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mercoledì 22 luglio 2026

Simile al caso del gioielliere: sventa un furto sparando ai ladri, ma viene denunciato. Custode nei guai

 



Un caso che richiama quello del gioielliere finito sotto inchiesta dopo aver reagito a un assalto. Stavolta è accaduto a Crespellano, dove un custode di 63 anni ha messo in fuga una banda di ladri esplodendo diversi colpi con un revolver calibro .357 Magnum durante un tentativo di furto in un'azienda elettromeccanica. I malviventi sono scappati abbandonando sul posto furgoni e refurtiva, ma al termine degli accertamenti sono scattate le denunce anche nei confronti dello stesso custode.

L'episodio si è verificato alle prime luci dell'alba di sabato 19 luglio 2026. L'allarme antintrusione dello stabilimento è scattato alle 6:16 e il 63enne, domiciliato in un locale adiacente all'azienda, è uscito per verificare cosa stesse accadendo impugnando il proprio revolver calibro .357 Magnum.

Secondo quanto riferito ai Carabinieri della Sezione Radiomobile di Casalecchio di Reno, l'uomo si è trovato di fronte un individuo alla guida di un muletto che stava caricando bobine di rame verso due furgoni, con l'aiuto di alcuni complici. Il custode ha raccontato che, una volta scoperto, il conducente del muletto avrebbe diretto il mezzo pesante contro di lui. Temendo di essere investito, il 63enne ha esploso tutti i colpi contenuti nel tamburo del revolver.

Nessuno è rimasto ferito: anche a causa del forte rinculo dell'arma, i proiettili hanno mancato i bersagli, conficcandosi nella parete dell'azienda. La reazione armata è stata comunque sufficiente a mettere in fuga i ladri, che hanno abbandonato i due furgoni, la refurtiva e sono scappati a bordo di una Fiat Punto in direzione di Zola Predosa. L'auto è stata successivamente ritrovata, dopo essere stata abbandonata perché danneggiata durante la fuga. Tutti i veicoli sono stati sequestrati su disposizione dell'Autorità giudiziaria.

La vicenda, però, non si è conclusa con il fallimento del furto. Dai successivi controlli dei Carabinieri della Stazione di Crespellano è infatti emerso che il 63enne svolgeva l'attività di custode senza il previsto decreto prefettizio per l'esercizio della professione di guardia particolare giurata. Inoltre, il porto d'armi per difesa personale risultava scaduto dal 2014.

Per questi motivi l'uomo è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Bologna con le ipotesi di reato di porto abusivo di armi, esercizio abusivo della professione e accensioni ed esplosioni pericolose. I militari hanno inoltre sequestrato il revolver utilizzato durante l'intervento e altre cinque armi regolarmente denunciate – due fucili e tre pistole – custodite nella sua abitazione.

La vicenda ripropone il dibattito sui casi di reazione ai furti: come già accaduto nel recente caso del gioielliere, chi riesce a sventare un colpo può comunque dover rispondere di eventuali violazioni emerse nel corso delle indagini. Resta invece aperta la caccia alla banda di ladri, riuscita a far perdere le proprie tracce dopo la fuga.

martedì 21 luglio 2026

Mettiamo in sicurezza l'incrocio tra la SS64 Porrettana e via Sperticano a Pian di Venola




Petizione inviata da Dubbio:

 

E’ necessario un intervento concreto per migliorare la sicurezza dell'incrocio tra la Strada Statale 64 Porrettana (SS64) e via Sperticano, in località Pian di Venola, nel Comune di Marzabotto.

L'incrocio tra la SS64 Porrettana e via Sperticano rappresenta da tempo un punto critico della viabilità locale.

La presenza di due supermercati molto frequentati genera un intenso flusso di veicoli in entrata e in uscita, con numerose immissioni e svolte. A ciò si aggiunge la conformazione della strada: una curva limita la visuale, rendendo particolarmente difficile valutare l'arrivo dei veicoli provenienti da Vergato in direzione Bologna.

La situazione è ulteriormente aggravata da:

  • visibilità ridotta a causa della curva e della vegetazione che costeggia la carreggiata;
  • velocità spesso elevate dei veicoli in transito sulla statale;
  • utilizzo improprio della corsia centrale di canalizzazione come corsia di sorpasso da parte di alcuni automobilisti diretti verso Bologna.

Questi fattori aumentano sensibilmente il rischio di incidenti per chi si immette sulla SS64 o svolta verso via Sperticano, mettendo in pericolo automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni.

Si chiede ad ANAS, alla Città Metropolitana di Bologna e al Comune di Marzabotto di riconoscere la criticità di questo incrocio e di programmare quanto prima un intervento di messa in sicurezza.

