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lunedì 20 ottobre 2025

Rete Civica propone una nuova legge per rilanciare l’agriturismo in Emilia-Romagna

 “Più qualità, meno burocrazia e regole aggiornate per restare competitivi”



Si è svolta oggi, nella Sala Stampa dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, la conferenza organizzata dai consiglieri regionali di Rete Civica, Elena Ugolini e Marco Mastacchi (nella foto) , per presentare il Progetto di legge – a prima firma Mastacchi – che propone la modifica della legge regionale sull’agriturismo (L.R. 4/2009).

L’iniziativa punta a valorizzare e modernizzare il settore, rafforzando la competitività delle imprese agricole, sostenendo le piccole e medie aziende, promuovendo uno sviluppo rurale sostenibile e semplificando le procedure amministrative.

“Abbiamo cominciato a trattare questo tema già nella legislatura Bonaccini, su sollecitazione degli agricoltori”, ha spiegato Mastacchi. “C’era grande aspettativa, ma il percorso si è interrotto con la chiusura anticipata del mandato. Ci si aspettava che il presidente De Pascale riprendesse in mano il dossier, ma dopo quasi un anno dal suo insediamento non c’è ancora nulla di concreto.”

Depositato il 15 ottobre, il progetto nasce dall’esigenza di aggiornare una normativa ormai datata e troppo rigida rispetto alle attuali dinamiche socio-economiche.

“La legge in vigore non è più al passo con i tempi. Dal 2009 ad oggi è cambiato il mondo”, ha sottolineato Ugolini. “Occorre rafforzare la competitività del comparto, favorendo un legame virtuoso tra produzione agricola, accoglienza rurale e valorizzazione del territorio. Gli agricoltori possono essere sentinelle nella cura dell’ambiente e un presidio contro lo spopolamento delle aree interne, ma solo se le loro attività sono sostenibili anche dal punto di vista economico.”

Tra i punti chiave del testo spicca la revisione del concetto di “pasto” in ambito agrituristico, introducendo il principio dell’impiego prevalente di prodotti di eccellenza regionale (DOP, IGP, BIO), di filiera corta e del territorio, ed eliminando le rigide percentuali minime di prodotti aziendali previste dalla legge attuale.

“Oggi un agricoltore, per restare in regola, è spesso costretto a scegliere prodotti di basso valore”, ha osservato Mastacchi. “Le percentuali basate su quantità e non su qualità finiscono per penalizzare chi lavora bene. Vogliamo invece una legge che premi la qualità e valorizzi le eccellenze regionali. Questo è il cuore del nostro progetto di legge.”

Un’altra novità riguarda la semplificazione delle procedure di subentro (affitto o cessione) nelle attività agrituristiche, per favorire il passaggio generazionale.

“Oggi, per un subentro, l’attività deve essere sospesa e tutte le pratiche ripresentate ex novo”, ha spiegato Mastacchi. “Proponiamo un sistema di autocertificazione, con controlli successivi da parte degli enti pubblici, per garantire continuità e non perdere clienti.”

Il progetto prevede inoltre di ampliare la capacità ricettiva, aumentando il numero massimo di posti letto e introducendo maggiore flessibilità per l’ospitalità in spazi aperti. Particolare attenzione è riservata all’Ospitalità Rurale Familiare (O.R.F.), riconosciuta come modello autentico e semplificato di accoglienza legato alla tradizione contadina.
Nel testo vengono anche riconosciuti formalmente l’enoturismo e l’oleoturismo come attività multifunzionali in grado di valorizzare le produzioni vitivinicole e olivicole regionali.

Gli obiettivi strategici della riforma sono chiari: incentivare la qualità e la territorialità dell’offerta agrituristica, valorizzare le produzioni locali, promuovere la nascita di biodistretti e reti tra imprenditori, e facilitare l’accesso di nuovi operatori grazie a semplificazione e sostenibilità economica.

