domenica 30 agosto 2026

A Sasso Marconi la prima gara MTB “Giovanissimi” dedicata a Luisa Teresa Acquadernini

 Domenica 6 settembre 2026 l’Agriturismo Rio Verde ospita una giornata dedicata alle giovani promesse della mountain bike. In programma il primo Trofeo Luisa Teresa Acquadernini, con ritrovo alle 9 e partenza della gara alle 10.30.




Sarà una domenica all’insegna dello sport giovanile e della mountain bike quella in programma il 6 settembre 2026 a Sasso Marconi, dove è attesa la Gara MTB Giovanissimi – 1° Trofeo Luisa Teresa Acquadernini.

La manifestazione avrà come punto di riferimento l’Agriturismo Rio Verde, sede individuata per lo svolgimento dell’evento e per le attività organizzative della giornata. L’appuntamento si rivolge alle categorie giovanili della mountain bike, offrendo ai più giovani l’opportunità di cimentarsi su un percorso dedicato e di vivere una giornata di sport e socialità.

Il programma prevede il ritrovo alle ore 9, seguito alle 10 dalla riunione tecnica e, alle 10.30, dalla partenza della gara. Una scansione oraria pensata per consentire agli atleti e alle società partecipanti di completare con ordine le procedure preliminari prima dell’avvio delle competizioni.

La manifestazione porta il nome di Luisa Teresa Acquadernini, alla quale viene dedicato questo primo trofeo, e si inserisce nel calendario delle iniziative rivolte alla promozione della mountain bike tra i giovanissimi.

A sostenere l’appuntamento figurano, tra gli altri, i riferimenti alla Federazione Ciclistica Italiana, a Fattore K e alle realtà sportive e associative riportate nella locandina.

Per informazioni e prenotazioni è disponibile anche il contatto WhatsApp 328 326 4096.

Il 1° Trofeo Luisa Teresa Acquadernini si prepara dunque a trasformare l’area dell’Agriturismo Rio Verde in un punto di incontro per giovani biker, famiglie, società sportive e appassionati, con l’obiettivo di coniugare competizione, divertimento e valorizzazione dello sport giovanile sul territorio di Sasso Marconi.


Allerta amianto, giocattolo con sabbia contaminata da tremolite: “Massima diffusione”

 Il Ministero della Salute ha segnalato attraverso il sistema europeo Safety Gate un giocattolo elastico contenente sabbia contaminata da tremolite, un minerale appartenente al gruppo degli amianti. Il prodotto, destinato ai bambini, potrebbe essere stato distribuito anche in Italia. Lo Sportello Amianto Nazionale invita Comuni, scuole, asili nido e famiglie alla massima attenzione.



Un giocattolo destinato all'infanzia contiene sabbia contaminata da tremolite, un minerale appartenente al gruppo degli amianti. La segnalazione, classificata come “rischio serio”, è stata effettuata dalla Germania e inserita nel sistema europeo Safety Gate con il numero SR/01963/26. La notifica è stata validata e diffusa il 2 luglio 2026.

Il Ministero della Salute ha trasmesso la comunicazione alle Regioni e alle Province autonome, richiamando l'attenzione sulla possibile presenza del prodotto anche in strutture destinate all'infanzia. Il giocattolo potrebbe infatti essere già stato acquistato da famiglie, scuole, asili nido e altre strutture frequentate da minori.

Da qui l'appello dello Sportello Amianto Nazionale APS alle Amministrazioni comunali affinché l'informazione venga diffusa in modo tempestivo e capillare sul territorio, raggiungendo cittadini, famiglie, istituti scolastici, servizi educativi e strutture pubbliche e private per l'infanzia.


Il giocattolo segnalato

La notifica europea identifica il prodotto come un giocattolo elastico a forma di carota, di colore arancione, riempito di sabbia. È lungo circa 17 centimetri e può essere tirato e deformato in diverse direzioni.

