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mercoledì 11 marzo 2026

Dalla Germania alla Valle del Reno per imparare l’arte del “sasso”

 



L’antica arte degli scalpellini varca i confini nazionali e diventa occasione di confronto internazionale. La Bottega degli artigiani della Valle del Reno è stata infatti scelta per partecipare al progetto internazionale “CONNAC­TIONS: Condividere, cooperare, conoscere”, iniziativa che punta a costruire una rete di collaborazione tra Italia e Germania per rilanciare la storica filiera della pietra.

L’obiettivo è valorizzare un sapere artigianale antico, puntando soprattutto sulla formazione dei giovani e sul fascino di un mestiere che non vuole scomparire. Il progetto prevede un viaggio di studio che coinvolge esperti e apprendisti italiani e tedeschi tra Siena e l’Appennino bolognese, con momenti di confronto dedicati alle tecniche di lavorazione della pietra e ai nuovi percorsi formativi.

Particolarmente intensa sarà la tappa montana, che prevede diversi appuntamenti sul territorio. Gli ospiti saranno accompagnati anche a Montovolo, dove nel Medioevo i maestri comacini lasciarono numerose testimonianze artistiche. Il percorso proseguirà poi tra cave, laboratori e botteghe storiche, attraversando luoghi in cui il tempo sembra essersi fermato, fino a raggiungere Camugnano, offrendo così uno sguardo diretto sulla tradizione della lavorazione dell’arenaria che ha segnato la storia dell’Appennino bolognese.

sabato 14 febbraio 2026

Viabilità in Valle del Reno, tra annunci e interrogativi



Sarebbe utile capire che cosa stia realmente “bollendo nella pentola” della viabilità della Valle del Reno. Ma, al momento, il quadro appare tutt’altro che definito.

Nei giorni scorsi la stampa locale ha riportato le dichiarazioni del capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, che ha accostato due interventi strategici: la Bretella Reno-Setta e l’ammodernamento della storica Porrettana nel tratto Vergato–Sasso Marconi. Dicendo che le due cose debbono procedere in parallelo.

A seguire, una nuova comunicazione ha attribuito al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, guidato dall’onorevole Matteo Salvini, l’avvio dell’iter per la realizzazione della Bretella Reno-Setta. I titoli di alcuni articoli lasciavano intendere un’accelerazione imminente, quasi che le macchine operatrici e la grande trivella “Martina” fossero già pronte a entrare in azione.

A rafforzare questa impressione è arrivato poi un post della sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi, che ha salutato con favore la notizia diffusa dal Ministero, sostenendo che la Bretella Reno-Setta sarebbe avviata a diventare realtà. Nello stesso intervento, la sindaca ha ribadito come “resti una priorità assoluta la messa in sicurezza della statale Porrettana”. Ciò non tranquillizza poiché essere una ‘priorità’ non dà concretezza a un possibile prossimo intervento.

Il punto, tuttavia, resta da chiarire: siamo di fronte a un indirizzo politico condiviso e già tradotto in scelte operative, oppure a un’intenzione programmatica ancora in fase preliminare?

Nei mesi scorsi, su impulso dello stesso Bignami — allora viceministro — ANAS aveva presentato tre possibili tracciati per la Bretella, demandando agli enti locali la scelta definitiva. È stato selezionato uno di questi tracciati? E, in caso affermativo, quale?

Sul piano istituzionale, Vergato e Gaggio Montano sembrano aver espresso un orientamento favorevole alla proposta ministeriale. Ma quale posizione ha assunto Grizzana Morandi, il Comune maggiormente coinvolto dal progetto?

Le domande restano numerose, mentre le certezze appaiono ancora limitate. Al momento, più che di cantieri imminenti, si ha l’impressione di trovarsi davanti a una fase di proposte e dichiarazioni d’intenti.

Un chiarimento ufficiale, capace di distinguere tra annunci politici e passaggi amministrativi già compiuti, contribuirebbe a rassicurare cittadini e imprese del territorio. Fino ad allora, non resta che attendere sviluppi più concreti — con l’auspicio, magari, di essere smentiti dai fatti.

Riportiamo i passaggi salienti del post della sindaca Franchi e chiediamo, se lo ritenete opportuno, di riferire una vostra lettura. A noi sembra che siamo ancora alle proposte non concrete.

«Accolgo con favore il nulla osta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti». Così Barbara Franchi commenta il via libera del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti al proseguimento dell’iter della Bretella Reno–Setta.

