sabato 5 settembre 2026

Tre serate tra letteratura, cronaca nera e memoria

 8, 15 e 22 settembre 2026, ore 21

Oratorio di San Filippo Neri, via Manzoni 5 – Bologna


di Nicodemo Mele


Torna anche nel 2026 BO-NOIR. Il Salotto Nero di Bologna, la rassegna dedicata alla letteratura e alla cronaca nera che porta sul palcoscenico alcune delle vicende più controverse e dolorose della storia italiana.

Per questa edizione la manifestazione cambia ancora una volta sede e approda nella suggestiva cornice dell’Oratorio di San Filippo Neri, in via Manzoni 5. Al calare della sera, scrittori, giornalisti, esperti e familiari delle vittime si incontrano per ripercorrere le tappe di alcuni casi di cronaca che hanno segnato profondamente il Paese.

La narrazione intreccia le parole della letteratura con le immagini del cinema e la musica dal vivo, restituendo non soltanto la ricostruzione dei fatti, ma anche le emozioni, i dubbi e le domande che queste storie continuano a suscitare. Un modo per mantenere viva la memoria e interrogarsi sulle verità ancora da cercare.

Martedì 8 settembre 2026, ore 21

Nelle notti del Mostro

Firenze 1968-1985. La lunga caccia al serial killer che cambiò l’Italia

Tra il 1968 e il 1985 le campagne intorno a Firenze diventano teatro di otto duplici omicidi che sconvolgono l’Italia. Sedici vittime, sorprese nella loro intimità e uccise con la stessa pistola. È in quegli anni che nasce uno dei nomi destinati a entrare nella storia della cronaca nera italiana: il Mostro di Firenze.

Le indagini si protraggono per decenni, tra intuizioni ed errori investigativi, processi, assoluzioni, condanne controverse e piste mai completamente chiarite. Chi era davvero il Mostro? Un uomo solo, più persone o qualcosa che ancora oggi sfugge alla ricostruzione giudiziaria?

A oltre quarant’anni dall’ultimo delitto, il caso continua a sollevare interrogativi e a alimentare interpretazioni diverse. Una vicenda che racconta non soltanto una serie di delitti efferati, ma anche i limiti delle indagini e della giustizia, insieme al bisogno, ancora oggi, di arrivare a una verità condivisa.

Narratore: Stefano Tura
Script: Federico Dolce
Regia: Riccardo Marchesini
Con: Selene Demaria

Intervengono

Michele Giuttari, ex capo della Squadra Mobile di Firenze e scrittore

Roberto Taddeo, scrittore

Stefania Ascari, presidente del Comitato Mostro di Firenze della Commissione parlamentare antimafia


Martedì 15 settembre 2026, ore 21

L’ultimo giorno di Serena

Il caso Mollicone tra indagini, depistaggi e misteri mai risolti

Una serata dedicata a uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi decenni: la vicenda di Serena Mollicone, la giovane di Arce la cui morte ha dato origine a una lunga e complessa vicenda giudiziaria, segnata da indagini, depistaggi, processi e interrogativi rimasti aperti.

Una storia ancora oggi al centro del dibattito, che attraverso la ricostruzione dei fatti e le testimonianze degli ospiti invita a ripercorrere le tappe di un caso segnato da svolte investigative, contraddizioni e domande rimaste senza una risposta definitiva.

Narratore: Stefano Tura
Script: Federico Dolce
Regia: Riccardo Marchesini
Con: Selene Demaria

Intervengono

Federica Nardoni, scrittrice e legale della famiglia Mollicone

Mauro Marsella, ex legale della famiglia Mottola

Pino Nazio, giornalista e scrittore


BO-NOIR NEL CARTELLONE DI BOLOGNA ESTATE 2026

BO-NOIR fa parte di Bologna Estate 2026, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Territorio Turistico Bologna-Modena.

Produzione e collaborazioni

Bo-noir è una produzione Giostra Film, con il contributo di Gruppo Hera, Coop Alleanza 3.0 e Confesercenti Bologna.

In collaborazione con Card Cultura e Oratorio di San Filippo Neri.

Si ringrazia Libreria Ubik Irnerio.

Biglietti

I biglietti sono disponibili online su Vivaticket, presso Bologna Welcome (Piazza Maggiore 1/E) e, nelle giornate degli appuntamenti, presso l’Oratorio di San Filippo Neri a partire dalle ore 20.15.

Biglietti per l’8 settembre – Nelle notti del Mostro
Acquista su Vivaticket

 

Il Comune di Marzabotto dà il benvenuto al nuovo dirigente scolastico

 



Il Comune di Marzabotto ha accolto il nuovo dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo di Marzabotto, prof. Luigi Di Nuzzo, al quale l’Amministrazione ha rivolto un sincero augurio di buon lavoro.

