L’Appennino bolognese ha competenze, imprese e comunità che meritano un futuro fatto di sviluppo, lavoro e opportunità.
Il Partito Democratico di Bologna ha avviato
una petizione per chiedere al Governo l’istituzione immediata di una Zona
Economica Speciale per l’Appennino, oppure l’introduzione di misure
straordinarie equivalenti, capaci di sostenere concretamente il tessuto
produttivo e occupazionale della montagna.
La crisi della Gaggio Tech rappresenta
l’ultimo, preoccupante segnale di una difficoltà più profonda, che non può
essere affrontata con interventi isolati, ma richiede una strategia
complessiva per l’intero territorio appenninico.
Chiediamo sgravi fiscali e crediti d’imposta per le imprese
che investono e mantengono la produzione in montagna, procedure più semplici e
rapide, agevolazioni sul costo del lavoro e un piano di investimenti per infrastrutture,
viabilità, trasporto pubblico, collegamenti digitali e servizi essenziali.
Difendere il lavoro significa valorizzare le competenze,
sostenere le imprese e creare le condizioni perché le persone possano vivere,
lavorare e costruire il proprio futuro in Appennino. Significa anche
contrastare lo spopolamento e rafforzare le comunità della montagna.
L’Appennino vuole competere, produrre e creare lavoro. E per farlo servono scelte politiche concrete e strumenti adeguati.
Ieri, alla Festa dell'Unità di Bologna, sono state
raccolte le prime firme a sostegno della petizione. Un momento di confronto e
mobilitazione al quale hanno partecipato, insieme al segretario provinciale del
PD Enrico Di Stasi, il deputato bolognese Andrea De
Maria, il responsabile dell’organizzazione regionale FIOM-CGIL Primo
Sacchetti, il segretario PD dell’Appennino bolognese Cesare
Savigni, il segretario PD di Vergato Adriano Gentilini
e il componente della segreteria PD Appennino Giampiero Mazzoni.
La
montagna non chiede assistenza: chiede condizioni per poter crescere,
investire e continuare a produrre lavoro e futuro.
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