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domenica 27 settembre 2026

Marchio Biologico Italiano, il nuovo logo affiancherà quello dell’Ue

 Sarà volontario e potrà essere utilizzato in etichetta insieme al logo europeo del biologico. L’obiettivo è valorizzare i prodotti realizzati con materie prime agricole italiane

Marchio Biologico Italiano


Arriva il nuovo Marchio Biologico Italiano, presentato ufficialmente oggi, 23 settembre, in occasione della Giornata europea del biologico. Il logo affiancherà quello del biologico dell’Unione europea con l’obiettivo di valorizzare le produzioni bio ottenute con materie prime agricole nazionali.

Come ricorda il Masaf, Ministero dell’Agricoltura, il marchio, istituito dalla legge n. 23/2022 e di proprietà esclusiva del Ministero dell’Agricoltura, “nasce per valorizzare la materia prima nazionale e offrire una risposta concreta ai consumatori che cercano la massima garanzia di qualità e tracciabilità”.

Il Marchio Biologico Italiano potrà contrassegnare esclusivamente prodotti biologici realizzati con materie prime agricole nazionali, identificati in etichetta dalle indicazioni ufficiali “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia”. L’adesione al marchio è volontaria e il relativo logo potrà essere apposto esclusivamente in aggiunta al logo di produzione biologica dell’Unione europea.

Dal 15 settembre è possibile presentare al Ministero dell’Agricoltura l’istanza per l’utilizzo del marchio, secondo quanto previsto dal decreto ministeriale n. 251972 del 26 maggio 2026.

Il decreto sottolinea “l’esigenza di promuovere e valorizzare i prodotti biologici nazionali attraverso un marchio identificativo specifico e riconoscibile, che contraddistingua i prodotti ottenuti con il metodo biologico, realizzati con materie prime coltivate o allevate in Italia”. Il provvedimento disciplina inoltre le condizioni e le modalità di attribuzione e utilizzo del marchio biologico italiano.

Tra le disposizioni previste, il decreto stabilisce che il marchio italiano non possa in alcun caso sostituire, sovrapporsi o limitare la visibilità del logo biologico dell’Ue, che deve rimanere sempre chiaramente identificabile e conforme alle disposizioni grafiche e dimensionali previste dalla normativa europea.

Il nuovo logo può essere posizionato nello stesso campo visivo del logo di produzione biologica dell’Unione europea, ma non può avere dimensioni superiori a quest’ultimo. I due loghi, europeo e nazionale, devono essere presentati e disposti all’interno dello stesso campo visivo dell’etichetta.

“L’avvio del Marchio Biologico Italiano rappresenta un passo importante per valorizzare le produzioni nazionali e offrire ai cittadini uno strumento immediato per riconoscere il biologico ottenuto da materia prima agricola italiana”, ha commentato Coldiretti Bio.

Secondo l’associazione, il nuovo strumento arriva in una fase delicata per il settore, caratterizzata anche da alcuni segnali negativi. Nel 2025 la superficie agricola biologica ha registrato una riduzione del 5,4%, mentre gli operatori sono diminuiti dell’1,8%, interrompendo un lungo trend di crescita. Nell’arco degli ultimi dieci anni, tuttavia, gli ettari coltivati a biologico sono aumentati del 32,4%, con oltre 580mila ettari in più, anche se le nuove adesioni stanno rallentando.

“Il 23 settembre – ha detto Enrico Amico, presidente di Demeter Italia, associazione privata di produttori, trasformatori e distributori di prodotti agricoli e alimentari biodinamici – è una data importante per tutto il settore biologico europeo e la scelta dell’Italia di celebrarla con il lancio di un marchio a difesa dell’origine italiana va nella direzione giusta: quella della trasparenza, della tutela e del riconoscimento del lavoro di chi produce nel rispetto di disciplinari di certificazione. Ciò significa anche riconoscere il lavoro di tanti agricoltori biologici e biodinamici che rispettano requisiti specifici sulla gestione del suolo e sulla tutela della biodiversità”.

Per Demeter, “l’introduzione del Marchio del Biologico Italiano rappresenta una garanzia concreta per quei produttori che lavorano quotidianamente ai massimi livelli di qualità certificata e uno strumento di tutela per i consumatori”. Secondo l’associazione, il marchio contribuisce inoltre a tutelare le produzioni italiane dal fenomeno dell’Italian sounding, ovvero dall’utilizzo di riferimenti e richiami all’italianità per prodotti che non hanno un’origine italiana.

“Qualità, trasparenza e origine italiana devono essere riconoscibili su ogni scaffale, in Italia e nel mondo. Oggi più che mai difendere il biologico è un atto di responsabilità”, conclude Demeter.

mercoledì 3 giugno 2026

I prodotti del Biodistretto dell'Appennino bolognese nelle scuole di Marzabotto

 Oltre 350 alunni delle scuole primarie coinvolti nel progetto realizzato con Sodexo per promuovere sana alimentazione e valorizzazione del territorio



di Martina Mari

 

Valorizzare le produzioni locali, educare le nuove generazioni al valore del cibo e rafforzare il legame tra comunità e territorio: sono questi gli obiettivi del progetto sviluppato da Sodexo Italia, realtà attiva nella ristorazione collettiva e nei servizi alle imprese e alle comunità, con attività in ambito scolastico, sanitario, aziendale e nei luoghi di svago, il Biodistretto dell’Appennino Bolognese, rete composta da 48 aziende agricole e oltre 100 tra soci, artigiani, associazioni, ambientalisti e amministratori locali, e il Comune di Marzabotto. 

