venerdì 15 maggio 2026

“In cammino con la storia”: escursione culturale sul Monte Belvedere tra natura e memoria

Renzo Zagnoni informa: 

La gita In cammino con la storia da Gaggio a monte Belvedere di domani, organizzata con Nuèter e il CAI, causa maltempo è rimandata a sabato prossimo 23 maggio, con lo stesso programma che vi ho inviato ieri.

Cordialità


 

Una giornata di trekking, storia e scoperta del territorio lungo i sentieri dell’Appennino bolognese. Domani, sabato 16 maggio 2026 torna “In cammino con la storia”, l’iniziativa promossa dal CAI A.A.B. di Porretta Terme in collaborazione con il Nüéter Gruppo di Studi Alta Valle del Reno, dedicata quest’anno al Monte Belvedere.

L’escursione, di livello escursionistico, partirà e si concluderà a Gaggio Montano, attraversando alcuni luoghi significativi del territorio montano tra paesaggio naturale e testimonianze storiche della Linea Gotica.

Il percorso ad anello, lungo circa otto chilometri, toccherà località come Docciola, Montilocchi, Chirigaia e San Filomena prima di raggiungere Monte Belvedere, luogo simbolo delle vicende belliche dell’Appennino durante la Seconda guerra mondiale. Il dislivello previsto è di circa 500 metri, con un tempo di percorrenza complessivo di circa tre ore e quaranta minuti, escluse le soste e gli approfondimenti storici.

Il ritrovo dei partecipanti è fissato alle 9 nei pressi della cappella e della baita degli Alpini di Gaggio Montano. L’arrivo a Monte Belvedere è previsto intorno alle 11, dove Renzo Zagnoni curerà alcuni cenni storici dedicati al significato del luogo e agli eventi che vi si svolsero. Il rientro a Gaggio Montano è programmato per le 15 dopo la pausa pranzo.

L’iniziativa unisce attività escursionistica e divulgazione storica, offrendo ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della memoria appenninica attraverso un’esperienza diretta sul territorio. Un modo per valorizzare la montagna non soltanto dal punto di vista naturalistico, ma anche come spazio di memoria collettiva e approfondimento culturale.

PRIT e grandi incompiute: il Passante di Bologna torna al centro del dibattito in Regione

 



Un question time del consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) riporta all’attenzione dell’Assemblea legislativa il tema del Passante di Bologna e, più in generale, la paralisi delle principali infrastrutture regionali. Al centro dell’intervento, la frammentazione della pianificazione e la mancanza di una visione unitaria sugli interventi previsti dal Piano Regionale Integrato dei Trasporti (PRIT), dal Passante alla Cispadana, fino al quadruplicamento ferroviario.

Mastacchi ha chiesto alla Giunta quale sia lo stato di avanzamento aggiornato del progetto del Passante di Mezzo di Bologna, con particolare riferimento al cronoprogramma, ai costi complessivi e alle criticità ancora aperte, oltre a un aggiornamento sul quadro di attuazione del PRIT.

Per chi attraversa quotidianamente l’Emilia-Romagna, il nodo bolognese rappresenta da anni uno dei principali punti critici della mobilità regionale. Dopo oltre vent’anni di dibattiti, opere considerate strategiche come il Passante di Mezzo restano infatti sospese in una situazione di incertezza che, secondo Mastacchi, evidenzia l’obsolescenza di modelli di mobilità concepiti decenni fa e oggi sempre meno adeguati alle trasformazioni economiche e territoriali.

A pesare è anche il quadro economico. L’aumento dei costi delle materie prime ha fatto lievitare la stima complessiva dell’opera fino a circa 3,5 miliardi di euro, mettendo in discussione gli accordi originari con i concessionari. Secondo il consigliere, il problema non riguarda soltanto la sostenibilità finanziaria, ma anche l’efficacia strategica di un investimento così rilevante su un’infrastruttura progettata oltre vent’anni fa.

