lunedì 26 ottobre 2026

Marzabotto, al via “Una città educante”: un percorso gratuito per accompagnare genitori e adolescenti

 Quattro moduli tematici per affrontare le sfide dell’adolescenza, dalla gestione delle emozioni ai comportamenti a rischio, fino alla cittadinanza digitale. Il progetto coinvolge famiglie, operatori e servizi del territorio, con incontri e laboratori dedicati al confronto e alla condivisione delle esperienze.




Crescere un figlio adolescente è una sfida che riguarda non soltanto la famiglia, ma l’intera comunità. Per accompagnare ragazze e ragazzi in una fase delicata della vita, fatta di cambiamenti, nuove relazioni e ricerca della propria identità, è fondamentale costruire una rete di collaborazione tra genitori, educatori, operatori, istituzioni e servizi del territorio.

Da questa consapevolezza nasce “Una città educante”, il percorso gratuito promosso per offrire alle famigliestrumenti di confronto e occasioni di approfondimento sulle principali questioni legate all’adolescenza. L’iniziativa, articolata in quattro moduli tematici, punta a trasformare le difficoltà quotidiane in opportunità di crescita condivisa, rafforzando i legami tra chi, a diverso titolo, accompagna i giovani nel loro percorso.

Il programma prevede, per ciascun modulo, un workshop aperto a famiglie e operatori, seguito da due laboratori di gruppo, denominati Work Group, rivolti in particolare ai genitori di figli adolescenti. Gli incontri più ristretti consentiranno di approfondire concretamente gli argomenti affrontati, favorendo lo scambio di esperienze e la ricerca di strategie utili nella vita quotidiana.

Ecco i quattro appuntamenti in programma:

  • 24 novembre, dalle 17.30 alle 19.30 – “Come costruire una comunità educante”. Il primo incontro sarà dedicato alle alleanze educative, ai servizi e ai legami necessari per sostenere la crescita dei ragazzi e promuovere una maggiore collaborazione tra famiglie e territorio.
  • 12 gennaio, dalle 17.30 alle 19.30 – “Amici o nemici? Adolescenza ed emozioni”. Al centro del secondo modulo ci saranno le emozioni durante l’adolescenza, con particolare attenzione alla rabbia, alle sue manifestazioni e alle modalità per comprenderla e affrontarla.
  • 16 febbraio, dalle 17.30 alle 19.30 – “Uso, abuso e consapevolezza”. Il terzo appuntamento affronterà il tema delle sperimentazioni, dei consumi e dei comportamenti a rischio, con l’obiettivo di favorire una maggiore consapevolezza e capacità di prevenzione.
  • 6 aprile, dalle 17.30 alle 19.30 – “Cittadinanza digitale”. L’ultimo modulo sarà dedicato alle relazioni online, ai discorsi d’odio (hate speech), alle chat di classe e all’utilizzo consapevole della rete.

Il percorso si rivolge alle famiglie e agli operatori che lavorano con gli adolescenti. I laboratori di approfondimento sono invece dedicati ai genitori di ragazze e ragazzi in età adolescenziale.

Tutti gli incontri sono liberi e gratuiti. È possibile partecipare all’intero percorso oppure scegliere i singoli moduli, in base ai propri interessi e alle esigenze della famiglia.

Gli appuntamenti si svolgeranno presso il Centro per le Famiglie, in via Lama di Reno 30/B, a Marzabotto.

Con “Una città educante” si punta dunque a rafforzare la consapevolezza che l’educazione non è una responsabilità individuale, ma un impegno collettivo. Creare occasioni di ascolto, confronto e collaborazione può aiutare gli adulti a comprendere meglio i bisogni degli adolescenti e a costruire intorno a loro una comunità più attenta, presente e capace di accompagnarli nella crescita.

A Bologna il Requiem di Verdi inaugura “Itinerari musicali tra fede, territorio e solidarietà”

 Venerdì 6 novembre, alle 21, la Basilica di San Domenico ospita il capolavoro verdiano diretto da Michela Tintoni. Un grande appuntamento musicale promosso da L’Oro del Reno APS nell’ambito del Bando Cultura 2026 della Fondazione Carisbo, con uno sguardo rivolto anche alla solidarietà e al sostegno delle realtà del territorio.



Riceviamo: 


Con emozione, orgoglio ed entusiasmo, l’associazione L’Oro del Reno APS inaugura ufficialmente il progetto Itinerari musicali tra fede, territorio e solidarietà, promosso nell’ambito del Bando Cultura 2026 della Fondazione Carisbo.

