mercoledì 4 novembre 2026

INFERMIERI, QUANTI SONO DAVVERO QUELLI IN CORSIA? MASTACCHI CHIEDE ALLA GIUNTA DATI TRASPARENTI

Interrogazione sul personale ricollocato in mansioni non assistenziali: il rischio è che gli organici ufficiali sovrastimino il numero degli infermieri effettivamente disponibili per l’assistenza.



Quanti sono oggi gli infermieri che assistono concretamente i pazienti nei reparti ospedalieri e sul territorio? I dati ufficiali non consentono di avere un quadro sufficientemente chiaro. Per questo il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale, chiedendo di fare luce sulla reale consistenza del personale infermieristico impiegato nell’assistenza diretta.

Il punto di partenza è una criticità ormai strutturale: il Servizio sanitario regionale deve fare i conti con una significativa carenza di infermieri. Reclutare nuovo personale e sostituire chi lascia il servizio è sempre più difficile, come segnalano da tempo professionisti, organizzazioni sindacali e Aziende sanitarie. Una situazione che si ripercuote sulla qualità e sulla tempestività dell’assistenza, oltre ad aumentare i carichi di lavoro per chi è quotidianamente in servizio.

In questo scenario esiste un aspetto poco visibile, ma rilevante per una corretta programmazione del personale. Un infermiere inizialmente idoneo allo svolgimento delle proprie mansioni può, nel corso della carriera, sviluppare problemi di salute o riportare limitazioni permanenti, accertate dal medico competente, che gli impediscono di svolgere, in tutto o in parte, attività assistenziali. In questi casi, le Aziende sanitarie sono tenute a individuare mansioni compatibili con le condizioni del lavoratore, ricollocandolo, ad esempio, in uffici amministrativi, segreterie, servizi di accoglienza o altre attività di supporto.

«Si tratta di una tutela giusta e doverosa nei confronti dei lavoratori, che nessuno intende mettere in discussione», sottolinea Mastacchi. «La questione riguarda invece il modo in cui queste figure vengono conteggiate negli organici. Pur mantenendo la qualifica di infermiere, infatti, non sono più impiegate nei reparti, nell'assistenza domiciliare o nelle Case della Comunità. Se vengono conteggiate integralmente nella dotazione organica infermieristica, il rischio è quello di rappresentare una disponibilità di personale superiore a quella realmente utilizzabile nell'assistenza ai cittadini».

Una possibile distorsione statistica che, secondo il consigliere, produce due conseguenze: da un lato, può sottostimare il fabbisogno effettivo di nuove assunzioni; dall'altro, rischia di rendere meno evidente la carenza di professionisti impegnati a diretto contatto con i pazienti. A pagarne le conseguenze sono sia gli infermieri in servizio, chiamati a coprire turni e garantire prestazioni con organici effettivi inferiori a quelli formalmente registrati, sia i cittadini che necessitano di cure e assistenza.

Con l'interrogazione, Mastacchi chiede quindi alla Giunta regionale di chiarire:

• quali criteri adottino le Aziende sanitarie per conteggiare gli infermieri dichiarati non idonei, parzialmente idonei o permanentemente inidonei alle mansioni assistenziali e successivamente assegnati ad attività amministrative o comunque non assistenziali;

• se questi lavoratori continuino a essere inclusi nella dotazione organica infermieristica e nei parametri utilizzati per determinare il fabbisogno di personale, oppure vengano contabilizzati separatamente rispetto agli infermieri effettivamente impegnati nell'assistenza;

• quanti siano, per ciascuna Azienda sanitaria, gli infermieri ricollocati in mansioni non assistenziali e quale percentuale rappresentino sul totale del personale infermieristico;

• quanti siano gli infermieri realmente operativi nell'assistenza diretta e quante, invece, le unità formalmente presenti negli organici ma non concretamente impiegabili per l'assistenza ai pazienti.