“Questo progetto di legge vuole essere una base di partenza”, ha concluso Mastacchi. “Ci sarà molto da fare e sarà fondamentale il confronto con tutte le parti coinvolte. L’obiettivo è costruire insieme una normativa moderna, equa e realmente a servizio del mondo agricolo e del turismo rurale.”

sabato 18 ottobre 2025

Agriturismo, una proposta di legge per valorizzare l’ospitalità rurale e i prodotti locali

Il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) presenta un testo di aggiornamento della legge regionale del 2009 sull’agriturismo



La Regione Emilia-Romagna potrebbe presto introdurre importanti novità per il settore agrituristico. Il consigliere regionale di Rete Civica, Marco Mastacchi, ha presentato una proposta di legge dal titolo “Interventi per la valorizzazione dell’agriturismo”, che modifica e aggiorna la legge regionale n. 4 del 31 marzo 2009, dedicata alla disciplina dell’agriturismo e alla multifunzionalità delle aziende agricole.

L’obiettivo del progetto è rafforzare il legame tra attività agricola e accoglienza rurale, promuovendo al tempo stesso la qualità delle produzioni locali e la semplificazione amministrativa per le imprese agricole.

Tra le principali novità proposte, spicca la tutela e promozione dell’Ospitalità Rurale Familiare (O.R.F.), definita come una forma autentica e semplificata di accoglienza rurale, coerente con la tradizione contadina dell’Emilia-Romagna.
Si rafforza inoltre il principio della connessione tra attività agricola e agrituristica, che dovrà restare prevalente. La verifica sarà effettuata tramite un sistema a punteggio basato su criteri economici, strutturali e ambientali, tra cui:

  • incidenza del reddito agricolo sul totale aziendale,
  • utilizzo di prodotti propri o locali,
  • investimenti agricoli,
  • adozione di pratiche sostenibili,
  • partecipazione a reti e progetti territoriali.

La Giunta regionale definirà le soglie di punteggio e le modalità di controllo.

La proposta aggiorna anche le norme sulla somministrazione di pasti e bevande negli agriturismi, che dovranno valorizzare la tradizione enogastronomica regionale e privilegiare prodotti agricoli dell’Emilia-Romagna.

Il numero massimo di pasti giornalieri sarà proporzionale alla quota di prodotti regionali utilizzati:

  • fino a 60 pasti al giorno se oltre il 70% dei prodotti è locale e certificato (DOP, IGP, DOC, BIO, QC, Slow Food);
  • 40 pasti se la quota è tra il 50 e il 70%;
  • 30 pasti se inferiore al 50%.

Sono previsti controlli e autocertificazioni, mentre i Comuni potranno autorizzare deroghe temporanee in caso di calamità o eventi straordinari che colpiscano la produzione agricola.

Un’altra innovazione riguarda il subentro nell’attività agrituristica in caso di cessione o affitto dell’impresa.
La norma prevede una procedura semplificata che consente di ottenere un’autorizzazione provvisoria, permettendo al nuovo titolare di proseguire l’attività senza interruzioni. L’istruttoria definitiva dovrà concludersi entro 45 giorni.

Il testo propone inoltre di aggiornare i criteri di valutazione per i contributi e le premialità, premiando le aziende che:

  • utilizzano in prevalenza prodotti agricoli regionali certificati,
  • aderiscono a filiere corte e reti agrituristiche locali,
  • recuperano immobili di valore storico e culturale,
  • adottano certificazioni di qualità e sostenibilità ambientale.

Resta centrale il principio della prevalenza dell’attività agricola, da mantenere come requisito fondamentale per poter esercitare l’attività agrituristica.

