forte stato d’ansia e compromettendone le normali abitudini di vita.

Secondo quanto ricostruito nell’attività investigativa, l’uomo, mosso dalla gelosia e dal timore di essere tradito, avrebbe cercato di controllare la vita della donna, arrivando a pretenderne la posizione GPS in tempo reale per sapere dove si trovasse e cosa stesse facendo.

In un episodio, il 40enne si sarebbe arrampicato sulla parete del palazzo condominiale per osservare di nascosto la donna attraverso una finestra. L’uomo avrebbe desistito dopo essere stato scoperto.

In un’altra circostanza, risalente alla sera del 12 agosto, il 40enne avrebbe seguito l’ex compagna mentre, insieme ad alcuni amici, osservava il cielo per assistere alle stelle cadenti. Secondo quanto emerso, l’uomo si sarebbe appostato nei pressi di un furgone, cercando di non farsi notare, ma sarebbe stato riconosciuto da alcune persone conoscenti della donna.

Alla luce degli elementi raccolti nel corso delle indagini, la Procura della Repubblica di Bologna ha richiesto l’applicazione della misura cautelare, successivamente disposta dal Giudice. Rintracciato dai Carabinieri, il 40enne è stato quindi sottoposto agli arresti domiciliari con dispositivo elettronico di controllo a distanza.

Muore mentre taglia l’erba nel cortile di casa

 Incidente a Boschi-Trasasso, nel territorio di Monzuno. Il 76enne sarebbe rimasto incastrato in un macchinario. Inutili i soccorsi. Sulla vicenda indagano i carabinieri

Foto d'archivio 


Tragedia nel cortile di un’abitazione a Boschi-Trasasso, nel territorio di Monzuno, dove un uomo di 76 anni ha perso la vita mentre era impegnato a tagliare l’erba.

Secondo le prime ricostruzioni, ancora al vaglio degli investigatori, l’uomo sarebbe rimasto incastrato in un macchinario per cause che devono essere chiarite. L’allarme è scattato poco dopo le 19 di ieri, mercoledì 16 settembre.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i sanitari del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Vergato. Nonostante i tentativi di soccorso, per il 76enne non c’è stato nulla da fare.

I carabinieri stanno svolgendo gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.