 

Un’iniziativa pensata per portare i prodotti locali all’interno delle mense scolastiche attraverso delle giornate di menu a tema, trasformando il momento del pasto in un’esperienza educativa e sociale, per sostenere e valorizzare le realtà produttive del territorio. 

 

Il percorso, che ha preso avvio con la presentazione del progetto in un incontro aperto alla comunità scolastica e alle famiglie, si è concretizzato lungo l’anno scolastico 2025-2026 in un ciclo di appuntamenti mensili che hanno accompagnato oltre 350 alunni della scuola primaria alla scoperta dei prodotti dell’Appennino Bolognese.

 

Per ciascuna giornata è stata realizzata una selezione accurata delle materie prime, scegliendo prodotti che fossero tipici del territorio e che si prestassero all’inserimento in menu, preparati e ricettati in accordo alle linee guida per la ristorazione scolastica. Ogni incontro si è poi trasformato in un’esperienza immersiva, capace di coinvolgere attivamente bambine e bambini attraverso il racconto diretto dei produttori del Biodistretto e la conoscenza dei loro prodotti, che hanno potuto sperimentare attraverso i sensi e gustare, crudi o cotti, nel loro piatto.

 

Realtà coinvolte e prodotti selezionati:

·         Mela rosa romana
Azienda Agricola Contini & Carboni (Riola di Vergato - Bo)

·         Verdure dell’orto
Podere Terra Viva (Valsamoggia - Bo)

·         Parmigiano con miele e composte
Caseificio sociale Fior di Latte (Gaggio Montano - Bo), Azienda Agricola La Casetta (Marzabotto – Bo), Azienda Apistica BeeBo (Zola Predosa - Bo)

·         Olio extravergine di oliva (servito con pane)
CopAPS – Cooperativa Agricola Sociale (Sasso Marconi - Bo)

·         Patate di Tolè
Azienda Carboni Lamberto (Savigno - Bo)

 

Un percorso pensato per creare un dialogo diretto tra produttori, scuola e istituzioni e sensibilizzare sul valore di una filiera di qualità e l’importanza compiere di scelte consapevoli, anche a tavola.

 

“Il Comune di Marzabotto è orgoglioso di aver lanciato questo progetto pilota che mira a portare prodotti locali, sani e sostenibili nelle mense scolastiche – dichiara Luca Vignoli, Vicesindaco di Marzabotto – Tutto ciò è stato possibile grazie ad una forte collaborazione con il Biodistretto e Sodexo, che proseguirà nei prossimi anni andando ad integrare sempre più prodotti del territorio. Questa misura non solo aiuta gli agricoltori dell'Appennino, ma garantisce giustizia sociale andando a fornire cibo di qualità a tutti gli studenti della nostra scuola”.

 

“Per alcune giornate, grazie alle insegnanti e alla direzione della scuola e grazie alla attenzione e disponibilità del personale tutto di Sodexo, abbiamo dato valore e origine con gli agricoltori dei loro prodotti, della fatica e della generosità di questa terra – continua Lucio Cavazzoni, Presidente del Biodistretto dell’Appennino Bolognese -. Il Comune di Marzabotto è stato apripista ed avamposto di un legame, agricoltori - alimenti – studenti, fondamentale per ricostruire un senso a ciò che abbiamo vicino ed a ciò che ci nutre. Ed a ri-immaginare nuovi lavori importanti ed utili. Contiamo per l’anno prossimo di estendere questa esperienza e questa vicinanza: apporta salute e conoscenza!”

 

“Sin da subito si è instaurato un dialogo molto positivo con le realtà del Biodistretto e in ogni incontro abbiamo vissuto il coinvolgimento attivo dell’amministrazione – aggiunge Maria Teresa Giacomello, Responsabile di Area per Sodexo Italia – “Questo dimostra non solo l’attenzione rivolta al servizio di refezione scolastica, ma riflette l’importanza del pasto a scuola come opportunità per valorizzare il legame con il territorio e promuovere scelte di consumo consapevoli”.

venerdì 17 ottobre 2025

Dal Policlinico di Milano nasce FriP: i primi formaggi senza fosforo assorbibile

 



Una ricerca del Policlinico di Milano diventa realtà industriale. L’ospedale ha siglato con Neupharma un accordo di licenza esclusiva per la produzione di formaggi a ridotto contenuto di fosforo biodisponibile, frutto di un brevetto sviluppato nei propri laboratori di ricerca.

Il progetto, che dà vita alla linea FriP (Free Phosphate), punta a coniugare innovazione scientifica e salute alimentare. Grazie a una metodica brevettata, è possibile ottenere prodotti lattiero-caseari con le stesse caratteristiche organolettiche dei formaggi tradizionali, ma con un contenuto di fosforo assorbibile drasticamente ridotto e un livello di sale contenuto.
Un risultato che apre nuove prospettive per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica, compresi quelli in dialisi, che potranno inserire questi formaggi nella propria dieta secondo indicazione medica.

