venerdì 20 marzo 2026

BULÅGGNA SOUND – La nuova sfida della canzone dialettale

Avviso per la presentazione di manifestazioni di interesse


Nell’ambito del percorso di valorizzazione dei saperi tradizionali che negli ultimi anni ha portato al riconoscimento De.Co. (Denominazione Comunale) di importanti tradizioni locali, il Comune di Bologna e la Città metropolitana di Bologna promuovono un’iniziativa dedicata alla musica e alla lingua del territorio.

Nasce così “BULÅGGNA SOUND – La nuova sfida della canzone dialettale”, un progetto che intende valorizzare il dialetto come lingua viva e contemporanea, capace di raccontare il presente e di mettere in dialogo tradizione e innovazione.

La canzone dialettale bolognese rappresenta infatti una tradizione significativa, che nel tempo ha saputo rinnovarsi attraverso manifestazioni storiche e grazie al contributo di autori e interpreti di rilievo. Con questa iniziativa si vuole rilanciare quel patrimonio culturale e musicale, invitando artisti e gruppi musicali a confrontarsi con il dialetto in chiave creativa.

L’obiettivo di BULÅGGNA SOUND è promuovere il patrimonio musicale del territorio attraverso la produzione di brani inediti con testi in dialetto e la reinterpretazione originale di classici della tradizione. Particolare attenzione sarà rivolta ai giovani autori e alle nuove inflessioni del gergo dialettale, capaci di collegare la tradizione con la sensibilità contemporanea.

Gli artisti o i gruppi selezionati da una giuria composta da esperti in ambito musicale e della tradizione locale avranno l’opportunità di esibirsi in concerti dal vivo organizzati in alcuni Comuni dei Distretti culturali della Città metropolitana di Bologna. Il percorso culminerà nella serata finale del 14 agosto 2026 in Piazza Maggiore, a Bologna.

I progetti selezionati potranno inoltre essere inseriti in iniziative e circuiti di promozione su diversi canali di comunicazione.

La partecipazione alla selezione è gratuita. Non sono previsti oneri a carico degli artisti né compensi per la partecipazione.

Gli artisti — singoli o gruppi musicali — interessati a partecipare dovranno manifestare il proprio interesse inviando una e-mail all’indirizzo:

culturapopolare@comune.bologna.it

entro il 15 maggio 2026, indicando nell’oggetto:
“Domanda di partecipazione a BULÅGGNA SOUND”.

Alla mail dovranno essere allegati i seguenti materiali:

  • Domanda di partecipazione, nella quale dovrà essere indicato anche il brano classico del passato che si intende reinterpretare in forma originale;
  • Curriculum artistico dell’artista o del gruppo musicale proponente. È possibile allegare contenuti video, se disponibili, oppure indicare link di riferimento;
  • Una traccia audio di un brano originale in dialetto (in formato MP3 o formati analoghi), accompagnata dal testo del brano.

Il testo dovrà essere fortemente caratterizzato dall’uso del dialetto, anche se non necessariamente in forma esclusiva. Sono ammesse tutte le varianti dialettali della Città metropolitana di Bologna.

L’organizzazione si riserva la facoltà di richiedere eventuali integrazioni rispetto al materiale inviato.




CO₂ sotto il Delta: il progetto Ravenna CCS tra transizione energetica e tutela del territorio



Il 30 gennaio 2026 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha approvato, con il decreto DM_2026-0000039, la conclusione positiva della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) per le condotte dedicate alla cattura e allo stoccaggio della CO₂ (CCS). Il progetto, destinato a svilupparsi tra Ferrara e Ravenna, rappresenta uno dei più ambiziosi interventi infrastrutturali in Italia per la decarbonizzazione industriale. Ma al tempo stesso apre interrogativi rilevanti sulla sicurezza geologica e sulla tutela di un ecosistema agricolo d’eccellenza.

A sollevare il caso è stato Marco Mastacchi, consigliere regionale di Rete Civica, che ha presentato un’interrogazione alla Giunta chiedendo maggiore trasparenza sui dati tecnici e l’istituzione di un tavolo permanente con enti locali, consorzi agricoli e cittadini. Al centro della richiesta, la necessità di chiarire vincoli, rischi e misure di salvaguardia in un territorio già sottoposto a delicate dinamiche ambientali.

Il progetto, noto come Ravenna CCS, è coordinato da Eni e Snam Rete Gas. Dopo una fase pilota limitata — circa 25.000 tonnellate annue di CO₂ stoccate al largo di Porto Corsini — il piano prevede un salto dimensionale significativo: entro il 2030 si punta a raggiungere i 16 milioni di tonnellate annue. Per sostenere questi volumi, è prevista la realizzazione di circa 75 chilometri di nuove pipeline, con stazioni di lancio e ricezione, allacciamenti e impianti di linea.

