giovedì 5 febbraio 2026

Allerta meteo gialla in Emilia-Romagna per venerdì 6 febbraio



Per la giornata di venerdì 6 febbraio è stata emessa l’allerta gialla n. 15/2026 per piene dei fiumi su tutto il territorio regionale, frane e piene dei corsi d’acqua minori in tutte le province ad eccezione del Ferrarese e neve nelle province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Modena.

Sono previste precipitazioni diffuse su tutta la regione, generalmente di intensità debole o moderata, con possibili rovesci sul settore centro-occidentale. I fenomeni tenderanno ad attenuarsi nella seconda parte della giornata.

Le condizioni meteo potranno favorire fenomeni franosi localizzati, ruscellamenti sui versanti e rapidi innalzamenti dei livelli idrometrici, con possibili superamenti della soglia 1 nei corsi d’acqua regionali. Non si escludono superamenti localizzati della soglia 2 nei tratti vallivi del settore centrale.

Sui rilievi emiliani le precipitazioni assumeranno carattere nevoso a partire dai 500-600 metri sui settori occidentali e dai 700-800 metri su quelli centrali, con quota neve in progressivo rialzo. Oltre i 900 metri sono attesi accumuli nevosi compresi tra 20 e 30 centimetri, localmente superiori sulle cime.

La tendenza generale è verso l’esaurimento dei fenomeni nelle successive 48 ore. La Protezione civile regionale raccomanda di seguire gli aggiornamenti ufficiali sulla piattaforma Allerta Meteo Emilia-Romagna e sui canali social dedicati

Cede la carreggiata dopo le piogge: senso unico alternato sulla Variante di Sasso Marconi

 



Un senso unico alternato è stato istituito sulla strada statale 64 Var, Variante di Sasso Marconi, a seguito di uno smottamento che ha interessato il margine della carreggiata. Il cedimento, secondo quanto comunicato da Anas, è stato causato dalle intense piogge degli ultimi giorni.

Sul posto sono intervenuti i tecnici Anas per le verifiche strutturali e la messa in sicurezza del tratto danneggiato. Il provvedimento è stato adottato in via precauzionale per garantire la sicurezza della circolazione, con possibili rallentamenti soprattutto nelle ore di punta.

Anas fa sapere che i lavori di ripristino saranno avviati nel più breve tempo possibile, compatibilmente con le condizioni meteo. Il tratto resta sotto monitoraggio e si raccomanda agli automobilisti prudenza alla guida e attenzione alla segnaletica temporanea.

La vita nelle aree interne, ovvero il calvario quotidiano della montagna

 Pierpaolo Lanzarini: «In Appennino più che servizi di trasporto, vere e proprie sevizie»



Vivere nelle aree interne significa spesso fare i conti con servizi essenziali costosi e inefficienti. Una realtà che molti residenti descrivono senza giri di parole: «Quassù siamo vacche da mungere. E dobbiamo accettarlo».
Un’affermazione dura, ma che trova riscontro nei numeri e nelle esperienze quotidiane di chi abita in montagna, dove – denunciano i cittadini – sulla pelle dei residenti si costruisce più propaganda che soluzioni concrete.

A raccontarlo è una residente dell’Appennino bolognese, che prende ad esempio una situazione tutt’altro che eccezionale: una visita medica all’ospedale Maggiore di Bologna partendo da Vergato. Dopo gli ultimi aumenti delle tariffe ferroviarie e del trasporto pubblico locale – decisi da Tper e approvati dalla maggioranza in Comune a Bologna – il conto è presto fatto.

Il viaggio di sola andata prevede 4,50 euro per il treno, ai quali si aggiungono 2,30 euro per il biglietto dell’autobus urbano da 90 minuti. Per il rientro servono altri due titoli di viaggio: un ulteriore biglietto del bus e un altro del treno, per un totale di 13,60 euro complessivi. Una cifra che, in caso di anziani o persone non autosufficienti costrette a viaggiare con un accompagnatore, raddoppia facilmente, arrivando a pesare come «una cena stellata» o «una spesa settimanale per due».

E tutto questo prima ancora di considerare l’eventuale ticket sanitario.

Di fronte a costi simili, ci si aspetterebbe almeno un servizio efficiente, capace di incentivare l’uso del trasporto pubblico e ridurre il ricorso all’auto privata. La realtà, però, è ben diversa. Ritardi frequenti, corse cancellate, carrozze sovraffollate e continui disservizi caratterizzano il viaggio. Una volta arrivati in città, il quadro non migliora: cambi di percorso improvvisi, autobus che saltano le corse, collegamenti poco affidabili.

