mercoledì 30 settembre 2026

Rinviata l’iniziativa del Partito Democratico con Stefano Bonaccini a Lizzano in Belvedere

 


di Dubbio 


È stata rinviata l’iniziativa pubblica del Partito Democratico prevista a Lizzano in Belvedere con la partecipazione di Stefano Bonaccini.

L’appuntamento, organizzato all’Albergo Appennino Vidiciatico, in via G. Marconi 4, era inizialmente in programma per domani,  giovedì 1° ottobre, alle  19. La locandina annunciava un’intervista di Loris Mazzetti a Bonaccini.

L’organizzazione ha comunicato il rinvio dell’incontro. Al momento non sono indicate una nuova data né ulteriori dettagli.

A Marzabotto, i Figli di nessuno: storie in musica di vite resistenti

 Il 3 ottobre in piazza Martiri delle Fosse Ardeatine lo spettacolo dei Flexus con i racconti teatrali di Elisa Lolli. Un intreccio di musica, teatro e memoria dedicato alle donne e agli uomini della Resistenza italiana



Sarà la musica, insieme alla forza delle parole e del teatro, a riportare a Marzabotto storie di coraggio, di scelta e di resistenza. Sabato 3 ottobre 2026, alle 20.30, in piazza Martiri delle Fosse Ardeatine, i Flexus presenteranno FIGLI DI NESSUNO. Storie in musica di vite resistenti, uno spettacolo che attraversa le vicende di donne e uomini che, durante la guerra di Liberazione italiana, seppero opporsi alla violenza e battersi per la libertà.

Il progetto nasce dall’incontro tra musica e narrazione teatrale. I racconti di Elisa Lolli si alternano e si fondono con le canzoni dei Flexus, dando vita a un percorso fatto di voci, immagini, emozioni e testimonianze. Le storie individuali diventano così parte di una memoria più ampia, restituendo profondità e umanità a una pagina fondamentale della storia italiana.

Figli di nessuno propone un viaggio attraverso esistenze segnate dalla guerra e dalla scelta di non arrendersi. Donne e uomini, spesso lontani tra loro per esperienze, sensibilità e percorsi di vita, sono accomunati dalla capacità di resistere e dalla volontà di difendere la propria idea di libertà. È proprio nel dialogo tra le diverse vicende che lo spettacolo costruisce una memoria collettiva capace di parlare anche al presente e alle nuove generazioni.

La rappresentazione assume un significato particolare proprio a Marzabotto, territorio profondamente legato alla storia della Resistenza e alla memoria delle vittime della violenza nazifascista. Qui il teatro e la musica diventano strumenti per mantenere vivo il ricordo e, al tempo stesso, per favorire una riflessione sul valore delle scelte individuali e della libertà.

L’appuntamento è a ingresso gratuito. Sono previsti posti a sedere al coperto.

In caso di pioggia, lo spettacolo si svolgerà presso il Teatro comunale di Marzabotto, in via Matteotti 1.

L’appuntamento

Sabato 3 ottobre 2026, ore 20.30
Piazza Martiri delle Fosse Ardeatine, Marzabotto
Ingresso gratuito
Posti a sedere al coperto

In caso di pioggia: Teatro comunale di Marzabotto, via Matteotti 1.

Tartufesta 2026, l’Appennino bolognese si prepara alla stagione del tartufo

 Tartufo, sapori d’autunno, mercatini, spettacoli, trekking nei boschi e iniziative alla scoperta delle tradizioni locali. È in arrivo Tartufesta 2026, il cartellone che riunisce i numerosi appuntamenti che, tra ottobre e novembre, animeranno i fine settimana della collina e della montagna bolognese.


L’edizione 2026 sarà presentata sabato 3 ottobre, dalle 11 alle 15, a eXtraBO, con il tradizionale evento di lancio della manifestazione. Protagonisti saranno il tartufo e i prodotti del sottosuolo dell’Appennino, insieme alle eccellenze gastronomiche che caratterizzano la stagione autunnale.

Alla giornata parteciperanno alcuni dei Comuni protagonisti di Tartufesta, tra cui Castiglione dei Pepoli, Lizzano in Belvedere, Monghidoro, Sasso Marconi e Valsamoggia, che porteranno in città sapori, produzioni e tradizioni dei rispettivi territori.

Gli operatori locali accompagneranno il pubblico alla scoperta delle specialità dell’Appennino attraverso degustazioni di tartufo e di altri prodotti tipici autunnali. Uno dei momenti più attesi sarà la dimostrazione della ricerca del tartufo con il Lagotto, il cane da tartufo, direttamente da Savigno: un’occasione per conoscere da vicino il rapporto tra animale, tartufaio e ambiente e scoprire le tecniche legate a una delle attività più caratteristiche della cultura appenninica.