I FriP saranno prodotti da caseifici italiani attraverso un network coordinato da Neupharma, che ne curerà anche la distribuzione.

“Con questo accordo confermiamo l’impegno del Policlinico di Milano nel promuovere l’innovazione scientifica con un impatto concreto sulla salute dei pazienti,” ha dichiarato Marco Giachetti, presidente del Policlinico di Milano. “La ricerca che nasce nei nostri laboratori trova così applicazione reale, a beneficio della collettività.”

“I formaggi FriP – ha aggiunto Gianluigi Ardissino, specialista in Nefrologia pediatrica e inventore del metodo – rappresentano un traguardo importante nella gestione nutrizionale dei pazienti nefropatici, offrendo loro la possibilità di ampliare la dieta in sicurezza.”

“Questo progetto – ha commentato Fabio Borella, presidente di Neupharma – è un esempio virtuoso di collaborazione tra ricerca pubblica e impresa privata. L’accordo valorizza la competenza scientifica del Policlinico e l’eccellenza della filiera casearia italiana.”

L’iniziativa si inserisce tra le esperienze più avanzate di trasferimento tecnologico nel campo dell’alimentazione funzionale: un esempio di come la ricerca clinica possa tradursi in soluzioni concrete per migliorare la qualità della vita e la salute pubblica.

giovedì 12 giugno 2025

Mortadelle scadute e scarafaggi in cucina: maxi sequestro tra le “eccellenze” bolognesi

 


I Carabinieri del NAS di Bologna, nel corso delle ultime settimane, hanno intensificato i controlli nel settore della produzione e somministrazione delle specialità gastronomiche tipiche del territorio. Sebbene nella maggior parte dei casi non siano emerse gravi criticità, in tre distinti casi – uno stabilimento produttivo e due ristoranti – sono state riscontrate gravi violazioni igienico-sanitarie, che hanno portato alla sospensione immediata delle attività.

Nel primo caso, in un noto impianto di produzione di salumi e mortadelle nel Bolognese, i militari hanno rilevato numerose irregolarità: locali con temperature superiori ai 23°C, privi di sistemi di refrigerazione o con impianti spenti; stoccaggio di budelli da insacco e prodotti finiti in ambienti non idonei; presenza di bancali in legno logori e pericolosi per la contaminazione alimentare. I reparti di lavorazione presentavano muffe diffuse, ruggine, distacchi di piastrelle e intonaci, oltre alla presenza di formiche nelle aree dedicate alla produzione di mortadella e coppa di testa.

Sono stati quindi sequestrati e avviati alla distruzione circa 250 kg di prosciutti crudi, salumi vari e budelli scaduti o privi di tracciabilità, oltre a 500 kg di mortadelle al pepe nero e al pistacchio, congelate a -18°C ma prive di etichettatura, che si sospetta fossero destinate alla rimacinatura per la produzione di nuovi lotti.

Gravi irregolarità anche in un rinomato ristorante del centro storico di Bologna, dove è stata accertata la massiccia presenza di muffe su pareti e tubature della cucina. A pochi metri dal locale, in un garage in condizioni igieniche critiche, era stato ricavato un magazzino abusivo per alimenti. All’interno, i carabinieri hanno rinvenuto 120 kg di tigelle e crescentine ancora bollenti, riposte in sacchetti per rifiuti organici non idonei al contatto alimentare e conservate senza abbattimento termico. Presenti anche 45 kg di lasagne porzionate, completamente scongelate, conservate da oltre 24-48 ore in congelatori inadeguati.

L’attività del ristorante è stata immediatamente sospesa, su segnalazione dell’AUSL di Bologna.

Ulteriori gravi irregolarità sono state riscontrate in una storica osteria del capoluogo, dove è stata rilevata una pesante infestazione di scarafaggi nella cucina e nel magazzino interrato. In un deposito, vicino a griglie fognarie prive di protezione, è stata trovata una ciotola di formaggio grattugiato lasciata scoperta, insieme a scaffalature arrugginite e pareti deteriorate. Le finestre della cucina erano prive di ante e dotate solo parzialmente di zanzariere, favorendo l’ingresso di insetti. Anche in questo caso, veniva praticata la conservazione di tortellini in sacchetti di plastica biodegradabile non idonei e lo stoccaggio esterno di alimenti, esposti a sole, agenti atmosferici e infestanti.

Complessivamente, le autorità sanitarie hanno disposto la sospensione delle tre attività, per un valore stimato di oltre 700.000 euro. Sono stati sequestrati e distrutti alimenti per circa 25.000 euro ed elevate sanzioni amministrative per un totale di 15.000 euro.

mercoledì 2 aprile 2025

Sicurezza alimentare: maxi sequestro di prosciutti in un salumificio del Bolognese



I Carabinieri del NAS di Bologna hanno effettuato un sequestro di circa 6.000 kg di salumi in un salumificio della provincia, nell'ambito di controlli sulla lavorazione delle carni e la produzione di insaccati.

