lunedì 6 aprile 2026

Incendio nell'Appennino Bolognese, bruciati oltre 40 ettari

 Alcune zone sono raggiungibili solo con i mezzi aerei

 


Ha superato i 40 ettari di bosco bruciati il bilancio dell'incendio che si è sviluppato ieri sull'Appennino Bolognese.
    Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento.

Il rogo, alimentato dalla morfologia del terreno, sta interessando una zona impervia, molte aree del fronte del fuoco sono raggiungibili esclusivamente con i mezzi aerei: sono impegnati sul posto tre Canadair della flotta aerea nazionale e un elicottero del Reparto Volo di Bologna.

A terra, le squadre dei Vigili del Fuoco continuano a operare lungo il perimetro accessibile.
    L'incendio interessa il comune di Alto Reno Terme, ma anche una porzione del comune di Pistoia. Al momento le fiamme non minacciano centri abitati, ma si registrano numerosi disagi, anche per la viabilità, in vari paesi

(ANSA) 

Alto Reno Terme, incendio boschivo a Biagioni: sette squadre dei Vigili del Fuoco al lavoro


 


Proseguono senza sosta le operazioni di spegnimento dell’incendio boschivo che dal tardo pomeriggio di ieri, 5 aprile,sta interessando la località di Biagioni, nel territorio comunale di Alto Reno Terme, sull’Appennino bolognese.

Sul posto è impegnato il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Bologna, che sta operando con sette squadre e tredici automezzi nel tentativo di circoscrivere e contenere il fronte delle fiamme. L’intervento si sta rivelando particolarmente complesso a causa della natura impervia dell’area e della presenza di vegetazione fitta, elementi che stanno rallentando le operazioni di spegnimento.


Le squadre stanno lavorando in modo continuativo per evitare l’ulteriore propagazione del rogo e mettere in sicurezza la zona. Al momento non risultano segnalazioni di persone coinvolte, mentre resta alta l’attenzione per eventuali sviluppi nelle prossime ore.

Seguiranno aggiornamenti sull’evoluzione dell’incendio e sull’esito delle operazioni in corso.




Iter e rimborsi per l’alluvione 2023

Una ricostruzione che non può attendere i tempi della carta



Un’interrogazione per denunciare le criticità burocratiche e finanziarie che ostacolano l’accesso ai rimborsi per i danni dell’alluvione del 2023 è stata presentata alla Giunta regionale da Marco Mastacchi, consigliere di Rete Civica. Al centro del documento, l’insufficienza delle coperture per le spese tecniche obbligatorie e l’assenza di accordi operativi con il sistema bancario per anticipare i costi degli interventi.

La richiesta alla Giunta è chiara: rivedere le percentuali di indennizzo e semplificare le procedure di accesso ai fondi tramite la piattaforma Sfinge, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione economica delle famiglie colpite e garantire percorsi di ristoro più rapidi ed equi.

A quasi tre anni dagli eventi che hanno devastato l’Emilia-Romagna, l’emergenza resta aperta. Se nelle prime settimane la priorità era affrontare fango e acqua, oggi – nel marzo 2026 – la sfida si gioca sul terreno della burocrazia: perizie, documenti e iter complessi rallentano la ricostruzione. Per molte famiglie e imprese, il percorso per ottenere i ristori si è trasformato in un labirinto amministrativo che sembra aver smarrito il senso dell’urgenza.

Tra i nodi principali emerge quello delle spese tecniche: per accedere ai contributi, i cittadini devono sostenere costi per perizie geologiche e relazioni progettuali, ma il rimborso previsto copre appena il 10%. Il restante 90% resta a carico dei richiedenti, trasformando un passaggio obbligatorio in un onere significativo. A questo si aggiungono i costi amministrativi per il caricamento delle pratiche sulla piattaforma Sfinge, operazioni complesse che richiedono l’intervento di professionisti e che non sono rimborsate.

Criticità anche sul fronte dell’erogazione dei contributi. Il sistema prevede un anticipo del 50% all’avvio dei lavori e il saldo solo a intervento concluso. Una struttura che, pur rispondendo all’esigenza di controllo, rischia di escludere chi non dispone della liquidità necessaria per anticipare le spese. In particolare, per gli interventi urgenti di messa in sicurezza, il meccanismo può trasformarsi in una barriera economica che limita l’accesso ai fondi.

Un possibile strumento per superare questo ostacolo era rappresentato dall’accordo con l’Associazione Bancaria Italiana (ABI), pensato per consentire alle banche di anticipare i costi attraverso il credito d’imposta. Tuttavia, a marzo 2026, il sistema risulta ancora non operativo, lasciando cittadini e imprese senza una rete di sostegno finanziario.

