venerdì 5 giugno 2026

L'Arma celebra 212 anni: a Bologna più arresti, lotta alle truffe e attenzione crescente alla violenza di genere

 



Duecentododici anni al servizio del Paese. L'Arma dei Carabinieri ha celebrato oggi, 5 giugno 2026, il proprio anniversario con una cerimonia nella caserma "Luciano Manara" di via dei Bersaglieri, alla presenza delle autorità civili, militari e religiose del territorio. A guidare le celebrazioni il comandante della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, generale di brigata Enrico Scandone, e il comandante provinciale di Bologna, generale di brigata Ettore Bramato.

L'anniversario è stato anche l'occasione per tracciare il bilancio dell'attività svolta nell'ultimo anno, che evidenzia un rafforzamento dell'azione di contrasto alla criminalità, della prevenzione e della tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione.

Emilia-Romagna: furti ancora al primo posto, forte crescita delle indagini sulle truffe

A livello regionale il reato più diffuso resta il furto. Nell'ultimo anno i carabinieri hanno denunciato 4.608 persone e arrestato 728 responsabili, con incrementi rispettivamente del 22% e del 28% rispetto al 2025.

Particolarmente significativa l'attività contro le truffe agli anziani, fenomeno sempre più insidioso. Grazie all'intensificazione delle indagini e alle campagne informative rivolte alle persone più fragili, le denunce sono aumentate del 38%, raggiungendo quota 787, mentre gli arresti sono cresciuti dell'80%, arrivando a 65.

In aumento anche il contrasto alle rapine, con 741 persone denunciate (+11%) e 344 arrestate (+38%).

Violenza di genere: quasi 4mila "codici rossi"

Tra i fronti più delicati resta quello della violenza domestica e di genere. In Emilia-Romagna i procedimenti attivati con il "Codice Rosso" sono passati da 3.301 a 3.969, registrando una crescita del 20%.

Le persone denunciate per reati riconducibili alla violenza familiare e relazionale sono aumentate del 28%, mentre gli arresti sono scesi da 336 a 289 (-14%). Numeri che confermano la dimensione strutturale di un fenomeno che continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali del territorio.

Preoccupa la crescita della criminalità minorile

Tra gli aspetti che destano maggiore attenzione emerge l'aumento della devianza giovanile. I minori arrestati in Emilia-Romagna sono passati da 90 a 140, con una crescita del 55%.

Ancora più marcato l'incremento dei reati commessi con armi da taglio: 291 minorenni sono stati coinvolti in episodi caratterizzati dall'uso di coltelli, contro i 215 dell'anno precedente (+35%).

Parallelamente, l'Arma ha rafforzato le attività di prevenzione attraverso l'educazione alla legalità, promuovendo 961 incontri nelle scuole della regione che hanno coinvolto oltre 42 mila studenti.

Oltre 500 chili di droga sequestrati

Sul fronte del contrasto allo spaccio sono stati sequestrati complessivamente 507 chilogrammi di sostanze stupefacenti. Nell'ultimo anno sono inoltre state eseguite 764 misure di prevenzione.

Secondo i dati illustrati durante la cerimonia, il 59% dei delitti consumati in Emilia-Romagna è stato commesso da cittadini italiani.

Bologna: arresti in aumento del 12%

Nel territorio metropolitano bolognese l'attività repressiva registra un ulteriore rafforzamento. Gli arresti effettuati dal Comando provinciale sono passati da 716 a 800, segnando un incremento del 12%.

Resta sostanzialmente stabile il numero delle persone denunciate a piede libero, pari a 7.547.

In controtendenza rispetto al dato regionale, la criminalità minorile mostra invece segnali di diminuzione: i minori arrestati scendono da 51 a 37 (-27%), mentre quelli denunciati passano da 526 a 516 (-2%).

Truffe agli anziani: nel Bolognese denunce in crescita del 59%

Anche nella provincia di Bologna il furto si conferma il reato più diffuso. Nell'ultimo anno sono state denunciate 893 persone e arrestate 89, con aumenti rispettivamente del 6% e del 56%.

