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venerdì 29 maggio 2026

Guardia di Finanza, stretta su lavoro nero e caporalato: nel 2025 scoperti 28mila lavoratori irregolari

 12mila lavoratori “in nero” e 16mila  irregolari



La Guardia di Finanza informa:


Prosegue l’azione delle Fiamme Gialle  contro il lavoro nero, il caporalato e le frodi legate all’intermediazione illecita di manodopera. Nel corso del 2025 i Reparti del Corpo hanno individuato circa 12mila lavoratori completamente “in nero” e oltre 16mila lavoratori irregolari.

Nello stesso periodo sono state accertate fatture per operazioni inesistenti legate a fenomeni di illecita esternalizzazione della manodopera per un valore complessivo di circa 980 milioni di euro. Le attività investigative hanno portato alla denuncia di 774 persone per reati tributari, con 10 arresti, e all’esecuzione di sequestri per oltre 186 milioni di euro.

Sul fronte dello sfruttamento lavorativo, sono state denunciate 128 persone per il reato di caporalato previsto dall’articolo 603-bis del Codice Penale, con 5 arresti. Le indagini hanno consentito di individuare 1.224 vittime di sfruttamento.

Ulteriori interventi hanno riguardato:

  • 64 persone denunciate per favoreggiamento dell’immigrazione irregolare ai sensi dell’articolo 12, comma 5, del Decreto Legislativo 286/1998;
  • 225 persone denunciate per impiego di lavoratori stranieri privi di permesso di soggiorno, ai sensi dell’articolo 22, commi 12 e 12-bis, dello stesso decreto.

Dove si concentra l’azione della Guardia di Finanza

Nel 2025 l’attività della Guardia di Finanza si è concentrata sia sul contrasto al cosiddetto “lavoro nero”, ossia rapporti di lavoro totalmente non dichiarati, sia sulle forme di lavoro irregolare caratterizzate da apparente regolarità formale ma da condizioni economiche e contrattuali difformi rispetto a quelle effettivamente applicate.

L’obiettivo dell’azione del Corpo non è soltanto reprimere le violazioni in materia lavoristica, ma anche individuare più ampi circuiti di illegalità economica capaci di produrre danni all’erario, alterare la concorrenza e comprimere i diritti dei lavoratori.

I controlli puntano quindi al recupero di imposte e contributi evasi e all’aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente. L’attività operativa si sviluppa attraverso ispezioni amministrative, indagini di polizia giudiziaria, analisi di rischio elaborate dai Reparti Speciali e servizi di controllo economico del territorio.

Particolare attenzione viene riservata ai sistemi di interposizione illecita di manodopera, spesso realizzati tramite società “serbatoio” create per abbattere artificialmente il costo del lavoro attraverso il mancato versamento di imposte e contributi. Si tratta di meccanismi fraudolenti che producono gravi distorsioni del mercato, favoriscono forme di dumping salariale e determinano condizioni di forte precarietà per i lavoratori coinvolti.

L’azione del Corpo interessa inoltre il contrasto al caporalato, all’impiego di lavoratori irregolari e alle frodi nel settore agricolo finalizzate all’ottenimento indebito di prestazioni previdenziali e assistenziali.

Le principali operazioni del 2025

Milano, sequestro da 46 milioni nel settore trasporti e spedizioni

Nel gennaio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Milano ha eseguito un decreto di sequestro preventivo da oltre 46 milioni di euro nei confronti di una società appartenente a un gruppo operante nel settore dei trasporti e delle spedizioni.

Secondo gli investigatori, la società avrebbe utilizzato, tra il 2022 e il 2023, fatture per operazioni giuridicamente inesistenti emesse da società appaltatrici di servizi, attraverso contratti simulati finalizzati a schermare una reale somministrazione di manodopera.

Torino, sequestri per 26,5 milioni nel settore della logistica

Nel settembre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino ha eseguito un decreto di sequestro preventivo di beni mobili, immobili e disponibilità finanziarie nei confronti di 9 persone fisiche e 10 società, per un valore complessivo di 26,5 milioni di euro.

Le indagini hanno ricostruito un articolato sistema di somministrazione illecita di manodopera mascherata da fittizi contratti di appalto di servizi, attuato da due gruppi societari operanti prevalentemente nel settore della logistica.