I principali elementi identificativi sono:

·         Marca: Trendhaus

·         Modello: 967176

·         Lotto: 2025 = CH33287

·         Codice a barre (EAN): 4032722967176

·         Tipologia: giocattolo elastico a forma di carota, riempito di sabbia

·         Paese di origine: Repubblica Popolare Cinese

·         Quantitativo interessato: 30.024 pezzi

·         Destinazione: tra i Paesi indicati figura anche l'Italia

·         Classificazione del rischio: serio

Il problema riguarda la sabbia contenuta all'interno del giocattolo, nella quale è stata rilevata tremolite. Il prodotto può inoltre rompersi, con conseguente possibile fuoriuscita del materiale di riempimento.

Secondo la notifica europea, il giocattolo non rispetta i requisiti previsti dalla Direttiva 2009/48/CE sulla sicurezza dei giocattoli.

È importante, tuttavia, circoscrivere correttamente l'allerta: la segnalazione non riguarda genericamente tutti i giocattoli a forma di carota o tutti i giochi elastici, ma lo specifico prodotto identificato dalla notifica Safety Gate SR/01963/26 e, in particolare, il materiale di riempimento contaminato.

Cosa fare se il giocattolo è integro

Chi possiede un prodotto che corrisponde alla descrizione e ai dati identificativi della notifica è invitato a sospenderne immediatamente l'utilizzo e a non consentirne l'accesso ai bambini.

In particolare, è opportuno:

·         non aprire, tagliare o forare il giocattolo;

·         evitare manipolazioni non necessarie;

·         non tentare di svuotarlo o di rimuovere autonomamente la sabbia;

·         verificare con il rivenditore o con il soggetto presso cui è stato acquistato le modalità previste per la restituzione o il richiamo del prodotto;

·         qualora non sia possibile risalire al venditore, rivolgersi alla ASL/ATS territorialmente competente per conoscere le procedure previste dalle autorità locali;

·         prima di trasportare autonomamente il giocattolo verso un centro di raccolta, contattare il Comune o il gestore locale dei rifiuti per verificare le modalità corrette di conferimento.

Attenzione allo smaltimento

Il giocattolo non deve essere gettato autonomamente nei normali rifiuti domestici, nell'indifferenziato, nella plastica o in altri ordinari flussi di raccolta, almeno fino a quando non siano state fornite indicazioni precise dalle autorità competenti sulle modalità di riconsegna o smaltimento.

La nota ministeriale richiama infatti la necessità di definire e comunicare ai consumatori le procedure da seguire.

Se il giocattolo è rotto e la sabbia è fuoriuscita

La situazione richiede particolare prudenza.

In caso di rottura del giocattolo e fuoriuscita della sabbia, lo Sportello Amianto Nazionale raccomanda di non spazzare né aspirare il materiale con un normale aspirapolvere, di non soffiarlo e di evitare ulteriori dispersioni.

È inoltre opportuno:

·         impedire temporaneamente l'accesso di bambini e altre persone all'area interessata;

·         evitare di manipolare o raccogliere ripetutamente il materiale con strumenti o procedure improvvisate;

·         contattare la ASL/ATS territorialmente competente, specificando che si tratta del prodotto oggetto della notifica Safety Gate SR/01963/26, contenente sabbia contaminata da tremolite;

·         attenersi alle indicazioni impartite dall'autorità competente per la gestione del giocattolo e dell'eventuale materiale fuoriuscito.

La presenza di sabbia già dispersa introduce infatti un elemento ulteriore rispetto alla semplice gestione del giocattolo: occorre valutare anche l'eventuale dispersione del materiale contaminato e le modalità più appropriate per intervenire.

L'appello alle Amministrazioni

Lo Sportello Amianto Nazionale si rivolge in particolare a Sindaci, assessori e uffici comunali competenti in materia di Ambiente, Salute, Scuola e Servizi al cittadino, chiedendo la massima diffusione dell'allerta attraverso i canali istituzionali.

L'obiettivo è consentire una rapida individuazione del prodotto eventualmente presente sul territorio e impedirne l'utilizzo da parte dei bambini.

