giovedì 2 aprile 2026

Vergato, incontro pubblico sul post-referendum e le prospettive politiche

 



Si terrà venerdì 3 aprile alle ore 18, presso il ristorante “Da Noi” di Vergato, l’iniziativa dal titolo “Una vittoria popolare, una nuova agenda per l’Italia”, promossa nell’ambito delle attività del Partito Democratico.

L’appuntamento sarà dedicato a un confronto sulle prospettive politiche successive al referendum, con particolare attenzione alle proposte per un Paese più giusto, forte e coeso. A moderare l’incontro sarà il giornalista Francesco Fabbriani, della redazione di Notizie dalle Valli del Reno e del Setta. Risponderanno alle domande il deputato Andrea De Maria e Cesare Savigni, segretario del PD Appennino.

L’iniziativa si propone come momento di dialogo con il territorio e i cittadini. Al termine è prevista una cena di autofinanziamento.

Addio alla carta d’identità cartacea: dal 3 agosto 2026 sarà valida solo la CIE

 



di Roberto Giusti

 

Dal 3 agosto 2026 le carte d’identità cartacee non saranno più valide, indipendentemente dalla data di scadenza riportata sul documento. A stabilirlo è il Regolamento (UE) 2019/1157, che introduce standard uniformi di sicurezza per i documenti di identità nei Paesi membri. Da quella data, l’unico documento riconosciuto sarà la Carta d’Identità Elettronica (CIE), necessaria sia per l’identificazione sul territorio nazionale sia per l’espatrio.

La normativa europea prevede l’eliminazione progressiva dei documenti meno sicuri, come quelli cartacei, ritenuti più facilmente falsificabili. Anche se formalmente ancora in corso di validità, le vecchie carte d’identità non potranno più essere utilizzate né in Italia né all’estero.

La Carta d’Identità Elettronica, già diffusa su larga scala negli ultimi anni, offre infatti maggiori garanzie di sicurezza grazie a microchip e sistemi anticontraffazione avanzati. Inoltre, consente l’accesso ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione, integrandosi con i sistemi di identità digitale.

L’appello del Comune di Vergato

In vista della scadenza, il Comune di Vergato invita i cittadini ancora in possesso della carta cartacea a richiedere per tempo la nuova CIE, così da evitare rallentamenti e sovraccarichi degli uffici nei mesi immediatamente precedenti al termine del 3 agosto 2026.

Il rilascio del documento avviene presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP), esclusivamente su appuntamento. Gli orari di apertura sono:

  • dal lunedì al venerdì dalle 8:30 alle 12:30
  • il giovedì anche nel pomeriggio, dalle 15:30 alle 17:30

Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare l’ufficio al numero 051 6746711 oppure via email all’indirizzo urp@comune.vergato.bo.it.

Per ottenere la Carta d’Identità Elettronica è necessario presentarsi allo sportello comunale con una fototessera recente, il codice fiscale e un documento di riconoscimento valido (o, in mancanza, due testimoni). Il documento non viene rilasciato immediatamente: viene prodotto dal Poligrafico dello Stato e spedito a casa del richiedente entro pochi giorni.

Costi, modalità aggiornate e ulteriori dettagli sono disponibili sul portale ufficiale del Ministero dell’Interno dedicato alla Carta d’Identità Elettronica.

Il passaggio definitivo alla CIE rappresenta un ulteriore passo nel processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana ed europea. Oltre a rafforzare la sicurezza dei documenti personali, il nuovo sistema punta a semplificare l’accesso ai servizi online, riducendo progressivamente l’uso di supporti cartacei e migliorando l’efficienza amministrativa.

Moneta commemorativa “Fontana del Nettuno – Bologna” (2026)

 



Una moneta celebrativa in oro dedicata a uno dei simboli monumentali della città di Bologna: la celebre Fontana del Nettuno. L’emissione rende omaggio alla scultura manierista realizzata nel XVI secolo da Giambologna, capolavoro dell’arte rinascimentale italiana.

Caratteristiche tecniche

·         Materiale: Oro 900‰

·         Valore nominale: 10 euro

·         Prezzo di emissione: 399,00 €

·         Diametro: 13,85 mm

·         Peso: 3 g

·         Bordo: zigrinatura continua

·         Confezionamento: astuccio


Descrizione artistica

Dritto
Al centro della moneta è raffigurata la Fontana del Nettuno. Lungo il bordo compare la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”. In basso a destra è presente la firma dell’autore, “U. PERNAZZA”.

Rovescio
Il rovescio presenta due dettagli della fontana:

·         una nereide sulla sinistra;

·         un putto che regge una figura marina sulla destra.

Le due figure sono racchiuse all’interno di una cornice decorativa. Sotto il putto compaiono:

·         la lettera “R”, marchio della Zecca di Roma;

·         il valore nominale “10 EURO”.

Nel giro della moneta è riportata la scritta “FONTANA DEL NETTUNO”, mentre nella parte inferiore figurano “2026”, anno di emissione, e “BOLOGNA”, città che ospita la fontana.

Disponibilità

Nel caso in cui la moneta si esaurisca durante la fase di prevendita, sarà comunque possibile acquistarla il giorno dell’emissione ufficiale (indicato come Data disponibilità nella pagina descrittiva).

In quella data un ulteriore quantitativo di esemplari sarà reso disponibile:

·         online,

·         presso il punto vendita Spazio Verdi della Zecca, in Piazza G. Verdi 1 a Roma.


