Forzata la porta della sala seminterrata, ingenti i danni. Il raid è avvenuto nel tardo pomeriggio di venerdì, mentre il ristorante attende il subentro del nuovo gestore
È entrato
nella sala seminterrata della pizzeria-ristorante La Terrazza di Trieste,
a Sasso Marconi, forzando la porta d’ingresso con un grosso manufatto, forse
una mazza. Una volta all’interno, ha lasciato dietro di sé una lunga scia di
danneggiamenti, prima di allontanarsi senza essere visto.
L’episodio è
avvenuto venerdì scorso, nel tardo pomeriggio, approfittando del fatto che il
locale è attualmente chiuso e in attesa del subentro del nuovo gestore. Un
momento particolarmente favorevole per chi ha deciso di introdursi nella
struttura, sapendo con ogni probabilità che non avrebbe trovato personale né
clienti.
L’allarme è
scattato soltanto in un secondo momento, quando l’autore dell’irruzione aveva
già lasciato il locale. La struttura, infatti, era vuota e incustodita. Quando
i Carabinieri sono arrivati sul posto, non hanno potuto fare altro che
constatare i danni provocati all’interno della sala e avviare gli accertamenti
per ricostruire l’accaduto.
Resta da
chiarire soprattutto il movente. La dinamica lascia pensare che l’autore fosse
a conoscenza della chiusura dell’esercizio: agire nel tardo pomeriggio, quando
il locale non era operativo, significa infatti aver avuto la ragionevole
certezza di non incontrare ostacoli, ma anche di poter trovare ben poco di
valore da sottrarre.
Proprio per
questo l’episodio appare, almeno al momento, difficilmente riconducibile a un
normale tentativo di furto. Più che la refurtiva, sembra essere stato il
danneggiamento a caratterizzare l’azione. Non viene esclusa, quindi, l’ipotesi
di un gesto vandalico compiuto da una persona in stato di particolare disagio.
Tra le
ipotesi avanzate informalmente c’è anche quella di un’azione impulsiva, forse
favorita dalle condizioni di caldo eccezionale che hanno caratterizzato gli
ultimi giorni. Un’ipotesi, quest’ultima, che dovrà naturalmente trovare
eventuali riscontri negli accertamenti investigativi.
Nel
frattempo, per i responsabili del locale, il raid rappresenta un ulteriore
problema in una fase già delicata, quella del passaggio di gestione. Saranno
ora gli elementi raccolti dai Carabinieri e gli eventuali accertamenti sulle
immagini di videosorveglianza, se disponibili, a poter fornire indicazioni
utili per individuare il responsabile.