martedì 15 settembre 2026

Bretella Reno-Setta, il sì dei sindaci prende quota

 



Prende quota tra gli amministratori comunali il progetto per la realizzazione della Bretella Reno-Setta. Lo si è appreso in questi giorni dalla stampa locale: tutti i sindaci dei Comuni coinvolti sarebbero d’accordo. Se così fosse, sarebbe superato e risolto quello che finora è apparso come il principale ostacolo all’opera, vale a dire l’impatto ambientale, elemento che in passato aveva fatto storcere il naso a diversi primi cittadini dell’area.

Del nuovo orientamento dei sindaci si è parlato nel corso del recente incontro organizzato nell’Appennino bolognese per fare il punto sullo stato di salute dell’economia montana e individuare possibili indirizzi sui quali concentrare l’attenzione per favorirne la ripresa.

Una netta preferenza per la Bretella Reno-Setta è stata espressa, nel suo intervento, dalla sindaca di Lizzano in Belvedere, Barbara Franchi. Il suo ruolo di presidente della Comunità del Corno alle Scale e dell’Ente Parchi Emilia Orientale, oltre alle funzioni svolte nell’ambito della Città Metropolitana anche sul fronte del turismo, ha fatto ritenere che il consenso sull’opera fosse ormai generale.

A rafforzare questa impressione ha contribuito anche l’assenza di obiezioni da parte degli altri sindaci presenti, compresi quelli dei Comuni direttamente interessati. Un silenzio interpretato come una sostanziale condivisione della posizione espressa dalla sindaca Franchi.

Ma dietro questa apparente calma potrebbero ancora covare alcune perplessità. Il confronto tra gli amministratori, infatti, non sembra essersi concluso e sotto la cenere del consenso potrebbero esserci ancora alcune braci.

Abbiamo provato a contattare uno dei sindaci coinvolti. La sua prima reazione è stata improntata alla prudenza e ha accettato di parlare soltanto dopo aver avuto la rassicurazione che si trattasse di un confronto informale, come si suol dire, “a microfoni spenti”.

«A me la bretella sta bene, sono d’accordo – ha spiegato – ma ho notato che qualcuno tra i miei colleghi è rimasto piuttosto sorpreso dall’annuncio. D’altronde, tra noi non ci sono stati incontri per concordare il sì alla bretella. Il fatto che la sindaca Franchi abbia parlato di unità in un incontro di tale importanza, però, fa ritenere che qualcosa di concreto sia ormai stato deciso nei diversi livelli dell’amministrazione pubblica».

Il sindaco ha poi affrontato un altro tema destinato a intrecciarsi con il futuro della viabilità della Valle del Reno: che fine farà il progetto di ammodernamento della vecchia Porrettana nel tratto compreso tra Vergato e Sasso Marconi?

Anche su questo punto la risposta è stata netta, seppure accompagnata dalla richiesta di mantenere ancora riservate le sue dichiarazioni: «Quel progetto è già morto. Né Vergato né Marzabotto vogliono una tangenziale al paese che passi in galleria, sia per l’impatto dell’opera sia, soprattutto, perché una soluzione del genere, in quelle posizioni, non garantirebbe il livello di sicurezza che un’infrastruttura di questo tipo dovrebbe assicurare».

Rimarrebbe, secondo il sindaco, una sola soluzione da portare avanti: «Di quel progetto l’unica soluzione che potrà essere realizzata è quella del ponte, per risolvere il problema del blocco della Rupe a Sasso Marconi».

Se questa lettura degli orientamenti in campo troverà conferma, lo scenario che si prospetta per la viabilità della Valle del Reno potrebbe dunque essere quello di una Bretella Reno-Setta in buona parte sotterranea, accompagnata da un lungo ponte destinato a sostituire l’attuale e problematico tratto della statale ai piedi della Rupe di Sasso Marconi.

Sarebbe un’altra importante tappa del percorso per restituire fluidità alla viabilità della Valle del Reno, condizioni considerate indispensabili per sostenere l’economia locale e, soprattutto, creare le condizioni per una sua possibile ripresa.

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