venerdì 29 maggio 2026

Guardia di Finanza, stretta su lavoro nero e caporalato: nel 2025 scoperti 28mila lavoratori irregolari

 12mila lavoratori “in nero” e 16mila  irregolari



La Guardia di Finanza informa:


Prosegue l’azione delle Fiamme Gialle  contro il lavoro nero, il caporalato e le frodi legate all’intermediazione illecita di manodopera. Nel corso del 2025 i Reparti del Corpo hanno individuato circa 12mila lavoratori completamente “in nero” e oltre 16mila lavoratori irregolari.

Nello stesso periodo sono state accertate fatture per operazioni inesistenti legate a fenomeni di illecita esternalizzazione della manodopera per un valore complessivo di circa 980 milioni di euro. Le attività investigative hanno portato alla denuncia di 774 persone per reati tributari, con 10 arresti, e all’esecuzione di sequestri per oltre 186 milioni di euro.

Sul fronte dello sfruttamento lavorativo, sono state denunciate 128 persone per il reato di caporalato previsto dall’articolo 603-bis del Codice Penale, con 5 arresti. Le indagini hanno consentito di individuare 1.224 vittime di sfruttamento.

Ulteriori interventi hanno riguardato:

  • 64 persone denunciate per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Decreto Legislativo 286/1998;
  • 225 persone denunciate per impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, ai sensi dell’articolo 22, commi 12 e 12-bis, dello stesso decreto.

Dove si concentra l’azione della Guardia di Finanza

Nel 2025 l’attività della Guardia di Finanza si è concentrata sia sul contrasto al cosiddetto “lavoro nero”, ossia rapporti di lavoro totalmente non dichiarati, sia sulle forme di lavoro irregolare caratterizzate da apparente regolarità formale ma da condizioni economiche e contrattuali difformi rispetto a quelle effettivamente applicate.

L’obiettivo dell’azione del Corpo non è soltanto reprimere le violazioni in materia lavoristica, ma anche individuare più ampi circuiti di illegalità economica capaci di produrre danni all’erario, alterare la concorrenza e comprimere i diritti dei lavoratori.

I controlli puntano quindi al recupero di imposte e contributi evasi e all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente. L’attività operativa si sviluppa attraverso ispezioni amministrative, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio elaborate dai Reparti Speciali e servizi di controllo economico del territorio.

Particolare attenzione viene riservata ai sistemi di interposizione illecita di manodopera, spesso realizzati tramite società “serbatoio” create per abbattere artificialmente il costo del lavoro attraverso il mancato versamento di imposte e contributi. Si tratta di meccanismi fraudolenti che producono gravi distorsioni del mercato, favoriscono forme di dumping salariale e determinano condizioni di forte precarietà per i lavoratori coinvolti.

L’azione del Corpo interessa inoltre il contrasto al caporalato, all’impiego di lavoratori irregolari e alle frodi nel settore agricolo finalizzate all’ottenimento indebito di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Le principali operazioni del 2025

Milano, sequestro da 46 milioni nel settore trasporti e spedizioni

Nel gennaio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha eseguito un decreto di sequestro preventivo da oltre 46 milioni di euro nei confronti di una società appartenente a un gruppo operante nel settore dei trasporti e delle spedizioni.

Secondo gli investigatori, la società avrebbe utilizzato, tra il 2022 e il 2023, fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse da società appaltatrici di servizi, attraverso contratti simulati finalizzati a schermare una reale somministrazione di manodopera.

Torino, sequestri per 26,5 milioni nel settore della logistica

Nel settembre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 9 persone fisiche e 10 società, per un valore complessivo di 26,5 milioni di euro.

Le indagini hanno ricostruito un articolato sistema di somministrazione illecita di manodopera mascherata da fittizi contratti di appalto di servizi, attuato da due gruppi societari operanti prevalentemente nel settore della logistica.

Gli investigatori hanno accertato oltre 100 milioni di euro di fatture relative a operazioni inesistenti nel periodo 2018-2023. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione e omesso versamento dell’IVA.

Reggio Emilia, frodi fiscali e sequestri per 70 milioni

Nel febbraio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Emilia, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito in tutta Italia un sequestro preventivo da circa 70 milioni di euro.

L’inchiesta ha coinvolto 179 indagati e circa 400 aziende, di cui 40 risultate fittizie. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato attraverso emissione di fatture false, cessione di crediti fittizi, somministrazione illecita di manodopera e frodi ai danni dello Stato e dell’INPS.

Contestati anche i reati di riciclaggio e autoriciclaggio.

Biella, indagine sullo sfruttamento di lavoratori stranieri

Nel mese di ottobre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Biella ha concluso una complessa indagine su sfruttamento lavorativo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e subappalto non autorizzato.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un operaio straniero rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro. Le successive indagini hanno permesso di ipotizzare situazioni di caporalato nei confronti di diversi lavoratori stranieri in stato di bisogno, costretti — secondo quanto emerso — a turni massacranti, privi di adeguati riposi e ferie, in condizioni igieniche precarie e senza adeguate protezioni individuali.

