mercoledì 4 novembre 2026

​ L’Appennino custodisce un tesoro etrusco da riscoprire: ARCA lancia un appello alle imprese per finanziare la ricerca scientifica sulla Via del Ferro

Una raccolta fondi di 8.000 euro per sostenere una borsa di studio all’Università di Bologna. L’obiettivo è affidare a un giovane ricercatore sei mesi di lavoro sul campo e negli archivi per individuare, documentare e studiare i siti archeologici legati all’antico itinerario etrusco che attraversava l’Appennino Tosco-Emiliano.


Gentili imprenditori, aziende e sostenitori del territorio,


l’Associazione ARCA Appennino Bolognese, da anni impegnata nella tutela, nello studio e nella valorizzazione del patrimonio storico, culturale e ambientale del nostro territorio, promuove una nuova iniziativa di particolare rilevanza scientifica e culturale, con l’obiettivo di contribuire alla riscoperta di una delle pagine più antiche e significative della storia dell’Appennino.

Al centro del progetto vi è la valorizzazione dell’antica Via del Ferro Etrusca, un itinerario storico di circa 260 chilometri che, secondo la ricostruzione proposta dall’associazione, collegava il versante tirrenico con quello adriatico, attraversando il cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano.

Un percorso di straordinario interesse storico, legato ai traffici commerciali degli Etruschi e al trasporto del minerale di ferro proveniente dall’Isola d’Elba e dalla costa tirrenica, attraverso Pisa, fino all’antico porto di Spina, nell'area dell'attuale Comacchio. Un collegamento tra due mari che testimonia l'importanza strategica delle vie di comunicazione e degli scambi commerciali già in epoca etrusca.

Le vallate dell’Appennino bolognese e tosco-emiliano custodiscono ancora tracce, testimonianze e potenziali siti archeologici riconducibili a questo antico sistema di collegamenti. Un patrimonio che, tuttavia, attende in larga parte di essere adeguatamente conosciuto, documentato e studiato.

Molti luoghi di interesse storico e archeologico risultano infatti poco esplorati, privi di una documentazione scientifica organica e, in alcuni casi, esposti al rischio di abbandono e progressiva perdita delle testimonianze materiali. Una situazione che rende urgente avviare un lavoro sistematico di ricerca, ricognizione e approfondimento, prima che il tempo e l'incuria compromettano ulteriormente questo patrimonio.

Un progetto concreto: 8.000 euro per finanziare la ricerca

Per trasformare questa prospettiva in un progetto operativo, ARCA Appennino Bolognese si pone un obiettivo preciso: raccogliere 8.000 euro da destinare al finanziamento di una borsa di studio presso l’Università di Bologna.

Il contributo consentirà di sostenere per sei mesi l’attività di un giovane ricercatore, impegnato direttamente sul territorio e negli archivi storici, con il compito di individuare, censire, rilevare e approfondire scientificamente i siti archeologici riconducibili alla presenza e ai collegamenti etruschi lungo le vallate appenniniche.

Si tratta di un investimento concreto nella conoscenza: dare a un giovane studioso la possibilità di svolgere un lavoro scientifico qualificato e, contemporaneamente, offrire al territorio nuovi strumenti per comprendere, tutelare e valorizzare le proprie radici storiche.

La collaborazione con l’Università di Bologna rappresenta un elemento fondamentale del progetto, perché consente di mettere in relazione la ricerca accademica con le esigenze di conoscenza e valorizzazione espresse dalle comunità locali.

L'appello alle imprese: investire nella storia per costruire il futuro

Per raggiungere questo traguardo, ARCA rivolge un appello alle aziende, agli imprenditori, alle fondazioni, alle realtà economiche e a tutti coloro che credono nel valore culturale e sociale del territorio.

Chiediamo di partecipare alla raccolta fondi attraverso contributi individuali o quote di cofinanziamento, nella convinzione che la salvaguardia del patrimonio storico non sia soltanto una responsabilità delle istituzioni, ma anche un'opportunità di crescita condivisa per l'intera comunità.

Sostenere questa iniziativa significa contribuire a un progetto che unisce ricerca scientifica, tutela dell'identità locale, promozione culturale e prospettive di sviluppo turistico sostenibile.

Cosa offriamo alle aziende sostenitrici

ARCA intende riconoscere e valorizzare pubblicamente il contributo delle imprese che sceglieranno di affiancare il progetto, attraverso forme di visibilità e riconoscimento istituzionale.

