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lunedì 3 novembre 2025

Blitz dei NAS a Bologna: chiuso magazzino abusivo, sequestrate 13 tonnellate di alimenti per 90mila euro




 


Durante un controllo in un pastificio del Bolognese, i militari del NAS di Bologna hanno scoperto e posto sotto sequestro amministrativo un magazzino abusivo, privo della prevista Notifica Sanitaria, in cui erano stoccati circa 13.000 chilogrammi di alimenti — tra prosciutti, mortadelle, formaggi grattugiati, latticini e conserve di pomodoro — per un valore complessivo superiore ai 90.000 euro.

Il deposito, situato a poche centinaia di metri dall’impianto produttivo principale, era ospitato in un capannone di oltre 500 metri quadrati, allestito in modo irregolare e in condizioni igienico-sanitarie gravemente compromesse. I militari hanno riscontrato la presenza diffusa di polvere, ragnatele, detriti e legname, nonché fori e fessurazioni nelle saracinesche e negli infissi, tali da consentire l’ingresso di insetti e roditori, in violazione delle norme sul pest-control.


All’interno del locale erano inoltre accatastati macchinari in disuso, materiali di risulta e pneumatici, in promiscuità con le derrate alimentari. Nel laboratorio di produzione sono emerse ulteriori irregolarità strutturali e operative, tra cui la sovrapposizione di diverse lavorazioni alimentari, con conseguente rischio di contaminazione crociata. È stato inoltre accertato l’uso improprio di un’area destinata al lavaggio di utensili e contenitori contaminati da residui di carne, e la sosta prolungata a temperatura ambiente di prodotti freschi come tortellini e preparati gastronomici, che avrebbero dovuto essere mantenuti a temperature comprese tra 0 e +6°C.

A seguito della segnalazione dei NAS, la competente AUSL ha disposto provvedimenti prescrittivi e correttivi nei confronti dell’azienda, mentre al titolare sono state contestate sanzioni amministrative per un totale di 5.000 euro.

martedì 7 ottobre 2025

Controlli dei NAS negli agriturismi: tre strutture irregolari

 



Nelle ultime settimane il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri di Bologna ha intensificato l’attività di controllo presso gli agriturismi presenti nelle cinque province di competenza.
Nel complesso, la maggior parte delle strutture ispezionate è risultata in regola, ma in tre casi sono emerse criticità rilevanti.

In un agriturismo della provincia di Bologna, i militari hanno accertato la produzione, il confezionamento e la vendita di confetture e sciroppi di frutta in assenza delle procedure HACCP, necessarie per garantire la sicurezza alimentare e prevenire rischi legati allo sviluppo della tossina botulinica.
I prodotti, insieme a decine di vasetti e bottiglie di vetro già utilizzati e pronti per essere riadoperati, erano stoccati in un capanno in legno in precarie condizioni igieniche, con presenza di polvere, sporco e insetti, tra cui ragni e scarafaggi.
Su richiesta dei militari, l’AUSL competente ha disposto l’immediata chiusura e sospensione dell’attività di produzione alimentare.

Presso la stessa struttura, la piscina a disposizione degli ospiti è risultata sporca, con evidenti incrostazioni di alghe verdi sui bordi. Le analisi rapide dell’acqua hanno evidenziato valori di cloro libero ben superiori ai limiti consentiti, con potenziali rischi per la salute dei bagnanti.
Il legale rappresentante è stato diffidato dal proseguire l’attività di balneazione. È stata inoltre riscontrata l’assenza del manuale di autocontrollo, nonché la mancata esecuzione dei controlli quotidiani su pH e cloro previsti dalla normativa.
Sindaco e AUSL sono stati immediatamente informati per l’adozione dei provvedimenti di competenza.

Nell’area adiacente alla piscina, i militari hanno scoperto anche una cabina sauna con stufa a legna, realizzata senza la necessaria Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP comunale e priva del Responsabile tecnico.
La sauna è stata sottoposta a sequestro amministrativo e segnalata ai Vigili del Fuoco per le verifiche sull’impianto di ventilazione e sulla sicurezza della stufa.

Un secondo intervento ha riguardato una struttura ricettiva della provincia di Forlì-Cesena, dove i controlli dell’acqua della piscina hanno evidenziato valori di cloro libero pari a 0,0 mg/l, ben al di sotto del minimo consentito (0,7–1,5 mg/l).
In assenza di adeguata clorazione, l’acqua rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri potenzialmente pericolosi per la salute dei bagnanti. Anche in questo caso la vasca è stata sgomberata e il titolare diffidato dal proseguire l’attività di balneazione.
Sono state inoltre contestate l’assenza della cartellonistica di sicurezza e la porta del vano tecnico lasciata aperta, a ridosso delle cabine e dell’area giochi per bambini.

Infine, in un agriturismo della bassa bolognese, i militari hanno disposto la sospensione dell’attività di una piscina priva di autocontrollo e mai autorizzata tramite SCIA. All’interno della struttura sono state inoltre riscontrate gravi carenze igieniche e violazioni delle procedure HACCP nella gestione del ristorante.

Complessivamente, i NAS hanno sequestrato 40 chilogrammi di conserve alimentari prodotte irregolarmente, per un valore di circa 1.000 euro, e contestato sanzioni amministrative per oltre 8.000 euro.

martedì 26 agosto 2025

Bologna, sequestrati 674 kg di conserve e succhi a rischio botulino: sospesa attività di un’azienda agricola


 


Nell’ambito della campagna nazionale “Estate Tranquilla 2025”, disposta dal Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Roma e rafforzata a seguito dei recenti casi di botulismo, i Carabinieri del NAS di Bologna hanno eseguito controlli mirati su aziende e stabilimenti di produzione di conserve vegetali.

Durante un’ispezione condotta nella seconda metà di agosto presso un’azienda agricola del Bolognese, attiva nella produzione e vendita di confetture e succhi di frutta, sono emerse gravi irregolarità igienico-sanitarie. Le verifiche hanno evidenziato l’inadeguatezza delle procedure di pastorizzazione, incapaci di garantire la sicurezza dei prodotti e tali da esporre i consumatori al rischio di sviluppo della tossina botulinica.

Nel corso dell’intervento i militari hanno rinvenuto:

·         vasetti di vetro riutilizzati più volte e in alcuni casi ancora sporchi, destinati a nuovo riempimento;

·         contenitori di confetture autoprodotte privi di etichette e in parte con il sottovuoto compromesso;

·         oltre 1.500 vasetti e bottiglie di conserve risalenti a produzioni datate 2010, 2012 e 2018, in larga parte senza etichettatura;

·         ambienti di lavorazione e stoccaggio in condizioni precarie, con sporcizia, polvere, ragnatele, guano e materiali promiscui.

All’esterno della struttura è stata inoltre accertata la preparazione di passata di pomodoro in un paiolo di rame arrugginito, riscaldato con legname proveniente da pallet dismessi, in assenza dei requisiti minimi di sicurezza alimentare.

Al termine delle operazioni, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro 674 kg di confetture e succhi di frutta, per un valore stimato di oltre 15.000 euro. L’AUSL competente, informata dell’esito del controllo, ha disposto l’immediata sospensione dell’attività di produzione, stoccaggio e commercio di conserve, per un valore complessivo di circa 150.000 euro.

Per le violazioni accertate, sono state inoltre comminate sanzioni amministrative pari a 4.500 euro.

venerdì 25 luglio 2025

Controlli dei NAS nei rifugi dell’Appennino:

Gravi irregolarità igieniche e sequestri per oltre 700 kg di alimenti



Nel corso dell’ultimo mese, i Carabinieri del NAS di Bologna hanno effettuato una serie di controlli mirati presso rifugi escursionistici, locande di montagna e punti di ristoro situati nei parchi regionali dell’Emilia-Romagna, in aree dell’Appennino particolarmente frequentate durante il periodo estivo.

Complessivamente sono state ispezionate sedici strutture, di cui solo quattro sono risultate pienamente conformi alle normative igienico-sanitarie. Le altre dodici hanno evidenziato irregolarità, alcune delle quali molto gravi, tali da compromettere la salubrità degli ambienti e la sicurezza alimentare.

Presenza di animali e ambienti insalubri

In diversi casi, i militari hanno rilevato la presenza di cani e gatti liberi di muoversi nei magazzini alimentari e persino nelle cucine, in prossimità delle pietanze in preparazione. Alcuni ambienti presentavano pareti e soffitti anneriti dal fumo dei fornelli, con intonaci distaccati e caduti sui piani di lavoro. Non sono mancate situazioni di magazzini invasi da muffe e ragnatele, con alimenti freschi conservati senza protezione.

Cucine abusive e gravi carenze igieniche

Particolarmente critica la situazione riscontrata in una locanda dove era stato allestito abusivamente un laboratorio per la preparazione di pasta all’uovo all’interno di un garage in pessime condizioni, con la presenza di numerose deiezioni di roditori. In un’altra struttura, un magazzino di alimenti e bevande era stato ricavato in una legnaia semiaperta, mentre un congelatore a pozzetto contenente carni e funghi è stato rinvenuto all’interno di un bagno privato.