L’incontro è stato anche l’occasione per esprimere riconoscenza alla dirigente uscente, prof.ssa Fabbri, salutandola con stima per il lavoro svolto nel corso del suo incarico e per i numerosi progetti condivisi con l’Amministrazione comunale.

Un passaggio di consegne che rappresenta un momento significativo per la comunità scolastica e per tutto il territorio: la scuola è infatti un punto di riferimento fondamentale per la crescita delle nuove generazioni e per la costruzione di una comunità sempre più attenta, coesa e partecipata.

Al nuovo dirigente Luigi Di Nuzzo vanno dunque gli auguri per un proficuo percorso professionale a Marzabotto, con l’auspicio di proseguire e rafforzare la collaborazione tra istituzione scolastica, Comune, famiglie e territorio.

venerdì 4 settembre 2026

Un piccolo museo per grandi sognatori

 Il Piccolo Museo della Fiaba e del Racconto torna a Sasso Marconi con la VI edizione. A Colle Ameno, fino al 24 ottobre, otto stanze con allestimenti e scenografie ispirati al tema “Ho visto un Re”



Il Comune informa: 


A Sasso Marconi c’è un luogo magico dove i bambini di tutte le età, ma anche gli adulti, possono viaggiare con la fantasia e scoprire un mondo incantato. È il Piccolo Museo della Fiaba e del Racconto, lo spazio espositivo dedicato al fantastico mondo delle fiabe, allestito per il sesto anno consecutivo nelle antiche stanze di Villa Davia, nel borgo di Colle Ameno.

Il percorso espositivo comprende quest’anno otto sale, con allestimenti scenografici e installazioni site specific ispirati al tema “Ho visto un Re”. Coordinati dall’associazione Ca’ Rossa, gli artisti e le compagnie teatrali coinvolti nel progetto hanno dato forma, attraverso sensibilità, tecniche e mezzi espressivi diversi, alla propria idea di re.


Passando da una stanza all’altra, incontreremo re che vogliono toccare la luna, sovrani che hanno usurpato il potere, re malvagi e codardi. Potremo inoltre interrogare l’Oracolo del Re per conoscere il futuro e perfino auto-incoronarci, sedendo su un ingegnoso trono meccanico.

Quello che attende chi varca la soglia del Museo è dunque un viaggio sensoriale, che cambia e si rinnova continuamente passando da un ambiente all’altro, proprio come accade nelle storie, restituendo ai visitatori le suggestioni e l’incanto di una fiaba.


Inaugurato ieri, 3 settembre, con il taglio del nastro da parte del sindaco Roberto Parmeggiani e un momento di spettacolo – “Deponete le armi!”, performance di Michele Cafaggi e Izumi Fujiwara, concepita come un simbolico inno alla pace – il Museo sarà visitabile fino al 24 ottobre.


Informazioni per la visita

Apertura nei weekend

  • venerdì: 16.00-19.00
  • sabato e domenica: 10.30-13.00 e 16.00-19.00

Biglietto: 3 €
Ingresso gratuito: bambini fino a 3 anni.

È prevista un’apertura straordinaria serale fino alle 22.00 il 5, 6 e 8 settembre, in occasione della Fira di Sdaz.

Per le scuole è possibile effettuare visite guidate su appuntamento, dal lunedì al venerdì mattina, telefonando al 342 7163977.

Biglietto cumulativo docente + classe: 20 €.

Maggiori informazioni sul Museo e sui suoi allestimenti sono disponibili sul sito web del Comune di Sasso Marconi, nella pagina dedicata.

Il Piccolo Museo della Fiaba e del Racconto è un progetto promosso dal Comune di Sasso Marconi e realizzato con il supporto tecnico dell’Associazione culturale Ca’ Rossa.

Gli allestimenti sono stati curati dagli artisti Giovanni Dispenza, Simona Gambaro, Tanja Eick, Alessandro Lucci e Luigi Sermann e dalle compagnie Kuziba e MOMOM.

Progetto luci: Fabrizio Visconti.

Favolando per le Valli: spettacoli per tutta la famiglia

Nei giorni di apertura del Piccolo Museo della Fiaba, Ca’ Rossa Teatro ha inoltre programmato a Colle Ameno una serie di spettacoli gratuiti per bambini, inseriti nel cartellone di “Favolando per le Valli”, la rassegna diffusa di spettacoli, laboratori e narrazioni per tutta la famiglia che tocca diversi comuni del territorio metropolitano.

