martedì 4 agosto 2026

La ‘Pompei etrusca’ di Marzabotto continua a elargire ‘ fantastici regali archeologici’

 𝐀 𝐊𝐚𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐞𝐜𝐜𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐬𝐜𝐨𝐩𝐞𝐫𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐩𝐨𝐳𝐳𝐨 𝐫𝐢𝐭𝐮𝐚𝐥𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐦𝐚𝐧𝐮𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐠𝐫𝐢 𝐞 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐮𝐦𝐚𝐧𝐢


 

Il Comune di Marzabotto informa:

 

Si è conclusa, con risultati di eccezionale rilevanza scientifica, la XXXIX campagna di scavo archeologico condotta dall’Università di Bologna nella città etrusca di Kainua (Marzabotto).

Le indagini hanno portato alla luce un pozzo rituale dalle caratteristiche uniche, situato presso l’area sacra urbana dedicata alla dea Uni.


Il riempimento del pozzo, scavato con la preziosa collaborazione sul campo del G.R.A. (Gruppo Ravennate Archeologico), ha rivelato sul fondo due statuette femminili in bronzo e un rarissimo piatto bronzeo che conservano ancora l’originario colore lucente del metallo. Si tratta di offerte votive deposte durante un solenne rito di fondazione del pozzo, inquadrabile cronologicamente tra la fine del VI e i primi decenni del V sec. a.C., in concomitanza con la nascita stessa della città di Kainua. Riferibili invece a un atto rituale di chiusura del pozzo sono due scheletri umani di adulti che segnarono la fine dell’utilizzo della struttura.

La scoperta dimostra che il pozzo non aveva solo la funzione di approvvigionamento idrico, ma rivestiva una profonda e complessa valenza sacra e rituale legata alla fondazione stessa della città e al culto dell’acqua.

Questo traguardo corona una consolidata collaborazione tra Musei Nazionali di Bologna-Direzione regionale Musei Nazionali Emilia-Romagna diretti da Luigi Gallo, il MNEMa – Museo Nazionale Etrusco di Marzabotto diretto da Denise Tamborrino e l’Università di Bologna.

Il museo è già pronto ad accogliere in esposizione i nuovi reperti non appena gli approfondimenti scientifici lo consentiranno.

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mn-bo.museonazionaletrusco@cultura.gov.it

Sasso Marconi, ancora guasti alla rete idrica: frazioni senz'acqua anche durante l'ondata di caldo

 



Proseguono i disagi legati alla rete idrica nelle frazioni collinari del Comune di Sasso Marconi. Dallo scorso aprile, e ancora in questi giorni segnati dall'ondata di caldo, i residenti della zona alta compresa tra le vie Pontecchio, Montechiaro e Tignano segnalano frequenti interruzioni dell'erogazione dell'acqua.

L'ultimo episodio si è verificato ieri, lunedì 3 agosto, quando diversi civici sono rimasti senz'acqua dalle 13 fino a circa le 19. Anche oggi si è registrato un nuovo guasto, alimentando le proteste dei cittadini, che denunciano una situazione ormai ricorrente.

All'origine dei disservizi ci sarebbe, in particolare, la stazione di pompaggio, un'infrastruttura ormai datata che necessita di interventi per garantire un servizio più efficiente e affidabile.

I tecnici sono già intervenuti per ripristinare la regolare erogazione dell'acqua. Contestualmente è stato comunicato che saranno affrontate anche le criticità strutturali dell'impianto, con l'obiettivo di eliminare le cause che determinano le continue inefficienze della rete.

Prosegue almeno fino a giovedì 6 agosto l’ondata di calore in atto a Bologna e nei comuni limitrofi e in Pianura. Allertati i servizi sanitari

Temperature fino a 39°C. Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore luogo dove trovare cura e assistenza



L’Azienda USL di Bologna informa: 


Prosegue almeno fino a giovedì 6 agosto l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 39 °C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

L'Azienda USL di Bologna, in linea con le direttive regionali per mitigare gli effetti delle ondate di calore, ha predisposto un sistema integrato di interventi a tutela della salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Le misure per l'estate 2026, basate su un'attenta analisi dei dati degli anni precedenti, mirano a rafforzare prevenzione, assistenza e comunicazione.

Le misure
Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio. Il numero verde, gratuito, è 800 562 110 ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Il servizio fornisce informazioni su come prevenire e mitigare gli effetti delle ondate di calore ma permette anche di attivare i servizi di supporto messi a disposizione dal proprio comune di residenza.

Importante ricordare, che oggi, in tutto il territorio metropolitano dell’Azienda USL di Bologna, sono attivi gli ambulatori AFT di medicina generale, che possono offrire cura e assistenza esattamente come farebbe il proprio medico di base, nel corso della giornata a dalle 8 alle 20.
Il dettaglio delle sedi e degli orari
In casi più gravi, naturalmente, il riferimento è il 112.