Gli investigatori hanno accertato oltre 100 milioni di euro di fatture relative a operazioni inesistenti nel periodo 2018-2023. Contestati, a vario titolo, i reati di associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione e omesso versamento dell’IVA.

Reggio Emilia, frodi fiscali e sequestri per 70 milioni

Nel febbraio 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Reggio Emilia, su disposizione della Procura della Repubblica, ha eseguito in tutta Italia un sequestro preventivo da circa 70 milioni di euro.

L’inchiesta ha coinvolto 179 indagati e circa 400 aziende, di cui 40 risultate fittizie. Secondo gli inquirenti, l’organizzazione avrebbe operato attraverso emissione di fatture false, cessione di crediti fittizi, somministrazione illecita di manodopera e frodi ai danni dello Stato e dell’INPS.

Contestati anche i reati di riciclaggio e autoriciclaggio.

Biella, indagine sullo sfruttamento di lavoratori stranieri

Nel mese di ottobre 2025 il Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Biella ha concluso una complessa indagine su sfruttamento lavorativo, lesioni colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e subappalto non autorizzato.

L’inchiesta è partita dalla denuncia di un operaio straniero rimasto gravemente ferito in un incidente sul lavoro. Le successive indagini hanno permesso di ipotizzare situazioni di caporalato nei confronti di diversi lavoratori stranieri in stato di bisogno, costretti — secondo quanto emerso — a turni massacranti, privi di adeguati riposi e ferie, in condizioni igieniche precarie e senza adeguate protezioni individuali.

Gli investigatori hanno inoltre contestato episodi di minacce e violenze nei confronti dei lavoratori che tentavano di protestare contro le condizioni imposte.

giovedì 9 aprile 2026

Lavoro nero e sicurezza, controlli nel Bolognese: sospese 16 attività e sanzioni per 180mila euro

 



Controlli a tappeto nel territorio della provincia di Bologna da parte del Nucleo Ispettorato del Lavoro, con il supporto del Comando provinciale dei Arma dei Carabinieri. Nel mirino diverse attività produttive, in particolare nei settori della ristorazione e degli autolavaggi. L’operazione ha fatto emergere un quadro diffuso di irregolarità, tra lavoro nero e gravi carenze in materia di sicurezza.

Nel corso delle ispezioni sono stati controllati 16 esercizi tra ristoranti, bar e pizzerie nei comuni di Bologna, Crevalcore, Anzola dell'Emilia, Casalecchio di Reno e San Lazzaro di Savena. Complessivamente sono stati identificati 238 lavoratori, di cui 12 impiegati “in nero”, senza contratto né registrazione presso gli enti competenti.

Le verifiche hanno evidenziato numerose violazioni: carenze nella formazione del personale, assenza dell’idoneità sanitaria e mancata redazione del Documento di valutazione dei rischi (DVR). In un caso, particolarmente grave, in una pizzeria è stata accertata anche la corresponsione delle retribuzioni in contanti, senza alcuna tracciabilità.

A seguito delle irregolarità riscontrate, i militari hanno disposto 9 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, accompagnati da sanzioni amministrative e prescrizioni per i titolari.

Nel corso dell’operazione sono state inoltre sospese 2 attività operanti nel commercio di pedane in legno, dove sono emerse gravi criticità in materia di sicurezza, tra cui l’assenza del DVR e la non conformità degli impianti elettrici, ritenuti pericolosi per l’incolumità dei lavoratori.

Ulteriori controlli hanno riguardato il settore degli autolavaggi nei comuni di Bologna, Imola e San Giovanni in Persiceto, dove sono state individuate 5 ditte irregolari, gestite prevalentemente da imprenditoria straniera. Anche in questo ambito è emerso un diffuso ricorso al lavoro nero, con dipendenti privi di contratto e delle necessarie tutele previdenziali e assicurative. Riscontrate inoltre violazioni legate alla sicurezza: mancanza di formazione, assenza di dispositivi di protezione individuale, condizioni igienico-sanitarie inadeguate e mancata redazione del DVR.

Per queste attività sono stati adottati ulteriori 5 provvedimenti di sospensione, oltre a sanzioni e ammende.

