A meno di
due mesi dalla scadenza del 1° ottobre 2026, data in cui dovrebbe scattare il
blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5 nelle Regioni del Bacino
Padano, il consigliere regionale Marco Mastacchi, di Rete Civica, ha presentato
un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta regionale se
intenda seguire la strada già tracciata dal Piemonte, che ha approvato un piano
alternativo al divieto generalizzato.
La legge di
conversione n. 155/2023 ha rinviato l’entrata in vigore del blocco dal 2025 al
2026, consentendo tuttavia alle Regioni di adottare misure compensative, purché
in grado di garantire una riduzione delle emissioni equivalente a quella
ottenibile con lo stop ai veicoli.
Su questa
base, il Piemonte ha aggiornato il proprio Piano regionale della qualità
dell’aria (PRQA), evitando il fermo di oltre 300.000 veicoli diesel Euro 5
attraverso un pacchetto di interventi che comprende il potenziamento del
trasporto pubblico, l’impiego di biocarburanti HVO, la promozione della mobilità
sostenibile, l’ottimizzazione dei flussi di traffico e azioni nei settori
agricolo e del riscaldamento civile.
Anche la
Lombardia ha avviato valutazioni in questa direzione, facendo leva sul sistema
di monitoraggio Move-In, già operativo sul territorio regionale.
In Emilia-Romagna, invece, migliaia di cittadini, lavoratori autonomi e imprese attendono ancora di conoscere l’orientamento della Regione. Per questo Mastacchi ha chiesto alla Giunta se siano già stati avviati studi e valutazioni tecniche per individuare misure alternative al blocco e se si intenda procedere a un aggiornamento del PAIR, il Piano Aria Integrato Regionale, sul modello di quanto fatto dal Piemonte.
«Il blocco
generalizzato rischia di colpire duramente famiglie e categorie produttive che
non hanno le risorse per cambiare veicolo in tempi brevi – dichiara Mastacchi (nella foto) –. Il Piemonte ha dimostrato, con dati scientifici alla mano, che è possibile
ridurre le emissioni senza fermare centinaia di migliaia di persone. Chiediamo
alla Giunta regionale di dire con chiarezza se intende percorrere la stessa
strada, prima che sia troppo tardi».
Il
consigliere sottolinea come la posta in gioco non riguardi soltanto la qualità
dell’aria, ma anche la sostenibilità economica e sociale della transizione ecologica.
Da qui la richiesta di un approccio capace di coniugare gli obiettivi
ambientali con la tutela della mobilità di cittadini, lavoratori e imprese.
Cosa prevede oggi la normativa
Salvo
modifiche, dal 1° ottobre 2026 il blocco dei diesel Euro 5 scatterebbe secondo
le seguenti modalità:
- Dove: in
Emilia-Romagna il provvedimento riguarderebbe i Comuni con più di 30.000
abitanti e l’agglomerato di Bologna.
- Quando: nei
giorni feriali, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, oltre alle
domeniche ecologiche già previste.
- Deroga Move-In: chi
aderisce al sistema di monitoraggio tramite scatola nera potrà continuare
a circolare nelle aree soggette alle limitazioni per un massimo di 2.000
chilometri all’anno, esclusi i giorni di allerta smog e le domeniche
ecologiche.
- Sanzioni: chi
circola senza deroga rischia multe da 163 a 679 euro, con sospensione
della patente in caso di recidiva nel biennio.
Un
quadro che, in assenza di misure alternative come quelle adottate dal Piemonte,
potrebbe avere un impatto diretto su famiglie, lavoratori autonomi e imprese
che utilizzano quotidianamente questi veicoli.