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mercoledì 27 ottobre 2021

Estorsioni per gestire casa di riposo, arresti e sequestri

 Guardia di Finanza e Carabinieri hanno individuato un gruppo criminale che 'agiva con modalità mafiose' nella gestione di una struttura per anziani d  Alto Reno Terme

Erano subentrati nella gestione di un casa di riposo nel comune di  Alto Reno Terme, svuotando della liquidità la vecchia società, in dissesto, portandola al fallimento e creando una nuova cooperativa, utilizzando per questo alcuni prestanome.

Inoltre il presunto gruppo criminale avrebbe minacciato e intimidito i dipendenti della struttura, con "modalità tipicamente mafiose", per gli investigatori, allo scopo di farli prima dimettere e poi riassumerli nella nuova realtà.

Lo ha scoperto l'operazione 'Ragnatela' di Carabinieri e Guardia di Finanza che ha portato a un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due crotonesi e a un sequestro preventivo nei loro confronti e di altre 21 persone fisiche o giuridiche per due milioni. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Bologna, Alberto Ziroldi, su richiesta del pm della Dda Roberto Ceroni. Le accuse, a vario titolo per 23 indagati, sono associazione per delinquere, estorsione aggravata dal metodo mafioso, bancarotta fraudolenta patrimoniale, documentale e per operazioni dolose, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, emissione di fatture per operazioni inesistenti e introduzione nello Stato di monete falsificate. Il sequestro ha riguardato due aziende lombarde (una società immobiliare di Brescia e un esercizio di rivendita al dettaglio di generi di monopolio corrente nell'hinterland milanese) e disponibilità liquide.

martedì 12 dicembre 2017

Nas chiudono casa riposo nel Bolognese

Ospitava anziani non autosufficienti senza autorizzazione

 © ANSADa ANSA


Una residenza sanitaria assistita è stata chiusa, nel Bolognese, dai Nas dei Carabinieri: ospitava, infatti, anziani non autosufficienti, pur non essendo adeguata e, in alcuni casi, somministrava farmaci scaduti. Tre operatori della struttura sono stati denunciati per lesioni colpose e somministrazione di medicinali scaduti. Gli ospiti, una decina, sono stati trasferiti in strutture idonee.
    Il provvedimento fa parte di un maxi controllo che i Nas hanno fatto in tutta l'Emilia-Romagna, controllando 170 strutture fra le province di Bologna, Ferrara, Ravenna e Forlì.
    I militari hanno comminato anche alcune sanzioni amministrative: nel Bolognese tre titolari sono stati segnalati per violazioni varie, nel Ferrarese due operatori sono stati denunciati per esercizio abusivo della professione sanitaria e un'altra struttura sanzionata perché ospitava più anziani di quelli autorizzati. Anche nel Ravennate e nel Forlivese sono state segnalate strutture con posti in esubero

domenica 26 marzo 2017

A fuoco casa di riposo a Castel dell'Alpi. Bruciato un intero appartamento ad uso interno dell'ospizio. Trenta le persone evacuate. Sul posto i Vigili del Fuoco. Indagano i Carabinieri

Da Bologna Today


Questa notte è andata a fuoco una residenza ad uso interno della casa di riposo per anziani "Vila Stella", in frazione di Castel Dell'Alpi, nel comune di San Benedetto Val di Sambro.

Le fiamme si sono sprigionate all'interno dell'appartamento sito al terzo piano, per cause ancora da accertare. I Carabinieri sono sul posto che stanno indagando.

Al momento dell'incendio erano una trentina, tra operatori e ospiti anziani della casa, le persone rimaste all'interno. Sono intervenute sei squadre dei Vigili del Fuoco e, mentre l'appartamento veniva completamente avvolto dalle fiamme, i pompieri e il personale dell'ospizio evacuavano il locali sottostanti.





venerdì 17 febbraio 2017

Con quello di Vergato anche L’OSPEDALE DI LOIANO è in equilibrio precario: si ipotizza la sua trasformazione in CASA DI RIPOSO.



Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione sul caso del presidio sanitario dell’Appennino bolognese. L'ospedale di Loiano sarebbe messo a repentaglio dal piano di riorganizzazione sanitaria presentata dall’AUSL.


La riorganizzazione che l’AUSL vorrebbe attuare sull’ospedale di Loiano trasformerebbe in un sol colpo uno dei presidi più importanti del nostro Appennino in una semplice casa di riposo. Un’ipotesi che bisogna respingere in tutti i modi perché, oltre ad aumentare i disagi per chi abita in quelle zone, aprirebbe ancor di più la strada al loro costante spopolamento”. Silvia Piccinini, consigliera regionale del Movimento 5 Stelle, ha presentato una interrogazione alla Giunta riguardo al contestatissimo progetto di riorganizzazione ospedaliera messa a punto dall’AUSL di Bologna e che prevede un sostanziale declassamento anche per l’ospedale di Loiano e che in generale sembra avere un unico obiettivo: quello di un risparmio senza tenere in considerazione i bisogni del territorio e dei cittadini. “Il rischio concreto che corriamo è che se dovesse passare questo scellerato piano, il Simiani sarebbe destinato a diventare una semplice casa di riposo – spiega Silvia Piccinini – I pesanti tagli dei posti letto, quelli al personale medico, il ridimensionamento del Punto di Primo Intervento, che non avrà più la possibilità del ricovero ma semplicemente la capacità d’invio dei pazienti presso altre strutture, rappresenterebbero una mazzata mortale per il presidio sanitario che verrebbe così svuotato dei suoi servizi fondamentali”. Per questo nella sua interrogazione la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle chiede alla Giunta di bloccare al più presto il piano ridimensionamento messo a punto dall’AUSL "non solo per Loiano ma anche per tutti gli altri centri dell’Appennino bolognese".

mercoledì 8 aprile 2015

Casa di riposo senz'acqua per bollette non pagate. Gli interrogativi di Marco.