Il nulla osta del MIT consente ad ANAS di avanzare nella fase progettuale successiva al quadro esigenziale. «Si tratta di un passaggio importante – sottolinea – che riporta la Bretella Reno–Setta all’interno di un percorso tecnico concreto».

Resta ora da chiarire formalmente l’entità delle risorse destinate alla progettazione e i tempi per l’inserimento definitivo dell’opera nella programmazione nazionale. «È evidente che i tempi di realizzazione saranno necessariamente lunghi», osserva Franchi.

Proprio per questo, ribadisce, «resta una priorità assoluta la messa in sicurezza della Strada Statale 64 Porrettana: le opere urgenti non possono attendere la Bretella».

La sindaca ricorda inoltre il lavoro svolto insieme ad altri primi cittadini dell’Appennino, attraverso incontri in Regione, al Ministero a Roma e con ANAS, per arrivare a questo risultato. «Ora servono risorse certe e tempi chiari. La montagna non può più aspettare».

mercoledì 11 febbraio 2026

Viabilità in valle del Reno, progetti in ordine sparso e poche certezze



Capirci non è semplice. Dalla successione di annunci e dichiarazioni si ricava l’impressione che sulla viabilità della valle del Reno regni una grande confusione. Se ne parla molto, probabilmente per dimostrare che il tema è all’attenzione delle istituzioni — e la sua soluzione è di importanza fondamentale per il futuro economico e amministrativo del territorio — ma sull’effettiva operatività degli interventi è lecito nutrire più di uno scetticismo.

La vallata attende da anni opere considerate decisive: l’adeguamento della Porrettana nel tratto Vergato–Sasso Marconi, la Bretella Reno-Setta, il raddoppio della ferrovia tra Casalecchio e Sasso Marconi e persino la Bretella Sasso Marconi–Pianoro.

Nei giorni scorsi, come riportato da Il Resto del Carlino, il capogruppo parlamentare di Fratelli d’Italia Galeazzo Bignami — profondo conoscitore delle criticità della zona — ha sostenuto la necessità di armonizzare in un’unica proposta operativa l’intervento sulla Porrettana Vergato–Sasso Marconi e la Bretella Reno-Setta. Una posizione che qualcuno, maliziosamente, potrebbe leggere come un tentativo di favorire un’intesa politica: la Bretella Reno-Setta, particolarmente cara al centrodestra, e l’adeguamento della Porrettana, progetto già presentato e più vicino alle posizioni del centrosinistra. In sostanza, per ciascuno un compromesso da accettare e un risultato da rivendicare.

L’affermazione del ministro Salvini, riportata oggi sempre dal Carlino, prende però in esame soltanto la Bretella Reno-Setta e sembra bypassare la proposta di un intervento coordinato avanzata da Bignami. Nel frattempo, non è ancora arrivato un pronunciamento chiaro da parte della sinistra locale — Regione, Comuni e Città metropolitana.

Il timore, dunque, è che si continui a parlare senza che seguano atti concreti. E che, ancora una volta, gli annunci restino tali.

Ma ecco cosa arriva dal Ministro Salvini (nella foto):

 Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha notificato ad Anas il nulla osta per proseguire l’iter tecnico della Bretella Reno-Setta, l’infrastruttura strategica che collegherà la valle del Reno (SS64 Porrettana) con la valle del Setta (A1 Autostrada del Sole). Si tratta di un primo via libera formale che consente di andare avanti con la progettazione dell’opera, dal costo stimato di circa 500 milioni di euro.

L’autorizzazione arriva dopo la trasmissione del quadro esigenziale, il documento preliminare che definisce obiettivi, caratteristiche e funzioni dell’infrastruttura. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova arteria stradale di circa 9 chilometri, con corsie larghe 3,75 metri e banchine da 1,50 metri, progettata per velocità comprese tra 60 e 100 chilometri orari.

La bretella è considerata strategica per migliorare l’accessibilità autostradale di numerosi Comuni dell’Appennino bolognese. Secondo le stime, consentirebbe di ridurre di circa 15 minuti i tempi di percorrenza rispetto agli attuali accessi di Sasso Marconi e Pian del Voglio, contribuendo anche ad alleggerire il traffico sulla statale 64 Porrettana.

Tra le finalità dell’opera figurano anche il rafforzamento dei collegamenti tra i centri abitati e le principali reti di trasporto, una maggiore fluidità della mobilità locale e regionale e la riduzione dell’isolamento delle zone montane. La nuova infrastruttura punta infine a sostenere lo sviluppo economico e turistico dell’area, migliorando l’accessibilità per residenti, imprese e visitatori e valorizzando il patrimonio rurale e paesaggistico dell’Appennino bolognese.

Con il nulla osta del Mit, il progetto compie dunque un passo decisivo verso le successive fasi di approfondimento e definizione tecnica.

Ad alimentare ulteriormente la confusione informativa c’è anche la presentazione, avvenuta pochi mesi fa, da parte di Anas, di tre ipotesi progettuali per la Bretella Reno-Setta, opera sostenuta da Galeazzo Bignami. Sulle diverse soluzioni, Regione, Città metropolitana e Comuni interessati erano chiamati a esprimere una valutazione, indicando l’ipotesi ritenuta più condivisibile ed eventuali modifiche da apportare.

Di quell’iter, però, non si è saputo più nulla. Un silenzio che non contribuisce certo a diradare la nebbia che continua ad avvolgere il futuro della viabilità della valle del Reno.

sabato 7 febbraio 2026

Adeguamenti della viabilità nella Valle del Reno, se ne parla, se ne riparla, si propone, si replica, ma poi nulla avviane

 Parlarne serve solo ad allungare i tempi e a zittire l’opinione pubblica: Il tema è all’attenzione degli amministratori. Poi quando la valle del Reno sarà un deserto, tutto risulterà inutile e i politici potranno recitare ‘il de profundis’ della vallata.

L'on Galeazzo Bignami 

L’articolo di oggi, del Resto del Carlino,  riporta l’intervento di Galeazzo Bignami (Fratelli d’Italia) sul dibattito riguardante la Bretella Reno-Setta e la riqualificazione della Porrettana (SS64). Bignami sostiene la necessità di riallineare i due progetti per consentire una valutazione comparativa più corretta, evitando decisioni affrettate o ideologiche. Secondo lui, prima di scegliere bisogna confrontarsi con i territori e le comunità locali, basandosi su analisi tecniche e sul merito delle soluzioni. Alla buon’ora. Ma ciò richiederà altri lunghi tempi. A chi segue il tema da sempre le affermazioni appaiono come l’ultimo tentativo di allungare i tempi , posticipare ulteriormente il problema.

Punti chiave

·         No a scelte ideologiche: le decisioni infrastrutturali devono basarsi su dati, studi e impatti reali. E’ notorio che ci sono due tesi basate soprattutto su visioni idelogiche diverse e difficilmente compatibili.

·         Riallineare i progetti: Bretella e Porrettana devono essere valutate insieme, con lo stesso livello di approfondimento.

·         Ruolo di Anas e del governo: necessario proseguire gli approfondimenti progettuali per una comparazione oggettiva.

·         Coinvolgimento dei territori: confronto con enti locali e cittadini come passaggio imprescindibile.

·         Obiettivo finale: individuare la soluzione migliore per l’Appennino, fondata su merito e contenuti concreti.

Contesto politico (perché se ne parla ora)

Il tema rientra nel dibattito nazionale sulle infrastrutture strategiche, soprattutto nelle aree appenniniche spesso penalizzate.
Fratelli d’Italia, con Bignami (figura di peso sul territorio emiliano), vuole marcare una linea: sviluppo sì, ma senza forzature ideologiche. In pratica:

  • evitare scontri “strada sì / strada no” a prescindere;
  • mostrare attenzione ai territori locali;
  • chiedere al governo e ad Anas un approccio più tecnico e comparabile.

È anche un modo per raffreddare le tensioni locali, dove il tema divide amministrazioni e cittadini.

Condivisibili gli obiettivi, ma si rischia solo di perdere altro tempo perché sono decine di anni che se ne parla. Comunque vediamo questa volta cosa succederà.

Differenza tra Bretella Reno-Setta e Porrettana

Bretella Reno-Setta

  • Nuovo collegamento stradale tra le due valli
  • Maggiore impatto ambientale
  • Promette tempi di percorrenza più rapidi
  • Più controversa sul piano politico e locale

Porrettana (SS64)

  • Riqualificazione di una strada esistente
  • Impatto ambientale più contenuto
  • Migliora sicurezza e viabilità attuale
  • Spesso vista come soluzione più “prudente”


In concreto:

  • portarli allo stesso livello di progettazione;
  • usare gli stessi criteri di valutazione (costi, benefici, impatto);
  • solo dopo decidere quale soluzione sia davvero migliore.

Non è uno stop, ma una richiesta di metodo, secondo Bignami.  

giovedì 9 ottobre 2025

La cura per riportare in salute la viabilità della Valle del Reno

Casalecchio chiede certezze sui tempi del nodo ferro-stradale e sulla sicurezza della Porrettana



Nel territorio della Valle del Reno, la viabilità è cruciale per la tenuta del tessuto imprenditoriale e turistico. Già nel 2019 la Città Metropolitana di Bologna, con l’approvazione del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), aveva individuato il Sistema Ferroviario Metropolitano (SFM) come perno strategico del trasporto pubblico, integrando la rete su ferro e su gomma.

Restano centrali gli interventi di ammodernamento della Strada Statale 64 Porrettana, attesi da anni, e in particolare la messa in sicurezza del tratto della Rupe di Sasso Marconi. Il progetto di fattibilità tecnico-economica, elaborato da Anas con il cofinanziamento della Regione, prevede soluzioni per ridurre la pericolosità del tracciato e migliorare i collegamenti con la Città Metropolitana di Bologna.

Tra le opere richieste dai Comuni figura anche la Bretella Reno–Setta, che consentirebbe di collegare le due vallate, alleggerire il traffico sulla Porrettana e garantire un’alternativa in caso di interruzioni dovute a frane o smottamenti. Tuttavia, gli studi preliminari – avviati già nel 2008 – hanno evidenziato forti vincoli ambientali e paesaggistici, rendendo necessarie ulteriori valutazioni progettuali.

L’opera, inserita nel Contratto di Programma ANAS–MIT 2021–2025, nella sezione “Interventi per i quali inizia l’iter progettuale”, ha un costo stimato di circa 550 milioni di euro, da confermare in base all’alternativa progettuale che sarà scelta.

Il Comune di Casalecchio di Reno ribadisce l’importanza del completamento della parte ferroviaria del nodo ferro-stradale, passaggio indispensabile per il successivo raddoppio dei binari tra Casalecchio e Sasso Marconi.
Attualmente la tratta è a binario unico, ma esiste già lo spazio necessario per il raddoppio. L’intervento, ritenuto strategico, dovrà essere inserito tra gli investimenti di RFI per potenziare la linea Porrettana e offrire un’alternativa sostenibile al traffico su gomma.

I sindaci della Valle del Reno hanno inoltre richiesto al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) interventi urgenti di messa in sicurezza della SS64 Porrettana, frequentemente soggetta a interruzioni dovute a frane e movimenti di terreno, che rischiano di isolare parte dell’Appennino bolognese. Tra le priorità figura la realizzazione del Bypass della Rupe di Sasso Marconi e gli adeguamenti previsti nel progetto di Anas.

La Giunta Comunale di Casalecchio di Reno si impegna a:

·         promuovere un’azione politica per proseguire l’attuazione del SFM, dando priorità al raddoppio del binario Sasso Marconi–Bologna;

·         verificare l’inserimento degli interventi nel programma di investimenti di RFI, a partire dal completamento del nodo ferro-stradale di Casalecchio;

·         sollecitare il MIT affinché inserisca e finanzi lo studio di fattibilità della Bretella Reno–Setta nel prossimo contratto di programma di Anas;

·         chiedere l’avvio immediato degli interventi di messa in sicurezza e adeguamento della Porrettana, con particolare attenzione al Bypass della Rupe;

·         richiedere un incontro con il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, coinvolgendo Regione e Città Metropolitana, per rappresentare congiuntamente le esigenze dei territori della Valle del Reno.

domenica 5 ottobre 2025

Bretella Reno-Setta, Franchi: “Serve chiarezza e impegno concreto dal Governo”

 


Un nostro lettore ci ha inviato il post della sindaca Franchi insieme a una sua replica:

Questo il post:  

In Consiglio comunale abbiamo approvato l’Ordine del Giorno sugli interventi infrastrutturali urgenti per la Valle del Reno, che impegna l’Amministrazione a:

✅sostenere la Bretella Reno-Setta, inserendone la progettazione tra le priorità del MIT e di ANAS;

✅sollecitare gli interventi urgenti sulla Porrettana, a partire dalla Rupe di Sasso Marconi;

✅promuovere il potenziamento ferroviario SFM con il raddoppio Casalecchio-Sasso Marconi e il completamento del nodo ferro-stradale;

✅chiedere un incontro con il Ministero delle Infrastrutture per rappresentare insieme agli altri sindaci le necessità del nostro territorio.

👉La minoranza ha votato contro.

Una scelta che contraddice quanto loro stessi scrivono sui social, dove accusano l’Amministrazione di essere “contraria alla Bretella”.

La verità è che questa Amministrazione ha lavorato con serietà e coerenza, e già a inizio mandato avevo lanciato un segnale di apertura e di pragmatismo su questo tema.

Oggi, con un atto formale e condiviso con tanti Comuni della valle, abbiamo dato seguito a quell’impegno.

Abbiamo portato la voce dell’Appennino fino a Roma, e continueremo a farlo con determinazione.

I sindaci stanno facendo la loro parte. Ora tocca al Governo passare dalle parole ai fatti

 

La replica del nostro lettore:

Ricordo che al momento del suo insediamento, quasi tre anni fa, il Ministro delle Infrastrutture Salvini, tramite il suo vice Galeazzo Bignami, chiamò a Roma tutti i sindaci della vallata del Reno per un incontro proprio sulle esigenze della viabilità di vallata: a quell’incontro i sindaci di sinistra non vollero partecipare adducendo come giustificazione che erano stati chiamati troppo in ritardo. 

In seguito lo stesso Bignami fece redigere ad Anas tre possibili soluzioni per la Bretella Reno Setta con l’indicazione che a quel punto,  toccava agli enti territoriali individuare quale fosse la soluzione preferibile.

Il governo quindi non è stato ad aspettare con le mani in mano.

Ora i sindaci locali presentano un loro documento con richieste generali, quindi non concrete, passando la palla di nuovo al Governo. In questo modo il problema rimbalza da una parte all’altra e al cittadino rimane l’amara constatazione di un rallentamento, se non una chiusura inspiegabile e inaccettabile. O le cose non ci vengono dette per intero oppure rischiamo di rimanere ancora nella situazione attuale per chissà per quanto tempo. Anche perché, qualora il Governo facesse una  sua progettazione da attuare, troverebbe sicuramente la contrarietà di gran parte degli amministratori locali.    

Commento finale: da come ci giungono le notizie non si può certo dar torto al nostro attento lettore. Il nostro compito ora è quello di riportare sempre le novità che speriamo escano presto e siano incoraggianti.  

 

 

domenica 28 settembre 2025

Viabilità, i sindaci della valle del Reno fanno squadra: ecco le priorità

Con un ordine del giorno chiedono alla Regione e al Governo un’accelerazione sui progetti: “La Porrettana va messa in sicurezza subito”



Un plauso ai sindaci della valle del Reno, che hanno saputo affrontare con unità e senso di responsabilità una questione delicata e non più rinviabile: la viabilità di vallata. L’esigenza era quella di individuare una sintesi condivisa, evitando distinguo che avrebbero potuto rallentare, se non addirittura bloccare, il percorso.

I primi cittadini hanno così definito quella che viene indicata come “la cura necessaria” per garantire soluzioni strutturali alla mobilità del territorio, sia per il traffico ordinario sia per quello pesante. Tre gli interventi considerati prioritari: l’interramento della ferrovia a Casalecchio di Reno, ancora non finanziato, la realizzazione dell’alternativa viaria alla Rupe di Sasso Marconi e il riconoscimento, con piena dignità, della Variante Reno-Setta. Su queste basi è stato elaborato un ordine del giorno, ora in discussione nei consigli comunali, che formalizza e sostiene la linea comune dei sindaci.

Qualche osservazione resta aperta. Non vengono infatti affrontati due nodi ritenuti rilevanti: la questione delle Ganzole, a Sasso Marconi, e il raddoppio del binario ferroviario fino a Sasso. Nel documento si precisa soltanto che l’interramento a doppio binario a Casalecchio è propedeutico al prolungamento della linea, ma nulla di concreto per Sasso Marconi. E il timore è che, una volta conclusi gli attuali cantieri, non se ne parli più per anni.

Resta comunque l’apprezzamento per l’impegno dei sindaci, che ora dovrà tradursi in un’azione costante nei confronti degli organismi amministrativi superiori.

A sottolineare l’urgenza è stata in particolare la sindaca di Marzabotto, Valentina Cuppi ( nella foto), che ha presentato ai consiglieri il documento condiviso. Nel suo intervento ha rimarcato come il bypass alla statale che costeggia la Rupe di Sasso Marconi non sia più rinviabile: quell’arteria rappresenta infatti un punto critico e un potenziale pericolo capace di isolare l’intera vallata del Reno.

Ecco la sintesi dell’Ordine del Giorno:

La Regione Emilia-Romagna, già con il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (2019), aveva individuato il Servizio Ferroviario Metropolitano (SFM) come cardine della strategia per il trasporto pubblico. L’avvio del passante ferroviario SFM1, a settembre 2024, ha registrato un incremento del 10% dei passeggeri sulla tratta Pianoro–Bologna–Porretta, confermando l’efficacia del potenziamento del trasporto su ferro.

Tuttavia, i nodi critici restano molti. In primo piano la Strada Statale 64 Porrettana, da anni in attesa di ammodernamenti per migliorarne la sicurezza e risolvere il punto più delicato: il nodo della Rupe di Sasso Marconi. Un progetto di fattibilità tecnico-economica elaborato da Anas, cofinanziato dalla Regione, prevede soluzioni mirate, ma i tempi non sono ancora definiti.

Accanto a questo, le amministrazioni locali rilanciano la richiesta della bretella Reno–Setta, che collegherebbe le due vallate garantendo un accesso più rapido all’autostrada e alleggerendo il traffico sulla Porrettana. L’opera è inserita nel Contratto di programma ANAS-MIT 2021–2025, con un costo stimato di circa 550 milioni di euro, ma le complessità ambientali e paesaggistiche del territorio hanno rallentato l’iter.

Altro punto cruciale è il Nodo ferro-stradale di Casalecchio di Reno, considerato fondamentale per lo sviluppo dell’intera area. Qui si attende il raddoppio dei binari tra Casalecchio e Sasso Marconi, intervento che renderebbe la linea Porrettana un’alternativa realmente competitiva al traffico su gomma.

Intanto i sindaci del territorio chiedono interventi urgenti e immediati:

·         la messa in sicurezza della Porrettana, spesso interrotta da frane e smottamenti,

·         il cosiddetto “Bypass della Rupe” per migliorare l’attraversamento del Reno,

·         certezze sui tempi e sui finanziamenti del Nodo di Casalecchio.

“La Valle del Reno non può più aspettare – sottolineano le amministrazioni locali –. Servono interventi rapidi per garantire sicurezza, sviluppo economico e un futuro sostenibile alle comunità dell’Appennino bolognese”. 

venerdì 8 agosto 2025

Opere pubbliche in ritardo nella valle del Reno: tra annunci e realtà, preoccupazioni crescenti


Lama di Reno, lavori in linea con il cronoprogramma. Battistini: «Merito della sindaca Cuppi»

 


Lo stato di avanzamento delle opere pubbliche in realizzazione all’imbocco della valle del Reno desta preoccupazione . Non tutto sembra filare liscio:

L’opera che più fa  chiacchierare  è la realizzazione del nodo ferro stradale di Casalecchio di Reno. Lo stralcio nord, quello che va dalla tangenziale all’ex area Giordani, doveva essere terminato entro il 2024, poi la data di ultimazione è stata portata al luglio 2025. Luglio è terminato e l’altro ieri è stato pubblicato un video ripreso con il drone che riporta l’intero  tracciato dello stralcio  e lo spettacolo testimonia un ritardo operativo più che sensibile.  Le ipotetiche spiegazioni sulla dilazione dei tempi  sono addebitate a imprevisti  ma non mancano anche altre che indicherebbero intoppi progettuali. A preoccupare c’è poi il fatto che al termine dei lavori dello stralcio Nord avrebbero  dovuto seguire quello Sud, cioè il prolungamento del tracciato fino a innescarsi con la Nuova Porrettana a Borgonuovo di Sasso Marconi. Si era inoltre creduto possibile, dopo questa prima ultimazione, realizzare l’interramento della ferrovia posando i binari fra le due canne del nuovo tracciato stradale. Il primo ritardo ne determina quindi altri a catena.

A Sasso Marconi  non si è ancora giunti alla riapertura del Municipio dopo un incisivo intervento di ottimizzazione. Muratori e tecnici se ne sono andati da tempo, ma le barriere che impediscono l’ingresso rimangono. Qui il chiacchiericcio di paese è arrivato alla fantasiosa spiegazione  che mancherebbero le risorse per provvedere alla riapertura  indispensabili lavori all’interno dell’edificio, come la  ritinteggiatura. Preoccupano anche le situazioni di Borgonuovo dove si dovrebbe riutilizzare l’area ex Wasserman per in significativo intervento residenziale di carattere sociale e di Sasso Marconi dove nel lotto ex Metalplast dovrebbe trovare sede il nuovo polo scolastico. Entrambe le opere sono finanziate con fondi PNRR per cui dovrebbero essere ultimate entro il 2026, ma al momento si è giunti al solo o poco più dell’abbattimento delle strutture industriali non più utilizzate e il 2026 è alle porte.

Fa eccezione Lama di Reno, nel comune di Marzabotto, dove i lavori di riutilizzo degli spazi lasciati liberi dalla chiusura della Cartiera procedono secondo le tempistiche stabilite. Gli interventi di adeguamento delle strutture alle nuove destinazioni d’uso, finanziati con fondi PNRR, sono già in fase avanzata.


