lunedì 18 maggio 2026

Giovanna Botteri a Sasso Marconi

 A Villa Griffone un incontro sul giornalismo, la memoria e il racconto del presente



Una riflessione sul ruolo dell’informazione nel tempo delle grandi crisi globali, delle guerre e della comunicazione istantanea. Sarà questo il cuore dell’incontro pubblico in programma domani, martedì 19 maggio, alle ore 18 nell’Aula Magna di Villa Griffone, a Pontecchio Marconi, dove la giornalista Giovanna Botteri ( nella foto) riceverà il Premio “Città di Sasso Marconi”.

L’appuntamento, intitolato “Sintonizzati sul presente”, si propone come un momento di confronto aperto sul valore del giornalismo contemporaneo e sulla capacità della cronaca di trasformarsi in memoria collettiva. A dialogare con Botteri sarà il giornalista e scrittore Luca Bottura, in una conversazione dedicata al mestiere dell’inviato e alla responsabilità del racconto dei grandi eventi del nostro tempo.

Volto storico del giornalismo televisivo italiano, Giovanna Botteri ha raccontato negli anni alcuni dei passaggi più significativi della storia contemporanea: dai conflitti internazionali agli scenari geopolitici più complessi, fino ai cambiamenti sociali e culturali che hanno attraversato il mondo negli ultimi decenni. La sua esperienza come corrispondente Rai dall’estero rappresenta una testimonianza diretta di come il giornalismo possa contribuire non soltanto a informare, ma anche a costruire coscienza civile e memoria condivisa.

L’iniziativa pone al centro alcune domande particolarmente attuali: la cronaca può ancora aiutare una società a comprendere sé stessa? In che modo l’informazione quotidiana diventa patrimonio storico e culturale? E quale ruolo mantengono oggi gli inviati in un sistema mediatico dominato dalla velocità e dalla comunicazione continua?

Il dialogo tra Botteri e Bottura offrirà così l’occasione per riflettere sul rapporto tra notizia e memoria, approfondendo il valore del giornalismo come strumento di interpretazione della realtà e di conservazione dei grandi fatti che segnano un’epoca.

La scelta di Villa Griffone come sede dell’incontro aggiunge inoltre un valore simbolico all’evento. Luogo profondamente legato alla figura di Guglielmo Marconi e alla nascita delle telecomunicazioni moderne, il complesso di Pontecchio rappresenta uno spazio ideale per discutere di comunicazione, trasmissione delle informazioni e responsabilità culturale dei media.

L’incontro si concluderà con un aperitivo finale aperto ai partecipanti, in un momento conviviale pensato per favorire il dialogo tra pubblico, ospiti e organizzatori.

Il SIAP Emilia-Romagna: «Vicini ai feriti. Straordinario il coraggio dei cittadini. Ma sul disagio mentale resta un vuoto normativo»

 



La Segreteria regionale del SIAP Emilia-Romagna (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) esprime «il più profondo sentimento di vicinanza e solidarietà» ai cittadini rimasti feriti nel drammatico episodio avvenuto ieri pomeriggio in via Emilia Centro, a Modena.

«I nostri pensieri – si legge nella nota – sono rivolti in particolare a chi, in queste ore, sta lottando in ospedale».

Il sindacato sottolinea inoltre «il coraggio e l’alto senso civico» dei quattro cittadini che, intervenendo immediatamente, sono riusciti a fermare l’aggressore armato di coltello. Tra loro anche due commercianti di origine straniera. «Il loro intervento – afferma il SIAP – ha evitato che il bilancio potesse aggravarsi ulteriormente e rappresenta l’argine più forte e nobile contro la follia e la criminalità».

Un plauso viene rivolto anche alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, alle altre forze dell’ordine, al personale sanitario e ai soccorritori intervenuti. «Grazie a una risposta operativa tempestiva e coordinata – prosegue il sindacato – i colleghi sono intervenuti in pochissimi minuti, mettendo in sicurezza l’area e garantendo i primi soccorsi ai feriti in un contesto di altissima tensione».

Il SIAP torna poi a denunciare quello che definisce «un vuoto normativo sul disagio psichico». «Se le notizie sul profilo dell’aggressore saranno confermate – spiega la segreteria regionale – ci troviamo di fronte all’ennesimo dramma figlio di un limbo legislativo e istituzionale tra gestione sanitaria e ordine pubblico».

Secondo il sindacato, la mancanza di strumenti adeguati porta sempre più spesso personale medico e forze dell’ordine a trovarsi «a fare da scudo umano», gestendo situazioni che richiederebbero invece «protocolli sanitari e legislativi preventivi ben definiti».

Il SIAP richiama inoltre l’attenzione sulla carenza di organici in Emilia-Romagna. «I dati dell’Osservatorio sui Conti Pubblici parlano chiaro: la nostra regione è terzultima in Italia per densità di forze dell’ordine, con appena 235 agenti ogni 100 mila abitanti». Un dato che, secondo il sindacato, appare sproporzionato rispetto «all’alto tasso di delittuosità e alla complessità economica, industriale e turistica del territorio».

