venerdì 11 settembre 2026

Il Ponte di Vizzano aspetta manutenzione e riapertura

 



di Letizia Rostagno

 

A due anni dalla chiusura al traffico veicolare del Ponte di Vizzano, nel Comune di Sasso Marconi, il futuro dello storico attraversamento sul Reno resta ancora da definire. Il consigliere regionale Marco Mastacchi (Rete Civica) ha depositato un’interrogazione a risposta scritta per chiedere alla Giunta regionale un aggiornamento sullo stato delle verifiche tecniche, sui lavori necessari e sulle prospettive di riapertura al traffico.

Il ponte è chiuso ai veicoli a motore dall’agosto 2024, per ragioni di sicurezza, mentre resta utilizzabile da pedoni e ciclisti. Una situazione che, secondo Mastacchi, si protrae ormai da troppo tempo per un’infrastruttura che rappresenta un collegamento importante per i residenti e per l’economia turistica della zona, attraversata da itinerari come la Via degli Dei e la Via della Lana e della Seta.

Il Ponte di Vizzano non è soltanto un’infrastruttura viaria, ma anche un elemento fortemente riconoscibile del paesaggio e della memoria di Sasso Marconi. La sua storia risale agli anni Venti del Novecento, quando la costruzione di un attraversamento stabile del Reno fu sostenuta anche grazie all’iniziativa di una maestra del territorio, che aveva chiesto un collegamento più sicuro per i propri alunni.

I lavori iniziarono nel 1926. Distrutto nel 1945 durante la ritirata delle truppe tedesche, il ponte venne ricostruito nel 1949 e successivamente consolidato nel 1994. La particolare struttura sospesa, che richiama per alcuni aspetti il celebre stile dei ponti americani, ne ha fatto nel tempo uno dei manufatti più caratteristici dell’Appennino bolognese.

Prima della sua realizzazione, il Reno veniva attraversato attraverso antichi passaggi e grazie all’attività dei cosiddetti passatori, che traghettavano persone e merci da una sponda all’altra. Oggi, invece, il ponte si trova al centro di una rete escursionistica e cicloturistica sempre più frequentata.

Le verifiche tecniche e il nodo della Soprintendenza

Le indagini tecniche e strutturali commissionate dal Comune di Sasso Marconi avrebbero dovuto concludersi entro l’estate del 2025. Le prime risultanze, secondo quanto riferito in precedenza dalla Giunta regionale, non avrebbero evidenziato gravi criticità strutturali, facendo tuttavia emergere alcune problematiche legate ai vincoli e alle prescrizioni della Soprintendenza.

A oggi, osserva Mastacchi, non sarebbero stati resi pubblici gli esiti definitivi degli accertamenti né un quadro aggiornato sullo stato dello studio di fattibilità relativo a un eventuale nuovo collegamento carrabile alternativo. Un’ipotesi già presa in considerazione dalla Regione in risposta a un precedente atto ispettivo.

«Due anni di chiusura sono un tempo troppo lungo per lasciare cittadini e operatori economici senza risposte», afferma Mastacchi. «Il Ponte di Vizzano non è solo un’infrastruttura, è un pezzo di storia e di identità per Sasso Marconi, oltre che un passaggio fondamentale per chi percorre la Via degli Dei. Proprio perché parliamo di un bene che unisce memoria storica e vita quotidiana del territorio, non possiamo permetterci che la sua manutenzione e il suo futuro restino sospesi senza una programmazione chiara».

Riapertura e collegamento alternativo

Con l’interrogazione, il consigliere regionale chiede quindi alla Giunta di chiarire se le indagini tecniche siano state completate e con quali risultati, quali siano le tempistiche previste per un eventuale ripristino del transito veicolare e a che punto si trovi lo studio di fattibilità per un nuovo collegamento carrabile.

Mastacchi chiede inoltre di conoscere le eventuali valutazioni e interlocuzioni avviate sul tema con il Comune di Sasso Marconi e la Città metropolitana di Bologna.

La vicenda del Ponte di Vizzano, secondo il consigliere, solleva anche una questione più generale sulla gestione delle infrastrutture storiche del territorio regionale: da una parte la necessità di conservare un bene identitario e tutelato, dall’altra quella di garantire interventi di manutenzione adeguati e la continuità dei collegamenti per la comunità locale.

Il tema non riguarda dunque soltanto la riapertura di un ponte, ma anche la capacità di conciliare tutela del patrimonio, sicurezza, mobilità e sviluppo turistico. Per Mastacchi serve una programmazione «seria e tempestiva», affinché il Ponte di Vizzano possa tornare a essere un collegamento funzionale e non rimanga a lungo un simbolo di un futuro ancora da decidere.

 

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