In particolare, i sostenitori potranno beneficiare di:

Riconoscimento ufficiale: ringraziamento pubblico da parte dell'Associazione ARCA durante convegni, incontri, conferenze e presentazioni dedicate alla Via del Ferro Etrusca.

Visibilità sui canali di comunicazione: inserimento del logo aziendale e menzione dell'impresa sui canali informativi e social dell'associazione, nonché sui materiali promozionali degli eventi organizzati da ARCA o realizzati in collaborazione con altri enti e realtà territoriali.

Valorizzazione dell'impegno sociale e territoriale: riconoscimento del contributo dell'azienda a un'iniziativa di interesse culturale e scientifico, capace di generare ricadute positive per le comunità locali e per il futuro dell'Appennino.

Un'opportunità anche per le imprese di interpretare concretamente i principi della responsabilità sociale d'impresa, sostenendo un progetto che lascia un segno positivo e duraturo nella comunità.

Un piccolo investimento per una grande eredità

Raggiungere la cifra di 8.000 euro significa rendere possibile un'importante attività di ricerca, portare alla luce testimonianze storiche ancora poco conosciute e iniziare a costruire una documentazione scientifica capace di diventare una risorsa per il futuro.

La Via del Ferro Etrusca non rappresenta soltanto un itinerario del passato: può diventare un elemento identitario e un'opportunità di valorizzazione per le nostre vallate, attraverso percorsi culturali, iniziative didattiche, progetti di ricerca e nuove forme di turismo consapevole.

Conoscere il passato significa proteggere il futuro. Per questo chiediamo alle imprese e a tutti i sostenitori del territorio di condividere con ARCA questa sfida, contribuendo a trasformare un patrimonio ancora in gran parte da scoprire in una risorsa concreta per le generazioni future.

Siamo a completa disposizione per illustrare il progetto, fornire ulteriori informazioni e concordare insieme le modalità di partecipazione e di contribuzione economica.

Certi che possiate condividere il valore di questa iniziativa, confidiamo nella vostra sensibilità e nel vostro sostegno.

Con i più cordiali saluti.

Fabio Righi
Presidente
ARCA Appennino Bolognese

Email: arca9bologna@gmail.com
Telefono: +39 320 1793002

INFERMIERI, QUANTI SONO DAVVERO QUELLI IN CORSIA? MASTACCHI CHIEDE ALLA GIUNTA DATI TRASPARENTI

Interrogazione sul personale ricollocato in mansioni non assistenziali: il rischio è che gli organici ufficiali sovrastimino il numero degli infermieri effettivamente disponibili per l’assistenza.



Quanti sono oggi gli infermieri che assistono concretamente i pazienti nei reparti ospedalieri e sul territorio? I dati ufficiali non consentono di avere un quadro sufficientemente chiaro. Per questo il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) ha presentato un’interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale, chiedendo di fare luce sulla reale consistenza del personale infermieristico impiegato nell’assistenza diretta.

Il punto di partenza è una criticità ormai strutturale: il Servizio sanitario regionale deve fare i conti con una significativa carenza di infermieri. Reclutare nuovo personale e sostituire chi lascia il servizio è sempre più difficile, come segnalano da tempo professionisti, organizzazioni sindacali e Aziende sanitarie. Una situazione che si ripercuote sulla qualità e sulla tempestività dell’assistenza, oltre ad aumentare i carichi di lavoro per chi è quotidianamente in servizio.

In questo scenario esiste un aspetto poco visibile, ma rilevante per una corretta programmazione del personale. Un infermiere inizialmente idoneo allo svolgimento delle proprie mansioni può, nel corso della carriera, sviluppare problemi di salute o riportare limitazioni permanenti, accertate dal medico competente, che gli impediscono di svolgere, in tutto o in parte, attività assistenziali. In questi casi, le Aziende sanitarie sono tenute a individuare mansioni compatibili con le condizioni del lavoratore, ricollocandolo, ad esempio, in uffici amministrativi, segreterie, servizi di accoglienza o altre attività di supporto.

