sabato 16 maggio 2026

Sanità, sciopero generale il 18 maggio: possibili disagi nei servizi dell’Ausl di Bologna

 Coinvolti operatori del comparto e personale della dirigenza sanitaria e amministrativa



L’Azienda USL di Bologna informa che per l’intera giornata di lunedì  prossimo,  18 maggio 2026,  è stato proclamato uno sciopero generale nazionale del personale delle categorie pubbliche e private dalle organizzazioni sindacali USB e USI 1912.

Per il settore sanitario, l’astensione dal lavoro decorrerà dall’inizio del primo turno del 18 maggio fino al termine dell’ultimo turno della stessa giornata.

Per quanto riguarda l’Azienda USL di Bologna, lo sciopero interesserà:

·         il personale dell’area comparto, tra cui infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi;

·         il personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria;

·         la dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L’Azienda USL di Bologna comunica di avere già attivato tutte le procedure previste dalla normativa vigente e dagli accordi sindacali per garantire i servizi pubblici essenziali e i contingenti minimi di personale necessari ad assicurare le attività indispensabili per l’utenza.

Nel corso della giornata potrebbero comunque verificarsi rallentamenti o disagi nell’erogazione di alcune prestazioni sanitarie e amministrative non urgenti.

“Maggio Corale” torna a Colle Ameno: musica e tradizione nella XVIII rassegna dedicata ai cori



Una serata all’insegna della musica corale, della partecipazione e della valorizzazione culturale del territorio. Oggi, sabato 16 maggio, alle 20.30, il suggestivo Salone delle Decorazioni del Borgo di Colle Ameno ospiterà la XVIII edizione di “Maggio Corale”, storica rassegna musicale promossa a Sasso Marconi con il patrocinio e il contributo dell’Assessorato alla Cultura del Comune.

L’appuntamento, a ingresso gratuito, vedrà protagonisti due ensemble molto attivi nel panorama corale emiliano-romagnolo: il Coro AcCanto al Sasso APS, diretto dalla maestra Silvia Vacchi, e il Coro Ad Maiora, guidato dal maestro Michele Napolitano.

La rassegna rappresenta ormai un momento consolidato della primavera culturale sassese e conferma il ruolo del Borgo di Colle Ameno come luogo privilegiato per eventi artistici e musicali. L’atmosfera raccolta e l’eleganza del Salone delle Decorazioni offriranno infatti una cornice particolarmente adatta all’ascolto corale, valorizzando repertori che spaziano dalla tradizione alla contemporaneità.

“Maggio Corale” non è soltanto un concerto, ma anche un’occasione di incontro tra realtà associative impegnate nella diffusione della cultura musicale e nella promozione della coralità come esperienza collettiva e inclusiva. Attraverso il canto corale si rinsaldano infatti relazioni sociali, percorsi educativi e momenti di condivisione che coinvolgono artisti, volontari e pubblico.

L’iniziativa si inserisce inoltre nel più ampio calendario di eventi culturali promossi sul territorio di Sasso Marconi, confermando l’attenzione dell’amministrazione comunale verso le attività artistiche capaci di animare luoghi storici e rafforzare il senso di comunità.

La manifestazione è realizzata con il sostegno di AERCO - Associazione Emiliano-Romagnola Cori.

venerdì 15 maggio 2026

“In cammino con la storia”: escursione culturale sul Monte Belvedere tra natura e memoria

Renzo Zagnoni informa: 

La gita In cammino con la storia da Gaggio a monte Belvedere di domani, organizzata con Nuèter e il CAI, causa maltempo è rimandata a sabato prossimo 23 maggio, con lo stesso programma che vi ho inviato ieri.

Cordialità


 

Una giornata di trekking, storia e scoperta del territorio lungo i sentieri dell’Appennino bolognese. Domani, sabato 16 maggio 2026 torna “In cammino con la storia”, l’iniziativa promossa dal CAI A.A.B. di Porretta Terme in collaborazione con il Nüéter Gruppo di Studi Alta Valle del Reno, dedicata quest’anno al Monte Belvedere.

L’escursione, di livello escursionistico, partirà e si concluderà a Gaggio Montano, attraversando alcuni luoghi significativi del territorio montano tra paesaggio naturale e testimonianze storiche della Linea Gotica.

