mercoledì 21 aprile 2021

C'è un nuovo interesse a risiedere in Appennino, ma l'operazione si complica.

 

Tiene banco il nuovo Piano Territoriale Metropolitano adottato dalla Città Metropolitana cui si dovranno allineare i futuri piani regolatori di tutti i comuni della provincia. In particolare trova contrarietà la norma che contiene in modo considerevole, se non inibisce, sia ampliamenti dei borghi e dei caseggiati esistenti, la variazione d'uso degli immobili e la possibilità di recuperare le strutture collabenti.
 Il primo divieto impedirebbe la possibilità di ampliare l'esistente per dare sistemazione a nuove presenze nei centri agricoli ( per esempio la nuova famiglia di un figlio di chi lavora in azienda); il secondo, il recupero per esempio di vecchi edifici, come stalle e ricoveri attrezzi, che non hanno più funzionalità perchè inadeguati alle nuove esigenze produttive ( potrebbero per esempio essere utilizzati per ospitare turisti); il terzo per gli stessi motivi. 
Il recupero ridarebbe ai borghi e ai caseggiati e quindi all'Appennino, completandoli, l'aspetto storico e paesaggistico dei decenni in cui era frequentato appieno. Il contrasto è nato anche perchè la proposta di piano è in netto contrasto con la legge regionale del 2017 ( quindi di un ente superiore) che programma il consumo zero di terreno vergine e nel contempo incoraggia il recupero dell'esistente anche con la variazione dell'uso. Il tema anima il dibattito e in particolare si è fatto promotore e paladino del rispetto della legge il consigliere regionale Marco Mastacchi che chiede con determinazione la variazione del piano territoriale della Città Metropolitana. 
 
Abbiamo incontrato ora il sindaco di San Benedetto Val di Sambro, presidente del distretto socio sanitario dell'Unione dei Comuni dell'Appennino bolognese, Alessandro Santoni ( nella foto), i cui incarichi gli danno un punto di osservazione privilegiato e completo e gli abbiamo chiesto: 
 
Cosa succede dunque sulla proposta della Città Metropolitana ? 
 
“Noi non vogliamo che l'Appennino venga penalizzato. Già aver ottenuto la perequazione, cioè la suddivisione fra tutti i comuni dell'intero introito derivante dagli oneri per le concessioni edilizie rilasciate in tutta l'area Metropolitana e non ognuno per le proprie, è una buona cosa e porta alla montagna risorse che altrimenti non sarebbero arrivate. Sia la legge regionale del 2017 che il Piano Territoriale Metropolitano sono molto innovativi. Affrontano e propongono cose nuove . Il nostro obiettivo è quello di approfondirne in modo dettagliato tutti gli aspetti, in particolare per quanto riguarda le trasformazioni urbanistiche al di fuori del territorio urbanizzato. In sostanza vogliamo capire quali sono gli effetti pratici nella applicazione del piano, prima di votarlo. Ci aiuta e ci conforta in questo la grande disponibilità degli uffici tecnici della Città Metropolitana”. 
 
Cosa dice quindi a coloro che credono che il tutto sia progettato per spopolare la montagna ? 
 
“Gli amministratori locali si stanno impegnando con determinazione per ottenere l'effetto contrario”. 
 
 La sanità montana è mortificata, i servizi diminuiscono, i ritardi nel settore viario sono emblematizzati dalla situazione di Sasso Marconi dove il transito è assicurato da un solo ponte sovraccaricato. Il quadro della situazioni in Appennino pare voler consigliare l'abbandono. Non è così? 
 
“Molto probabilmente, negli anni, si è registrata una diminuzione degli investimenti in montagna. Oggi grazie a una classe di amministratori attenta a questi aspetti c'è l'impegno comune a invertire tale tendenza”. 
 
Non si potrebbe pretendere di lasciare amministrare la montagna ai montanari e la città ai cittadini ? 
 
 “Sarebbe più opportuno dire che è importante che ogni disposizione venga pensata tenendo conto che nella pratica i contesti non sono omogenei. Quindi, ciò che va bene per la pianura non è detto vada bene per la montagna e viceversa”. 
 
Cosa si intende fare ? C'è la partecipazione generale dei 'montanari'?  
 
 “Sì, la consapevolezza c'è e all'interno della nostra Unione ci confrontiamo sovente su questi temi. C'è molto spesso condivisione sulle politiche e sulle strategie da adottare”.

Decreto Sostegni Bis, l’incontro del sindaco metropolitano con i presidenti delle Unioni e i Sindacati confederali per condividere le richieste da fare al Governo per la ripresa economica

Il sindaco metropolitano Virginio Merola ha incontrato i presidenti delle Unioni dei Comuni della città metropolitana e i sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil in vista del nuovo Decreto Sostegni.

Dopo un rapido aggiornamento sui contenuti emersi durante l’incontro del sindaco con i parlamentari e le associazioni di categoria di lunedì scorso, la discussione si è concentrata sulle misure a sostegno delle attività maggiormente colpite dalla crisi, con un focus in particolare su commercio e pubblici esercizi: liquidità a fondo perduto, interventi per sostenere i costi fissi, credito d’imposta sulle locazioni, riorganizzazione delle scadenze fiscali per accompagnare le riaperture.