Ad aprire il percorso sarà uno degli appuntamenti più significativi della stagione musicale bolognese: l’esecuzione della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, in programma venerdì 6 novembre 2026, alle ore 21, nella Basilica di San Domenico a Bologna.

Un’opera monumentale, di straordinaria intensità musicale e spirituale, che riunirà un imponente organico orchestrale, due prestigiose formazioni corali e quattro solisti di rilievo, sotto la direzione del Maestro Michela Tintoni.

L’ingresso sarà a offerta libera, fino a esaurimento dei posti disponibili.

Musica e solidarietà: la cultura al servizio del territorio

Il Requiem verdiano rappresenta la prima tappa di un progetto più ampio, concepito per mettere in dialogo i grandi capolavori della musica sacra con i luoghi della fede e le comunità del territorio.

Itinerari musicali tra fede, territorio e solidarietà nasce infatti con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio musicale e culturale attraverso concerti capaci di generare occasioni di incontro, partecipazione e sostegno concreto.

Tra le realtà partner e beneficiarie dell’iniziativa figurano Passo Passo ODV e La Casa del Volontariato, legata alla Pubblica Assistenza Sasso Marconi ODV. I rispettivi progetti sociali sul territorio saranno sostenuti attraverso i proventi e le raccolte fondi collegati agli appuntamenti della rassegna.

Un percorso nel quale la musica diventa così non soltanto espressione artistica, ma anche strumento di condivisione e solidarietà.

Un grande organico per l’inaugurazione

Per l’esecuzione del Requiem, L’Oro del Reno APS riunirà una compagine orchestrale di dimensioni eccezionali per la storia dell’associazione, affidata alla direzione del Maestro Michela Tintoni.

Accanto all’orchestra si esibiranno due formazioni corali di prestigio: la Cappella Musicale Arcivescovile di Santa Maria dei Servi di Bologna, preparata dal Maestro Lorenzo Bizzarri, e il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro, preparato dal Maestro Federico Raffaelli.

A completare il cast vocale saranno quattro solisti:

  • Luisa Tambaro, soprano, interprete dalla voce luminosa, protagonista di un percorso artistico in costante crescita e già ospite, in diverse occasioni, delle iniziative dell’associazione.
  • Chiara Amarù, mezzosoprano, interprete di fama internazionale, la cui presenza rappresenta un motivo di particolare prestigio per l’appuntamento inaugurale.
  • Riccardo Gatto, tenore, tra le voci promettenti della sua generazione, apprezzato per la timbrica luminosa, l’estensione brillante e la fluidità del legato.
  • Agostino Subacchi, basso, voce di spicco del panorama attuale, caratterizzata da un timbro profondo e brunito, grande proiezione e spiccata intensità espressiva.

Spazio ai giovani talenti del Liceo musicale Laura Bassi

La produzione si avvale anche della collaborazione del Liceo musicale “Laura Bassi” di Bologna, coinvolto in uno dei passaggi più celebri e suggestivi della partitura verdiana.

Quattro delle otto trombe previste per la grandiosa introduzione del Tuba mirum saranno infatti affidate agli allievi della classe del Maestro Matteo De Angelis.

Una partecipazione che testimonia l’attenzione del progetto verso le nuove generazioni e il valore della collaborazione tra istituzioni culturali, realtà associative e percorsi di formazione musicale.

Le formazioni corali protagoniste

La Cappella Musicale Arcivescovile di Santa Maria dei Servi di Bologna

Attiva fin dal Trecento, la Cappella Musicale Arcivescovile di Santa Maria dei Servi è una delle realtà corali storiche più significative di Bologna. Oggi conta circa sessanta elementi e custodisce una tradizione musicale di lunga durata, coniugandola con una costante ricerca artistica.

Dal 2002 la direzione artistica e musicale è affidata al Maestro Lorenzo Bizzarri, che ha raccolto la storica eredità di padre Pellegrino Santucci, guidando la formazione con sensibilità e attenzione al rinnovamento.

Il repertorio spazia dai grandi capolavori della coralità classica, con autori come Bach, Mozart, Rossini e Verdi, alla riscoperta di pagine meno frequentate. L’attività si avvale di un’orchestra stabile di circa 35 elementi e del maestoso organo Tamburini della Basilica, affidato all’organista Roberto Cavrini.

Il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro

Fondato nel 1996, il Coro Filarmonico Rossini di Pesaro è una formazione storica composta da circa sessanta elementi e rappresenta un importante punto di riferimento nel panorama musicale marchigiano.