Con questa proposta, il consigliere Marco Mastacchi intende modernizzare il quadro normativo dell’agriturismo regionale, sostenendo un modello fondato su autenticità rurale, qualità alimentare e sostenibilità ambientale, in linea con le nuove sfide del turismo verde e delle economie locali. 

martedì 7 ottobre 2025

Controlli dei NAS negli agriturismi: tre strutture irregolari

 



Nelle ultime settimane il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (NAS) dei Carabinieri di Bologna ha intensificato l’attività di controllo presso gli agriturismi presenti nelle cinque province di competenza.
Nel complesso, la maggior parte delle strutture ispezionate è risultata in regola, ma in tre casi sono emerse criticità rilevanti.

In un agriturismo della provincia di Bologna, i militari hanno accertato la produzione, il confezionamento e la vendita di confetture e sciroppi di frutta in assenza delle procedure HACCP, necessarie per garantire la sicurezza alimentare e prevenire rischi legati allo sviluppo della tossina botulinica.
I prodotti, insieme a decine di vasetti e bottiglie di vetro già utilizzati e pronti per essere riadoperati, erano stoccati in un capanno in legno in precarie condizioni igieniche, con presenza di polvere, sporco e insetti, tra cui ragni e scarafaggi.
Su richiesta dei militari, l’AUSL competente ha disposto l’immediata chiusura e sospensione dell’attività di produzione alimentare.

Presso la stessa struttura, la piscina a disposizione degli ospiti è risultata sporca, con evidenti incrostazioni di alghe verdi sui bordi. Le analisi rapide dell’acqua hanno evidenziato valori di cloro libero ben superiori ai limiti consentiti, con potenziali rischi per la salute dei bagnanti.
Il legale rappresentante è stato diffidato dal proseguire l’attività di balneazione. È stata inoltre riscontrata l’assenza del manuale di autocontrollo, nonché la mancata esecuzione dei controlli quotidiani su pH e cloro previsti dalla normativa.
Sindaco e AUSL sono stati immediatamente informati per l’adozione dei provvedimenti di competenza.

Nell’area adiacente alla piscina, i militari hanno scoperto anche una cabina sauna con stufa a legna, realizzata senza la necessaria Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA) al SUAP comunale e priva del Responsabile tecnico.
La sauna è stata sottoposta a sequestro amministrativo e segnalata ai Vigili del Fuoco per le verifiche sull’impianto di ventilazione e sulla sicurezza della stufa.

Un secondo intervento ha riguardato una struttura ricettiva della provincia di Forlì-Cesena, dove i controlli dell’acqua della piscina hanno evidenziato valori di cloro libero pari a 0,0 mg/l, ben al di sotto del minimo consentito (0,7–1,5 mg/l).
In assenza di adeguata clorazione, l’acqua rappresenta un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri potenzialmente pericolosi per la salute dei bagnanti. Anche in questo caso la vasca è stata sgomberata e il titolare diffidato dal proseguire l’attività di balneazione.
Sono state inoltre contestate l’assenza della cartellonistica di sicurezza e la porta del vano tecnico lasciata aperta, a ridosso delle cabine e dell’area giochi per bambini.

Infine, in un agriturismo della bassa bolognese, i militari hanno disposto la sospensione dell’attività di una piscina priva di autocontrollo e mai autorizzata tramite SCIA. All’interno della struttura sono state inoltre riscontrate gravi carenze igieniche e violazioni delle procedure HACCP nella gestione del ristorante.

Complessivamente, i NAS hanno sequestrato 40 chilogrammi di conserve alimentari prodotte irregolarmente, per un valore di circa 1.000 euro, e contestato sanzioni amministrative per oltre 8.000 euro.

venerdì 26 maggio 2023

Il Parco della Chiusa di Casalecchio di Reno ha un Nuovo Agriturismo

 


Il Comune informa:

 

È prevista per domani,  sabato 27 maggio, alle 11, l’inaugurazione ufficiale del nuovo Agriturismo del Parco della Chiusa ospitato nell’edificio principale della Corte colonica Santa Margherita in via Panoramica.

L’Amministrazione comunale di Casalecchio di Reno, in collaborazione con la società consortile La Chiusa, intestataria della convenzione, e Copaps Cooperativa Agricola Sociale, gestore della struttura,  invitano a visitare la nuova presenza.