Piena convergenza dei presenti sulla necessità di eliminare le incongruenze emerse nel primo decreto come ad esempio per le attività di agriturismo, nonché di porre un’attenzione specifica anche per altri comparti: moda, cultura, sport. Piena condivisione anche sulla necessità di prorogare al 31/12 la concessione di suolo pubblico alle attività economiche come bar e ristoranti e su misure a sostegno dell’occupazione in tutte le sue forme, senza distinzioni tra lavoratori autonomi e lavoratori dipendenti.

Oggi, mercoledì 21 aprile (n.d. r.), alle 12, incontrerò il presidente del Consiglio Mario Draghi insieme agli altri sindaci metropolitani -  ha detto Merola – e in quell’occasione sarà importante affermare l’importanza del ruolo delle Città metropolitane nella gestione dei Fondi strutturali europei e approfondire quello che ci attende con il nuovo Recovery Plan. Il confronto avuto lunedì con le categorie economiche e i parlamentari è stato positivo – ha proseguito il sindaco metropolitano - la riapertura è molto importante per le attività commerciali e per la ripresa in generale, ma non dobbiamo farci dividere su questo, tutti siamo per le riaperture deve però prevalere il tema sicurezza, la sanità metropolitana va avanti con le vaccinazioni rispettando le scadenze e il mese di maggio sarà decisivo”.

 

Casalecchio di Reno celebra i 100 anni del Casalecchio Calcio 1921

Il Comune informa:

Oggi, mercoledì 21 aprile, ricorre il centenario della fondazione dell’associazione sportiva dilettantistica Casalecchio calcio 1921, la cui storia è profondamente legata alla comunità casalecchiese. Per onorare questa ricorrenza si è costituito il comitato organizzativo delle celebrazioni che ha fra i suoi membri l’ASD Società calcistica Casalecchio 1921, Casalecchio Insieme Proloco, la Consulta comunale dello Sport, i rappresentanti di Spazio Eco, associazioni di categoria, associazioni locali, attività commerciali e singoli cittadini.

 

Questi i primi appuntamenti di oggi, mercoledì 21 aprile, dedicati alle celebrazioni che, nel rispetto delle disposizioni anti-Covid, si svolgeranno con una presenza ridotta di pubblico e autorità:

-       ore 17.00presso Dolce Lucia Aris Bar, via Marconi ang. via Righi

Inaugurazione vetrina con cimeli e trofei della storia del Casalecchio Calcio

-       ore 17.30 circa, Area Polivalente Parco Rodari

Interventi delle autorità e inizio realizzazione murale dedicato al centenario

 

Intervengono Massimo Bosso, sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri, assessore allo Sport, Luigi Pucciarelli, presidente del Casalecchio Calcio 1921. Saranno inoltre presenti Piero Gasperini, per la Consulta comunale dello Sport e Alessandro Menzani, presidente Casalecchio Insieme Proloco.

Il murale che prenderà forma a partire da mercoledì è il risultato dello Street art contest “La storia siamo noi” curato da Spazio Eco che ha raccolto le proposte di writer, disegnatori e illustratori per un’opera in ricordo del centenario. L’illustrazione verrà realizzata, sotto la guida del disegnatore Raffaele Posulu, vicino all’area polivalente del Parco Rodari dove si trovava lo storico campo da calcio “Arrigo Ceroni”.


martedì 20 aprile 2021

33° anniversario dalla morte dei Carabinieri Umberto Erriu e Cataldo Stasi


Oggi, 20 aprile 2021 ricorre il 33° anniversario dalla morte dei due Carabinieri “Medaglia d’Oro al Valor Civile alla Memoria”, Umberto Erriu e Cataldo Stasi, trucidati dalla “Banda della Uno bianca” nel 1988.

Per ricordare il sacrificio dei due valorosi militari, uccisi nell’espletamento di un servizio di istituto, si è svolta a Castel Maggiore una cerimonia commemorativa in forma ridotta e nel rispetto della normativa anti Covid-19.


Link:

http://www.carabinieri.it/arma/oggi/medagliere/decorazioni-individuali/medaglia-d'oro-al-valor-civile-alla-memoria/Erriu-Umberto

http://www.carabinieri.it/arma/oggi/medagliere/decorazioni-individuali/medaglia-d'oro-al-valor-civile-alla-memoria/Stasi-Cataldo

 

Coronavirus, a Bologna e provincia 128 i nuovi contagi.

Anziani, salgono a 146.153 le prenotazioni. 280.872 le persone vaccinate.


Sui 128 nuovi casi di positività in provincia di Bologna, 89 hanno effettuato il tampone per presenza di sintomi, 27 sono stati individuati grazie all’attività di contact tracing, 3 attraverso i test per categoria, 1 attraverso gli screening sierologici, mentre è in corso l’indagine epidemiologica per 8.
Tra i 128 nuovi contagi, 84 sono inseriti in focolai e 44 sono sporadici. Un caso è importato dall’estero, nessuno da altre Regioni.

Sono 194.851 le prime vaccinazioni e 86.021 le seconde, effettuate dal Vaccine Day a ieri,19 aprile. In totale 280.872. 

Salgono a 146.153 le prenotazioni complessive per le fasce di età alle quali è attualmente rivolta la campagna vaccinale. L'Azienda USL di Bologna informa: