Presentato alla stampa in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna il progetto nato a Ravenna per accompagnare, formare e valorizzare i caregiver. Al centro sportelli di ascolto, formazione, tutele previdenziali e una rete territoriale integrata, in attesa di una legge nazionale.
Dare sostegno concreto a chi ogni giorno si prende cura di un familiare non
autosufficiente, superando una condizione troppo spesso invisibile e riconoscendo pienamente il valore sociale dell’assistenza. È questo l’obiettivo del progetto dedicato ai caregiver familiari, presentato nel corso di un incontro con la stampa venerdì 16 ottobre, nella Sala 215 dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, a Bologna.
A promuovere l’iniziativa è il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), che da oltre un anno porta avanti il tema del riconoscimento e della tutela dei caregiver, sostenendo un percorso nato a Ravenna e orientato a trasformare il riconoscimento del ruolo in servizi, strumenti e opportunità concrete.
All’incontro sono intervenuti, insieme a Mastacchi, Veronica Verlicchi, consigliera comunale di Ravenna e capogruppo della Lista civica La Pigna, ed Emily Tassinari,
fisioterapista dell’assistenza domiciliare dell’AUSL Romagna. Il confronto ha posto l’attenzione sulle difficoltà quotidiane di chi assiste una persona cara e sulla necessità di costruire risposte coordinate, capaci di sostenere sia chi riceve le cure sia chi le presta.
Una responsabilità quotidiana che non può restare invisibile
Dietro ogni persona non autosufficiente c’è spesso un familiare che si fa carico, in maniera continuativa, di una parte importante dell’assistenza. Secondo i dati richiamati nella presentazione del progetto, in Italia i caregiver sono quasi 8
milioni e oltre 3,2 milioni avrebbero lasciato il lavoro per dedicarsi alla cura di un familiare, secondo le stime citate di ISTAT, Osservatorio DOMINA e CNEL.
Il loro compito va ben oltre l’aiuto nelle attività quotidiane: significa gestire terapie e farmaci, accompagnare la persona assistita nei percorsi sanitari, mantenere i rapporti con medici e servizi e, in alcuni casi, imparare a utilizzare presidi e dispositivi complessi, spesso senza una preparazione
specifica.
A questo carico pratico si aggiungono le difficoltà organizzative, le rinunce professionali e il peso emotivo dell’assistenza prolungata. Da qui la necessità di affiancare al riconoscimento formale della figura del caregiver interventi
strutturati, che offrano orientamento, formazione, sostegno psicologico e maggiori garanzie economiche e previdenziali.
Dal progetto di Ravenna una rete di servizi per i caregiver
La proposta presentata punta a costruire un sistema di supporto articolato, capace di rispondere ai bisogni dei caregiver nelle diverse fasi del percorso di cura.
Tra gli interventi previsti figura l’attivazione di uno sportello
di ascolto e orientamento, con un orario di apertura il più possibile ampio, indicativamente dalle 8 alle 20, e la prospettiva di arrivare in futuro a un servizio attivo 24 ore su 24, qualora le necessità del territorio lo richiedano.
Un altro pilastro è rappresentato dai percorsi di formazione teorica e pratica, pensati per fornire competenze utili
nella gestione dell’assistenza e migliorare la sicurezza tanto del caregiver quanto della persona assistita. Il progetto prevede inoltre di valorizzare le competenze maturate attraverso l’esperienza di cura, valutando la possibilità
di una loro certificazione spendibile anche nel mondo del lavoro.
Centrale è anche la costruzione di una rete territoriale integrata, in grado di mettere in collegamento servizi
sanitari, servizi sociali e associazioni, favorendo l’accesso alle informazioni e la presa in carico dei bisogni. In questo quadro si inserisce la proposta di un elenco regionale dei caregiver, insieme a strumenti di tutela economica e previdenziale, a partire dai contributi figurativi per chi riduce l’attività
lavorativa o la interrompe per assistere un familiare.
Completa il quadro l’attenzione al benessere psicofisico di chi presta assistenza, una dimensione essenziale per prevenire l’isolamento e il sovraccarico che possono accompagnare un impegno di cura prolungato.
Il percorso istituzionale: dalla risoluzione del 2025 alle nuove
richieste
Il sostegno al progetto si inserisce in un percorso istituzionale che Mastacchi ha avviato nell’ottobre 2025, quando ha presentato in Assemblea legislativa una risoluzione per promuovere il riconoscimento professionale dei caregiver,
introdurre tutele previdenziali, come i contributi figurativi, e istituire un elenco regionale unico.
Nel dicembre dello stesso anno, la Commissione Politiche per la Salute e Politiche Sociali ha approvato un impegno rivolto alla Giunta regionale che, secondo quanto riferito dal consigliere, recepisce ampiamente le proposte avanzate. Tra i
punti affrontati figurano le politiche di sostegno a chi deve conciliare lavoro e assistenza e la richiesta al Governo di una legge nazionale organica dedicata ai caregiver familiari.
Il percorso è proseguito nel maggio 2026 con la presentazione di un’interrogazione per sollecitare ulteriori misure: buoni servizio finanziati attraverso le risorse del Fondo sociale europeo Plus (FSE+), forme di sostegno economico diretto,
interventi a tutela del benessere psicofisico dei caregiver e strumenti per favorire la conciliazione tra attività lavorativa e responsabilità di cura.
Il progetto ravennate si colloca dunque in una prospettiva più ampia, che punta a integrare le iniziative territoriali con un quadro normativo nazionale capace di garantire diritti e tutele omogenee.
Emilia-Romagna, dalle prime tutele alla sfida dei servizi
L’Emilia-Romagna è stata tra le prime regioni italiane a riconoscere il ruolo del caregiver familiare, con la legge regionale n. 2 del 2014. Successivamente, la legge
regionale n. 5 del 2024 ha istituito un fondo da 3 milioni di euro all’anno per il triennio 2025-2027.
Il quadro regionale costituisce una base sulla quale sviluppare nuovi interventi, ma la sfida, al centro del progetto presentato a Bologna, è rendere le misure di sostegno accessibili e realmente utili nella vita quotidiana delle famiglie. In
questa direzione si colloca anche il riferimento al Veneto, dove il 29 settembre 2026 il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità il progetto di legge n. 81 sul caregiver familiare.
Resta inoltre atteso il completamento dell’iter della legge nazionale dedicata ai caregiver, all’esame della Camera secondo quanto riferito in occasione della presentazione.
Il messaggio emerso dall’incontro con la stampa è chiaro: riconoscere il valore di chi assiste un familiare è un passaggio fondamentale, ma non sufficiente. Servono servizi, formazione, tutele e una rete capace di accompagnare concretamente le persone nel percorso di cura. Perché prendersi cura di chi ha bisogno di assistenza significa anche sostenere chi, spesso lontano dai riflettori, se ne fa carico ogni giorno.








