lunedì 2 novembre 2026

Sasso Marconi, lavori urgenti sul raccordo R43: chiusura notturna e senso unico alternato in via Setta

 Interventi sulle barriere di sicurezza tra Sasso Marconi e Cinque Cerri. Disagi alla circolazione anche in via Setta, con modifiche allaviabilità dalle 21 alle 5.



Il Comune di Sasso Marconi informa che Autostrade per l’Italia ha programmato per questa notte un intervento urgente di manutenzione straordinaria sul raccordo autostradale R43, la bretella che collega Sasso Marconi alla località Cinque Cerri.

Per consentire il ripristino dei new jersey e delle barriere di sicurezza lungo un tratto del raccordo, la strada sarà temporaneamente chiusa al traffico.

I lavori comporteranno modifiche alla viabilità anche sulla vicina via Setta. Dalle ore 21 di lunedì 2 novembre alle ore 5 di martedì 3 novembre sarà istituito un senso unico alternato, regolato in corrispondenza del cantiere, subito dopo l'incrocio con via Ziano di Sotto.

La limitazione interesserà un tratto di circa 100 metri in direzione Monzuno, come indicato nella planimetria diffusa dal Comune.

Il provvedimento si rende necessario per consentire lo svolgimento degli interventi in condizioni di sicurezza. Si raccomanda agli automobilisti di prestare attenzione alla segnaletica temporanea e di procedere con prudenza in prossimità del cantiere.

Carabinieri Forestali, il Generale Rosa Patrone assume il comando della Regione Emilia-Romagna






Il Generale di Brigata Rosa Patrone è il nuovo Comandante della Regione Carabinieri Forestale Emilia-Romagna. Ha assunto ufficialmente l’incarico oggi, nel corso di una cerimonia che si è svolta presso la sede del Comando Legione Carabinieri Emilia-Romagna, alla presenza delle principali autorità dell’Arma.

Alla cerimonia ha partecipato il Generale di Corpo d’Armata Fabrizio Parrulli, Comandante delle Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri (CUFAA), a testimonianza dell’attenzione del vertice dell’Arma nei confronti della componente forestale e del suo ruolo strategico nella tutela del territorio, nella salvaguardia dell’ambiente e nella prevenzione degli illeciti. Presenti anche il Generale di Brigata Enrico Scandone, Comandante della Legione Carabinieri Emilia-Romagna, e il Generale di Brigata Pasqualino Toscani, Comandante Provinciale dei Carabinieri di Bologna.

Il Generale Patrone subentra al Tenente Colonnello Francesca Becchetti, che ha retto il Comando garantendo, con competenza e professionalità, continuità all’attività istituzionale. Becchetti ricopre anche l’incarico di Comandante del Gruppo Carabinieri Forestale di Bologna.



Una carriera ai vertici dell’Arma

Rosa Patrone è la più giovane donna ad aver raggiunto il grado di Generale nell’Arma dei Carabinieri. Il suo percorso professionale è caratterizzato da incarichi di crescente responsabilità nei settori dell’organizzazione, della gestione delle risorse umane, della formazione e dell’ordinamento.

Nel 2012, con la promozione al grado di Generale, ha assunto il comando della Regione Carabinieri Forestale Molise. Nel 2016 è stata successivamente destinata al comando delle Regioni Lazio e Sardegna.

Dal 2017 ha prestato servizio presso il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, dirigendo l’Ufficio Personale e curando la gestione di circa 7.000 Carabinieri Forestali. Ha poi ricoperto gli incarichi di Consigliere del Generale Comandante della Specialità Forestale e di Capo dell’Ufficio Ordinamento, Addestramento, Informazioni e Operazioni.

Dal 2023 ha svolto il ruolo di Vice Comandante del Comando per la Tutela Forestale e dei Parchi, contribuendo alle attività di indirizzo e coordinamento della specialità.

Avvocato, ha conseguito due master, rispettivamente in Diritto del lavoro nelle amministrazioni pubbliche e Gestione del personale e in Diritto informatico, oltre a una specializzazione in Teoria e tecnica della formazione. Ha inoltre maturato competenze nel campo della cooperazione civile e militare e un’esperienza internazionale a Sarajevo.