Alimenti scaduti e conservazione irregolare

I controlli hanno evidenziato anche l’utilizzo di attrezzature sporche e non sanificate, come affettatrici con residui rancidi e impastatrici mai deterse. In alcuni casi, gli operatori conservavano alimenti scaduti da anni. È stata inoltre rilevata la produzione artigianale di conserve e verdure sott’olio senza le necessarie procedure di pastorizzazione, con il rischio concreto di botulismo.


Carni non tracciabili e prodotti privi di certificazioni

Molte delle carni rinvenute – soprattutto di cacciagione – erano prive di tracciabilità e non riconducibili a fornitori ufficiali. In un rifugio sono stati sequestrati oltre 5 kg di tartufo nero estivo senza indicazioni sulla provenienza, mentre in un altro caso sono stati trovati 6 kg di funghi porcini essiccati dai gestori stessi, ma senza certificazione di commestibilità rilasciata dall’ispettorato micologico dell’AUSL.

Sequestri e sanzioni

Nel complesso sono stati sequestrati oltre 700 kg di alimenti – tra cui carne di daino, cervo, cinghiale e bovino, trote salmonate, salumi, latticini e bevande – alcuni dei quali scaduti da oltre 20 anni, per un valore commerciale stimato in circa 35.000 euro.

Sono stati inoltre sospesi quattro esercizi di ristoro, per un valore economico complessivo di 2,6 milioni di euro, ed elevate sanzioni amministrative per oltre 27.000 euro.

Le diverse violazioni sono state segnalate tempestivamente alle AUSL competenti, che hanno provveduto all’emanazione dei relativi provvedimenti prescrittivi e interdittivi.


giovedì 12 giugno 2025

Mortadelle scadute e scarafaggi in cucina: maxi sequestro tra le “eccellenze” bolognesi

 


I Carabinieri del NAS di Bologna, nel corso delle ultime settimane, hanno intensificato i controlli nel settore della produzione e somministrazione delle specialità gastronomiche tipiche del territorio. Sebbene nella maggior parte dei casi non siano emerse gravi criticità, in tre distinti casi – uno stabilimento produttivo e due ristoranti – sono state riscontrate gravi violazioni igienico-sanitarie, che hanno portato alla sospensione immediata delle attività.

Nel primo caso, in un noto impianto di produzione di salumi e mortadelle nel Bolognese, i militari hanno rilevato numerose irregolarità: locali con temperature superiori ai 23°C, privi di sistemi di refrigerazione o con impianti spenti; stoccaggio di budelli da insacco e prodotti finiti in ambienti non idonei; presenza di bancali in legno logori e pericolosi per la contaminazione alimentare. I reparti di lavorazione presentavano muffe diffuse, ruggine, distacchi di piastrelle e intonaci, oltre alla presenza di formiche nelle aree dedicate alla produzione di mortadella e coppa di testa.

Sono stati quindi sequestrati e avviati alla distruzione circa 250 kg di prosciutti crudi, salumi vari e budelli scaduti o privi di tracciabilità, oltre a 500 kg di mortadelle al pepe nero e al pistacchio, congelate a -18°C ma prive di etichettatura, che si sospetta fossero destinate alla rimacinatura per la produzione di nuovi lotti.

Gravi irregolarità anche in un rinomato ristorante del centro storico di Bologna, dove è stata accertata la massiccia presenza di muffe su pareti e tubature della cucina. A pochi metri dal locale, in un garage in condizioni igieniche critiche, era stato ricavato un magazzino abusivo per alimenti. All’interno, i carabinieri hanno rinvenuto 120 kg di tigelle e crescentine ancora bollenti, riposte in sacchetti per rifiuti organici non idonei al contatto alimentare e conservate senza abbattimento termico. Presenti anche 45 kg di lasagne porzionate, completamente scongelate, conservate da oltre 24-48 ore in congelatori inadeguati.

L’attività del ristorante è stata immediatamente sospesa, su segnalazione dell’AUSL di Bologna.

Ulteriori gravi irregolarità sono state riscontrate in una storica osteria del capoluogo, dove è stata rilevata una pesante infestazione di scarafaggi nella cucina e nel magazzino interrato. In un deposito, vicino a griglie fognarie prive di protezione, è stata trovata una ciotola di formaggio grattugiato lasciata scoperta, insieme a scaffalature arrugginite e pareti deteriorate. Le finestre della cucina erano prive di ante e dotate solo parzialmente di zanzariere, favorendo l’ingresso di insetti. Anche in questo caso, veniva praticata la conservazione di tortellini in sacchetti di plastica biodegradabile non idonei e lo stoccaggio esterno di alimenti, esposti a sole, agenti atmosferici e infestanti.

Complessivamente, le autorità sanitarie hanno disposto la sospensione delle tre attività, per un valore stimato di oltre 700.000 euro. Sono stati sequestrati e distrutti alimenti per circa 25.000 euro ed elevate sanzioni amministrative per un totale di 15.000 euro.

mercoledì 2 aprile 2025

Sicurezza alimentare: maxi sequestro di prosciutti in un salumificio del Bolognese



I Carabinieri del NAS di Bologna hanno effettuato un sequestro di circa 6.000 kg di salumi in un salumificio della provincia, nell'ambito di controlli sulla lavorazione delle carni e la produzione di insaccati.

Durante l’ispezione, i militari hanno rilevato gravi irregolarità, tra cui:

  • Stoccaggio inadeguato: bancali di sale alimentare destinato alla lavorazione dei prosciutti erano conservati all’esterno dello stabilimento, esposti agli agenti atmosferici e infestanti.
  • Ingredienti scaduti: ingenti quantità di spezie e condimenti per salumi, scaduti da anni, accatastati nei magazzini delle materie prime. Inoltre, sono stati trovati prosciutti, salumi e sugna anonimi, privi di tracciabilità o con shelf-life ampiamente superata.
  • Congelamento irregolare: prosciutti, guanciali, culatte e altri salumi venivano congelati per periodi superiori a sei mesi prima di essere affettati, scongelati e confezionati per la vendita al dettaglio.

A seguito delle violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno proceduto con il sequestro amministrativo della merce, il cui valore commerciale è stimato in circa 180.000 euro. Elevate anche sanzioni amministrative per un totale di 3.500 euro.

L’attività è stata segnalata all’AUSL competente per l’adozione di provvedimenti prescrittivi immediati. 

martedì 11 marzo 2025

Truffa ai danni dello Stato: radiologo denunciato per assenteismo

 



La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna ha richiesto il rinvio a giudizio per un tecnico radiologo, in servizio presso un ospedale della provincia, con l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato e falsa attestazione della presenza in servizio. L'indagine, condotta dai Carabinieri del NAS di Bologna, ha portato alla luce una presunta condotta fraudolenta sistematica da parte del dipendente pubblico, che avrebbe reiteratamente lasciato il posto di lavoro durante l'orario di servizio senza registrare correttamente la propria uscita.

L'inchiesta ha avuto origine a seguito di segnalazioni anonime che denunciavano il comportamento irregolare del lavoratore. Le successive attività investigative, tra cui servizi di osservazione, controllo e pedinamento, hanno consentito di raccogliere elementi di prova a suo carico. Secondo quanto accertato, il radiologo avrebbe più volte abbandonato il luogo di lavoro senza effettuare la timbratura di uscita tramite gli appositi dispositivi elettronici centralizzati, previsti dal datore di lavoro. La registrazione dell’uscita, infatti, veniva effettuata con ore di ritardo e in luoghi diversi da quelli di abituale servizio, mediante autocertificazioni o attraverso sistemi informatici aziendali.

Nel corso dei controlli, il dipendente è stato più volte individuato dai militari in luoghi non pertinenti alla sua attività lavorativa: bar, supermercati e altri esercizi commerciali, dove era intento a svolgere faccende personali, pur risultando formalmente in servizio.

Il caso è ora al vaglio non solo della magistratura ma anche dell'ente di appartenenza del radiologo, che potrebbe adottare provvedimenti disciplinari nei suoi confronti. L'episodio riaccende il dibattito sulla piaga dell'assenteismo nel settore pubblico e sulla necessità di rafforzare i controlli per garantire il corretto impiego delle risorse statali.

Le indagini proseguono per verificare eventuali ulteriori responsabilità e quantificare il danno economico arrecato all’amministrazione pubblica. 

lunedì 16 settembre 2024

La peste suina africana ha varcato i confini del Piemonte e della Lambardia

 Individuati dal NAS 5 casi di carne infetta messa in vendita. Sospese 3 attività commerciali


I Carabinieri del NAS hanno effettuato nelle province di  Bologna, Ferrara, Rimini, Ravenna e Forlì Cesena numerosi controlli mirati alla prevenzione della diffusione della Peste Suina Africana (PSA), condotti anche con la collaborazione dei Servizi Veterinari delle AUSL. 

Le ispezioni hanno interessato attività di ristorazione, esercizi commerciali di vendita all’ingrosso e al dettaglio di alimenti etnici, stabilimenti di produzione e lavorazione delle carni.

In diverse circostanze sono stati prelevati dei campioni per l’identificazione del DNA e la ricerca di PSA le cui analisi, in 5 casi, hanno evidenziato la presenza del virus che però è bene ricordare non è trasmissibile all’uomo.

I prodotti alimentari risultati positivi al virus sono stati avviati alla distruzione, mentre si è proceduto al ritiro di quelli eventualmente ancora in commercio.