Le soluzioni tecniche dovranno essere individuate dagli enti competenti e potrebbero comprendere, a titolo esemplificativo:

  • la realizzazione di una rotatoria;
  • la riorganizzazione dell'incrocio mediante canalizzazioni e cordoli;
  • il potenziamento della segnaletica e l'installazione di dispositivi per la moderazione della velocità;
  • l'installazione di specchi parabolici o di altri sistemi per migliorare la visibilità;
  • interventi di manutenzione della vegetazione che limita la visuale.

lunedì 13 luglio 2026

Treni regionali, utenti promuovono il servizio: soddisfazione diffusa, ma sicurezza e puntualità restano le priorità

 Presentata la seconda indagine sulla qualità percepita del trasporto ferroviario in Emilia-Romagna. Coinvolti quasi 2.000 viaggiatori sulle linee Rfi e Fer: giudizio complessivamente positivo, con apprezzamenti per informazioni, accessibilità e acquisto dei biglietti. Restano da migliorare sicurezza, puntualità e frequenza dei convogli.


Il trasporto ferroviario regionale dell'Emilia-Romagna supera l'esame dei viaggiatori. È quanto emerge dalla seconda indagine sulla qualità percepita del servizio ferroviario, che fotografa un livello di soddisfazione complessivamente positivo da parte degli utenti delle linee Rfi e Fer, confermando sostanzialmente i risultati della precedente rilevazione del 2023.

Lo studio è stato realizzato dall'Università di Modena e Reggio Emilia su incarico delle associazioni dei consumatori Federconsumatori, Adiconsum, Lega Consumatori e Udicon.

L'indagine, intitolata "Misurare la user experience (UX) nel trasporto ferroviario regionale dell'Emilia-Romagna", ha raccolto 1.929 interviste effettuate faccia a faccia tra il 3 e il 7 novembre e tra il 27 novembre e il 15 dicembre 2025, sia nelle stazioni sia a bordo dei treni. Un campione più ampio rispetto alle 1.608 interviste realizzate nel 2023.

Le interviste hanno riguardato 1.459 utenti delle linee Rfi e 464 delle linee Fer, con l'obiettivo di valutare l'esperienza di viaggio nelle diverse fasi del servizio, individuando punti di forza e criticità.

La valutazione complessiva del servizio supera il punteggio medio di 5 su una scala da 1 a 7, confermando un giudizio favorevole sia per la rete Rfi sia per quella Fer.

Tra gli aspetti maggiormente apprezzati dagli utenti figurano:

·         la qualità delle informazioni su orari, coincidenze e servizi, sia nelle stazioni sia a bordo;

·         la semplicità di acquisto online di biglietti e abbonamenti;

·         l'accessibilità ai treni e ai servizi;

·         il comfort di viaggio;

·         gli spazi dedicati a biciclette, e-bike, monopattini e bagagli;

·         la possibilità di ricaricare dispositivi elettronici;

·         la disponibilità del personale di bordo.

Positive anche le valutazioni sull'accessibilità delle stazioni, in particolare per quanto riguarda parcheggi e accesso ai binari, mentre risultano meno omogenei i giudizi sui collegamenti con il trasporto pubblico locale, soprattutto lungo la rete Fer.

Rispetto al 2023 si registra un deciso miglioramento delle valutazioni relative ai servizi igienici nelle stazioni, uno degli aspetti che aveva ricevuto i giudizi più severi nella precedente rilevazione.

In crescita anche la conoscenza della Carta dei servizi, dei diritti dei viaggiatori e delle attività dell'Autorità di regolazione dei trasporti (Art), sebbene gli stessi promotori dell'indagine ritengano necessario proseguire nelle attività di informazione rivolte agli utenti.

Sicurezza e puntualità le principali criticità

Nonostante il quadro generale positivo, i viaggiatori indicano con chiarezza gli ambiti sui quali concentrare gli interventi futuri.

Le priorità evidenziate sono:

·         maggiore puntualità dei treni;

·         incremento della sicurezza nelle stazioni e a bordo;

·         miglioramento dell'igiene;

·         aumento del numero delle corse;

·         tariffe più convenienti.

Particolare attenzione viene richiesta sul tema della sicurezza percepita, considerata una delle principali criticità ancora presenti e aggravata, secondo le associazioni dei consumatori, da fenomeni di evasione tariffaria e atti vandalici.

 

venerdì 10 luglio 2026

Peste suina africana, il virus arriva alle porte di Bologna: zona rossa in Appennino e massima allerta per evitare il contagio

Un cinghiale trovato positivo al confine con il Corno alle Scale fa scattare le restrizioni più severe. Il rischio non è per l'uomo, ma per allevamenti, economia e fauna selvatica: scatta il piano straordinario di contenimento.