IL NETTUNO

In una moneta l’opera del Giambologna

La Fontana del Nettuno, uno dei simboli più importanti di Bologna, entra a far parte della Collezione numismatica 2026. La nuova moneta da 10 euro della serie “Fontane d’Italia” rende omaggio all’icona di piazza del Nettuno, nata dalla collaborazione tra Giambologna e Tommaso Laureti.

La moneta, coniata in oro 900‰ e realizzata in finitura Proof, in soli 1.500 esemplari, appartiene alla categoria delle micromonete, e riproduce nel tondello di soli 13,85 mm il dinamismo del monumento.

Sul dritto è raffigurata la Fontana del Nettuno, mentre il rovescio propone due dettagli del monumento: a sinistra una nereide, a destra un putto che regge una figura marina, entrambi racchiusi all’interno di una cornice che richiama la struttura della vasca.

La moneta è realizzata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Bonus Asilo Nido 2026: domande semplificate e contributo fino a 3.600 euro



Con il messaggio n. 1136 del 31 marzo 2026, l’INPS ha annunciato l’apertura del servizio per la presentazione delle domande del Bonus Asilo Nido 2026, introducendo importanti novità che rendono la procedura più semplice e accessibile per le famiglie.

La principale innovazione riguarda la modalità di richiesta: a partire dal 2026 sarà sufficiente presentare una sola domanda, valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni. Un cambiamento significativo che riduce gli adempimenti burocratici e semplifica la gestione del beneficio nel tempo.

La domanda deve essere inoltrata dal genitore che sostiene il pagamento della retta, esclusivamente in modalità telematica attraverso il portale dell’INPS, utilizzando credenziali SPID, CIE o CNS, oppure tramite gli istituti di patronato. Resta comunque necessario, per ciascun anno, indicare le mensilità per le quali si intende richiedere il contributo e caricare la documentazione di spesa entro il 30 aprile dell’anno successivo.

Il contributo può raggiungere un massimo di 3.600 euro annui, con importi determinati in base all’ISEE per prestazioni familiari e per l’inclusione, calcolato al netto delle somme percepite per l’Assegno Unico e Universale.

Il Bonus è riconosciuto esclusivamente per la frequenza di strutture educative autorizzate per la fascia 0-3 anni, tra cui asili nido, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi domiciliari. L’INPS effettuerà verifiche sull’abilitazione delle strutture, consultando gli elenchi ufficiali o richiedendo conferma agli enti competenti. In assenza dei requisiti, il contributo non sarà erogato.

Per accelerare le verifiche, è consigliabile che le famiglie richiedano alla struttura educativa i riferimenti precisi dell’autorizzazione da inserire nella domanda.

È inoltre prevista una misura specifica per i bambini affetti da gravi patologie croniche che impediscono la frequenza del nido: in questi casi, il genitore residente e convivente può richiedere un contributo per forme di assistenza domiciliare.

Per ulteriori informazioni è possibile consultare la circolare n. 29 del 27 marzo 2026 e il messaggio n. 1136 del 31 marzo 2026 disponibili sul portale dell’INPS.


mercoledì 1 aprile 2026

Suviana, due anni dopo la strage: tre piani ancora sommersi, indagini a rilento

 



A due anni dalla tragedia del 9 aprile 2024 alla centrale idroelettrica di Bargi, sul lago di Suviana, le indagini procedono con difficoltà mentre una parte dell’impianto resta ancora inaccessibile. L’esplosione sotterranea che costò la vita a sette lavoratori e ne ferì altri sei, impegnati nel collaudo di un generatore, continua infatti a essere avvolta da interrogativi tecnici irrisolti.

L’acqua invade tuttora la struttura: gli interventi effettuati finora hanno consentito di svuotare e bonificare fino al piano -6, ma gli ultimi tre livelli, dal -7 in poi, restano sommersi e quindi preclusi a periti e inquirenti.

Al momento sono cinque gli indagati — tre appartenenti a Enel e due a società esterne — accusati, a vario titolo, di disastro colposo, omicidio colposo plurimo sul lavoro e lesioni colpose sul lavoro. L’inchiesta è coordinata dalla pm Michela Guidi, affiancata dalla collega Anna Sessa, sotto la supervisione della procuratrice aggiunta Morena Plazzi.

Nell’ambito della consulenza tecnica disposta dalla Procura, i sommozzatori dei vigili del fuoco sono riusciti a recuperare al piano -6 cinque dispositivi elettronici, potenzialmente utili per ricostruire la dinamica dell’esplosione. Tuttavia, per ottenere un quadro completo sarà necessario raggiungere i livelli inferiori e recuperare ulteriore materiale tecnologico, nella speranza che i dati siano ancora utilizzabili.

Il via libera alla bonifica dei piani più profondi spetta al tavolo amministrativo composto da vigili del fuoco, Ausl, Arpae e Regione, chiamato a verificare le condizioni di sicurezza. Al momento, però, tali condizioni non risultano soddisfatte.

Per questo la Procura ha richiesto alle istituzioni locali e sanitarie coinvolte un cronoprogramma dettagliato degli interventi futuri, con l’indicazione dei tempi necessari per rendere accessibili i livelli sommersi. Il documento è atteso entro la fine del mese: se dovesse risultare insufficiente o non rispondente alle esigenze investigative, i magistrati potrebbero decidere di chiudere le indagini sulla base degli elementi finora raccolti.

Nel frattempo, secondo quanto emerge, tutte le parti offese sarebbero già state risarcite da Enel e non parteciperebbero quindi a un eventuale processo.