Complessivamente, l’operazione ha portato all’elevazione di sanzioni per un totale di circa 180mila euro. I controlli proseguiranno nei prossimi mesi, con l’obiettivo di garantire il rispetto delle norme a tutela dei lavoratori e promuovere condizioni di lavoro dignitose e sicure. Resta massimo l’impegno dell’Arma dei Carabinieri nel contrasto a ogni forma di illegalità nel mondo del lavoro.

venerdì 27 febbraio 2026

Gruppo Carabinieri Forestale. Controlli congiunti contro lavoro nero e illeciti ambientali

 



Proseguono in maniera sinergica, su tutto il territorio della provincia di Bologna, i controlli dei reparti specializzati dell’Arma dei Carabinieri, finalizzati al contrasto del lavoro irregolare, alla verifica del rispetto della normativa in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e alla tutela dell’ambiente.

Nei giorni scorsi, i militari del Comando Carabinieri per la Tutela del Lavoro – Nucleo Ispettorato del Lavoro di Bologna, unitamente al Nucleo Carabinieri Forestale di Ozzano dell’Emilia, hanno eseguito un controllo coordinato presso un’autolavaggio/officina meccanica nel comune di Ozzano dell’Emilia.

Nel corso dell’attività ispettiva è stata accertata la presenza di un lavoratore impiegato “in nero”, oltre a gravi carenze in materia di sicurezza, in particolare per la mancata formazione e informazione dei dipendenti sui rischi connessi all’attività svolta. Alla luce delle violazioni riscontrate è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale e applicata la maxi sanzione per lavoro irregolare, aggravata dalla recidiva. Le sanzioni elevate in materia di lavoro e sicurezza ammontano complessivamente a oltre 19.000 euro.

Per quanto riguarda i profili ambientali, il Nucleo Carabinieri Forestale ha operato congiuntamente ai tecnici di ARPAE – Distretto Urbano Montagna, Area Prevenzione Ambiente Metropolitana – nell’ambito di una sinergia finalizzata alla verifica della corretta gestione dei rifiuti e del rispetto della normativa di settore. Gli accertamenti hanno consentito di rilevare la mancata iscrizione dell’attività di autoriparazione al competente Albo delle imprese, con conseguente contestazione amministrativa e sequestro amministrativo delle attrezzature, finalizzato alla confisca. È stata inoltre accertata la mancata iscrizione al Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), obbligo previsto per i produttori iniziali di rifiuti pericolosi.

Sotto il profilo penale, i due titolari della società sono stati deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna per attività di gestione illecita di rifiuti pericolosi e non pericolosi. Nell’ambito dell’intervento sono stati sottoposti a sequestro penale circa 350 litri di olio esausto, 285 pneumatici fuori uso, diverse batterie al piombo e bombole contenenti gas fluorurati (F-gas), detenuti e stoccati in violazione della normativa vigente.

Le ulteriori sanzioni amministrative in materia ambientale ammontano complessivamente a circa 12.000 euro.

L’operazione evidenzia l’efficacia dell’azione congiunta tra i reparti dell’Arma e l’ente tecnico regionale, rafforzando la sinergia istituzionale nel contrasto alle irregolarità in ambito lavoristico e ambientale e nella tutela della legalità sul territorio.

venerdì 13 giugno 2025

Scoperti lavoratori in nero, sospese quattro attività e sequestrati attestati falsi




Il   Comando del Gruppo Carabinieri per la Tutela del Lavoro informa


Proseguono senza sosta i controlli dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) e del Comando Provinciale di Bologna nei settori dei pubblici esercizi e delle attività commerciali della provincia. L’obiettivo è il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al lavoro irregolare, con particolare attenzione al rispetto delle normative in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro.

Nel corso delle ultime ispezioni, i militari hanno rilevato:

·         4 lavoratori in nero;

·         4 sospensioni di attività imprenditoriali;

·         gravi violazioni in materia di sicurezza e salute sul lavoro;

·         sanzioni per un totale di circa 40.000 euro;

·         due denunce penali per falsi attestati di formazione sulla sicurezza.

Sicurezza sul lavoro: sospese due attività

A Bologna e Castel San Pietro Terme, i Carabinieri hanno riscontrato gravi irregolarità in una rivendita di ortofrutta e in una caffetteria. In entrambi i casi mancava il Documento di Valutazione dei Rischi (D.V.R.), obbligatorio ai sensi del D.Lgs. 81/2008. I titolari sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria e le attività imprenditoriali immediatamente sospese. Le sanzioni, tra amministrative e penali, superano i 4.000 euro per ciascuna impresa.