A sottolinearlo è Morris Battistini ( nella foto), consigliere comunale e vice-segretario provinciale di Forza Italia, che attribuisce il risultato alla prima cittadina di Marzabotto, Valentina Cuppi che «Anche con qualche azzardo e anticipando risorse comunali, ha avviato i lavori fin dalla fase di approvazione dei progetti», sostiene il consigliere.

Molto diversa, invece, la situazione a Borgonuovo, nell’area ex Alfa Wassermann. «A oggi – denuncia Battistini – non è stata posata nemmeno una pietra. È gravissimo: siamo ad agosto 2025 e, se entro aprile 2026 il progetto non sarà completato, i fondi del PNRR andranno irrimediabilmente persi o dovranno essere restituiti».

L’esponente forzista ricorda che i contributi PNRR non vengono erogati in anticipo, ma in base allo stato di avanzamento dei lavori, «come avviene a Lama di Reno. Per questo – sottolinea – non ha senso attendere di avere in cassa l’intero importo: occorre aprire subito i cantieri e dimostrare operatività».

Battistini critica inoltre l’amministrazione di Sasso Marconi per non aver partecipato a bandi regionali ed europei utili a integrare le risorse disponibili: «Il rischio concreto – avverte – è perdere un’occasione irripetibile per riqualificare un’area strategica del territorio».

Più positivo, infine, il giudizio sui lavori in corso a Casalecchio di Reno: «Dopo un confronto con l’amministrazione – afferma Battistini – posso dire che le tempistiche vengono rispettate. Continueremo a vigilare e a collaborare con il Governo e il Ministro dei Trasporti affinché RFI proceda con la necessaria solerzia nel potenziamento della tratta ferroviaria».

venerdì 16 maggio 2025

“Una vergogna per il nostro territorio”: la denuncia social di Sara Masini sulla SP 57 Madolma

 



Porretta Terme – “Viviamo in una vallata meravigliosa, ma con una viabilità che fa schifo”. Così la porrettana Sara Masini ha denunciato pubblicamente, attraverso un post corredato da numerose fotografie, le gravi condizioni della strada provinciale 57 Madolma, definendo la situazione “a dir poco vergognosa”.

Le immagini, scattate il 3 maggio, documentano tratti dissestati e potenzialmente pericolosi lungo l’arteria che collega diverse località dell’Appennino bolognese, tra i comuni di Castel di Casio, Alto Reno Terme e Lizzano in Belvedere.

Nel suo intervento, Masini punta il dito contro Città Metropolitana di Bologna, ente competente sulla manutenzione della strada: “Interviene solo per chiudere la strada. Ma dove sono i sindaci della nostra vallata, che dovrebbero dimostrare almeno un minimo di interesse per il territorio?”.

La cittadina lamenta la mancanza di risposte e azioni concrete, soprattutto in un contesto in cui si continua a parlare di sviluppo turistico per l'Appennino.


La SP 57 Madolma è un’importante arteria secondaria che prende avvio da Silla, frazione di Castel di Casio, dove si dirama dall’ex statale 324. Dopo aver attraversato il torrente Silla, corre nella valle del Reno fino a Porretta Terme, per poi salire in quota verso le località di Capugnano e Madolma (circa 660 metri), scendendo infine verso Panigale, nel comune di Lizzano in Belvedere, dove si ricollega alla ex SS 324.

Una strada fondamentale per la mobilità locale, ma che – come testimonia la denuncia di Masini – versa in condizioni critiche e da tempo necessita di interventi strutturali. La sua voce, definita da alcuni “una voce che grida nel deserto”, è diventata lo sfogo di molti cittadini che da anni convivono con le difficoltà della viabilità montana.

(Segnalato da Dubbio) 

mercoledì 7 maggio 2025

Passeggiata nei boschi lungo il Reno: un’escursione tra natura e memoria storica

Un percorso guidato dal Parco della Chiusa alla scoperta del patrimonio naturale e culturale del territorio.



Un’occasione per immergersi nella natura a pochi passi dalla città: sabato prossimo,  10 maggio, il Parco Regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa propone una passeggiata nei boschi lungo il fiume Reno, con partenza dal Parco della Chiusa (conosciuto anche come Parco Talon) a Casalecchio di Reno.

L’escursione, della durata di circa tre ore, si sviluppa lungo un percorso ad anello di 5 km (dislivello 120 metri), classificato con livello di difficoltà E (escursionistico). Il tragitto attraversa un corridoio ecologico di grande valore, che collega aree urbane a zone boscate più silenziose e ricche di biodiversità, dove si potranno osservare alberi secolari e ascoltare storie che risalgono fino al Medioevo. Il cammino toccherà anche luoghi legati agli eventi tragici della Seconda guerra mondiale, offrendo così un’occasione di riflessione storica oltre che di immersione naturalistica.