«Per programmare correttamente la sanità servono numeri che raccontino la realtà, non soltanto statistiche formali», conclude Mastacchi. «Conoscere quanti infermieri lavorano effettivamente accanto ai pazienti è il primo passo per misurare il fabbisogno reale e capire quante nuove assunzioni siano necessarie. Senza dati trasparenti e aderenti alla situazione concreta, il rischio è di pianificare i servizi su organici che esistono sulla carta, ma non nella realtà quotidiana dell'assistenza».

Sasso Marconi, tornano gli incontri pubblici nelle frazioni: cinque appuntamenti per ascoltare il territorio

 Dall’11 al 24 novembre l’Officina Frazione fa tappa a Fontana, Tignano, Capoluogo, Badolo-Battedizzo e Borgonuovo. Al centro del percorso il dialogo con i cittadini, la condivisione di idee e le esigenze delle comunità locali.


Il Comune informa:


Tornano gli incontri pubblici nelle frazioni di Sasso Marconi. L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto “Officina Frazione – Nuove idee per il territorio”, propone cinque appuntamenti sul territorio comunale, con l’obiettivo di incontrare i residenti, raccogliere proposte e favorire un confronto diretto sulle necessità e sulle prospettive delle diverse comunità.

Un percorso di ascolto e partecipazione che punta a valorizzare il contributo di chi vive quotidianamente le frazioni, mettendo al centro idee, esperienze e suggerimenti utili a costruire nuove opportunità per il territorio.

Il calendario degli incontri prenderà il via mercoledì 11 novembre, alle 20.30, a Fontana, presso la Sala Fontana, in piazza Cremonini 5.

Si proseguirà lunedì 16 novembre, sempre alle 20.30, a Tignano, presso l’ex scuola di via Olivetta 63, nella località Tignano-Roma.

Il terzo appuntamento è in programma giovedì 19 novembre, alle 20.30, nel Capoluogo, presso la Sala Giorgi, in via del Mercato 13.

La settimana successiva, lunedì 23 novembre, l’iniziativa raggiungerà Badolo-Battedizzo, con un incontro alle 20.30 presso la Trattoria Calamelli, in via Setta 75, a Cinque Cerri.

Ultima tappa martedì 24 novembre, alle 20.30, a Borgonuovo, presso il Centro sociale Borgonuovo, in via Cartiera 6.

Cinque occasioni per avvicinare istituzioni e cittadini, conoscere più da vicino le peculiarità delle singole realtà locali e dare spazio alle istanze di chi abita e anima il territorio.

L'invito è rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare significa contribuire attivamente al confronto e alla costruzione di nuove idee per il futuro delle frazioni e dell'intera comunità di Sasso Marconi.

martedì 3 novembre 2026

4 Novembre, Sasso Marconi celebra la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate

Cerimonia al Giardino della Memoria con la deposizione di una corona e l’omaggio ai Caduti di tutte le guerre. Parteciperà la vicesindaca Ilaria Indovini.



Il Comune informa:


Sasso Marconi  celebra il 4 Novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, ricorrenza che richiama i valori fondanti della storia italiana, il sacrificio di quanti hanno servito il Paese e la memoria delle donne e degli uomini caduti in tutte le guerre.

La commemorazione si svolgerà domani,  mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 11, presso il Giardino della Memoria, con una cerimonia istituzionale dedicata al ricordo e alla riconoscenza. Il momento centrale sarà rappresentato dalla deposizione di una corona e dall'omaggio ai Caduti di tutte le guerre, in un gesto simbolico che intende rinnovare il legame tra la comunità e la propria storia.

A rappresentare l'Amministrazione comunale sarà la vicesindaca Ilaria Indovini, che prenderà parte alla cerimonia.

Il 4 Novembre rappresenta una delle date più significative della memoria nazionale. La ricorrenza, legata alla conclusione della Prima guerra mondiale e all'armistizio di Villa Giusti del 1918, è oggi occasione per rendere omaggio alle Forze Armate e ricordare il valore dell'unità nazionale, della libertà e della pace.