Nel 2019 è stata insignita dell’onorificenza di Cavaliere Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Nuove responsabilità per la tutela del territorio

Con il nuovo incarico, il Generale Rosa Patrone assume la responsabilità del coordinamento dei Carabinieri Forestali in Emilia-Romagna, una componente fondamentale del presidio di legalità e della protezione del patrimonio naturale regionale.

L’avvicendamento apre una nuova fase nel segno della continuità istituzionale, della valorizzazione delle professionalità e del rafforzamento dell’azione di tutela dell’ambiente, delle foreste e della biodiversità. Un impegno che i Carabinieri Forestali continuano a svolgere quotidianamente al servizio della collettività e della salvaguardia del territorio.

F1, Alberto Tomba: 'Io e Kimi della stessa pasta, mi rivedo in lui'

 Lo sciatore bolognese è amico del pilota: 'Gli ho regalato un braccialetto del fan club' 




"Mi rivedo in lui, Kimi ed io siamo della stessa pasta emiliana, quella quella ci hanno cucinato le nostre famiglie, le tagliatelle e i tortellini.

    Anche io ho iniziato a vincere giovanissimo, e lui, come me, è diretto, sano, genuino. Lava la macchina a mano, si commuove, ha portato gioia nell'ambiente". Alberto Tomba, il grande campione di sci, parla così, al telefono con l'ANSA, del Mondiale di F1 vinto da Kimi Antonelli. 

    Hanno le stesse origini, bolognesi: "Kimi di Casalecchio, io di San Lazzaro, ci separano solo 12 chilometri, 12 come il suo numero di gara". I due campioni sono diventati amici. Si erano conosciuti perché i genitori di Kimi Antonelli erano grandi tifosi di Alberto Tomba. Nel 2025, quando il pilota stava per debuttare in F1, lo sciatore gli mandò un videomessaggio di incoraggiamento, tramite un amico comune. Kimi rispose e da lì è nato un rapporto di amicizia. Si sono poi incontrati e hanno passato giorni insieme, anche durante la scorsa estate. 
    "Mesi fa gli ho regalato un braccialetto del mio fan club, gliel'ho rivisto in questi giorni", racconta Alberto Tomba.
    I due si sono sentiti spesso anche nell'ultimo periodo. "Mi ha chiesto: 'Albi, mi mandi le rime che facevi per le vittorie? - racconta Alberto Tomba - Io ero a bravo a farle: 'Settima vittoria, continua la storia', 'l'ottava, la mia schiava', 'la nona a tutti le suona', e via così".
    Insomma, campioni di generazioni diverse, con tante cose in comune. "Prima o poi - continua Tomba - Kimi arriverà in Ferrari e sarà bellissimo". (ANSA)

Pietra a chilometro zero per i piccoli restauri: meno burocrazia, ma controlli garantiti

Un'interrogazione alla Giunta regionale punta a introdurre procedure autorizzative semplificate per utilizzare quantità limitate di materiale lapideo proveniente da cave dismesse o siti idonei nelle vicinanze degli interventi. «Meno costi e trasporti, senza ridurre le tutele ambientali».


Riparare un muretto di contenimento, sistemare una recinzione o recuperare una pavimentazione in pietra di un vecchio casolare sulle colline e sulle montagne dell'Emilia-Romagna può richiedere soltanto pochi materiali. Eppure, per reperire pietre compatibili con quelle originarie, spesso è necessario rivolgersi a fornitori lontani, con conseguenti aumenti dei costi, dei tempi di realizzazione e dell'impatto ambientale legato ai trasporti.

È il problema sollevato dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica), che ha presentato un'interrogazione a risposta scritta alla Giunta regionale per chiedere una disciplina più semplice per i prelievi di piccole quantità di materiale lapideo in prossimità dei cantieri.

Nelle aree collinari e montane della regione sono numerosi gli edifici rurali, i fabbricati privati, i muri di contenimento, le recinzioni e le pavimentazioni realizzati con pietra locale. Intervenire sulla loro manutenzione e sul loro recupero richiede materiali simili a quelli impiegati originariamente, così da preservare la continuità costruttiva, architettonica e paesaggistica dei manufatti.