Il suo repertorio comprende la grande lirica italiana, da Rossini a Verdi e Puccini, accanto ai maggiori capolavori sacri e sinfonico-corali.

Dal 2022 la direzione artistica e musicale è affidata al Maestro Federico Raffaelli, direttore e compositore diplomato al Conservatorio “G. Rossini”, cantore e docente. La sua formazione rigorosa e la sensibilità analitica contribuiscono a valorizzare la tradizione del coro, accompagnandolo in un’intensa attività concertistica.

I prossimi appuntamenti

Il progetto Itinerari musicali tra fede, territorio e solidarietà proseguirà con altri tre appuntamenti:

  • 22 novembre, ore 17.30 – Teatro Betti, Casalecchio di Reno.
  • 8 dicembre, ore 16.30 – Parrocchia di Santa Maria Assunta, Borgo Panigale.
  • 11 dicembre, ore 21 – Parrocchia di San Lorenzo, Sasso Marconi.

Con questa rassegna, L’Oro del Reno APS rinnova il proprio impegno nella promozione della cultura musicale e nella costruzione di occasioni in cui arte, spiritualità e solidarietà possano incontrarsi, coinvolgendo il pubblico e valorizzando le energie del territorio.

Appuntamento inaugurale: venerdì 6 novembre 2026, ore 21.00, Basilica di San Domenico, Bologna. Ingresso a offerta libera, fino a esaurimento posti.

 

Pellegrinaggio a Padova e visita all’Abbazia di Praglia: una giornata tra fede, arte e spiritualità

 Sabato 28 novembre 2026 le parrocchie del territorio di Sasso Marconi propongono un pellegrinaggio a Padova, con la visita alla Basilica di Sant’Antonio e una tappa pomeridiana alla monumentale Abbazia di Praglia.



Una giornata all’insegna della fede, della condivisione e della scoperta del patrimonio religioso e artistico del Veneto. È l’iniziativa promossa dalle parrocchie di San Pietro, San Lorenzo, Santa Maria Assunta e San Martino, insieme al Santuario della Beata Vergine del Sasso di Sasso Marconi, che per sabato 28 novembre organizzano un pellegrinaggio a Padova con visita all’Abbazia di Praglia.

Il viaggio offrirà ai partecipanti l’opportunità di vivere un’esperienza di spiritualità e raccoglimento, visitando alcuni luoghi particolarmente significativi della tradizione cristiana.

La partenza è prevista alle ore 7 dal parcheggio della piscina, con ritrovo alle 6.45. L’arrivo a Padova è fissato per le 9, quando prenderà il via la visita alla Basilica di Sant’Antonio, uno dei più importanti luoghi di culto della cristianità, meta ogni anno di pellegrini provenienti da tutto il mondo.

Alle 10 sarà celebrata la Santa Messa, momento centrale della giornata, seguito dal pranzo comunitario, previsto alle 12.15 presso il ristorante “Al Santo”.

Nel pomeriggio il gruppo si trasferirà all’Abbazia di Praglia, dove alle 15.30 è in programma una visita guidata al complesso monastico, autentico gioiello di arte, storia e spiritualità, immerso nel paesaggio dei Colli Euganei. La partenza per Praglia è prevista alle 14.30.

Le iscrizioni dovranno essere effettuate entro e non oltre lunedì 16

novembre 2026, rivolgendosi alla segreteria parrocchiale.

Per informazioni e iscrizioni è possibile contattare i numeri 051 5063210 e 334 1923104 (Yuri). 

Prestiti BancoPosta, sanzioni del Garante Privacy a Poste Italiane e Deutsche Bank

 Multe rispettivamente da 48mila e 33mila euro per carenze nelle informative sul trattamento dei dati personali dei richiedenti finanziamenti. L’Autorità ha chiesto maggiore trasparenza sui ruoli delle due società e sulla circolazione delle informazioni.

di Dubbio

Il Garante per la protezione dei dati personali ha sanzionato Poste Italiane e Deutsche Bank per violazioni degli obblighi di trasparenza e informazione nel trattamento dei dati personali nell’ambito dell’offerta dei finanziamenti BancoPosta.

Le sanzioni ammontano a 48mila euro per Poste Italiane e a 33mila euro per Deutsche Bank. Secondo quanto comunicato dall’Autorità, entrambe le società non hanno fornito informazioni adeguate sul trattamento dei dati dei richiedenti, con particolare riferimento ai soggetti coinvolti e alla trasmissione delle informazioni tra le due aziende.

