giovedì 6 agosto 2026

Hub urbani, fondi regionali: nell’Appennino bolognese finanziati solo Casalecchio di Reno e Vergato

 



Sono Casalecchio di Reno e Vergato gli unici comuni dell'Appennino bolognese ammessi ai finanziamenti regionali destinati agli hub urbani e di prossimità. La Regione Emilia-Romagna ha infatti stanziato complessivamente 21 milioni di euro per sostenere 58 progetti nell'ambito del primo bando 2026-2027, presentato ieri dall'assessora regionale al Turismo e Commercio, Roberta Frisoni.

L'intervento attiverà investimenti complessivi superiori ai 40 milioni di euro e rappresenta il primo passo concreto della nuova strategia regionale per il rilancio dell'economia urbana.

Tra i progetti finanziati spicca quello di Casalecchio di Reno, che ha ottenuto un contributo regionale di 447 mila euro per l'hub urbano "Marconi Connect: il commercio è al centro".

Gli hub urbani e di prossimità sono aree individuate dai Comuni nelle quali amministrazioni, imprese, associazioni di categoria e altri soggetti del territorio collaborano per attuare una strategia condivisa di sviluppo. Non si tratta di singoli interventi, ma di programmi integrati che comprendono la riqualificazione degli spazi pubblici, il sostegno al commercio, nuovi servizi, attività di promozione e iniziative di animazione urbana.

Gli interventi previsti riguarderanno la riqualificazione di piazze, vie commerciali e spazi pubblici, il sostegno agli investimenti delle imprese, iniziative di marketing territoriale, servizi di hub management e progetti di innovazione. L'obiettivo è rafforzare il commercio di vicinato, valorizzare i centri cittadini e favorire l'insediamento di nuove attività, con particolare attenzione all'imprenditoria giovanile e femminile.

In questo contesto si inserisce il progetto di Casalecchio, che punta a una profonda riqualificazione di via Marconi, uno dei principali assi commerciali e viari della città.

«Sono 447 mila euro di contributo regionale – commenta il sindaco di Casalecchio di Reno, Matteo Ruggeri – ai quali aggiungeremo importanti risorse del bilancio comunale per riqualificare un'area, rendendola più attrattiva e fruibile per la comunità. È un intervento in continuità con altri progetti di rigenerazione urbana recentemente conclusi, come quello della Croce, e conferma la volontà dell'amministrazione di ripensare e valorizzare gli spazi pubblici della città.

Ringrazio la struttura tecnica del Comune, che ha lavorato con grande impegno per raggiungere questo importante risultato, e le associazioni di categoria del territorio, con le quali il confronto è fondamentale per condividere obiettivi e strategie».

Soddisfatto anche l'assessore al Commercio, Claudio Baccolini: «Ha premiato la scelta di aderire fin da subito alla rete dei nuovi hub urbani. Nei prossimi anni è prevedibile che il loro numero aumenti in tutta l'Emilia-Romagna e che cresca anche la competizione per accedere ai finanziamenti. Essersi accreditati fin dall'inizio ha consentito a Casalecchio di trovarsi in prima fila nell'accesso a risorse importanti già da quest'anno. Il tempismo è stato determinante».

Prosegue anche domani, venerdì 7 agosto, l’ondata di calore in atto a Bologna e nei comuni limitrofi

 Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore luogo dove trovare cura e assistenza

 


L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Prosegue almeno fino a domani, venerdì 7 agosto, l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 37 °C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi
· Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
· Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
· Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
· Consumare frutta e verdura in abbondanza
· Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
· Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
· Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
· Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
· Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it raggiungibile al link Ondate di calore

Incendio boschivo a San Damiano di Camugnano: concluse le operazioni di spegnimento, in corso la bonifica

 



È stato domato l'incendio boschivo divampato nella notte tra il 5 e il 6 agosto 2026 in località San Damiano, nel comune di Camugnano.

L'allarme è scattato alle ore 2:35 di oggi, giovedì 6 agosto, quando nove squadre dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Bologna, provenienti dai distaccamenti di Castiglione dei Pepoli, Monzuno, Vergato e Gaggio Montano, supportate da due autobotti, sono intervenute per fronteggiare il rogo che, nelle prime fasi, interessava circa un ettaro di vegetazione tra campi e bosco.