Gli investigatori hanno inoltre contestato episodi di minacce e violenze nei confronti dei lavoratori che tentavano di protestare contro le condizioni imposte.

Sicurezza nelle scuole di Borgonuovo, la denuncia di una madre arriva in Consiglio comunale



Ha suscitato ampio dibattito in questi giorni la denuncia pubblicata su Facebook da una madre, preoccupata per la presenza sospetta di un individuo all’interno dell’area cortiliva e ricreativa delle scuole elementari e materne di Borgonuovo di Sasso Marconi, frequentate dal figlio.

Nel suo intervento, la donna ha evidenziato la mancanza di controlli adeguati e di strutture in grado di impedire un facile accesso all’area scolastica, chiedendo maggiori garanzie di sicurezza e un intervento da parte delle autorità competenti nella gestione del plesso.

La segnalazione è stata raccolta dal capogruppo di opposizione in Consiglio comunale, Stefano Pedrelli, che ha riferito di essersi recato personalmente presso le scuole interessate per verificare la situazione.

«Mi è sembrato di capire che la carenza strutturale sia facilmente risolvibile e con costi contenuti», ha dichiarato Pedrelli. «L’area presenta diversi punti di accesso e questo facilita intrusioni inopportune. Garantire la legittima richiesta di sicurezza avanzata dalla madre non appare particolarmente impegnativo».

Il consigliere ha inoltre annunciato la presentazione di un’interrogazione alla giunta comunale per sollecitare un intervento sul tema della sicurezza del plesso scolastico.

Il ruzzolone protagonista in Appennino: a Cereglio il Campionato provinciale

 


di Davide Bazzigotti


Il ruzzolone ancora una volta protagonista sull’Appennino bolognese con il Campionato Provinciale A/B/C della sezione di Bologna, andato in scena sulle piste di Cereglio a Vergato grazie all’organizzazione della ASD Ruzzolone Santa Lucia.

Campi da gioco nel Parco
dei noci di Bologna

A contendersi il titolo sono state le squadre della ASD Santa Lucia, della ASD 2 Torri e della ASD Montese, impegnate in gare individuali e a coppie che hanno richiamato numerosi appassionati e sostenitori di una delle discipline più antiche del territorio.

ASD Santa Lucia Ruzzolone

Questi i vincitori delle diverse categorie:

·         Categoria A coppie: Davide Turrini e Daniel Radu (ASD Montese)

·         Categoria B coppie: Luca Bernardoni e Oscar Borrelli (ASD Montese)

·         Categoria C coppie: Mattia Biagi e Raffaele Ferroni (ASD Montese)

·         Categoria A individuale: Giovanni Donini (ASD Santa Lucia)

·         Categoria B individuale: Luigi Ranucci (ASD Montese)

·         Categoria C individuale: Raffaele Ferroni (ASD Montese)



“Al rùzlùn”, il ruzzolone consiste nel lancio di un robusto disco di legno guidato da una corda lungo  vie poco trafficate o in campi attrezzata all’aperto. I protagonisti  si spostano lungo il percorso con il procedere del gioco dove tecnica, precisione ed esperienza risultano fondamentali nel riuscire a far rimanere sul tracciato il disco, in particolare nel fargli affrontare con precisione le curve. Se il ruzzolone esce dal tracciato deve ripartire da dove è finito con evidente aggravio. L’obiettivo è raggiungere il traguardo con il minor numero possibile di lanci.

Secondo la tradizione popolare, in passato il disco sarebbe stato ricavato da forme di formaggio stagionato, anche se non esistono conferme storiche certe. Nato come passatempo lungo strade e percorsi di campagna, il ruzzolone si è trasformato nel tempo in una disciplina sportiva organizzata, con campionati e tornei ufficiali, mantenendo una forte diffusione soprattutto nell’Appennino emiliano e in diverse aree del Centro Italia.

Alla manifestazione erano presenti anche i rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Vergato: per l’assessorato allo Sport, Roberto Giusti, e l’assessora al Turismo Chiara Ronchetti. Entrambi hanno espresso apprezzamento per il lavoro svolto dalla ASD Santa Lucia Ruzzolone nell’organizzazione dell’evento e nella promozione della disciplina, sottolineando in particolare l’impegno quotidiano dell’associazione sul territorio, anche attraverso attività rivolte alle scuole e alle nuove generazioni, con l’obiettivo di mantenere viva una storica tradizione sportiva e culturale dell’Appennino.

Cat.A coppie,  Turrini Davide e Radu Daniel

Cat.B coppie Bernardoni  Luca Borelli Oscar

Cat C ASD. Biagi Mattia Ferroni Raffaele


Cat.A individuale  Donini Giovanni

Cat.B individuale  Ranucci Luigi

Cat.C individuale Ferroni Raffaele

Enti locali, Unioni e servizi ai cittadini: in Consiglio comunale il confronto sul futuro del territorio

 


di Daniela Tesol


Nel corso del Consiglio comunale del 28 maggio si è aperto un ampio confronto sul futuro degli enti locali, sulla gestione associata dei servizi e sulla necessità di fornire risposte sempre più concrete ai cittadini.