All’origine dei provvedimenti, identificati con i numeri 746 e 747 del 7 ottobre 2026, c’è il reclamo presentato da una dipendente di Poste Italiane. Dopo il rigetto di una richiesta di finanziamento, la donna aveva riscontrato che alcune informazioni relative alla propria situazione economica e patrimoniale erano consultabili attraverso una piattaforma accessibile a determinati operatori aziendali.

Tra i dati disponibili figuravano il reddito netto percepito e gli impegni finanziari in essere.

Gli accertamenti del Garante hanno evidenziato che le due società operavano come autonomi titolari del trattamento dei dati personali, in contrasto con quanto formalmente previsto dagli accordi intercorsi.

In particolare, Poste Italiane raccoglieva le richieste di finanziamento e svolgeva attività di intermediazione, individuando il prodotto ritenuto più adatto alle esigenze del richiedente. Deutsche Bank, invece, valutava autonomamente il merito creditizio e decideva se concedere o meno il prestito.

La sanzione a carico di Poste Italiane è stata disposta per non aver informato adeguatamente i richiedenti sui trattamenti effettuati durante le attività di promozione e collocamento dei finanziamenti. Le carenze riguardavano, in particolare, l’indicazione dei destinatari dei dati personali e dei flussi informativi diretti alla banca.

Deutsche Bank è stata invece sanzionata per non aver indicato correttamente nella propria informativa privacy il ruolo di Poste Italiane quale destinatario dei dati e autonomo titolare del trattamento.

Le contestazioni riguardano dunque la chiarezza delle informazioni fornite agli interessati e la corretta rappresentazione dei ruoli svolti dalle due società nella gestione delle richieste di finanziamento.

Nel corso dell’istruttoria, entrambe le società hanno provveduto a cancellare i dati personali della reclamante.

Poste Italiane ha inoltre aggiornato la propria informativa privacy, mentre Deutsche Bank ha impartito istruzioni al personale per limitare l’inserimento di dati personali e informazioni creditizie nelle comunicazioni relative ai finanziamenti. Alla banca, il Garante ha anche ordinato di adeguare l’informativa entro sei mesi.

L’Autorità ha infine ribadito che le informative sul trattamento dei dati personali devono indicare in modo chiaro, completo e comprensibile i soggetti che effettuano il trattamento, le finalità e gli eventuali destinatari delle informazioni.

La necessità di garantire comunicazioni sintetiche e immediate, ha sottolineato il Garante, non può giustificare l’omissione di elementi essenziali. Gli interessati devono infatti poter comprendere pienamente come vengono utilizzati i propri dati personali e quali soggetti sono coinvolti nel trattamento.

domenica 25 ottobre 2026

Panico di Marzabotto, il ritrovo dei «ragazzi del dopoguerra»: un amarcord tra memoria, tradizioni e vita contadina

Oltre settanta persone si sono ritrovate a Luminasio per rievocare gli anni della ricostruzione e del boom economico bolognese. Protagonisti di una stagione irripetibile, hanno condiviso ricordi di famiglia, aneddoti di paese e frammenti di una giovinezza vissuta quando la comunità era una grande famiglia.



A Panico, frazione di Marzabotto, si sono ritrovati i «sempre giovani» protagonisti della ripresa economica del dopoguerra: uomini e donne che hanno attraversato una stagione di profonde trasformazioni sociali, conservando nella memoria il ricordo di un mondo ormai lontano, travolto dal benessere e dai cambiamenti della seconda industrializzazione bolognese.

Non gli eredi degli antichi e determinati Conti di Panico, dunque, ma gli ultimi testimoni di uno stile di vita che il progresso ha gradualmente trasformato. Un mondo nel quale la frazione e la parrocchia costituivano un'unica grande famiglia, dove ogni bambino era, in qualche modo, figlio di tutti e la solidarietà non aveva bisogno di essere proclamata, perché faceva parte della quotidianità.

A restituire con immediatezza il senso di quella stagione è stato uno degli interventi più sentiti della giornata: «Con i fratelli di cinque famiglie si potevano fare due squadre di calcio e ne rimanevano ancora per fare gli arbitri e i guardalinee». Una battuta capace di suscitare sorrisi e, insieme, di riassumere un'epoca in cui le famiglie erano numerose, i rapporti umani stretti e la vita comunitaria scandita da abitudini condivise.

