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venerdì 31 luglio 2026

Prosegue almeno fino a domenica 2 agosto l’ondata di calore in atto a Bologna e nei comuni limitrofi e in Pianura. Allertati i servizi sanitari.

 



AUSL Bologna informa:

 

Temperature fino a 37°C previste almeno fino a domenica 2 agosto. Le misure messe in campo e le raccomandazioni per i cittadini. Ambulatorio AFT: un ulteriore luogo dove trovare cura e assistenza.

Prosegue almeno fino a domenica 2 agosto l’ondata di calore in atto con temperature che potrebbero raggiungere i 37 °C (fonte www.arpae.it) e possibili disagi per i cittadini di Bologna e comuni limitrofi Casalecchio di Reno, Castel Maggiore, San Lazzaro di Savena e dei comuni della pianura Anzola dell'Emilia, Argelato, Baricella, Bentivoglio, Budrio, Calderara di Reno, Castello d'Argile, Castenaso, Crevalcore, Galliera, Granarolo dell'Emilia, Malalbergo, Minerbio, Molinella, Pieve di Cento, Sala Bolognese, San Giorgio di Piano, San Giovanni in Persiceto, San Pietro in Casale, Sant'Agata Bolognese.

L'Azienda USL di Bologna, in linea con le direttive regionali per mitigare gli effetti delle ondate di calore, ha predisposto un sistema integrato di interventi a tutela della salute della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più fragili. Le misure per l'estate 2026, basate su un'attenta analisi dei dati degli anni precedenti, mirano a rafforzare prevenzione, assistenza e comunicazione.

Le misure
Per gli anziani particolarmente fragili, inoltre, l’Azienda Usl di Bologna promuove, insieme alla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria Metropolitana, il progetto di sostegno e-Care, che prevede periodiche telefonate ai cittadini ed eventuali interventi di assistenza a domicilio. Il numero verde, gratuito, è 800 562 110 ed è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 17:00. Il servizio fornisce informazioni su come prevenire e mitigare gli effetti delle ondate di calore ma permette anche di attivare i servizi di supporto messi a disposizione dal proprio comune di residenza.

Importante ricordare, che oggi, in tutto il territorio metropolitano dell’Azienda USL di Bologna, sono attivi gli ambulatori AFT di medicina generale, che possono offrire cura e assistenza esattamente come farebbe il proprio medico di base, nel corso della giornata a dalle 8 alle 20. Dettaglio delle sedi e degli orari.
In casi più gravi, naturalmente, il riferimento è il 112.

Sempre disponibile, infine, anche il Numero verde del Servizio Sanitario Regionale 800 033 033, gratuito e attivo tutti i giorni feriali dalle ore 8.30 alle ore 18.00, il sabato dalle ore 8.30 alle ore 13.00.

Le raccomandazioni per ridurre i rischi
· Bere acqua molto e spesso, anche quando non si ha sete (salvo diverso parere medico), evitando di berla ghiacciata o troppo fredda
· Evitare bibite gassate o contenenti zuccheri
· Astenersi da bevande alcoliche e contenenti caffeina
· Consumare frutta e verdura in abbondanza
· Fare bagni o docce con acqua tiepida per abbassare la temperatura corporea
· Utilizzare il climatizzatore regolando la temperatura dell’ambiente con una differenza di non più di 6-7 gradi rispetto alla temperatura esterna
· Utilizzare ventilatori per far circolare l’aria, ma senza rivolgerli direttamente sul corpo
· Evitare di uscire nelle ore più calde della giornata (tra le 11 e le 18)
· Prestare attenzione a chi ha difficoltà a orientarsi nel tempo e nello spazio, alle persone non autosufficienti, agli anziani che vivono da soli.

Alcuni consigli su come mitigare l’impatto del caldo e mantenersi in salute sono disponibili sul sito web ausl.bologna.it raggiungibile al link Ondate di calore

sabato 18 luglio 2026

Diabete, rinnovato l'accordo tra Ausl Bologna e Fimmg: più assistenza sul territorio e presa in carico integrata

 Rinnovata l'intesa tra Azienda USL di Bologna e FIMMG Bologna per rafforzare il ruolo del medico di famiglia e migliorare il percorso di cura delle persone con diabete.



A un anno dalla firma del precedente accordo, l'Azienda USL di Bologna e la FIMMG Bologna hanno rinnovato oggi l'intesa sul progetto di Gestione Integrata del Diabete, confermando e rafforzando un modello organizzativo che mette al centro la persona e punta a garantire percorsi di cura sempre più efficaci, appropriati e vicini ai cittadini.

La Gestione Integrata del Diabete è un modello assistenziale che consente alle persone con diabete di essere seguite in modo continuativo dal proprio medico di medicina generale, in costante raccordo con il diabetologo e con gli altri professionisti coinvolti nel percorso di cura. L'obiettivo è assicurare un'assistenza condivisa e coordinata, evitando frammentazioni e garantendo a ogni paziente gli interventi diagnostici, terapeutici e di monitoraggio più appropriati nel momento opportuno.

Elemento centrale del progetto è il coinvolgimento attivo della persona con diabete, considerata parte integrante del percorso assistenziale e non soltanto destinataria delle cure. Attraverso un programma strutturato di educazione sanitaria, il paziente viene accompagnato nella gestione quotidiana della malattia, acquisendo maggiore consapevolezza sugli stili di vita, sull'aderenza alle terapie e sul controllo dei principali fattori di rischio. Quando necessario, anche i caregiver vengono coinvolti per sostenere il percorso di cura.

Il monitoraggio costante dei parametri clinici, l'applicazione condivisa delle linee guida e la collaborazione tra medicina generale e specialistica consentono di individuare tempestivamente eventuali criticità, prevenire o ritardare l'insorgenza delle complicanze e migliorare la qualità della vita delle persone assistite. Un modello che rende le cure più accessibili e vicine al domicilio, valorizzando il ruolo del medico di famiglia come primo punto di riferimento per il cittadino.

L'accordo, sottoscritto per la prima volta nel 2025 come evoluzione del progetto avviato nel 2018, ha permesso di adeguare il modello organizzativo ai nuovi scenari epidemiologici e clinici, caratterizzati dall'aumento della prevalenza del diabete, dall'introduzione di nuove linee guida terapeutiche e dall'ampliamento delle possibilità prescrittive riconosciute ai medici di medicina generale.

Con il rinnovo dell'intesa, Azienda USL di Bologna e FIMMG confermano la volontà di consolidare ulteriormente il percorso di gestione integrata, ampliando progressivamente il numero delle persone che potranno beneficiare di un'assistenza sempre più coordinata, personalizzata e vicina al territorio.

venerdì 17 aprile 2026

Casa della Salute di Vergato, disponibili video e interviste dell’inaugurazione

 


È stato condiviso il materiale video relativo all’inaugurazione della nuova sede della Casa della Salute di Vergato. Martina Mari ha infatti inviato il link contenente il girato completo e le interviste realizzate in occasione dell’evento.

https://www.swisstransfer.com/d/04721f97-3c7b-4779-95ff-5ccd80772c7f

 

Tra i protagonisti delle interviste istituzionali:

  • Giuseppe Argentieri, sindaco di Vergato
  • Anna Maria Petrini, direttrice generale dell’Azienda USL di Bologna
  • Massimo Fabi, assessore regionale alle Politiche per la Salute
  • Annamaria Baietti, direttrice del Dipartimento di Chirurgie specialistiche
  • Paolo Mingarelli, presidente della Onlus “Per la Vita” di Vergato

Il materiale raccoglie contributi e dichiarazioni dei principali rappresentanti coinvolti nel progetto sanitario, offrendo un quadro completo sull’apertura della nuova struttura e sui servizi destinati al territorio.

giovedì 5 marzo 2026

Dipendenze patologiche, in crescita le prese in carico: 4.388 utenti nel 2025

 Aumentano i nuovi accessi grazie alla riduzione del danno e all’intercettazione precoce, soprattutto tra i giovani

 


L’Azienda USL di Bologna invia:

 

Sono 4.388 le persone seguite nel 2025 dai servizi per le dipendenze dell’Azienda USL di Bologna, in aumento rispetto all’anno precedente. È il dato più significativo che emerge dal report annuale dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano delle Dipendenze Patologiche, presentato questa mattina nel corso del tradizionale evento scientifico all’Ospedale Maggiore.

Nel dettaglio, 2.854 persone sono in carico per dipendenza da sostanze stupefacenti illegali (erano 2.534 nel 2024), 1.226 per dipendenza da alcol (1.073 nel 2024) e 308 per gioco d’azzardo patologico (282 nel 2024). I nuovi utenti rappresentano il 18,3% del totale: un dato che conferma la crescente capacità dei servizi di intercettare precocemente il bisogno e avviare percorsi di cura.

Cambiano i consumi: cala l’eroina, cresce il crack

Tra le nuove prese in carico si registra un lieve calo degli assuntori di eroina, che rappresentano il 40,4% del totale (erano il 45,5% nel 2024), mentre aumentano gradualmente e in modo costante le richieste di aiuto per alcol e cocaina, rispettivamente al 30% e al 25,6% (contro il 29,7% e il 23,3% dello scorso anno).

Particolarmente significativo il dato relativo al crack: le prese in carico continuano a crescere, passando da 353 nel 2023 a 456 nel 2024, fino a 623 nel 2025, pari al 14,5% del totale.

La maggioranza degli utenti è di sesso maschile (77%), mentre resta stabile la quota femminile (23%). L’età media è di 44 anni. In aumento, soprattutto nel Comune di Bologna, la quota di persone irregolari, senza fissa dimora e non residenti, che rappresentano il 17% del totale. Questa fascia è seguita prevalentemente dal SerDP “Pepoli”, servizio a bassa soglia dell’Ausl.

Nel 2025 è cresciuto del 21% il numero di persone prese in carico dal SerDP Pepoli accompagnate dall’Unità di Strada, a conferma dell’importanza di interventi precoci e proattivi.

«È spesso un tema di risorse – spiega Marialuisa Grech –. Il consumatore scolarizzato e socialmente integrato ha più strumenti per chiedere aiuto e si rivolge più facilmente ai servizi. La popolazione vulnerabile, invece, fatica a riconoscere il problema e a chiedere supporto. Per questo è necessario mettere in campo interventi mirati, tra cui quelli di riduzione del danno, per sostenere il cambiamento e ridurre i rischi legati al consumo».

Focus giovani: oltre la metà sono nuovi accessi

Particolare attenzione è dedicata agli under 25: sono 259 i giovani attualmente in carico, di cui il 52% rappresenta nuovi accessi. Le richieste di aiuto riguardano soprattutto eroina, cocaina e gioco d’azzardo, mentre risultano inferiori quelle per dipendenza da alcol.

«L’aumento delle prese in carico tra i giovani – prosegue la dottoressa Grech – è legato anche alla presenza di Area 15, il servizio integrato di Ausl e Comune dedicato ad adolescenti e giovani, che ha canalizzato in un unico luogo la domanda di informazioni e orientamento sulle sostanze. Questo ha reso più semplice l’accesso ai servizi e la condivisione delle esperienze».

Anche la Città Metropolitana ha avviato sperimentazioni con enti del Terzo Settore e professionisti del territorio, rafforzando la rete di prevenzione e presa in carico.

Rete e multidisciplinarietà

Si conferma decisiva la collaborazione con il Terzo Settore, con gli enti gestori delle comunità terapeutiche e con l’intera rete dei servizi, regolata da accordi di programma che disciplinano anche i percorsi di reinserimento socio-lavorativo.

Il Servizio Dipendenze Patologiche dell’Ausl di Bologna può contare su un’équipe multidisciplinare che interviene non solo dopo la presa in carico, ma anche nelle fasi di ingaggio e attrattività, attraverso interventi di riduzione del danno. I percorsi di cura, personalizzati sulle caratteristiche e sui bisogni di ciascun utente, condividono un approccio integrato e altamente specializzato.

L’Osservatorio: conoscenza e monitoraggio del fenomeno

L’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche rappresenta uno strumento operativo di supporto al sistema dei servizi, contribuendo ad arricchire il patrimonio informativo aziendale, regionale e nazionale.

