giovedì 22 ottobre 2026

Viabilità della Valle del Reno, tra promesse e attese: che fine hanno fatto la Bretella Reno-Setta e gli interventi sulla Porrettana?

 Un’interrogazione al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti riaccende i riflettori sulle criticità della SS64 e sul collegamento tra le valli del Reno e del Setta. Tra studi, verifiche tecniche e progetti attesi, il territorio chiede risposte concrete.



Che cosa bolle davvero nella pentola della viabilità della Valle del Reno? È una domanda che da tempo accompagna le attese di cittadini, pendolari e imprese di un territorio che continua a fare i conti con collegamenti stradali problematici, strozzature e infrastrutture che faticano a rispondere alle esigenze della mobilità attuale.

Una situazione che rischia di penalizzare non soltanto gli spostamenti quotidiani delle persone, ma anche le prospettive economiche e occupazionali della vallata, rendendo più difficili i collegamenti tra i centri abitati, le aree produttive e la rete autostradale.

Da troppo tempo si attende una soluzione ai principali nodi della viabilità locale. L’ultima notizia di rilievo riguardava la Bretella Reno-Setta, un collegamento considerato strategico per migliorare l’accessibilità del territorio. Secondo quanto emerso in precedenza, tutti i sindaci della vallata avrebbero espresso il proprio assenso all’iniziativa. Uno studio avrebbe dovuto consentire di valutare le possibili alternative di tracciato, tenendo conto sia dell’impatto ambientale sia delle esigenze della circolazione.

Da allora, però, resta da capire a che punto sia arrivato il percorso e quali siano le prospettive concrete per trasformare le valutazioni preliminari in un progetto definito.

L’altra questione cruciale riguarda la strada statale 64 Porrettana, storico collegamento tra Bologna e l’Appennino. In particolare, il tratto compreso tra Vergato e Sasso Marconi continua a rappresentare un punto sensibile per la mobilità della valle, alle prese con una rete stradale che deve confrontarsi con volumi di traffico e necessità di spostamento profondamente cambiati nel tempo.

L’obiettivo è capire quali interventi di manutenzione, consolidamento, messa in sicurezza e adeguamento siano stati realizzati, quali siano ancora in corso e quali, invece, rimangano soltanto programmati. Un quadro indispensabile per comprendere se e come sia possibile migliorare la funzionalità di un’arteria fondamentale per residenti, lavoratori e attività economiche.

In questo contesto, una nuova interrogazione parlamentare rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti torna a chiedere chiarezza sullo stato delle opere e sul collegamento Reno-Setta.

La presenza fra i firmatari di Galeazzo Bignami, già viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e tra coloro che hanno sostenuto con decisione la realizzazione della Bretella Reno-Setta, conferisce ulteriore rilievo alla richiesta di aggiornamenti.

Nel testo dell’interrogazione viene ricostruito il quadro degli interventi effettuati negli ultimi anni lungo la SS64 Porrettana. I parlamentari evidenziano che sono stati programmati, avviati e realizzati numerosi lavori di manutenzione e consolidamento e che, durante l’esecuzione delle opere, si sono rese necessarie ulteriori lavorazioni rispetto a quelle inizialmente previste, sulla base degli approfondimenti tecnici e delle condizioni riscontrate sul posto.

L’atto richiama inoltre il collegamento tra la Bretella Reno-Setta e la SS64 Porrettana, precisando che sarebbero stati avviati saggi e indagini tecniche preliminari alle successive valutazioni progettuali.

Proprio su questi accertamenti si concentra una delle richieste principali: conoscere lo stato di avanzamento delle attività, verificare se le indagini siano state completate e acquisire informazioni sugli eventuali risultati e sulle fasi successive del percorso progettuale.

Gli interroganti chiedono quindi al ministro un quadro aggiornato degli interventi di manutenzione, messa in sicurezza, consolidamento e adeguamento della Porrettana, distinguendo tra opere già realizzate, lavori in corso e interventi programmati.

Viene inoltre richiesto un resoconto economico complessivo, con l’indicazione delle risorse inizialmente stanziate, delle eventuali integrazioni finanziarie intervenute nel tempo e dello stato di avanzamento della spesa.

Per quanto riguarda la Bretella Reno-Setta, la richiesta è altrettanto precisa: sapere a che punto siano le attività preliminari, quali esiti abbiano prodotto i saggi e le indagini tecniche e quali siano i passaggi previsti per arrivare alle successive valutazioni progettuali.

È proprio qui che si concentra il problema. Per un territorio che da anni attende risposte sui collegamenti stradali, conoscere lo stato delle procedure non è un dettaglio burocratico, ma una necessità concreta.