Nel corso del dibattito è stato affrontato anche il tema del quadruplicamento ferroviario. Mastacchi ha richiamato recenti audizioni in Commissione Trasporti, sostenendo che la scelta di privilegiare l’“Alta Capacità” per il traffico merci, anziché l’“Alta Velocità” orientata ai passeggeri, rischi di produrre infrastrutture sovradimensionate rispetto alla domanda reale. A suo giudizio, l’esperienza della dorsale Torino-Milano-Napoli-Salerno dimostrerebbe come il traffico merci sulle linee AV sia rimasto marginale negli ultimi venticinque anni, rendendo discutibile l’investimento aggiuntivo richiesto dall’Alta Capacità.

Altro nodo evidenziato è quello della Cispadana. Lo stallo legato alla concessione dell’A22 e alle valutazioni della Corte di Giustizia Europea avrebbe trasformato i ritardi in un elemento strutturale, bloccando un’opera attesa da anni dai territori interessati. Secondo Mastacchi, il combinarsi di contenziosi, divisioni sul modello infrastrutturale e programmazione frammentata rischia di generare una dispersione di risorse pubbliche e una moltiplicazione degli sprechi.

Nel suo intervento, il consigliere ha criticato la logica della progettazione “per lotti”, sostenendo che l’assenza di una copertura economica integrale lungo tutto il ciclo di vita delle opere produca inevitabilmente inefficienze operative e interventi incompleti. Da qui la richiesta di una revisione profonda del PRIT, alla luce delle mutate condizioni economiche, dei nuovi costi energetici e delle trasformazioni nelle esigenze di mobilità.

L’assessora regionale Irene Priolo ha ricordato come le opere in questione rientrino prevalentemente nelle competenze del Governo nazionale, sottolineando tuttavia la disponibilità della Regione a collaborare per favorirne la realizzazione. Priolo ha inoltre ribadito la necessità di aggiornare il PRIT con una visione strategica al 2040, individuando priorità infrastrutturali e una programmazione per stralci funzionali coerente con le risorse disponibili nel Contratto di Programma.

In replica, Mastacchi ha ricordato che il Passante venne presentato già nel 2018 dall’allora presidente del Consiglio Matteo Renzi come un’opera destinata a essere completata in tempi brevi, ma successivamente rallentata da un complesso iter amministrativo. Secondo il consigliere, i ritardi sarebbero stati aggravati anche da una revisione progettuale promossa dall’allora amministrazione comunale di Bologna, che avrebbe trasformato l’intervento in un’opera più ambiziosa e costosa.

Mastacchi ha infine sottolineato che interventi storici come la Variante di Valico, disciplinata dalla Convenzione del 1990, non possono essere ulteriormente rinviati o ricondotti a nuovi Piani Economico-Finanziari, trattandosi di opere già finanziate. Da qui la richiesta conclusiva di procedere con continuità e determinazione, nel rispetto degli impegni assunti e con una programmazione infrastrutturale finalmente organica e coerente.

Bologna celebra i musei: due giornate di eventi tra cultura, inclusione e aperture straordinarie

 



Lunedì 18 maggio e sabato 23 maggio 2026 Bologna e la città metropolitana celebrano il patrimonio culturale con due importanti appuntamenti internazionali dedicati ai musei e ai luoghi della cultura: la Giornata Internazionale dei Musei e la Notte Europea dei Musei.

Per due giornate, musei, pinacoteche, archivi, case museo e spazi culturali del territorio proporranno aperture straordinarie, visite guidate, incontri, letture e concerti, con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del patrimonio artistico e rafforzare il ruolo dei musei come luoghi di dialogo, partecipazione e crescita collettiva.

Il programma completo è disponibile sul sito della Città metropolitana di Bologna.

Giornata Internazionale dei Musei 2026

Lunedì 18 maggio si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale dei Musei (International Museum Day – IMD), istituita nel 1977 da ICOM – International Council of Museums, il principale network internazionale di musei e professionisti museali.

L’edizione 2026 è dedicata al tema “Musei che uniscono un mondo diviso”, con un focus sul ruolo dei musei nella promozione della convivenza pacifica, del rispetto reciproco e dell’accesso condiviso alla conoscenza.