Il percorso ad anello, lungo circa otto chilometri, toccherà località come Docciola, Montilocchi, Chirigaia e San Filomena prima di raggiungere Monte Belvedere, luogo simbolo delle vicende belliche dell’Appennino durante la Seconda guerra mondiale. Il dislivello previsto è di circa 500 metri, con un tempo di percorrenza complessivo di circa tre ore e quaranta minuti, escluse le soste e gli approfondimenti storici.

Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle 9 nei pressi della cappella e della baita degli Alpini di Gaggio Montano. L’arrivo a Monte Belvedere è previsto intorno alle 11, dove Renzo Zagnoni curerà alcuni cenni storici dedicati al significato del luogo e agli eventi che vi si svolsero. Il rientro a Gaggio Montano è programmato per le 15 dopo la pausa pranzo.

L’iniziativa unisce attività escursionistica e divulgazione storica, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della memoria appenninica attraverso un’esperienza diretta sul territorio. Un modo per valorizzare la montagna non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche come spazio di memoria collettiva e approfondimento culturale.

PRIT e grandi incompiute: il Passante di Bologna torna al centro del dibattito in Regione

 



Un question time del consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) riporta all’attenzione dell’Assemblea legislativa il tema del Passante di Bologna e, più in generale, la paralisi delle principali infrastrutture regionali. Al centro dell’intervento, la frammentazione della pianificazione e la mancanza di una visione unitaria sugli interventi previsti dal Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT), dal Passante alla Cispadana, fino al quadruplicamento ferroviario.

Mastacchi ha chiesto alla Giunta quale sia lo stato di avanzamento aggiornato del progetto del Passante di Mezzo di Bologna, con particolare riferimento al cronoprogramma, ai costi complessivi e alle criticità ancora aperte, oltre a un aggiornamento sul quadro di attuazione del PRIT.

Per chi attraversa quotidianamente l’Emilia-Romagna, il nodo bolognese rappresenta da anni uno dei principali punti critici della mobilità regionale. Dopo oltre vent’anni di dibattiti, opere considerate strategiche come il Passante di Mezzo restano infatti sospese in una situazione di incertezza che, secondo Mastacchi, evidenzia l’obsolescenza di modelli di mobilità concepiti decenni fa e oggi sempre meno adeguati alle trasformazioni economiche e territoriali.

A pesare è anche il quadro economico. L’aumento dei costi delle materie prime ha fatto lievitare la stima complessiva dell’opera fino a circa 3,5 miliardi di euro, mettendo in discussione gli accordi originari con i concessionari. Secondo il consigliere, il problema non riguarda soltanto la sostenibilità finanziaria, ma anche l’efficacia strategica di un investimento così rilevante su un’infrastruttura progettata oltre vent’anni fa.

Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il tema del quadruplicamento ferroviario. Mastacchi ha richiamato recenti audizioni in Commissione Trasporti, sostenendo che la scelta di privilegiare l’“Alta Capacità” per il traffico merci, anziché l’“Alta Velocità” orientata ai passeggeri, rischi di produrre infrastrutture sovradimensionate rispetto alla domanda reale. A suo giudizio, l’esperienza della dorsale Torino-Milano-Napoli-Salerno dimostrerebbe come il traffico merci sulle linee AV sia rimasto marginale negli ultimi venticinque anni, rendendo discutibile l’investimento aggiuntivo richiesto dall’Alta Capacità.

Altro nodo evidenziato è quello della Cispadana. Lo stallo legato alla concessione dell’A22 e alle valutazioni della Corte di Giustizia Europea avrebbe trasformato i ritardi in un elemento strutturale, bloccando un’opera attesa da anni dai territori interessati. Secondo Mastacchi, il combinarsi di contenziosi, divisioni sul modello infrastrutturale e programmazione frammentata rischia di generare una dispersione di risorse pubbliche e una moltiplicazione degli sprechi.

Nel suo intervento, il consigliere ha criticato la logica della progettazione “per lotti”, sostenendo che l’assenza di una copertura economica integrale lungo tutto il ciclo di vita delle opere produca inevitabilmente inefficienze operative e interventi incompleti. Da qui la richiesta di una revisione profonda del PRIT, alla luce delle mutate condizioni economiche, dei nuovi costi energetici e delle trasformazioni nelle esigenze di mobilità.

L’assessora regionale Irene Priolo ha ricordato come le opere in questione rientrino prevalentemente nelle competenze del Governo nazionale, sottolineando tuttavia la disponibilità della Regione a collaborare per favorirne la realizzazione. Priolo ha inoltre ribadito la necessità di aggiornare il PRIT con una visione strategica al 2040, individuando priorità infrastrutturali e una programmazione per stralci funzionali coerente con le risorse disponibili nel Contratto di Programma.