Infine, sotto osservazione anche la gestione della piattaforma Sfinge, segnata da lunghi tempi di risposta e da una comunicazione discontinua sullo stato delle pratiche. In alcuni casi, i ritardi nell’istruttoria hanno impedito la rendicontazione entro i termini previsti, costringendo i beneficiari a restituire contributi già ricevuti.

In questo contesto, denunciano i proponenti dell’interrogazione, l’inefficienza amministrativa rischia di tradursi in un danno ulteriore per i cittadini: non solo rallenta la ricostruzione, ma può arrivare a compromettere l’accesso stesso agli aiuti, trasformando il ritardo della macchina pubblica in una penalizzazione per chi ha già subito perdite ingenti.

Bologna, dipendente scolastico molesta studentesse con falsi profili social: licenziato, perde la causa

 



di Dubbio

 

 Molestie via social ai danni di studentesse minorenni: per questo un dipendente amministrativo del personale Ata in servizio in un istituto dell’Appennino bolognese è stato licenziato. Dopo aver impugnato il provvedimento chiedendo la reintegrazione e un risarcimento, l’uomo ha però visto respingere le proprie richieste sia dal Tribunale di Bologna sia, nei giorni scorsi, dalla Corte d’Appello, che lo ha condannato anche al pagamento delle spese legali, per circa 5 mila euro complessivi.

I fatti risalgono al 2023, quando la dirigenza scolastica avviò un procedimento disciplinare nei suoi confronti a seguito delle segnalazioni di alcune alunne. Secondo quanto emerso, il dipendente avrebbe creato falsi profili sui social network per contattare le ragazze, proponendo incontri con il pretesto di aiutarle nello studio e inviando anche immagini a sfondo personale, tra cui una foto a torso nudo accompagnata dal messaggio: «Appena uscito dalla vasca, non ti piace?».

Le studentesse, insospettite, avrebbero presto intuito chi si celava dietro quegli account, rispondendo in modo netto e chiedendo di essere lasciate in pace: «Siamo minorenni e sappiamo chi sei». Nonostante ciò, i messaggi sarebbero proseguiti, fino a quando le ragazze hanno deciso di rivolgersi alla dirigente scolastica.

L’istituto ha quindi segnalato la vicenda ai carabinieri e alla Procura di Bologna, informando anche le famiglie. In attesa della definizione del quadro penale, al dipendente era stato chiesto di cambiare mansioni per evitare contatti con gli studenti, ma il rifiuto ha portato al provvedimento più grave: la destituzione, equivalente al licenziamento disciplinare.

Si tratta della sanzione massima prevista per il personale Ata nei casi di gravi violazioni dei doveri o comportamenti che compromettano il rapporto fiduciario. Una misura che i giudici hanno ritenuto pienamente legittima, respingendo integralmente il ricorso dell’uomo.

Montagne e memoria: a Monzuno una giornata tra natura e parole per l’antologia “Mi ricordo…”

 



Sarà una giornata all’insegna della natura, della condivisione e della cultura quella in programma domenica 12 aprile 2026, quando il territorio di Monzuno ospiterà l’iniziativa dedicata all’antologia “Mi ricordo… Montagne Verdi”. Un evento che unisce escursionismo e letteratura, valorizzando il legame profondo tra paesaggio e memoria.

Il programma prenderà il via alle ore 9.30 con il ritrovo presso il parcheggio del Centro sportivo L. Bacci. Da qui partirà una camminata ad anello di circa 8-10 chilometri, di difficoltà media, pensata per permettere ai partecipanti di immergersi nei suggestivi scenari dell’Appennino bolognese. Gli organizzatori raccomandano abbigliamento e calzature adeguate.

L’arrivo è previsto intorno alle ore 13.00 al Rifugio Acatù, dove si terrà un pranzo a buffet (costo 10 euro), accessibile su prenotazione entro il 9 aprile. Un momento conviviale che anticipa il cuore culturale della giornata.

Alle ore 14.00, infatti, si terrà la presentazione ufficiale dell’antologia “Mi ricordo Montagne Verdi”, progetto editoriale che raccoglie testimonianze, racconti e riflessioni legate al territorio. Un’opera corale che restituisce voce e memoria a un paesaggio vissuto e narrato.

All’incontro interverranno rappresentanti istituzionali e protagonisti del mondo culturale, tra cui l’assessore alla cultura del Comune di Monzuno Ermanno Pavesi, lo scrittore e divulgatore Loris Arbati e alcuni degli autori coinvolti nella pubblicazione. A moderare l’incontro sarà la scrittrice e animatrice culturale Marcella Nigro.

L’iniziativa si propone come un’esperienza completa, capace di coniugare il piacere del cammino con quello della narrazione, offrendo ai partecipanti un’occasione per riscoprire il valore delle “montagne verdi” non solo come luogo fisico, ma anche come spazio della memoria collettiva.