Obiettivo principale è monitorare l’evoluzione dei consumi e delle dipendenze patologiche a Bologna e nella Città Metropolitana, fornendo annualmente a cittadini e operatori informazioni obiettive, affidabili e comparabili sul fenomeno delle droghe e delle tossicodipendenze.

domenica 22 febbraio 2026

Ictus ischemico, nuovo farmaco sperimentale: ridotte del 26% le recidive



L' Ausl Bologna informa: 


Una riduzione del 26% delle recidive di ictus ischemico, senza aumento dei sanguinamenti maggiori. Sono i risultati del trial internazionale OCEANIC-STROKE, che ha valutato una nuova classe di farmaci antitrombotici – in particolare l’Asundexian – in aggiunta alla terapia antiaggregante standard per la prevenzione secondaria dell’ictus ischemico non cardioembolico.

Lo studio ha coinvolto oltre 12.300 pazienti nel mondo colpiti da ictus ischemico non cardioembolico o da attacco ischemico transitorio (TIA). In Italia hanno partecipato 22 centri clinici, coordinati dall’IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche di Bologna, che ha arruolato quasi 400 pazienti, di cui circa 50 presso l’Ospedale Maggiore di Bologna.

I risultati del trial di fase III, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, sono stati presentati all’International Stroke Congress di New Orleans e pubblicati in contemporanea sul The New England Journal of Medicine. Lo studio è stato sponsorizzato da Bayer e coordinato a livello internazionale dal Population Health Research Institute (PHRI) e dalla McMaster University.

Principal investigator per il centro bolognese e autore principale della pubblicazione è Andrea Zini, direttore della Neurologia e della Rete Stroke Metropolitana dell’IRCCS. «I risultati del trial rappresentano una novità di grande rilievo – commenta Zini –. Segnano l’ingresso di una nuova categoria di farmaci nel panorama terapeutico contro l’ictus ischemico, accanto agli antiaggreganti e agli anticoagulanti tradizionali. L’efficacia osservata è tra le più significative mai dimostrate nella prevenzione delle recidive».

L’ictus è la seconda causa di morte nel mondo e colpisce ogni anno circa 12 milioni di persone. In almeno un caso su cinque si tratta di una recidiva; più in generale, un sopravvissuto su cinque può andare incontro a un secondo episodio entro cinque anni, spesso con esiti più gravi rispetto al primo.

«Per i pazienti con ictus ischemico non cardioembolico – cioè non causato da emboli di origine cardiaca – le opzioni terapeutiche per la prevenzione delle recidive non hanno registrato innovazioni sostanziali negli ultimi anni», sottolinea Zini.

A livello locale, la Neurologia dell’Istituto bolognese ricovera ogni anno oltre 1.000 pazienti, circa 600 dei quali per ictus (500 ischemici e 100 emorragici), confermandosi un centro di riferimento per l’area metropolitana.

Asundexian appartiene alla nuova classe degli inibitori del Fattore XIa, sviluppata per ridurre la formazione di trombi responsabili di stenosi o occlusione dei vasi sanguigni, limitando al contempo il rischio di sanguinamenti maggiori – uno dei principali problemi delle terapie anticoagulanti tradizionali.

Nel trial, il farmaco è stato somministrato alla dose di 50 mg una volta al giorno, iniziando entro 72 ore dall’esordio dei sintomi. «L’efficacia dimostrata – con una riduzione del 26% degli ictus ischemici – si accompagna a un ottimo profilo di sicurezza», evidenzia Zini.

Va tuttavia precisato che Asundexian è ancora un farmaco sperimentale e dovrà essere sottoposto all’iter autorizzativo dell’Agenzia Italiana del Farmaco prima di un’eventuale commercializzazione.

Lo studio condotto presso l’Unità operativa di Neurologia e Rete Stroke Metropolitana dell’Istituto bolognese ha visto il coinvolgimento di numerosi ricercatori e sperimentatori, oltre al supporto del Laboratorio Unico Metropolitano e della Neuroradiologia dell’Ospedale Maggiore.

Un risultato che rafforza il ruolo della sanità bolognese nella ricerca clinica internazionale e apre nuove prospettive nella prevenzione secondaria dell’ictus, con l’obiettivo di ridurre in modo significativo il rischio di recidive e migliorare la qualità di vita dei pazienti.

venerdì 24 ottobre 2025

Sanità, sciopero provinciale del comparto il 27 ottobre




L’Azienda USL di Bologna informa:


L’Associazione sindacale FIALS ha proclamato uno sciopero provinciale del personale del comparto delle Aziende Sanitarie bolognesi per la giornata di lunedì 27 ottobre 2025, dalle ore 7 del 27 ottobre alle ore 7 del 28 ottobre.

Per quanto riguarda l’Azienda USL di Bologna, l’agitazione interesserà infermieri, operatori sociosanitari, tecnici sanitari, ostetriche, personale della riabilitazione e amministrativi.

L’Azienda USL ha comunicato di aver attivato le procedure necessarie a garantire i servizi pubblici essenziali e i contingenti minimi di personale, come previsto dalle normative e dagli accordi sindacali in materia di sciopero.

Le attività non urgenti eventualmente sospese verranno riprogrammate nei tempi più favorevoli per l’utenza, con l’obiettivo di limitare i disagi e tutelare il diritto alla fruizione dei servizi sanitari.

martedì 30 settembre 2025

Aggressione al Pilastro: colpiti operatori del 118 durante un intervento

L’Azienda USL di Bologna: “Violenza inaccettabile, ci costituiremo parte civile”

Foto d'archivio 


Notte di tensione al Pilastro, dove un intervento di soccorso si è trasformato in un episodio di violenza ai danni del personale sanitario. Intorno alla mezzanotte del 30 settembre, due volontari, una dottoressa della Rianimazione del Maggiore e un’infermiera del 118 sono stati aggrediti dai familiari di una donna colpita da un grave malore.

Nonostante l’arrivo in soli sette minuti dall’attivazione dei soccorsi e l’impegno del team sanitario, la paziente non è sopravvissuta. La notizia del decesso ha scatenato la reazione dei presenti, degenerata in insulti, minacce e aggressioni fisiche rivolte prima agli operatori, poi anche ai Carabinieri intervenuti per garantire la sicurezza della squadra. È stato lo stesso personale del 118 a richiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

“Colpire chi ogni giorno è al servizio della vita e della salute delle persone è un atto intollerabile” ha dichiarato la direttrice generale dell’Azienda USL, Anna Maria Petrini, che ha espresso direttamente agli operatori coinvolti solidarietà e vicinanza, ringraziandoli per la professionalità e il sangue freddo dimostrati in un momento così difficile.

