domenica 23 agosto 2026

Pecora cade in un pozzo artesiano: intervento delicato dei Vigili del Fuoco a Gaggio Montano

 Operazione di soccorso in località Molinaccio: l’animale, precipitato in un pozzo profondo tre metri e largo appena 80 centimetri, è stato recuperato senza conseguenze



Un intervento di soccorso animale particolarmente delicato e caratterizzato da condizioni operative non prive di rischio si è reso necessario nella tarda mattinata di oggi, in località Molinaccio, a Gaggio Montano.

Alle 12:45, una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando provinciale di Bologna, proveniente dal distaccamento volontario di Gaggio Montano, è intervenuta per il recupero di una pecora accidentalmente caduta all’interno di un pozzo artesiano profondo circa tre metri e con un diametro di appena 80 centimetri.

La conformazione stretta e profonda del manufatto ha reso l’operazione particolarmente impegnativa. Raggiungere l’animale all’interno di uno spazio così angusto ha richiesto attenzione, precisione e l’adozione di tutte le necessarie cautele operative, trattandosi di un intervento in ambiente confinato e con concrete difficoltà di accesso e di movimentazione.

Nonostante la caduta, la pecora non aveva riportato ferite e si trovava in buone condizioni di salute, sebbene fosse rimasta intrappolata sul fondo del pozzo. I Vigili del Fuoco sono riusciti a raggiungerla e, attraverso una complessa manovra di recupero, a estrarla in sicurezza dall’interno del pozzo.

L’intervento si è concluso nel migliore dei modi: una volta riportata in superficie, la pecora è stata affidata nuovamente al proprio proprietario.

Un’operazione che, ancora una volta, evidenzia la varietà e la complessità degli interventi affrontati quotidianamente dai Vigili del Fuoco, chiamati a operare non soltanto per la sicurezza delle persone, ma anche per il soccorso e la salvaguardia degli animali, spesso in condizioni ambientali particolarmente difficili e potenzialmente pericolose.

Vigili del Fuoco Bologna
Co.Em. – Comunicazione in Emergenza

Picchiarono minorenne e ripresero con lo smartphone, denunciati 5 coetanei

 I fatti a giugno nel Bolognese. Indagini da segnalazione di una madre che scoprì il video

Foto d'archivio 


 

Cinque minorenni sono stati denunciati dalla Polizia di Stato per il pestaggio di un minore di 14 anni, filmato con lo smartphone e diffuso in una chat di gruppo.

L'aggressione, avvenuta a giugno in un parco pubblico della provincia di Bologna, sarebbe consistita in calci e schiaffi ripetuti, sferrati anche quando la vittima si trovava a terra, che avrebbero procurato dolori diffusi, diverse abrasioni e un trauma alla mandibola tale da impedirle di mangiare e masticare per giorni.
    A far scattare le indagini era stata la segnalazione, tramite l'app YouPol, della madre di un ragazzo estraneo ai fatti, che aveva scoperto il video monitorando le chat del figlio, a sua volta ricevuto da un conoscente.
    L'intervento tempestivo degli agenti aveva permesso di acquisire subito indizi e prove utili alle indagini successive, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni.
    Attraverso l'audizione protetta della vittima e la visione del filmato, la Squadra Mobile ha identificato i cinque presunti responsabili, tutti minorenni: tre di loro non sono imputabili per l'età.
 

Su disposizione della Procura minorile dell'Emilia-Romagna sono state eseguite perquisizioni con sequestro dei telefoni dei ragazzi coinvolti.
    La Polizia sottolinea, in una nota, come il caso sia emerso solo grazie all'attenzione di una madre estranea alla vicenda, segno di quanto le giovani vittime di episodi simili possano essere restie a denunciare o vergognarsi di farlo. Da qui l'invito a segnalare tempestivamente situazioni di disagio o di reato, ribadendo che il coraggio sta nel denunciare, non nell'aggredire coetanei sfruttando la superiorità numerica o fisica e nel diffonderne pubblicamente le immagini. (ANSA)

Maltempo sull’Appennino bolognese: 10 squadre dei Vigili del fuoco impegnate in circa 80 interventi

 

Foto d'archivio

Il maltempo che ha colpito il territorio bolognese nella giornata di sabato 21 agosto ha richiesto un intenso lavoro da parte dei Vigili del fuoco. Il Comando provinciale di Bologna ha mobilitato complessivamente 10 squadre, impegnate in circa 80 interventi di messa in sicurezza nelle aree maggiormente interessate dagli effetti delle condizioni meteorologiche avverse.

Le situazioni più critiche si sono registrate soprattutto nell’area appenninica, con interventi concentrati nei territori di Gaggio Montano e Vergato, oltre che nella zona di Imola.

Le squadre dei Vigili del fuoco hanno operato per rimuovere le situazioni di pericolo e ripristinare le condizioni di sicurezza nelle aree colpite, affrontando le conseguenze del maltempo che ha interessato diverse località della provincia.