Foto dal web


La peste suina africana è arrivata alle porte della provincia di Bologna, si legge oggi su Bologna Today. Il ritrovamento di un cinghiale risultato positivo al virus, rinvenuto nel territorio di Fanano, a ridosso del confine con Lizzano in Belvedere e dell'area del Corno alle Scale, rappresenta un passaggio particolarmente critico nella diffusione della malattia e ha fatto scattare immediatamente le misure di emergenza previste dal piano nazionale di contenimento.

Pur non essendo trasmissibile all'uomo e non costituendo un pericolo per la salute pubblica, la peste suina africana rappresenta una gravissima minaccia per il patrimonio suinicolo. Il virus è infatti altamente contagioso tra cinghiali e suini domestici e può essere trasportato involontariamente dalle persone attraverso scarpe, indumenti, attrezzature o veicoli, favorendone la diffusione negli allevamenti e provocando pesanti conseguenze economiche.

Per questo motivo, in applicazione dell'ordinanza straordinaria del Commissario Giovanni Filippini, i comuni di Lizzano in Belvedere e Alto Reno Terme entrano nella zona di restrizione con il livello massimo di allerta, mentre Gaggio Montano, Castel di Casio, Camugnano e Castiglione dei Pepoli vengono inseriti nella fascia cuscinetto, sottoposta a specifiche misure di sorveglianza.

Le restrizioni interessano numerose attività all'aperto. Chi frequenta boschi e montagne dovrà attenersi a rigide norme di biosicurezza: è vietato uscire dai sentieri segnalati, al rientro occorre cambiare gli indumenti e disinfettare accuratamente le calzature, mentre è proibito parcheggiare su prati o aree vegetate. I cani dovranno essere sempre tenuti sotto controllo e non potranno circolare liberamente fuori dalle aree consentite. Anche la raccolta dei funghi sarà soggetta a particolari prescrizioni: chi pratica questa attività non potrà avvicinarsi ad allevamenti di suini nelle 48 ore successive all'escursione.

Parallelamente prende il via un piano operativo straordinario della Città metropolitana di Bologna per limitare la diffusione del virus. La Polizia locale metropolitana sta individuando i siti destinati allo stoccaggio delle carcasse e i centri di raccolta dei cinghiali abbattuti, mentre, grazie ai finanziamenti regionali, saranno acquistati nuovi mezzi per il trasporto in sicurezza e gabbie-trappola da utilizzare nelle aree più difficili da raggiungere.

L'obiettivo è aumentare gli abbattimenti selettivi dei cinghiali e ridurne drasticamente la presenza sul territorio, creando un "vuoto biologico" che interrompa la circolazione del virus prima che possa raggiungere gli allevamenti. Una misura drastica ma ritenuta indispensabile per contenere quella che viene considerata una delle emergenze sanitarie più gravi per il comparto zootecnico italiano degli ultimi anni.

giovedì 9 luglio 2026

"Più sicurezza sulla SS64 Porrettana": al via una petizione per fermare l'alta velocità nel tratto urbano di Sasso Marconi

 Una raccolta firme per chiedere interventi urgenti su uno dei tratti più trafficati e pericolosi della statale. Tra le richieste: controlli elettronici della velocità, bande sonore, segnaletica potenziata e un confronto pubblico con cittadini e istituzioni.



Una petizione popolare per rendere più sicura la SS64 Porrettana nel tratto urbano compreso tra Borgonuovo e Pontecchio Marconi, nel territorio comunale di Sasso Marconi. È questa l'iniziativa promossa da un gruppo di cittadini che invita residenti e utenti della strada a sottoscrivere una raccolta firme rivolta ad ANAS, al Comune di Sasso Marconi e agli enti competenti.

Secondo i promotori, negli ultimi anni questo tratto della Porrettana è stato teatro di numerosi episodi di eccessiva velocità e di comportamenti di guida ritenuti pericolosi, soprattutto nelle ore serali e notturne. Una situazione che desta particolare preoccupazione perché si tratta di un'arteria urbana con limite di velocità fissato a 50 km/h, attraversata quotidianamente da residenti, pedoni, ciclisti, lavoratori e utenti del trasporto pubblico.

L'obiettivo della petizione è sollecitare interventi concreti e tempestivi per aumentare il livello di sicurezza stradale. Tra le principali richieste figurano:

  • un studio ufficiale dei flussi di traffico e delle velocità effettivamente praticate;
  • l'installazione di sistemi elettronici di controllo della velocità;
  • l'introduzione di bande sonore e di altri dispositivi di moderazione del traffico compatibili con una strada statale;
  • il potenziamento della segnaletica, con tutte le misure ritenute utili a ridurre il rischio di incidenti.