Durante l’ispezione, i militari hanno rilevato gravi irregolarità, tra cui:

  • Stoccaggio inadeguato: bancali di sale alimentare destinato alla lavorazione dei prosciutti erano conservati all’esterno dello stabilimento, esposti agli agenti atmosferici e infestanti.
  • Ingredienti scaduti: ingenti quantità di spezie e condimenti per salumi, scaduti da anni, accatastati nei magazzini delle materie prime. Inoltre, sono stati trovati prosciutti, salumi e sugna anonimi, privi di tracciabilità o con shelf-life ampiamente superata.
  • Congelamento irregolare: prosciutti, guanciali, culatte e altri salumi venivano congelati per periodi superiori a sei mesi prima di essere affettati, scongelati e confezionati per la vendita al dettaglio.

A seguito delle violazioni riscontrate, i Carabinieri hanno proceduto con il sequestro amministrativo della merce, il cui valore commerciale è stimato in circa 180.000 euro. Elevate anche sanzioni amministrative per un totale di 3.500 euro.

L’attività è stata segnalata all’AUSL competente per l’adozione di provvedimenti prescrittivi immediati. 

mercoledì 27 aprile 2022

Alla scoperta dei segreti degli alimenti che consumiamo ogni giorno


 di Lorenzo Bonazzi

 

“I giovedì dell’Archiginnasio” ripartono in modalità mista, in presenza e online, per garantire la più ampia partecipazione di pubblico. Gli alimenti che verranno trattati quest’anno sono erbe aromatiche e spezie, ciliegia, pesci piatti, carne rossa, miele e carciofo grazie alla narrazione di professori universitari, produttori, esperti di gastronomia e rappresentanti di importanti aziende nazionali leader nei loro settori di riferimento.

Il Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura sull’iniziativa dice: “L’esperienza Covid-19 e l’attuale situazione internazionale stanno portando l’agricoltura italiana a ripensare il proprio ruolo. Oggi serve fare sistema pubblico-privato contro la contraffazione dei nostri prodotti e la concorrenza sleale di molti paesi per difendere le nostre eccellenze e produrre alimenti di qualità sani e sicuri per i consumatori. Con questi incontri vogliamo incentivare la popolazione a conoscere ancora di più i benefici salutistici del consumo di prodotti alimentari freschi, sicuri e italiani. Una alimentazione sana rappresenta uno dei più grandi alleati per il nostro benessere”. 

Bologna, 22 aprile - L’Accademia Nazionale di Agricoltura, in collaborazione con le Delegazioni Bolognesi dell’Accademia Italiana della Cucina e la Società Medica Chirurgica di Bologna, annuncia l’avvio del ciclo di incontri 2022 “I Giovedì dell’Archiginnasio. L’Odissea del cibo dal campo alla tavola”. Dopo i grandi successi di pubblico delle edizioni 2018, 2019, 2021 che hanno portato più di 1.500 persone ad assistere a un totale di 12 incontri, sia in presenza che online da quest’anno l’edizione 2022 riparte con doppia modalità, in presenza e per via telematica. Dal 28 aprile al 24 novembre 2022, un giovedì per ogni mese esclusa la pausa estiva, gli incontri saranno dedicati alla conoscenza di 6 eccellenze agroalimentari italiane ovvero: erbe aromatiche e spezie, ciliegia, pesci piatti, carne rossa, miele e carciofo arricchiti anche da curiose “case history”. Gli incontri seguiranno l’ormai abituale formula divisa in tre relazioni: una relativa al “prodotto agricolo”, una seconda incentrata sul suo “valore nutrizionale” e una conclusiva dedicata agli “aspetti storico-culturali in cucina e in tavola”, trasmettendo la consapevolezza che il valore del nostro settore agroalimentare si fonda su un percorso che parte dai processi produttivi e passa attraverso le caratteristiche qualitative arrivando fino alle potenzialità gastronomiche. Il primo incontro si tiene il 28 aprile dedicato a erbe aromatiche e spezie con Giovanni Spagnoli Imprenditore agricolo Confagricoltura (Azienda SemiSelvatica), la Dott.ssa Luciana Prete, Direttore UOC Igiene Alimenti e Nutrizione - Azienda USL Bologna e il Prof. Giovanni Ballarini, Emerito dell'Università di Parma - Presidente Onorario Accademia Italiana della Cucina. Case History di Sauro Biffi. 

La Prof.ssa Rosanna Scipioni Coordinatrice dell’iniziativa sottolinea: “La crescente partecipazione di pubblico dei primi due anni ha premiato tutte le scelte fatte e le diverse competenze coinvolte, da rappresentanti del mondo universitario a professionalità pubbliche a testimonianze di produttori, confermano il desiderio da parte di tutti, cittadinanza, esperti, addetti ai lavori, di acquisire conoscenze precise in grado di superare disinformazione e luoghi comuni e di testimoniare ancora una volta che il settore agroalimentare è ricchezza di tutti gli italiani e che è importante conoscere il percorso completo della filiera alimentare attinente alle nostre eccellenze enogastronomiche.”