Ad accogliere visitatrici e visitatori all’ingresso di eXtraBO sarà la musica dei Fragole e Tempesta, per una mattinata dedicata ai sapori, alle tradizioni e alla convivialità dell’Appennino.

Un calendario tra gusto, natura e tradizione

Tartufesta 2026 è promossa e coordinata dal Territorio Turistico Bologna-Modena e coinvolge amministrazioni comunali, associazioni, Pro Loco, ristoratori e operatori del territorio. Una rete che punta a valorizzare non soltanto il tartufo, ma l’intero patrimonio enogastronomico, paesaggistico e culturale della collina e della montagna bolognese.

Gli appuntamenti prenderanno il via il 10 ottobre e proseguiranno fino al 15 novembre, quando a Savigno, nel territorio di Valsamoggia, si terrà l’ultimo fine settimana di festeggiamenti.

Un elemento qualificante della manifestazione è rappresentato dalla Carta della Qualità, alla quale aderiscono i Comuni coinvolti. Anche ristoranti, agriturismi e associazioni partecipanti sono chiamati a rispettare un apposito Decalogo, con l’obiettivo di garantire menù degustazione coerenti con la tradizione e con l’autenticità delle produzioni locali.

Accanto agli appuntamenti gastronomici, il programma propone numerose occasioni per conoscere più da vicino il territorio. In calendario ci saranno trekking nei castagneti, visite guidate e aperture straordinarie di luoghi di interesse storico, artistico e naturalistico, oltre alle passeggiate dedicate alla ricerca del tartufo.

Al centro della manifestazione resta la tradizionale «cerca e cavatura del tartufo», pratica che rappresenta una delle espressioni più significative della cultura delle comunità appenniniche ed è inserita nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.

Per diverse settimane, dunque, il tartufo sarà il filo conduttore di un viaggio attraverso borghi, boschi e tavole dell’Appennino bolognese: un appuntamento che unisce gastronomia, natura e tradizioni locali e che punta a portare il pubblico alla scoperta di un territorio nella sua dimensione più autentica.

Il calendario completo e il programma degli eventi sono disponibili sul sito tematico di Tartufesta.

Lizzano in Belvedere, il Pd porta in Appennino Mazzetti, Bonaccini e Tosiani

 Incontro pubblico dedicato alla politica e al territorio: intervista a Loris Mazzetti, Stefano Bonaccini e Luigi Tosiani. In programma anche il saluto della sindaca Barbara Franchi 


di Dubbio


Un appuntamento politico e di confronto pubblico è in programma a Lizzano in Belvedere, dove il Partito Democratico organizza una serata con Loris Mazzetti, Stefano Bonaccini e Luigi Tosiani. L'iniziativa, come indicato nella locandina, si terrà giovedì 1° ottobre alle ore 19 all'Albergo Appennino Vidiciatico, in via Guglielmo Marconi 4.

Al centro della serata sarà un'intervista con i tre ospiti, chiamati a confrontarsi su temi politici e di attualità. L'appuntamento si inserisce nel quadro delle iniziative del Pd sul territorio dell'Appennino bolognese e rappresenta un'occasione di incontro con amministratori, iscritti, simpatizzanti e cittadini.

La locandina annuncia inoltre il saluto della sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, alla quale spetterà il compito di aprire istituzionalmente l'iniziativa. Franchi è sindaca del Comune dal giugno 2024 ed è attualmente componente, in rappresentanza di Lizzano, del Consiglio dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.

Tra i protagonisti della serata figura Loris Mazzetti, giornalista e autore televisivo, già coinvolto in precedenti iniziative pubbliche organizzate a Lizzano sui temi della memoria, della democrazia e dell'informazione. Nell'aprile 2025, ad esempio, Mazzetti aveva coordinato insieme a Paolo Maini l'incontro organizzato dal Comune in occasione dell'80° anniversario della Liberazione, al quale avevano partecipato esponenti del giornalismo, della cultura e dell'associazionismo.

Con lui saranno Stefano Bonaccini, presidente del Partito Democratico ed europarlamentare, e Luigi Tosiani, esponente del Pd emiliano-romagnolo. La formula dell'intervista consentirà di affrontare differenti aspetti dell'attualità politica, mettendo in relazione il quadro nazionale e regionale con le questioni che interessano più direttamente i territori montani.

L'appuntamento avrà anche un momento conviviale. Al termine dell'incontro è prevista una cena. Per partecipare è richiesta la prenotazione al numero 371 746 3511.