I controlli, anche nei casi dove non è stata evidenziata la presenza di peste suina, hanno consentito comunque di accertare diverse irregolarità nel settore della sicurezza alimentare:

- gravi carenze igienico sanitarie e strutturali per la presenza di sporco diffuso e pregresso nei locali destinati alla preparazione e al deposito degli alimenti nonché delle attrezzature impiegate nella manipolazione;

 - presenza di insetti, anche vivi, oltre a escrementi di roditori a causa di una mancata applicazione di idonee procedure e interventi finalizzati al contrasto degli animali infestanti;

- omessa applicazione delle procedure previste dal manuale di autocontrollo basato sul sistema H.A.C.C.P;

- mancata rintracciabilità della provenienza delle carni.

La particolare attenzione posta alla provenienza delle carni ha portato al sequestro di un totale di 5.500 kg per mancanza delle informazioni obbligatorie e nello specifico 3.800 kg in provincia di Ferrara, 300 kg in provincia di Forlì-Cesena e 1.400 kg in provincia di Bologna.

Nel complesso sono state elevate 16 sanzioni amministrative a carico degli operatori del settore alimentare per un importo complessivo di 25.000,00 €.

Su richiesta dei Carabinieri del Nucleo felsineo, il Dipartimento di Sanità Pubblica delle AUSL  ha proceduto alla sospensione di 3 attività commerciali.

 

venerdì 29 marzo 2024

I controlli pasquali presso pasticcerie, panifici e pastifici del Nas

Trovati gatti e blatte fra le farine e alimenti scaduti da due anni.

Il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di Bologna informa: 


In occasione delle festività pasquali, al fine di salvaguardare la salute del consumatore, in cinque province Emiliano romagnole è stato effettato un  massiccio controllo sulla produzione e commercializzazione di prodotti dolciari e da forno e su tutta la filiera della farina, a partire dai molini fino ad arrivare ai pastifici ed ai panifici.

28 controlli  su 78 ispezioni hanno rilevato incongruenze.

 In particolare in  provincia di Bologna:

- sospesa un’azienda attiva nella produzione di piadina. Oltre ad aver trovato un alto livello di sporcizia ed incuria degli ambienti e dei macchinari, spesso arrugginiti, è stata rilevata la presenza di due gatti che vivevano e si muovevano liberamente lungo le linee di produzione degli alimenti.

- presso un molino sono stati  rinvenuti insetticidi e granaglie avvelenate per topi a ridosso della produzione di farine. Riscontrata inoltre una infestazione da blatte dell’intero stabile e sottoposti a sequestro circa 7.150 kg di granaglie e sfarinati anonimi ed irrintracciabili, conservati all’aperto ed esposti quindi all’azione infestante di volatili ed altri animali;

- in un importante e rinomato panificio-pasticceria della città, sono stati sequestrati oltre 120 kg di cacao, pasta di mandorle, uva sultanina, crema di pistacchio, mandorle affettate ed altre materie prime destinate alla produzione di dolci, aventi scadenza superata, in alcuni casi anche da oltre 2 anni mentre nella provincia sono state sospese due pasticcerie attese le gravi condizioni igieniche accertate.



venerdì 27 ottobre 2023

Maxi sequestro dei Nas di aromi e additivi scaduti in un’azienda di alimenti surgelati

 Sanzionata e sospesa l’attività

 


Si operava nel modo peggiore in una azienda del bolognese che lavora nel campo degli alimenti surgelati. In un controllo  i Carabinieri del Nas di Bologna hanno infatti riscontrato gravi irregolarità di carattere  igienico-sanitarie e strutturali in uno dei reparti di produzione e ritrovato materie prime irrintracciabili o aventi scadenza superata anche da molto tempo. 

Nello specifico sono stati sequestrati circa 2.400 kg di ingredienti, aromi ed additivi alimentari, per un valore di svariate decine di migliaia di euro, aventi scadenza superata anche da oltre 3 anni

I militari costatavano, inoltre, come all’interno del reparto produttivo di una distinta “specialità alimentare”, in uno dei macchinari dove transitavano i semilavorati, ci fosse la presenza di ruggine e le pareti e le soffittature dell’ambiente presentassero dei distacchi di vernice, con la possibilità che potessero cadere  sopra gli alimenti sottostanti prossimi al confezionamento. Per tale motivo, a seguito di immediata segnalazione della grave situazione alla competente azienda USL, veniva disposta l’immediata sospensione dello stesso reparto di produzione.

Riscontrate inoltre gravi anomalie nella gestione e nello smistamento dei rifiuti e dei sottoprodotti, che venivano indistintamente stoccati privi di protezione all’esterno, provocando l’inevitabile innalzamento del rischio di richiamare infestanti, volatili e roditori.