L’Azienda ha annunciato che si costituirà parte civile nei procedimenti giudiziari che seguiranno, ribadendo come la sicurezza degli operatori sia una priorità non negoziabile.

“È fondamentale – sottolinea l’USL – garantire rispetto e tutela a chi, ogni giorno, anche in contesti complessi e ad alta emotività, svolge con competenza e dedizione un lavoro insostituibile per la collettività.”

(Richiesto dagli operatori sanitari )

“Luci sulla Palestina”: il 2 ottobre flash mob in tutta Italia per ricordare i sanitari uccisi a Gaza


 AUSL informa: 


Un appello che parte dal mondo della sanità e che punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla tragedia umanitaria in corso a Gaza. La rete “Sanitari per Gaza” ha lanciato l’iniziativa nazionale “Luci sulla Palestina. 100 ospedali per Gaza”, che si svolgerà mercoledì 2 ottobre alle ore 21.00 davanti a numerosi ospedali italiani.

Il flash mob prevede un gesto semplice ma fortemente simbolico: medici, infermieri, operatori sanitari e cittadini solidali si riuniranno accendendo torce, lampade e lumini per illuminare idealmente la notte di Gaza. Un modo per ricordare le vittime del conflitto e per ribadire la richiesta di protezione del personale sanitario e delle strutture ospedaliere nelle zone di guerra.

Durante l’iniziativa saranno letti i nomi dei 1.677 operatori sanitari uccisi a Gaza e verranno ricordati gli oltre 60mila palestinesi morti negli ultimi due anni in seguito alle operazioni militari israeliane.

L’appello della rete “Sanitari per Gaza” sottolinea come il sistema sanitario palestinese sia allo stremo: ospedali bombardati, mancanza di farmaci, elettricità e attrezzature salvavita. Da qui la scelta di coinvolgere simbolicamente gli ospedali italiani, luoghi che rappresentano cura e protezione, per accendere un segnale di solidarietà internazionale.

L’iniziativa si inserisce nel più ampio movimento di mobilitazione civile e professionale che, in Italia e all’estero, chiede con urgenza un cessate il fuoco e il rispetto del diritto internazionale umanitario.

lunedì 29 settembre 2025

Lavori sulla Porrettana: limitazioni al traffico, garantito il passaggio delle ambulanze

 



AUSL informa:


Dal 29 settembre al 24 dicembre 2025 la Strada Statale 64 “Porrettana” sarà interessata da un importante intervento di ristrutturazione nel tratto compreso tra il chilometro 70 e il chilometro 76. Una seconda fase dei lavori è già stata calendarizzata dal 2 marzo ai primi di maggio 2026.

Per consentire le operazioni di cantiere, lungo la carreggiata verrà istituito il senso unico alternato, regolato da movieri nelle fasce di maggior traffico. Inevitabili, quindi, rallentamenti e disagi per automobilisti e residenti, in particolare nelle ore di punta.

A rassicurare la popolazione arriva però la conferma di ANAS e 118: i mezzi di soccorso non subiranno ritardi. In caso di emergenza sanitaria, infatti, la Centrale Operativa 118 contatterà direttamente la sala operativa territoriale ANAS, attiva 24 ore su 24, che provvederà a coordinarsi con il cantiere per autorizzare l’immediato passaggio preferenziale di ambulanze e automediche.

L’obiettivo è quello di garantire, anche durante i lavori, tempi di percorrenza in linea con quelli ordinari, evitando che le limitazioni alla viabilità possano ostacolare la rapidità degli interventi di emergenza.

I lavori rientrano in un più ampio programma di manutenzione straordinaria della Porrettana, arteria fondamentale di collegamento tra Bologna, l’Appennino e la Toscana.

sabato 2 agosto 2025

Vergato: Ex dispensario in stato di abbandono e rischio crollo. Quali responsabilità per AUSL e istituzioni?

 




di Dubbio

 

Da novembre 2023, sui muri perimetrali dell’ex dispensario situato all’incrocio tra via Repubblica (civico 77), via Fornaci e via Bortolotti, a pochi passi dalla Casa della Comunità, sono apparsi inquietanti cartelli recanti l’avviso: “PERICOLO DI CROLLO”. Un segnale inequivocabile del grave stato di degrado in cui versa l’edificio, un tempo destinato a servizi sanitari e oggi lasciato in condizioni di totale abbandono.

La palazzina, apparentemente ancora di proprietà dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna (AUSL), si presenta in uno stato strutturale preoccupante, tanto da rappresentare una potenziale minaccia per la sicurezza della circolazione stradale e pedonale. La sua posizione, infatti, si colloca in un punto nevralgico del centro urbano di Vergato, con elevato transito veicolare e la presenza di marciapiedi frequentati da residenti e utenti dei servizi pubblici vicini.

Un patrimonio pubblico lasciato al degrado. Le condizioni dell’edificio sollevano domande pressanti sul comportamento delle amministrazioni che si sono succedute nel tempo e sul ruolo dell’AUSL. Nonostante l’invito, a suo tempo ricevuto dalla Direzione  Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell'Emilia-Romagna a intervenire in merito al bene in questione, nulla sembra essere stato fatto per garantirne la sicurezza o la valorizzazione.

Nel corso degli anni si sono susseguiti vari tentativi di vendita all’asta del fabbricato, senza esito. Tuttavia, quello che appare evidente è che l’immobile non è stato minimamente preparato o recuperato per una possibile alienazione: nessun intervento di manutenzione, nessuna forma di messa in sicurezza. Il risultato è oggi sotto gli occhi di tutti: una struttura pubblica che “cade letteralmente a pezzi”.

Alla luce dei numerosi strumenti normativi e finanziari messi a disposizione negli ultimi anni – dal Bonus 110% alla rigenerazione urbana, fino al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) – ci si chiede come mai l’AUSL, nella sua presunta qualità di ente proprietario, non abbia colto nessuna di queste opportunità per restituire dignità e funzionalità all’immobile.

Un privato cittadino, dovendo vendere un proprio bene, lo valorizzerebbe per ottenere il miglior risultato economico possibile. Perché non dovrebbe valere lo stesso criterio di buon senso per la gestione del patrimonio pubblico?