«Si tratta di una tutela giusta e doverosa nei confronti dei lavoratori, che nessuno intende mettere in discussione», sottolinea Mastacchi. «La questione riguarda invece il modo in cui queste figure vengono conteggiate negli organici. Pur mantenendo la qualifica di infermiere, infatti, non sono più impiegate nei reparti, nell'assistenza domiciliare o nelle Case della Comunità. Se vengono conteggiate integralmente nella dotazione organica infermieristica, il rischio è quello di rappresentare una disponibilità di personale superiore a quella realmente utilizzabile nell'assistenza ai cittadini».

Una possibile distorsione statistica che, secondo il consigliere, produce due conseguenze: da un lato, può sottostimare il fabbisogno effettivo di nuove assunzioni; dall'altro, rischia di rendere meno evidente la carenza di professionisti impegnati a diretto contatto con i pazienti. A pagarne le conseguenze sono sia gli infermieri in servizio, chiamati a coprire turni e garantire prestazioni con organici effettivi inferiori a quelli formalmente registrati, sia i cittadini che necessitano di cure e assistenza.

Con l'interrogazione, Mastacchi chiede quindi alla Giunta regionale di chiarire:

• quali criteri adottino le Aziende sanitarie per conteggiare gli infermieri dichiarati non idonei, parzialmente idonei o permanentemente inidonei alle mansioni assistenziali e successivamente assegnati ad attività amministrative o comunque non assistenziali;

• se questi lavoratori continuino a essere inclusi nella dotazione organica infermieristica e nei parametri utilizzati per determinare il fabbisogno di personale, oppure vengano contabilizzati separatamente rispetto agli infermieri effettivamente impegnati nell'assistenza;

• quanti siano, per ciascuna Azienda sanitaria, gli infermieri ricollocati in mansioni non assistenziali e quale percentuale rappresentino sul totale del personale infermieristico;

• quanti siano gli infermieri realmente operativi nell'assistenza diretta e quante, invece, le unità formalmente presenti negli organici ma non concretamente impiegabili per l'assistenza ai pazienti.

«Per programmare correttamente la sanità servono numeri che raccontino la realtà, non soltanto statistiche formali», conclude Mastacchi. «Conoscere quanti infermieri lavorano effettivamente accanto ai pazienti è il primo passo per misurare il fabbisogno reale e capire quante nuove assunzioni siano necessarie. Senza dati trasparenti e aderenti alla situazione concreta, il rischio è di pianificare i servizi su organici che esistono sulla carta, ma non nella realtà quotidiana dell'assistenza».

Sasso Marconi, tornano gli incontri pubblici nelle frazioni: cinque appuntamenti per ascoltare il territorio

 Dall’11 al 24 novembre l’Officina Frazione fa tappa a Fontana, Tignano, Capoluogo, Badolo-Battedizzo e Borgonuovo. Al centro del percorso il dialogo con i cittadini, la condivisione di idee e le esigenze delle comunità locali.


Il Comune informa:


Tornano gli incontri pubblici nelle frazioni di Sasso Marconi. L’iniziativa, promossa nell’ambito del progetto “Officina Frazione – Nuove idee per il territorio”, propone cinque appuntamenti sul territorio comunale, con l’obiettivo di incontrare i residenti, raccogliere proposte e favorire un confronto diretto sulle necessità e sulle prospettive delle diverse comunità.

Un percorso di ascolto e partecipazione che punta a valorizzare il contributo di chi vive quotidianamente le frazioni, mettendo al centro idee, esperienze e suggerimenti utili a costruire nuove opportunità per il territorio.

Il calendario degli incontri prenderà il via mercoledì 11 novembre, alle 20.30, a Fontana, presso la Sala Fontana, in piazza Cremonini 5.

Si proseguirà lunedì 16 novembre, sempre alle 20.30, a Tignano, presso l’ex scuola di via Olivetta 63, nella località Tignano-Roma.

Il terzo appuntamento è in programma giovedì 19 novembre, alle 20.30, nel Capoluogo, presso la Sala Giorgi, in via del Mercato 13.

La settimana successiva, lunedì 23 novembre, l’iniziativa raggiungerà Badolo-Battedizzo, con un incontro alle 20.30 presso la Trattoria Calamelli, in via Setta 75, a Cinque Cerri.

Ultima tappa martedì 24 novembre, alle 20.30, a Borgonuovo, presso il Centro sociale Borgonuovo, in via Cartiera 6.

Cinque occasioni per avvicinare istituzioni e cittadini, conoscere più da vicino le peculiarità delle singole realtà locali e dare spazio alle istanze di chi abita e anima il territorio.