 

L’agriturismo è raggiungibile solo a piedi o in bicicletta in pochi minuti dall’ingresso del Parco della Chiusa vicino alla Chiesa di San Martino di via dei Bregoli o dall’ingresso di Vicolo de’ Santi.


lunedì 2 gennaio 2023

Agriturismo, fatturato in crescita ma il comparto è appesantito dall'aumento dei costi e dalla mancanza di personale

 Bisagni: «Boom di prenotazioni, ma scendono gli utili ». 

di Barbara Bertuzzi

Confagricoltura Emilia Romagna

 

«Si lavora di più rispetto al pre-Covid ma diminuisce la marginalità», dice Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia Romagna, che rappresenta gli agriturismi associati a Confagricoltura.

Stando al numero di presenze registrate nelle strutture agrituristiche della nostra regione, il 2022 chiude «un bilancio tutto sommato positivo per alloggi e ristorazione, con un aumento di turisti italiani e stranieri, ma l’incremento insostenibile dei prezzi di luce, gas e materie prime ha ridotto all’osso i margini». Altra nota dolente è la mancanza di personale, «la ristorazione viaggia al 50% del suo potenziale: non si trovano camerieri e nemmeno addetti alla cucina, spesso le strutture sono costrette a dire di no ai clienti: meno pranzi e cene».

Quindi, sottolinea il presidente di Agriturist Emilia Romagna, complice l’estate prolungata e l’inverno mite, «vince la formula da noi offerta sempre più articolata: percorsi enogastronomici anche bike-friendly, promossi dal club di eccellenza Agricycle; visite a cantine e caseifici; pacchetti a misura di famiglia e di bambino; serate a tema; cavalcate in mezzo alla neve e tuffi nelle piscine riscaldate. Adesso la vacanza in agriturismo viene apprezzata tutto l’anno».

Il comparto nel 2022 registra fatturati spesso superiori al periodo pre-pandemia con richieste record per le festività natalizie e Capodanno, però sconta i rincari e una maggiore mole di lavoro dovuta all’organico sottodimensionato. In particolare, aggiunge infine Bisagni, «sono insufficienti le misure messe in atto finora per contenere la fiammata dei costi energetici». Poi il nodo manodopera «rischia di vanificare il buon risultato raggiunto nella ristorazione, nella valorizzazione di prodotti tipici del territorio, mettendo in difficoltà la tenuta del sistema».

mercoledì 10 agosto 2022

Accoglienza in Agriturismo: Superati i numeri pre-pandemia

 Soggiorni + 10-15%, vacanze brevi e prenotazioni last minute. In forte crescita i turisti stranieri, a sorpresa tanti francesi. Incognita caro prezzi sul bilancio 2022 e attività rallentata per carenza di personale.  


«È record di presenze negli agriturismi dell’Emilia-Romagna: +10-15% le richieste di soggiorno rispetto al periodo pre-Covid, grazie a speciali percorsi enogastronomici - tra cui cantine, caseifici e salumifici bike-friendly, promossi dal club di eccellenza Agricycle -, con pacchetti a misura di famiglia e di bambino; bene anche la ristorazione strettamente legata al cibo e alle preparazioni culinarie del territorio. Se non fosse per il caro prezzi sarebbe un’estate da ricordare, » rileva con forte compiacimento  Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia-Romagna. “La preoccupazione, però, è quella che accomuna tutte le aziende agricole e agrituristiche: come sopravvivere alla fiammata dei costi di produzione e gestione”.

 L’incognita dei rincari di energia elettrica e materie prime peserà sul bilancio degli agriturismi, spesso costretti a lavorare con organici sottodimensionati vista la carenza di forza lavoro. «Camerieri, cuochi e addetti delle pulizie: sono tutti profili introvabili - sottolinea l’imprenditore agrituristico - tanto che molte strutture hanno dovuto rallentare l’attività: un paradosso».