Serve un intervento deciso, un “risveglio” delle coscienze amministrative prima che si verifichi l’irreparabile. Il rischio che l’ex dispensario diventi non solo un simbolo di incuria, ma anche fonte di danno per persone e cose, è sempre più concreto. E Vergato non può permettersi che la negligenza si trasformi in emergenza.

Per queste ragioni, si ritiene doveroso portare all’attenzione delle autorità competenti questa situazione, sollecitando valutazioni e interventi urgenti.

 

sabato 12 luglio 2025

Integrazione CAU e Continuità Assistenziale nelle Case della Comunità: nessuna criticità nella fase di avvio



L’Azienda USL di Bologna informa:

 

Nessuna criticità registrata nella prima settimana di integrazione tra l’attività dei Centri di Assistenza Urgenza (CAU) e il servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) nelle Case della Comunità del Navile, di San Lazzaro di Savena e di Casalecchio di Reno. I dati relativi agli accessi confermano una buona tenuta del nuovo modello organizzativo, con numeri in linea con lo stesso periodo del 2024 e un utilizzo corretto delle diverse modalità di assistenza.

Dal 1° all’8 luglio, durante le prime sette notti di attività integrata, sono state complessivamente erogate 459 prestazioni sanitarie:

·         188 al Navile (media: 27 persone a notte),

·         135 a Casalecchio (media: 19 persone a notte),

·         136 a San Lazzaro (media: 19 persone a notte).

La maggior parte degli accessi si è concentrata nella fascia oraria compresa tra le 20 e le 22 (50%), seguita da quella tra le 22 e le 24 (30%) e dalle ore 0 alle 8 del mattino (20%).

Tipologia di interventi

Il 47% delle richieste è stato gestito con un consulto telefonico attraverso il numero unico 051 3131, attivo dalle ore 20. Il 51% ha richiesto una visita ambulatoriale:

·         In media, 14 persone a notte al Navile,

·         11 a San Lazzaro,

·         9 a Casalecchio.

Solo nel 2% dei casi è stata necessaria una visita domiciliare o presso strutture di riferimento (rispettivamente 5 e 4 episodi).

Nel 90% delle situazioni, le prestazioni erogate hanno consentito di garantire la permanenza o il ritorno del paziente al proprio domicilio. I pochi casi che hanno richiesto un accesso a percorsi di emergenza sono stati sempre presi in carico in modo tempestivo e appropriato, in continuità con quanto avveniva con i precedenti servizi di CA e CAU.

L’invito ai cittadini: “Telefonare sempre allo 051 3131”

L’Azienda USL di Bologna ricorda che, a partire dalle ore 20, è fondamentale telefonare sempre allo 051 3131, numero unico della Continuità Assistenziale. Questo consente una valutazione preventiva, per garantire la risposta più adeguata al bisogno (consulenza telefonica, visita ambulatoriale o domiciliare) e attivare tempestivamente i percorsi più appropriati.

Per rafforzare l’informazione e promuovere un uso consapevole del servizio, nei prossimi giorni sarà avviata una campagna di comunicazione dedicata, rivolta a tutti i cittadini del territorio.

venerdì 4 luglio 2025

A Bologna prosegue fino a domenica l'ondata di calore

 Aumentano le chiamate al 118, non gli accessi al Pronto Soccorso



Proseguirà almeno fino a domenica l'ondata di calore a Bologna con temperature che potrebbero raggiungere i 37 gradi, con l'azienda Ausl di Bologna che ha predisposto un piano per mitigare gli effetti delle ondate di calore.
    L'ondata è in corso dal 25 giugno, con picchi di 39 gradi, con una netta anticipazione rispetto all'anno scorso.

L'azienda sanitaria monitora anche gli effetti sulla salute: le chiamate al 118 sono aumentate di circa il 10%, mentre non ci sono aumenti significativi né degli accessi al pronto soccorso, né della mortalità.

Previsti piani particolari per gli anziani e le persone fragili. (ANSA)

sabato 17 maggio 2025

Intelligenza artificiale e rianimazione cardiopolmonare: una revisione internazionale apre la strada alle nuove linee guida europee

Nella capacità di prevedere un arresto cardiaco, classificare i ritmi cardiaci e stimare gli esiti neurologici post-rianimazione.


Uno studio internazionale appena pubblicato su Resuscitation Plus getta le basi per le future linee guida europee sull’arresto cardiaco, con un focus innovativo sull’impiego dell’intelligenza artificiale (IA) nella rianimazione cardiopolmonare (RCP).

Intitolato Artificial Intelligence in Resuscitation: A Scoping Review, il lavoro è stato coordinato da un team multidisciplinare e internazionale guidato da Federico Semeraro, anestesista rianimatore dell’Azienda USL di Bologna e presidente dell’European Resuscitation Council (ERC), ed Elena Giovanna Bignami, docente di Anestesia e Rianimazione all’Università di Parma e presidente della Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI).

L’obiettivo della ricerca è stato mappare sistematicamente, per la prima volta, l’applicazione dell’IA nella gestione dell’arresto cardiaco. L’analisi ha preso in esame 197 studi scientifici pubblicati fino al 2024, evidenziando come l’IA stia mostrando risultati promettenti, in particolare nella capacità di prevedere un arresto cardiaco, classificare i ritmi cardiaci e stimare gli esiti neurologici post-rianimazione.

“L’uso dell’intelligenza artificiale in questo ambito ha un potenziale enorme – sottolinea Federico Semeraro – e il nostro studio rappresenterà una fonte chiave di evidenze scientifiche per la stesura delle linee guida ERC 2025.”

Nonostante le performance elevate di alcuni algoritmi – con accuratezze superiori al 90% – l’impiego effettivo nella pratica clinica è ancora limitato. “La sfida – spiega Elena Giovanna Bignami – è ora quella di integrare questi strumenti nella routine ospedaliera, garantendone la sicurezza ed efficacia attraverso studi clinici prospettici.”