Nel caso della rivendita di ortofrutta, il titolare è stato denunciato anche per l’omessa formazione dei lavoratori sui rischi presenti nei luoghi di lavoro.

Due interventi a Bologna e Casalecchio di Reno hanno portato alla scoperta di quattro lavoratori completamente “in nero”: tre in un ristorante etnico e uno in una pizzeria da asporto. In entrambi i casi, il 100% dei lavoratori presenti risultava irregolare, circostanza che ha reso automatica la sospensione delle attività. Le sanzioni complessive superano i 25.000 euro. I titolari sono stati denunciati per mancata sorveglianza sanitaria e mancata formazione obbligatoria.

È emerso anche un grave episodio di falsificazione documentale. Una 35enne imprenditrice cinese, titolare di un salone estetico a Bologna, ha esibito un falso attestato di formazione sulla sicurezza nel tentativo di eludere una sanzione di circa 2.000 euro durante un’ispezione del NIL. La donna è stata denunciata per il tentativo di truffa ai danni dello Stato.

Nel corso delle indagini è stato denunciato anche un 46enne formatore, titolare di un’azienda bolognese operante nel settore della sicurezza sul lavoro, ritenuto responsabile del rilascio del falso attestato. L’indagine ha accertato che la lavoratrice indicata nel certificato non aveva mai partecipato al corso.

L’attività ispettiva dell’Arma dei Carabinieri, in collaborazione con le articolazioni territoriali del Comando Provinciale di Bologna, proseguirà nelle prossime settimane su tutto il territorio provinciale, per contrastare il lavoro irregolare e tutelare i diritti e la sicurezza dei lavoratori.

giovedì 17 ottobre 2024

Lavoro nero e irregolarità: maxi sanzioni nel settore della ristorazione e agricolo a Bologna

 



Le verifiche condotte dai Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Bologna, in collaborazione con il Comando Provinciale, hanno portato alla scoperta di lavoratori impiegati "in nero" sia nel settore della ristorazione che in quello agricolo. Questi lavoratori erano privi di contratti regolari e di certificazioni sanitarie, oltre a non aver ricevuto la formazione obbligatoria sui rischi presenti nei rispettivi luoghi di lavoro.

Ristorazione

Durante i controlli eseguiti su bar e ristoranti a Bologna e provincia, è stato individuato un lavoratore extracomunitario impiegato senza contratto in un ristorante di Bologna. Il lavoratore, privo di permesso di soggiorno valido e senza la necessaria formazione in materia di sicurezza, ha portato alla sospensione dell'attività e all'irrogazione della "maxi sanzione" per lavoro nero. Il titolare è stato denunciato per violazioni relative alla salute e sicurezza sul lavoro e per l'impiego di manodopera irregolare.

Simili violazioni sono state rilevate in un bar nel centro di Bologna e in un ristorante a Imola, dove i titolari sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria per mancanza di formazione obbligatoria e idoneità sanitaria dei dipendenti. Le sanzioni complessive ammontano a oltre 36.000 euro.

Settore agricolo

Nelle campagne dell’Imolese, le ispezioni presso tre aziende agricole hanno portato alla scoperta di lavoratori privi di formazione e di idoneità sanitaria. In una delle aziende, è stata trovata una lavoratrice extracomunitaria irregolare, impiegata senza contratto, certificazione sanitaria o formazione, nella raccolta di ortaggi. Anche in questo caso, l'attività è stata sospesa e al titolare è stata comminata una "maxi sanzione" per lavoro nero, oltre al deferimento all'Autorità Giudiziaria per violazioni prevenzionistiche e normative sull'impiego di manodopera straniera. Le sanzioni totali superano i 44.000 euro.

martedì 26 marzo 2024

Anche al Cosmoprof c’era chi barava

Sequestrati  180.000 prodotti non sicuri e individuati 13 lavoratori irregolari.


