Ispezionate oltre 20 strutture tra Bologna, Forlì-Cesena e Rimini. Rilevate carenze igienico-sanitarie, attività prive di autorizzazioni e violazioni delle norme di sicurezza. Sospese 11 attività e contestate sanzioni per 41.500 euro
Controlli straordinari lungo i principali cammini dell’Appennino e della Romagna per tutelare la salute e la sicurezza di escursionisti, ciclisti e pellegrini. Il Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) dei Carabinieri di Bologna ha concluso una campagna ispettiva dedicata al cosiddetto “turismo lento”, con verifiche effettuate durante la stagione estiva in strutture ricettive ed extralberghiere delle province di Bologna, Forlì-Cesena e Rimini.
Le
ispezioni hanno interessato più di 20 realtà, tra aziende agricole, bed and
breakfast, affittacamere, ostelli, rifugi e agriturismi situati lungo percorsi
come la Via degli Dei, il Cammino Mater Dei, il Cammino di San Francesco e la
Via Romea Germanica.
L’attività
era finalizzata a verificare il rispetto delle disposizioni igienico-sanitarie,
amministrative e di sicurezza, oltre a contrastare l’esercizio abusivo delle
attività ricettive e della somministrazione di alimenti.
Nel
corso dei controlli sono emerse diverse irregolarità. In alcune strutture i
militari hanno riscontrato gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario,
oltre alla produzione di conserve e liquori in assenza delle necessarie
procedure di autocontrollo HACCP. Sono stati inoltre trovati alimenti scaduti,
in alcuni casi anche da oltre due anni, e sono state rilevate anomalie nelle
modalità di congelamento e conservazione dei prodotti.
Sul
fronte amministrativo, i Nas hanno accertato anche attività di ristorazione,
campeggio e glamping esercitate senza i necessari titoli autorizzativi. In
altri casi sono stati individuati ampliamenti non autorizzati della capacità
ricettiva e violazioni del rapporto di prevalenza previsto dalla normativa per
le aziende agrituristiche.
Particolare
attenzione è stata riservata anche alla sicurezza delle strutture. Gli
accertamenti hanno evidenziato impianti elettrici e idrici precari, alloggi e
attrezzature ludiche artigianali privi di collaudo, nonché aree barbecue
realizzate in zone esposte al rischio di incendio e dotate di dispositivi
antincendio insufficienti o non sottoposti alle previste revisioni.
Le
violazioni riscontrate sono state segnalate agli enti competenti per l’adozione
dei provvedimenti del caso. Sono stati interessati i Comuni, le Aziende Usl, il
Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e la Regione Emilia-Romagna. Per gli
aspetti legati alla posizione dei lavoratori è stato inoltre coinvolto il
Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro.
Il
bilancio complessivo della campagna comprende il sequestro amministrativo di
circa 400 chili di alimenti irregolari, per un valore stimato
di 24mila euro. Sequestrate anche attrezzature ricreative e
strutture abitative irregolari e prive di collaudo, per un valore di circa 160mila
euro.
Disposta
inoltre la sospensione di cinque attività di ristorazione e di sei
esercizi ricettivi, tra agriturismi, bed and breakfast e rifugi, per
un valore complessivo stimato in circa 5,99 milioni di euro.
Le sanzioni amministrative contestate ammontano infine a 41.500 euro.
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