I promotori chiedono inoltre l'organizzazione di un incontro pubblico con cittadini, amministrazioni ed enti competenti, per condividere i risultati delle verifiche e illustrare gli interventi che verranno eventualmente programmati.

La campagna di raccolta firme è accompagnata dallo slogan "La sicurezza non può aspettare", un messaggio che richiama l'urgenza di affrontare una problematica segnalata da tempo da residenti e pendolari della Porrettana.

Per aderire è sufficiente inquadrare il QR Code riportato sul materiale informativo oppure aprire il link alla petizione, cliccare su "Firma questa petizione", inserire i propri dati, confermare l'indirizzo e-mail e completare la procedura attraverso il link ricevuto. I promotori precisano inoltre che l'eventuale richiesta di una donazione sulla piattaforma di raccolta firme è facoltativa e può essere tranquillamente ignorata senza compromettere la validità della sottoscrizione.

Con questa iniziativa, i cittadini intendono riportare al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza lungo uno dei principali assi viari dell'Appennino bolognese, auspicando risposte rapide e interventi efficaci per tutelare chi ogni giorno percorre la SS64 Porrettana. 

Il link della petizione https://c.org/F5gJBXYLg8

mercoledì 8 luglio 2026

In Emilia-Romagna precoce ed estesa circolazione del virus West Nile

 I campioni sulle zanzare, mai si era rilevata così presto e in un'area così vasta

 


Precoce ed estesa circolazione del virus in Emilia-Romagna: campioni di zanzare positivi sono stati trovati in sei province su nove, escluso al momento solo il territorio romagnolo.
    Il Servizio sanitario regionale mantiene quindi alta l'attenzione.

Anche se in regione si tratta di una circolazione endemica, quindi ormai stabilmente presente, e finora il sistema di sorveglianza sanitaria non ha rilevato casi di infezione nell'uomo, i dati lasciano prevedere che nelle prossime settimane si potranno osservare casi di forme gravi di malattia West Nile.

"Si tratta di una situazione eccezionale - spiega la Regione - poiché in tutti gli anni di sorveglianza, cioè dal 2008, mai si è rilevata circolazione del virus nelle zanzare così precocemente in stagione e su un territorio così vasto".
    L'infezione che le zanzare positive al virus possono trasmettere all'uomo è nella maggiore parte dei casi asintomatica, ma in una percentuale bassa, circa l'1%, può evolversi in una malattia neuroinvasiva con esiti anche gravi; una condizione più frequente in persone a rischio, come gli anziani o gli immunocompromessi.
    "Grazie a un sistema di sorveglianza entomologica e sanitaria che funziona bene, si è potuta riscontrare una circolazione del virus dalle zanzare fuori dalla normalità - afferma l'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi- Tutto il sistema sanitario regionale è impegnato nel monitoraggio e continua a mantenere alta l'attenzione, ma in questa fase è fondamentale la collaborazione e l'impegno delle cittadine e dei cittadini, chiamati ad adottare tutte le misure di prevenzione, peraltro molto semplici, utili a proteggersi dalle punture delle zanzare. Un piccolo sforzo che, nell'insieme, può fare la differenza".

martedì 7 luglio 2026

Sasso Marconi, auto abbandonata nel parcheggio del cimitero: la segnalazione di una cittadina



Un'auto apparentemente abbandonata da diverse settimane nel parcheggio del cimitero di Sasso Marconi sta suscitando preoccupazione tra i cittadini. A segnalarlo, nel gruppo Facebook "Sei di SASSO MARCONI se...", è Lucia Bernardoni.

Secondo quanto riferito, il veicolo si trova nello stesso punto da tempo e presenta numerosi vetri infranti. Una situazione che, oltre al degrado, potrebbe rappresentare un potenziale rischio per la sicurezza.

«Questa macchina è da settimane che è nel parcheggio del cimitero. Per me è anche pericolosa perché è tutta circondata dai suoi vetri rotti e magari ha anche il serbatoio con della benzina, che con questo caldo... Possibile che nessuno, dato che come ben si vede è un'auto abbandonata, possa venire a portarla via?», scrive la cittadina.

La segnalazione richiama l'attenzione sulla necessità di verificare lo stato del veicolo e, qualora ne ricorrano le condizioni, procedere alla sua rimozione per garantire sicurezza e decoro dell'area.

(Riportato da Dubbio) 

sabato 4 luglio 2026

Borgonuovo, allarme sicurezza sulla Porrettana: "Di notte sembra un autodromo"

Foto d'archivio


Ancora una segnalazione da parte dei residenti per la sicurezza lungo la Strada Statale 64 Porrettana, nel tratto compreso tra il Mausoleo Marconi e la località Case Nuove, fino a Borgonuovo.

