domenica 10 maggio 2026

Monzuno, l’arte torna protagonista con la 15ª edizione del Premio Ilario Rossi

 



di Martina Mari


Monzuno si conferma ancora una volta un comune attento alla vivacità culturale del territorio, capace di promuovere mostre, concorsi e attività artistiche che coinvolgono artisti e pubblico. In questo contesto si inserisce la 15ª edizione del “Premio Ilario Rossi”, che sarà inaugurata il 16 maggio 2026 presso la Sala Ivo Teglia. 

Il concorso è organizzato dal Circolo Artistico Ilario Rossi con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monzuno e rappresenta uno degli appuntamenti più longevi e significativi del panorama artistico locale. Un’iniziativa che, nel tempo, ha saputo costruire un percorso coerente e continuo di promozione dell’arte contemporanea, mantenendo viva una tradizione di incentivo culturale aperta alla sperimentazione e al dialogo tra linguaggi diversi. 

Il Premio è aperto a opere di pittura, scultura e grafica, con tema libero. Ogni artista può partecipare presentando fino a due opere, da consegnare presso la Sala Ivo Teglia, in via G. Bertini 3/b, Monzuno, nelle seguenti date: 

·         2 maggio, dalle 15 alle 18

·         3 maggio, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18

·         9 maggio, dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17

Le opere selezionate saranno esposte al pubblico fino al 31 maggio 2026, giorno in cui si svolgerà anche la cerimonia di premiazione. L’esposizione sarà visitabile il sabato e la domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 19, mentre nei giorni feriali l’accesso sarà possibile su appuntamento. 

L'assessore Ermanno Manlio Pavesi spiega: "Con il Premio Ilario Rossi, Monzuno rinnova il proprio impegno nella diffusione della cultura e delle arti visive, offrendo uno spazio di visibilità agli artisti e rafforzando il ruolo del paese come luogo di incontro e produzione culturale all’interno dell’Appennino bolognese".

“Sotto lo stesso cielo”: a Sasso Marconi un musical per ricordare Lampedusa e riflettere sulle migrazioni

 



Un musical per ricordare, riflettere e sensibilizzare. È questo l’obiettivo di “Sotto lo stesso cielo”, il progetto teatrale e musicale che si propone di portare a Sasso Marconi, nell’autunno del 2026, uno spettacolo dedicato al drammatico naufragio avvenuto a Lampedusa il 3 ottobre 2013, tragedia nella quale persero la vita 368 persone.

Protagonisti dello spettacolo saranno gli studenti del Liceo Marconi di Pesaro, che attraverso musica, immagini, parole e testimonianze racconteranno una delle pagine più dolorose della storia recente del Mediterraneo. Un racconto artistico e civile nato per mantenere viva la memoria di quelle vittime e per interrogarsi su un fenomeno che continua ancora oggi a provocare morte e sofferenza lungo le rotte migratorie.

Il progetto si sviluppa attorno a quattro parole chiave: “un musical”, “per ricordare”, “per riflettere” e “per cambiare”. Non soltanto uno spettacolo, dunque, ma un percorso di consapevolezza rivolto soprattutto ai giovani e alla comunità, con l’intento di promuovere valori di solidarietà, accoglienza e responsabilità collettiva.

Per rendere possibile l’arrivo dello spettacolo a Sasso Marconi è stata avviata una raccolta fondi destinata a coprire le spese organizzative: dal noleggio delle attrezzature ai costi di viaggio, dall’accoglienza ai diritti Siae. L’obiettivo economico fissato dagli organizzatori è di 2.700 euro.

L’iniziativa è promossa e sostenuta dalle associazioni “Lo Scoiattolo”, “Transatlantico Radio Podcast ODV” e “Libertà era restare”, che invitano cittadini, realtà associative e sostenitori a contribuire alla realizzazione dell’evento.

Per informazioni è possibile contattare Lina Da Ros al numero indicato nel materiale informativo dell’iniziativa.

Coltivare dialogo e comunità: il Biodistretto dell’Appennino Bolognese apre il confronto sul futuro della terra

A Grizzana Morandi un seminario dedicato ad agricoltura, relazioni territoriali e nuove alleanze tra produttori, cittadini e comunità locali



Un momento di confronto per riflettere sul futuro dell’agricoltura appenninica e sul ruolo delle comunità locali nella costruzione di nuove reti territoriali. Lunedì 11 maggio 2026, dalle 18.30 alle 22.30, la trattoria “Nel Castagneto” di località Castagneti, a Grizzana Morandi, ospiterà il seminario informativo promosso dal Biodistretto dell’Appennino Bolognese dal titolo “Coltivare dialogo, comunità e alleanze”.

L’iniziativa si inserisce nel progetto “Intelligenza Naturale”, percorso dedicato alle storie, ai saperi e alle esperienze di chi coltiva e alleva con attenzione alla qualità, alla sostenibilità e al legame con il territorio. L’incontro nasce con l’obiettivo di aprire un confronto concreto sulle opportunità per chi vive e lavora la terra nella zona della Sinistra Reno, approfondendo il tema delle relazioni tra aziende agricole, filiere locali e comunità.

Al centro del dibattito vi saranno le prospettive dell’agricoltura artigiana e agroecologica, considerate non solo attività economiche ma strumenti di presidio sociale e culturale delle aree montane. Il seminario intende infatti favorire collaborazione, formazione, visibilità e nuove connessioni tra produttori, cittadini e realtà territoriali, immaginando un Appennino più vivo, coeso e capace di generare futuro.

Interverranno Cristina Fustini della Trattoria “Nel Castagneto”, Marco Bondioli della Fattoria “La Pulcina”, Antonio Contini Carboni dell’azienda agricola Contini & Carboni e Lucio Cavazzoni, presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese.