Particolarmente rilevante il dato relativo alle truffe ai danni degli anziani: le persone denunciate sono state 295 (+59%), mentre gli arresti sono saliti a 11 (+57%). Numeri che testimoniano un'intensa attività investigativa contro una forma di criminalità in costante evoluzione.

Omicidi risolti e più interventi contro la violenza domestica

Nel corso dell'ultimo anno sono state arrestate 11 persone per omicidio consumato o tentato, e tutti gli episodi registrati sul territorio provinciale sono stati risolti grazie alle indagini svolte dall'Arma.

Sul versante della violenza domestica e di genere sono state denunciate 1.241 persone e arrestate 94, con aumenti rispettivamente del 3% e dell'81%. Crescono anche i "Codici Rossi", che raggiungono quota 1.332, in aumento dell'11% rispetto all'anno precedente.

Oltre 210 mila persone controllate

La prevenzione continua a rappresentare uno dei pilastri dell'attività dei Carabinieri. Nell'ultimo anno le pattuglie impegnate sul territorio provinciale hanno controllato oltre 210 mila persone e più di 100 mila veicoli.

Numeri che confermano la capillare presenza dell'Arma nei comuni del Bolognese e il ruolo centrale svolto nella tutela della sicurezza pubblica, in un contesto in cui l'azione repressiva si affianca sempre più alle attività di prevenzione, ascolto e vicinanza ai cittadini.

Fratelli d’Italia in piazza a Sasso Marconi: confronto con i cittadini e campagna di adesioni

 



Nuova iniziativa di Fratelli d’Italia nel cuore di Sasso Marconi. Nei giorni scorsi il partito ha allestito un banchetto informativo in piazza, promosso e gestito dagli attivisti Faliero Lombardelli, Luca Canarini, Alessandra Crimi e Luca Monachello.

«L'incontro con i cittadini è finalizzato a consolidare la presenza di Fratelli d'Italia anche nei paesi della Valle del Reno – spiegano gli organizzatori –. Inoltre ci proponiamo di raccogliere idee, suggerimenti e nuove adesioni direttamente tra la gente».

«Questa è la risposta migliore a chi fa politica soltanto sui social network o nei salotti – aggiungono gli esponenti di Fratelli d'Italia –. Il contatto diretto con le persone rimane fondamentale per comprendere esigenze e aspettative del territorio.»

I Lions premiano il merito: a Villa Griffone 20 borse di studio agli studenti della Valle del Reno

 



di Savina Sabattini Greco
Lions Club Bologna “Guglielmo Marconi”

 

SASSO MARCONI – Da oltre mezzo secolo rappresenta un appuntamento atteso e significativo per il territorio della Valle del Reno. Domani, sabato 6 giugno 2026, nella prestigiosa cornice della Fondazione Guglielmo Marconi di Villa Griffone a Pontecchio Marconi, il Lions Club Bologna “Guglielmo Marconi” consegnerà per la 54ª volta le proprie tradizionali borse di studio agli studenti più meritevoli delle scuole del territorio.

L’iniziativa, che quest’anno vedrà premiati 20 studenti, intende riconoscere l’impegno scolastico, la crescita personale e la capacità di collaborazione dimostrati dai giovani nel corso del loro percorso formativo. La cerimonia avrà inizio alle ore 15.30 e sarà seguita da una visita guidata al Museo Marconi riservata agli studenti premiati e ai loro familiari.

Saranno coinvolti gli alunni di sei istituti scolastici appartenenti all’area in cui il Lions Club opera fin dalla sua fondazione, avvenuta nel 1961. I riconoscimenti saranno assegnati agli studenti dell’ ITCS “Gaetano Salvemini” e dell’Istituto Alberghiero IPSAR “Luigi Veronelli” di Casalecchio di Reno, della Scuola Media Statale “Veggetti” e dell’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Luigi Fantini” di Vergato, nonché della Scuola Media Statale “Galileo Galilei” e dell’Istituto Agrario e Ambientale “Beniamino Ferrarini” di Sasso Marconi.

Il Lions Club Bologna “Guglielmo Marconi”, nato nel 1961 con la denominazione di Lions Club Porretta Terme-Vergato, promuove da oltre cinquant’anni questa speciale “Festa dell’Amicizia”, con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità delle nuove generazioni e incoraggiare i giovani a perseguire con determinazione il proprio percorso di crescita culturale e umana.