«Più che un servizio – osserva Pierpaolo Lanzarini (nella foto) – sembra una sevizia». Una condizione che rende difficile, se non scoraggiante, affidarsi ai mezzi pubblici per esigenze fondamentali come la salute.

Eppure, denunciano i residenti, questi stessi disagi vengono spesso ignorati da chi siede nei palazzi della politica, troppo impegnato in una campagna elettorale permanente. «Basterebbe guardare un po’ di più a ciò che accade nella vita reale delle persone – e un po’ meno ai tavolini degli spritz – per rendersi conto della situazione», è l’amara considerazione.

Un appello che riguarda anche gli amministratori locali delle vallate appenniniche, chiamati a occuparsi non solo di grandi opere, progetti infrastrutturali o nuove colate di cemento, ma anche – e soprattutto – dei bisogni quotidiani dei propri cittadini: muoversi, curarsi, vivere dignitosamente nei territori che abitano.

(Sollecitato da Dubbio) 

L’intervallo di tempo soleggiato dura poco.

 Già da questa sera Arpae prevede il ritorno della pioggia.



L’intervallo di tempo stabile e soleggiato sarà di breve durata. Già dalla serata di oggi, secondo le previsioni di Arpae, è atteso un nuovo peggioramento delle condizioni meteo con il ritorno delle precipitazioni.



Il venerdì si annuncia quindi all’insegna della pioggia, con fenomeni diffusi ma senza particolari criticità: le temperature resteranno infatti su valori troppo elevati per consentire nevicate, mentre i venti si manterranno deboli o al più moderati.


Uno sguardo al fine settimana lascia intravedere un miglioramento: il sole dovrebbe tornare a farsi vedere nella giornata di sabato, anche se il quadro meteorologico rimane ancora in parte incerto.

Disservizi senza fine sulla linea Porrettana: l’ennesimo schiaffo ai cittadini dell’Appennino bolognese



di Valerio Giusti


Ancora una giornata nera per la linea ferroviaria Porrettana. Gli ennesimi inconvenienti tecnici hanno causato ritardi e cancellazioni a catena, alimentando rabbia, esasperazione e un profondo senso di abbandono tra i pendolari della vallata.

Il primo guasto della giornata si è registrato già in mattinata: il treno 17670 delle 9.32 da Porretta ha accumulato un ritardo di 24 minuti, mentre sono stati cancellati il treno 17747 delle 9.47 da Marzabotto a Bologna e il treno 17672 delle 10.36 da Bologna a Marzabotto. Un antipasto di disagi che ha anticipato un pomeriggio ancor più critico.

Nel corso del secondo inconveniente tecnico, la circolazione ferroviaria è stata pesantemente compromessa.
Da Bologna, si segnalano ritardi per i treni 17773 delle 16.17 (+6 minuti) e 17775 delle 16.47 (+8 minuti), la cancellazione del treno 17779 delle 17.47 verso Casalecchio, oltre a ulteriori rallentamenti per i convogli serali: il 17781 delle 18.17 (+10 minuti), il 17789 delle 20.17 (+5 minuti) e il 17793 delle 21.17 (+6 minuti).

Situazione non meno grave da Porretta, dove il treno 17694 delle 15.32, in ritardo di 30 minuti, è stato cancellato nella tratta Casalecchio–Bologna. A seguire, il treno 17700 delle 16.32 ha registrato un ritardo di 35 minuti, mentre sono stati soppressi i treni 17698 delle 16.36 e 17702 delle 17.36 nella tratta Marzabotto–Bologna. Anche i convogli successivi hanno subito disagi: il 17708 delle 18.32 (+9 minuti) e il 17712 delle 19.32 (+28 minuti).

«Non si può vivere ogni giorno con l’ansia di non arrivare puntuali al lavoro e con il timore di non riuscire a rientrare a casa la sera», ci scrivono alcuni pendolari. Altri pongono una domanda tanto semplice quanto dolorosa: che fine hanno fatto i nostri politici e i nostri sindaci?

Il silenzio delle istituzioni risuona come un ulteriore schiaffo ai cittadini dell’Appennino bolognese, già costretti a fare i conti con un servizio ferroviario inaffidabile e imprevedibile. Un territorio che chiede solo dignità, mobilità e rispetto non può più tollerare questo incessante stillicidio di disservizi.