L'invito è rivolto a tutta la cittadinanza: partecipare significa contribuire attivamente al confronto e alla costruzione di nuove idee per il futuro delle frazioni e dell'intera comunità di Sasso Marconi.

martedì 3 novembre 2026

4 Novembre, Sasso Marconi celebra la Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate

Cerimonia al Giardino della Memoria con la deposizione di una corona e l’omaggio ai Caduti di tutte le guerre. Parteciperà la vicesindaca Ilaria Indovini.



Il Comune informa:


Sasso Marconi  celebra il 4 Novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze Armate, ricorrenza che richiama i valori fondanti della storia italiana, il sacrificio di quanti hanno servito il Paese e la memoria delle donne e degli uomini caduti in tutte le guerre.

La commemorazione si svolgerà domani,  mercoledì 4 novembre 2026, alle ore 11, presso il Giardino della Memoria, con una cerimonia istituzionale dedicata al ricordo e alla riconoscenza. Il momento centrale sarà rappresentato dalla deposizione di una corona e dall'omaggio ai Caduti di tutte le guerre, in un gesto simbolico che intende rinnovare il legame tra la comunità e la propria storia.

A rappresentare l'Amministrazione comunale sarà la vicesindaca Ilaria Indovini, che prenderà parte alla cerimonia.

Il 4 Novembre rappresenta una delle date più significative della memoria nazionale. La ricorrenza, legata alla conclusione della Prima guerra mondiale e all'armistizio di Villa Giusti del 1918, è oggi occasione per rendere omaggio alle Forze Armate e ricordare il valore dell'unità nazionale, della libertà e della pace.

La celebrazione assume anche un significato particolare per le comunità locali: custodire la memoria dei Caduti significa trasmettere alle nuove generazioni la consapevolezza del prezzo pagato per conquistare e difendere i valori democratici, promuovendo al tempo stesso una cultura di dialogo e convivenza pacifica.

L'Amministrazione comunale invita la cittadinanza a partecipare alla commemorazione, per condividere un momento di raccoglimento e testimoniare, insieme, il valore del ricordo.

Sicurezza integrata e politiche pubbliche: il ruolo strategico degli enti locali al centro della conferenza MOSIS

Casalecchio di Reno ospita il 9 dicembre un confronto istituzionale sul rapporto tra sicurezza, amministrazioni locali e territorio. Relatore principale Filippo Frasca, con la partecipazione di rappresentanti sindacali e istituzionali.


Il ruolo degli enti locali nella costruzione delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata sarà al centro della conferenza programmatica promossa dal Movimento Sindacale Sicurezza (MOSIS), in programma il 9 dicembre 2026, alle ore 16.45, nella Sala delle Cerimonie del Comune di Casalecchio di Reno.

L'iniziativa si propone di approfondire il contributo delle amministrazioni locali nella definizione e nell'attuazione di strategie di sicurezza integrate, valorizzando il dialogo tra istituzioni, rappresentanze sindacali e realtà associative. Un'occasione di confronto su un tema di particolare rilevanza per i territori, chiamati a svolgere un ruolo sempre più significativo nella promozione della sicurezza e nella tutela delle comunità.

A guidare i lavori sarà Filippo Frasca, direttore generale del Dipartimento Patti per la Sicurezza e segretario generale del MOSIS, che interverrà in qualità di relatore.

Sono inoltre previsti gli interventi di Giovanni Tidona, segretario nazionale MOSIS e direttore della Regione Lazio Patti per la Sicurezza; Tammaro Cassandro, segretario territoriale FI Sant'Agata Bolognese-San Giovanni in Persiceto; e Salvatore Lamattina, segretario provinciale aggiunto DICCAP-SULPM.

La moderazione sarà affidata a Daniela Tesol, responsabile del Dipartimento Patti per la Sicurezza dell'Emilia-Romagna.

La conferenza è riservata ad amministratori, rappresentanti delle organizzazioni sindacali, associazioni e partiti dell'arco costituzionale, fino a esaurimento dei posti disponibili. È richiesta la preventiva comunicazione della partecipazione agli organizzatori.

Il MOSIS esprime, infine, un ringraziamento al sindaco e all'amministrazione comunale di Casalecchio di Reno per la gentile concessione della Sala delle Cerimonie, che ospiterà l'incontro.