Nonostante ciò, spiega il presidente di Agriturist Emilia Romagna, «quest’anno sono stati superati i numeri pre-pandemia e anche per il mese di agosto è previsto il sold out. Nel complesso, si predilige la vacanza breve con prenotazione all’ultimo momento. Il traffico aereo in tilt ha spinto molti visitatori a viaggiare a bordo della propria auto, scoprendo così, e anche meglio, gli itinerari rurali e meno conosciuti dell’Emilia-Romagna». Si registra un sostanziale incremento di turisti italiani ma soprattutto, dice Bisagni, «non abbiamo mai visto tanti stranieri tra cui molti francesi, la vera sorpresa di questa pazza stagione».

«Gli italiani - afferma Augusto Congionti, presidente nazionale Agriturist - non hanno rinunciato alle vacanze e, facendo molta attenzione al portafoglio, hanno scelto il contatto con la natura e la bellezza delle campagne. Secondo l’Enit ben un italiano su cinque ha optato per la vacanza outdoor». Il futuro? «Molto dipenderà dagli imprenditori e dalla loro capacità d’innovarsi, così come dalle Istituzioni e dal saper valorizzare, anche con l’utilizzo virtuoso dei fondi del PNRR, l'Italia agricola". 

sabato 24 luglio 2021

Confagricoltura Emilia Romagna: «È straniero un turista su dieci ma cresce la presenza dei belgi, olandesi e svizzeri.

Prevalgono soggiorni brevi e prenotazioni “last minute”. Boom di richieste negli agriturismi con piscina come in quelli che includono attività sportive e ricreative. Agricoltura e turismo delle aree interne opportunità vincenti per l’attrattività del territorio»

 


di Barbara Bertuzzi  




Soggiorni brevi spesso di una notte soltanto, magari prenotati “last minute” e con un occhio attento al prezzo. Va per la maggiore la vacanza “mordi e fuggi” nei 1200 agriturismi emiliano-romagnoli.

 

«In questa seconda estate dell’era del Covid, è straniero un turista su dieci e vacillano le prenotazioni dall’estero: sono già arrivate parecchie disdette a causa della variante delta». Gianpietro Bisagni, presidente di Agriturist Emilia Romagna, che riunisce gli agriturismi associati a Confagricoltura, non nasconde la preoccupazione tuttavia si dice ottimista. «C’è anche chi ha aperto una nuova struttura nella delicata fase di ripresa dell’economia e del turismo del Paese. Gli agriturismi con piscina o quelli che includono attività sportive (460 strutture circa in regione) e ricreative (340), registrano il tutto esaurito per il mese di agosto. Il turista cerca tranquillità e benessere, vuole divertirsi all’aria aperta e praticare hobby in sicurezza. Quindi ad essere premiate – spiega l’imprenditore agrituristico piacentino - sono le strutture che hanno ampliato l’offerta di servizi e pacchetti dedicati (bike tour, trekking, maneggio, pesca ma anche cammini del cibo, degustazioni di prodotti esclusivi, assaggi di vino finanche menu salutisti) e che hanno puntato su una comunicazione ad hoc, diretta al proprio target di riferimento».

 

Cambia pure lo scenario dei principali paesi di provenienza del turista straniero. «Crescono belgi, olandesi e svizzeri. Seguono a ruota i turisti francesi e tedeschi, completamente assenti invece gli americani e gli extraeuropei in generale», sottolinea Bisagni

 

Marcello Bonvicini, presidente regionale di Confagricoltura rilancia le potenzialità dell’agriturismo in regione: «Agricoltura e turismo delle aree interne sono opportunità vincenti per l’attrattività e lo sviluppo del territorio tanto più se abbinate alle 44 Dop e Igp dell’Emilia-Romagna, volano del made in Italy nel mondo».