«Non si può continuare a garantire la sicurezza dei cittadini e degli operatori con uffici e Questure in costante sofferenza d’organico – conclude il SIAP Emilia-Romagna –. La sicurezza non si costruisce con i miracoli, ma attraverso una distribuzione equa e realistica delle risorse umane sul territorio».

domenica 17 maggio 2026

Sasso Marconi riscopre Maurizio Osti: arte, memoria e identità nei Marconi Days 2026



In occasione dei Marconi Days 2026, il Comune di Sasso Marconi ha promosso una riflessione sulla memoria storica e artistica del territorio attraverso opere, testimonianze e documenti capaci di intrecciare cultura visiva, identità collettiva e ricerca estetica. Al centro dell’iniziativa, la figura di Maurizio Osti, artista nato a Sasso Marconi nel 1944 e protagonista di un importante percorso nel panorama della ricerca artistica contemporanea.

Tra i riferimenti culturali richiamati durante l’incontro emerge il volume Sasso e Marconi nelle cartoline d’epoca, curato da Giuseppe Dall’Olio con testi di Francesco Fabbriani e pubblicato in occasione del 40° anniversario del Circolo Filatelico. L’opera raccoglie immagini storiche del paese e delle sue borgate, offrendo un prezioso racconto iconografico delle trasformazioni urbanistiche, paesaggistiche e sociali del territorio tra la fine dell’Ottocento e il dopoguerra.

In una e-mail inviata il 1° gennaio 2007 a Giuliano “Nanni”, Osti definiva il volume «un documento dell’infanzia del paese», capace di testimoniare «ciò che è andato perduto e ciò che il dopoguerra ha conservato». L’artista sottolineava inoltre il valore della raccolta come ritratto progressivo di Sasso Marconi, costruito grazie alla passione e alla meticolosa ricerca di un collezionista.

Particolarmente significativa, secondo Osti, anche la sezione dedicata a Guglielmo Marconi, figura che con il proprio nome ha reso il paese riconoscibile a livello internazionale.


Tra le opere donate al Comune di Sasso Marconi spicca Elogio della Bellezza, litografia offset realizzata da Maurizio Osti e stampata da Pazzini Editore di Verucchio nel giugno 2013.

L’opera, in tiratura limitata di 150 copie firmate e numerate a mano, nasce da un testo poetico concepito nel 1999 come testimonianza spirituale e riflessione sulla natura inesauribile della bellezza. Nel 2002 il testo assume la forma di manifesto poetico e artistico, integrando ricerca tipografica, poesia visiva, arte concettuale e sperimentazione grafica.

Il carattere utilizzato, il Folk Regular, è stato disegnato dallo stesso Osti e successivamente pubblicato dalla fonderia digitale FontFont di Berlino. La composizione tipografica e cromatica dell’opera allude al rapporto tra microcosmo e macrocosmo, sviluppando un intreccio di ritmi grafico-musicali che rendono il lavoro leggibile su tre livelli: poetico, grafico e artistico.


La copia n. 95/150 è stata consegnata al Comune il 1° ottobre 2025 come dono simbolico alla città natale dell’artista. Nella stessa occasione Osti ha donato anche il manifesto 2 Agosto 1992 – Il Manifesto, la Memoria, dedicato alla strage della stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

L’opera rievoca l’attentato terroristico attraverso un linguaggio grafico espressionista e fortemente emotivo, lontano da ogni neutralità formale. Il manifesto si propone come invocazione di giustizia e memoria civile, mantenendo viva la domanda di verità sulle responsabilità della strage che provocò 85 morti e oltre 200 feriti.

Secondo Osti, il lavoro nasce dalla necessità di evitare ogni forma di rassegnazione estetica o istituzionale, trasformando il linguaggio grafico in testimonianza politica e morale.

Il critico d’arte Claudio Cerritelli ha individuato nell’opera di Osti una costante tensione poetica e conoscitiva:

«Osti è consapevole di frequentare metodologie grafiche affini alla sua ricerca d’artista ed è convinto di esprimere la medesima tensione poetica che caratterizza il suo modo di testimoniare l’arte come luogo dell’inafferrabile armonia».

Per Cerritelli, l’arte di Osti si fonda sulla ricerca delle contraddizioni come via necessaria per accedere a una conoscenza sensibile della bellezza.

L’iniziativa, svoltasi il 13 maggio 2026 nella Sala Consiliare del Comune di Sasso Marconi, ha visto la partecipazione del sindaco Roberto Parmeggiani, di Marilena Lenzi, di Maurizio Osti e della poetessa Mara Cini.

Particolare rilievo è stato dato al dialogo tra memoria della violenza e ricerca della bellezza: due dimensioni che, nelle intenzioni dell’artista, rappresentano poli opposti ma inseparabili dell’esperienza umana e civile.