Famiglie, scuole dell'infanzia, asili nido, ludoteche e strutture pubbliche e private che accolgono minori sono quindi invitate a verificare con attenzione la presenza del giocattolo, confrontando marca, modello, lotto e codice a barre con i dati della notifica europea SR/01963/26.

L'allerta riguarda uno specifico prodotto: in caso di corrispondenza, è fondamentale non manipolarlo inutilmente e seguire le indicazioni delle autorità competenti per la restituzione, la gestione e l'eventuale smaltimento.


Corso gratuito per assistenti familiari a domicilio: iscrizioni dal 31 agosto

 Lezioni a Zola Predosa da ottobre a dicembre, disponibili 30 posti


L’Unione  informa:

 

Dal 31 agosto al 3 ottobre prossimi sono aperte le iscrizioni al corso gratuito di formazione per assistenti familiari a domicilio, rivolto a  residenti nei Comuni dell’Unione: Sasso Marconi, Casalecchio di Reno, Monte San Pietro, Zola Predosa e  Valsamoggia.
Il percorso formativo, della durata complessiva di 40 ore, si svolgerà a Zola Predosa, dal 16 ottobre al 2 dicembre in orario pomeridiano, e ha l’obiettivo di fornire competenze utili per l’assistenza e la cura delle persone a domicilio.

Al termine del corso sarà rilasciato un attestato di frequenza, che consentirà l’inserimento nella lista distrettuale Assistenti Familiari del Progetto Cure Familiari, rappresentando così un’importante opportunità per chi desidera lavorare nell’ambito dell’assistenza familiare.

Sono disponibili 30 posti: per l’avvio del corso è necessario raggiungere un minimo di 12 partecipanti. È prevista una prova di selezione per l’accesso, che si terrà mercoledì 7 ottobre, dalle ore 13 alle 14, presso la Sala Corsi del Comune di Zola Predosa.
Il percorso prevede inoltre un tirocinio di 12 ore, previsto tra il 16 novembre e il 5 dicembre, e un esame finale il 17 dicembre.

Requisiti e iscrizioni
Per partecipare è sufficiente avere il domicilio in uno dei Comuni dell’Unione Reno Lavino Samoggia ed è richiesta una buona capacità di navigazione in internet. Per le persone straniere sono necessari una buona conoscenza della lingua italiana e un regolare permesso di soggiorno. Le iscrizioni possono essere effettuate dal 31 agosto al 3 ottobre presso gli sportelli sociali dei Comuni del Distretto Reno Lavino Samoggia (indirizzi e orari di apertura si trovano sul sito www.ascinsieme.it).

Il corso rappresenta un’opportunità di formazione gratuita per acquisire competenze nell’ambito dell’assistenza domiciliare e favorire l’incontro tra le professionalità formate e le esigenze delle famiglie del territorio.

sabato 29 agosto 2026

Partorire in ambulanza non può diventare la normalità: la sanità metropolitana si assuma le proprie responsabilità

 


Benvenuto al piccolo Ryan, nato nei pressi dell’Ospedale Maggiore dopo una corsa in ambulanza da Vergato a Bologna. Un lieto evento che, ancora una volta, accende i riflettori sulle criticità dell’assistenza ostetrica nell’Appennino bolognese.


di Erika Seta
Coordinatore regionale
Azzurro Donna – Forza Italia

e di Mariela Fuentes
Coordinatore Appennino
Azzurro Donna – Forza Italia

 

Esprimiamo innanzitutto le nostre congratulazioni alla famiglia e il benvenuto al piccolo Ryan. Ma la sua nascita, avvenuta durante il trasferimento verso Bologna, non può essere considerata soltanto una storia a lieto fine.

Dietro questo episodio c’è una questione che non può più essere ignorata: per le donne che vivono nell’Appennino, il rischio di dover affrontare un parto in emergenza durante il trasferimento verso Bologna è diventato una concreta possibilità. E ogni parto gestito in condizioni di emergenza, lontano da una struttura attrezzata, espone a rischi la madre, il neonato e gli stessi operatori sanitari.