La sanzione è stata di  4.500 euro.

martedì 15 febbraio 2022

Per la morte di Michele Merlo la perizia dei Nas indica che la condotta dei medici fu"superficiale"

Il prossimo 2 marzo si terrà l'incidente probatorio con i legali dell’unico medico indagato.

Prosegue l’inchiesta sul decesso del cantante, colpito da leucemia fulminante il 6 giugno scorso, a soli 28 anni.

La giovane promessa della musica italiana, aveva partecipato a X-Factor ed era ospite in quei giorni della fidanzata in Emilia quando, per un malore si recò al pronto soccorso per essere visitato e gli fu diagnosticata una tonsillite. In realtà si trattava di una leucemia fulminante che gli causò poi una ischemia cerebrale, responsabile della morte avvenuta pochi giorni dopo.

Merlo si era anche rivolto, solo una settimana prima al suo medico di Rosà in Veneto , con una vasta ecchimosi ad una coscia, trattata dal professionista come uno strappo muscolare.

Egli non tornò però al controllo fissato per qualche giorno dopo.

Per i Nas "emergono evidenti responsabilità" dei medici che "trattarono con superficialità i sintomi suggestivi di leucemia,  ritardando la diagnosi e compromettendo l'esito delle cure".

Tuttavia, scrivono anche nella perizia, "nessuna terapia somministrata il 2 giugno avrebbe evitato il decesso".

 

(Dubbio)

martedì 11 maggio 2021

I Nas hanno sequestrato farmaci contraffatti venduti come integratori.

A Parma, bloccate 10mila capsule con principio attivo del Viagra

Erano distribuiti come integratori alimentari, in realtà erano farmaci contraffatti contenenti il principio attivo 'Sildenafil', sostanza contenuta nel farmaco 'Viagra'. È quanto hanno scoperto i carabinieri del Nas di Parma che hanno sequestrato in tutto 10mila capsule di questo prodotto per un valore commerciale di 65mila euro.

    In coordinamento con Europol, le indagini hanno riguardato, oltre all'Italia, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Olanda, Romania, Germania e Stati Uniti. Cinque le perquisizioni effettuate nel nostro Paese, nelle province di Piacenza, Rieti, Torino, Rovigo e Milano presso società di logistica e commercio online. La società che commercializzava il prodotto aveva sede legale in Regno Unito ma base operativa in Spagna. Qui il farmaco contraffatto arrivava dalla Cina sotto forma di integratore alimentare di origine naturale ma all'interno c'era il principio attivo contro la disfunzione erettile.
    

A quel punto, nella base spagnola, i prodotto veniva immesso sul mercato con denominazioni differenti per ogni Stato in modo da eludere ulteriormente i controlli. In Spagna, grazie alla collaborazione con la Polizia National, sono stati arrestate otto persone, sequestrate altre migliaia di prodotti contraffatti e 21 conti correnti per un valore complessivo di circa tre milioni.

 

sabato 12 settembre 2020

I Nas dei Carabinieri ancora all'opera


Il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità dei Carabinieri di Bologna ha eseguito diversi controlli finalizzati al rispetto delle norme igienico sanitarie all’interno dei pubblici esercizi, con particolare riferimento a quelli destinati alla somministrazione di alimenti e bevande. Una gelateria, due agriturismi e un ristorante sono stati sanzionati con un importo complessivo di 8.500 euro per aver violato la normativa. Nei confronti della gelateria e di uno dei due agriturismi, i militari hanno proceduto, rispettivamente, al sequestro di 90 kg di prodotti dolciari e 500 litri di liquori per un valore complessivo di 18.000 euro.

Comando Provinciale Carabinieri Bologna

 

venerdì 22 novembre 2019

I NAS hanno sospeso l'attività di uno specialista ambulatoriale

L'Azienda USL di Bologna informa:


A seguito di segnalazione dell'Azienda USL di Bologna, e dopo le indagini svolte dal locale Comando Carabinieri per la Tutela della Salute N.A.S, il Tribunale di Bologna ha disposto la misura interdittiva della sospensione dall'esercizio dell'attività di uno specialista ambulatoriale che, nello svolgimento delle sue funzioni ha prospettato, a diversi pazienti, interventi presso il rispettivo ambulatorio privato, peraltro risultato privo di autorizzazione sanitaria.

Le indagini, riguardanti il periodo agosto 2017 - luglio 2019, hanno accertato molteplici episodi in cui il professionista, comunicando falsi tempi d'attesa nelle liste del SSN e sostenendo di poter eseguire solo privatamente gli interventi, indirizzava i pazienti presso il suo studio.

I capi d'accusa sono l'abuso d'ufficio continuato e l'aver aperto e mantenuto in esercizio un ambulatorio privato senza la speciale e necessaria autorizzazione sanitaria.

