Vertenza ex
Saga Coffee, Regione, sindacati e proprietà: «Si conclude una fase complessa,
segnata dall’impegno di tutte le parti nel percorso di parziale salvataggio»
Da Dubbio
Si è chiusa
la procedura di composizione negoziata della crisi della Gaggio Tech Srl,
società in liquidazione nata dalle vicende della ex Saga Coffee di Gaggio
Montano, sull’Appennino bolognese. Regione Emilia-Romagna, organizzazioni
sindacali e proprietà prendono atto dell’esito del percorso e dell’impegno
profuso per sostenere il piano di riequilibrio della società.
«La
definizione della vertenza Gaggio Tech, con la chiusura della procedura di
composizione negoziata della crisi, vede compiersi una fase complessa,
caratterizzata dall’impegno di tutte le parti coinvolte nel processo di
parziale salvataggio della ex Saga Coffee», dichiarano l’assessore al Lavoro
della Regione Emilia-Romagna, Giovanni Paglia, le organizzazioni sindacali
Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna e la proprietà.
«Pur a
fronte di un doloroso ridimensionamento dei volumi occupazionali della società
– proseguono – la Regione Emilia-Romagna e le organizzazioni sindacali prendono
atto dell’impegno profuso dalle società Tecnostamp Triulzi Group e Minifaber,
volto al sostegno del piano di riequilibrio della Gaggio Tech Srl in
liquidazione».
Secondo
quanto riferito dalle parti, a determinare il nuovo assetto della società hanno
contribuito anche fattori esterni alla volontà degli imprenditori coinvolti nel
tentativo di rilancio industriale del sito. Il calo del fatturato atteso, in
parte riconducibile al Gruppo Evoca, e la riduzione dei volumi degli ordinativi
hanno modificato le prospettive iniziali, rendendo sovradimensionati gli
investimenti nel frattempo realizzati.
«A seguito
dell’insorgere di fattori esterni alla volontà degli imprenditori chiamati al
tentativo di rilancio industriale del sito – spiegano Regione, sindacati e
proprietà – gli stessi sono stati costretti a procedere congiuntamente alla
messa in liquidazione della società, a fronte del calo del fatturato atteso, in
parte riconducibile al Gruppo Evoca, e del volume degli investimenti nel
frattempo messi in campo, inizialmente stimati sulla base delle prospettive e
successivamente resi sovradimensionati in relazione al calo degli ordinativi».
Con il
supporto del liquidatore e dell’esperto nominato nell’ambito della procedura, è
stato quindi definito un accordo con i creditori e con le lavoratrici e i
lavoratori. L’intesa è stata sostenuta dagli impegni economici assunti da
Tecnostamp Triulzi Group e da Alessandro Triulzi, nonché da Minifaber e dalla
famiglia Melocchi.
«Tale
impegno – sottolineano le parti – ha consentito di preservare circa 40 posti di
lavoro presso l’impianto di Gaggio Montano».
Regione Emilia-Romagna,
Fiom-Cgil e Fim-Cisl dell’Area Metropolitana di Bologna prendono quindi atto
degli esiti del piano e guardano al mantenimento del sito produttivo come
elemento di continuità industriale per il territorio.
«Nel quadro
di una delicata e complessa vicenda per il territorio emiliano – concludono –
rileviamo il mantenimento di un presidio industriale a Gaggio Montano, seppure
significativamente ridimensionato, quale risultato reso possibile dall’azione
congiunta dei diversi soggetti coinvolti e dalle politiche messe in campo
dall’Amministrazione».