Con il progressivo sviluppo dell'incendio, l'area interessata ha raggiunto un'estensione di circa 15 ettari di superficie boschiva. Le operazioni di spegnimento sono state condotte dalle squadre a terra con il supporto dell'elicottero Drago 147 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, che ha effettuato numerosi sganci d'acqua coordinati dal Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS), responsabile della gestione e della sicurezza delle attività di soccorso sul campo.

Le operazioni di spegnimento si sono concluse nella mattinata. Su disposizione della Sala Operativa Unificata Permanente (SOUP) della Regione Emilia-Romagna, sono state inoltre attivate due squadre di volontari della Protezione Civile, attualmente impegnate nelle operazioni di bonifica dell'area interessata.

Durante l'intervento l'incendio non ha mai minacciato insediamenti abitativi.

Per quanto riguarda l'accertamento delle cause che hanno originato l'incendio boschivo, la competenza, nella Regione Emilia-Romagna, è affidata al Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari dei Carabinieri.


Ex Pedretti, la Soprintendenza frena il progetto: si apre un nuovo capitolo della vicenda

 

Il Pedretti originale 


CASALECCHIO DI RENO – Tra una telenovela e una saga senza fine, il travagliato percorso per il recupero dell'ex area Pedretti ha incontrato un nuovo, inatteso ostacolo. Una PEC inviata dalla Soprintendenza ha infatti imposto una serie di prescrizioni che modificano in modo sostanziale il progetto già all'esame del Consiglio comunale.

In particolare, l'organo di tutela chiede il rispetto dell'altezza originaria dell'edificio e la conservazione dei 19 alberi che il progetto prevedeva di abbattere. Due prescrizioni che incidono profondamente sull'intervento, destinato a sostituire l'ex albergo con un nuovo edificio di sette piani e a riqualificare l'area pubblica circostante.

La comunicazione è arrivata proprio durante una seduta del Consiglio comunale particolarmente partecipata, quando la discussione era ormai giunta alle battute finali e si stava per procedere alla votazione. La notizia ha costretto il presidente a sospendere i lavori: una decisione accolta con evidente soddisfazione dai numerosi cittadini presenti in aula e con altrettanto evidente imbarazzo da parte dell'amministrazione.

Si apre così un nuovo capitolo di una vicenda il cui esito è tutt'altro che scontato. Il Comune accetterà integralmente le prescrizioni della Soprintendenza? Si aprirà un confronto con l'ente per evidenziare le ragioni di interesse pubblico alla base del progetto? Oppure si tenterà di individuare una soluzione alternativa?

Una certezza, comunque, rimane: lo spazio lasciato libero dall'abbattimento dell'ex albergo rappresenta da anni una ferita aperta nel cuore del paese. Restituire decoro al centro cittadino costituisce un interesse pubblico evidente, al quale si affianca il rilevante interesse economico del soggetto attuatore. Trovare una soluzione appare quindi non solo auspicabile, ma necessaria.

La ricostruzione di Bruno Cevenini ( nella foto) 

Per ricostruire la lunga storia del progetto abbiamo incontrato il consigliere comunale Bruno Cevenini, che, dopo oltre vent'anni di presenza in Consiglio comunale, conosce ogni passaggio della vicenda.

«Al di là dell'inaccettabile abbattimento dei 19 alberi – esordisce Cevenini – questo progetto è costruito soprattutto a vantaggio del privato. L'interesse pubblico, a mio giudizio, è discutibile sotto diversi aspetti.»

Consigliere, da dove nasce questa vicenda?

«Tutto parte dalla chiusura dell'albergo e dall'acquisizione dell'immobile da parte di un'impresa intenzionata a demolirlo per ricostruire un nuovo edificio. La proposta venne accolta e, cosa piuttosto singolare, non furono fissati termini temporali per la conclusione dell'intervento. Si procedette così alla demolizione, lasciando il lotto completamente libero.»

«Successivamente si aprì un nuovo capitolo. L'amministrazione comunale chiese al costruttore di acquistare il parcheggio multipiano di via Ronzani, allora in vendita all'asta a seguito di un fallimento. In cambio della successiva cessione del parcheggio al Comune, al privato fu riconosciuta la possibilità di aumentare l'altezza dell'edificio dell'ex Pedretti fino a nove piani. In un primo momento si parlò addirittura di undici.»

Come reagì la città?

«Il progetto suscitò immediatamente una forte opposizione. Fu promossa una raccolta firme che raggiunse circa 5.000 sottoscrizioni. A quel punto l'intervento venne ridimensionato da nove a sette piani. La riduzione, però, fu compensata con la cessione al costruttore delle scuole Zacconi e dell'asilo Rubini, destinati alla demolizione e successiva ricostruzione.»