In caso di complicazioni, infatti, intervenire tempestivamente può diventare estremamente difficile. E accanto al problema sanitario se ne pone un altro, altrettanto delicato: la responsabilità del personale sanitario, chiamato a operare in condizioni che non dipendono dalle proprie competenze o dalla propria volontà, ma dalle scelte organizzative del sistema.

La sanità dell’area metropolitana bolognese dovrebbe concentrare risorse e attenzione anche sulla sicurezza del percorso nascita, invece di procedere attraverso riorganizzazioni continue dell’emergenza-urgenza, con strutture e modelli assistenziali che cambiano prima ancora di essere pienamente compresi e valutati dai cittadini.

Il tema dei punti nascita dell’Appennino merita una discussione seria, trasparente e basata sulle reali esigenze del territorio.

Perché la lotta alla denatalità passa anche dalla capacità di garantire alle donne un’assistenza sicura e qualificata, non soltanto dagli slogan o da riorganizzazioni amministrative.

È inaccettabile che si possa sostenere che la presenza di un’ostetrica a Porretta non sarebbe necessaria o che avrebbe un costo eccessivo, senza affrontare fino in fondo il tema della sicurezza delle donne che vivono in montagna.

Ed è altrettanto difficile comprendere come possano essere invocati i costi per giustificare la sospensione di servizi essenziali, mentre vengono destinate ingenti risorse a successive riorganizzazioni dell’assistenza territoriale.

La sicurezza delle madri e dei neonati non può essere considerata una voce di bilancio come le altre.

La montagna non può essere trattata come un territorio di serie B.

Le donne dell’Appennino hanno diritto a un percorso nascita sicuro, accessibile e adeguato alle caratteristiche del territorio. Hanno diritto a partorire in sicurezza, non a rischiare di farlo durante una corsa in ambulanza.

Gaggio Tech, De Maria (Pd): «Istituire una ZES per l’Appennino Bolognese»

 Il deputato dem rilancia la proposta dopo l’esito della vertenza Gaggio Tech: «Serve una priorità condivisa da tutte le forze politiche e istituzionali del territorio»



L’esito della vertenza alla Gaggio Tech riporta al centro dell’attenzione il tema delle politiche di sostegno allo sviluppo economico e occupazionale dell’Appennino bolognese. In questo contesto, il deputato del Partito Democratico Andrea De Maria (nella foto)  torna a chiedere l’istituzione di una Zona Economica Speciale (ZES) per l’Appennino Bolognese, proposta che, sottolinea, ha già sostenuto in diverse occasioni.

«Ho avuto modo di sostenere questa proposta già in diverse occasioni, nel 2025 e anche nella recente conferenza promossa dal gruppo Pd della Camera sull’Appennino Bolognese, e lo ribadisco oggi – afferma De Maria –. Anche l’esito della vertenza alla Gaggio Tech ci dice quanto sia importante la proposta di istituire una ZES per l’Appennino Bolognese».

Secondo il parlamentare dem, l’obiettivo dovrebbe essere quello di rafforzare la capacità del territorio di attrarre investimenti, sostenere le attività produttive e accompagnare i processi di sviluppo e innovazione, con particolare attenzione alle aree montane e alle loro specifiche fragilità economiche e occupazionali.

La richiesta, aggiunge De Maria, rappresenta una priorità che è stata ribadita anche dal sindaco metropolitano Matteo Lepore.

«Auspico che questa volta tutti i rappresentanti istituzionali di Bologna, di tutte le forze politiche, si uniscano per una priorità che riguarda il nostro territorio e che ha tutte le ragioni per essere attuata dal Governo», conclude il deputato Pd.

La proposta di una ZES per l’Appennino bolognese punta dunque a costruire una strategia territoriale condivisa, capace di mettere in campo strumenti specifici per sostenere imprese e occupazione e affrontare le criticità strutturali che interessano il territorio montano. La vicenda Gaggio Tech, in questo senso, rappresenta per De Maria un ulteriore elemento a sostegno della necessità di un intervento mirato da parte delle istituzioni.