L’attività di controllo svolta dai militari del 1° e 2° Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna della Guardia di Finanza, per l’intera durata della manifestazione fieristica ‘Cosmoprof Worldwide Bologna 2024,  ha portato al sequestro di circa 180.000 articoli (prodotti di bellezza, cosmetici, profumi, gel, lozioni) ed accessori non sicuri o posti in vendita senza alcuna indicazione circa la provenienza e la composizione degli stessi, in contrasto quindi con le prescrizioni indicate dall’articolo 19 del Regolamento CE n. 1223/2009.

Sono state fatte inoltre verifiche finalizzate al contrasto del “sommerso da lavoro” . Gli accertamenti hanno individuato13 posizioni lavorative irregolari.

giovedì 28 dicembre 2023

Scoperti dai finanzieri 8 lavoratori in nero, di cui 1 minorenne

In tre percepivano dell’indennità  di disoccupazione

 

Il Comando della Guardia di Finanza informa:


Attraverso  l’incrocio di Banche dati, affiancato da appostamenti, sono stati avviati tre controlli che hanno portato alla scoperta di 8 lavoratori in nero, di cui 6 italiani, 1 pakistano ed 1 venezuelano. Tra questi anche un minorenne, senza preventiva comunicazione obbligatoria per l’inizio del rapporto di lavoro.

Le mansioni a cui erano adibiti rientravano nelle classiche figure professionali  della ristorazione come quella del cameriere e del lavapiatti. Successivi approfondimenti operati dai militari della Compagnia di Imola, hanno fatto emergere che tre dei lavoratori individuati erano percettori dell’indennità mensile di disoccupazione (NASpI)_: di conseguenza è stata avviata la procedura per l’interruzione del sussidio e il recupero delle somme indebitamente percepite. Inoltre, anche sulla base delle dichiarazioni rilasciate dai diretti interessati, è stato possibile appurare che gli stessi venivano retribuiti con strumenti di pagamento non tracciabili.

Pertanto, per tutti e tre gli esercizi commerciali, è stata proposta all’Ispettorato del lavoro la sospensione dell’attività per l’impiego di personale in nero superiore al 10% del totale dei lavoratori subordinati presenti, così come previsto dall’art. 14 del D.Lgs. n.81/2008. Inoltre sono state comminate sanzioni amministrative che oscillano tra circa  24.000 a 78.000 euro  oltre che le relative diffide per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro. 

Il contrasto al sommerso da lavoro costituisce uno dei principali obiettivi della Guardia di Finanza, in quanto il lavoro nero sottrae risorse all’Erario, mina gli interessi dei lavoratori, spesso sfruttati, e consente una competizione sleale con le imprese oneste.

lunedì 24 luglio 2023

In un agriturismo 6 sugli 8 collaboratori 'assunti' operavano ‘in nero’

 


Il Comando Provinciale della GdF informa:

 

In un controllo di routine della Guardia di Finanza in un agriturismo di Granarolo dell’Emilia è stato riscontrato l’impiego di manodopera “in nero”.

In particolare, le fiamme gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano, hanno rilevato come più della metà del personale impiegato prestasse la propria attività lavorativa in totale assenza di qualsiasi rapporto di lavoro, e, dunque, in assenza di una reale tutela assicurativa, assistenziale e previdenziale: nello specifico su 8 lavoratori presenti al momento dell’accesso, sei sono risultati irregolari, 5 italiani e un nordafricano.

Al termine dell’ispezione è stata comminata una maxi-sanzione di 22 mila euro al rappresentante legale dell’agriturismo, oltre alla sospensione dell’attività. L’attività della Guardia di Finanza risponde all’esigenza di contrastare il lavoro sommerso, che, oltre a sottrarre risorse all’Erario, mina i diritti dei lavoratori - spesso sfruttati - nonché degli imprenditori onesti e rispettosi della legalità, danneggiati da una concorrenza sleale. In quest’ottica, dall’inizio dell’anno nella provincia di Bologna sono stati scoperti oltre 120 lavoratori “in nero”.

venerdì 21 luglio 2023

Individuati dalla Guardia di Finanza 14 lavoratori in nero e 12 clandestini

 Confezionavano capi d’abbigliamento

 

Il Comando Provinciale di Bologna della Guardia di Finanza informa: 

Nell’ambito delle attività di polizia economico–finanziaria di prevenzione e contrasto all’evasione fiscale e al lavoro irregolare avviata dalla Guardia di Finanza, in un controllo all’interno di un capannone a Granarolo dell’Emilia, sede di una ditta individuale gestita da un imprenditore di origine asiatica, è stato riscontrato l’impiego di lavoratori irregolari e di clandestini, in un precario contesto igienico-sanitario e di sicurezza.