 

Come partecipare 

Gli incontri si terranno in modalità mista, in presenza e su piattaforma a libero accesso, senza limite di partecipanti e nessuna iscrizione preventiva. Per partecipare online collegarsi al link https://meet.jit.si/GIOVEDIARCHIGINNASIO mentre, in caso si volesse essere presenti agli incontri (che si svolgono presso la Sala del Cubiculum Artistarum di Palazzo dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna) è necessario inviare una mail con la richiesta di partecipazione a ufficiostampa@accademia-agricoltura.it (si ricorda che è obbligatorio indossare la maschera FFP2 durante lo svolgimento della conferenza): 

Calendario degli incontri (ore 16.30-18.30) - Sala del Cubiculum Artistarum di Palazzo dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna.

 

28 aprile – Erbe aromatiche e spezie  
Giovanni Spagnoli, Imprenditore agricolo Confagricoltura (Azienda “SemiSelvatica”), la Dott.ssa Luciana Prete, Direttore UOC Igiene Alimenti e Nutrizione - Azienda USL Bologna e il Prof. Giovanni Ballarini, Emerito dell'Università di Parma - Presidente Onorario Accademia Italiana della Cucina. Case history di Sauro Biffi, Direttore del Giardino delle Erbe di Casola Valsenio.

 

19 maggio – Ciliegia         
Dott. Stefano Lugli, Tecnico Dipartimento di Scienze della Vita Università di Modena e reggio Emilia, Prof. Marco Malaguti, Professore Associato di Biochimica - Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita Università di Bologna, Roberto Giardino, Delegazione Bologna dei Bentivoglio Accademia Italiana della Cucina. Case history di Andrea Rustichelli, Responsabile assicurazione qualità Cooperativa Modenese Essiccazione frutta MonteRè.

 

9 giugno – Pesci piatti

Prof. Corrado Piccinetti, già Direttore del Laboratorio di Biologia Marina e Pesca di Fano, Università di Bologna, Dott.ssa Marina Silvi, Docente presso il Corso di Studi in Acquacoltura e Igiene dei Prodotti Ittici di Cesenatico Università di Bologna, Prof. Atos Cavazza, Delegato Bologna San Luca Accademia Italiana della Cucina.

 

22 settembre – Carne rossa

Prof. Giuseppe Pulina, Ordinario di Zootecnica Speciale dell’Università di Sassari, Prof.ssa Silvana Hrelia, Ordinario di Biochimica Università di Bologna, Prof. Atos Cavazza, Delegato Bologna San Luca Accademia Italiana della Cucina.

 

27 ottobre – Miele

Annalisa Guidi, Titolare Azienda Agricola “Le Terremare”, Prof.sa Cristina Angeloni, Associato di Biochimica Università di Bologna, Roberto Giardino, Delegazione Bologna dei Bentivoglio Accademia Italiana della Cucina. Case history del Dott. Paolo Fontana, Ricercatore Fondazione Edmund Mach.

 

24 novembre – Carciofo

Maurizio Trigolo, Imprenditore agricolo “Podere Fontana dei Conti”, Prof.ssa Cecilia Prata, Associato di Biochimica Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie Università di Bologna, Guido Mascioli, Delegato Bologna Accademia Italiana della Cucina.

mercoledì 17 novembre 2021

Celiachia. Un webinar dedicato ai celiaci per migliorare la propria alimentazione

4 video lezioni e un momento di confronto con gli esperti per approfondire una corretta dieta senza glutine e l’etichettatura degli alimenti

Dubbio segnala: 

Al via un nuovo percorso formativo e informativo online per i pazienti celiaci. Sviluppato dall’Unità Operativa Igiene Alimenti e Nutrizione dell’Azienda USL di Bologna, il percorso è rivolto sia ai celiaci diagnosticati recentemente sia a chi vuole aggiornarsi sulla sua patologia. 

L’obiettivo del corso è fornire notizie aggiornate sulla celiachia, sull’importanza di adottare scelte alimentari consapevoli e sulle strategie e opportunità esistenti per seguire un’alimentazione appropriata in casa e fuori casa.

Il corso è strutturato in 4 video lezioni, composti da diversi moduli fruibili in autonomia. Successivamente il percorso prevede anche un incontro, sempre in modalità online, durante il quale confrontarsi con i professionisti dell’Azienda USL - medici, dietisti e biologi – su dubbi e problematiche non affrontate in maniera esaustiva durante il corso. 

La prima lezione prevede un’introduzione alla malattia celiaca con definizioni, cause, manifestazioni cliniche, informazioni chiave per la diagnosi e terapia. Nella seconda viene approfondita la dieta senza glutine e le indicazioni utili per i vari contesti di consumo, e nella terza la scelta degli alimenti attraverso lo strumento del semaforo alimentare. La quarta, infine, si sofferma sull’importanza di una lettura adeguata delle etichette alimentari.

Chi è interessato al corso può iscriversi attraverso il modulo al link sottostante.

sabato 10 luglio 2021

Dieta mediterranea e pasta, regime per atleti e non solo

 Per atleti energia da spendere subito, oggi non manca in tavola


La dieta mediterranea, con la sua componente di carboidrati, è la regina dell'alimentazione per quanto riguarda gli atleti ma anche per la popolazione generale.
    Un piatto di pasta è irrinunciabile anche per coloro che vogliono perdere peso.