La Bretella Reno-Setta viene indicata come una possibile risposta a una parte delle criticità della vallata, mentre il miglioramento della Porrettana resta una questione essenziale per la sicurezza e l’efficienza degli spostamenti. Due temi distinti, ma strettamente legati alla possibilità di garantire alla Valle del Reno collegamenti adeguati alle esigenze di cittadini e imprese.

L’interrogazione punta dunque a ottenere elementi verificabili: interventi effettuati, risorse impiegate, risultati delle indagini e prospettive progettuali. Informazioni che potrebbero finalmente aiutare a distinguere ciò che è stato realizzato da ciò che è ancora in fase di studio o di programmazione.

La domanda iniziale, tuttavia, rimane: che cosa sta realmente accadendo alla viabilità della Valle del Reno? E soprattutto, quali sono i tempi entro cui si potrà passare dalle ipotesi agli interventi concreti?

Perché, dopo anni di attese, annunci e aspettative, il territorio ha bisogno di risposte chiare e di un cronoprogramma credibile. Non bastano più le prospettive: servono decisioni, risorse e tempi certi. È su questo terreno che si misurerà la credibilità degli impegni assunti per il futuro della vallata.

mercoledì 21 ottobre 2026

Motocross, spettacolo e adrenalina allo Scaletto: Sasso Marconi punta a rilanciare la sua pista

 Una domenica di sport, passione e motori d’epoca haanimato il crossodromo dello Scaletto, dove domenica 18 ottobre si è svolta una gara di endurance a squadre inserita nel circuito nazionale Monfareis 2026.  Soddisfazione per la riuscita dell’evento e nuove prospettive per valorizzare un impianto dalle grandi potenzialità.


Motori rombanti, polvere, salti spettacolari e tanta voglia di stare insieme: domenica scorsa, 18 ottobre, la pista dello Scaletto di Sasso Marconi si è trasformata in un vivace palcoscenico per gli appassionati delle due ruote da fuoristrada. Una giornata all’insegna dello sport e del divertimento, che ha visto protagonisti piloti e mezzi impegnati in una gara di endurance a squadre riservata a moto e motorini d’epoca, inserita nel circuito nazionale Monfareis 2026.

La manifestazione ha richiamato numerosi appassionati, regalando momenti di spettacolo grazie alle evoluzioni dei concorrenti e alle acrobatiche traiettorie affrontate lungo il tracciato. Un appuntamento che ha saputo coniugare competizione, passione per i motori e spirito di aggregazione, riportando al centro dell’attenzione un impianto sportivo che rappresenta una risorsa importante per il territorio.

A organizzare la giornata sono stati i «ragazzi» del Motoclub Sasso Marconi, protagonisti di un lavoro appassionato e costante per mantenere viva la pista e promuovere la pratica del motocross. Il presidente del sodalizio, Paolo Boraggini, non ha nascosto la propria soddisfazione per la buona riuscita dell’iniziativa, cogliendo però l’occasione per richiamare l’attenzione sulle potenzialità ancora inespresse del crossodromo.

«La pista dello Scaletto è fra le migliori, fra le più attrezzate e con una potenzialità molto elevata, che però non riesce a decollare. È poco conosciuta, anche se la vicinanza con il casello autostradale la rende particolarmente comoda per gli appassionati», ha osservato Boraggini, sottolineando la necessità di dare maggiore visibilità alla struttura e di favorirne una frequentazione più ampia.



All’incontro e alle successive premiazioni era presente anche Alessandro Malferrari ( nella foto con la fascia tricolore) , assessore allo Sport del Comune di Sasso Marconi, che ha espresso apprezzamento per l’iniziativa e per l’impegno del Motoclub nella cura e nella valorizzazione dell’impianto.

«Ci fa piacere che il nostro crossodromo sia stato scelto per ospitare questa bella manifestazione e ringrazio per questo il Motoclub Sasso Marconi, che, grazie all’appassionato lavoro dei suoi volontari, ha contribuito a migliorare la fruibilità di un impianto che da sempre ha un ruolo importante nella promozione e pratica del motocross, e che oggi si presenta ancora più curato e accogliente», ha affermato l’assessore nel suo intervento di benvenuto rivolto agli sportivi.

L’obiettivo dell’amministrazione comunale è ora quello di consolidare il ruolo della pista dello Scaletto, favorendone un utilizzo più ampio e diversificato. Un percorso che punta a mettere in rete le realtà sportive locali, individuando nuove opportunità di collaborazione e ampliando le occasioni di fruizione della struttura.