 

Così Augusto Congionti, presidente nazionale Agriturist: «Un soggiorno in agriturismo non è semplicemente una stanza in campagna dove, magari, si può anche mangiare o acquistare un prodotto tipico. È molto di più, perché consente un’immersione profonda in un territorio, con la sua comunità, le tipicità, la storia, le tradizioni, la biodiversità e i suoi sapori. Siamo ottimisti proprio perché la nostra offerta è unica nel suo genere e al lago, al mare, in montagna, in collina o in pianura siamo pronti a ospitare sempre più persone».

lunedì 29 giugno 2020

Confagricoltura. Alla grande la vacanza nel verde. Però mancano gli stranieri

La metà degli agriturismi registra il tutto esaurito per luglio e agosto, ma la ripresa è lenta



Confagricoltura scrive:

La buona notizia è che la metà degli agriturismi con pernottamento associati a Confagricoltura in Emilia-Romagna registra il tutto esaurito per i mesi di luglio e agosto. Con una novità d’eccezione per il nostro territorio: le prenotazioni riguardano soggiorni di una durata più lunga del solito, ossia una settimana e oltre. Quindi quest’anno la scelta sembra ricadere - come mai prima -, sulla vacanza nel verde, preferibilmente in collina e a bordo piscina, dove siano garantiti ampi spazi all’aperto e piena sicurezza.

Quella cattiva evidenzia invece il forte rallentamento del turismo straniero, uno scenario in controtendenza con il recente passato che ha visto crescere anno dopo anno la percentuale di ospiti provenienti da oltre confine, anche da paesi extra-europei, fino a raggiungere una quota vicino al 25% del totale dei visitatori. Ebbene, adesso, sono proprio gli agriturismi che da Piacenza a Rimini hanno puntato sull’incoming a soffrire di più dei contraccolpi inarrestabili del Covid: nel Ferrarese e nel Bolognese, le prenotazioni nei mesi clou si fermano al 60%. In Romagna va segnalato che il turismo dall’Italia sta compensando in parte la mancata presenza degli stranieri, tedeschi in primis.

«La ripresa è lenta ma siamo soddisfatti della nuova strategia dell’accoglienza proposta per la fase 2, con dei punti di forza - poche camere, location rurali, itinerari sicuri con cene in vigna e pic-nic sotto l’albero, addetti al settore formati sotto il profilo psicologico per fronteggiare in maniera efficace i timori della gente nell’era post-Covid -, che di fatto hanno convinto il turista a prenotare la vacanza estiva presso una delle nostre strutture, prediligendo il cosiddetto turismo di prossimità; tuttavia - sottolinea il presidente regionale degli agriturismi targati Confagricoltura, Gianpietro Bisagni – il bilancio 2020 parte con una perdita di fatturato totale nei mesi di marzo, aprile e maggio e un bonus vacanze in arrivo che ci lascia perplessi visto che le imprese sono a corto di liquidità».

«Nel quadro complicato della ripartenza, evitiamo - aggiunge il presidente regionale di Confagricoltura, Marcello Bonvicini, - la guerra tra i poveri». Il messaggio è rivolto alle associazioni di categoria che in queste ore stanno portando avanti una battaglia contro le aziende agrituristiche che offrono servizio di delivery, con consegne a domicilio di prodotti freschi dell’orto e trasformati. La chiude così il presidente degli imprenditori agricoli: «Voglio dire ai rappresentanti di queste imprese che solo l’1 o 2 per cento dei nostri agriturismi in regione svolge tuttora tale attività. Se vogliamo davvero ripartire dobbiamo concentrarci su ben altre strategie e lavorare insieme per riportare qui i turisti, offrendo una gamma completa di proposte che sappiano soddisfare tutte le aspettative».

mercoledì 21 febbraio 2018

Arrivano gli agrichef


A Bologna cifra record (3.733) studenti del cibo consegnati gli attestati del primo corso di agrichef in agriturismo

Ci sono anche cinque agrichef di Bologna tra i diciassette che hanno ricevuto l’attestato di
partecipazione al primo corso regionale per agrichef promosso da Terranostra e Campagna Amica.
Lo annuncia Coldiretti Bologna sottolineando che il numero dei giovani che vedono una prospettiva di lavoro futuro nel cibo nel bolognese ha raggiunto la cifra record di 3.733. 