Il prossimo appuntamento è in programma nel weekend 11-12-13 settembre e si intitola “Cosa c’è dall’altra parte?”. Si tratta di una performance del collettivo Amigdala, sospesa tra gioco e narrazione, in cui Daina Pignatti accompagnerà bambine e bambini dai 3 agli 8 anni in un percorso attraverso le fiabe tradizionali, tra memoria e scoperta.

Lo spettacolo è a numero chiuso, con prenotazione obbligatoria al 342 7163977.

Gli appuntamenti di Favolando per le Valli sono indicati sul sito web del Comune.

Durante le giornate della Fira di Sdaz (4-5-6-8 settembre) il museo propone visite guidate a piccoli gruppi con partenze ogni 40 minuti circa:

• Venerdì 4 ore 18.00-23.00
• Sabato 5 e Domenica 6 ore 10.00-12.30 | 14.30-19.00 | 21.00-22.30
• Martedì 8 ore 19.00-22.30

Dal 11 settembre al 24 ottobre il museo sarà aperto nei seguenti orari:
• Venerdì ore 16.00-19.00
• Sabato e Domenica ore 10.30-13.00 e 16.00-19.00

Referendum sulla caccia: fino all’11 settembre si può firmare



Il Comune di Marzabotto informa:


Fino a venerdì 11 settembre 2026 è possibile sottoscrivere le proposte di referendum abrogativo in materia di caccia e tutela degli animali presso l’Ufficio URP del Comune di Marzabotto, aperto dal lunedì al sabato, nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 12:30.

Per firmare è necessario presentarsi con un documento di identità valido.

I referendum riguardano due quesiti:


Il primo quesito propone l’abrogazione parziale dell’art. 19-ter delle disposizioni di coordinamento e transitorie del Codice penale, eliminando il riferimento alla caccia e alle altre leggi speciali in materia di animali. L’obiettivo è quindi estendere alla materia venatoria la disciplina penale generale prevista contro il maltrattamento degli animali.

Il secondo quesito propone l’abrogazione dell’art. 842 del Codice civile, nella parte che attualmente consente al cacciatore di entrare nei fondi altrui per esercitare l’attività venatoria, salvo le eccezioni previste dalla legge. In caso di abrogazione, l’accesso ai terreni privati per la caccia non sarebbe più garantito dalla norma e richiederebbe il consenso del proprietario.

In sintesi: i due quesiti intervengono, da un lato, sulla tutela penale degli animali rispetto all’attività venatoria e, dall’altro, sul diritto di accesso dei cacciatori ai fondi privati.

Tutte le informazioni e il testo integrale dei quesiti referendari sono disponibili sul sito del Comune di Marzabotto.

La raccolta delle firme è aperta fino all’11 settembre 2026.

Medaglie d’Onore agli Internati Militari Italiani dell'Appennino: seconda puntata

 

di Patrizia Zanasi

Presidente Anei Marzabotto

Il prossimo 21 settembre, presso la Prefettura di Bologna, saranno conferite le Medaglie d’Onore alla memoria di 51 Internati Militari Italiani (IMI) della provincia di Bologna. Fra questi i saldati che partirono dall'Appennino in elenco: 

Bassi Felice.

Felice nacque a Capugnano, frazione di Porretta Terme, il 7 luglio 1918. Era un Carabiniere in servizio presso il 5° Battaglione Legione Trieste, dislocato a Giannina in Grecia dove fu catturato il 9 settembre 1943 e internato nello Stalag I A diStablack, Distretto militare di Königsberg, almeno fino al 2 novembre 1944,  n. matricola 20013. Risulta occupato presso MIAG (Muehlenund Industrie AG) diZschachwitz Dresda, dal’inizio di novembre 1944 fino all’aprile 1945. Quella fabbrica dal 1942 venne riconvertita in produzione di componenti per carri armati; nel 1943-44 lo stabilimento fu inserito nel programma per produrre componenti e trasmissioni per carri armati, cambi per carri Panther, cannoni d’assalto. Fu rimpatriato il 4maggio 1945.

Boni Pacifico.

Pacifico nacque a Pistoia il 25 maggio 1922, la famiglia si trasferì a Molino del Pallone, frazione di Granaglione. Era un Aviere assegnato nel giugno del 1942 al Centro di Istruzione di Basiliano, Udine, successivamente in agosto fu assegnato all’aeroporto di Padova dove fu catturato dalle truppe tedesche il 10 settembre 1943 e internato nello Stalag X B di Sandbostel, Distretto militare di Amburgo, n. matricola158043. Fu rimpatriato l’11 settembre 1945. La nipote Francesca racconta: “In famiglia mi raccontano che mio nonno non amava parlare di quel periodo, camminava di notte e di giorno si nascondeva, ma non aveva piacere di raccontare quello che aveva passato. Poveretto, comunque dopo è riuscito a diventare per un periodo sindaco e poi vicesindaco di Granaglione.”