La segnalazione arriva da un cittadino che, alle 5.30 di questa mattina, ha assistito all'ennesimo episodio di alta velocità lungo l'arteria. Secondo i residenti, nelle ore notturne quel tratto della Porrettana si trasformerebbe spesso in una sorta di "autodromo", con auto e motociclette che percorrono la strada a velocità ben oltre i limiti consentiti.

Una situazione che alimenta forte preoccupazione non solo per il rischio di incidenti stradali – già verificatisi più volte negli ultimi anni – ma anche per la sicurezza di chi vive nella zona e degli utenti della pista ciclopedonale che costeggia la statale.

I cittadini chiedono maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine e interventi mirati per il contenimento della velocità, affinché venga garantita una maggiore sicurezza lungo un tratto molto frequentato sia dagli automobilisti sia da pedoni e ciclisti.

L'auspicio è che le segnalazioni possano tradursi in provvedimenti concreti, prima che l'ennesima corsa ad alta velocità provochi conseguenze ancora più gravi.

giovedì 2 luglio 2026

CRUFER: confronto con la Regione per affrontare le criticità del trasporto ferroviario

 Al centro degli incontri con la nuova Assessora regionale: guasti alle infrastrutture, informazione ai viaggiatori, sicurezza e qualità del servizio.


Nell'ambito degli incontri istituzionali avviati dalla Regione Emilia-Romagna con i Comitati dei pendolari e le associazioni dei consumatori riuniti nel CRUFER, sono stati approfonditi i principali problemi che, negli ultimi anni, hanno inciso sulla qualità del servizio ferroviario regionale, causando disagi sempre più rilevanti per l'utenza.

Una sintesi delle tematiche affrontate e delle risultanze emerse sarà pubblicata sul sito istituzionale della Regione. Nel frattempo, in attesa della prosecuzione del confronto, il CRUFER ha ritenuto opportuno anticipare alcuni dei temi che intende porre al centro dei prossimi incontri.

Tra le priorità figura la richiesta di conoscere e condividere gli interventi che la Regione intende programmare per ridurre in modo strutturale il continuo susseguirsi di guasti agli impianti e alle infrastrutture ferroviarie.

Nel corso delle riunioni già svolte, Regione e aziende ferroviarie non hanno ancora fornito un quadro dettagliato delle cause dei cosiddetti "inconvenienti tecnici alle infrastrutture". Secondo il CRUFER, una conoscenza puntuale delle cause rappresenta un passaggio indispensabile per individuare interventi mirati e definire adeguate politiche di investimento capaci di prevenire il ripetersi dei disservizi che continuano a compromettere l'affidabilità del trasporto ferroviario regionale.

Non è più sufficiente garantire interventi rapidi di ripristino del servizio: è necessario adottare strategie strutturali orientate alla prevenzione delle criticità. Solo disponendo di informazioni complete il CRUFER potrà svolgere pienamente il proprio ruolo consultivo e formulare proposte concrete per risolvere i problemi segnalati quotidianamente dai pendolari.

Tra le questioni evidenziate vi è anche la necessità di rafforzare sensibilmente i sistemi di informazione ai viaggiatori, sia a bordo dei treni sia nelle stazioni. L'attuale livello di comunicazione appare infatti insufficiente, soprattutto in presenza delle frequenti cancellazioni e dei ritardi determinati dall'elevato numero di cantieri che stanno interessando la rete ferroviaria regionale.

Le imprese ferroviarie fanno oggi largo affidamento sulle applicazioni digitali e sui canali Telegram, strumenti certamente utili ma che non possono sostituire un'informazione tempestiva, diretta e facilmente accessibile per chi si trova a bordo dei convogli o nelle stazioni.

Il CRUFER ritiene inoltre indispensabile promuovere una maggiore attenzione nei confronti dell'utenza da parte del personale delle imprese ferroviarie, in particolare durante le situazioni di emergenza, quando ritardi rilevanti o soppressioni impongono ai viaggiatori di individuare percorsi alternativi.

Un altro tema centrale riguarda la sicurezza del sistema ferroviario. Si registra infatti un aumento dei ritardi e delle soppressioni causati dalla presenza di viaggiatori privi di titolo di viaggio o protagonisti di comportamenti violenti, con pesanti ripercussioni sugli utenti regolari. Parallelamente continuano a crescere gli episodi di aggressione ai danni del personale ferroviario e altri fenomeni di violenza che interessano il trasporto pubblico.

Anche su questo fronte il CRUFER ritiene indispensabile disporre di un'analisi approfondita delle cause, comprese quelle di carattere sociale e sociologico, affinché le istituzioni possano adottare strumenti efficaci di prevenzione e tutela della sicurezza della mobilità collettiva.