"La dieta mediterranea è la dieta adatta per la popolazione generale e per lo sportivo - ha sottolineato Michelangelo Giampietro, specialista in scienza dell'alimentazione e medico dello sport, durante il digital talk 'Le Olimpiadi dei carboidrati' promosso da Barilla -. Gli atleti devono avere energia e deve essere di facile acquisizione e facile da spendere, i carboidrati sono nutrienti idonei prima, durante e dopo l'allenamento e la competizione, le proteine sono utili prevalentemente nel post lavoro". I carboidrati sono la benzina per chi fa sport, sono digeribili e facilitano il recupero dopo lo sforzo fisico, eppure un tempo la dieta della sportivo era quella del marine, che metteva al centro la carne, poco digeribile.La rivoluzione, tutta italiana, della dieta mediterranea con il carboidrato è arrivata con Pietro Mennea e Klaus Dibiasi. Oggi la pasta non manca sulle tavole degli atleti anche stranieri. (ANSA).

domenica 21 febbraio 2021

L'olio d'oliva ha una 'impronta digitale', certifica qualità

Dall'ateneo di Bologna analisi per contrastare frodi alimentari

Un'impronta digitale dell'olio di oliva per riconoscerne l'autenticità e avere una verifica dell'origine geografia. A realizzare il 'profilo' di qualità di uno dei prodotti più esposto ai tentativi di frode è stato il progetto europeo Oleum, finanziato con cinque milioni nell'ambito del programma Horizon 2020 e coordinato da Tullia Gallina Toschi, professoressa al Dipartimento di Scienze e tecnologie agro-alimentari dell'Università di Bologna.
    Grazie a "soluzioni innovative" come "l'analisi dei composti volatili, eseguite con metodi altamente diagnostici, ma semplificati - spiega la professoressa Gallina Toschi - siamo arrivati a possedere una visione di insieme dettagliata che si potrebbe semplificare come una fotografia o un'immagine biometrica dell'olio di oliva".
    Il lavoro del consorzio di Oleum ha portato anche alla creazione di 'Oleum network', una rete che connette il patrimonio di conoscenze e di strumenti per l'analisi e l'autenticazione degli oli d'oliva e che permette un confronto sui metodi da utilizzare per il contrasto alle frodi. E poi c'è l'istituzione di 'Oleum databank', uno strumento che offre documenti e dati su cui i laboratori potranno contare per valutare la qualità e l'autenticità dei campioni.


venerdì 5 giugno 2020

Fico si propone una sfoglia da Guinness

Domenica 7 giugno al mattarello per un record mondiale

Dopo la riapertura al pubblico del 2 giugno Fico Eataly World a Bologna riparte anche dai Guinness e domenica prossima, 7 giugno, vedrà impegnati donne e uomini al mattarello per realizzare una sfoglia record che superi i 120 metri dello scorso anno in modo da stabilire un nuovo primato mondiale.
    In aiuto alle sfogline anche i visitatori del parco agroalimentare che potranno lavorare un impasto e aggiungere il proprio pezzo di sfoglia. Le postazioni saranno allestite nel rispetto delle misure di sicurezza imposte dall'emergenza coronavirus.

giovedì 4 giugno 2020

A Casalecchio di Reno, in vendita pane abitato dal 'Silvano Dentellato'


Foto di repertorio dei Carabinieri NAS Bologna
I Carabinieri del NAS hanno denunciato il direttore di un punto vendita di un’azienda multinazionale per aver posto in commercio all' ignara clientela del pane con una inappropriata “sorpresa”, il Silvano dentellato, un piccolo insetto originario delle regioni calde, temperate e tropicali, appartenente alla specie “Oryzaephilus surinamensis”.
Gli insetti rinvenuti all’interno delle noci erano adulti, vivi e vitali e sono stati analizzati dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia e dell’Emilia Romagna – Sezione di Bologna.
Il direttore del punto vendita, che a sede a Casalecchio di Reno, è stato denunciato in base all’art. 5 della Legge n. 283 del 30 aprile 1962: “E' vietato impiegare nella preparazione di alimenti o bevande, vendere, detenere per vendere o somministrare come mercede ai propri dipendenti, o comunque distribuire per il consumo, sostanze alimentari insudiciate, invase da parassiti, in stato di alterazione o comunque nocive, ovvero sottoposte a lavorazioni o trattamenti diretti a mascherare un preesistente stato di alterazione”.



domenica 22 dicembre 2019

Il futuro dell’agricoltura: sostenibilità ambientale a favore di cibo sano e di qualità

di Lorenzo Bonazzi  

Il volume “Il campo nel piatto” ha attirato l’attenzione di un pubblico largo interessato a capire come sono prodotti i piatti gustosi che prediligono e come operare le loro scelte alimentari a seconda della produzione agricola di riferimento.

La presentazione del volume si è svolta presso il Cubiculum Artistarum del Palazzo dell’Archiginnasio. I saluti istituzionali sono stati tenuti dal Prof. Giorgio Cantelli Forti, Presidente Accademia Nazionale di Agricoltura. Con il Prof. Andrea Sonnino, autore del volume, ha dialogato il Prof. Gianpietro Venturi, Segretario dell’Accademia Nazionale di Agricoltura. L’incontro è stato organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura all’interno del ciclo di incontri “I libri all’Accademia” volti alla presentazione delle ultime e più recenti pubblicazioni in campo agronomico, alimentare, ambientale e culturale.
 