La selezione degli studenti premiati non tiene conto esclusivamente dei risultati scolastici, ma considera anche il comportamento, la capacità di integrazione con compagni e docenti, il senso di responsabilità e il progresso maturato nel corso degli anni.

Le borse di studio sono dedicate alla memoria di alcuni soci del club che hanno sempre sostenuto l’importanza del dialogo tra le generazioni e dell’investimento educativo sui giovani: l’ingegner Amedeo Galliani, il professor Guido Caliceti, Francesco Rinaldi, Francesco Sabattini e Carlo Cocchi.

Ad aprire la cerimonia sarà il saluto della presidente della Fondazione Guglielmo Marconi, Giulia Fortunato. Alla consegna dei premi parteciperanno i familiari dei soci ricordati, i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Sasso Marconi, Casalecchio di Reno e Vergato, il presidente e i soci del Lions Club Bologna “Guglielmo Marconi”, i giovani del Leo Club Bologna, il Past Governatore Lions Anna Ardizzoni Magi e la presidente della Zona 1 Lions Paola Salamina.

Un appuntamento che rinnova una tradizione consolidata e testimonia l’impegno del Lions Club nel sostenere il merito, la formazione e la crescita delle giovani generazioni, riconoscendo il valore dell’istruzione come strumento fondamentale per il futuro della comunità.

Savina Sabattini Greco
Lions Club Bologna “Guglielmo Marconi”

Andrea Tarozzi torna a casa: sarà il vice di Domenico Tedesco nel nuovo Bologna

 



Più di un ritorno, quello di Andrea Tarozzi, è un vero e proprio rientro a casa. Da sempre legato a Sasso Marconi, dove vive la sua famiglia e dove lui stesso è cresciuto fin dall'infanzia, Tarozzi rappresenta una figura profondamente radicata nel territorio bolognese. I suoi primi passi nel calcio li ha mossi nelle fila del CSI locale, prima di approdare al settore giovanile del Bologna, club che avrebbe poi segnato in modo indelebile la sua carriera.

La notizia circolava ormai da diversi giorni negli ambienti calcistici cittadini, ma adesso è arrivata anche l'ufficialità: Andrea Tarozzi, 52 anni, ha firmato il contratto che lo lega al Bologna e sarà il viceallenatore di Domenico Tedesco, 40 anni, scelto dalla società rossoblù per guidare la squadra nella nuova stagione.

Per Tarozzi si tratta di un ritorno particolarmente significativo. Nato a Sasso Marconi nel 1973, l'ex difensore ha scritto pagine importanti della storia recente del Bologna. Dopo la trafila nelle giovanili rossoblù, entrò stabilmente in prima squadra, vestendo la maglia del club dal 1992 al 1997. In quel periodo collezionò 134 presenze ufficiali, diventando uno dei protagonisti della straordinaria risalita del Bologna dalle categorie inferiori fino alla Serie A.

Indimenticabile il doppio salto di categoria ottenuto sotto la guida di Renzo Ulivieri: dalla Serie C1 alla Serie B e, successivamente, dalla cadetteria alla massima serie. Un percorso che contribuì a rilanciare il Bologna nel calcio che conta e che vide Tarozzi tra gli interpreti più affidabili e apprezzati della squadra.

Dopo una lunga carriera da calciatore professionista e le successive esperienze in panchina come collaboratore tecnico e viceallenatore in diversi club italiani e internazionali, Tarozzi torna ora nella città e nella società che lo hanno formato. Un ritorno che assume anche un forte valore simbolico: quello di un uomo cresciuto alle pendici dell'Appennino bolognese, rimasto sempre legato a Sasso Marconi e ai colori rossoblù, pronto a mettere la propria esperienza al servizio del nuovo progetto tecnico guidato da Domenico Tedesco.

Per il Bologna si tratta di un innesto che unisce competenza, conoscenza dell'ambiente e forte senso di appartenenza. Per Andrea Tarozzi, invece, è la chiusura ideale di un cerchio iniziato molti anni fa sui campi del CSI e proseguito fino ai palcoscenici del calcio professionistico: un ritorno a casa nel senso più autentico del termine.