L’appuntamento è rivolto ad adulti e ragazzi dai 14 anni in su.
Ritrovo alle ore 10:00 presso l'ingresso del Parco della Chiusa.
Rientro previsto alle ore 13:00 nello stesso punto.

Cosa portare e come partecipare

Si consiglia di indossare scarpe da trekking e pantaloni lunghi, e di portare con sé uno zaino, una merenda, un cappello e una scorta d’acqua. Alcuni tratti del percorso potrebbero presentare terreno fangoso.


Prenotazione obbligatoria entro venerdì 9 maggio ai seguenti contatti:
📞 Cell. 333 2660329 |
Tel. 051 6254821
📧 eventi@enteparchi.bo.it
 

mercoledì 12 marzo 2025

Incontro al MIT sull’ammodernamento della Porrettana: chiesti tempi certi e interventi immediati

 


Si è tenuto oggi, mercoledì 12 marzo, presso il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti un incontro dedicato all’ammodernamento della Strada Statale Porrettana nel tratto tra Sasso Marconi e Vergato, con particolare attenzione al progetto della Bretella Reno-Setta. La riunione è stata richiesta dalla presidente dell’Unione dei Comuni dell’Appennino Bolognese, Valentina Cuppi, per fare il punto sullo stato di avanzamento della progettazione e valutare l’impatto dell’opera sui territori interessati.

Al tavolo erano presenti funzionari e dirigenti del Ministero e di Anas, l’assessore regionale ai Trasporti Irene Priolo e una delegazione dei Comuni dell’Unione, insieme ai rappresentanti di Alto Reno Terme e Sasso Marconi. Durante l’incontro è stato illustrato uno studio che propone diverse ipotesi di tracciato, tenendo conto delle osservazioni avanzate in passato da amministratori e comitati locali, oltre che della presenza di siti di interesse naturalistico e storico, come il Parco di Monte Sole.

I sindaci hanno sollecitato approfondimenti sugli aspetti economici e finanziari dell’opera, sui tempi di realizzazione e su analisi più dettagliate dell’impatto territoriale.

La richiesta: interventi urgenti per la sicurezza della Porrettana

“Abbiamo chiesto che, mentre si procede con le analisi e i rilievi – che comportano tempi lunghi – si dia una prima risposta alle esigenze del territorio con la realizzazione del bypass della Rupe di Sasso Marconi”, ha dichiarato la presidente Cuppi. “Questa soluzione eviterebbe l’isolamento dell’Appennino in caso di criticità in quel tratto, come già accaduto in passato, e migliorerebbe la viabilità per chi deve raggiungere la SP325 o l’autostrada. La Porrettana è una strada fragile, che necessita di manutenzione e messa in sicurezza. Nei tratti interessati da frane i lavori devono essere eseguiti con urgenza, e il bypass della Rupe rappresenta un intervento realizzabile in tempi più rapidi rispetto a opere più complesse. Chiediamo che si parta da lì, mentre si procede con gli studi di fattibilità delle infrastrutture più rilevanti, per cui è essenziale valutare attentamente le ripercussioni sul territorio”.



sabato 15 febbraio 2025

Anche oggi, problemi sulla tratta ferroviaria della Porrettana

 


Domenico Virgillito scrive su Facebook:

Prevedo un sabato particolarmente eccccezziunale:

Il  primo treno, il 17729, partito alle 5:15 da Bologna,  arrivato a Casalecchio Garibaldi alle 5:26, è  stato fermato.

Si sono susseguiti 5 annunci:

1) siamo fermi per il passaggio di un altro treno (mai passato)

2) siamo pronti a partire

3) guasto ad un passaggio a livello in zona Casalecchio

4) pronti a partire

5) guasto agli impianti di circolazione

Dopo 50 min. di ritardo, la corsa è stata  cancellata. Tutti giù dal convoglio ad aspettare il prossimo treno che parte alle 6.17 da Bologna, quindi a Casalecchio per le 6.30.

Il treno 17733 in partenza da Bologna alle 6.17 ha 10 min di ritardo per ora solo 10 min ma, ironizza Domenico,  si prevede poi che vada veloce come la luce.

 

In un secondo commento si aggiunge: Ma per fortuna l’assessora regionale Priolo, solo ieri, ci ha confortato dicendo che la linea Bologna Porretta funzione come un ‘orologino’. Può darsi che lei preveda un futuro più roseo.

(Segnalato da Dubbio)