Tra le tecniche analizzate figurano il machine learning, il deep learning e il natural language processing (NLP). Quest’ultimo, ad esempio, è stato utilizzato per supportare il personale delle centrali operative 118 nel riconoscimento precoce dell’arresto cardiaco. “Un assistente virtuale basato su NLP ha dimostrato di saper individuare l’arresto più rapidamente rispetto a un operatore umano,” evidenzia Andrea Scapigliati, presidente dell’Italian Resuscitation Council (IRC) e direttore della Cardioanestesia della Fondazione Policlinico Gemelli – Università Cattolica di Roma.

Lo studio è stato sostenuto dall’Università di Parma e dall’Italian Resuscitation Council, con la partecipazione di numerosi esperti europei: Robert Greif (Università di Berna), Sebastian Schnaubelt (Università di Vienna), Koenraad Monsieurs (Università di Anversa), Nino Fijačko (Università di Maribor), Drieda Zace (Università Tor Vergata di Roma), Giuseppe Ristagno (Università di Milano), Andrea Scapigliati, Jonathan Montomoli (Azienda USL della Romagna, Rimini) e Lorenzo Gamberini (Azienda USL di Bologna).

“Questa revisione fornisce una solida base scientifica per portare l’intelligenza artificiale fuori dal laboratorio e dentro i sistemi reali di gestione dell’arresto cardiaco – conclude Semeraro –. Le linee guida europee del 2025 dovranno necessariamente tener conto di queste innovazioni per salvare più vite, in modo tempestivo ed equo.”

 Consulta lo studio su Resuscitation Plus

Azienda USL di Bologna 

sabato 22 febbraio 2025

Telemedicina per il soccorso in montagna: al via la sperimentazione per la trasmissione di immagini ecografiche in tempo reale



Passo del Lupo, Monte Cimone - 23 febbraio - La telemedicina si spinge sempre più in alto, fino alle piste da sci. Domani, domenica 23 febbraio, nel comprensorio sciistico del Monte Cimone, prenderanno il via le prime sperimentazioni per la trasmissione in tempo reale di immagini ecografiche dai pendii innevati dell'Appennino alla Centrale Operativa 118 Emilia Est. L'iniziativa è organizzata da FISPS Soccorso Piste Cimone APS, in collaborazione con il Dipartimento di Emergenza Interaziendale delle Aziende USL di Bologna e Modena, con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna.

L'obiettivo del progetto è testare l'invio di immagini ultrasonografiche acquisite con ecografi portatili direttamente dal luogo dell'intervento. Grazie a una connessione web sicura, le immagini saranno visualizzate su tablet o computer dai medici della Centrale Operativa 118, consentendo un consulto immediato e un supporto decisionale avanzato durante i soccorsi sulle piste.

La sperimentazione sarà accompagnata da uno studio di fattibilità, coordinato dal dottor Carlo Coniglio, Direttore della UO Rianimazione ed Emergenza Territoriale di Bologna. Lo studio valuterà l'efficacia della teletrasmissione ecografica in ambienti remoti e la capacità degli operatori, anche non esperti, di acquisire immagini di qualità diagnostica adeguata. Due gruppi di operatori si confronteranno con la nuova tecnologia: cinque medici già formati all'uso degli ecografi portatili e cinque infermieri senza formazione pregressa. Ciascun operatore effettuerà quattro scansioni su modelli sani e patologici simulati. Le immagini saranno trasmesse in tempo reale a due medici esperti della Centrale Operativa 118, che le valuteranno senza conoscere la qualifica dell'operatore.

Durante la sperimentazione verranno analizzati diversi parametri, tra cui i tempi di trasmissione, la qualità delle immagini, l'accuratezza diagnostica, eventuali problematiche tecniche e le differenze di prestazione tra operatori esperti e meno esperti nell'uso del Tele-POCUS, standard di cura nella medicina d'emergenza e intensiva per decisioni critiche in ambienti difficili.

I risultati di questo studio potranno favorire l'implementazione della teletrasmissione ecografica in contesti pre-ospedalieri e in aree con risorse limitate, migliorando così l'accesso a tecnologie diagnostiche avanzate nei luoghi più remoti.

Nella stagione invernale in corso, nei comprensori sciistici del Cimone e del Corno alle Scale, si sono già registrati oltre 400 interventi di soccorso. Di questi, 33 hanno richiesto l'intervento di ambulanze e 13 l'impiego dell'elisoccorso di Bologna e Pavullo, con ospedalizzazioni presso il Trauma Center dell'Ospedale Maggiore di Bologna e il Nuovo Ospedale Civile S. Agostino-Estense di Modena (Baggiovara), oltre ad altri ospedali della rete regionale.

L'iniziativa rappresenta un passo avanti nell'integrazione della telemedicina nei soccorsi alpini, offrendo nuove opportunità per migliorare l'assistenza sanitaria nelle aree montane e potenzialmente salvare vite umane grazie all'uso di tecnologie avanzate.

Azienda USL di Bologna

venerdì 14 febbraio 2025

Tragedia a Pioppe di Salvaro: il ringraziamento dell’Azienda USL alla Croce Rossa e ai medici intervenuti

 



In seguito alla tragedia avvenuta il 10 febbraio a Pioppe di Salvaro, dove un giovane ( nella foto) ha perso la vita in un incidente in bicicletta, l’Azienda USL di Bologna esprime profonda gratitudine per la prontezza e la generosità dimostrate dai volontari della Croce Rossa e dai medici di famiglia Domenico Montanaro e Carlo Gasparini.

I due medici, insieme ai volontari, sono intervenuti al fianco del personale del 118 e dei servizi sociali comunali per prestare assistenza non solo dal punto di vista sanitario, ma anche umano, ai familiari del ragazzo, presenti sul luogo dell’incidente.

A segnalare l’emergenza e a coordinare gli aiuti è stata la direttrice del Distretto Sanitario Appennino, Valentina Solfrini, anche lei medico, che si trovava casualmente nelle vicinanze. Rendendosi conto della gravità della situazione, non solo per il giovane coinvolto, ma anche per i suoi cari, ha immediatamente attivato la rete di supporto sanitario e psicologico.