Tanti sono infatti gli studenti che nella in provincia frequentano scuole Alberghiere e Agrarie, che rappresentano – informa Coldiretti Bologna – il 9,7% dei 38 mila studenti delle scuole secondarie di secondo grado per l’anno scolastico 2017/2018. La tendenza a privilegiare la produzione e l’elaborazione di alimenti come sbocco lavorativo è
confermata anche dal sondaggio Coldiretti/Ixé secondo il quale il 54 per cento dei giovani oggi
preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21 per cento) o
fare l’impiegato in banca (13 per cento).
 
Il primo corso di Agrichef – spiega ancora Coldiretti – ha puntato a formare non solo chef abili ai fornelli, ma una figura professionale a tutto tondo, esperta anche in marketing e comunicazione, in grado di raccontare ad un cliente sempre più attento ed esigente la storia di un prodotto e la cultura del territorio che lo ha fatto nascere.
 



Al termine del corso Diego Scaramuzza, presidente nazionale dell’associazione agrituristica Terranostra, e Marco Allaria Olivieri, direttore di Coldiretti Bologna, hanno consegnato gli attestati di Agrichef a partecipanti al corso, provenienti da tutta l’Emilia Romagna.
A Bologna hanno ricevuto l’attestato in cinque: Fabiola Zoffoli della Fattoria Romagnola di Imola; 
 
Federica Branchini della Fattoria Quercia di Valsamoggia; Claudia Trigari dell’agriturismo Il Grillo di Pianoro; Luca e Manuele Busato dell’agriturismo I Tre Casali di Minerbio.
Al termine del corso il presidente di Terranostra Diego Scaramuzza ha ringraziato i produttori di
Campagna Amica che hanno messo a disposizione i prodotti agricoli per la cucina e la Sis, Società Italiana Sementi di Bologna, che ha messo a disposizione il riso Volano e la pasta prodotta con il grano antico “Senatore” Cappelli.

venerdì 2 febbraio 2018

Il turismo 'agri' ha fatto boom

Dal 5 febbraio a Bologna parte il corso per 'agrichef'


Oltre tre milioni di turisti nel 2017 hanno scelto di mangiare in un agriturismo dell'Emilia-Romagna. Lo spiega Coldiretti regionale alla vigilia del primo corso per Agrichef promosso da Terranostra, l'associazione agrituristica di Coldiretti, e da Campagna Amica per formare persone che in cucina sappiano sempre più valorizzare le eccellenze dell'agricoltura del territorio.
    Il corso è dal 5 all'8 febbraio a Bologna, in via Massimo Gorki 6, nell'associazione culturale enogastronomica 'Percorsi in Cucina' e avrà come docenti Diego Scaramuzza, presidente nazionale di Terranostra, lo chef Michele Cocchi di 'Idea in Cucina', cooperativa aderente a Uecoop, i sommelier Ais, Cinzia Pastorelli e Giovanni Derba, il responsabile della sicurezza alimentare di Coldiretti Emilia-Romagna, Dennis Calanca, il capo area comunicazione e relazioni esterne di Coldiretti nazionale, Paolo Falcioni, il segretario nazionale di Terranostra, Toni De Amicis.

domenica 26 gennaio 2014

COLDIRETTI: AL ‘PALLONE GONFIATO’ TORNA L’ENOGASTRONOMIA DI QUALITÀ DEGLI AGRITURISMO DI CAMPAGNA AMICA .




Coldiretti informa:

Ritorna l’appuntamento mensile di Coldiretti Bologna con il programma ‘Il pallone gonfiato’, in onda su Telesanterno (Canale 18) e in streaming sul sito www.telesanterno.com.

