mercoledì 16 settembre 2026

IT.A.CÀ, un mese di eventi tra Bologna e Appennino per esplorare le “Geografie di Pace”

 Dal 18 settembre al 18 ottobre torna la tappa bolognese di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, con appuntamenti anche a Monzuno, Lizzano in Belvedere e Marzabotto



Dalla città all’Appennino, passando per la pianura e i territori modenesi: dal 18 settembre al 18 ottobre torna la tappa Bologna di IT.A.CÀ Migranti e Viaggiatori – Festival del Turismo Responsabile, con un ricco programma di iniziative ispirate al tema nazionale di quest’anno, “Geografie di Pace: Mobilità/rsi attraverso confini e culture”.

Un mese di eventi, cammini, laboratori e incontri per esplorare il rapporto tra mobilità, territori e culture, mettendo al centro accoglienza, memoria, inclusione e sostenibilità.

Tra gli appuntamenti in programma, anche diverse iniziative sull’Appennino bolognese.

A Lizzano in Belvedere, domenica 27 settembre, il progetto “Ricuciamo le distanze” metterà in relazione il territorio di Corno alle Scale con Lampedusa attraverso laboratori di cucito solidale, mostre e momenti conviviali dedicati ai temi dell’accoglienza, delle migrazioni e della libertà di movimento.

L’iniziativa sostiene il progetto della Biblioteca IBBY di Lampedusa, realizzato in collaborazione con Mediterranean Hope e Forum Lampedusa Solidale, per accogliere bambine e bambini che arrivano sulle coste dell’isola.

Si rinnova anche la storica collaborazione con il gruppo di Monzuno. Grazie all’intervento de La Girobussola, il 4 ottobre, nella frazione di Montorio, sarà possibile partecipare per la prima volta a un trekking ad anello di 7 chilometri accessibile anche a persone non vedenti.

Il percorso attraverserà paesaggi rurali, vigneti, tradizioni e saperi locali di un territorio sospeso tra memoria e natura, dove un tempo sorgeva un antico castello medievale. Un’esperienza pensata per favorire una fruizione inclusiva del paesaggio e riscoprire le connessioni tra storia, comunità e ambiente.

A Marzabotto, il 10 ottobre, sarà invece protagonista il trekking artistico “Radici resistenti. I racconti dell’acqua tra civiltà etrusca, Resistenza e rigenerazione urbana”, accompagnato da un laboratorio di serigrafia. Un itinerario tra memoria, Resistenza, arte e rigenerazione urbana, per riscoprire il territorio e le sue identità attraverso i linguaggi dell’arte e della letteratura.

Gli appuntamenti della tappa bolognese di IT.A.CÀ invitano così a guardare i territori da prospettive diverse, creando connessioni inattese tra cultura, paesaggio, memoria e conoscenza e trasformando il viaggio in uno strumento di incontro, consapevolezza e costruzione di nuove geografie di pace.

Il link del comunicato completo:

Il bramito del cervo: una notte d’autunno a Monte Sole

Escursione notturna nel Parco Storico Regionale per ascoltare il suggestivo richiamo dei cervi



Il Parco Storico di Monte Sole propone una serata dedicata a uno degli spettacoli più affascinanti della natura in autunno: il bramito del cervo, il potente richiamo con cui i maschi, durante la stagione degli amori, segnalano la propria presenza e cercano di conquistare le femmine.

L’appuntamento è in programma venerdì 18 settembre 2026, dalle ore 18 alle 23, per un’esperienza pensata per avvicinare i partecipanti alla conoscenza del cervo e delle sue abitudini, nel contesto naturale dell’Appennino bolognese.

La serata prenderà il via con una presentazione dedicata al cervo, alla sua biologia e al particolare comportamento legato al periodo riproduttivo. Al termine dell’incontro, quando la luce del giorno inizierà a lasciare spazio alla sera, il gruppo si metterà in cammino per una escursione notturna lungo i sentieri del Parco, con l’obiettivo di ascoltare il bramito nel suo ambiente naturale.

Il richiamo del cervo, profondo e potente, è uno dei suoni più caratteristici dei boschi appenninici durante il periodo degli amori. Ascoltarlo nel silenzio della notte permette di vivere il territorio da una prospettiva particolare, prestando attenzione non soltanto a ciò che si vede, ma anche ai suoni e ai segnali che animano il bosco dopo il tramonto.