Fornaciari Dino.

Dino nacque a Granaglione il 1° giugno 1923. Era arruolato nella Guardia alla Frontiera settore 25, 2° Compartimento; fu catturato il 13 settembre 1943 a San Pietro del Carso, Slovenia, e internato nel Distretto militare XX di Danzica. Liberato il 29 marzo 1945, fu rimpatriato il 5 agosto 1945. Nella foto, la tessera di prigioniero lavoratore coatto (Zwangsarbeiter-Ausweis) Documento d’identità di un lavoratore straniero (Ausländer-Ausweis), rilasciato ai nostri militari quando furono trasformati in lavoratori coatti civili.

Ledo Tibuzzi a destra insieme
 ad alcuni commilitoni.


Tibuzzi Ledo

Ledo nacque a Porretta Terme il 4 marzo 1920. Arruolato nel marzo 1940 nella Guardia alla Frontiera settore 1 di Mentone, Francia, dove fu catturato il 19 settembre 1943 e internato nello Stalag XIII C di Hammelburg, distretto militare di Norimberga, n. matricola 17762. Successivamente venne trasferito in vari luoghi della Germania: nel distretto militare IV di Dresda, in Baviera, nel distretto della Bassa Franconia. Risulta occupato presso Kugelfischer Georg Schäfer & Co aSchweinfurt, una delle principali aziende tedesche produttrici di cuscinetti a sfere e di altri tipi che erano fondamentali per l'industria bellica. Fu rimpatriato il 6 settembre 1945. Il figlio Rodolfo racconta: “Riguardo la prigionia in Germania, mio babbo lavorava in una fabbrica vicino al campo. Mi raccontava che per mangiare, quando capitava l'occasione, rubava il mangiare dalle ciotole dei cani, e le patate che i tedeschi buttavano nei letamai. Mi ricordo che quando facevo il difficile per mangiare, mi diceva: “Ti ci vorrebbero due anni di Germania!” 

Mattioli Domenico .

Domenico nacque a Montese, ( Mo), il 26 novembre 1924,  risiedeva a Castel d’Aiano. Era arruolato nell’11° Reggimento Alpini a Brunico dove fu catturato il 12 settembre 1943 e internato nello Stalag X B di Sandbostel, trasferito nello Stalag secondario X C di Rohrsen, Distretto militare di Amburgo, n. matricola 153660. Fu rimpatriato il 14 settembre 1945. Lettera dallo Stalag X B “28.5.44: Carissima Fidanzata (Ferri Agnese n.d.a) era un po di tempo che non sapevo tue notizie ora o ricevuto tue notizie il 15.5.44e la quale sento che stai bene e o molto piacere. Ora tinvio questa lettera per dirti che sono ancora al mondo sarebbe meglio che fosse finito tanto tempo fa per me cosi avrei sofferto meno la vita. Ora schrivendo questa lettera mi e venuto in mente che tu sarai andata alla funzione a brasa e io qui che mi tocca lavorare anche la Domenica chi non vuole prendere calci nel sedere ora si passano bene le Domeniche fa meno freddo di Maggio col pastrano cosi e la vita bella dove mi trovo non posso dirlo. Se ti arriva non lo so perche lo sai. Ora sento che ai fatto sapere alla mia famiglia con il pacco e non ne o ricevuto neanquno tralascio di schrivere col salutarti. Ora se voi schrivere con questo  indirizzo puoi schrivere lettere perche io me ne danno una al mese se sei di quore schrivi spero non avere notizie di questa lettera che finisce prima ciao e baci e bacioni non guardare lo scritto perche lebbraccia non mi tengono piu se un …cambi e saluti a italo ciao baci.”

Pedrini Armando 

Pedrini Armando nacque a Castel d’Aiano il 6 marzo 1922, la famiglia pare si sia trasferita a Vergato fino al 1938. Carabiniere in servizio a Marzabotto dove, dopo l’armistizio, venne catturato insieme ai suoi commilitoni dai soldati tedeschi e internato in Germania in Stalag sconosciuto. Fu sottoposto a visita medica di controllo da parte degli alleati il 29 luglio 1945 e successivamente rimpatriato a Grizzana.Nella foto, la scheda compilata dagli alleati al momento della visita .