L'Azienda, oltre a dare avvio ai predetti accertamenti, ha anche avviato l'iter di procedimento disciplinare in capo al professionista convenzionato, già sospeso dall'attività in forza di specifica ordinanza del Tribunale.

lunedì 3 giugno 2019

Il Nas ha sequestrato 64 quintali di uova

Valore delle uova 20.000 euro

Da ANSA

Sequestro, da parte del Carabinieri del Nas di Bologna, per 64 quintali di uova destinate all'industria alimentare. In uno stabilimento del Ravennate, i militari hanno rinvenuto le uova invase da larve di mosca e muffa.
    Nel corso del controllo svolto nella struttura gli uomini del Nas, oltre ad aver denunciato a piede il responsabile dello stabilimento lo hanno anche sanzionato per 3.000 euro a causa di omesse procedure di autocontrollo basate sui principi della normativa H.a.c.c.p. sulla garanzia della salubrità dei cibi e violazione delle azioni di igienizzazione per la sicurezza degli alimenti. Il valore delle uova sequestrate ammonta a 20.000 euro.
   

venerdì 25 maggio 2018

Un bliz dei Carabinieri smaschera 'lavoro nero e immigrazione clandestina'

Ancora lavoro nero e immigrazione clandestina alle porte di Bologna.

I Carabinieri, il NAS di Bologna e il personale dell’Ispettorato del Lavoro, sono stati impegnati nello svolgimento di un servizio coordinato di tutela della salute e della sicurezza dei locali commerciali della “Bolognina” e in particolare del rispetto della normativa sanitaria e dei contratti di lavoro.
Tra gli esercizi controllati, due centri per massaggi, uno gestito da una 52enne cinese, residente a Bologna, denunciata per utilizzo di manodopera irregolare e impiego di stranieri irregolari e per violazioni sanitarie ed amministrative e uno gestito da una 44enne cinese, residente a Bologna, denunciata per utilizzo di manodopera irregolare e impiego di stranieri irregolari e violazioni sanitarie ed amministrative.



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


martedì 12 dicembre 2017

Nas chiudono casa riposo nel Bolognese

Ospitava anziani non autosufficienti senza autorizzazione

 © ANSADa ANSA


Una residenza sanitaria assistita è stata chiusa, nel Bolognese, dai Nas dei Carabinieri: ospitava, infatti, anziani non autosufficienti, pur non essendo adeguata e, in alcuni casi, somministrava farmaci scaduti. Tre operatori della struttura sono stati denunciati per lesioni colpose e somministrazione di medicinali scaduti. Gli ospiti, una decina, sono stati trasferiti in strutture idonee.
    Il provvedimento fa parte di un maxi controllo che i Nas hanno fatto in tutta l'Emilia-Romagna, controllando 170 strutture fra le province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì.
    I militari hanno comminato anche alcune sanzioni amministrative: nel Bolognese tre titolari sono stati segnalati per violazioni varie, nel Ferrarese due operatori sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione sanitaria e un'altra struttura sanzionata perché ospitava più anziani di quelli autorizzati. Anche nel Ravennate e nel Forlivese sono state segnalate strutture con posti in esubero

giovedì 6 ottobre 2016

Controlli agli esercizi pubblici del NAS e degli Ispettori del Lavoro. Irregolari un panettiere e un parrucchiere.


I Carabinieri della Stazione Bologna Navile, unitamente ai militari del NAS e agli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro, hanno controllato quattro esercizi situati in zona “Bolognina”. L’attività, che ha visto l’impiego di operanti civili e militari, ha portato all’elevazione di sanzioni amministrative per un totale di 11.175 euro
A un panificio sono state riscontrate gravi irregolarità di natura igienico sanitaria e circa il lavoro di alcuni dipendenti. In particolare, i Carabinieri del NAS hanno avviato una richiesta all’ASL per procedere all’immediata chiusura del locale per gravi inadempienze di natura igienico sanitaria, mentre gli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro hanno emesso contravvenzioni amministrative pari a 7.625 euro, per “lavoratori non in regola” e “violazioni di norme sanitarie in materia di igiene”.
A un parrucchiere è stata riscontrata la presenza di manodopera minorile non in regola e gli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro hanno emesso contravvenzioni amministrative pari a 3.550 euro.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna

mercoledì 3 agosto 2016

I NAS hanno controllato parrucchiere e estetista. Chiuse 11 attività, deferite alla Autorità Giudiziaria 3 persone.