All’interno del locale di circa 1000 metri quadri, le Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Bologna, congiuntamente all’Ispettorato Territoriale del Lavoro e all’AUSL di Bologna nonché alla Polizia Locale di Granarolo dell’Emilia, hanno sorpreso 20 soggetti, originari della Repubblica Popolare Cinese, intenti a lavorare sulle macchine da cucire; 14 di loro  sono risultati senza regolare contratto di lavoro, ossia completamente “in nero” e, tra di essi, 12 erano sprovvisti di documentazione attestante la loro ‘regolare’ presenza e permanenza sul territorio nazionale. L’imprenditore è stato quindi deferito all’Autorità Giudiziaria felsinea per impiego di lavoratori privi del permesso di soggiorno.

I 12 clandestini, in seguito alle attività tecniche di “foto segnalamento”, sono stati deferiti anch’essi all’A.G. per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato e nei loro confronti sono stati emessi dalla Questura di Bologna i provvedimenti di espulsione,  con il conseguente ordine di lasciare il territorio nazionale.

Oltre ai risvolti di carattere penale, sono state comminate sanzioni amministrative dall’Ispettorato Territoriale del Lavoro e dall’AUSL che prevedono, per le gravi violazioni riscontrate, anche la sospensione dell’attività. L’attività esperita testimonia il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nell’azione svolta contro gli evasori e i frodatori, ivi incluse le condotte di illecito sfruttamento di manodopera, che compromettono l’economia legale e minano la sana e leale concorrenza tra gli esercenti, danneggiando gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole del mercato, oltreché di concorso alla sicurezza interna ed esterna del paese in materia di immigrazione clandestina.

giovedì 5 maggio 2022

Scoperti dodici lavoratori ‘in nero’ in un ristorante del bolognese

 Ne è seguita la sospensione dell’attività imprenditoriale e la maxi-sanzione per lavoro nero


La metà del personale impiegato in un ristorante orientale , pari a dodici lavoratori, operava in nero e prestava quindi la propria attività  in totale assenza di qualsiasi rapporto di lavoro e quindi senza tutela assicurativa, assistenziale e previdenziale.

A rilevare l’illecito sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Bologna, nell’ambito delle ordinarie attività di  prevenzione e contrasto al lavoro nero.

Ne è seguita la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bologna per l’applicazione del ‘provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale’, nonché la contestazione, in capo al rappresentante legale, delle sanzioni in materia giuslavoristica, tra cui la cosiddetta  “Maxi-sanzione per lavoro nero”.

Complessivamente, le sanzioni comminabili potranno variare da un minimo di  21.600 euro ad un massimo di 43.200 euro, oltre alla quota fissa prevista per la sospensione di  ulteriori 2.500 euro.

L’attività esperita testimonia il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nella lotta allo sfruttamento illecito di manodopera, che compromettono l’economia legale e minano la sana e leale concorrenza tra gli esercenti, danneggiando gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole di mercato.

Dal Comando Provinciale Bologna Guardia di Finanza

martedì 16 novembre 2021

Nella caccia agli illeciti sul lavoro, la Guardia di Finanza si imbatte in due furbetti del Reddito di Cittadinanza

 Scoperti sette lavoratori “in nero’. Due di loro  percepivano illegalmente il sussidio di cittadinanza

 

 I Finanzieri hanno controllato un noto ristorante di Bologna e hanno riscontrato che il gestore del locale, ricorreva a un  massiccio utilizzo di manodopera ‘in nero’. In particolare, quasi la metà del personale impiegato prestava la propria attività lavorativa in totale assenza di qualsiasi rapporto di lavoro e, dunque, in assenza di una reale tutela assicurativa, assistenziale e previdenziale.

Dai successivi controlli è emerso anche che due di loro percepivano il reddito di cittadinanza.

Ne è conseguita quindi la segnalazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro  per l’applicazione del ‘provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale’, nonché la contestazione, in capo al rappresentante legale, delle previste sanzioni in materia giuslavoristica, tra cui la c.d. ‘Maxi-sanzione per lavoro nero’. Nello specifico, complessivamente, le sanzioni comminabili potranno variare da un minimo di  12.600 euro  ad un massimo di  25.200 euro.

