Il sistema di
sorveglianza regionale ha individuato la presenza del virus nelle zanzare già
dalla metà di giugno, un dato senza precedenti dal 2008. Al momento non sono
stati registrati casi nell'uomo, ma le autorità sanitarie prevedono che nelle
prossime settimane possano comparire le prime forme gravi della malattia.
La Regione informa:
Resta alta l'attenzione del Servizio sanitario
dell'Emilia-Romagna sulla diffusione del virus West Nile, dopo che il sistema di sorveglianza
entomologica previsto dal Piano regionale Arbovirosi ha rilevato, fin dalla
metà di giugno, una significativa circolazione del virus nelle popolazioni di
zanzare.
Attualmente il fenomeno interessa sei delle nove province emiliano-romagnole:
il virus è stato infatti individuato in tutto il territorio regionale, ad
eccezione delle tre province della Romagna. Sebbene la presenza del West Nile
sia ormai considerata endemica
in Emilia-Romagna, la precocità e l'estensione della diffusione registrata
quest'anno rappresentano un elemento di forte preoccupazione.
Secondo gli esperti, si tratta
infatti di una situazione senza
precedenti: dall'avvio del sistema di sorveglianza nel 2008 non era
mai stata osservata una circolazione del virus così anticipata rispetto alla
stagione estiva e contemporaneamente su un'area geografica così ampia.
Al momento il sistema di sorveglianza
sanitaria non ha rilevato alcun caso di
infezione nell'uomo in Emilia-Romagna. Tuttavia, sulla base
dell'andamento epidemiologico e della presenza del virus negli insetti vettori,
le autorità sanitarie ritengono probabile che nelle prossime settimane possano
manifestarsi i primi casi umani, compresi quelli più gravi.
La
maggior parte delle infezioni è asintomatica
L'infezione da virus West Nile viene
trasmessa all'uomo attraverso la puntura di zanzare infette. Nella grande
maggioranza dei casi non provoca sintomi oppure si manifesta con disturbi
lievi, simili a quelli influenzali.
In una piccola percentuale di casi,
stimata intorno all'1%, il virus
può però evolvere in una forma
neuroinvasiva, con interessamento del sistema nervoso centrale e
possibili conseguenze anche molto gravi. Il rischio è maggiore per le persone
più fragili, in particolare anziani,
soggetti immunodepressi e persone affette da patologie croniche.
Per questo motivo il Servizio
sanitario regionale invita la popolazione ad adottare tutte le misure utili a
limitare le punture di zanzara: utilizzare repellenti, installare zanzariere,
indossare abiti che coprano braccia e gambe nelle ore serali ed eliminare i
ristagni d'acqua, principali luoghi di riproduzione degli insetti.
L'obiettivo
è contenere il rischio di trasmissione durante il periodo estivo, in attesa che
l'evoluzione della sorveglianza epidemiologica consenta di monitorare
l'eventuale comparsa dei primi casi umani.
(Fonte: post del Comune di Marzabotto)