E oggi è arrivato il nuovo stop della Soprintendenza.

«Sì. L'intervento della Soprintendenza nasce anche in seguito a un documento trasmesso da un cittadino casalecchiese all'organo di tutela.»

Quali sono le principali osservazioni?

«Le prescrizioni più rilevanti riguardano due aspetti: la riduzione dell'edificio a quattro piani, in linea con l'altezza originaria, e la conservazione del patrimonio arboreo, cioè dei 19 alberi.»

Che cosa potrebbe accadere adesso?

«Mi auguro che la Soprintendenza mantenga la propria posizione.»

Ma il costruttore potrebbe chiedere una compensazione?

«Credo che una soluzione potrebbe essere quella di consentirgli di realizzare le proprie legittime aspettative edificatorie in altre aree del territorio comunale. È un'ipotesi che, peraltro, era già stata avanzata in passato.»

Una partita ancora tutta aperta

Cevenini non si sbilancia oltre, ma lascia intendere che la vicenda è tutt'altro che conclusa. La "telenovela" dell'ex Pedretti sembra destinata ad arricchirsi di nuovi episodi e continuerà a essere seguita con grande attenzione sia dalla politica sia dai cittadini.

L'obiettivo, tuttavia, resta condiviso: riqualificare un'area centrale che da troppo tempo rappresenta uno dei principali elementi di degrado urbanistico di Casalecchio. Sarà ora compito dell'amministrazione comunale trovare una sintesi tra tutela del patrimonio, interesse pubblico e diritti del soggetto attuatore.

L'ultima notizia

Nel corso dell'intervista, Cevenini ha infine fornito un aggiornamento su un'altra area strategica del territorio: l'ex Sapaba.

«È ormai ufficiale – conclude – che l'area non sarà destinata a insediamenti residenziali. È stata infatti classificata come area golenale e zona a rischio di esondazione, una condizione che ne impedisce l'edificazione a fini abitativi.»

Con un lungo coltello alla cintura in pieno giorno: 61enne arrestata dopo minacce e resistenza ai Carabinieri

Il materiale sequestrato 

 


È stata notata mentre usciva dal presidio sanitario dell’ospedale di Porretta Terme con un lungo coltello agganciato alla cintura dei pantaloni, ben visibile. Da quel controllo è scaturito l’arresto di una 61enne italiana, già nota alle forze dell’ordine, accusata di porto di armi od oggetti atti ad offendere, minaccia e resistenza a pubblico ufficiale.

L’intervento dei Carabinieri della Stazione di Lizzano in Belvedere è avvenuto durante un servizio di pattuglia, quando i militari hanno visto la donna camminare con un coltello di notevoli dimensioni fissato alla cintura. L’arma, poi consegnata ai Carabinieri, è risultata lunga complessivamente 20 centimetri, con una lama di 8,5 centimetri.

Fin dalle prime fasi del controllo, la 61enne avrebbe assunto un atteggiamento ostile e poco collaborativo. Secondo quanto ricostruito dai militari, avrebbe dichiarato di essere in possesso di una pistola e avrebbe rivolto minacce agli operanti, che la stavano invitando a seguirli in caserma per gli accertamenti del caso.

Una volta giunta alla Stazione Carabinieri di Lizzano in Belvedere, la donna avrebbe continuato a mantenere un comportamento aggressivo. Durante la perquisizione personale si sarebbe opposta con ripetuta e tenace resistenza nei confronti della Carabiniera impegnata nelle operazioni, minacciandola nel tentativo di impedirle di completare l’attività.

La successiva perquisizione dell’autovettura in uso alla 61enne ha consentito di rinvenire, sul sedile posteriore, un coltello di tipo tattico-militare lungo 30 centimetri, con una lama di 17 centimetri, mentre nel bagagliaio è stato trovato un bastone in acciaio con estremità appuntita della lunghezza di circa 50 centimetri.

Nel corso della perquisizione domiciliare, infine, i Carabinieri hanno rinvenuto e sequestrato una pistola giocattolo a pallini, la stessa cui la donna aveva fatto riferimento durante il controllo.

Al termine delle formalità di rito e delle operazioni di fotosegnalamento, la 61enne è stata arrestata.

Successivamente, il giudice, al termine del processo con rito direttissimo, ha convalidato l’arresto disponendo nei confronti della donna la misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.