Ritrovo: ore 18 presso il Poggiolo, in via San Martino 25, Marzabotto (BO).

Termine: previsto intorno alle ore 23.

L’escursione è classificata con difficoltà T (turistica) e prevede un percorso di circa 3 chilometri, con un dislivello di 150 metri e un tempo effettivo di cammino di circa un’ora. La durata complessiva dell’iniziativa comprende la presentazione, le soste e i momenti dedicati all’ascolto.

Per affrontare l’escursione in condizioni adeguate è necessario indossare scarponi da trekking con suola scolpita e un abbigliamento adatto alla stagione. È inoltre consigliato portare una giacca antipioggia, almeno un litro d’acqua e una luce frontale, indispensabile per muoversi sui sentieri dopo il tramonto.

La partecipazione è a prenotazione obbligatoria e le iscrizioni devono essere effettuate entro il giorno precedente.

Prenotazioni e informazioni

Cell. 333 2660329
Tel. 051 6254821
eventi@enteparchi.bo.it

Bandi GAL Appennino Bolognese: proroga per il bando Agriturismo e scadenze aperte

 Prorogata al 30 novembre la scadenza del bando Agriturismo


Il  GAL, Gruppo di Azione Locale, partenariato pubblico-privato che gestisce fondi europei per favorire la crescita e lo sviluppo delle aree rurali,  informa: 

Il Consiglio di Amministrazione del GAL Appennino Bolognese ha approvato la proroga della scadenza del bando AB SRD03 a) – Agriturismo.

La nuova scadenza per la presentazione delle domande di sostegno è fissata alle ore 13:00 del 30 novembre 2026.

Il testo completo del bando e la relativa scheda riassuntiva sono disponibili nella pagina dedicata:

https://www.bolognappennino.it/2026/05/25/ab-srd03-agriturismo/

Bandi GAL ancora aperti

È ancora possibile presentare domanda di sostegno a valere sui seguenti bandi del GAL Appennino Bolognese:

AB AS 2B – Interventi di mitigazione del rischio di dissesto idrogeologico in azienda agricola

Scadenza: 30 settembre 2026, ore 12:00

Il testo completo del bando è disponibile alla pagina:

https://www.bolognappennino.it/2026/03/05/ab_as_2b-interventi-mitigazione-del-rischio-dissesto-idrogeologico-azienda-agricola/

AB AS 6B – Investimenti in neo imprese extra agricole

Scadenza: 30 ottobre 2026, ore 12:00

Il testo completo del bando è disponibile alla pagina:

https://www.bolognappennino.it/2026/06/03/ab_as_6b_investimenti-in-neo-imprese-extra-agricole/

Bandi della Regione Emilia-Romagna – Sviluppo Rurale 2023-2027

Si segnalano inoltre i seguenti bandi nell’ambito dello Sviluppo Rurale 2023-2027 della Regione Emilia-Romagna.

Attenzione: i bandi riportati di seguito non sono gestiti dal GAL Appennino Bolognese. Per informazioni, chiarimenti e modalità di presentazione delle domande è pertanto necessario rivolgersi all'ufficio regionale indicato nei singoli bandi.

  • SRD11 – Investimenti non produttivi forestali
    Scadenza: 15 ottobre 2026
  • SRD15 – Investimenti produttivi forestali
    Scadenza: 15 ottobre 2026
  • SRE01 – Insediamento dei giovani agricoltori e SRD01 – Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole
    Scadenza: 30 ottobre 2026
  • SRH01 – Erogazione di servizi di consulenza (II edizione 2025)
    Scadenza: 12 novembre 2026
  • SRH03 – Formazione degli imprenditori agricoli, degli addetti alle imprese operanti nei settori agricoltura, zootecnia e industrie alimentari e degli altri soggetti privati e pubblici funzionali allo sviluppo delle aree rurali
    Scadenza: 11 dicembre 2026

Informazioni e appuntamenti

Per maggiori informazioni sui bandi del GAL Appennino Bolognese o per prenotare un appuntamento presso gli uffici:

E-mail: info@bolognappennino.it
Tel.: 051 4599907

martedì 15 settembre 2026

A Monzuno la polentata solidale per ANT: una giornata di comunità, volontariato e solidarietà

 



di Carla Elvira Pedrazzi

 

È stata una giornata all’insegna della partecipazione, della solidarietà e della convivialità quella vissuta domenica 13 settembre alla Baita degli Alpini di Monzuno, dove si è svolta la tradizionale Polentata pro-ANT, organizzata dal Comitato Soci Monzuno di Emil Banca in collaborazione con il Gruppo Alpini di Monzuno.