Nonostante il parere favorevole di ARPAE, l’espansione del progetto trasformerebbe l’Emilia-Romagna in uno dei principali hub europei per il sequestro geologico della CO₂. Un cambiamento che implica un impatto infrastrutturale significativo e che richiede, secondo i critici, una riflessione approfondita sulle trasformazioni del territorio.

Il tracciato delle condotte attraversa infatti il cuore della pianura ferrarese, coinvolgendo i comuni di Voghiera, Portomaggiore e Argenta. Si tratta di aree ad alta vocazione agricola, dove si concentrano produzioni simbolo del Made in Italy come l’Aglio di Voghiera DOP e i vini del Bosco Eliceo DOC. Qui le preoccupazioni riguardano in particolare le servitù imposte dalle infrastrutture e le possibili limitazioni alle attività agricole e turistiche.

Le criticità non si fermano alla superficie. Lo stoccaggio offshore nei giacimenti esauriti dell’Adriatico avviene in un contesto geologico complesso, caratterizzato da fondali bassi e dinamiche tettoniche ancora oggetto di studio. Tra i nodi evidenziati vi è la cosiddetta “area trappola” nei pressi di Ferrara, che richiede — secondo gli esperti — garanzie assolute sulla tenuta dei siti di confinamento della CO₂.

A ciò si aggiunge un quadro informativo ancora incompleto. Non è stato reso pubblico un bilancio complessivo delle emissioni dei soggetti coinvolti: se il termovalorizzatore Hera di via Diana dovrebbe contribuire con circa 64.000 tonnellate annue, restano poco chiari i piani di realtà industriali come Yara e il polo chimico ferrarese. Incognite persistono anche sui costi complessivi del sistema CCS e sul collegamento con il gasdotto Venezia-Ferrara, così come sull’integrazione del progetto nel Piano Urbanistico Generale (PUG) della città.

È su questi punti che si concentra l’atto ispettivo, con l’obiettivo di fare luce su un’infrastruttura destinata a incidere profondamente sull’equilibrio tra industria, ambiente e identità produttiva del Delta del Po.

Il Romanticismo europeo protagonista a Cattolica: quarto appuntamento di “Musica per la Regina”

Interpreti,  il trio “Gli Accademici dell’Oro del Reno”



Prosegue il viaggio musicale della rassegna Musica per la Regina 2025–2026. Domenica 29 marzo 2026 alle ore 18.00, il Ridotto del Teatro della Regina di Cattolica ospiterà il quarto concerto della stagione, offrendo al pubblico un’immersione nel cuore del Romanticismo europeo.

Al centro del programma le musiche di Robert Schumann e Johannes Brahms, due tra i più significativi protagonisti dell’Ottocento musicale. A interpretarle sarà il trio “Gli Accademici dell’Oro del Reno”, formato da Sara Pini Ugolini (violino), Giacomo Bertolini (violoncello) e Stefano Campanini (pianoforte).

L’ensemble accompagnerà il pubblico in un percorso sonoro intenso e coinvolgente: dalla tensione poetica e visionaria di Schumann alle strutture appassionate e luminose di Brahms, in un dialogo musicale che si fa racconto, introspezione e condivisione emotiva. Un appuntamento che celebra l’eleganza e la forza espressiva della grande musica da camera romantica.

 

Il concerto

Domenica 29 marzo 2026, ore 18.00
Ridotto del Teatro della Regina
Piazza della Repubblica, Cattolica (RN)

Romantico ’800

Interpreti:

  • Sara Pini Ugolini, violino
  • Giacomo Bertolini, violoncello
  • Stefano Campanini, pianoforte

Programma

Robert Schumann (1810–1856)
Trio n. 1 in re minore per violino, violoncello e pianoforte, op. 63 (1847)

  • Mit Energie und Leidenschaft
  • Lebhaft, doch nicht zu rasch. Trio
  • Langsam, mit inniger Empfindung. Bewegter
  • Mit Feuer

Johannes Brahms (1833–1897)
Trio n. 2 in do maggiore per archi e pianoforte, op. 87 (1880–1882)

  • Allegro
  • Thema mit Variationen – Andante con moto
  • Scherzo. Presto e Trio: Poco meno presto
  • Finale. Allegro giocoso

 

Gli Accademici dell’Oro del Reno

Il trio nasce dall’incontro artistico di tre giovani musicisti uniti dal perfezionamento presso la classe di Musica da Camera del M° Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio “A. Boito” di Parma. Nonostante la giovane età, i componenti vantano percorsi formativi di eccellenza e una significativa attività concertistica.