La serata si concluderà alle 20.30 con un assaggio nutrivo a base dei prodotti delle aziende partecipanti, in un momento conviviale pensato per valorizzare le produzioni locali e favorire il dialogo diretto tra operatori e cittadini.

L’appuntamento rappresenta un’occasione per mettere al centro il rapporto tra agricoltura, paesaggio e comunità, riaffermando il valore delle economie locali e della cooperazione territoriale nell’Appennino bolognese.

sabato 9 maggio 2026

Paura sulle colline di Sasso Marconi: pick-up finisce fuori strada a pochi metri da uno strapiombo

 


Momenti di grande apprensione sulle colline della valle dell’Olvetta, nel territorio di Sasso Marconi, dove un grave incidente stradale ha rischiato di trasformarsi in tragedia.

Secondo le prime ricostruzioni, probabilmente a causa di un malore del conducente o di una distrazione, un pick-up è uscito di strada andando a fermarsi in una posizione estremamente pericolosa, a pochi metri da un profondo burrone. A bordo del mezzo viaggiava una coppia di coniugi.

Determinante si è rivelato l’intervento di una residente della zona che, notando il veicolo immobile da diversi minuti sul ciglio della strada, si è insospettita. L’assenza di qualsiasi movimento o segnale di reazione da parte degli occupanti le ha fatto intuire la gravità della situazione, inducendola a lanciare immediatamente l’allarme.

Sul posto sono intervenuti in tempi rapidi i soccorsi, con le forze dell’ordine e i Vigili del Fuoco impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza dell’area e nel recupero del mezzo, utilizzando attrezzature specifiche per evitare che il pick-up precipitasse nel burrone sottostante.

L’uomo alla guida avrebbe mostrato fin da subito condizioni rassicuranti, mentre la donna, trovata priva di sensi, è stata trasportata d’urgenza in ospedale per accertamenti e cure. Al momento non sono state diffuse comunicazioni ufficiali sulle sue condizioni, anche se da fonti non ancora confermate emergerebbero notizie incoraggianti riguardo a un progressivo recupero fisico della signora.

L’episodio ha suscitato forte impressione nella comunità locale, anche per la prontezza della cittadina che, grazie alla sua attenzione, ha probabilmente contribuito a evitare conseguenze ancora più gravi.

“Acquarellando… vai!”: a Sasso Marconi in mostra i talenti dell’arte ad acquerello

 



La delicatezza dei colori, la leggerezza delle sfumature e la creatività degli allievi diventano protagoniste della mostra “Acquarellando… vai!”, iniziativa artistica ospitata nella Sala comunale R. Giorgi di Sasso Marconi.

L’esposizione raccoglie le opere realizzate dagli allievi di Anna Maria Bastia, insegnante e guida del laboratorio artistico che negli anni ha saputo coinvolgere numerosi appassionati della pittura ad acquerello. In mostra i lavori di Cristina Balboni, Ivana Crisalli, Sabrina Dall’Olio, Adriano Franchi, Roberto Galeotti, Maria Gandolfi, Paolo Gandolfi, Maria Pia Gherij, Cristina Nuvoli, Cristina Picart e Sara Saldi, affiancati dalle creazioni degli stessi insegnanti e collaboratori del progetto.

La rassegna sarà visitabile da sabato fino a  domenica 24 maggio presso la Sala comunale R. Giorgi, in via del Mercato 13. L’ inaugurazione si è tenuta oggi,  sabato 9 maggio,  alle ore 17.

L’ingresso è libero, offrendo così a cittadini e visitatori l’opportunità di avvicinarsi all’arte dell’acquerello e di apprezzare un percorso espositivo fatto di sensibilità, tecnica e passione. Le opere raccontano paesaggi, emozioni e scorci di vita quotidiana attraverso una tecnica pittorica raffinata e suggestiva, capace di valorizzare trasparenze e giochi di luce.

La mostra rappresenta anche un momento di incontro culturale per la comunità di Sasso Marconi, confermando il valore delle iniziative artistiche locali come occasione di partecipazione, condivisione e valorizzazione dei talenti del territorio.

«Portare in mostra i lavori degli allievi rappresenta per loro una bellissima esperienza emotiva — spiega Anna Maria Bastia ( nella foto) — perché significa esporre le proprie opere al pubblico, ma è anche motivo di grande gratificazione per l’impegno e la costanza dimostrati nell’apprendere una nuova tecnica artistica».

L’insegnante sottolinea come il suo obiettivo principale sia quello di avvicinare le persone all’arte attraverso la pittura ad acquerello, valorizzando al tempo stesso l’espressività personale di ciascun partecipante. «Cerco di far emergere la personalità di ogni allievo, affinché possa sviluppare una propria identità artistica riconoscibile».

Il percorso didattico prende avvio da esercizi di osservazione e disegno dal vero, spesso attraverso composizioni di natura morta che vengono successivamente dipinte ad acquerello. «Con il tempo — racconta Bastia — i lavori diventano progressivamente più complessi, seguendo il livello di acquisizione della tecnica e tenendo conto anche delle inclinazioni personali e dei soggetti che ciascuno preferisce rappresentare».

Accanto all’attività pratica, non manca l’attenzione alla formazione culturale e artistica degli allievi. «Li ho accompagnati a visitare mostre di artisti contemporanei, ma soprattutto esposizioni dedicate ai grandi maestri. Avvicinarsi all’arte è fondamentale per chi desidera fare arte».

Per Anna Maria Bastia, la pittura rappresenta inoltre uno strumento di crescita personale e di benessere. «Dipingere è di grande aiuto perché, come dico sempre, con uno strumento in mano non si è mai soli: che sia una biro per chi scrive, uno strumento musicale per chi suona o, nel nostro caso, un pennello».