Al centro del dibattito il tema delle Unioni dei Comuni: da una parte enti più piccoli ma con maggiori possibilità di prossimità amministrativa, dall’altra strutture più grandi e organizzate, ritenute in grado di garantire servizi più efficienti. Un confronto che ha evidenziato come molti Comuni si trovino oggi in condizioni di difficoltà e squilibrio, soprattutto nella gestione dei servizi fondamentali, tra cui quelli educativi.

Particolare attenzione è stata dedicata alla situazione dell’Unione Valsamoggia e di Sasso Marconi, con la decisione degli uffici verbali della Polizia Locale di distaccarsi dall’Unione stessa. Una scelta definita da diversi interventi come un segnale negativo, indice di criticità organizzative e amministrative che non possono essere sottovalutate.

Nel corso della discussione si è affrontato anche il tema delle fusioni tra Comuni e delle stesse Unioni, sottolineando la necessità di rendere questi percorsi più solidi attraverso leggi efficaci e strumenti concreti capaci di premiare i Comuni virtuosi, ovvero quelli in grado di fungere da “locomotiva” per il territorio e trainare gli altri enti verso modelli di gestione più efficienti.

Dal dibattito è emersa inoltre la richiesta di una vera riforma degli enti locali, finalizzata a ridurre la burocrazia e a restituire centralità alla volontà politica e alla capacità decisionale delle amministrazioni. È stato evidenziato come l’esperienza dell’Unione, nata dalla collaborazione tra cinque Comuni, venga oggi considerata da molti un modello che non ha raggiunto gli obiettivi inizialmente prefissati.

Un altro passaggio rilevante ha riguardato il valore dei servizi concreti alle persone: al centro non devono esserci soltanto le strutture amministrative, ma soprattutto la capacità di offrire risposte reali ai cittadini, alle famiglie e ai territori.

Nel confronto si è parlato anche della trasformazione di ASC (Azienda Speciale Consortile)  in ASP ( Azienda pubblica Servizi alla Persona) e dell’importanza della commissione mensa scolastica, considerata uno strumento fondamentale per garantire partecipazione, ascolto e coinvolgimento delle famiglie nelle scelte.

Il Consiglio si è così concluso con una riflessione condivisa sulla necessità di costruire amministrazioni più efficienti, meno burocratiche e maggiormente vicine ai bisogni reali delle persone, attraverso una politica capace di programmare il futuro del territorio con responsabilità e concretezza.

L’ex Vivaio Forestale delle Cottede riapre grazie all’associazione Boschilla

 Casa della montagna e per la montagna




L’ex Vivaio Forestale delle Cottede, immerso nei boschi a sud di Castiglione dei Pepoli, a ridosso del confine toscano, si prepara a una nuova vita. Si tratta di un luogo suggestivo e ricco di potenzialità che, negli ultimi anni, è stato interessato da interventi di riqualificazione finanziati dalla Regione Emilia-Romagna e dal Parco Regionale dei Laghi di Suviana e Brasimone.

Recentemente è stato pubblicato l’avviso pubblico per l’affidamento della gestione della struttura e, nelle scorse settimane, l’associazione Boschilla si è aggiudicata ufficialmente il bando rivolto alle associazioni senza scopo di lucro con sede a Castiglione dei Pepoli per l’utilizzo e la gestione del punto tappa dell’Alta Via dei Parchi denominato “Cottede”.


Attiva da anni sul territorio, Boschilla punta a trasformare questo spazio in una vera e propria casa della montagna e per la montagna. Oltre alla foresteria e al punto informazioni previsti dal bando, le Cottede diventeranno infatti anche rifugio e centro culturale: un nuovo presidio territoriale dedicato a cultura, socialità, accoglienza, benessere e attività formative rivolte sia alle comunità locali sia ai visitatori delle montagne dell’Appennino.

L’associazione sta lavorando in queste settimane per inaugurare la struttura già durante l’estate. La gestione sarà affidata a Boschilla per i prossimi cinque anni.

Nelle immagini diffuse dall’associazione compaiono Riccardo Franchini e Andrea Chiloiro insieme al gruppo di ricerca-azione della Scuola di Ecologia Politica in Montagna durante un sopralluogo alle Cottede. La Scuola rappresenta uno dei principali progetti scientifici e culturali promossi da Boschilla e, negli ultimi sette anni, ha portato a Castiglione dei Pepoli centinaia di studiosi, esperti e appassionati di montagna provenienti da tutta Italia.

L’associazione annuncia infine che presto verrà organizzato un momento pubblico di festa e condivisione, durante il quale saranno presentati ulteriori dettagli e informazioni sulle attività e sulle modalità di fruizione delle Cottede.