Stefano Campanini (pianoforte)
Diplomato con lode al Conservatorio di Parma, prosegue gli studi al Conservatorio della Svizzera Italiana di Lugano. Ha già debuttato come solista in importanti sedi come il Teatro Olimpico di Vicenza e il Teatro Regio di Parma, affiancando all’attività concertistica quella di divulgatore musicale.

Sara Pini Ugolini (violino)
Bolognese, classe 2001, diplomata con lode al Conservatorio di Ferrara, si perfeziona tra Biella e Parma. Premi in numerosi concorsi nazionali e collaborazioni con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e importanti festival testimoniano un percorso in rapida ascesa.

Giacomo Bertolini (violoncello)
Formatosi tra Parma e Trento, si dedica con particolare passione alla musica d’insieme. Collabora con prestigiose orchestre, tra cui l’Orchestra Giovanile Cherubini diretta da Riccardo Muti, distinguendosi anche come primo violoncello.


Info e prenotazioni: Daniela – 339 5861423

giovedì 19 marzo 2026

Rifiuti edili abbandonati a Borgo Panigale: denunciati tre uomini residenti tra Bologna e Casalecchio di Reno



Intervento della polizia locale nella zona di Borgo Panigale, a Bologna, a seguito di alcune segnalazioni arrivate dai funzionari di Hera.

Gli agenti hanno denunciato tre uomini, tutti italiani e di età compresa tra i 20 e i 51 anni, per violazioni legate alla tutela ambientale. Le verifiche sono partite dopo l’individuazione, in via Due Portoni, di un’area in cui erano stati abbandonati rifiuti speciali di origine edile.

Il reparto di polizia ambientale ha quindi avviato le indagini, riuscendo a risalire ai responsabili. I tre, residenti tra Bologna e Casalecchio di Reno, risultano avere precedenti specifici per reati ambientali.

L’illecito contestato prevede sanzioni che possono arrivare fino a 18mila euro.

Mobilità in Appennino, il questionario divide: ironie e critiche dal territorio

 




Marco Dubbio ha rilanciato il post del Comune di Vergato che invita i cittadini a partecipare al questionario promosso dalla Città Metropolitana, intitolato “Come ti muovi”. L’iniziativa si propone di raccogliere opinioni, valutazioni e aspettative dei residenti rispetto all’offerta di mobilità sul territorio.

Non sono però mancate reazioni critiche. A una prima osservazione, dal tono ironico — «Il problema in Appennino non è come ci si muove, ma se ci si muove» — si aggiunge la posizione del Comitato per la Ferrovia Porrettana, che esprime perplessità sull’utilità concreta dell’iniziativa.

Secondo il Comitato, il questionario rischia di rappresentare «l’ennesima bandierina da aggiungere a una cartina muta», più che uno strumento realmente incisivo. Viene inoltre sottolineato come possa diventare uno spazio in cui i pendolari riversano «tensione, affaticamento, logorio, esaurimento, pressione e nervosismo», condizioni che caratterizzano quotidianamente chi si sposta lungo la tratta.

Tra le critiche emerge anche una riflessione di carattere istituzionale: viene definita una “stravaganza” il fatto che il sindaco del Comune capoluogo, eletto dai cittadini della città, eserciti di diritto la guida della Città Metropolitana, incidendo così su territori — pianura e montagna — i cui cittadini non lo hanno direttamente eletto.

Il dibattito resta aperto, tra chi vede nel questionario un’opportunità di ascolto e chi, invece, lo considera un’iniziativa distante dalle reali urgenze della mobilità appenninica. 

 


Ecco la presentazione del questionario:

 Come ci si muove oggi in Appennino? Quali difficoltà si incontrano nella vita quotidiana, nel lavoro o nell'accesso ai servizi?

Città Metropolitana di Bologna e BIS Appennino stanno conducendo un’indagine di comunità per approfondire i bisogni di mobilità del territorio. Dopo il confronto con le Amministrazioni e alcuni eventi aperti ai cittadini, l'iniziativa punta ora a coinvolgere l’intera comunità attraverso un ascolto ancora più ampio. Per questo è stato creato un breve questionario anonimo aperto a tutti: residenti, lavoratori, turisti e imprese del territorio.

L’obiettivo è individuare le tratte dove una piccola flotta di navette da 9 posti, che potrebbero essere messe a disposizione da alcuni Comuni, potrebbe fare davvero la differenza. Le risposte raccolte aiuteranno a delineare le caratteristiche del servizio, in modo da renderlo il più possibile vicino ai bisogni reali delle persone.

Compila il questionario disponibile qui.

Il questionario è anonimo e disponibile fino ai primi giorni di aprile.

Grazie per il tuo contributo: ogni risposta conta!

(Come) Ti muovi? è un progetto promosso dallo Sportello Imprenditoria di #BISBolognaInnovationSquare, con la guida e facilitazione di Tangible.

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