Tra gli argomenti che saranno affrontati nei prossimi incontri figurano inoltre il monitoraggio della sperimentazione dei servizi sostitutivi notturni su gomma, spesso introdotti senza un adeguato confronto con i Comitati dei pendolari e con gli Enti locali, e la verifica della capienza dei treni nelle fasce orarie di maggiore affluenza, valutando eventuali interventi di rimodulazione dell'offerta e delle tracce orarie.

Il CRUFER auspica che il nuovo percorso di confronto, avviato con la collaborazione della nuova Assessora regionale ai Trasporti, consenta finalmente di individuare, in modo condiviso, le cause dei principali disservizi e di definire soluzioni efficaci e durature, attese da tempo dai pendolari dell'Emilia-Romagna.


Vergato, lettera aperta al Comune: "Mettere in sicurezza il ponte di via Veneto e realizzare un passaggio pedonale protetto"

 La richiesta riguarda il ripristino delle barriere laterali e la realizzazione di una passerella pedonale separata dalla carreggiata.


La lettera:


Il ponte di via Veneto, ubicato a pochi metri dall'intersezione con via Labante, rappresenta un collegamento fondamentale per la viabilità della zona. Oltre al traffico veicolare, esso è interessato da un crescente passaggio di pedoni, persone accompagnate dai propri animali d'affezione ed escursionisti a cavallo, attratti dal particolare pregio naturalistico e paesaggistico dell'area.

Premesso che tale infrastruttura riveste un ruolo essenziale per la mobilità locale,

si evidenzia quanto segue:

a) Le barriere laterali di protezione del ponte risultano visibilmente deteriorate e, in alcuni punti, danneggiate. In particolare, un elemento di una delle barriere appare distaccato dalla struttura, configurando una potenziale situazione di pericolo per veicoli, pedoni e animali in transito.

b) La carreggiata del ponte è particolarmente stretta e non dispone di un percorso pedonale protetto. Tale situazione costringe i pedoni a condividere lo spazio con i veicoli, esponendoli a un concreto rischio di investimento. Le maggiori criticità riguardano le persone con disabilità motoria, gli anziani, i genitori con passeggini, i bambini, nonché chi conduce al guinzaglio il proprio animale d'affezione. Le attuali caratteristiche dell'opera non appaiono più adeguate agli standard di sicurezza richiesti per la tutela delle categorie più vulnerabili.

Per quanto sopra esposto, si chiede all'Amministrazione Comunale di:

1. Provvedere  alla manutenzione straordinaria e al ripristino delle barriere laterali di protezione del ponte, eliminando le situazioni di degrado e di potenziale pericolo.

2. Valutare la fattibilità tecnica ed economica della progettazione e realizzazione di una passerella pedonale separata dalla carreggiata, priva di barriere architettoniche e dimensionata in modo da consentire il transito contemporaneo di almeno due pedoni in condizioni di piena sicurezza. Si chiede inoltre di prevedere l'installazione di idonea segnaletica verticale e orizzontale, nonché di eventuali dispositivi di moderazione della velocità in prossimità dell'attraversamento.

Richiesta sollecitata dal cittadino "Dubbio".

venerdì 26 giugno 2026

Ondate di Calore, come proteggere la salute

 



Il Ministero della Salute informa:


Al Ministero della Salute si è riunita la Cabina di regia interistituzionale prevista nell'ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo attivato lo scorso 25 maggio con azioni specifiche di allerta, monitoraggio, sorveglianza e comunicazione alla cittadinanza.

Al tavolo hanno partecipato rappresentanti del Ministero della Salute, della Protezione Civile, dell'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro e del Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio (DEP). 

Nel corso della riunione sono stati analizzati i dati raccolti dal 15 maggio al 22 giugno dal DEP Lazio in relazione ai decessi nella popolazione over 65 e agli accessi ai Pronto Soccorso. I flussi non registrano, al momento, picchi significativi in concomitanza delle ondate di calore. 

I sistemi di sorveglianza già attivi saranno integrati, in via sperimentale nelle Aziende sanitarie di alcune grandi città, con il monitoraggio sugli accessi ai Centri di salute mentale territoriali. E’ una delle indicazioni contenuta nella Circolare 25/06/2026 "Raccomandazioni per fronteggiare l’emergenza caldo" che pone attenzione anche al tema dell’organizzazione dei grandi eventi e al potenziamento della gestione delle emergenze attraverso le strutture territoriali e in pronto soccorso.
 

Proteggiamoci dal caldo 2026

Durante le ondate di calore, con temperature molto elevate per più giorni consecutivi, spesso associate a tassi elevati di umidità, è importante proteggere la salute.