Fortunatamente, non si registrano persone ferite. L’attività dei soccorritori è proseguita per garantire la sicurezza della popolazione e dei territori interessati dagli eventi meteorologici.

Appennino bolognese, Evangelisti (FdI): «Spopolamento e crisi abitativa non si risolvono con le politiche della Regione»

 La capogruppo raccoglie le preoccupazioni di Confabitare, Asppi e Ape-Confedilizia e chiede un tavolo permanente di confronto istituzionale



«La montagna bolognese non si salva con la retorica della semplificazione o con misure punitive per i proprietari: servono risorse concrete, investimenti infrastrutturali e una fiscalità di vantaggio». È quanto sostiene Marta Evangelisti, capogruppo di Fratelli d’Italia in Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in un’interrogazione nella quale rilancia le preoccupazioni espresse dalle principali associazioni della proprietà immobiliare — Confabitare, Asppi e Ape-Confedilizia — sulle nuove politiche abitative e urbanistiche della Giunta regionale.

Secondo Evangelisti, il mercato immobiliare dell’Appennino sconta già valori e canoni di locazione contenuti, anche a causa della debolezza della domanda. L’introduzione di ulteriori vincoli o di tetti ai canoni, osserva la capogruppo, rischierebbe di spingere i piccoli proprietari a ritirare gli immobili dal mercato, favorendone il mancato utilizzo e, in alcuni casi, l’abbandono.

«Per questo — sottolinea — ritengo necessaria l’introduzione di incentivi fiscali mirati, come la drastica riduzione o l’azzeramento delle imposte locali e regionali sugli immobili locati nei Comuni montani».

Per la consigliera, inoltre, non è possibile pensare di attrarre nuovi residenti, giovani coppie e professionisti che lavorano da remoto in territori nei quali persistono problemi di connettività. «La Giunta — evidenzia Evangelisti — deve predisporre un piano straordinario, accompagnato da un cronoprogramma certo, per garantire la copertura a banda larga e ultralarga di tutti i nuclei frazionali e superare definitivamente il digital divide».

Tra le criticità richiamate nell’atto ispettivo figurano anche i ritardi nel completamento di opere infrastrutturali considerate strategiche, come la Bretella di Silla, ritenuta fondamentale per la sicurezza e la fluidificazione del traffico locale, e i disservizi strutturali della linea ferroviaria Porrettana, infrastruttura essenziale per i pendolari che quotidianamente raggiungono il capoluogo.

«Di fronte a un quadro socioeconomico nel quale intere vallate devono fare i conti con la desertificazione commerciale, la chiusura dei presidi e l’abbandono edilizio — incalza Evangelisti — l’esecutivo regionale deve chiarire quali strumenti intenda mettere in campo per tutelare la proprietà privata e favorire un mercato locativo accessibile».

Infine, la capogruppo di Fratelli d’Italia chiede la costituzione di un Tavolo permanente di confronto istituzionale che coinvolga i sindaci dell’Appennino bolognese, le associazioni di categoria e le forze produttive del territorio.

L’obiettivo, conclude Evangelisti, è fare in modo che le politiche regionali siano costruite a partire dalle esigenze concrete delle comunità montane e possano sostenere effettivamente il rilancio del territorio, il potenziamento delle infrastrutture e il ripopolamento dell’Appennino bolognese.

Appennino bolognese: divieto temporaneo di raccolta funghi nei castagneti in coltura dal 21 settembre al 9 novembre 2026

 



L’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese informa che è stato disposto il divieto temporaneo di raccolta dei funghi epigei spontanei in tutti i castagneti da frutto in attualità di coltura del territorio.

La misura rimarrà in vigore dal 21 settembre al 9 novembre 2026 e riguarda esclusivamente i terreni regolarmente coltivati e condotti.

I Comuni interessati

Il provvedimento si applica all'intero territorio dei Comuni di:

·         Alto Reno Terme

·         Camugnano

·         Castel d’Aiano

·         Castel di Casio

·         Castiglione dei Pepoli

·         Gaggio Montano

·         Grizzana Morandi

·         Lizzano in Belvedere

·         Marzabotto

·         Monzuno

·         San Benedetto Val di Sambro

·         Vergato

 

Il divieto riguarda tutti i raccoglitori ad eccezione del proprietario o conduttore del fondo.

Nota per i cercatori: Le restrizioni si applicano anche a chi è in possesso di un regolare tesserino autorizzatorio in corso di validità, a prescindere dalla tipologia o dalla modalità di rilascio.

La decisione è stata presa in conformità con la Legge Regionale n. 6/1996 (disciplina della raccolta dei funghi epigei spontanei) e la L.R. n. 9/2013, nell'ambito delle competenze delegate all'Unione per la tutela e la gestione delle attività agricole e forestali del territorio.

Per ulteriori informazioni e per consultare il testo integrale dell'Avviso Pubblico, è possibile visitare il sito istituzionale dell'Unione dei Comuni dell'Appennino Bolognese.