Il percorso artistico di Maurizio Osti:

Maurizio Osti è nato a Sasso Marconi nel 1944. Ha insegnato “Tecniche grafiche speciali” e, dal 2004, il corso triennale di “Grafica” presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna. La sua attività si sviluppa nei diversi ambiti della ricerca artistica e grafica.

La sua formazione si colloca nel clima delle neoavanguardie, nell’area della Poesia Visiva, della Nuova Scrittura, dell’Arte Concettuale e della Minimal Art. Ha partecipato a numerose mostre, tra cui Linee della ricerca artistica in Italia 1960-80 a Roma, l’Undicesima Quadriennale del 1986, Arte e Alchimia alla XLII Biennale di Venezia, Poesia Totale 1897-1987 a Mantova e Bologna Contemporanea 1975-2005.

Sul finire degli anni Settanta, Osti innesta nella propria ricerca una riflessione sul mito e sull’immagine, elaborando il concetto di “Icone d’Occidente”, termine da lui coniato nel 1994. Nel 2009 riceve il Premio Marconi per l’Arte Multimediale e nel 2014 viene invitato alla Biennale Disegno Rimini – Il nido delle idee a Castel Sismondo con la mostra Tra invenzione ed evocazione.

Nel corso della sua carriera ha ideato libri per l’infanzia, opere di grafica editoriale, manifesti, marchi, caratteri tipografici e progetti visivi di pubblica utilità. È inoltre autore di libri d’artista, tra cui Cantica (1972) e Most High Lord (Pazzini, 1993), dedicato alla traduzione del Cantico delle Creature di San Francesco realizzata da Ezra Pound.

Ha infine progettato, insieme a Jane Patterson, la famiglia di caratteri digitali FF Folk Font, pubblicata da FontShop International e distribuita  attualmente a livello internazionale da Monotype Inc .

Giro d’Italia 2026, Davide Ballerini primo al traguardo volante di Marzabotto

Lo sprint 


È stato Davide Ballerini a transitare per primo al traguardo volante di Marzabotto durante la 9ª tappa del Giro d'Italia 2026, la Cervia–Corno alle Scale.

La volata intermedia, collocata lungo il percorso appenninico della tappa, ha animato una fase particolarmente vivace della corsa, caratterizzata dalla presenza di una fuga numerosa e combattiva. Ballerini è riuscito a imporsi nello sprint davanti agli altri attaccanti di giornata, conquistando così il passaggio per primo sotto lo striscione del traguardo volante.

Il transito a Marzabotto ha rappresentato uno dei momenti più significativi del percorso emiliano della tappa, salutato dalla presenza di numerosi appassionati lungo le strade del territorio bolognese. La corsa è poi proseguita verso le salite dell’Appennino in direzione di Corno alle Scale, teatro del finale di tappa.

Per Ballerini, corridore noto per le sue qualità nelle classiche e negli sprint in gruppi ristretti, il successo al traguardo volante conferma una giornata vissuta da protagonista all’interno della fuga.

Il passaggio del gruppo 

Madonna dei Fornelli ricorda il 15 maggio 1945

 Restaurato il pilastrino della memoria: una cerimonia per custodire storia, dolore e identità della comunità



Oggi, domenica 17 maggio 2026, alle ore 17, la comunità di Madonna dei Fornelli si ritroverà attorno a uno dei suoi luoghi più simbolici per inaugurare il restauro conservativo del pilastrino dedicato al tragico evento del 15 maggio 1945.

L’iniziativa, promossa dal Comune di San Benedetto Val di Sambro insieme al Comitato Soci Emilbanca di Madonna dei Fornelli e con il sostegno di Via Mater Dei, assume un significato che va oltre il semplice recupero architettonico.

Il restauro restituisce dignità e visibilità a un luogo che per decenni ha custodito il ricordo di una vicenda dolorosa, tramandata di generazione in generazione dagli abitanti della zona. Intervenire su un simbolo della memoria significa riaffermare il valore della storia locale, soprattutto in un tempo in cui il rischio dell’oblio appare sempre più presente.

La cerimonia sarà dunque non soltanto un momento istituzionale, ma anche un’occasione di raccoglimento civile e umano. Attorno al pilastrino restaurato si incontreranno cittadini, associazioni e rappresentanti del territorio per rendere omaggio alle vittime e riflettere sul significato della memoria storica come patrimonio condiviso.

In luoghi come Madonna dei Fornelli, dove la storia si intreccia profondamente con il paesaggio e con la vita delle comunità montane, ogni segno conservato acquista un valore speciale. Il recupero del monumento diventa così un gesto di responsabilità verso il passato, ma anche un messaggio rivolto alle nuove generazioni: ricordare significa comprendere, custodire e tramandare.

L’Appennino bolognese continua così a raccontare, attraverso i suoi piccoli monumenti e le sue pietre silenziose, una storia fatta di sofferenza, resistenza e identità collettiva.