I numeri dell’agricoltura mondiale    
 
“Ogni giorno – esordisce il Prof. Andrea Sonnino ( nella foto) - l’agricoltura mondiale mette a disposizione dei consumatori 23,7 milioni di tonnellate di cibo, per un valore totale di 7 miliardi di dollari. Ogni giorno ogni abitante della terra ha teoricamente a disposizione 2831 Kilocalorie, più che sufficienti per condurre una vita sana ed attiva. La distribuzione ineguale della produzione agricola produce poi i fenomeni contrapposti della denutrizione e della malnutrizione da una parte e della obesità dall’altra. Oltre al cibo, l’agricoltura produce fibre, combustibili, materiali da costruzione ed altre materie prime per l’industria. In aggiunta a soddisfare i bisogni basici dell’umanità, le 570 milioni di aziende agricole presenti sulla terra, di cui 500 milioni sono aziende familiari, offrono impiego a circa un lavoratore occupato su tre, garantiscono la coesione sociale e preservano l’eredità culturale e le tradizioni delle popolazioni rurali e forniscono servizi ecosistemici essenziali, anche se non sempre riconosciuti, quali il governo del territorio, la regimazione delle acque, la manutenzione del paesaggio, la protezione della biodiversità. È proprio il caso di dire con la FAO: “Se oggi hai mangiato, ringrazia un agricoltore”.        
La qualità delle produzioni alimentari, una richiesta ormai consolidata da parte del consumatore         
“Ma poterci alimentare in modo sufficiente non basta: vogliamo mangiare cibo di qualità, ossia gustoso e piacevole alla vista, e anche sano, nutriente e accessibile ad un prezzo ragionevole –
continua il Prof. Andrea Sonnino - Un numero sempre maggiore di consumatori  mantiene anche un occhio a che il cibo che mangiano sia stato prodotto rispettando l’ambiente e i lavoratori coinvolti. Nella qualità si incontrano il soggetto e l'oggetto, per concretizzarsi nella sicurezza alimentare e nella sostenibilità. Ma dove nasce la qualità dei prodotti alimentari? La bravura della cuoca – o del cuoco – che prepara le nostre pietanze è certo determinante, ma la qualità delle materie prime impiegate per prepararle lo è ancor di più. La qualità si costruisce infatti in campo, durante la coltivazione, può poi essere conservata ed esaltata in cucina, ma non si può preparare buone pietanze partendo da prodotti agricoli scadenti. Qualità quindi come risultato dell’incontro tra le risorse naturali caratteristiche del territorio (clima, giacitura ed esposizione dei terreni, acqua, suolo, biodiversità), le pratiche agronomiche utilizzate (varietà coltivate, lavorazioni, irrigazione, raccolta, conservazione) e i fattori umani che hanno concorso alla produzione (conoscenze scientifiche, saperi tradizionali, organizzazione e logistica, cooperazione e associazionismo”.
La nuova agricoltura: una componente decisiva per la sostenibilità ambientale    
“Nutrire la crescente popolazione mondiale nell’attuale contesto di erosione delle risorse naturali e di cambiamento climatico, senza compromettere le fonti di sostentamento delle generazioni future rappresenta una sfida di dimensioni e natura senza precedenti per il genere umano – conclude il Prof. Andrea Sonnino -  Si sta quindi attuando una trasformazione radicale dei sistemi agroalimentari, che li sta convertendo da importante fattore di degrado ambientale a componente decisivo della transizione verso la sostenibilità. La strategia di trasformazione integrata dei sistemi agroalimentari deve considerare contemporaneamente i modelli di produzione e di consumo degli alimenti, senza trascurarne gli aspetti sociali ed economici. Tale trasformazione non può certo essere realizzata ritornando a pratiche arcaiche e obsolete, ma solo per mezzo della generazione di una cospicua mole di nuova conoscenza e della efficiente traduzione di questa conoscenza in innovazione”.



venerdì 22 novembre 2019

Pane e salame in mostra all'Archiginnasio

La loro evoluzione storica in 11 bacheche a Bologna
 


Pane e salumi, due elementi fondamentali e caratteristici della gastronomia bolognese, sono al centro di una mostra ideata da Alessandro Molinari Pradelli, in programma da oggi al 16 febbraio alla Biblioteca dell'Archiginnasio. 
La loro evoluzione storica verrà illustrata in 11 bacheche attraverso disegni, incisioni, libri, opuscoli e bandi. È la prima di una serie di esposizioni documentarie incentrate sulla storia della cucina petroniana.
    Partendo dalle incisioni di Annibale Carracci delle 'Arti per via' e passando per la produzione artistica di Giuseppe Maria Mitelli, si arriva al Novecento, con i disegni di Alessandro Cervellati. Tutto il materiale esposto, sia quello mostrato in originale sia quello riprodotto per motivi di conservazione, proviene dalle collezioni della Biblioteca dell'Archiginnasio.
    Molinari Pradelli, giornalista-scrittore, studioso di enogastronomia, è autore di quasi un centinaio di pubblicazioni sulla storia della cucina, le tradizioni popolari e la civiltà contadina. (ANSA).