L’iniziativa ha richiamato oltre 120 partecipanti, ai quali si sono aggiunte una trentina di porzioni da asporto, confermando ancora una volta quanto sia forte e radicato nel territorio il sentimento di vicinanza nei confronti di ANT – Associazione Nazionale Tumori, impegnata quotidianamente nell’assistenza gratuita ai malati e alle loro famiglie.

A rendere speciale la giornata è stata anche la componente gastronomica, con una polentata accompagnata da diversi condimenti, preparata con cura dagli Alpini. Ma al di là della convivialità, il vero protagonista dell’incontro è stato il valore della solidarietà: l’intero ricavato di 2.800 euro sarà infatti devoluto ad ANT.

Un risultato importante, reso possibile dalla generosità dei partecipanti e dalla collaborazione di numerose realtà del territorio.

Il Comitato Soci Monzuno di Emil Banca ha espresso un sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: alla presidente di ANT Emilia-Romagna Raffaella Pannuti e al vicepresidente Daniele Ravaglia; al sindaco di Monzuno Bruno Pasquini; al consigliere regionale Marco Mastacchi; al Gruppo Alpini di Monzuno, per l’impegno organizzativo e per l’ottima accoglienza; al Comitato Soci Emil Banca di Rioveggio e agli Amici di Rioveggio, San Benedetto Val di Sambro, Vado e Loiano, con i quali da tempo si condividono iniziative e momenti di aggregazione; nonché ai parroci don Marco Pieri e don Andrea, con don Enrico Petrucci impossibilitato a partecipare per un’assenza giustificata.

Un riconoscimento speciale al volontariato

Nel corso della giornata c’è stato anche un momento particolarmente significativo, dedicato alla memoria, al riconoscimento e alla valorizzazione di alcuni volontari di ANT Emilia-Romagna che hanno dedicato e dedicano tempo, energie e passione al servizio degli altri.

Tra le figure ricordate, Silvana Benini, volontaria della sede di Sasso Marconi per 13 anni, cinque dei quali nel ruolo di responsabile, scomparsa purtroppo prematuramente nel corso di quest’anno.

Un riconoscimento particolarmente sentito è stato tributato a Graziella Buganè, responsabile ANT dell’Appennino, figura da anni profondamente radicata nel territorio e autentico punto di riferimento per il volontariato dell’area appenninica bolognese.

Con discrezione, passione e una straordinaria capacità di coinvolgimento, Graziella Buganè ha saputo costruire nel tempo una preziosa rete di volontarie e collaboratrici nei Comuni di Monzuno, Loiano, Monghidoro, San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli e Grizzana Morandi. Una rete capace di trasformare la disponibilità e la generosità delle persone in iniziative concrete a sostegno di ANT.

Il suo impegno rappresenta uno degli esempi più significativi di quel volontariato silenzioso ma fondamentale che tiene unite le comunità locali. Attraverso le numerose iniziative promosse e coordinate sul territorio, Graziella Buganè e le sue collaboratrici contribuiscono in maniera determinante alla raccolta di fondi destinata alla sede ANT di Sasso Marconi, sostenendone le attività e, soprattutto, permettendo di mantenere vicino alle persone più fragili un servizio di assistenza di straordinario valore umano e sociale.

La sua esperienza testimonia quanto il volontariato possa diventare una vera forza della comunità: non soltanto attraverso la raccolta di risorse, ma soprattutto creando relazioni, coinvolgendo cittadini e associazioni e mantenendo vivo quel senso di solidarietà che costituisce una delle ricchezze più autentiche del territorio bolognese.

La giornata di Monzuno ha dunque rappresentato molto più di una semplice iniziativa benefica. È stata la dimostrazione concreta di una comunità che sa ritrovarsi, collaborare e mettere insieme energie diverse per un obiettivo comune.

Proprio questo spirito, secondo il sindaco Bruno Pasquini e gli organizzatori, può rappresentare anche un importante esempio e uno stimolo per le giovani generazioni, alle quali trasmettere il valore dell'impegno civico, della partecipazione e dell'attenzione verso chi attraversa momenti di difficoltà.