Marco ha inviato: 
 
Leggendo la notizia su Repubblica on line, http://bologna.repubblica.it/cronaca/2015/04/07/news/la_denuncia_di_sel_casa_di_riposo_senz_acqua_per_bollette_non_pagate_-111384917/ , da cittadino e utente (preoccupato)  del servizio in regime di monopolio dell'acqua pubblica mi sono domandato:

Per l'erogazione di un servizio l'azienda deputata oltre che al guadagno ha dei costi che  vengono spalmati sui clienti/utenti. Capisco il principio dell'equità orizzontale, però per arrivare a chiudere i rubinetti, Hera immagino abbia inviato più di un bollettino o avviso di morosità.

Resta comunque fermo che, dalla lettura da pagina 11 della carta dei servizi


il gestore PUO' E NON DEVE sospendere la fornitura.

Sempre scorrendo la lettura della carta dei servizi, si legge …..  “ Ove tecnicamente possibile, e su indicazione dell’Autorità competente, il gestore può provvedere all’installazione di adeguati strumenti di limitazione della portata e della pressione di fornitura al fine di garantire una minima
erogazione di acqua” .......

E’ la classica storia come con l'amministratore di condominio …  in questo caso  l'amministratore è di una srl . I residenti pagano la società.

Se l'amministratore di condominio o l'amministratore della srl (residenza per anziani) non pagano le bollette, i condomini o i clienti della residenza sono poi costretti a pagare la bolletta o le bollette insolute non pagate dagli amministratori avere per la riattivazione del servizio.

Saranno poi i condomini o i clienti della residenza a rivalersi sugli amministratori.

Chi è l'Autorità competente?

Hera nel caso di specie si è rivolta all'Autorità competente?

Ma all'Autorità competente chi si deve rivolgere,  Hera o i condomini/utenti/clienti?



giovedì 18 settembre 2014

Castiglione dei Pepoli. Schiaffi e insulti agli ospiti di una casa di riposo, arrestata operatrice.



Da Bologna Today

Sarebbero stati vari e ripetuti gli episodi di maltrattamento commessi da una operatrice della casa di riposo Villa del Sole di Castiglione dei Pepoli nei confronti di alcuni anziani ricoverati, non autosufficienti e affetti da patologie invalidanti.  La donna da due giorni è agli arresti domiciliari dopo il provvedimento emesso dal gip su richiesta della Procura.

L'indagine è partita da un'ispezione svolta dai Nas , nel corso della quale sarebbero emersi sospetti sull'idoneità dell'assistenza prestata agli ospiti.
Le successive indagini e le testimonianze raccolte hanno permesso ai militari di accertare che nella struttura si sarebbero  verificati vari e ripetuti episodi di maltrattamento commessi dall'operatrice nei confronti di alcuni anziani ricoverati. In piu' occasioni la donna avrebbe schiaffeggiato e strattonato gli ospiti rivolgendo loro offese ed umiliazioni verbali. (fonte agenzie Dire)

Una persona "violenta, minacciosa, ingiuriosa". Anche i colleghi l'avrebbero temuta.
I fatti sarebbero cominciati nel 2010. Nella struttura ci sono molti anziani malati di Parkinson o di Alzheimer, ed è soprattutto verso di loro che la donna avrebbe sfogato la sua rabbia. In particolare verso quattro persone che hanno dagli 80 ai 92 anni, non autosufficienti e incapaci di difendersi.
Una notte, per esempio, avrebbe addirittura deciso di svegliare una paziente malata di Alzheimer per accompagnarla in bagno strattonandola violentemente e urlando; la signora, infastidita, le avrebbe dato uno schiaffo facendole cadere gli occhiali e scatenando la reazione dell'operatrice, che di rimando l'avrebbe presa a schiaffi, tirato i capelli, pestato i piedi nudi. L'anziana viene poi rimessa a letto da un'altra infermiera, ma è pallida e fa fatica a respirare: nonostante questo l'operatrice in questione, durante il resto della notte, si sarebbe rifiutata di andare a controllare le condizioni della paziente. Per questo episodio sarebbe stata pure sottoposta a un procedimento disciplinare conclusosi con una sospensione dal lavoro per alcuni giorni.
Non finisce qui. L'operatrice ai domiciliari si sarebbe lasciata anche andare a commenti volgari e cattivi: "Vecchia schifosa, devi morire", "speriamo che quando rientro dalla maternità tu sia schiattata", "strxxx, fancxxxx, pezzo di mexxx". Ad alcuni pazienti, poi, avrebbe storto le dita "senza nessun giustificato motivo, forse per sadismo, nervosismo e inusuale furia". L'inchiesta, affidata alla pm Beatrice Ronchi, è partita da un esposto di dicembre ai Nas di un'ex collega. Scattano subito i controlli dei militari che ascoltano i familiari dei pazienti e gli altri operatori della struttura.
Operatori che confessano di aver a volte segnalato in ritardo i comportamenti violenti della donna per paura di ritorsioni da parte sua e del marito, che più volte si sarebbe scagliato contro i colleghi per difendere la moglie. Il gip Francesca Zavaglia ha accolto la richiesta dei domiciliari per l'operatrice. (agenzia  Dire)