17 minori stranieri deferiti alla Procura della Repubblica dei Minorenni di Bologna. Gli scontri, nati dal presunto furto di alcuni cellulari, hanno richiesto l'intervento di un massiccio dispositivo di forze.
Nella serata del 24 agosto 2026, un violento scontro ha scosso una comunità
d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati situata nel Bolognese. Per
ripristinare l’ordine e gestire la situazione di emergenza, sul posto è intervenuto
tempestivamente un massiccio dispositivo delle forze dell’ordine, giunto a
seguito di una segnalazione al 112 per una rissa in corso che ha visto
coinvolti circa diciassette giovani ospiti.
L’accesso alla struttura è stato inizialmente ostacolato da una densa nube
provocata dalla polvere degli estintori, svuotati dai ragazzi durante la
colluttazione, unita alla presenza nell’aria di sostanze urticanti compatibili
con l’uso di spray al peperoncino.
Una volta diradata la polvere e messe in sicurezza le vie d’accesso, i
Carabinieri, presenti in forze con numerose pattuglie, sono riusciti a separare
le due fazioni contrapposte.
Secondo le testimonianze raccolte sul posto dalle operatrici in servizio,
la rissa sarebbe l’epilogo di tensioni accumulate nei giorni precedenti.
All’origine della disputa vi sarebbero ripetuti furti di telefoni cellulari
avvenuti all’interno delle stanze in uso ai giovani. Il diverbio, iniziato
dapprima come un confronto verbale tra quattro o cinque ragazzi, si è
rapidamente esteso fino a degenerare in un vero e proprio scontro fisico
collettivo. L’intervento dei militari ha consentito di identificare tutti i
diciassette partecipanti ai disordini. Nei loro confronti è scattato il
deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni
di Bologna per il reato di rissa.
Al termine degli accertamenti è stata attivata una misura di vigilanza dinamica attorno alla struttura, da parte delle pattuglie dell’Arma dei Carabinieri per prevenire nuovi episodi di violenza e garantire la sicurezza degli operatori e degli ospiti.