In un contesto segnato da frammentazione sociale, polarizzazione e disuguaglianze culturali, i musei si confermano spazi pubblici affidabili e inclusivi, capaci di creare connessioni tra generazioni, comunità e territori, favorendo dialogo, comprensione e partecipazione.

Torna la Notte Europea dei Musei

Sabato 23 maggio torna anche la Notte Europea dei Musei, iniziativa nata nel 2005 su impulso del Ministero della Cultura e della Comunicazione francese e successivamente estesa a tutta la comunità europea con il patrocinio di UNESCO, Consiglio d’Europa e ICOM.

Per l’occasione, i musei aderenti apriranno eccezionalmente anche in orario serale con ingresso gratuito oppure al costo simbolico di 1 euro, offrendo al pubblico un’esperienza culturale diffusa e accessibile.

Una rete culturale che coinvolge tutto il territorio

Per il quarto anno consecutivo, il territorio bolognese aderisce alla manifestazione attraverso una progettualità condivisa coordinata dal Settore Musei Civici del Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna.

L’iniziativa punta a valorizzare la ricchezza dell’offerta culturale locale e a rafforzare un sistema museale integrato e coordinato.

Sono 54 i musei e gli spazi culturali coinvolti nei 14 Comuni aderenti: Alto Reno Terme, Anzola dell’Emilia, Bologna, Budrio, Casalecchio di Reno, Castenaso, Crevalcore, Grizzana Morandi, Imola, Pianoro, Pieve di Cento, San Giovanni in Persiceto, San Lazzaro di Savena e Valsamoggia.

In programma oltre 80 appuntamenti per adulti, bambine e bambini: aperture straordinarie, visite guidate, conferenze, letture, laboratori e concerti.

Le iniziative rientrano inoltre nel cartellone di Bologna Estate 2026, promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Alcune delle sedi aderenti

Tra i numerosi luoghi coinvolti figurano il MAMbo - Museo d’Arte Moderna di Bologna, il Museo Civico Archeologico, il Museo Morandi, il Palazzo Pepoli - Museo della Storia di Bologna, la Pinacoteca nazionale di Bologna, il Museo della Specola e il Cimitero Monumentale della Certosa.

A questi si aggiungono numerose realtà culturali diffuse nel territorio metropolitano, tra cui il MUV - Museo della Civiltà Villanoviana, la Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, il Museo San Domenico e la Rocca dei Bentivoglio.

Informazioni

Hashtag ufficiali
Giornata Internazionale dei Musei: #IMD2026 #InternationalMuseumDay #GiornataInternazionaledeiMusei
Notte Europea dei Musei: #NottedeiMusei #NuitDesMusées

Bologna, nasce in via Palagi il primo Ospedale di Comunità della città

 Una nuova struttura dedicata a cronicità e fragilità, finanziata con fondi PNRR



L’Azienda USL di Bologna presenterà oggi, venerdì 15 maggio, alle ore 12,  il primo Ospedale di Comunità della città di Bologna, realizzato in via Palagi nell’ambito del nuovo sistema territoriale di assistenza sanitaria previsto dall’Accordo Integrativo Regionale e finanziato con risorse del PNRR.

La nuova struttura nasce con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico dei pazienti fragili e cronici, offrendo posti letto destinati a degenze a bassa intensità clinica, rivolte a persone che non necessitano di cure ospedaliere acute ma che richiedono assistenza sanitaria continuativa, monitoraggio e supporto assistenziale.

L’Ospedale di Comunità rappresenta uno degli strumenti cardine della riorganizzazione della sanità territoriale regionale: un modello intermedio tra ricovero ospedaliero e assistenza domiciliare, pensato per accompagnare pazienti anziani, cronici o in condizioni di temporanea fragilità nel percorso di cura e recupero.

La presa in carico sarà affidata ai medici di ruolo unico insieme al personale assistenziale e infermieristico, secondo un approccio integrato e multidisciplinare.