venerdì 8 novembre 2019

E' tempo Funghi e tartufi, una fonte naturale di salute e gusto per l’uomo

Le qualità nutrizionali dei funghi e gli effetti salutistici del tartufo sono stati al centro dell’ultima conferenza del 2019 de “I Mercoledì dell’Archiginnasio”, ciclo di incontri divulgativi dedicati alle eccellenze dell’agroalimentare italiano, organizzato dall’Accademia Nazionale di Agricoltura, dalle delegazioni bolognesi dell’Accademia Italiana della Cucina e dalla Società Medica Chirurgica di Bologna
 
La conferenza si è svolta  presso la Sala Conferenze della Società Medica Chirurgica di Bologna (Palazzo dell’Archiginnasio, Piazza Galvani 1, Bologna). I relatori sono stati il Prof. Lucio Pierantoni, Esperto in tartuficoltura e tartuficoltore Vicepresidente Associazione Tartuficoltura e Ambiente, la Prof.ssa Cristina Angeloni, Associata di Biochimica – Università di Camerino, il Prof. Giovanni Ballarini, Emerito Università di Parma e Presidente Onorario Accademia Italiana della Cucina..
 
I funghi medicinali: una fonte di salute per l’uomo
“Il fungo più coltivato è l'Agarico bisporus, comunemente noto come champignon, seguito da Lentinus edodes noto come Shiitake, Pleurotus spp e Flammulina velutipes. I funghi sono alimenti ad alto valore nutrizionale – ha esordito la Prof.ssa Cristina Angeloni -  contengono proteine complete, elevati quantitativi di fibra dietetica e adeguati livelli di minerali e vitamine. Oltre che per le proprietà organolettiche, i funghi vengono apprezzati per le loro attività biologiche tanto che molte specie vengono addirittura classificate come “funghi medicinali”. I funghi hanno moltissime attività biologiche tra cui attività antiossidante, antitumorale, antidiabetica, antiallergica, immunomodulante, anticolesterolemica, antivirale e antibatterica. Queste diverse attività sono attribuibili alla presenza di composti bioattivi quali polisaccaridi, proteine, grassi, alcaloidi, terpenoidi, tocoferoli, polifenoli e carotenoidi. L’azione antitumorale dei funghi è principalmente legata alla presenza di b-glucani, tra cui quello maggiormente studiato e attivo è il lentinano presente in Lentinus edodes. I funghi sono inoltre una buona fonte di polifenoli, metaboliti secondari con effetto antiossidante, ossia in grado di contrastare l’eccessiva produzione di radicali liberi implicata nell’insorgenza di varie patologie cronico degenerative quali malattie cardiovascolari, neurodegenerative e cancro”. 
 
I tartufi una ottima componente nutrizionale e di gusto
“A differenza dei macrofunghi che crescono al di fuori dal terreno, i tartufi sono funghi ipogei che crescono ad una profondità di 8-10 cm, con un ciclo vitale complesso durante il quale il micelio stabilisce un’interazione simbiotica (ectomicorrizia) con le radici degli alberi – ha continuato la Prof.ssa Cristina Angeloni -  I tartufi sono caratterizzati da un forte aroma dovuto alla presenza di composti volatili a basso peso molecolare. Sono stati identificati circa 200 composti volatili che comprendono acidi grassi, terpenoidi, composti aromatici e composti contenenti zolfo. I tartufi, analogamente ai funghi, hanno un’ottima composizione nutrizionale”. Purtroppo, ad oggi, sono stati condotti pochissimi studi sui potenziali effetti salutistici dei tartufi. I pochi studi hanno evidenziato una loro modesta attività antiossidante e una buona attività antinfiammatoria. Sono state inoltre osservate attività citotossiche in linee cellulari tumorali, con particolare attività verso la linea cellulare di adenocarcinoma mammario. In generale il tartufo bianco sembra avere un potenziale biologico leggermente più elevato del tartufo nero. In conclusione, funghi e tartufi, non solo appagano il gusto dei consumatori grazie alle loro eccellenti caratteristiche organolettiche, ma rappresentano una vera e propria fonte di importanti composti nutraceutici in grado di prevenire importanti patologie”.
 
Amati in cucina da Gioacchino Rossini.
“La biologia e l’etologia comparata insegnano che fungi e tartufi si sono evoluti per essere mangiati da ogni genere di animali e l’uomo è arrivato per ultimo trasformandoli in pietre preziose della sua cucina – ha concluso il Prof. Giovanni Ballarini - Funghi e tartufi attraverso il gusto e soprattutto l’olfatto parlando alla psiche scatenano una passione che dà sostentamento a un immaginario gastronomico che trasforma la più umile cucina in un’alta gastronomia. Funghi e tartufi hanno una grande importanza in molte cucine e gastronomie e tra queste in quelle bolognesi alle quali è dedicata particolare attenzione, mettendo in luce l’aspetto spesso trascurato o dimenticato del ruolo avuto da Gioacchino Rossini quale eccezionale ambasciatore delle ricette bolognesi di tartufo nella gastronomia francese e internazionale”.