“Numerosi cittadini sono venuti a
conoscenza della situazione solo in un momento successivo”
di Giorgia Tisselli
Valutare la corretta modalità di informazione della popolazione a seguito
della contaminazione microbiologica dell’acqua potabile a Marzabotto e Castel
di Casio, nel bolognese. Marta Evangelisti (Fratelli d'Italia) interroga
la Regione per chiedere se sia stata tempestivamente informata degli episodi di
contaminazione microbiologica che hanno determinato l'adozione delle ordinanze
da parte dei Comuni.
“Nei giorni scorsi - spiega Evangelisti - i Comuni di Marzabotto e Castel
di Casio hanno emanato ordinanze contingibili e urgenti a seguito del riscontro
di contaminazione microbiologica dell'acqua destinata al consumo umano, con
presenza di enterococchi rilevata nei controlli effettuati dall'Azienda USL
competente. Le ordinanze emanate dai due Comuni - prosegue - limitavano
l'utilizzo dell'acqua per il consumo umano, consentendone esclusivamente gli
usi igienico-sanitari o, nel caso di Castel di Casio, l'utilizzo a scopo
potabile soltanto previa bollitura”.
La capogruppo di Fratelli d’Italia evidenzia come numerosi cittadini
abbiano segnalato di essere venuti a conoscenza dell'esistenza delle ordinanze
solo in un momento successivo alla loro adozione, attraverso il passaparola tra
residenti o mediante gli organi di informazione. “Risulterebbe che una parte
significativa della comunicazione istituzionale relativa all'emergenza sia
stata veicolata attraverso i profili social dei Comuni interessati”, strumenti
che per la consigliera non possono garantire l'informazione alla totalità della
popolazione.
Per Evangelisti appare, inoltre, opportuno verificare se, nelle aree
interessate dalle ordinanze, siano state registrate in precedenza segnalazioni
o anomalie riguardanti la qualità dell'acqua distribuita, comprese alterazioni
cromatiche, presenza di sedimenti o ulteriori fenomeni indicativi di possibili
criticità della rete acquedottistica.
Da qui la richiesta nell’atto ispettivo circa gli esiti degli accertamenti svolti dall'Azienda USL, da ARPAE e dagli altri soggetti competenti e quali siano i tempi stimati per il ritorno alla piena potabilità dell'acqua. Inoltre, se la Regione ritenga adeguate le modalità di informazione adottate e quanti Comuni dell'Emilia-Romagna risultino attualmente dotati di sistemi di allertamento diretto della popolazione tramite SMS, telefonate automatiche, applicazioni dedicate o altri strumenti analoghi.
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