Prende quota
tra gli amministratori comunali il progetto per la realizzazione della Bretella
Reno-Setta. Lo si è appreso in questi giorni dalla stampa locale: tutti i
sindaci dei Comuni coinvolti sarebbero d’accordo. Se così fosse, sarebbe
superato e risolto quello che finora è apparso come il principale ostacolo
all’opera, vale a dire l’impatto ambientale, elemento che in passato aveva
fatto storcere il naso a diversi primi cittadini dell’area.
Del nuovo
orientamento dei sindaci si è parlato nel corso del recente incontro
organizzato nell’Appennino bolognese per fare il punto sullo stato di salute
dell’economia montana e individuare possibili indirizzi sui quali concentrare
l’attenzione per favorirne la ripresa.
Una netta
preferenza per la Bretella Reno-Setta è stata espressa, nel suo intervento,
dalla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi. Il suo ruolo di
presidente della Comunità del Corno alle Scale e dell’Ente Parchi Emilia
Orientale, oltre alle funzioni svolte nell’ambito della Città Metropolitana
anche sul fronte del turismo, ha fatto ritenere che il consenso sull’opera
fosse ormai generale.
A rafforzare
questa impressione ha contribuito anche l’assenza di obiezioni da parte degli
altri sindaci presenti, compresi quelli dei Comuni direttamente interessati. Un
silenzio interpretato come una sostanziale condivisione della posizione
espressa dalla sindaca Franchi.
Ma dietro
questa apparente calma potrebbero ancora covare alcune perplessità. Il
confronto tra gli amministratori, infatti, non sembra essersi concluso e sotto
la cenere del consenso potrebbero esserci ancora alcune braci.
Abbiamo
provato a contattare uno dei sindaci coinvolti. La sua prima reazione è stata
improntata alla prudenza e ha accettato di parlare soltanto dopo aver avuto la
rassicurazione che si trattasse di un confronto informale, come si suol dire,
“a microfoni spenti”.
«A me la
bretella sta bene, sono d’accordo – ha spiegato – ma ho notato che qualcuno tra
i miei colleghi è rimasto piuttosto sorpreso dall’annuncio. D’altronde, tra noi
non ci sono stati incontri per concordare il sì alla bretella. Il fatto che la
sindaca Franchi abbia parlato di unità in un incontro di tale importanza, però,
fa ritenere che qualcosa di concreto sia ormai stato deciso nei diversi livelli
dell’amministrazione pubblica».
Il sindaco
ha poi affrontato un altro tema destinato a intrecciarsi con il futuro della
viabilità della Valle del Reno: che fine farà il progetto di ammodernamento
della vecchia Porrettana nel tratto compreso tra Vergato e Sasso Marconi?
Anche su
questo punto la risposta è stata netta, seppure accompagnata dalla richiesta di
mantenere ancora riservate le sue dichiarazioni: «Quel progetto è già morto. Né
Vergato né Marzabotto vogliono una tangenziale al paese che passi in galleria,
sia per l’impatto dell’opera sia, soprattutto, perché una soluzione del genere,
in quelle posizioni, non garantirebbe il livello di sicurezza che
un’infrastruttura di questo tipo dovrebbe assicurare».
Rimarrebbe,
secondo il sindaco, una sola soluzione da portare avanti: «Di quel progetto
l’unica soluzione che potrà essere realizzata è quella del ponte, per risolvere
il problema del blocco della Rupe a Sasso Marconi».
Se questa
lettura degli orientamenti in campo troverà conferma, lo scenario che si
prospetta per la viabilità della Valle del Reno potrebbe dunque essere quello
di una Bretella Reno-Setta in buona parte sotterranea, accompagnata da un lungo
ponte destinato a sostituire l’attuale e problematico tratto della statale ai
piedi della Rupe di Sasso Marconi.
Sarebbe un’altra importante tappa del percorso per restituire fluidità alla viabilità della Valle del Reno, condizioni considerate indispensabili per sostenere l’economia locale e, soprattutto, creare le condizioni per una sua possibile ripresa.
Nessun commento:
Posta un commento