«Nell’ottica di continuare a far crescere l’impianto, abbiamo condiviso con il Motoclub l’opportunità di favorirne l’utilizzo anche da parte di altre associazioni sportive: per questo, nei prossimi giorni ci incontreremo con tutte le realtà del territorio per mettere in rete le persone e capire se ci siano le condizioni per rendere la pista dello Scaletto un luogo di riferimento per l’intera comunità sportiva locale, aperto anche alle attività outdoor e ad altre discipline come mountain-bike e orienteering».

L’assessore ha infine confermato la disponibilità del Comune a sostenere il Motoclub nella ricerca di nuove opportunità di sviluppo: «Da parte nostra, siamo inoltre disponibili a supportare il Motoclub nella definizione di proposte progettuali volte a potenziare ulteriormente l’impianto e rendere la struttura ancora più attrattiva per gli appassionati di tutte le età».

La giornata di domenica ha così rappresentato non soltanto un momento di sport e divertimento, ma anche un’occasione per rilanciare il valore del crossodromo dello Scaletto e ragionare sul suo futuro. La sfida, condivisa dal Motoclub e dall’amministrazione comunale, è trasformare le potenzialità della struttura in nuove opportunità per il territorio, facendo della pista un punto di riferimento sempre più conosciuto e frequentato, non soltanto dagli amanti delle due ruote.

 

Incidente sulla provinciale delle Ganzole, mattinata difficile per i pendolari: traffico bloccato e lunghe attese

 Scontro tra una BMW e un Volvo intorno alle 7 di mercoledì 21 ottobre. Coinvolto anche un altro mezzo pesante. Secondo le prime informazioni, non si sarebbero registrate conseguenze fisiche di rilievo.



Un’altra mattinata di disagi per i pendolari che percorrono la strada provinciale delle Ganzole, l’arteria che collega Sasso Marconi a Pianoro e consente di raggiungere, da quest’ultima località, l’ingresso dell’autostrada A1 in zona Cinque Cerri. Anche oggi, mercoledì 21 ottobre, la viabilità ha subito pesanti ripercussioni a causa di un incidente verificatosi intorno alle 7, in un orario particolarmente delicato per gli spostamenti di chi si reca al lavoro.

Secondo le prime ricostruzioni, una BMW si è scontrata con un camion Volvo, riportando danni molto ingenti. Nell’incidente è rimasto coinvolto anche un altro mezzo pesante. La presenza sulla carreggiata dei veicoli incidentati, unita al transito di altri autocarri, in particolare quelli adibiti al trasporto di materiali inerti provenienti dalle cave, avrebbe reso estremamente difficoltoso, se non impossibile, il passaggio degli altri mezzi.

Il risultato è stato un percorso a ostacoli per gli automobilisti, costretti a fare i conti con rallentamenti e difficoltà di circolazione proprio nella fascia oraria in cui la provinciale viene utilizzata quotidianamente da numerosi lavoratori e pendolari.

La notizia più rassicurante riguarda le persone coinvolte: stando alle informazioni disponibili, non si sarebbero registrate conseguenze fisiche di particolare gravità. Un elemento positivo in una mattinata segnata da un incidente che avrebbe potuto avere conseguenze ben più serie.

A riferire quanto accaduto è Marco Veronesi, che percorre abitualmente la provinciale delle Ganzole proprio a quell’ora per raggiungere il posto di lavoro a Pianoro. La sua testimonianza restituisce il quadro delle difficoltà incontrate dagli automobilisti e riporta l’attenzione su una questione che si ripresenta ogni volta che un incidente o un ostacolo interrompe la regolare circolazione lungo questa direttrice.

Veronesi sottolinea, in particolare, l’importanza di un tempestivo intervento della Polizia locale per gestire la viabilità e organizzare nel modo più efficace possibile il flusso dei veicoli. In situazioni come quella di questa mattina, la presenza degli agenti può infatti contribuire a limitare i disagi, coordinare il traffico e ridurre i rischi legati alle manovre degli automobilisti in prossimità del punto in cui la circolazione risulta compromessa.

L’episodio riporta così in primo piano le criticità di un collegamento stradale importante per gli spostamenti quotidiani tra Sasso Marconi, Pianoro e la viabilità autostradale. Quando la circolazione si interrompe, anche per un singolo incidente, le conseguenze si ripercuotono rapidamente su chi utilizza la provinciale per raggiungere il posto di lavoro e rispettare gli orari di ingresso.

Resta quindi centrale il tema della gestione tempestiva delle emergenze e del coordinamento del traffico, soprattutto nelle prime ore del mattino, quando ogni rallentamento può trasformarsi in un disagio significativo per centinaia di automobilisti.

Villa Angeli, Mastacchi chiede chiarezza e controlli: «Tutelare minori, operatori e cittadini»

 Question time in Assemblea legislativa sulle criticità del centro di prima accoglienza di Sasso Marconi. La Regione riconosce la gravità degli episodi, ma ricorda che la gestione compete alla Prefettura.