Nel pieno rispetto della tradizione delle colline bolognesi, l'appuntamento non poteva che concludersi a tavola. La scelta è caduta sull'agriturismo Guidotti di Luminasio, che ha accolto i partecipanti con un pranzo generoso, all'altezza delle migliori consuetudini della cucina contadina.

Il menù ha proposto ben tre primi piatti, tra cui le celebri tagliatelle verdi che hanno contribuito a rendere noto il locale, seguiti da due secondi, uno dei quali accompagnato dalle immancabili crescentine. A completare il tutto, quanto la tradizione gastronomica del territorio suggerisce per trasformare un pranzo di campagna in un vero e proprio signor pasto.

Ma il piatto forte della giornata, al di là delle specialità servite, è stato il piacere di ritrovarsi, riconoscersi e riprendere un discorso interrotto magari da anni, come accade tra persone che condividono radici, luoghi e ricordi.

A organizzare questo significativo momento di amarcord sono stati Francesco Preci, autentico mattatore dell'incontro, e lo scrittore Ugo Bedonni, che per l'occasione ha presentato il suo racconto, scritto insieme alla moglie Rita Pozzi,  dal titolo evocativo So Meder So Peder («Sua madre e suo padre»), espresso nelle forme dialettali tipiche del tempo.

L'opera ripercorre l'esperienza della famiglia dell'autore, dagli anni precedenti la guerra fino al boom economico, offrendo uno spaccato della vita quotidiana di allora. Attraverso le vicende familiari, gli usi, le consuetudini e le relazioni tra le persone, il racconto restituisce il ritratto di una società nella quale la famiglia, il lavoro, la parrocchia e il vicinato rappresentavano i principali punti di riferimento.

Una testimonianza che va oltre la dimensione privata e assume il valore di una memoria collettiva: quella di una generazione che ha conosciuto le difficoltà del dopoguerra, ha partecipato alla ricostruzione e ha assistito alla trasformazione di un territorio ancora profondamente rurale in una realtà sempre più legata allo sviluppo industriale di Bologna.

Per mettere insieme i protagonisti di questa storia sono state necessarie diverse settimane di contatti, telefonate e inviti. La risposta è stata più che incoraggiante: oltre settanta adesioni, segno di quanto fosse ancora vivo il desiderio di ritrovarsi e di condividere un patrimonio di esperienze comuni.

Soddisfatti gli organizzatori, ma altrettanto entusiasti i partecipanti, che non si sono sottratti al microfono e hanno contribuito alla riuscita dell'iniziativa con racconti spontanei, ricordi personali e aneddoti capaci di alternare commozione e divertimento.

Sono riaffiorati i momenti semplici della giovinezza, le abitudini di una volta, le amicizie, le piccole avventure e anche le prime esperienze sentimentali e sessuali, rievocate senza troppi filtri, con la simpatia e l'ironia di chi oggi può guardare a quelle ingenuità con affetto e benevolenza.

Nessuna celebrazione retorica, ma il piacere di raccontarsi per quello che si è stati, senza nascondere nulla di una giovinezza fatta di scoperte, spontaneità e rapporti umani diretti. Anche gli episodi più intimi sono diventati parte di un racconto corale, nel quale ciascuno ha potuto riconoscere qualcosa della propria storia.

Per qualche ora, il tempo è sembrato riavvolgersi. I ragazzi e le ragazze di Panico hanno ritrovato, attraverso le parole e i volti degli amici di un tempo, un mondo che non esiste più nelle stesse forme, ma che continua a vivere nei ricordi di chi lo ha attraversato.

È stata probabilmente un'esperienza irripetibile, o comunque difficile da riproporre con la stessa intensità, perché irripetibile è la stagione che l'ha resa possibile. Resta, però, la consapevolezza di appartenere a una comunità dalle radici profonde, orgogliosa della propria storia e del legame con una delle frazioni più ricche di memoria della valle del Reno.


Tra gli invitati figuravano anche l'ex sindaco di Marzabotto Romano Franchi e il giornalista Carlo Amabile ( nella foto) , presenti a una giornata che ha saputo coniugare convivialità, testimonianza e identità territoriale.

Più che una semplice rimpatriata, dunque, quella di Panico è stata una piccola lezione di storia vissuta. Una storia senza grandi protagonisti, scritta dalle famiglie, dal lavoro quotidiano e dai legami di paese. E proprio per questo preziosa: perché racconta un mondo che il progresso ha trasformato, ma che merita di essere ricordato da chi lo ha conosciuto e tramandato a chi verrà dopo.

Bedonni e Preci