Il N.A.S. Carabinieri di Bologna, nell’ambito di predisposte attività volte alla tutela della salute dei clienti di acconciatori ed estetiste, ha avviato da alcune settimane mirati servizi di controllo nel territorio delle province di Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini. Le operazioni, che hanno permesso di controllare oltre 60 obiettivi, sono state incentrate sulla verifica del possesso dei necessari titoli professionali del personale dipendente, dei requisiti igienico-sanitari e strutturali dei locali e della conformità e regolarità delle attrezzature in uso.
Nelle provincia di Bologna sono state verificate 32 attività, delle quali 11 hanno evidenziato irregolarità di natura penale e amministrativa come di seguito indicato: • ad Imola (BO) è stata sequestrata 1 attività di parrucchiere poiché condotta in assenza della prevista “S.C.I.A.” (segnalazione certificata di inizio attività) ed avviata mediante il possesso di titoli abilitativi contraffatti. La stessa presentava carenze igienico-sanitarie e impiegava personale privo dei previsti requisiti professionali. A conclusione degli accertamenti è stato deferito all’Autorità Giudiziaria il titolare, per aver esercitato l’attività di parrucchiere facendo uso di attestati di qualifica professionale di "acconciatore uomo-donna" risultati contraffatti; • in Valsamoggia (BO) sono state denunciate alla competente A.G. 2 persone, rispettivamente titolare e dipendente di un salone di parrucchiera, per aver utilizzato attestati di qualifica professionale contraffatti. Nel contesto è stato eseguito il sequestro penale dei locali; • a Bologna, sono state sospese le attività di 9 esercizi di acconciatore ed estetica, in quanto privi dei previsti requisiti igienico-sanitari e mantenuti in assenza della prevista “S.C.I.A.”. Il titolare di un centro di estetica è stato deferito all’Autorità Giudiziaria poiché ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento della prostituzione (Legge 20.2.1958 n. 75). Nella provincia di Rimini sono stati controllati 11 esercizi, in 2 dei quali sono emerse irregolarità di natura amministrativa, per aver svolto l’attività in assenza della prevista SCIA e per aver impiegato personale non qualificato. Nelle provincia di Ferrara sono state controllate 8 attività, una delle quali è stata sospesa per aver svolto attività di estetica, tatuaggi e piercing, in assenza della prevista SCIA. Nelle provincia di Ravenna e Forlì Cesena, sono state controllate 12 attività, una delle quali è risultata aver svolto attività in assenza della prevista SCIA e impiegato personale privo dei previsti requisiti professionali. A conclusione delle verifiche ispettive sono state disposte chiusure/divieto di prosecuzione delle attività di 11 esercizi, per un valore complessivo di oltre 2 milioni di euro.


giovedì 24 dicembre 2015

I N.A.S. Bologna hanno sequestro di ambulatorio medico clandestino.

Il Comando di Bologna della Legione Carabinieri Emilia Romagna informa: 


Nell’ambito della continua e costante attività di salvaguardia della salute pubblica, a seguito di attività informativa sviluppata in collaborazione con l'Arma territoriale, allo scopo di infrenare il fenomeno dell'abusivismo in campo medico,  i Carabinieri del N.A.S. di Bologna riuscivano a  localizzare nella provincia bolognese un fiorente ambulatorio medico clandestino ove, dietro la parvenza di una lecita attività di pranoterapeuta, presso l'abitazione di un sessantenne asiatico residente da anni in Italia, veniva illegalmente eseguita la pratica medica dell'agopuntura.

La verifica dell'ambulatorio, eseguita in collaborazione con il personale medico della competente AUSL, consentiva di acclarare che il centro era in piena attività, nonostante fosse privo di alcuna valida direzione medica, delle prescritte autorizzazioni sanitarie e dei requisiti minimi per la tipologia di attività medica, richieste  dal Testo Unico delle Leggi Sanitarie.
In particolare, oltre ad evidenti carenze di carattere igienico-sanitario strutturale, si evidenziavano allarmanti carenze nella conduzione e nella gestione del rischio infettivo derivanti dall'impiego di  aghi scaduti nella validità dichiarata dal produttore,  il riutilizzo, per più sedute, dei medesimi aghi per agopuntura, dichiarati dal produttore “monouso”, e l'utilizzo di disinfettanti non a norma.
L'attività ispettiva si concludeva con:
-       il deferimento all'A.G. per il reato di cui all'art. 348 c.p. (abusivo esercizio di professione medica) del titolare, sprovvisto della laurea in medicina e chirurgia, necessaria, stante la vigente normativa nazionale e le numerose sentenze di Cassazione in materia, per la corretta valutazione medica ed esecuzione della pratica medica invasiva dell'agopuntura;
-       il sequestro dell'intero ambulatorio e di quanto in esso contenuto, del valore complessivo di euro 300.000,   a motivo dell'assenza delle autorizzazioni, delle carenze igienico-strutturali sanitarie rilevate e delle anomale modalità di conduzione.

Foto dei Carabinieri del NAS.