Le difficoltà emergono soprattutto nei lavori di modesta entità, per i quali sarebbero sufficienti quantitativi limitati di pietra, reperibili anche in aree vicine al cantiere senza dover avviare vere e proprie attività estrattive. In assenza di procedure specifiche per regolamentare questi piccoli prelievi, tuttavia, il materiale deve spesso essere acquistato sul mercato e trasportato da località anche molto distanti.

«Non ha senso far viaggiare per chilometri un camion di pietra per riparare qualche metro di muro», osserva Mastacchi. «Prendersi cura degli edifici esistenti significa difendere il paesaggio e l'identità dei nostri territori, soprattutto in montagna e in collina. Dobbiamo rendere questi interventi più semplici e meno costosi, senza abbassare di un millimetro le tutele».

Con l'interrogazione, il consigliere chiede quindi alla Giunta se intenda promuovere, nell'ambito delle competenze regionali e nel pieno rispetto delle normative ambientali, paesaggistiche e idrogeologiche, una disciplina specifica o procedure autorizzative semplificate per consentire il prelievo di quantità limitate di pietra da cave dismesse o da altri siti idonei situati nelle vicinanze degli interventi.

La proposta riguarda esclusivamente lavori di modesta entità destinati alla manutenzione, al recupero e al restauro del patrimonio edilizio esistente. I prelievi dovrebbero avvenire sotto il controllo degli enti competenti e nel rispetto di tutte le prescrizioni previste dalla normativa vigente.

L'obiettivo è duplice: favorire l'impiego di materiali coerenti con le caratteristiche del territorio e ridurre i costi, i tempi di intervento e le emissioni legate al trasporto di pietre provenienti da località lontane.

«Utilizzare una pietra che viene dal posto, anziché farla arrivare da molto lontano, fa bene al paesaggio, all'ambiente e anche al portafoglio di chi vuole recuperare una casa o un muro di famiglia», conclude Mastacchi. «Chiediamo alla Giunta di valutare una soluzione di buon senso, con regole chiare e controlli certi».

Sospettato di una rapina , fugge e si mette in bocca dei pezzi di vetro per autolesionarsi. salvato dai carabinieri e successivamente arrestato.

 

Foto d'archivio del  Comando Carabinieri



I Carabinieri  hanno arrestato un 32enne marocchino, senza fissa dimora, per rapina impropria e resistenza a un Pubblico Ufficiale.

L’attenzione dei militari è stata richiamata da due Agenti della Polizia Locale e dal personale di un supermercato, intenti a inseguire un individuo a torso nudo. Ipotizzando la commissione di un reato, i Carabinieri hanno tempestivamente supportato l’inseguimento, riuscendo a bloccare il soggetto mentre tentava di occultarsi sotto un’autovettura in sosta. 

All’esito della ricostruzione della dinamica degli eventi, è emerso che il 32enne, poco prima, aveva aggredito il personale dell’esercizio commerciale al fine di garantirsi la fuga e il possesso di merce (generi alimentari) precedentemente asportata. Durante le fasi di contenimento e identificazione, l’uomo ha opposto attiva resistenza agli operanti e, in un momento di concitazione, si è messo in bocca dei frammenti di vetro che aveva raccolto da terra. Al fine di scongiurare conseguenze lesive per l’incolumità del fermato, un Carabiniere è prontamente intervenuto per estrarre i corpi estranei dal cavo orale del 32enne, riportando lievi lesioni a seguito di un morso sferrato da quest’ultimo.   Messo in sicurezza, l’uomo è stato trasportato al il Pronto Soccorso per gli accertamenti sanitari del caso, venendo in seguito dimesso. 

Il 32enne è stato dichiarato in stato di arresto. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, l’indagato è stato condotto in Tribunale per l’udienza di convalida e il contestuale giudizio direttissimo. Il Giudice ha convalidato l’arresto e, a seguito della richiesta dei termini a difesa, ha disposto per l’uomo l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.