martedì 1 settembre 2026

Diesel Euro 5, Mastacchi: «L’Emilia-Romagna segua il Piemonte: servono alternative al divieto»

 



A meno di due mesi dalla scadenza del 1° ottobre 2026, data in cui dovrebbe scattare il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle Regioni del Bacino Padano, il consigliere regionale Marco Mastacchi, di Rete Civica, ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta regionale se intenda seguire la strada già tracciata dal Piemonte, che ha approvato un piano alternativo al divieto generalizzato.

La legge di conversione n. 155/2023 ha rinviato l’entrata in vigore del blocco dal 2025 al 2026, consentendo tuttavia alle Regioni di adottare misure compensative, purché in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalente a quella ottenibile con lo stop ai veicoli.

Su questa base, il Piemonte ha aggiornato il proprio Piano regionale della qualità dell’aria (PRQA), evitando il fermo di oltre 300.000 veicoli diesel Euro 5 attraverso un pacchetto di interventi che comprende il potenziamento del trasporto pubblico, l’impiego di biocarburanti HVO, la promozione della mobilità sostenibile, l’ottimizzazione dei flussi di traffico e azioni nei settori agricolo e del riscaldamento civile.

Anche la Lombardia ha avviato valutazioni in questa direzione, facendo leva sul sistema di monitoraggio Move-In, già operativo sul territorio regionale.

In Emilia-Romagna, invece, migliaia di cittadini, lavoratori autonomi e imprese attendono ancora di conoscere l’orientamento della Regione. Per questo Mastacchi ha chiesto alla Giunta se siano già stati avviati studi e valutazioni tecniche per individuare misure alternative al blocco e se si intenda procedere a un aggiornamento del PAIR, il Piano Aria Integrato Regionale, sul modello di quanto fatto dal Piemonte.

«Il blocco generalizzato rischia di colpire duramente famiglie e categorie produttive che non hanno le risorse per cambiare veicolo in tempi brevi – dichiara Mastacchi (nella foto) –. Il Piemonte ha dimostrato, con dati scientifici alla mano, che è possibile ridurre le emissioni senza fermare centinaia di migliaia di persone. Chiediamo alla Giunta regionale di dire con chiarezza se intende percorrere la stessa strada, prima che sia troppo tardi».

Il consigliere sottolinea come la posta in gioco non riguardi soltanto la qualità dell’aria, ma anche la sostenibilità economica e sociale della transizione ecologica. Da qui la richiesta di un approccio capace di coniugare gli obiettivi ambientali con la tutela della mobilità di cittadini, lavoratori e imprese.

Cosa prevede oggi la normativa

Salvo modifiche, dal 1° ottobre 2026 il blocco dei diesel Euro 5 scatterebbe secondo le seguenti modalità:

  • Dove: in Emilia-Romagna il provvedimento riguarderebbe i Comuni con più di 30.000 abitanti e l’agglomerato di Bologna.
  • Quando: nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, oltre alle domeniche ecologiche già previste.
  • Deroga Move-In: chi aderisce al sistema di monitoraggio tramite scatola nera potrà continuare a circolare nelle aree soggette alle limitazioni per un massimo di 2.000 chilometri all’anno, esclusi i giorni di allerta smog e le domeniche ecologiche.
  • Sanzioni: chi circola senza deroga rischia multe da 163 a 679 euro, con sospensione della patente in caso di recidiva nel biennio.

Un quadro che, in assenza di misure alternative come quelle adottate dal Piemonte, potrebbe avere un impatto diretto su famiglie, lavoratori autonomi e imprese che utilizzano quotidianamente questi veicoli.