| Marco Mastacchi |
La
gestione delle liste d'attesa sanitarie e le criticità del sistema regionale
finiscono al centro di un'interrogazione presentata dal consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica). Nel mirino c'è un monitoraggio che, secondo
il consigliere, si concentra quasi esclusivamente su prime visite ed esami
diagnostici, lasciando nell'ombra controlli successivi, follow-up e soprattutto
il fenomeno delle cosiddette 'preliste'.
La
normativa nazionale (Legge 29 luglio 2024, n. 107) ha introdotto il 'Responsabile
Unico Regionale dell'Assistenza Sanitaria (RUAS)', incaricato di controllare,
monitorare e coordinare l'efficienza dell'offerta sanitaria e la gestione delle
liste d'attesa, garantendo ai cittadini l'accesso tempestivo alle prestazioni.
In Emilia-Romagna il ruolo è affidato al responsabile del Settore Assistenza
Territoriale della Direzione generale Cura della persona, salute e
welfare.
Secondo
Mastacchi, tuttavia, il sistema di rilevazione regionale fotografa soltanto una
parte del problema. «La cura non si esaurisce con la prima visita – osserva –
ma prosegue con controlli, follow-up ed esami successivi. Se questi passaggi
non vengono monitorati, il percorso del paziente diventa invisibile».
Uno dei punti centrali dell'interrogazione riguarda le preliste, attivate quando il CUP non dispone di appuntamenti entro i tempi previsti. Pur essendo parte integrante del sistema di prenotazione, queste liste spesso non rientrano nel monitoraggio ufficiale. Per il consigliere ciò rischia di produrre dati che rappresentano solo parzialmente la realtà, restituendo tempi d'attesa migliori di quelli effettivamente affrontati dai cittadini. Mastacchi richiama inoltre le note regionali del 21 marzo 2022 sull'appropriatezza prescrittiva, secondo cui il medico specialista dovrebbe prendere in carico il paziente per l'intero percorso diagnostico-terapeutico. Nella pratica, sostiene, ciò avviene raramente: molti pazienti sono costretti a tornare dal medico di medicina generale per ottenere nuove impegnative e ricominciare l'iter di prenotazione, con un aggravio burocratico sia per i cittadini sia per i medici di base. A questo si aggiungono, secondo l'interrogazione, altri elementi critici come le agende chiuse, l'esclusione delle preliste dal monitoraggio e le differenze territoriali tra le province dell'Emilia-Romagna. Inefficienze che, conclude Mastacchi, favoriscono il crescente ricorso alla sanità privata a pagamento per ottenere prestazioni in tempi certi. Con l'interrogazione, il consigliere chiede quindi che il RUAS eserciti un controllo sull'intero percorso assistenziale, includendo anche preliste e prestazioni successive alla prima visita, per garantire un monitoraggio realmente trasparente e aderente alla situazione vissuta dai cittadini.