Danneggiamenti, incendi di materiali, interventi delle forze dell’ordine e una rissa che ha provocato il ferimento di un carabiniere e l’arresto di un minore. Sono gli episodi segnalati dalla stampa negli ultimi mesi al centro di prima accoglienza per minori stranieri non accompagnati di Villa Angeli, a Sasso Marconi, al centro di un’interrogazione a risposta immediata presentata in Assemblea legislativa dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica).

L’obiettivo è fare chiarezza sulle criticità della struttura e capire quali interventi siano necessari per garantire sicurezza e qualità dell’accoglienza. «Accogliere i minori che arrivano soli è una funzione di grande valore umanitario e sociale, ma deve essere fatto bene», ha dichiarato Mastacchi, sottolineando l’importanza di un numero adeguato di educatori, di un corretto rapporto tra operatori e ospiti e di percorsi educativi capaci di prevenire i conflitti.

Il question time chiedeva alla Regione di chiarire quali iniziative intendesse promuovere, per quanto di competenza e in raccordo con Prefettura, Azienda Usl, Comune e gestore, per verificare l’adeguatezza dei controlli, individuare eventuali problemi organizzativi e tutelare i minori, gli operatori e i residenti.

Nella risposta in Aula, la sottosegretaria alla Presidenza della Giunta regionale Manuela Rontini ha riconosciuto la presenza di criticità e la gravità degli episodi segnalati, che richiedono approfondimenti da parte delle autorità competenti. Ha tuttavia precisato che Villa Angeli è un centro di accoglienza straordinaria da circa 50 posti, attivato dalla Prefettura di Bologna e sotto la responsabilità dello Stato. La gestione della struttura, i controlli sul personale e la verifica degli obblighi della cooperativa affidataria spettano quindi alla Prefettura, mentre Regione e Comune di Sasso Marconi non gestiscono direttamente il centro.

Rontini ha inoltre ricordato i trasferimenti dei ragazzi verso la rete metropolitana di accoglienza diffusa e precisato che la struttura non ha mai ospitato contemporaneamente 50 minori, senza che questo ridimensioni la gravità degli episodi. La Regione ha ribadito il proprio sostegno al modello dell’accoglienza diffusa.

Nella replica, Mastacchi ha preso atto delle precisazioni, insistendo però sulla necessità di una risposta condivisa. «Il problema non si esaurisce nella distribuzione delle competenze. Di fronte a una criticità serve una reazione, ma non di pancia: occorre analizzare la situazione per individuare le soluzioni più appropriate», ha affermato.

Secondo il consigliere, l’accoglienza non può limitarsi a garantire vitto e alloggio, ma deve comprendere anche istruzione, formazione e opportunità educative. «Dire che la competenza è della Prefettura non basta. È necessario che gli enti del territorio e tutti i soggetti coinvolti dialoghino, individuino le criticità e traducano in pratica un modello di accoglienza capace di rispondere ai bisogni dei ragazzi e prevenire nuovi problemi», ha aggiunto.

La richiesta conclusiva è quella di un confronto tra tutte le istituzioni e i soggetti interessati, partendo da un’analisi puntuale delle criticità per costruire interventi concreti. «Serve che tutti si siedano attorno a un tavolo, a tutela dei minori, degli operatori e dei cittadini di Sasso Marconi», ha concluso Mastacchi.

 

Sanità, sciopero nazionale il 30 ottobre: coinvolto anche il personale dell’Ausl di Bologna

La mobilitazione, proclamata dalle sigle sindacali Usb e Usi Cit, con adesione di Cobas Pt Usb, interesserà il personale del comparto e della dirigenza per l’intera giornata. Garantiti i servizi pubblici essenziali.

L’Azienda Usl di Bologna informa che per venerdì 30 ottobre 2026 è stato proclamato uno sciopero nazionale di tutto il personale della sanità, sia dell’area del comparto sia della dirigenza. La mobilitazione è stata indetta dalle organizzazioni sindacali Usb e Usi Cit, con adesione di Cobas Pt Usb.

Per quanto riguarda l’Azienda Usl di Bologna, lo sciopero coinvolgerà il personale del comparto, tra cui infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, professionisti della riabilitazione e personale amministrativo.

La protesta riguarderà inoltre il personale della dirigenza medica, sanitaria e veterinaria, nonché quello della dirigenza non sanitaria, tecnica, professionale e amministrativa.

L’Azienda Usl di Bologna ha predisposto le procedure necessarie a garantire all’utenza i servizi pubblici essenziali, assicurando i contingenti minimi di personale previsti dalla normativa vigente e dagli accordi sindacali in materia di sciopero.