Alla presentazione interverranno:

  • Anna Maria Petrini, Direttrice Generale Azienda USL di Bologna
  • Michele Meschi, Direttore Sanitario Azienda USL di Bologna
  • Barbara Cacciari, Responsabile Area DATER Territoriale e Ospedaliera Spoke Azienda USL di Bologna
  • Chiara Gibertoni, Direttrice Generale del Policlinico di Sant'Orsola IRCCS
  • Massimo Fabi, Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna
  • Marilena Pillati, Vicepresidente CTSSM di Bologna
  • Matteo Lepore, Sindaco della Bologna e Presidente della CTSSM.

L’Azienda USL di Bologna opera su un territorio che comprende 45 comuni distribuiti su circa 3.000 chilometri quadrati, per una popolazione di oltre 880 mila abitanti. Il bilancio annuale supera i 2,1 miliardi di euro e coinvolge più di 9.500 professionisti, tra cui oltre 1.400 medici e circa 5.000 operatori assistenziali.

Con l’apertura dell’Ospedale di Comunità di via Palagi, Bologna compie un ulteriore passo verso una sanità di prossimità orientata alla continuità delle cure, alla gestione della cronicità e al sostegno delle persone più vulnerabili.

Gli artisti di Anna Maria in mostra a Sasso Marconi

 In Sala Giorgi un viaggio tra acquerelli, sperimentazione e creatività: esposte le opere degli allievi del corso


È visitabile presso la Sala Giorgi di Sasso Marconi la mostra “Gli artisti di Anna Maria”, esposizione che raccoglie le opere realizzate dagli allievi del corso di pittura ad acquerello guidato dall’insegnante Anna Maria.

L’esposizione è stata organizzata in modo da valorizzare il percorso personale di ciascun artista: ogni partecipante dispone infatti di uno spazio dedicato, pensato per mettere in evidenza stile, sensibilità e crescita tecnica. Per gli allievi con maggiore esperienza sono stati selezionati lavori capaci di raccontarne l’evoluzione artistica e il progressivo affinamento espressivo.

Tra le opere esposte trovano spazio anche lavori realizzati con una tecnica particolare e originale: l’utilizzo del caffè al posto dell’acquerello tradizionale. Attraverso diversi passaggi e differenti diluizioni, il caffè viene impiegato per creare paesaggi, nature morte e composizioni ricche di sfumature e profondità.

«L’uso del caffè — spiega Anna Maria — è molto utile per insegnare agli allievi quanto la quantità d’acqua utilizzata per sciogliere il pigmento sia determinante nella tecnica dell’acquerello».

La mostra propone inoltre opere dedicate al tema delle trasparenze, affrontato soprattutto dagli allievi più esperti: vasi di fiori, superfici riflettenti, specchi d’acqua e scorci urbani nei quali monumenti e paesaggi si riflettono con effetti di luce particolarmente suggestivi.

Molto eterogeneo anche il gruppo dei partecipanti, con età che spaziano dai 14 anni fino a persone adulte, a testimonianza di come l’arte dell’acquerello riesca a coinvolgere generazioni diverse accomunate dalla stessa passione creativa.

Grande soddisfazione anche per l’andamento della mostra, che sta registrando una significativa partecipazione di pubblico. Numerosi i visitatori presenti all’inaugurazione, molti dei quali hanno espresso apprezzamento e sorpresa per la qualità delle opere esposte.

«Molti visitatori — racconta ancora Anna Maria — ci hanno detto che i lavori sembrano quelli di artisti professionisti più che di allievi di un corso. Commenti che rappresentano una grande gratificazione anche per me come insegnante, perché il mio obiettivo non è solo trasmettere una tecnica, ma aiutare ogni allievo a sviluppare una propria espressività personale e riconoscibile».

Un aspetto particolarmente apprezzato dal pubblico è anche la possibilità di assistere dal vivo al lavoro degli artisti. Ogni martedì pomeriggio, infatti, gli allievi dipingono ad acquerello direttamente in Sala Giorgi, dalle 15 alle 20, offrendo ai visitatori l’opportunità di osservare le tecniche utilizzate, conoscere i materiali impiegati e dialogare con gli artisti durante la realizzazione delle opere.

La mostra resterà aperta fino a domenica 24 maggio.