Un'esposizione prolungata a temperature elevate può provocare disturbi lievi come crampi o svenimenti, o di maggiore gravità, come congestione, colpo di calore, disidratazione. 

Condizioni di caldo estreme, inoltre, possono determinare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.

Tanto più prolungata è l’ondata di calore, tanto maggiori sono gli effetti negativi attesi sulla salute

Tutti i giorni sono disponibili sul sito del ministero i bollettini sulle ondate di calore, con le previsioni a tre giorni sulle condizioni climatiche che possono rappresentare un rischio per la salute della popolazione. I bollettini sono elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, nell'ambito del Piano operativo nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, coordinato dal Ministero.

I bollettini rilevano livelli di rischio da 0 a 3. Il livello 3  indica condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche.

È importante proteggersi dalle ondate di calore adottando comportamenti corretti, che possono contribuire a ridurre notevolmente le conseguenze nocive delle ondate di calore:

·         limitare l’esposizione alle alte temperature

·         idratarsi adeguatamente

·         indossare indumenti leggeri e traspiranti e proteggere la pelle esposta con creme solari ad alto fattore protettivo 

·         ridurre i rischi nelle persone più fragili (persone molto anziane, persone con problemi di salute, che assumono farmaci, neonati e bambini molto piccoli)

Leggi i 10 consigli utili per ridurre gli effetti nocivi del caldo sulla salute.

Da lunedì 22 giugno è attivo il 1500, numero di pubblica utilità del Ministero della Salute in sinergia con l'Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (INAIL), che offre ascolto e informazioni ai cittadini, soprattutto alle persone più fragili e a rischio, al fine di mitigare gli effetti delle ondate di calore sulla salute.

Il numero è operativo dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17, esclusi i giorni festivi.

Gli operatori forniscono consigli utili per la prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, orientamento ai servizi sul territorio attivati dalle Regioni e dai Comuni, counseling di tipo medico sanitario e informazioni sulla tutela della salute dei lavoratori esposti al sole durante le attività all’aperto (lavoratori outdoor).

( Segnalato da Dubbio)

giovedì 25 giugno 2026

Bonifici istantanei: comodità e velocità, ma attenzione alle truffe

L’allarme di Poste Italiane



I bonifici istantanei rappresentano uno strumento sempre più utilizzato per trasferire denaro in modo rapido e sicuro. Consentono infatti di inviare somme di denaro in pochi secondi, con accredito immediato sul conto del beneficiario. Una caratteristica che li rende particolarmente pratici, ma che richiede anche una maggiore attenzione: una volta eseguito, il bonifico istantaneo non può essere annullato.

Per questo motivo è fondamentale verificare con cura ogni operazione prima di autorizzarla.

Le verifiche da fare prima di inviare un bonifico istantaneo

Utilizza il bonifico istantaneo soltanto verso persone, professionisti o aziende di cui sei certo e di cui ti fidi. In caso di errore o di truffa, infatti, non sarà possibile revocare il pagamento.

Per offrire una tutela aggiuntiva, i sistemi di controllo verificano in tempo reale la corrispondenza tra l’IBAN indicato e i dati del beneficiario inseriti dall’utente, contribuendo a individuare eventuali incongruenze prima della conferma dell’operazione.

Ti stanno chiedendo di agire con urgenza?

Le richieste improvvise di denaro accompagnate da pressioni o urgenze sono spesso il primo segnale di una possibile truffa. Diffida sempre di chi ti mette fretta e prenditi il tempo necessario per effettuare tutte le verifiche del caso.

Il pagamento è davvero urgente?

Se non vi è una reale necessità di accredito immediato, valuta l’utilizzo di un bonifico ordinario. Qualche minuto di riflessione in più può aiutarti a evitare errori o raggiri.

Ti promettono guadagni facili?

Molte frodi nascono sui social network o attraverso piattaforme online che promettono investimenti miracolosi e rendimenti immediati. Verifica sempre l'affidabilità della fonte e diffida di chi garantisce guadagni facili e senza rischi.

Un familiare avrebbe bisogno urgente di denaro?

Una delle truffe più diffuse consiste nel simulare situazioni di emergenza che coinvolgerebbero parenti o persone care. Prima di inviare denaro, verifica sempre direttamente l'identità di chi ti contatta e la veridicità delle informazioni ricevute.

Quando entrano in gioco i sentimenti

Le cosiddette "romance scam", le truffe sentimentali online, sono in costante aumento. Dietro un profilo apparentemente affidabile potrebbe nascondersi un truffatore interessato esclusivamente a ottenere denaro. Mantieni sempre un atteggiamento prudente.