In replica, Mastacchi ha ricordato che il Passante venne presentato già nel 2018 dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi come un’opera destinata a essere completata in tempi brevi, ma successivamente rallentata da un complesso iter amministrativo. Secondo il consigliere, i ritardi sarebbero stati aggravati anche da una revisione progettuale promossa dall’allora amministrazione comunale di Bologna, che avrebbe trasformato l’intervento in un’opera più ambiziosa e costosa.

Mastacchi ha infine sottolineato che interventi storici come la Variante di Valico, disciplinata dalla Convenzione del 1990, non possono essere ulteriormente rinviati o ricondotti a nuovi Piani Economico-Finanziari, trattandosi di opere già finanziate. Da qui la richiesta conclusiva di procedere con continuità e determinazione, nel rispetto degli impegni assunti e con una programmazione infrastrutturale finalmente organica e coerente.

Bologna celebra i musei: due giornate di eventi tra cultura, inclusione e aperture straordinarie

 



Lunedì 18 maggio e sabato 23 maggio 2026 Bologna e la città metropolitana celebrano il patrimonio culturale con due importanti appuntamenti internazionali dedicati ai musei e ai luoghi della cultura: la Giornata Internazionale dei Musei e la Notte Europea dei Musei.

Per due giornate, musei, pinacoteche, archivi, case museo e spazi culturali del territorio proporranno aperture straordinarie, visite guidate, incontri, letture e concerti, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e rafforzare il ruolo dei musei come luoghi di dialogo, partecipazione e crescita collettiva.

Il programma completo è disponibile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Giornata Internazionale dei Musei 2026

Lunedì 18 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), istituita nel 1977 da ICOM – International Council of Museums, il principale network internazionale di musei e professionisti museali.

L’edizione 2026 è dedicata al tema “Musei che uniscono un mondo diviso”, con un focus sul ruolo dei musei nella promozione della convivenza pacifica, del rispetto reciproco e dell’accesso condiviso alla conoscenza.

In un contesto segnato da frammentazione sociale, polarizzazione e disuguaglianze culturali, i musei si confermano spazi pubblici affidabili e inclusivi, capaci di creare connessioni tra generazioni, comunità e territori, favorendo dialogo, comprensione e partecipazione.

Torna la Notte Europea dei Musei

Sabato 23 maggio torna anche la Notte Europea dei Musei, iniziativa nata nel 2005 su impulso del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese e successivamente estesa a tutta la comunità europea con il patrocinio di UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM.

Per l’occasione, i musei aderenti apriranno eccezionalmente anche in orario serale con ingresso gratuito oppure al costo simbolico di 1 euro, offrendo al pubblico un’esperienza culturale diffusa e accessibile.

Una rete culturale che coinvolge tutto il territorio

Per il quarto anno consecutivo, il territorio bolognese aderisce alla manifestazione attraverso una progettualità condivisa coordinata dal Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna.

L’iniziativa punta a valorizzare la ricchezza dell’offerta culturale locale e a rafforzare un sistema museale integrato e coordinato.

Sono 54 i musei e gli spazi culturali coinvolti nei 14 Comuni aderenti: Alto Reno Terme, Anzola dell’Emilia, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Castenaso, Crevalcore, Grizzana Morandi, Imola, Pianoro, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena e Valsamoggia.

In programma oltre 80 appuntamenti per adulti, bambine e bambini: aperture straordinarie, visite guidate, conferenze, letture, laboratori e concerti.

Le iniziative rientrano inoltre nel cartellone di Bologna Estate 2026, promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Alcune delle sedi aderenti

Tra i numerosi luoghi coinvolti figurano il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Museo Civico Archeologico, il Museo Morandi, il Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo della Specola e il Cimitero Monumentale della Certosa.

A questi si aggiungono numerose realtà culturali diffuse nel territorio metropolitano, tra cui il MUV - Museo della Civiltà Villanoviana, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, il Museo San Domenico e la Rocca dei Bentivoglio.

Informazioni

Hashtag ufficiali
Giornata Internazionale dei Musei: #IMD2026 #InternationalMuseumDay #GiornataInternazionaledeiMusei
Notte Europea dei Musei: #NottedeiMusei #NuitDesMusées