“L’attività esperita testimonia il costante impegno della componente territoriale della Guardia di Finanza di Bologna nella lotta a tutte quelle condotte, ivi incluse lo sfruttamento illecito di manodopera, che compromettono l’economia legale e minano la sana e leale concorrenza tra gli esercenti, danneggiando gli imprenditori onesti e rispettosi delle regole di Mercato,” si legge nel comunicato.

domenica 24 marzo 2019

Lavoro nero sotto le torri


Il Comando Provinciale Carabinieri Bologna informa:


I Carabinieri di Bologna e gli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro hanno eseguito una serie di controlli in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare riferimento agli esercizi pubblici del centro storico.

Il servizio è terminato con la contestazione di una sanzione amministrativa di 20.000 euro nei confronti di un 41enne napoletano, titolare di una pizzeria, perché aveva “assunto” cinque dipendenti in “nero”. L’attività commerciale è stata sospesa. Più virtuoso, invece, un 30enne cinese, proprietario di un noto bar di via Zamboni. Durante il controllo del locale, gli Ispettori e i Carabinieri non hanno rilevato alcuna irregolarità.
Quella del lavoro nero è una piaga sociale nota negli ambienti bolognesi e per questo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna hanno deciso di incentivare i controlli con ispezioni a sorpresa nei confronti di qualunque tipo di attività lavorativa. Eventuali segnalazioni di lavoro nero possono essere comunicate telefonicamente al 112 o di persona presso le Stazioni dell’Arma dislocate nel territorio.




venerdì 25 maggio 2018

Un bliz dei Carabinieri smaschera 'lavoro nero e immigrazione clandestina'

Ancora lavoro nero e immigrazione clandestina alle porte di Bologna.

I Carabinieri, il NAS di Bologna e il personale dell’Ispettorato del Lavoro, sono stati impegnati nello svolgimento di un servizio coordinato di tutela della salute e della sicurezza dei locali commerciali della “Bolognina” e in particolare del rispetto della normativa sanitaria e dei contratti di lavoro.
Tra gli esercizi controllati, due centri per massaggi, uno gestito da una 52enne cinese, residente a Bologna, denunciata per utilizzo di manodopera irregolare e impiego di stranieri irregolari e per violazioni sanitarie ed amministrative e uno gestito da una 44enne cinese, residente a Bologna, denunciata per utilizzo di manodopera irregolare e impiego di stranieri irregolari e violazioni sanitarie ed amministrative.



Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna


mercoledì 7 giugno 2017

Bolognina e lavoro nero: altro blitz dei Carabinieri.

I Carabinieri della Stazione Bologna Navile e il personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro di Bologna, sono stati impegnati nello svolgimento di un servizio coordinato in materia di tutela della salute e della sicurezza dei locali pubblici della “Bolognina” e in particolare del rispetto della normativa dei contratti di lavoro.
Tra gli esercizi controllati, la caffetteria di un 36enne cinese, residente a Bologna, è stata sanzionata per un importo pari a 6.000 euro a seguito dell’inosservanza delle disposizioni inerenti l’Art. 22 del Decreto Legislativo “14 settembre 2015, n. 151” – Modifica di disposizioni sanzionatorie in materia di lavoro e legislazione sociale”.  


Dal Comando Provinciale Carabinieri Bolog

venerdì 24 febbraio 2017

Colpo grosso degli Ispettori del Lavoro, all'opera per contrastare il lavoro 'nero'.


L'elenco delle inadempienze è lungo, come pure quello delle contravvenzioni.

I Carabinieri e gli Ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro, durante un servizio per la verifica del rispetto delle prescrizioni di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, hanno effettuato un controllo presso un’agenzia viaggi gestita da cittadini indiani che si trova in “Bolognina”.

L’attività ha portato all’elevazione di varie sanzioni amministrative per un totale di 30.000 euro, in particolare, in riferimento all’Art. 22 del Decreto Legislativo “14 settembre 2015, n. 151”: “Modifica di disposizioni sanzionatorie in materia di lavoro e legislazione sociale”.

Dal Comando Provinciale Carabinieri Bologna