La celebrazione assume anche un significato particolare per le comunità locali: custodire la memoria dei Caduti significa trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del prezzo pagato per conquistare e difendere i valori democratici, promuovendo al tempo stesso una cultura di dialogo e convivenza pacifica.

L'Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla commemorazione, per condividere un momento di raccoglimento e testimoniare, insieme, il valore del ricordo.

Sicurezza integrata e politiche pubbliche: il ruolo strategico degli enti locali al centro della conferenza MOSIS

Casalecchio di Reno ospita il 9 dicembre un confronto istituzionale sul rapporto tra sicurezza, amministrazioni locali e territorio. Relatore principale Filippo Frasca, con la partecipazione di rappresentanti sindacali e istituzionali.


Il ruolo degli enti locali nella costruzione delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata sarà al centro della conferenza programmatica promossa dal Movimento Sindacale Sicurezza (MOSIS), in programma il 9 dicembre 2026, alle ore 16.45, nella Sala delle Cerimonie del Comune di Casalecchio di Reno.

L'iniziativa si propone di approfondire il contributo delle amministrazioni locali nella definizione e nell'attuazione di strategie di sicurezza integrate, valorizzando il dialogo tra istituzioni, rappresentanze sindacali e realtà associative. Un'occasione di confronto su un tema di particolare rilevanza per i territori, chiamati a svolgere un ruolo sempre più significativo nella promozione della sicurezza e nella tutela delle comunità.

A guidare i lavori sarà Filippo Frasca, direttore generale del Dipartimento Patti per la Sicurezza e segretario generale del MOSIS, che interverrà in qualità di relatore.

Sono inoltre previsti gli interventi di Giovanni Tidona, segretario nazionale MOSIS e direttore della Regione Lazio Patti per la Sicurezza; Tammaro Cassandro, segretario territoriale FI Sant'Agata Bolognese-San Giovanni in Persiceto; e Salvatore Lamattina, segretario provinciale aggiunto DICCAP-SULPM.

La moderazione sarà affidata a Daniela Tesol, responsabile del Dipartimento Patti per la Sicurezza dell'Emilia-Romagna.

La conferenza è riservata ad amministratori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, associazioni e partiti dell'arco costituzionale, fino a esaurimento dei posti disponibili. È richiesta la preventiva comunicazione della partecipazione agli organizzatori.

Il MOSIS esprime, infine, un ringraziamento al sindaco e all'amministrazione comunale di Casalecchio di Reno per la gentile concessione della Sala delle Cerimonie, che ospiterà l'incontro.

Marzabotto, una passeggiata tra natura e tradizione per festeggiare San Martino

 Sabato 7 novembre torna l’appuntamento con “Piccole Passeggiate Lente 2026”: un’escursione autunnale con partenza da Sibano e spuntino finale tra caldarroste, fuoco e vin brûlé.



Una giornata all’aria aperta, all’insegna della convivialità, della scoperta del territorio e delle tradizioni autunnali. È quella in programma sabato 7 novembre a Marzabotto, dove torna l’iniziativa “Piccole Passeggiate Lente 2026 – Alla scoperta del nostro territorio: Arte, Natura e Memoria”, con un appuntamento speciale dedicato alla Festa di San Martino.

L’iniziativa è promossa dalle Donne dell’Albero, in collaborazione con la Pro Loco di Marzabotto, e propone una nuova occasione per vivere il territorio con il passo lento del cammino, condividendo un’esperienza all’insegna della natura e della socialità.

Il programma prevede una passeggiata autunnale che si concluderà con un momento conviviale presso la Società Agricola Domalfolle.

𝐈𝐍𝐅𝐎 𝐄 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈:

Antonella: 347 32 37 666

Ad ogni evento sarà possibile aderire al 𝐭𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐏𝐫𝐨 𝐋𝐨𝐜𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐳𝐚𝐛𝐨𝐭𝐭𝐨.

In caso di maltempo la passeggiata sarà rinviata a data da destinarsi.