mercoledì 2 settembre 2026

Evangelisti (FdI): “Stop all’uso di acqua potabile a Marzabotto e Castel di Casio, valutare la corretta modalità di informazione della popolazione”


“Numerosi cittadini sono venuti a conoscenza della situazione solo in un momento successivo”


di Giorgia Tisselli

 

Valutare la corretta modalità di informazione della popolazione a seguito della contaminazione microbiologica dell’acqua potabile a Marzabotto e Castel di Casio, nel bolognese. Marta Evangelisti (Fratelli d'Italia) interroga la Regione per chiedere se sia stata tempestivamente informata degli episodi di contaminazione microbiologica che hanno determinato l'adozione delle ordinanze da parte dei Comuni.

“Nei giorni scorsi - spiega Evangelisti - i Comuni di Marzabotto e Castel di Casio hanno emanato ordinanze contingibili e urgenti a seguito del riscontro di contaminazione microbiologica dell'acqua destinata al consumo umano, con presenza di enterococchi rilevata nei controlli effettuati dall'Azienda USL competente. Le ordinanze emanate dai due Comuni - prosegue - limitavano l'utilizzo dell'acqua per il consumo umano, consentendone esclusivamente gli usi igienico-sanitari o, nel caso di Castel di Casio, l'utilizzo a scopo potabile soltanto previa bollitura”.

La capogruppo di Fratelli d’Italia evidenzia come numerosi cittadini abbiano segnalato di essere venuti a conoscenza dell'esistenza delle ordinanze solo in un momento successivo alla loro adozione, attraverso il passaparola tra residenti o mediante gli organi di informazione. “Risulterebbe che una parte significativa della comunicazione istituzionale relativa all'emergenza sia stata veicolata attraverso i profili social dei Comuni interessati”, strumenti che per la consigliera non possono garantire l'informazione alla totalità della popolazione.

Per Evangelisti appare, inoltre, opportuno verificare se, nelle aree interessate dalle ordinanze, siano state registrate in precedenza segnalazioni o anomalie riguardanti la qualità dell'acqua distribuita, comprese alterazioni cromatiche, presenza di sedimenti o ulteriori fenomeni indicativi di possibili criticità della rete acquedottistica.

Da qui la richiesta nell’atto ispettivo circa gli esiti degli accertamenti svolti dall'Azienda USL, da ARPAE e dagli altri soggetti competenti e quali siano i tempi stimati per il ritorno alla piena potabilità dell'acqua. Inoltre, se la Regione ritenga adeguate le modalità di informazione adottate e quanti Comuni dell'Emilia-Romagna risultino attualmente dotati di sistemi di allertamento diretto della popolazione tramite SMS, telefonate automatiche, applicazioni dedicate o altri strumenti analoghi.

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