L’intervento congiunto di medici, volontari e servizi di emergenza ha permesso di fornire un sostegno tempestivo e qualificato, dimostrando ancora una volta l’importanza della sinergia tra istituzioni sanitarie e associazioni di volontariato nei momenti di maggiore difficoltà.

mercoledì 22 gennaio 2025

Bologna, una nuova ambulanza donata al 118: barella motorizzata e tecnologie all’avanguardia

 


Un’ambulanza di ultima generazione, equipaggiata con una barella elettrica motorizzata e tecnologie avanzate per il soccorso, è stata donata al Dipartimento Emergenza dell’Azienda USL di Bologna. Il nuovo mezzo, dal valore di 140 mila euro, è stato consegnato ufficialmente oggi, 20 gennaio, presso la Centrale Operativa 118 Emilia Est dell’Ospedale Maggiore di Bologna.

La donazione è stata possibile grazie alla generosità di due cittadine bolognesi, che hanno preferito rimanere anonime. Alla cerimonia di consegna erano presenti Claudio Lazzari, Direttore del Presidio Ospedale Maggiore, Alessio Bertini, Direttore del Dipartimento Emergenza Interaziendale, e Andrea Franceschini, coordinatore infermieristico della Centrale Operativa 118 Emilia Est, che hanno espresso gratitudine verso le benefattrici.

Tecnologia al servizio del soccorso
Il nuovo mezzo sarà operativo nel Comune di Bologna e si distingue per dotazioni tecnologiche all’avanguardia. La barella elettrica motorizzata, uno dei principali punti di forza, permette di ridurre lo sforzo fisico del personale sanitario nelle operazioni di carico e scarico, diminuendo il rischio di infortuni muscolo-scheletrici. Inoltre, grazie a un apposito supporto, in futuro potrà essere utilizzata per trasportare termoculle, strumenti essenziali per neonati prematuri, difficilmente movimentabili in altri modi.

L’ambulanza è dotata di sistemi avanzati per il monitoraggio e la cura di pazienti critici, con un allestimento dinamico che include:

  • Blocchi rapidi per dispositivi elettromedicali.
  • Sanificazione a plasma freddo.
  • Climatizzazione a pressione negativa.
  • Aspirazione specifica per eliminare particelle emesse dai pazienti.

Un sistema di soccorso sempre più forte
Questa donazione arricchisce ulteriormente il parco mezzi del 118 di Bologna e provincia, che ora conta 33 ambulanze e 27 auto mediche. “Questo gesto di generosità – hanno dichiarato i responsabili dell’Azienda USL – rappresenta un significativo contributo al miglioramento del sistema di emergenza e assistenza, a beneficio di tutta la comunità.”

giovedì 16 gennaio 2025

Disponibili i video e le slide della "Scuola online del caregiver 2024"

 

 

AUSL Bologna informa: 

Redattore De Frenza Francesca 

 

Si è concluso lo scorso dicembre il ciclo di incontri online dedicato ai familiari e a tutti coloro che si prendono cura di persone affette da demenza. Un’occasione per ricevere supporto, strumenti pratici e conoscenze approfondite direttamente dagli esperti del settore.

Disponibili tutti i materiali del ciclo di incontri della "Scuola Online del Caregiver 2024" , un archivio pensato per offrire supporto e strumenti utili a chi si prende cura di persone affette da deterioramento cognitivo. I contenuti includono:

  • Video di tutte le lezioni: tutti gli incontri con i professionisti dei Centri per i Disturbi Cognitivi e Demenze (CDCD) dell’Azienda USL di Bologna - IRCCS Istituto delle Scienze Neurologiche.
  • Slide delle presentazioni: per approfondire i temi trattati attraverso le slide utilizzate durante gli incontri.
  • Questionario di gradimento: per avere un  feedback sul corso e suoi contenuti eper aiutarci a migliorare le future edizioni del progetto.

Questi materiali rappresentano una risorsa per i familiari e per chiunque voglia approfondire la gestione della demenza, con consigli pratici e informazioni aggiornate. 

mercoledì 18 dicembre 2024

Malesseri in seguito all’evento alle Serre dei Giardini Margherita. I risultati delle indagini




Identificata una forma di Legionella non pneumophila da parte del laboratorio di microbiologia ambientale e biologia molecolare (MAb Lab) dell’Università di Bologna. Nessuna ricaduta a lungo termine per la salute delle persone che hanno partecipato all’evento

I campioni ambientali eseguiti dal laboratorio Mab Lab dell’Università di Bologna presso la struttura “Serra Madre” dei Giardini Margherita hanno evidenziato la presenza di Legionella feeleii, una specie di legionella diversa da quella pneumophila che può comportare una sintomatologia compatibile con quanto osservato tra i partecipanti all'evento organizzato il 29 novembre 2024.
La malattia causata da Legionella feeleii è molto meno grave di quella causata da Legionella pneumophila, ed è caratterizzata da una forma acuta autolimitante, nota come febbre di Pontiac, che non si trasmette da persona a persona e che non crea problemi di salute nel lungo periodo. Questa malattia si presenta con febbre, malessere generale, dolori muscolari, mal di testa e, a volte, tosse e gola arrossata, sintomi manifestati nei giorni successivi da parte di molti dei partecipanti all’evento.
Le analisi eseguite dal laboratorio di ARPAE sulle acque non hanno evidenziato la presenza di Legionella pneuomophila che causa la malattia del legionario, una forma di polmonite.
Anche le indagini cliniche, effettuate su urine e tamponi naso-faringei di un campione di 56 soggetti sintomatici, non hanno evidenziato la presenza né di Legionella pneumophila, né di batteri o virus normalmente circolanti in questo periodo dell’anno.
Il gruppo di lavoro, composto da professionisti di ARPAE, UNIBO, IRCCS Policlinico Sant’Orsola e Azienda USL di Bologna, continuerà a occuparsi dell’evento riportando quanto emerso all’Istituto Superiore di Sanità come previsto in questi casi e con un approfondimento scientifico per meglio definire i fattori che hanno favorito l’insorgenza dei sintomi osservati.
I gestori della struttura hanno lavorato in piena collaborazione con la task force istituzionale e si sono da subito adoperati con tutti gli adempimenti necessari a garantire la massima sicurezza degli ambienti.
Maggiori informazioni sulla legionella, sulle malattie da essa causate e sulla loro prevenzione sono disponibili sul sito web dell’Azienda USL all’indirizzo  www.ausl.bologna.it/seztemi/malattie-infettive/legionella

Malattie rare, un cartone per aiutare ad affrontare gli esami

 Voluto da due associazioni, per superare le ansie dei bambini


 

Un cartone animato per aiutare i bambini ad affrontare gli esami diagnostici.