La Polentata pro-ANT si chiude così con un bilancio particolarmente positivo: una grande partecipazione, 2.800 euro raccolti e destinati interamente ad ANT e, soprattutto, la conferma che quando istituzioni, associazioni, volontari e cittadini lavorano insieme, la solidarietà riesce davvero a trasformarsi in un aiuto concreto.

Bretella Reno-Setta, il sì dei sindaci prende quota

 



Prende quota tra gli amministratori comunali il progetto per la realizzazione della Bretella Reno-Setta. Lo si è appreso in questi giorni dalla stampa locale: tutti i sindaci dei Comuni coinvolti sarebbero d’accordo. Se così fosse, sarebbe superato e risolto quello che finora è apparso come il principale ostacolo all’opera, vale a dire l’impatto ambientale, elemento che in passato aveva fatto storcere il naso a diversi primi cittadini dell’area.

Del nuovo orientamento dei sindaci si è parlato nel corso del recente incontro organizzato nell’Appennino bolognese per fare il punto sullo stato di salute dell’economia montana e individuare possibili indirizzi sui quali concentrare l’attenzione per favorirne la ripresa.

Una netta preferenza per la Bretella Reno-Setta è stata espressa, nel suo intervento, dalla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi. Il suo ruolo di presidente della Comunità del Corno alle Scale e dell’Ente Parchi Emilia Orientale, oltre alle funzioni svolte nell’ambito della Città Metropolitana anche sul fronte del turismo, ha fatto ritenere che il consenso sull’opera fosse ormai generale.

A rafforzare questa impressione ha contribuito anche l’assenza di obiezioni da parte degli altri sindaci presenti, compresi quelli dei Comuni direttamente interessati. Un silenzio interpretato come una sostanziale condivisione della posizione espressa dalla sindaca Franchi.

Ma dietro questa apparente calma potrebbero ancora covare alcune perplessità. Il confronto tra gli amministratori, infatti, non sembra essersi concluso e sotto la cenere del consenso potrebbero esserci ancora alcune braci.

Abbiamo provato a contattare uno dei sindaci coinvolti. La sua prima reazione è stata improntata alla prudenza e ha accettato di parlare soltanto dopo aver avuto la rassicurazione che si trattasse di un confronto informale, come si suol dire, “a microfoni spenti”.

«A me la bretella sta bene, sono d’accordo – ha spiegato – ma ho notato che qualcuno tra i miei colleghi è rimasto piuttosto sorpreso dall’annuncio. D’altronde, tra noi non ci sono stati incontri per concordare il sì alla bretella. Il fatto che la sindaca Franchi abbia parlato di unità in un incontro di tale importanza, però, fa ritenere che qualcosa di concreto sia ormai stato deciso nei diversi livelli dell’amministrazione pubblica».

Il sindaco ha poi affrontato un altro tema destinato a intrecciarsi con il futuro della viabilità della Valle del Reno: che fine farà il progetto di ammodernamento della vecchia Porrettana nel tratto compreso tra Vergato e Sasso Marconi?

Anche su questo punto la risposta è stata netta, seppure accompagnata dalla richiesta di mantenere ancora riservate le sue dichiarazioni: «Quel progetto è già morto. Né Vergato né Marzabotto vogliono una tangenziale al paese che passi in galleria, sia per l’impatto dell’opera sia, soprattutto, perché una soluzione del genere, in quelle posizioni, non garantirebbe il livello di sicurezza che un’infrastruttura di questo tipo dovrebbe assicurare».

Rimarrebbe, secondo il sindaco, una sola soluzione da portare avanti: «Di quel progetto l’unica soluzione che potrà essere realizzata è quella del ponte, per risolvere il problema del blocco della Rupe a Sasso Marconi».

Se questa lettura degli orientamenti in campo troverà conferma, lo scenario che si prospetta per la viabilità della Valle del Reno potrebbe dunque essere quello di una Bretella Reno-Setta in buona parte sotterranea, accompagnata da un lungo ponte destinato a sostituire l’attuale e problematico tratto della statale ai piedi della Rupe di Sasso Marconi.

Sarebbe un’altra importante tappa del percorso per restituire fluidità alla viabilità della Valle del Reno, condizioni considerate indispensabili per sostenere l’economia locale e, soprattutto, creare le condizioni per una sua possibile ripresa.