Torna al centro del dibattito pubblico il futuro
urbanistico e ambientale dell'area ex Pedretti. Il Circolo Legambiente
SettaSamoggiaReno APS esprime «profonda preoccupazione» e manifesta la
propria contrarietà al progetto edilizio previsto nella zona, che comporterebbe
l'abbattimento di numerose alberature mature per la realizzazione di un
parcheggio interrato.
Secondo
l'associazione ambientalista, alle criticità già evidenziate nei mesi scorsi si
aggiunge anche il tema dell'accordo di compensazione urbanistica, che prevede
la delocalizzazione di una parte della superficie edificabile nell'area della
Marullina, tra le vie Zacconi e Rubini. Una scelta che, secondo Legambiente,
rischia di aggravare il carico urbanistico di un quartiere già densamente
edificato e carente di adeguate infrastrutture verdi, alimentando le
preoccupazioni dei residenti.
Ulteriori
perplessità riguardano inoltre l'ipotesi di cessione di un immobile comunale,
che, secondo il Circolo, comporterebbe una riduzione degli spazi a disposizione
della collettività a vantaggio dell'interesse privato. L'associazione ritiene
invece che tali immobili debbano essere recuperati e destinati a funzioni
pubbliche e servizi per i cittadini.
Il
valore strategico del patrimonio arboreo
Nel
comunicato, Legambiente richiama l'attenzione sul ruolo fondamentale del verde
urbano in una fase storica caratterizzata dall'aggravarsi della crisi
climatica. Le temperature estive sempre più elevate, le frequenti ondate di
calore e il fenomeno delle isole di calore urbane rappresentano, secondo
l'associazione, un'emergenza ambientale e sanitaria che colpisce soprattutto le
persone più fragili.
Per
questo motivo, il patrimonio arboreo cittadino non può essere considerato un
semplice elemento ornamentale, ma una vera e propria infrastruttura verde. Gli
alberi ad alto fusto presenti nell'area ex Pedretti, sottolinea il Circolo,
svolgono funzioni ecosistemiche essenziali — dalla mitigazione del calore
all'assorbimento di anidride carbonica, fino alla regolazione delle acque
meteoriche — che non possono essere compensate, almeno nel breve e medio
periodo, dalla messa a dimora di nuovi alberi, spesso caratterizzati da elevate
percentuali di mortalità nei primi anni di vita.
La
tutela del Teatro Laura Betti
L'associazione
richiama inoltre l'attenzione sul valore storico, culturale e identitario
rappresentato dal Teatro Laura Betti, ritenendo che il nuovo
intervento edilizio possa incidere negativamente sul contesto urbano che lo
circonda, compromettendone il decoro, la fruibilità e la visibilità.
A
sostegno di questa posizione viene ricordato anche il parere espresso dalla
Soprintendenza nel settembre 2024, nel quale erano già state evidenziate
criticità relative alla tutela del contesto storico e paesaggistico dell'area.
La
proposta: rigenerare le aree già compromesse
Come
alternativa, il Circolo Legambiente propone di valutare la delocalizzazione
dell'intervento in aree dismesse, ex siti industriali o superfici già
impermeabilizzate, privilegiando interventi di autentica rigenerazione urbana
piuttosto che il consumo di suolo e la perdita di patrimonio arboreo.
«Sviluppare
la città senza sacrificare il verde esistente – sostiene l'associazione – è
oggi una scelta non solo possibile, ma necessaria e non più rinviabile.»
L'appello
alle istituzioni
Il
comunicato si conclude con un appello rivolto all'Amministrazione comunale e
agli altri enti competenti affinché venga avviato un confronto aperto con la
cittadinanza e con le associazioni del territorio.
Legambiente
auspica che le istituzioni sappiano tenere conto delle istanze ambientali e
della crescente sensibilità della comunità locale, orientando le future scelte
urbanistiche verso un modello di sviluppo più sostenibile, capace di coniugare
tutela del verde, qualità urbana e interesse pubblico. Il Circolo conferma
infine la propria disponibilità al dialogo con l'Amministrazione comunale.