Oggi, domenica 26 gennaio, dalle  20.45 alle 23, il conduttore della storica trasmissione, Alberto Bortolotti, si collegherà a più riprese con l’Agriturismo di Campagna Amica ‘La Crocetta’ di San Giovanni in Persiceto, dove i titolari, Mario Capponcelli e la moglie Lucia, presenteranno piatti a base di gustosi prodotti di stagione dei campi e degli allevamenti bolognesi.

Tra una moviola e un commento alla partita del giorno, verrà proposto un menù stagionale e a km zero per riscoprire le eccellenze del nostro territorio: gnocchi di patate ‘Vivaldi’ con sugo rosso di pancetta, friggione con la crescente, pollo brasato della corte aziendale con salamoia bolognese e Reno Pignoletto DOC. Per chiudere, un’altra tipicità locale, semplice e golosa: il Fior di latte.

martedì 28 maggio 2013

Una nuova vita a Ca' Nova, tra cavalli, natura e genuinità.



Tanti amici hanno salutato domenica scorsa, in un festoso e allegro party, la nascita dell’agriturismo ‘Alla Nuova Vita Ca’ Nova’, posto in un pittoresco e tranquillo angolo verde di Villa d’Aiano, in via Canobbi, proprio sul confine tra Bologna e Modena.






E che si tratti di una nuova vita lo sperimentano in prima persona i gestori, i coniugi Lorena e Andrea che hanno lasciato i rispettivi lavori, lui di autotrasportatore e lei di estetista, per intraprendere la nuova avventura e rispondere al richiamo della vita salubre e tranquilla, rispettosa dei ritmi della natura, più umana e genuina. E poi per assecondare le grandi passioni: quella di lui per i cavalli e quella di lei per la cucina.

Lorena, nonna Vita, Jezabel, Lucille, Andrea, Alexandra.
Così, anche vincendo le iniziali perplessità dei familiari e delle tre figlie, Jezabel, Lucille e Alexandra che consideravano ‘da pazzi’ lasciare lavori ‘sicuri’ (e di questi tempi preziosi) per reinventarsi una nuova dimensione di vita, irta di incognite e difficoltà, hanno saputo convincere tutti della validità dell’iniziativa, con entusiasmo hanno spiegato i piani ambiziosi e accattivanti che avevano in mente e sono riusciti a coinvolgere altri componenti della famiglia: dalle figlie, con la loro energia giovanile, alla nonna Vita con l’esperienza delle sue ricette dal sapore delle vecchie tradizioni montanare.

Piantagione di frutti di bosco

Orto delle piante aromatiche e officinali-
L’agriturismo Ca’ Nova sfrutta proprio la ricchezza di un territorio appenninico, tra terreni dolcemente collinari e boschi di castagni e querce, per riattivare quella che era la ‘vecchia fattoria’, con gli animali da cortile e i cavalli al pascolo, il frutteto e un rigoglioso orto che offrono frutta e verdura di stagione, una piantagione che riscopre i frutti di bosco e una per pregiate erbe aromatiche e officinali.
 I piatti preparati per gli ospiti sono quindi basati sulla freschezza e la genuinità di prodotti appena raccolti.
Il bed and breakfast accoglie i turisti in un bel complesso ristrutturato con gusto e rispettando la tipologia delle case coloniche della zona: muri in sasso e arcate in pietra, camere arredate con mobili autentici 800/900 restaurati e salottini con caminetto e stufe a legna.
E poi i cavalli.   Dal mese di Luglio 2013 sarà inaugurata il centro affiliato Fitetrek-Ante Coni, che offre il servizio di turismo equestre a chi vuole intraprendere l’esperienza assaporando il fascino di brevi o lunghe passeggiate a cavallo in un ambiente veramente attraente con la guida di Andrea, esperto cavaliere e con qualifica di accompagnatore.
Tutte le iniziative e gli eventi si possono consultare sul sito   www.nuovacanova.it ; info@nuovacanova.com e su facebook : Alla nuova vita ca' nova