Sempre disponibile, infine, anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi


* Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
* Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
* Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
* Consumare frutta e verdura in abbondanza
* Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
* Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
* Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
* Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
* Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it alla pagina Ondate di calore

"Dalla Voce al Cuore", a Trasasso torna la notte della musica: sul palco artisti e Coro in...Cuore

 



Sabato 8 agosto 2026, alle 21, la suggestiva cornice della chiesa di San Martino, a Trasasso di Monzuno, ospiterà la XV edizione di "Dalla Voce al Cuore", il concerto che negli anni è diventato uno degli appuntamenti musicali più attesi dell'estate sull'Appennino bolognese.

La serata, con la direzione artistica di Massimo Zanotti, proporrà un viaggio musicale attraverso interpretazioni, emozioni e sonorità capaci di coinvolgere il pubblico in un'atmosfera intima e coinvolgente, valorizzata dalla cornice del borgo e della chiesa di San Martino.

Sul palco si alterneranno le voci di Francesco Guerra, Teresa Iannello, Antonio Modica e Sofia Di Vaio, accompagnate dai musicisti Marco Grasselli alla chitarra, Mattias Manocchia alla chitarra, Daniele Nieri al basso e Marco Santosuosso alla batteria.

Ad arricchire il concerto sarà anche la partecipazione del Coro in...Cuore, presenza ormai consolidata della manifestazione, che contribuirà a rendere ancora più intensa una serata all'insegna della musica e della condivisione.

L'evento è offerto dalla famiglia Ravaglia, che ha voluto dedicarlo al ricordo dei propri genitori, conferendo così al concerto anche un profondo significato di memoria e riconoscenza.

"Dalla Voce al Cuore" si conferma così un appuntamento che unisce qualità artistica, partecipazione e solidarietà, capace di richiamare ogni anno appassionati di musica e cittadini in uno dei luoghi più caratteristici del territorio di Monzuno.

Ciclovia del Sole a Marzabotto, Mastacchi: «Chilometri di asfalto che finiscono nel nulla»

 



Un'infrastruttura strategica per la mobilità sostenibile e il cicloturismo regionale che rischia però di trasformarsi in un vicolo cieco per i ciclisti e in un caso emblematico di pianificazione incompleta. È quanto denuncia Marco Mastacchi, consigliere regionale di Rete Civica, con un'interrogazione a risposta scritta rivolta alla Giunta dell'Emilia-Romagna.

Al centro dell'iniziativa vi è il tratto della Ciclovia del Sole in prossimità di via Brolo, nel Comune di Marzabotto. Sebbene una parte significativa del percorso sia già stata realizzata e asfaltata, la pista si interrompe improvvisamente in corrispondenza del Rio Brolo, poco prima dell'attraversamento del fiume Reno.

«Manca ancora l'infrastruttura fondamentale per l'attraversamento del Reno – evidenzia Mastacchi –. Questo genera forte disorientamento: molti ciclisti, compresi numerosi turisti stranieri che percorrono la Ciclovia confidando nella continuità del tracciato, arrivano al termine dell'asfalto e si ritrovano letteralmente nel nulla, senza indicazioni chiare sul percorso da seguire e senza alcuna segnaletica di avviso».

A rendere ancora più critica la situazione sono le condizioni di dissesto idrogeologico dell'area. La zona è stata duramente colpita dagli eventi alluvionali del maggio 2023 e dell'autunno 2024, che hanno provocato frane e consistenti accumuli di detriti. Inoltre, fenomeni di erosione e dilavamento del versante montano adiacente continuano a verificarsi anche in occasione di precipitazioni ordinarie, mettendo a rischio la stabilità e la sicurezza del percorso.

Con l'interrogazione, il consigliere regionale chiede alla Giunta di chiarire:

·         quale sia lo stato di avanzamento dei lavori nel tratto di via Brolo e quali opere siano ancora necessarie per rendere il percorso pienamente fruibile;

·         quali siano i tempi previsti per la realizzazione del ponte, o comunque dell'opera necessaria all'attraversamento del fiume Reno;

·         se siano state progettate adeguate opere di regimazione idraulica e di mitigazione del rischio idrogeologico per il versante adiacente;

·         se la Regione intenda installare con urgenza una segnaletica temporanea di informazione e sicurezza per evitare che i ciclisti si trovino improvvisamente davanti a un'interruzione del percorso o vengano indirizzati verso tratti potenzialmente pericolosi.

«Non basta disegnare linee su una mappa: progettare significa anche ascoltare il territorio e prevedere le opere necessarie affinché la pioggia non distrugga in poche ore il lavoro di anni», osserva Mastacchi. «La trasparenza è parte integrante dell'infrastruttura: un'opera incompiuta e non adeguatamente segnalata rappresenta un fallimento anche sul piano della comunicazione verso gli utenti. Per questo la corretta informazione, soprattutto nei confronti dei turisti stranieri che non conoscono il territorio, ha la stessa importanza tecnica di un'opera strutturale».

«La Ciclovia del Sole è un asset fondamentale per l'Emilia-Romagna e per lo sviluppo del cicloturismo – conclude il consigliere di Rete Civica – ma la continuità dell'infrastruttura, la sicurezza geologica e quella degli utenti devono rappresentare la priorità assoluta».