L'iniziativa nasce dall'esigenza di superare ansie e paure, comuni nei bambini colpiti da una malattia genetica rara (e non solo in loro): è il nuovo capitolo del progetto 'Biwy'.

Voluto dall'associazione italiana sindrome di Beckwith-Wiedemann (Aibws) e dall'associazione italiana Macrodattilia e Pros Aps (Aimp), il cartone animato è stato realizzato in collaborazione con Racoon Studio e spiega attraverso il viaggio fantastico di Alex, Eric e Sara perché radiografia ed ecografia non devono spaventare, ma possono diventare un'avventura da vivere con curiosità. Ad aiutare i tre giovani protagonisti in questo percorso di scoperta c'è Biwy, una farfalla parlante che li porta in un mondo di fantasia, dove scoprire come funzionano macchinari ed esami.
    "Le famiglie delle nostre associazioni sono unite da sindromi genetiche rare caratterizzate dall'iperaccrescimento di una o più parti del corpo e vivono esperienze quotidiane comuni.
    Procedure che non spaventano assolutamente noi adulti, perché non sono invasive, possono essere molto stressanti per un bambino, soprattutto se non adeguatamente preparato", spiega Federica Borgini, responsabile dell'area scientifica e delle relazioni internazionali di Aimp. "Dopo il successo del precedente cartone animato, 'Biwy e i dottori' ci sembrava importante continuare a percorrere questa strada", aggiunge Monica Bertoletti, amministratrice di Aibws. Il cartone, lungo 4 minuti e 21 secondi è disponibile sul YouTube sulle pagine social delle associazioni.
 

mercoledì 11 dicembre 2024

Pet therapy in oncologia all’ospedale Bellaria per migliorare il benessere dei pazienti

 



Al via il progetto “4 zampe per la vita: Pet therapy al fianco dei pazienti oncologici”, in collaborazione con le associazioni Onconauti e ChiaraMilla, a sostegno dei pazienti dell’Oncologia Metropolitana di Bologna

Migliorare il benessere emotivo dei pazienti durante il loro percorso di cura, riducendo l’ansia e lo stress in sala d’attesa, grazie alla serenità e al conforto che sanno offrire gli amici a 4 zampe.
Dal 1° gennaio 2025 all’ospedale Bellaria di Bologna i cani e gatti addestrati appositamente per la pet therapy saranno di casa. È la prima esperienza in Emilia-Romagna attivata a favore di pazienti oncologici adulti all’interno di un presidio ospedaliero.
Ogni settimana, i pazienti in carico al Day service oncologico, che affrontano un lungo periodo di cura, parteciperanno a sessioni guidate da professionisti specializzati negli Interventi Assistiti con Animali (IAA). Ogni sessione, della durata di due ore, permetterà loro di accarezzare e giocare con i cani e gatti, favorendo il rilassamento e migliorando l’umore, per affrontare più serenamente il percorso oncologico. La pet therapy, infatti, stimolando la produzione di ossitocina, noto anche come ormone del benessere, favorisce un atteggiamento positivo e resiliente che può aiutare ad affrontare la lunga strada della cura.
Il progetto 4 zampe per la vita: Pet therapy al fianco dei pazienti oncologici è supportato dalle associazioni Onconauti e ChiaraMilla. Entrambe le associazioni hanno un’esperienza pluri-decennale alle spalle: la prima nel supporto alle persone con diagnosi di tumore attraverso una riabilitazione oncologica integrata; la seconda negli Interventi Assistiti con Animali, come regolamentato dalla normativa e dalle linee guida regionali in materia. La collaborazione tra l’Oncologia Medica dell’Azienda USL di Bologna e queste associazioni segna un passo avanti significativo nell’umanizzazione delle cure oncologiche, integrando il supporto emotivo degli animali alle tradizionali terapie mediche.
A presentare il progetto oggi, mercoledì 11 dicembre, all’ospedale Bellaria, Paolo Bordon, Direttore generale dell’Azienda USL di Bologna e Antonio Maestri, direttore del Dipartimento Oncologico, insieme a Luca Rizzo Nervo, Assessore alla sanità e welfare del Comune di Bologna, Silvia Gheorghita e Stefano Giordani, rispettivamente presidente e direttore scientifico dell’Associazione Onconauti, e Marina Casciani, responsabile del progetto di Educazione Assistita con Animali dell’ASD ChiaraMilla, in compagnia dei cani Aria, Gilda e Rucola, e della gatta Azzurra, una piccola rappresentanza della squadra di “animali terapisti” protagonisti del progetto.
Per sostenere nel tempo il progetto le associazioni hanno lanciato una campagna di raccolta fondi sulla piattaforma Idea Ginger dal titolo 4 zampe per la vita: Pet Therapy al fianco dei pazienti oncologici. C’è tempo fino al 20 gennaio per fare una donazione aggiudicandosi al contempo consulenze cinofile, sedute di yoga e meditazione e altre attività messe a disposizione per i donatori.

L’Oncologia Metropolitana di Bologna
Dal 2020 l’Oncologia medica delle Aziende USL di Bologna e di Imola sono unificate in un’unica struttura metropolitana. L’ospedale Bellaria è il Centro Hub della Rete oncologica metropolitana, a cui si affiancano i centri spoke degli ospedali di Bentivoglio, Budrio, Imola, Loiano, San Giovanni in Persiceto e Vergato.
Sono 2.673 le persone con diagnosi oncologiche prese in carico nei primi 9 mesi del 2024 presso la UOC Oncologia Interaziendale dell’area metropolitana di Bologna, con un numero di allestimenti di farmaci oncologici, somministrati per via endovenosa o per via orale, pari a 26.330.
Nel 2023, in regime di day service oncologico, sono state eseguite 17.241 tra prime visite e visite di controllo, oltre a 18.174 trattamenti chemioterapici infusionali e orali.
L’Oncologia Metropolitana offre la presa in carico nei vari Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali (PDTA) per le patologie oncologiche, terapie farmacologiche, controlli diagnostici, visite ambulatoriali e di follow up, in modo capillare su tutte le sedi ospedaliere e in alcune Case della Comunità così da garantire un’omogeneità di accesso alle cure oncologiche a qualsiasi cittadino bisognoso residente nell’area metropolitana bolognese.