Una serata, dunque, pensata non soltanto come momento di approfondimento politico, ma anche come occasione di confronto diretto in una realtà, quella dell'Appennino bolognese, dove i temi dello sviluppo locale, dei servizi, del turismo e della tenuta delle comunità montane occupano un ruolo centrale nel dibattito amministrativo. La stessa amministrazione di Lizzano ha recentemente posto attenzione, tra gli altri, alla valorizzazione turistica del territorio e al sostegno alle attività locali.

martedì 29 settembre 2026

Medaglie d’onore agli internati militari italiani, ricordati anche sei vergatesi

 



 

di Roberto Giusti


Si è svolta lunedì 21 settembre 2026, presso l’Aula Magna di Santa Lucia dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, la cerimonia di consegna delle Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica ai cittadini italiani deportati e internati nei campi di concentramento nazisti.
L’iniziativa si è inserita nelle celebrazioni della Giornata degli Internati Italiani nei campi di concentramento tedeschi durante la Seconda guerra mondiale e ha rappresentato un momento di memoria e riconoscenza nei confronti degli uomini che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dalle forze tedesche e deportati nei territori controllati dalla Germania nazista.


Sono state ben sei le persone legate al territorio di Vergato e all’Appennino bolognese insignite del riconoscimento, consegnato ai familiari dal Prefetto di Bologna, Enrico Ricci, e dal Sindaco del Comune di Vergato Giuseppe Argentieri.
Tra i cittadini ricordati c’è Ugo Colombi, soldato alpino nato a Vergato nel 1915 e vissuto nel Comune fino alla sua scomparsa nel 2007. A ritirare la medaglia è stata la nipote Claudia Carletti.
Il riconoscimento è stato conferito anche a Gaetano Elmi, soldato di cavalleria nato a Camugnano nel 1914 e morto in Germania nel dicembre del 1943, la cui medaglia è stata ritirata dal nipote Adolfo Elmi, e Primo Pani, militare della Guardia alla Frontiera, nato a Vergato nel 1923 e vissuto nel paese fino alla sua scomparsa nel 1989. A ricevere il suo riconoscimento è stato il figlio Gino Pani.
Tra gli insigniti anche Antonio Savino, Maresciallo Maggiore dei Carabinieri, nato a Montemilone nel 1901 e successivamente residente a Vergato, con la medaglia ritirata dal figlio Domenico Savino.
Il ricordo ha riguardato infine Armando Pedrini, nato a Castel d’Aiano, per il quale ha ritirato la medaglia la sorella Lina, residente a Vergato, e Vitaliano Moruzzi, nato a Grizzana, il cui riconoscimento è stato ricevuto dalla figlia Leda, anch’essa residente nel territorio.


Insieme al Sindaco Argentieri, al cerimonia ha preso parte anche il Presidente dell’Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Vergato, il Maresciallo Giuliano Garuti, insieme ai rappresentanti delle istituzioni civili e militari, delle associazioni patriottiche e combattentistiche, ai familiari degli insigniti e a una rappresentanza degli studenti delle scuole superiori.
La vicenda degli Internati Militari Italiani (IMI) rappresenta una delle pagine più significative e dolorose della storia italiana successiva all’armistizio dell’8 settembre 1943. Dopo la cattura da parte delle forze tedesche, centinaia di migliaia di militari italiani furono deportati e internati nei territori del Reich, con molti di loro che rifiutarono di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e tornare a combattere al fianco della Germania nazista, pagando questa scelta con la prosecuzione della prigionia, il lavoro coatto e condizioni di vita caratterizzate da fame, freddo, malattie e privazioni.

La consegna delle Medaglie d’Onore ai familiari assume quindi un significato che va oltre il riconoscimento individuale: rappresenta un’occasione per riportare alla memoria le storie di uomini che hanno vissuto la guerra e l’internamento e per trasmettere alle nuove generazioni una pagina della storia italiana che per lungo tempo è rimasta poco conosciuta.
“Rivogliamo un sincero ringraziamento alle famiglie degli insigniti - afferma l’Amministrazione comunale di Vergato -, che nel corso degli anni hanno custodito e tramandato la memoria dei propri cari, e a tutte le istituzioni e associazioni che contribuiscono a preservare e valorizzare la conoscenza di queste vicende. Ricordare significa dare un nome, un volto e una storia alle persone che hanno vissuto la guerra, la deportazione e l’internamento, affinché le loro vicende non vengano dimenticate e possano continuare a essere conosciute e trasmesse alle nuove generazioni”.