Crescono le frodi che sfruttano nomi e loghi istituzionali

Negli ultimi mesi si sono moltiplicati i casi di truffa nei quali criminali si spacciano per operatori di Poste Italiane, PostePay, forze dell’ordine o funzionari di enti pubblici, sostenendo l'esistenza di presunti problemi di sicurezza, anomalie sui conti o necessità di aggiornamento dei dati personali.

L'obiettivo è indurre le vittime a effettuare con urgenza un bonifico istantaneo o a fornire informazioni riservate.

È importante ricordare che Poste Italiane e PostePay non chiederanno mai di:

·         effettuare bonifici o trasferimenti di denaro per "mettere in sicurezza" conti, carte o prodotti di risparmio;

·         aprire nuovi conti correnti o attivare carte presso altri istituti bancari;

·         comunicare codici di accesso, password, credenziali, OTP o autorizzazioni tramite telefono, SMS o e-mail.

Come comportarsi in caso di comunicazioni sospette

Se ricevi una telefonata, un SMS, un messaggio o un'e-mail che ti sembrano sospetti, anche se apparentemente provenienti da canali ufficiali:

·         non seguire le istruzioni ricevute;

·         interrompi immediatamente la comunicazione;

·         non fornire dati personali, codici o credenziali;

·         contatta esclusivamente i canali ufficiali di Poste Italiane per verificare l'autenticità della richiesta.

Sicurezza: una responsabilità condivisa

La protezione dei propri risparmi passa attraverso una collaborazione costante tra cittadini e istituti finanziari. Se da un lato vengono adottati sistemi tecnologici avanzati per prevenire le frodi, dall'altro è fondamentale mantenere alta l'attenzione e sviluppare una maggiore consapevolezza dei rischi.

Per conoscere le più recenti tipologie di truffa e ricevere consigli utili per proteggere i propri dati e il proprio denaro, è possibile consultare le informazioni disponibili sul sito ufficiale di Poste Italiane.

In caso di dubbi o sospetti, è sempre consigliabile rivolgersi ai canali di assistenza ufficiali prima di compiere qualsiasi operazione.

(Inviato da Dubbio)

mercoledì 24 giugno 2026

Quattro nuovi defibrillatori DAE per una Casalecchio sempre più sicura

 

Il Comune informa: 

Casalecchio di Reno rafforza la propria rete di cardioprotezione grazie all'installazione di quattro nuovi defibrillatori automatici esterni (DAE), donati dalla Regione Emilia-Romagna e collocati in punti strategici del territorio comunale: il Municipio, la Casa della Conoscenza, la Casa per l'Ambiente e nell'area della fermata dell'autobus vicino alla chiesa dei Santi Antonio e Andrea a Ceretolo.

I dispositivi sono geolocalizzati e integrati nel sistema di emergenza attraverso l'app DAE RespondER, che consente di allertare rapidamente i soccorritori presenti nelle vicinanze in caso di arresto cardiaco.
I DAE sono strumenti salvavita in grado di analizzare automaticamente il ritmo cardiaco e indicare, attraverso semplici istruzioni vocali, se sia necessario erogare una scarica elettrica per contrastare un arresto cardiaco. Progettati per essere utilizzati anche da personale non sanitario, permettono di intervenire nei minuti decisivi che precedono l'arrivo dei soccorsi.

L'iniziativa rappresenta un importante investimento nella sicurezza della comunità e conferma l'impegno delle istituzioni nella diffusione della cultura del primo soccorso e della prevenzione. Rendere accessibili i defibrillatori sul territorio significa infatti dotare cittadini e soccorritori di uno strumento fondamentale per salvare vite umane, contribuendo a costruire una Casalecchio sempre più sicura, solidale e attenta al benessere delle persone.

Il DAE funziona in modo automatico, praticamente da solo. Basta applicare le placche adesive sul torace del paziente e lasciare che il dispositivo analizzi automaticamente il ritmo cardiaco.
Sarà sempre lo stesso dispositivo che, se necessario, si predisporrà per erogare la “scarica”, selezionando in autonomia il livello di energia necessario.

Quando il defibrillatore si è caricato, per mezzo di un altoparlante fornirà le istruzioni al soccorritore, ricordando di non toccare il paziente e di premere l'apposito pulsante per somministrare la scarica.
Dopo ciascuna scarica, il defibrillatore entra in modalità "stand-by" e passati due minuti effettua nuovamente l'analisi del ritmo cardiaco. Qualora venga nuovamente rilevato un ritmo defibrillabile si predispone automaticamente per una nuova scarica.

Il soccorritore che lo manovra non ha possibilità di forzare la scarica: l’erogazione avverrà esclusivamente se il dispositivo la riterrà necessaria.