Bentornato Andrea

Al Teatro di Marzabotto debutta “DERIVE”: arte, giovani e comunità al centro del nuovo welfare culturale dell’Appennino bolognese




Dopo il lancio ufficiale dello scorso marzo, è entrato nel vivo al Teatro Comunale di Marzabotto il progetto “DERIVE – Storie di naufragi e approdi”, la nuova rassegna artistica promossa dall’Istituzione Servizi Sociali Educativi e Culturali (IsSEC) dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese.

L’iniziativa nasce da una visione precisa: mettere la persona al centro, integrando in modo sempre più stretto politiche sociali, educative e culturali. Una sfida significativa che conferma la volontà dell’Amministrazione di proseguire un percorso condiviso, capace di guardare alla comunità nella sua interezza e di valorizzarne le risorse attraverso il linguaggio dell’arte.


Con l’obiettivo di rendere i giovani protagonisti fin dall’avvio del progetto, l’esordio di “DERIVE” ha previsto il coinvolgimento attivo degli studenti e delle studentesse degli Istituti di Istruzione Superiore “Luigi Fantini” di Vergato e “Caduti della Direttissima” di Castiglione dei Pepoli nella realizzazione del logo ufficiale della rassegna. Tra le 19 proposte presentate, la commissione giudicatrice ha premiato il progetto ideato da Sofia Mattei, Greta Storai e Laura Stefanini dell’I.I.S. “Caduti della Direttissima”.


La serata inaugurale, svoltasi venerdì 29 maggio, ha regalato momenti di grande intensità emotiva grazie alla rappresentazione teatrale “Ancora un attimo”, dedicata al tema dell’Alzheimer e portata in scena dal Laboratorio teatrale dell’Istituto Fantini. Lo spettacolo, scritto e diretto da Alessandro Migliucci, è stato accompagnato dalla lettura di testi di Carlotta Bartolomei e dalla premiazione del concorso grafico.


Un appuntamento capace di dimostrare come i linguaggi artistici possano raccontare con efficacia fragilità, difficoltà e vissuti complessi, trasformandoli in occasioni di confronto, consapevolezza e crescita collettiva, aprendo al tempo stesso prospettive di resilienza, speranza e rinascita.



«L’aspetto più innovativo del progetto consiste proprio nell’utilizzare la cultura come strumento di welfare e di benessere collettivo», sottolinea Alessandro Santoni, presidente dell’Istituzione. «Le fragilità non riguardano esclusivamente chi vive una condizione di disagio o chi svolge un ruolo di cura. Sono esperienze che, in forme diverse, possono attraversare la vita di ciascuno di noi. Per questo “DERIVE” non si rivolge soltanto agli addetti ai lavori, ai professionisti del sociale, ai caregiver o alle persone che stanno vivendo momenti di difficoltà, ma all’intera comunità.

Attraverso il teatro, la musica, le arti visive, la narrazione e i diversi linguaggi espressivi, la rassegna intende creare occasioni di incontro, riflessione e partecipazione capaci di coinvolgere tutti i cittadini, contribuendo a costruire una maggiore consapevolezza collettiva e un più forte senso di appartenenza. La convinzione alla base del progetto è che la cultura possa rappresentare molto più di una semplice proposta artistica: può diventare uno strumento di cura, sensibilizzazione e crescita condivisa, capace di trasformare le fragilità in occasioni di dialogo e di rafforzare quelle reti di relazioni che costituiscono la vera ricchezza delle comunità dell’Appennino.

Un ringraziamento particolare va agli studenti e ai docenti degli istituti scolastici coinvolti, agli artisti e ai protagonisti della serata inaugurale, nonché ai dipendenti dell’Istituzione che stanno accompagnando con professionalità e passione lo sviluppo di questo nuovo percorso».

“DERIVE – Storie di naufragi e approdi” proseguirà nei prossimi mesi con nuovi appuntamenti diffusi sul territorio, continuando a navigare tra esperienze, emozioni e racconti collettivi. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di comunità sempre più inclusive, consapevoli e solidali, coinvolgendo anche le numerose compagnie teatrali amatoriali dell’Appennino in un percorso condiviso di partecipazione culturale e coesione sociale.